La Storia di Volkswagen: Un Viaggio Tra Innovazione e Successo Globale

Volkswagen, un nome che evoca immediatamente l'immagine di veicoli iconici e una storia ricca di innovazione, celebra costantemente i suoi successi e le tappe fondamentali che l'hanno portata a essere uno dei maggiori costruttori automobilistici a livello mondiale. Dalla sua fondazione in Germania all'affermazione come gruppo multimarca, fino alle celebrazioni per i 60 anni di Volkswagen Group Italia, ogni anniversario è un'occasione per ripercorrere un percorso fatto di audacia, ingegno e una costante ricerca della qualità.

Volkswagen Logo Evolution

Le Radici della Volkswagen: Dal Sogno Popolare alla Fondazione

La storia della Volkswagen affonda le sue radici in un'idea ambiziosa: rendere la mobilità accessibile a tutte le classi sociali. Già nel 1934, l'Associazione dell'Industria automobilistica del Reich commissionò a Ferdinand Porsche la produzione dell'“Auto del Popolo Tedesco”. Assieme al suo team, Ferdinand Porsche sviluppò un veicolo, il Maggiolino, che fu pronto per la produzione nel 1938 e che avrebbe democratizzato la mobilità per decenni a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Questo veicolo gettò le basi del Gruppo Volkswagen e fu la vettura di maggior successo dei suoi tempi, con oltre 21,5 milioni di unità prodotte.

La fondazione ufficiale avvenne il 28 maggio 1937 a Berlino, con il nome di GeZuVor, acronimo di Gesellschaft zur Vorbereitung der Deutschen Volkswagens mbH, ovvero la "Società per la preparazione dell'Auto del Popolo Tedesco". I fondatori erano il dottor ingegner Ferdinand Porsche, il dottor Bodo Lafferentz, dirigente di spicco dell'organizzazione per il dopolavoro (KdF) del potentissimo sindacato unico tedesco dei lavoratori, e Jacob Werlin, consigliere personale di Adolf Hitler per le questioni automobilistiche. Il capitale iniziale, nella misura di 50 milioni di marchi tedeschi dell’epoca, sarebbe stato fornito dal sindacato (DAF, acronimo di Deutschen Arbeitsfront), organismo che doveva rendere conto solo al capo del partito.

La Ricostruzione e l'Espansione Postbellica

Dopo la fine della guerra, furono gli inglesi ad assumersi la responsabilità dello stabilimento di Wolfsburg, dove veniva prodotto il Maggiolino. Nell'ottobre del 1949, gli inglesi cedettero l'amministrazione fiduciaria al governo federale tedesco e la gestione venne affidata allo Stato della Bassa Sassonia.

Il Volkswagen Maggiolino e il Transporter hanno dato forma in modo definitivo all'ulteriore espansione di Volkswagen. La grande domanda di entrambi i modelli portò alla costruzione di ulteriori stabilimenti: dal 1956 il Transporter venne prodotto ad Hannover, le scatole del cambio a Kassel, assi e utensili a Braunschweig e lo stabilimento di Emden fu prodotto per le esportazioni oltremare. Il 1960 vide la privatizzazione della maggior parte delle aziende statali, e Volkswagen venne convertita in una società per azioni. Al tempo, contava già 64.100 collaboratori e produceva 888.500 veicoli l'anno.

Volkswagen Maggiolino

La Nascita del Gruppo Multimarca: Una Visione Strategica

Un ulteriore slancio di crescita fu portato dalla trasformazione da brand a Gruppo multimarca: nel 1965 Volkswagen acquisì Auto Union GmbH, che si fuse con NSU Motorenwerke Aktiengesellschaft nel 1969 per formare l'odierna Audi AG.

Ulteriori acquisizioni di marche seguirono dalla metà degli anni '80: Seat (1986), Skoda (1991), Bentley (1998), Bugatti (1998), Lamborghini (1998), Porsche (2009), Man (2011), Ducati (2012) e Scania (2015). A questi brand si aggiunge la Volkswagen Financial Services AG che raggruppa tutti i servizi finanziari con successo sotto lo stesso tetto. E MOIA, fondata di recente, che è la fiduciaria del Gruppo VW che ora è attivo anche nel settore dei servizi di mobilità. La VW, la cui storia è cominciata con la produzione del Maggiolino, si è sviluppata in un grande Gruppo globale forte di 12 brand, 120 stabilimenti di produzione in quattro continenti, più di 620.000 addetti e più di 10 milioni di veicoli venduti all'anno.

