Audi S2: L'Eredità Sportiva dei Quattro Anelli

Prima dell'affermazione delle più lussuose denominazioni A4, l'Audi S2 ha rappresentato, insieme alla più grande S4 basata sulla 100, la prima vettura Audi a fregiarsi della leggendaria lettera S. Nata come risposta al successo delle BMW M e delle Volvo Turbo, l'S2 ha saputo coniugare comfort, sportività e prestazioni da vera auto sportiva. Quest'auto, prodotta dal 1991 al 1996, è stata commercializzata in tre versioni: coupé, berlina e Avant (familiare), incarnando la visione di un cliente che cercava una personalità sportiva peculiare, meccanica sofisticata e prestazioni elevate.

Audi S2 Coupé frontale

Il Cuore Pulsante: Il Motore a Cinque Cilindri Turbo

Ad accomunare tutte le versioni dell'Audi S2 è il suo propulsore, un classico 2.2 cinque cilindri turbo. Inizialmente, tra il 1991 e il 1993, l'Audi S2 era equipaggiata con il motore 2.2 3B, capace di erogare 220 CV e ben 380 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a 5 marce. Questo propulsore, una variante del motore RR 20VT che equipaggiava la Ur-Quattro, era montato longitudinalmente e presentava una distribuzione con due alberi a camme e quattro valvole per cilindro. L'alimentazione contava su iniezione elettronica sequenziale e su un eccitante surplus nella sovralimentazione mediante turbocompressore e intercooler.

Con l'arrivo delle versioni S2 berlina e Avant nel 1993, il motore 3B lasciò spazio al 2.2 ABY. Questo nuovo propulsore, pur mantenendo la stessa cilindrata di 2.226 cm³, portava la potenza a 230 CV, e il cambio diventava a sei marce. Questa nuova trasmissione fu studiata appositamente per questo modello e in seguito venne montata anche su modelli Porsche. La scelta del cinque cilindri, un motore inusuale per l'epoca, mirava a offrire un propulsore più nobile e vigoroso di un classico quattro cilindri senza optare per un grosso V6, molto difficile da montare a sbalzo davanti al motore. Il risultato è stato un motore che, con il suo sound inconfondibile e la sua cattiveria, è diventato sinonimo stesso di Audi.

Motore Audi a cinque cilindri

Trazione Integrale quattro: La Firma di Ingolstadt

Il pezzo forte dell'allestimento S2 è il noto sistema a quattro ruote motrici permanenti "quattro", giunto a un nuovo livello di sofisticazione. Rispetto all'Audi Quattro originale, al posto del differenziale centrale è presente un sistema Torsen (Torque Sensing) che permette la distribuzione automatica della coppia tra i due assali, variando tra il 25% e il 75%. Un pulsante sul tunnel centrale permetteva il bloccaggio del differenziale posteriore, così che, in situazioni di scarsa motricità, l'architettura era in grado di risolvere situazioni "complesse" a causa del fondo stradale insidioso. Questa trazione integrale, derivata da quella della mitica Audi ur-quattro, forniva una guidabilità che puntava sulla facilità e sull’aderenza piuttosto che sul puro piacere di guida, inaugurando così, dopo la mitica Audi ur-quattro, la famiglia delle Audi veloci, capaci di offrire prestazioni da sportive ma senza le scomodità di coupé e sportive “vere”.

Trazione Integrale quattro: storia e tecnica delle quattro ruote motrici AUDI

Design e Interni: Sportività Discreta ed Eleganza Teutonica

Nonostante sia stata la prima Audi S, la S2 ha fatto proprio lo stile Audi Sport, con una sportività che solo un occhio attento può cogliere. La carrozzeria, sia sulla S2 berlina che sulle versioni Avant e Coupé, riprendeva in toto lo stile della coeva Audi 80 B4, con linee squadrate e molto semplici sia davanti che dietro. A livello estetico, tutte le versioni di Audi S2 erano contraddistinte da uno stile solo delicatamente sportivo, che regalava piccoli indizi sulla natura ad alte prestazioni del modello senza mai esagerare.

