Volkswagen Polo Diesel 3 Cilindri: Efficienza e Innovazione in un Segmento Competitivo

La Volkswagen Polo, un nome di spicco nel segmento B, ha attraversato diverse evoluzioni sin dalla sua introduzione. La versione presentata nel 2009 ha segnato la quinta serie del modello, introducendo un rinnovamento completo nel design rispetto alla precedente versione nata nel 2001. Questa iterazione ha adottato una linea più aggressiva, caratterizzata da tratti più duri e marcati nella parte frontale, e un disegno più tondeggiante in quella posteriore, elementi che richiamano vagamente la "sorella maggiore" Golf.

Volkswagen Polo 2009 design frontale e posteriore

Evoluzione del Design e della Sicurezza

Il design della Polo del 2009 non è stato l'unico aspetto a ricevere attenzione. Sotto il punto di vista della sicurezza automobilistica, la vettura ha incluso di serie 4 airbag (aumentabili sino a 6), appoggiatesta posteriori, ESP, che integra il dispositivo di assistenza della partenza in salita (sistema di antiarretramento), ASR e servosterzo. Queste caratteristiche le hanno permesso di ottenere il massimo risultato di 5 stelle nei crash test dell'EuroNCAP. Dai test è emerso che l'impatto su una barriera fissa alla velocità di 64 km/h non ha procurato danni di rilievo alla cellula di sopravvivenza degli occupanti, una solidità assicurata dalla rigidità strutturale della scocca.

Particolare attenzione è stata prestata anche alla sicurezza dei pedoni: le parti in lamiera collocate dietro al rivestimento esterno del paraurti consentono ampi margini di deformazione, limitando i danni a carico dell'investito. La percentuale di garanzia di incolumità per quanto riguarda i bambini a bordo è stata fissata all'86%, mentre per gli adulti al 90%. Il 30 novembre 2009, la Volkswagen Polo è stata eletta Auto dell'anno 2010, un riconoscimento significativo, considerando che prima di essa solo un'altra Volkswagen aveva vinto tale titolo, la Golf III nel 1992.

La Rivoluzione dei Motori Diesel: L'Avvento del Tre Cilindri

La gamma motori della Polo ha visto diverse configurazioni nel corso degli anni. Inizialmente, nella versione a benzina, proponeva motori dal 1.2 tre cilindri al 1.4 quattro cilindri, rispettivamente nelle opzioni da 60, 70 cavalli per il 1.2 e 85 cavalli per il 1.4. Le versioni 1.2 da 60 e 70 cavalli disponevano unicamente di cambio a 5 marce, mentre nel 1.4 esisteva la possibilità delle 7 marce su cambio automatico Direct-Shift Gearbox (DSG).

Per quanto riguarda i motori Diesel TDI, con filtro antiparticolato di serie, inizialmente includevano esclusivamente il 1.6 nelle varianti da 90 e 105 cavalli, con la possibilità futura di un 120 CV, che tuttavia non fu reso disponibile dalla casa tedesca. Successivamente, dal dicembre 2009, è stata introdotta anche la variante 1.2 TSI 105 CV con cambio manuale a 6 marce e dalla primavera 2010 lo stesso 1.2 TSI con 105 CV ma con cambio DSG a 7 marce, assieme al 1.6 TDI DPF 90 CV CR BlueMotion con cambio manuale a 5 marce.

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Un cambiamento significativo nella gamma Diesel è avvenuto dal 22 aprile 2014, quando una versione rivisitata della Polo è stata resa disponibile. Esternamente sono state effettuate modifiche ai paraurti anteriore e posteriore, ma la vera rivoluzione è stata nella gamma motori, completamente rivista e con tutti i motori che rispettano gli standard Euro 6. Nella gamma Diesel scompare il 1.6 TDI a favore di una nuova unità 3 cilindri 1.4 disponibile in 3 versioni di potenza da 75 CV, 90 CV e 105 CV, di cui l'ultima non disponibile in Italia.

Il 1.4 TDI Tre Cilindri: Vantaggi e Caratteristiche

I motori a tre cilindri, in particolare quelli diesel, sono diventati un elemento centrale nella strategia di riduzione dei consumi e delle emissioni. Sebbene possano essere acusticamente "zoppi" e far sentire qualche vibrazione a regimi più alti, come correttamente ammesso, anche con l'aggiunta di un albero di equilibratura e un volano bimassa, i loro difetti intrinseci persistono. Eppure, piaccia o no, sono il presente - e il futuro prossimo - della motorizzazione sotto i due litri. Questo perché offrono pochi ma enormi vantaggi: sono molto elastici e permettono economie di carburante quasi imbarazzanti.

