L’evoluzione tecnologica di Renault: Dalle leggende stradali ai prototipi del futuro

La storia di Renault è un intreccio continuo di audacia ingegneristica, successo commerciale e ricerca costante dell'efficienza. Dalle iconiche utilitarie che hanno motorizzato le famiglie europee, passando per l'innovazione audace delle vetture sovralimentate, fino ad arrivare alle sofisticate architetture ibride ed elettriche, il marchio della Losanga ha sempre utilizzato le competizioni come banco di prova per le tecnologie di serie.

Il fenomeno Renault 4: un’icona del Novecento

La nuova Renault 4 arrivò in anteprima mondiale e si presento’ alla stampa internazionale nel mese di agosto del 1961, in Camargue. La gamma della Renault 4 comprendeva: R3, con il motore 600; R4, con il propulsore 750; R4L, con la carrozzeria a sei finestrini; Fourgonette, come veicolo commerciale. Una novità che venne introdotta già nel mese di novembre del 1961 fu il bocchettone del serbatoio carburante spostato sul parafango posteriore destro. L’anno successivo, nel 1963 si evolve ulteriormente, con il cambio meccanico a tre marce sincronizzato.

Ma per cercare di mettere un po’ d’ordine: la gamma della Renault 4 fu razionalizzata nel 1965, in quanto composta solo dalle versioni Luxe ed Export. Lo stesso anno terminò la produzione italiana della vettura, a causa della tassa di circolazione basata su cavalli fiscali, lunghezza e superficie al suolo della vettura, raddoppiata rispetto alle concorrenti Fiat 500 e 600. La Luxe, successivamente, scomparve nel 1966, sostituita dalla versione base della Renault 4 con la plancia ridisegnata.

Renault 4 storica in un contesto rurale anni 60

Nuove modifiche avvennero nel 1967 quando debuttò la seconda serie della Renault 4, riconoscibile per il frontale con la calandra in alluminio, mentre la novità meccanica fu rappresentata dal cambio manuale a quattro marce. Dal 1967 al 1970 tante furono le modiche e gli aggiornamenti, ma l’anno da ricordare per la Renault 4 fu il 1971, con il debutto della spiaggina Rodeo, dotata della specifica carrozzeria in plastica prodotta da Teilhol. La produzione, invece, superò quota 3,5 milioni di esemplari.

Nel 1974 sopraggiunse la terza serie della Renault 4, riconoscibile per la calandra in plastica nera. Fu invece nel 1977, quando la produzione superò quota cinque milioni, che furono introdotte ulteriori modifiche, vale a dire la strumentazione e il volante della Renault 5, più i freni a doppio circuito con l’indicatore di pressione sul cruscotto. Altre modifiche arrivarono negli anni ’80 con l’introduzione della plancia ridisegnata. Debuttarono molte versioni speciali, come la Jogging prodotta dal 1981 in 5.000 esemplari, caratterizzati da colori vivaci per la carrozzeria e dotata del tetto apribile interamente in tela. Nel 1982 adottò il cruscotto della Renault 5, nonché il motore 850 da 34 CV al posto del propulsore 800.

Altre novità tecniche sopraggiunsero nel 1983, come i freni a disco anteriori e il parabrezza laminato. La casa rinnovo’ nuovamente nel 1986, in quanto composta dalla TL Savane con il propulsore 950 da 34 CV, nonché dalla GTL Clan con i cerchi bicolore Style, entrambe dotate delle fasce laterali paracolpi. La Renault 4 uscì fuori dal mercato europeo nel ’92, subito dopo la produzione degli ultimi 1.000 esemplari della versione speciale Bye Bye su base GTL Clan. L’assemblaggio della Renault 4 proseguì in Slovenia e Marocco fino al 1994, quando uscì definitivamente di scena.

Il laboratorio del motorsport: dalle origini alla Formula 1

Vienna, 29 giugno 1902: da una nube di polvere sbuca la prima auto partita tre giorni prima dalla Capitale francese per una della gare più dure dell'epoca, la Parigi-Vienna. E' la numero 147, una 24 HP tipo K della giovane Società Renault Frères, l'azienda fondata nel 1898 dai fratelli Louis, Marcel e Fernand. Una delle vittorie più celebri fu quella ottenuta il 25 giugno 1906 a Le Mans, sede del primo Gran Premio dell'Automobile Club di Francia.

