L'Audi Coupé e la leggendaria Audi quattro rappresentano capitoli fondamentali nella storia automobilistica, incarnando un connubio di design audace, ingegneria avanzata e prestazioni entusiasmanti. Dalla sua genesi nel 1980, la Coupé ha evoluto il suo aspetto e le sue capacità, mentre la quattro ha ridefinito il concetto di trazione integrale, lasciando un'impronta indelebile nel mondo delle auto sportive e da rally.
Le Origini: La Nascita di un Mito
Il viaggio di queste icone su quattro ruote è iniziato nel ricordo del 1980, con il debutto della prima Audi Coupé. Questa vettura è stata concepita sulla solida base dell'Audi 80 B2 di seconda generazione, un modello che già godeva di un certo prestigio. Il genio stilistico di Giugiaro ha plasmato una carrozzeria dal taglio distintivo, caratterizzata da un profilo fastback e da linee squadrate che esprimevano un carattere deciso e moderno per l'epoca. Quasi in contemporanea con la Coupé, sulla stessa piattaforma meccanica, è nata la leggendaria Audi quattro.

La distinzione tra la Coupé e la sua sorella a trazione integrale era subito evidente e si concentrava su tre elementi chiave che ne definivano l'identità e le capacità:
- Passaruota Allargati: Per accogliere carreggiate più ampie, essenziali per migliorare la stabilità e la tenuta di strada, i passaruota della quattro sono stati generosamente allargati, conferendole un aspetto più muscoloso e imponente rispetto alla Coupé.
- Fascioni Paraurti Più Grintosi: Il design dei paraurti è stato rivisto per enfatizzare la sportività del modello, con linee più aggressive e pronunciate che ne sottolineavano il carattere dinamico.
- Trazione Integrale Permanente quattro: Il cuore pulsante della quattro, e l'elemento che l'ha resa un'icona, era il suo rivoluzionario sistema di trazione integrale permanente. Questa innovazione tecnologica ha permesso alla vettura di offrire un livello di aderenza e controllo senza precedenti, rivoluzionando il mondo delle auto stradali e aprendo nuove frontiere nelle competizioni.
L'accoppiata di questi due modelli, la Coupé e la quattro, ha rappresentato un successo per Audi, rimanendo a listino con successo fino al 1987. Questo periodo ha visto affermarsi la loro reputazione come veicoli capaci di offrire un'esperienza di guida emozionante, unita a un design distintivo.
L'Evoluzione Generazionale: La Coupé B3
Nel 1987, Audi ha introdotto una nuova generazione di Coupé, la Audi Coupé B3, che ha segnato un significativo passo avanti in termini di design e ingegneria. Il salto generazionale è stato reso immediatamente evidente da un generale arrotondamento delle linee della carrozzeria. Le forme squadrate della serie precedente hanno lasciato spazio a curve più morbide e aerodinamiche, conferendo alla vettura un aspetto più moderno e fluido.
La Coupé B3 non solo ha cambiato il suo "vestito", ma ha anche visto una revisione delle sue dimensioni. La carrozzeria è diventata più corta, più larga, migliorando l'agilità su strada, e ha introdotto un pratico portellone posteriore. Questa modifica ha notevolmente aumentato la versatilità del veicolo, facilitando il carico e lo scarico di bagagli e oggetti di dimensioni maggiori, un aspetto che era stato un limite per la serie precedente.
Anche in questa nuova serie, il nome "quattro" è tornato a far parte della nomenclatura Audi, ma con un significato leggermente diverso. In questa generazione, "quattro" identificava semplicemente le versioni dotate di trazione integrale permanente, distinguendole dalle varianti a trazione anteriore. L'eredità della quattro "originale", quella che aveva dominato i rally, veniva raccolta dalla variante più sportiva della gamma: la Coupé S2.

La S2 si distingueva per un frontale ristilizzato, caratterizzato da un look più aggressivo e da prese d'aria maggiorate, che ne anticipavano le prestazioni superiori. Questo modello ha ereditato lo spirito sportivo della quattro, offrendo prestazioni di tutto rispetto che la rendevano una scelta ambita per gli appassionati di guida sportiva.