I tocchi "Audi Sport" erano da ricercarsi nei cerchi in lega maggiorati, nei piccoli e delicati passaruota più larghi, nel doppio scarico posteriore e, per la S2 Coupé, nella presenza di uno spoiler di generose dimensioni che però su berlina e Avant non era presente. L'unica vera e propria differenza a livello estetico rispetto alle altre Audi 80 era l'inserimento di una griglia anteriore più ampia, con una finitura a nido d’ape e leggermente più sporgente per assomigliare maggiormente all'ammiraglia di Casa Audi, la V8. L'equipaggiamento esterno comprendeva anche fari anteriori poliellissoidali (i posteriori con luci in un colore rosso "unificato" che aumentava la percezione di sportività esclusiva) e ruote in lega da 16" con design Avus e pneumatici 205/55 R 16.

Interni Audi S2 con sedili sportivi

Come per gli esterni, anche gli interni di Audi S2 erano estremamente simili a quelli della coeva Audi 80, con piccole differenze a livello di volante, sedili e quadro strumenti. L'abitacolo delle S2 era funzionale, realizzato con estrema cura ma poco scenografico e ben diverso dalle Audi a cui siamo abituati oggi. La plancia era molto rigorosa ed elegante, dominata da una importante consolle centrale dove si trovavano tutti i comandi principali. Poco più in basso, sotto i tasti rapidi per fendinebbia, luci di emergenza e gli eventuali sedili riscaldati, si trovavano una classica radio con mangiacassette, i comandi del clima e tre strumenti supplementari al posto del vano portaoggetti davanti al cambio.

Il volante poteva essere il classico volante Audi a quattro razze o un più sportivo a tre razze dalla corona più piccola. Dietro di esso, si trovava sia il comando per il Cruise Control, di serie sulle Audi S2, sia un quadro strumenti completamente analogico con strumenti a sfondo bianco, sportivi e sempre ben leggibili. Gli interni di Audi S2 dimostravano la doppia indole sportiva e lussuosa con dei sedili avvolgenti e con un iconico motivo tipicamente anni '90 con il logo "quattro" in corsivo su bande oblique al centro del rivestimento in pelle e tessuto. Questi sedili, sportivi e avvolgenti, si contrapponevano al cambio e a parte delle finiture disponibili di serie in radica, in un allestimento che variava a seconda del mercato di riferimento. Di serie c'erano chiusura centralizzata, fari fendinebbia, fascia scura sul parabrezza, airbag per il pilota, volante rivestito in pelle, specchi elettrici, strumentazione con computer di bordo. Tra gli optional a richiesta figuravano il climatizzatore e i rivestimenti in pelle.

Prestazioni e Sicurezza

Le prestazioni dell'Audi S2 erano notevoli per l'epoca. La coupé, a fronte di un peso dichiarato di 1.520 kg (a vuoto), scattava da 0 a 100 km/h in 5"9 (la berlina in 6"; l'Avant in 6"1) e dichiarava una punta massima di 248 km/h (berlina: 246 km/h; Avant: 242 km/h).

L'Audi S2 beneficiava di una raffinata tecnologia a favore della sicurezza dinamica attiva e passiva. Tra i dispositivi presenti di serie c'erano l'ABS e il sistema Procon-ten (negli urti frontali a una certa velocità il piantone dello sterzo era allontanato dal pilota e i pretensionatori delle cinture erano attivati per contenere i danni da impatto). Inoltre, le portiere erano dotate di barre anti-intrusione e la carrozzeria era zincata, con un filtro antipolline a completare le dotazioni.

Le Versioni dell'Audi S2: Coupé, Berlina e Avant

L'Audi S2 è stata inizialmente disponibile solo con carrozzeria coupé a due porte, basata sulla piattaforma Audi 80 B3. Questa versione, prodotta dal 1991 al 1992 come Audi S2 Coupé 3B, fu la prima vettura ad avere in dotazione il motore sovralimentato a cinque cilindri e venti valvole da 220 CV. Il corpo vettura era rimasto intatto rispetto alla Coupé da cui derivava, con l'unica eccezione del frontale che fu ridisegnato nella parte della griglia per renderla più simile all'Audi V8.

Nel novembre 1992, la carrozzeria Avant si aggiunse alla gamma. La S2 Avant ABY, cioè la versione familiare del modello, aveva installato il motore ABY da 230 CV di potenza.

Infine, nel giugno 1993, la famiglia accolse l'S2 berlina, basata sulla Audi 80 B4. A differenza della 80, aveva i paraurti ridisegnati e nuovi cerchi in lega, oltre al logo "S2" sulla griglia anteriore e sul cofano posteriore. Questa è stata la versione prodotta nel numero più basso di esemplari (306). Non molto apprezzata negli anni in cui fu in commercio, in seguito è diventata molto ricercata dai collezionisti, dato l'esiguo numero di esemplari prodotti. Anche la carrozzeria e i fanali vennero aggiornati e gli interni prevedevano sedili di pelle sportivi, volante a tre razze e tetto apribile (optional).

