La Volvo S40 ha rappresentato un capitolo significativo nella storia della casa automobilistica svedese, distinguendosi come un'autovettura di classe media che ha saputo evolversi nel corso delle sue due generazioni. La prima serie, lanciata nel 1995, ha segnato un'importante innovazione per Volvo, introducendo standard elevati di sicurezza e un design che, pur mantenendo le radici svedesi, ha saputo adattarsi ai tempi.

Le Origini e lo Sviluppo della Prima Serie (1995-2004)
Le prime Volvo S40 (berlina) e V40 (station wagon) venivano costruite nei Paesi Bassi nello stabilimento NedCar (ex DAF), frutto di una joint venture tra Mitsubishi Motors Corporation e Volvo, prima che quest'ultima venisse acquisita da Ford. Questa collaborazione ha portato la S40 a essere basata sulla stessa piattaforma della Mitsubishi Carisma. Nonostante la piattaforma condivisa, le due vetture si differenziavano notevolmente: dei circa 5.000 componenti della vettura, ben 4.000 risultavano differenti per la S40/V40 e la Carisma, evidenziando l'impegno di Volvo nel mantenere la propria identità e specificità.
La presentazione ufficiale della S40 berlina avvenne al Salone di Francoforte nel settembre 1995, mentre la versione station wagon, la V40, fu lanciata al Motorshow di Bologna nel dicembre dello stesso anno. Queste vetture furono innovative per l'epoca, poiché per la prima volta la Volvo offriva di serie gli airbag laterali su una sua vettura, un chiaro segno della proverbiale attenzione di Volvo per la sicurezza.
Design Esterno: Lo Stile Svedese in Evoluzione
La Volvo S40 incarna appieno lo stile svedese a cui Volvo negli anni ha abituato con le sue berline. Il frontale della vettura della prima serie era dominato dalla griglia frontale rettangolare contornata da proiettori rettangolari con linee smussate. I parafanghi accentuati donavano una bella presenza alla vettura su strada, mentre il cofano risultava lineare, pulito e molto basso, tanto da sembrare un tutt'uno con il muso.
Tra la prima e la seconda serie, il disegno della S40 cambiò notevolmente, abbandonando gli stilemi tipici degli anni '90 in favore di un design molto più moderno, con linee più morbide e tondeggianti ispirate alla S60 e alla S80. Il frontale nell'ultima generazione risultò molto più aggressivo, con fari più appuntiti e una griglia più grande. Al posteriore, la coda era corta e alta, con un look compatto che le dava un aspetto da "piccola ammiraglia".
Un capitolo a parte merita la versione T5, che si caratterizzava per uno stile nettamente più sportivo rispetto alle altre S40. Tutte le caratterizzazioni, infatti, puntavano a offrire un'esperienza decisamente più sportiva con prese d'aria più grandi, terminale di scarico cromato (in alcuni mercati anche doppio), cerchi in lega da 17” o 18”, un assetto più ribassato e piccoli badge qua e là per la carrozzeria a sottolineare lo spirito racing.

Interni: Funzionalità e Modernità
Come all'esterno, le differenze tra le due generazioni di Volvo S40 sono marcate. La prima serie del 1995, infatti, presentava degli interni molto semplici e robusti, con interni in pelle negli allestimenti più accessoriati.
Discorso diverso fu quello intrapreso dai designer della casa svedese con la seconda serie, rimasta in commercio fino al 2012. In questo caso, gli interni erano molto più moderni e minimalisti, con la plancia centrale sospesa e materiali di altissima qualità. Molto elegante era il volante a tre razze con i comandi per l'impianto multimediale della vettura integrati, che nascondeva un tachimetro analogico di facile lettura e molto semplice, riportante i classici indicatori del livello carburante e della velocità, oltre a un piccolo display TFT in grado di fornire i dati sulle condizioni della vettura e sulla temperatura esterna. A lato del contachilometri era presente il foro per inserire le chiavi nel quadro e poco più avanti le bocchette dell'aria. Per il resto, la parte centrale del cruscotto vedeva subito sotto il comando di gestione del clima; infine, nella parte inferiore, all'altezza della leva del cambio, si trovava il tasto hazard.