Un Capolavoro di ingegneria: La Sport quattro
A fare storia a sé, distinguendosi dal percorso evolutivo delle Coupé e delle quattro "standard", è stata la leggendaria Audi Sport quattro. Prodotta nella prima metà degli anni Ottanta, questa vettura è diventata un'icona assoluta, soprattutto grazie ai suoi successi nel Campionato del Mondo Rally (WRC). La Sport quattro non era semplicemente una versione potenziata della quattro; era un'auto da competizione omologata per uso stradale, progettata con un unico obiettivo: dominare.
La sua carrozzeria, caratterizzata da un design ancora più estremo e funzionale, presentava ampi passaruota, un alettone posteriore imponente e prese d'aria generose per raffreddare il potente motore. Sotto il cofano, questa vettura montava un motore a cinque cilindri turbo da 2.1 litri, capace di erogare potenze considerevoli per l'epoca, che, abbinato alla trazione integrale quattro, garantiva prestazioni esplosive e un'aderenza eccezionale su ogni tipo di superficie. La Sport quattro è diventata sinonimo di prestazioni estreme e ha ispirato generazioni di appassionati e ingegneri.
Gloria al Quattro – Documentario su Audi Quattro e Sport Quattro
La Diversità delle Motorizzazioni e delle Prestazioni
L'ampio assortimento di modelli che si trova tra Audi Coupé e Audi quattro si riflette anche sul fronte delle motorizzazioni, offrendo una vasta gamma di opzioni per soddisfare le diverse esigenze e preferenze degli automobilisti.
Prima Generazione (Coupé B2 a trazione anteriore e quattro):Andando con ordine, la Coupé prima serie B2, prodotta con trazione anteriore, è stata equipaggiata con una gamma di motori aspirati a benzina. Questi propulsori includevano unità da 1.6, 1.8, 2.0 e 2.2 litri. Le loro potenze variavano da un minimo di 75 CV a un massimo di 136 CV, offrendo un'esperienza di guida fluida e affidabile per l'uso quotidiano.Tuttavia, l'unità di maggior cubatura, il motore da 2.2 litri, esisteva anche in una versione sovralimentata da turbocompressore. Questa versione turbo era l'unica motorizzazione a equipaggiare la prima Audi quattro stradale, conferendole prestazioni decisamente superiori e un carattere più sportivo, diventando un punto di riferimento per la tecnologia della trazione integrale.
Seconda Generazione (Coupé B3 e varianti quattro):Sulla Audi Coupé B3, successiva al 1988, si è riscontrata una notevole varietà di propulsori, che sottolineavano ulteriormente la diversificazione dell'offerta Audi. La gamma si articolava progressivamente in termini di sportività:
- Motori 1.8 e 2.0 Litri: Inizialmente, erano disponibili esemplari equipaggiati con motori da 1.8 e 2.0 litri. Era importante distinguere tra le auto a quattro e a cinque cilindri in questa fascia, poiché il frazionamento a cinque cilindri, introdotto con queste motorizzazioni, sarebbe diventato un tratto distintivo per le versioni più performanti.
- Motori a Cinque Cilindri: Il frazionamento a cinque cilindri, adottato anche dalle Coupé 2.3 litri, rappresentava un passo avanti in termini di erogazione di potenza e sonorità, caratteristiche molto apprezzate dagli appassionati. Questi motori offrivano un eccellente compromesso tra prestazioni e fluidità di marcia.
- Motori V6 2.8 Litri: Sebbene meno comuni e quindi più ricercate sul mercato dell'usato, erano disponibili anche rare versioni equipaggiate con motori V6 da 2.8 litri. Questi propulsori garantivano un'erogazione di potenza ancora più corposa e un'esperienza di guida più raffinata.