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A contribuire alla vittoria fu un'innovazione geniale: le ruote di scorta erano costituite da cerchi con già montati pneumatici gonfiati. Questa soluzione consentiva a pilota e meccanico di sostituire la ruota in meno di due minuti. Gli anni del primo dopoguerra furono caratterizzati dalla sfida ad "alta velocità". Nel 1925, al circuito di Montlhéry, una 40 CV appositamente preparata dall'officina 153 stabilì record di resistenza sulla distanza di 24 ore. Tra gli altri curiosi record ottenuti dai motori Renault negli anni Venti sono da segnalare quello di risparmio di carburante (3,6 l/100 km) conquistato dalla 6 CV.

L’apice della carriera agonistica nelle gare di resistenza arrivò alla metà degli anni Settanta. Renault decise di realizzare una sport prototipo rivoluzionaria per l'epoca, la A 442, dotata di un 2 litri Gordini sovralimentato con turbocompressore Garrett, capace di erogare oltre 500 CV. Il trionfo alla 24 Ore di Le Mans del 1978 con l'equipaggio composto da Didier Pironi e Jean-Pierre Jaussaud segnò una pietra miliare. L'era della Formula 1, iniziata nel 1977 con il motore V6 turbo da 1,5 litri, ha trasformato Renault in un pioniere dell'innovazione, portando la sovralimentazione al centro delle prestazioni motoristiche mondiali.

Prototipi e innovazione: guardando al domani

Passiamo in rassegna i prototipi presentati da Renault a partire dal 1987. Secondo l'azienda francese, le concept car sono modelli che esplorano nuove tendenze. Un ottimo strumento per sviluppare mobilità e offrire soluzioni di trasporto sostenibili mai prese in considerazione prima. La Renault Vesta II fu presentata nel 1987 per realizzare la sfida proposta dal governo francese di produrre un'auto con un consumo di 3 litri. Il suo motore a tre cilindri da 716 cc, con appena 27 CV, ha ispirato i modelli futuri con la concezione di propulsori a tre cilindri.

Prototipo Renault Vesta II in galleria del vento

L'ultimo decennio del XX secolo iniziò con lo Scenic Concept, l’origine del minivan compatto. Un veicolo spazioso, versatile, dal design futuristico e con un sistema di apertura delle porte scorrevoli senza montante centrale. Successivamente, nel 1994, la Renault Espace F1, un minivan orientato al circuito, stupì il mondo installando in posizione centrale il motore della monoposto Williams-Renault FW15C. Il 1995 vide il primo progresso dell’elettrificazione con la Renault Next, dotata di motore a tre cilindri assistito da due motori elettrici su ogni ruota posteriore.

Entrando nel XXI secolo, Renault ha presentato nel 2001 il Talisman Concept, precursore dell'attuale berlina di Segmento D, introducendo innovazioni come il sistema di avviamento senza chiave e la telecamera panoramica. Nel 2009, la ZOE ZE Concept ha gettato le basi per la mobilità 100% elettrica della casa, mentre la Trezor (2016) ha esplorato la frontiera della supercar elettrica autonoma. Con la SYMBIOZ (2017) e il MORPHOZ (2020), Renault ha continuato a spingersi oltre, utilizzando piattaforme modulari elettriche come la CMF-EV, capace di modificare la lunghezza del veicolo a seconda delle esigenze di guida.

La sfida dell’ibrido: E-TECH Hybrid

Forte delle sue competenze nei veicoli elettrici e dell’esperienza in Formula 1, Renault ha progettato l’innovativa motorizzazione E-TECH Hybrid. Dopo una prima generazione da 140 cv lanciata nel 2020, la seconda generazione da 200 cv è comparsa sul mercato nel 2022 e 2023, con Austral, Nuovo Espace e Rafale. In programma tante ottimizzazioni, ma soprattutto l’adozione di un nuovissimo motore termico a 3 cilindri super-efficiente.

L’obiettivo ambizioso annunciato da Luca de Meo, CEO di Renault, è chiaro: «Vogliamo realizzare il miglior motore ibrido del mondo». Il nuovo motore termico sostituisce l’aspirato 1.6 della prima generazione, integrando tecnologie avanzate come il ciclo di Miller, valvole EGR per la riduzione delle emissioni di NOx e sistemi di iniezione a 350 bar. Per quanto riguarda la trasmissione, gli ingegneri hanno introdotto soluzioni ingegnose, come l'eliminazione di uno dei pignoni che azionano il secondo motore elettrico HSG, ottimizzando il rendimento complessivo. Ogni componente, dalla batteria da 2 kWh all'architettura elettrica da 400 volt, è stato studiato per migliorare le prestazioni elettriche e ridurre gli attriti, confermando l'impegno di Renault nel coniugare efficienza energetica, piacere di guida e avanguardia tecnologica.

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