Prendendo ad esempio il 1.4 TDI da 90 CV della Polo post-2014, sono stati rilevati consumi medi di 22,622 km/litro. Con un impressionante 29,018 km/litro a 90 all'ora regolarizzati, 23,781 in extraurbano, 19,371 in città e addirittura 8,918 a tavoletta, che in questo contesto significa spingere a 177,7 all'ora (sebbene la velocità massima dichiarata fosse di 184 km/h).

Confrontando questi dati con la precedente Polo, quella del 2009 con il 1.6 TDI 4 cilindri 75 CV, che faceva 20,260 km/litro di media, si osserva un recupero di oltre l'11%. Questo è un buon risultato, anche se non enorme. Tuttavia, la Polo 2014 con 15 CV supplementari è anche più veloce e brillante. Altre rivali dirette, come l'Audi A1 TDI 1.6 da 90 CV (17,870 km/litro) e la Peugeot 208 1.6 eHdi da 92 CV (19,668 km/litro), si posizionavano dietro in termini di efficienza. Persino un'ibrida estremamente parca come la Toyota Yaris (1.5 litri, 100 CV) non riusciva a stare dietro alla Polo diesel in termini di consumo medio (20,379 km/litro di media). Certo, per sua natura in città la Yaris Hybrid faceva meglio (23,238 km/litro) salvo poi crollare in autostrada (13,937). In sintesi, se l'obiettivo è frequentare poco il benzinaio, la Polo con il 1.4 TDI si rivela una scelta eccellente.

Tabella comparativa consumi Volkswagen Polo 1.4 TDI vs rivali

Prestazioni e Comfort di Guida con il Tre Cilindri Diesel

Nonostante l'efficienza, il motore 1.4 TDI a tre cilindri fa sentire la sua voce (e qualche scossa) quando spinto ai regimi più alti, che peraltro non gradisce più di tanto. Da buon turbodiesel, spinge in modo pieno già da 1400 giri e allunga sino a 3500, che corrispondono al regime di potenza massima, oltre il quale tende a "spegnersi". Gira bene, insomma, ma smorza le aspettative dinamiche in favore di un'erogazione piatta e regolare.

La resa prestazionale si assesta a un livello non più che discreto, come dimostrano gli 11,79 secondi necessari per passare da 0 a 100 km/h (contro i 10,9 secondi dichiarati ufficialmente da VW) o i 14,37 secondi per riprendere da 80 a 120 all'ora. Anche se difficilmente il cliente-tipo di una Polo diesel si preoccuperà di contare i secondi, le rivali più dirette offrono qualcosina di meglio in termini di accelerazione pura.

Il cambio, con la classica manovrabilità un po' contrastata dei manuali Volkswagen, è un comando piacevole nell'uso quotidiano piuttosto che nella guida sportiva. La guida si conferma docile e rilassata: si fanno notare soprattutto l'estrema stabilità e prevedibilità di comportamento, ma tra le curve resta spazio per un gradevole dinamismo. Precisa, brillante ed equilibrata, la Polo conferma anche in questa edizione riveduta e corretta (nel motore, più che nel resto della meccanica) elevati limiti di tenuta laterale: si appoggia bene sull'avantreno e digerisce con facilità i cambi di direzione. Tutto questo pur avendo un assetto tendenzialmente morbido e turistico, che lascia spazio a un certo rollio, comunque progressivo e con un'estensione molto guidata. Altrettanto prevedibili i movimenti del retrotreno quando si gioca di tiro e rilascio prima ancora che intervenga il controllo di stabilità, richiamato solo nelle situazioni veramente critiche.

Note positive anche dai freni che, grazie al maggiore dimensionamento dei dischi, permettono decelerazioni più efficaci (e in spazi più contenuti) rispetto a quelle misurate sul diesel 1.6 da 90 CV. Il comfort, sebbene con qualche riserva di natura meccanica, è buono: l'assorbimento delle sospensioni è efficace, rumori parassiti non se ne avvertono, e l'aerodinamica è curata. Certo, qualche vibrazione arriva, come già menzionato.

Interni Volkswagen Polo: plancia e sedili

Versioni Speciali e Restyling

Oltre ai modelli "standard", la Polo ha visto anche l'introduzione di versioni speciali. Successivamente, venne introdotta la versione GTI dotata di un motore 1.4 sovralimentato capace di erogare 179 CV, in grado di far coprire alla Polo lo 0-100 km/h in 6,9 secondi, con una velocità massima di 229 km/h.