Motorizzazioni: Una Gamma Completa e Versatile
La gamma di propulsori montati sotto il cofano della S40 si è sempre rivelata completa, offrendo una varietà di opzioni per soddisfare diverse esigenze di guida. Nella prima serie, le S40 e V40 erano equipaggiate con motori tutti 4 cilindri nelle configurazioni turbo-diesel 1.9 (di origine Renault) e benzina 1.6, 1.8, 2.0. Questi ultimi erano anche sovralimentati mediante turbocompressore (2.0T e T4). La versione con motore 1.8 era prodotta anche come BiFuel, con impianto GPL direttamente dalla casa madre. Questa versione si distingueva per la presenza del tasto LPG sulla plancia centrale, uno strumento con lancetta per la visualizzazione del livello del gas al posto del termometro, e una spia verde LPG nel quadro strumenti. A causa del serbatoio a forma di ciambella ubicato nel baule, veniva fornita senza ruota di scorta.
La seconda serie della Volvo S40, commercializzata dal 2004 al 2012, una berlina a tre volumi o familiare dal design tipico scandinavo con una grande attenzione all’aspetto della sicurezza, ha ulteriormente ampliato l'offerta. Erano quattro le varianti a benzina e tre a gasolio. In gamma non vi era soltanto la presenza dei 4 cilindri, ma anche alcuni motori con ben 5 cilindri. Il motore d’ingresso della Volvo S40 era il 1.6 da 101 CV, montato non solo sulle berline ma anche sulle station. Seguivano poi in gamma un più potente e ben rapportato 1.8 litri da 125 cavalli, un 2.0 da 145 CV che, grazie alla poderosa coppia, era indicato anche per muovere la variante station wagon a pieno carico.
Sul fronte Diesel, la Volvo S40 portava con sé tre motori declinati in potenze differenti: l’entry level era rappresentato dal 1.6 D che si declinava in due versioni da 109 e 115 CV sulla base dell’allestimento scelto. Erano poi disponibili i 2.0 Diesel declinati nelle versioni D, D3 e D4 con potenze crescenti che partivano da 136, salivano a 150 e 177 cavalli, e terminando con il più potente cinque cilindri 2.4 D5 da 179 CV. Nel 2004 era disponibile con il propulsore da 2.400 cc cinque cilindri di origine Volvo erogante 140 CV e 220 nm di coppia a 3.500 giri minuto e nel 2006 è stata introdotta la motorizzazione cinque cilindri Diesel di origine Volvo.
Piattaforme e Innovazioni Tecnologiche
Introdotta nel 2004, la seconda generazione della S40 è basata su piattaforma Ford C1, sulla quale sono basate anche, ad esempio, Ford Focus e Mazda 3, e viene costruita nello stabilimento di Gand in Belgio. La versione familiare assunse il nome di Volvo V50. Sebbene il telaio e la maggioranza delle componenti della vettura siano stati sviluppati da Volvo, le sospensioni sono state sviluppate da Ford, i motori Diesel da Ford-PSA (Peugeot) e i cambi da Mazda.
Nel giugno 2007 il modello ha subito un leggero restyling che ha interessato i gruppi ottici anteriori e posteriori e i fascioni paracolpi di entrambe le versioni, berlina e station wagon.
Allestimenti e Personalizzazione
Le versioni della Volvo S40 erano molteplici: quella base, la Momentum e la R-Design. Tutte vedevano interni curati in tessuto o pelle, mentre solo la versione lusso aveva di serie il navigatore e proponeva come optional il tetto apribile.
La V50, la versione station wagon della seconda generazione, era proposta sul mercato con tre allestimenti: Kinetic, Momentum e Summum. La Volvo S40, nei suoi anni di produzione, ha offerto optional unici che andavano ad influire non poco nei listini. Le versioni 1.6 a benzina erano particolarmente apprezzate poiché si poteva installare facilmente l’impianto GPL, specialmente nella versione station.
Sicurezza: Un Punto di Forza Tradizionale
La Volvo S40 è stata una vettura estremamente interessante per la casa svedese che si è distinta non solo per il senso di sicurezza e protezione tipica della proverbiale fama di Volvo. Questo aspetto è stato un pilastro fin dalla prima serie, come dimostrano i risultati dei test EuroNCAP del 1997, che le hanno conferito un punteggio di 2,5 stelle. La seconda generazione ha ulteriormente migliorato questo aspetto, ottenendo 5 stelle nei test EuroNCAP del 2004, a riprova dell'impegno costante di Volvo nell'offrire veicoli all'avanguardia in termini di protezione per gli occupanti.

Prezzi e Rivalutazione sul Mercato dell'Usato
Da ricerche di mercato è emerso che le S40 più economiche con oltre 200.000 km all’attivo partono da circa 1.900 euro, mentre le più care sono le S40 prima serie con pochi chilometri all’attivo che stanno aumentando il loro valore collezionistico e si trovano anche a quasi 8.000 euro. Ad oggi le Volvo S40 in buono stato stanno cominciando ad avere una leggera rivalutazione storica, in particolare la Summum, che venne prodotta nei primi anni di produzione. Questo fenomeno riflette l'apprezzamento crescente per i modelli storici e ben conservati, soprattutto quelli che rappresentano tappe importanti nell'evoluzione di un marchio automobilistico.
Alternative e Concorrenti nel Segmento
Nel segmento delle berline medie, la Volvo S40 ha dovuto confrontarsi con una concorrenza agguerrita, sebbene con caratteristiche peculiari che la distinguevano. Tra le concorrenti dirette si possono annoverare modelli come la Audi A4, la BMW Serie 3, la Mercedes-Benz Classe C, la Volkswagen Passat, la Ford Mondeo e la Opel Vectra. Ognuno di questi modelli offriva un proprio mix di design, prestazioni e dotazioni, ma la S40 ha saputo ritagliarsi un proprio spazio grazie alla sua reputazione di affidabilità, sicurezza e al distintivo stile scandinavo. La ricercatezza per il design è evidente con l’effetto “clou” dell’arredamento interno costituito dalla consolle centrale sospesa, che conferisce all’ambiente un senso di futuristica ariosità.

La Volvo S40, in entrambe le sue generazioni, ha rappresentato un veicolo di rilievo per Volvo, combinando l'impegno per la sicurezza con un design distintivo e una gamma di motorizzazioni versatile. La sua eredità continua a essere apprezzata, come dimostra la leggera rivalutazione sul mercato dell'usato per i modelli meglio conservati.