Versioni Specifiche e Prestazioni Elevate:L'offerta di motorizzazioni si estendeva a versioni particolarmente performanti, come dimostrato da alcuni esemplari presenti sul mercato:
- Audi Coupé 2.2 turbo 20V cat quattro S2: Questo modello, risalente ad aprile 1991, con 160.000 km percorsi, montava un motore turbo da 2.2 litri con 20 valvole e trazione quattro. Descritto come "restauro maniacale, mai avuto problemi di ruggine, meccanica perfetta pronta all’uso", questo esemplare rappresenta una rarità e un'opportunità per gli intenditori.
- Audi quattro 2.1 turbo: Un esemplare del 1982, con 107.000 km, proposto come "prezzo più basso d'Italia", sottolinea il valore storico e collezionistico di questi modelli. L'iconica motorizzazione turbo da 2.1 litri era il cuore pulsante di questa versione, un vero pezzo di storia su quattro ruote.
- Audi Coupé Coupé 2.4 BENZINA 136CV: Un modello del 1989 con 78.000 km, offre un'opzione di cilindrata intermedia, con 136 CV, che garantisce un buon equilibrio tra prestazioni e consumi.
- Audi Coupé TT Coupe 1.8 TFSI Design: Un esempio più recente, del 2017, con 87.000 km, equipaggiato con un motore 1.8 TFSI da 132 kW (179 CV), dimostra l'evoluzione del design e della tecnologia Audi, pur mantenendo il nome "Coupé".
Le prestazioni variavano significativamente in funzione del motore e del modello. Mentre le versioni base offrivano un'esperienza di guida solida e affidabile, i modelli turbo e le versioni S2 e Sport quattro erano capaci di accelerazioni brucianti e velocità elevate, degne delle migliori sportive dell'epoca.
Usabilità e Comfort: Un Equilibrio Riuscito
A fare da comune denominatore alle Audi Coupé e alle Audi quattro è una buona sfruttabilità in tutte le condizioni di guida. Nonostante la loro vocazione sportiva, queste vetture sono state progettate per offrire un'esperienza di guida piacevole e sicura anche nell'uso quotidiano.
- Comportamento su Strada Sicuro: La trazione integrale quattro, in particolare, garantiva un comportamento su strada eccezionalmente sicuro, specialmente in condizioni di aderenza precaria come pioggia, neve o fondi sconnessi. La stabilità e la tenuta di strada erano di livello superiore rispetto alla concorrenza a trazione anteriore. Anche le versioni a trazione anteriore offrivano comunque un buon bilanciamento e una guida prevedibile.
- Confort di Marcia Soddisfacente: L'ingegneria Audi si è sempre distinta per l'attenzione al comfort. Le Coupé e le quattro offrivano un buon livello di comfort di marcia, con sospensioni ben tarate capaci di assorbire le asperità della strada, rendendo i viaggi lunghi meno faticosi. L'insonorizzazione dell'abitacolo era curata, contribuendo a un ambiente interno relativamente silenzioso.
Tuttavia, è importante sottolineare alcune limitazioni in termini di praticità e abitabilità, soprattutto per i modelli delle prime generazioni:
- Abitabilità Posteriore Discreta: Non bisogna aspettarsi molto in fatto di spazio per i passeggeri posteriori. L'abitabilità posteriore risultava discreta e nulla più, con spazio limitato per le gambe e la testa, tipico delle coupé sportive. Era più adatta a brevi tragitti o a ospitare occasionalmente passeggeri.
- Praticità Limitata per le Serie Precedenti: La praticità era buona soprattutto per la serie B3, grazie al portellone posteriore. Le prime Coupé e quattro, invece, avevano uno sportello per i bagagli più tradizionale, che limitava la possibilità di caricare oggetti voluminosi. Questo le rendeva meno adatte al trasporto di bagagli ingombranti o attrezzature sportive.
Nonostante queste piccole criticità, la cura costruttiva generale era di buon livello, come da tradizione Audi, e le prestazioni variavano molto in funzione del motore, permettendo a ogni acquirente di scegliere il modello più adatto alle proprie esigenze, che si trattasse di un uso quotidiano o di una guida più sportiva e appagante.