Presentata al Salone di Ginevra 2013, e disponibile sul mercato dallo stesso anno, la Volkswagen Polo R WRC è una serie limitata di sole 2500 auto, omaggio alla gemella che corre nel campionato mondiale rally. Monta un motore 2.0 TSI capace di erogare 220 CV e 350 Nm di coppia che la fa scattare in 6,4 secondi sullo 0 a 100 km/h e la porta a una punta di 243 km/h. Monta un cambio manuale a 6 rapporti e la trazione non è integrale come l'auto da corsa, ma solo anteriore.

Il restyling del 2014 ha portato modifiche ai paraurti anteriore e posteriore, ma la sostanza era nei motori. A benzina, sono diventate disponibili motorizzazioni 1.0 MPI a tre cilindri da 60 e 75 CV, oltre a un 1.2 TSI da 90 CV. Per il 2016 ha esordito un nuovo 1.0 TSI da 110 CV, e per la versione di punta GTI il vecchio 1.4 litri è stato sostituito dal 1.8 TSI da 192 CV. La scomparsa del 1.6 TDI a favore del nuovo 1.4 a 3 cilindri ha rappresentato un passo significativo verso l'ottimizzazione dell'efficienza.

Dotazioni di Sicurezza Aggiuntive e Comfort Interno nel Restyling del 2014

Un altro punto di forza della Volkswagen Polo restyling del 2014 è la dotazione di sicurezza, non comune per un'utilitaria. Non tutto è di serie, naturalmente: come gli airbag posteriori per la testa, che si pagano 485 euro (una somma che incide parecchio sul prezzo di un'utilitaria come questa), mentre gli anteriori fanno sempre parte dell'equipaggiamento standard.

Comunque, tutte le Volkswagen Polo comprendono nel loro prezzo due sistemi per prevenire gli incidenti e ridurne gli effetti: il primo è quello che "capisce" quando il guidatore è stanco e, tramite segnali acustici e visivi, lo invita a fare una pausa; il secondo è il dispositivo anticollisione multipla che, in caso d'incidente, dopo il primo urto attiva automaticamente i freni per evitare ulteriori impatti. A richiesta (i prezzi sono ancora in via di definizione) si possono però avere anche il sistema di frenata automatica (a velocità non superiori a 30 km/h avvisa il guidatore quando rileva il pericolo di tamponamento e, nel caso, arresta la vettura) e l'ACC, che (da 30 a 160 km/h) permette di impostare la velocità e la distanza dagli altri veicoli. Il sistema provvede da solo ad accelerare e a frenare (anche fino all'arresto dell'auto) per mantenere i valori prescelti.

L'abitacolo della nuova Volkswagen Polo si presenta spazioso e austero, mantenendo le caratteristiche del modello precedente. Le modifiche sono solo di dettaglio: listelli tipo alluminio nelle porte, cruscotto più sportivo (con tachimetro e contagiri a binocolo), consolle modificata per ospitare l'inedito impianto multimediale. Quest'ultimo, fra le numerose funzioni, può anche visualizzare nell'ampio schermo (6,5”) i contenuti del telefonino (se dotato di sistema operativo Android). Le finiture si confermano di buon livello (morbida al tatto la parte superiore della plancia): l'impressione è di trovarsi in una vettura di categoria superiore. La posizione di guida prevede tutte le regolazioni del caso; volante, pedaliera e sedile sono correttamente allineati. Le poltrone sportive con fianchetti pronunciati, presenti in alcune versioni come la Fresh del test, stringono persino troppo chi è di taglia un po' robusta. Il baule, infine, ha una capienza nella media (280 litri, che salgono a 952 ripiegando il divano) e il fondo è facilmente regolabile su due altezze.

Consumi e Valori di Emissione

Sul versante dei consumi, i motori Diesel TDI, con filtro antiparticolato di serie, hanno dimostrato un'elevata efficienza. In media, tutte le variazioni di potenza del motore 1.6 TDI registravano consumi di 4,2 L/100 km, con emissioni di 109 g/km. Nelle versioni BlueMotion, i livelli scendevano a 3,8 L/100 km e 96 g/km. Relativamente al 1.2 TSI da 105 CV (motore poi non più disponibile in Italia dal secondo semestre del 2011), il consumo medio si attestava su 5,5 L/100 km e 129 g/km di CO2.

Con l'introduzione del 1.4 TDI a tre cilindri nel 2014, i dati di consumo hanno ulteriormente migliorato, come testimoniato dai 22,622 km/litro di media rilevati. La casa parlava addirittura di una media di 32,3 km/l per la versione del 1.4 a gasolio da 75 CV, accreditata di consumi da record.

In conclusione, la Volkswagen Polo diesel a tre cilindri rappresenta un'evoluzione significativa nel panorama automobilistico, incarnando l'impegno di Volkswagen verso l'efficienza e l'innovazione, pur mantenendo saldi i principi di sicurezza e guidabilità che da sempre contraddistinguono il modello.

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