L'Eredità Mercedes-McLaren: Dalle Piste di Formula 1 alle Icone Stradali

La collaborazione tra Mercedes-Benz e McLaren Racing ha una storia lunga e ricca, un intreccio di successi in Formula 1 e la creazione di straordinarie vetture stradali che hanno lasciato un segno indelebile nel panorama automobilistico. Questa partnership, che ha caratterizzato decenni di innovazione e performance, continua a evolversi, con un recente annuncio che la lega fino al 2030.

Un Legame Profondo Nelle Corse: La Partnership McLaren-Mercedes in Formula 1

McLaren Racing e Mercedes-Benz hanno annunciato il prolungamento dell'accordo per la fornitura dei motori fino al 2030, una notizia che ha risuonato nel paddock del venerdì di Abu Dhabi, durante l'ultimo weekend della stagione 2023. Questa intesa sigilla un legame che vedrà McLaren continuare a usufruire delle Power Unit della casa di Stoccarda, diventando il primo cliente del marchio per le nuove normative sulle power unit del 2026, affiancando il team ufficiale.

Formula 1 McLaren-Mercedes in pista

"McLaren Racing e Mercedes-Benz hanno annunciato oggi che il McLaren F1 Team continuerà a usufruire della potenza Mercedes-AMG dal 2026 al 2030, diventando così il primo cliente del marchio per le nuove normative sulle power unit del 2026 insieme al team ufficiale," recita il comunicato. Un'affermazione che sottolinea la fiducia reciproca e l'impegno condiviso in una strategia a lungo termine per le power unit. "Siamo lieti di continuare la nostra partnership con McLaren Racing almeno fino alla fine di questo decennio," ha commentato Markus Schaefer, membro del consiglio di amministrazione di Mercedes-Benz Group AG e Chief Technology Officer, evidenziando la solidità di questa relazione.

La storia di McLaren con i motori Mercedes-AMG è di lunga data: dal 2021 ad oggi, e in precedenza dal 1995 al 2014 ininterrottamente. Questo periodo ha visto anni di trionfi, culminati nel biennio d'oro del 1998 e 1999, quando la McLaren-Mercedes si contrappose alla Ferrari, dando vita a una sfida epica tra Michael Schumacher e Mika Häkkinen. Quella era un'epoca in cui la Formula 1 era cavalleresca, ancora un po' ingenua, ma cazzuta e rumorosa, piena di uomini che si sfidavano in pista. Ricordi sbiaditi di un tempo andato, come le immagini della moglie di Mika ai box, figurine di un passato che molti rimpiangono, quando la Formula 1 era viva e vivace, spavalda e appassionante, sé stessa fino in fondo senza paura.

Mika Hakkinen e la moglie ai box McLaren-Mercedes

Il motto "corri la domenica e vendi il lunedì" si traduceva in un'opportunità marketing straordinaria per Mercedes. Mentre la casa di Stoccarda spingeva la sua nuova Classe A - un successo assoluto con oltre un milione di esemplari venduti, tanto che molte altre case ne seguirono l'idea - e la McLaren batteva o comunque combatteva ad armi pari con la Ferrari, il reparto marketing di Stoccarda si trovò per le mani una vera bomba ad orologeria. È interessante notare che, per celebrare le vittorie in Formula 1, non furono scelte vetture di prestigio come la CLK 55 AMG o la S63 AMG, bensì iniziò a prendere forma un progetto che avrebbe unito le forze di Mercedes e McLaren per un'icona stradale.

La Visione SLR e la Nascita della Mercedes-Benz SLR McLaren

Poco dopo il Salone di Detroit del 1999, Mercedes-Benz presentò una concept denominata Vision SLR, che prefigurava quasi completamente la futura SLR McLaren. Il progetto C199, avviato in quel periodo, mirava alla creazione di una sportiva in grado di contrapporsi alle Ferrari e alle Porsche più esclusive. La Vision SLR, disegnata da Peter Pfeiffer, successore di Bruno Sacco, anticipava fin dalla denominazione lo spirito e la filosofia costruttiva della vettura. L'obiettivo era realizzare un'auto che rinnovasse, dopo diversi decenni, gli antichi fasti delle Mercedes-Benz 300 SLR e 300 SL "Ali di gabbiano".