Prezzi e Rarità

Da buona automobile con i quattro anelli sul cofano, il listino prezzi di Audi S2 non era esattamente dei più abbordabili, nonostante non si raggiungessero le cifre astronomiche delle odierne Audi S4. Nel 1993, infatti, per portarsi a casa un'Audi S2 servivano poco meno di 80.000.000 di lire, una cifra equivalente a 42/43.000 euro odierni. Il prezzo era giustificato dalle prestazioni, certo, ma anche dall'ottima dotazione.

Oggi, sebbene le RS2 non siano così difficili da trovare, le Audi S2 sono diventate negli ultimi anni davvero rare nel nostro Paese. Questo ha contribuito a renderle un pezzo da collezione, soprattutto per gli appassionati che desiderano possedere un vero pezzo di storia dell'automobile moderna, la prima Audi S e anche una delle più pure Audi sportive mai prodotte.

Audi S2 Avant posteriore

Alternative e Concorrenti dell'Audi S2

Sebbene sia ormai introvabile, l'Audi S2 è stata una vettura che ha segnato la storia della Casa di Ingolstadt e ha dato vita alla "guerra delle versioni sportive" con i Quattro Anelli sul cofano. Si tratta di una sportività non eccessiva, mai esagerata o fine a sé stessa, ma elegante e raffinata, capace di offrire prestazioni da urlo, un'aderenza eccezionale ma anche un'usabilità quotidiana identica alle altre Audi 80.

Certo, anche le S2 non erano perfette: rispetto ad alcune dirette concorrenti, l'Audi S2 non era emozionante o divertente da guidare come una vera sportiva, preferendo un compromesso tra sportività, guidabilità e aderenza su tutte le superfici. Nonostante questo, però, se si ha la fortuna di trovare un esemplare di Audi S2 in vendita, si può mettere in garage un vero pezzo di storia dell'automobile moderna.

Tra le dirette concorrenti dell'Audi S2 figura la principale rivale, la BMW M3. Dopo il lancio della S2, però, anche Mercedes-Benz non è voluta essere da meno con la sua prima AMG "ufficiale", la C36 AMG, lanciata nel 1994.

L'Eredità della Quattro: S1 e Prototipi Moderni

L'Audi S2 Quattro è stata una celebre sportiva della Casa dei Quattro anelli chiamata a prendere il posto dell'iconica Audi quattro, indimenticabile protagonista dei rally del mitico Gruppo B. Negli anni '80 l'Audi ha conquistato la scena con la trazione quattro e i rally Gruppo B. Lo slancio, che già poteva contare sul mito delle monoposto da Grand Prix degli Anni '30, è stato sostenuto dalla Coupé quattro e dalla sua più estrema versione da corsa, la S1.

Nella prima metà degli anni '80, l'Audi era impegnata con successo nel Mondiale Rally Gruppo B, rivoluzionando questa categoria dell'automobilismo con le sue vetture a trazione integrale. Tuttavia, nel 1984, la Peugeot fece il suo ingresso nel Mondiale Rally con la propria 205 Turbo 16, frutto di un progetto di nuova concezione, che presentava soluzioni tecniche ancora più competitive come il motore centrale, la trazione integrale e un telaio realizzato appositamente per le competizioni.

In base al regolamento tecnico di allora, era necessario produrre almeno 200 esemplari omologati per uso stradale per ottenere poi l'omologazione anche della versione da competizione. Come il precedente modello da cui deriva, l'Audi Sport quattro era sempre spinta da un motore 5 cilindri in linea, ma con una cilindrata leggermente inferiore, ridotta da 2.144 cm³ a 2.133 cm³, un accorgimento per rientrare in una classe di peso minimo inferiore del Gruppo B. La carrozzeria era realizzata dalla ditta Baur, utilizzando per i pannelli materiali compositi tranne che per le portiere in acciaio; a livello estetico la diminuzione del passo accentuava le dimensioni dello sbalzo anteriore, meno proporzionato rispetto alla quattro. Le prestazioni erano impressionanti: accelerava da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi e raggiungeva una velocità massima di 250 km/h.