Mercedes-Benz Vision SLR concept

La Vision SLR appariva realmente come una possibile erede della "Gullwing" del 1954: le prese d'aria sui parafanghi anteriori e la particolare apertura delle portiere, incernierate sul montante anteriore, ne erano una prova evidente. Ma oltre a ciò, lo stile della Vision SLR attingeva anche dalle veloci "Frecce d'argento" che vincevano nei circuiti di Formula 1 con Mika Häkkinen. Tra questi elementi spiccava senza dubbio il frontale con calandra appuntita a forma di freccia.

La versione definitiva, la SLR McLaren, non si discostava molto dalla concept. Le differenze erano minime, riconfermando le griglie sui parafanghi anteriori, gli scarichi ad uscita laterale, il lungo cofano anteriore, il frontale appuntito e a forma di freccia, i doppi fari ellissoidali a disegno incrociato, le portiere ad apertura verticale con incernieratura sui montanti anteriori, la coda corta e raccolta, l'abitacolo quasi a ridosso di essa, i fari posteriori a forma di triangolo molto stilizzato, avvolgente ed arrotondato, e l'estrattore d'aria nella zona posteriore. Il tutto conferisce alla vettura elevate doti di aerodinamicità, raggiunta mediante accurati test in galleria del vento.

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Tecnologia e Innovazione: Il Cuore della SLR McLaren

La raffinatezza tecnica della SLR McLaren si riscontra già a livello della carrozzeria, realizzata in CFK, un materiale a base di fibra di carbonio, esattamente come le monoposto McLaren di Formula 1. Ciò garantisce un elevato risparmio di peso. Inoltre, anche la scocca stessa della vettura, e quindi la quasi totalità della sua struttura, fa largo uso di fibra di carbonio, ma anche di lega di alluminio. Frontalmente, la struttura della SLR McLaren è stata progettata per garantire un adeguato assorbimento degli urti. Poiché per questa zona è stata impiegata unicamente fibra di carbonio, la SLR McLaren può essere considerata la prima vettura di serie al mondo ad utilizzare una struttura frontale deformabile in fibra di carbonio.

Gli accurati studi di aerodinamica hanno permesso di realizzare un fondo piatto con estrattore d'aria posteriore, consentendo un adeguato effetto suolo e un livello di deportanza sufficiente a garantire una buona tenuta di strada anche durante l'utilizzo più spinto. Il fondo piatto è stato forse il principale dei motivi che hanno spinto i progettisti a sistemare le uscite dello scarico in posizione laterale e sotto i parafanghi anteriori, anche se il risultato scenografico ha superato di gran lunga le motivazioni tecniche.

L'effetto suolo, e quindi le elevate doti di stabilità e tenuta di strada, sono integrate da un alettone posteriore che fuoriesce automaticamente una volta superati i 95 km/h, sollevandosi di 10º per schiacciare ulteriormente il retrotreno a terra. Ciò che differenzia questo alettone è il sistema "Airbrake": in caso di brusca frenata d'emergenza, si solleva fino a 65º, opponendo una notevole resistenza aerodinamica per accorciare gli spazi di arresto. La stabilità e la sicurezza passiva sono garantite anche da un baricentro dinamico spostato dietro l'asse anteriore, che migliora la distribuzione dei pesi tra avantreno e retrotreno, e dalla presenza dei consueti sistemi di controllo della stabilità, della trazione e della frenata.

Le sospensioni sono in lega di alluminio, con quadrilateri deformabili sovrapposti, mentre l'impianto frenante è a dischi autoventilanti carboceramici, una soluzione raffinata e costosa, tipica delle supercar più performanti. I dischi anteriori, da ben 370 mm di diametro, hanno pinze freno a 8 pistoncini, mentre quelli posteriori, da 360 mm, hanno pinze a 4 pistoncini. Tale impianto frenante è coadiuvato dal sistema SBC (Sensotronic Brake Control), che assicura un'efficacia frenante ai massimi livelli. La vettura poggia su quattro cerchi da 18 pollici con gommatura differenziata tra avantreno (pneumatici 245/40 ZR18) e retrotreno (pneumatici 295/35 ZR18).

Il Motore M155: Un Cuore Pulsante di Potenza

Il propulsore che spinge la SLR McLaren è il motore M155, un V8 frutto dell'evoluzione del 5.5 litri noto con la sigla M113E55ML. Di quest'ultimo, il motore mantiene la cilindrata di 5439 cm³, la sovralimentazione mediante compressore volumetrico e altre caratteristiche, come le tre valvole per cilindro, le due candele per cilindro e il singolo asse a camme in testa per bancata. Questo motore è stato rivisto dalla AMG di Affalterbach, che grazie all'esperienza dei suoi tecnici ha portato il V8 M155 a raggiungere una potenza massima di 460 kW (626 CV) a 6500 giri/min, con un picco di coppia pari a 780 Nm pressoché costanti tra 3250 e 5000 giri/min.

Il potente motore M155 è accoppiato a un classico cambio automatico/sequenziale Speedshift a 5 rapporti dotato di convertitore di coppia, con leva sul tunnel centrale, ma anche con comandi sequenziali al volante per chi preferisce intervenire personalmente nel cambio marcia. Questo cambio, tra l'altro, è stato rivisto per la particolare applicazione cui sarebbe stato destinato, offrendo la possibilità di scegliere fra tre diversi programmi di funzionamento: Manuale, Comfort e Sport. La modalità manuale permette di selezionare i rapporti mediante le leve poste sul volante.

Motore V8 M155 della SLR McLaren

L'Abitacolo: Sportività ed Eleganza Insieme

L'abitacolo biposto della SLR McLaren sposa sportività ed eleganza, ma anche elementi classici e moderni. Qui vengono accostati i materiali più pregiati, come la fibra di carbonio (utilizzata ad esempio per i sedili), l'alluminio e la pelle "Silver Arrow". Tra le varie particolarità, spicca il pulsante di accensione del motore posizionato sulla sommità della leva del cambio. Il volante da 38 cm di diametro è regolabile sia in altezza che longitudinalmente, garantendo una posizione di guida ottimale.

Interni della Mercedes-Benz SLR McLaren

Evoluzione e Edizioni Speciali della SLR McLaren

La SLR McLaren ha esordito nel 2003 con le specifiche descritte poc'anzi e con carrozzeria coupé. Alla fine del 2007, la coupé è stata tolta di produzione, mentre già da qualche mese era stata introdotta la versione Roadster. Anche questo fatto curioso, che non si sa se sia stato voluto o meno, ricalca la storia della vecchia serie W198 di cinquant'anni prima, quando la 300 SL Ali di gabbiano venne rimpiazzata dalla versione roadster. Al momento del debutto della SLR, Mercedes-Benz auspicò una produzione totale limitata a 3500 vetture.

SLR McLaren 722 Edition

La SLR McLaren 722 Edition è riconoscibile dai cerchi specifici da 19 pollici e di color scuro. Le maggiori dimensioni dei cerchi hanno permesso di ospitare dischi anteriori maggiorati da 380 mm, sempre in materiale carboceramico. Sono state riviste anche le sospensioni, dal momento che l'altezza della vettura risulta ridotta di 10 mm rispetto alla "normale" SLR McLaren. Ma soprattutto è stato rivisto il motore, che qui arriva ad erogare 650 CV di potenza massima a 6500 giri/min, con una coppia massima di 820 Nm a 4000 giri/min. Della 722 coupé risultano essere stati costruiti solo 21 esemplari in tutto il mondo per la versione GT. Gli interni sono stati ridotti al minimo per perdere peso, infatti la 722 GT pesa 1390 kg rispetto ai 1768 della versione stradale; la potenza sale, passando da 650 a 680 CV, mentre la coppia è passata da 819 a 828 Nm.

SLR McLaren Roadster e 722S

Introdotta nel settembre 2007 e contraddistinta dalla sigla di progetto R199, la SLR McLaren Roadster era in pratica la versione scoperta della SLR McLaren standard. La Roadster ha sostituito la coupé che verrà tolta di produzione alla fine di quello stesso 2007. La Roadster 722S è in pratica una 722 Edition con carrozzeria scoperta: 650 cavalli, 335 km/h, 3,7 secondi per raggiungere i 100 km/h, 525.000 euro. Della 722 coupé riprende meccanica e prestazioni, e viene prodotta in 150 esemplari.