Nella prima variante da competizione, il peso è stato ridotto rispetto al modello stradale facendo largo uso di kevlar, vetroresina e alluminio per rimpiazzare la precedente carrozzeria in acciaio e vetrature. Introdotta al Tour de Corse 1984, colse un unico successo con Stig Blomqvist al Rally della Costa d'Avorio e affiancò la precedente Audi quattro A2 nel campionato del mondo rally 1984. Si tratta del modello di Sport quattro che ha disputato più prove di campionato del mondo rally.

La normativa del Gruppo B permetteva di schierare evoluzioni delle auto da corsa a condizione che venissero prodotti ulteriori 20 esemplari del modello stradale già realizzato in 200 esemplari. Nel 1985 l'Audi, per fronteggiare il dominio della nuova Peugeot 205 Turbo 16 evo (prima vettura concepita appositamente per il Gruppo B), sviluppò un'evoluzione della Sport quattro contraddistinta dalla sigla S1. Questa nuova versione venne introdotta in occasione del Rally d'Argentina 1985. Nel 1987 l'auto ebbe una successiva evoluzione e prese il nome di Sport quattro S1 E2.

Audi Sport quattro S1 E2 in azione

La Sport quattro S1 era caratterizzata a livello estetico da vistose appendici aerodinamiche quali: largo spoiler anteriore e grande alettone posteriore. Il motore venne potenziato arrivando a produrre 500 CV, successivi step lo portarono a 540 CV e infine a 600 CV; per migliorarne l'erogazione era dotato di un sistema che evitava il turbo-lag iniettando piccole dosi di carburante anche a farfalla chiusa. In alcune gare l'Audi utilizzò un cambio semiautomatico a doppia frizione. Nonostante queste migliorie l'auto non riuscì a contrastare efficacemente le avversarie; nel mondiale rally l'unico successo è quello del Rally di Sanremo 1985, guidata da Walter Röhrl. La squadra Audi la utilizzò solamente in 6 prove mondiali prima di ritirarsi dai rally. Dopo l'abolizione del Gruppo B, l'Audi utilizzò per l'ultima volta la S1 E2 per gareggiare alla Pikes Peak del 1987.

La Sport quattro venne utilizzata per la prima volta in gara al Tour de Corse, quinta prova del campionato mondiale rally del 1984, guidata da Walter Röhrl, ma non terminò la corsa per problemi al motore. La vettura venne utilizzata sporadicamente, affiancando nelle restanti prove la collaudata Audi quattro A2 (che per la squadra Audi restò la vettura di punta per la stagione 1984), venne gradualmente sviluppata, subì alcuni ritiri per problemi tecnici ma ottenne la prima vittoria al Rally della Costa d'Avorio 1984 pilotata da Stig Blomqvist, prova valida solo per la classifica piloti. Nel 1985 fu la vettura ufficiale del team Audi, migliorata nell'affidabilità ma soffrì la concorrenza della più competitiva Peugeot 205 T16, ottenendo diversi podi ma nessuna vittoria. Per recuperare competitività, la squadra Audi fece debuttare al Rally 1000 Laghi di Finlandia la Sport quattro S1, una versione evoluzione, con la quale poi Walter Röhrl vinse la successiva prova del Rally di Sanremo, che fu un po' il canto del cigno della casa tedesca nel mondiale rally. A metà stagione del campionato del mondo rally 1986, in seguito a dei drammatici incidenti che coinvolsero dei piloti e degli spettatori nei rally in Portogallo e in Corsica, la FIA annunciò la soppressione del Gruppo B a partire dal 1987 e la squadra Audi decise di ritirarsi subito senza concludere il campionato.

Trazione Integrale quattro: storia e tecnica delle quattro ruote motrici AUDI

Nel 2010, presso il salone di Parigi, è stato presentato un nuovo prototipo della Sport quattro basata sulla RS5. La vettura, dotata di trazione integrale quattro, montava un propulsore TFSI turbo da 408 CV di potenza. Le componenti della carrozzeria erano state realizzate in parte in alluminio e in parte in carbonio per contenere il peso. Nel 2013, per celebrare i 30 anni dal debutto della Sport quattro, l'Audi ha presentato presso il Salone dell'automobile di Francoforte un prototipo che reinterpreta in chiave moderna la vettura. Denominata Sport quattro concept, sfruttava per la propulsione un sistema ibrido di un motore elettrico abbinato a un propulsore V8 biturbo di 4,0 litri di cilindrata.