SLR Stirling Moss

Nel 2009 è stata presentata l'evoluzione della SLR denominata SLR Stirling Moss, in onore del celebre pilota automobilistico Stirling Moss. Disponibile solo in versione roadster, senza capote in tela o tetto rigido, viene spinta da un motore V8 di 90° capace di erogare 650 CV a 6500 giri/min con una coppia motrice di 820 N·m. La velocità massima dichiarata è di 350 km/h e lo scatto da 0 a 100 km/h viene coperto in 3,5 secondi, grazie anche a un risparmio di peso ottenuto in fase di progettazione.

Mercedes-Benz SLR Stirling Moss

La Mercedes-Benz Classe A: Un'Ispirazione Inaspettata

Mentre la Mercedes-McLaren SLR rappresentava l'apice della performance ispirata alla Formula 1, la storia della collaborazione tra i due marchi ha anche un risvolto più inaspettato, che ci riporta al 1997. Dopo diversi anni di anticipazioni e speculazioni, Mercedes presentò ufficialmente la sua Classe A, una piccola monovolume votata all'uso cittadino. Un'auto intelligente, rispettosa dello spazio e alla moda, figlia di un'epoca in cui le automobili erano furbe davvero e non ancora inutili obesi pachidermi.

Mercedes-Benz Classe A W168

Un dettaglio tecnico della Classe A W168 era la sua incredibile vista laterale del motore, disegnato in questo modo per poter "scivolare" sotto all'abitacolo in caso di impatto frontale, una soluzione innovativa per la sicurezza passiva.

Se la collaborazione fra il costruttore tedesco e il team di Woking iniziò un po’ a singhiozzo, le cose cambiarono rapidamente nel 1998, con il biennio d'oro che vide la McLaren-Mercedes contrapporsi alla Ferrari. Il successo della Classe A, con oltre un milione di esemplari venduti, fu assoluto, tanto che poi molte altre case seguirono l’idea della Stella a tre punte, come la straordinaria Audi A2.

Fa sorridere che, se pensiamo alla gamma Mercedes dell’epoca, per celebrare le vittorie in Formula 1 non venne scelta la CLK 55 AMG e nemmeno la S63 AMG, né la C63 AMG. No, la vera ispirazione per una vettura "derivata" dalla Formula 1 si manifestò in forme inaspettate.

L'Eco della Formula 1 nelle Vetture Stradali: Oltre l'Evidente

L'idea di auto stradali ispirate o derivate dalla Formula 1 non si limita alle supercar più estreme. Sebbene vetture come la Ferrari F50 o la Porsche Carrera GT siano esempi lampanti, e persino esperimenti audaci come l'Espace F1, c'è un'intera categoria di veicoli che, in modo più o meno diretto, hanno cercato di evocare lo spirito delle corse.

138.000km in Mercedes SLR McLaren! | Da ROTTAMARE o FUNZIONA?

A volte, l'ispirazione non è nell'ingegneria complessa o nelle prestazioni estreme, ma nel marketing e nella celebrazione di un'era. In questo contesto, l'idea di una "Classe A F1 Edition" potrebbe sembrare quasi una provocazione, data la natura cittadina e pratica del veicolo. Tuttavia, è proprio nella capacità di un brand di collegare il suo successo in pista a un prodotto di massa che si vede la vera forza del marketing sportivo.

Per i collezionisti, e per chi rimpiange quegli anni di Formula 1, il vero bolide che non si può lasciare sfuggire è, in un certo senso, la "risposta italiana" a questa idea di ispirazione F1: l'ancora più base, tirata, plumona e ridicola vettura ispirata alla Formula 1 della storia, la Fiat Seicento Schumacher. Un esempio che, seppur ironico, sottolinea come l'eco delle corse possa raggiungere ogni segmento di mercato, trasformandosi in edizioni speciali che catturano l'immaginazione dei fan. Perché, ricordate, i veri campioni rispettano le regole, ma anche la fantasia e la celebrazione.

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