L'Audi S4: Sportività in una Dimensione di Spazio

Nello stesso periodo dell'S2, l'ampliamento di gamma in senso più sportivo coinvolse anche l'Audi 100. A un livello superiore all'S2 e un gradino più in basso rispetto alla grande Audi V8, il brand di Ingolstadt posizionò una 100 più sportiva. Questa ricevette un importante upgrade di meccanica che debuttò al Salone dell'Auto di Barcellona della primavera 1991 (il lancio sul mercato italiano avvenne nel mese di ottobre). L'Audi 100 S4 proponeva migliori e più sportivi "argomenti" all'interno del segmento "E", confrontandosi con titolate antagoniste come le Mercedes "semi ufficiali" AMG, la Lancia Thema 8.32 o la BMW M5.

Era lunga 479 cm, larga 180 cm e alta 144. Il passo era di 269 cm. L'estetica era resa più vigorosa dai parafanghi anteriori più larghi, lo scudo paraurti più proteso verso il basso, gli ingressi d'aria aggiuntivi sotto lo scudo e i fari differenti con luci anabbaglianti e abbaglianti raggruppati in un unico componente. Posteriormente era montata un'unica fascia continua di luci di colore rosso, doppio terminale di scarico e cerchi in lega da 16" con disegno a stella abbinati a pneumatici da 225/50. A richiesta era possibile montare l'assetto sportivo con altezza da terra ridotta di 20 mm e ammortizzatori più rigidi.

L'Audi 100 S4 utilizzava l'unità della sorella minore S2 con trasmissione a 5 marce oppure, a richiesta, a 6 rapporti. A fronte di un peso dichiarato pari a 1.610 kg a vuoto, l'S4 dichiarava 244 km/h di punta massima con uno scatto da 0 a 100 km/h in 6"8 (a 90 km/h il costruttore dichiarava un consumo medio di 7,9 l/100 km).

Audi 100 S4 (C4) frontale

Nell'aprile 1993, la Casa Madre introdusse al Salone di Ginevra l'S4 4.2, raggiungendo l'apice del suo catalogo. Questa si poteva riconoscere solo per la targhetta identificativa "4.2" in coda; la coinvolgente sorpresa era, invece, sotto il cofano. Nel vano motore era infatti installato il maestoso 8 cilindri di 4.172 cc con distribuzione bialbero e trentadue valvole. Questo emozionante propulsore alimentato a iniezione produceva ben 280 cavalli a 5800 giri e forniva 400 Nm a 4000 giri. Il suo mordente era trasmesso alle quattro ruote attraverso la trazione integrale permanente. Disponeva, inoltre, di impianto freni con grandi dischi anteriori dotati di pinze a 4 pompanti. Di serie erano montate ruote in lega da 16" ma l'ampio catalogo offriva anche cerchi da 17" con pneumatici da 245/45. L'equipaggiamento interno, naturalmente, era di prim'ordine (variabile secondo i Paesi di commercializzazione): sedili sportivi in tessuto con regolazione lombare, inserti in fibra di carbonio, servosterzo con computer di bordo, sistema procon-ten, portiere con barre anti-intrusione, carrozzeria zincata, filtro antipolline, fari ellissoidali con luci fendinebbia.

L'Audi S2 da 1.500 CV: Una Follia su Ruote

Esiste anche una S2 Quattro profondamente elaborata e in grado di scaricare sulla trazione integrale la bellezza di 1.500 CV di potenza. Questo incredibile esemplare è stato protagonista di una drag race all'aeroporto internazionale di Arad, nella Romania occidentale. Sotto il cofano di questa speciale Audi S2 si trova il suo cinque cilindri turbo da 2.2 litri profondamente modificato con l'aggiunta del blocco motore prelevato da un propulsore diesel da 2,5 litri, il tutto rafforzato niente meno che con l'aggiunta di cemento. Quest'ultimo permette al propulsore di resistere agli oltre 4 bar di spinta erogati dal gigantesco turbocompressore. La potenza viene erogata alle ruote tramite l'uso di una particolare trasmissione Liberty priva di frizione e che lavora ad aria compressa per cambiare le marce. Con questo particolare sistema, l'erogazione non viene mai interrotta tra i vari cambi di rapporto, cosa che permette di ottenere una spinta costante e continua. In occasione della medesima drag race che si è svolta ad Arad, ha partecipato anche una Volkswagen Lupo da oltre 1000 CV che purtroppo ha colpito il semaforo della gara, colpito in un secondo momento anche da una BMW Serie 3 E36 da 1217 CV.

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