La Svolta Epocale: Motore Anteriore e Trazione Anteriore

Tra il 1973 e il 1975, i passaggi da motori raffreddati ad aria a quelli raffreddati ad acqua e da trazione posteriore ad anteriore simboleggiarono una svolta epocale nella storia del Gruppo e il principio di una nuova era. Modelli come Passat o Scirocco, come Golf e Polo portarono il Gruppo fuori dalla crisi energetica del 1973, coincisa con l'aumento dei prezzi del petrolio. La Golf, che darà il nome a un'intera categoria di auto e della quale sono state vendute più di 33 milioni di unità a oggi, avanzò rapidamente fino a diventare il successore del Maggiolino.

Ferdinand Piëch: Il Timoniere della Modernizzazione

La carriera di Ferdinand Piëch è indissolubilmente legata alla trasformazione del Gruppo Volkswagen in una potenza globale. Divenne amministratore delegato della Volkswagen nel 1993, dopo una vita come tecnico alla Porsche, l'azienda di famiglia, e all'Audi (dal 1975 fino al 1992), da lui trasformata da piccola casa semi sconosciuta negli anni '70, in un vero costruttore di lusso "globale". A quel tempo la Volkswagen perdeva un miliardo di euro all'anno, ma Piëch tagliò le paghe e aumentò le ore di lavoratori, creando nel contempo la "religione" della massima condivisione delle componenti su auto differenti. Dopo 9 anni, la perdita si era convertita in un utile di 2,6 miliardi di euro.

Sotto la sua guida, il gruppo Volkswagen è diventato il numero due al mondo, capace di fabbricare dalla citycar economica ed efficiente al camion di 40 tonnellate (con Scania e Man). Sotto la sua guida la casa tedesca ha acquisito nomi storici dell'industria automobilistica come Bugatti, Lamborghini e Bentley, portando contemporaneamente ai vertici del mercato di massa Seat e Skoda. "Arrivare in cima preoccupandosi dell'armonia in azienda è impossibile" scrive Piech nella sua autobiografia. Per capire il "caratterino" del personaggio basti pensare che in trent'anni di lavoro in Volkswagen l'unico a cui ha concesso di chiamarlo per nome è il medico dell'azienda.

Volkswagen, finisce l'era di Piech - economy

Volkswagen Group Italia: 60 Anni di Successo e Leadership

Volkswagen Group Italia, fondata nel 1954 con il nome di Autogerma da Gerhard Richard Gumpert, ha celebrato i suoi 60 anni di storia. Nel corso di una cerimonia alla presenza del management e dei dipendenti è stato l’amministratore delegato, Massimo Nordio, a ripercorrere le tappe salienti di Volkswagen Group Italia. “Poche Aziende possono vantare un passato tanto importante - ha dichiarato Nordio - Se pensiamo a come ci siamo evoluti dal 1954, anno in cui Autogerma consegnò le prime Volkswagen, ad oggi, non possiamo che essere fieri della nostra storia. Siamo leader del mercato tra gli importatori, e questa è una grossa responsabilità. Abbiamo il know-how necessario per portare avanti con successo il cammino iniziato da Gerhard Richard Gumpert. Il mercato automobilistico sta attraversando una fase difficile, non è una novità, ma le nostre performance ci confermano che stiamo andando nella giusta direzione. Ciò che dobbiamo fare ora è rafforzarci e puntare sulla qualità: in tal modo saremo preparati per affrontare meglio le sfide future. Crescere in un momento di crisi è un dato particolarmente significativo. È quindi doveroso ringraziare tutti i collaboratori. Inoltre va lodata l’attività dei rappresentanti sindacali, che hanno fornito un supporto notevole all’azienda in una difficile fase di transizione, condizionata dall’attuale congiuntura economica. Il metodo della cogestione, ispirato al modello tedesco, è indubbiamente uno dei nostri punti di forza e ci consente di agire in armonia con i collaboratori e di guardare al futuro con ottimismo”.

Volkswagen Group Italia con 180.876 veicoli consegnati e un fatturato di 3.521,48 milioni di euro (risultati conseguiti nel 2013), si colloca tra le prime 40 realtà nazionali e la sede di Verona (che succede dal 1974 a quella originaria di Bologna), dà lavoro a circa 900 dipendenti diretti, creando un indotto che comprende quasi 2.000 business partner che coinvolge oltre 12.000 addetti in tutta Italia.

Sede di Volkswagen Group Italia a Verona

La Golf: La Regina delle Compatte e Icona di Stile

Quando la Golf arrivò sul mercato nel 1974, aveva un’eredità estremamente difficile da raccogliere. Doveva essere nientemeno che l’erede del leggendario Maggiolino. Dopo oltre 25 anni di produzione, il suo concetto tecnico di base non soddisfaceva più i requisiti di allora e i dati di vendita dell’auto di maggior successo al mondo erano diminuiti di conseguenza. Volkswagen puntò quindi sulla rivoluzione anziché sull’evoluzione e cambiò praticamente tutto sulla Golf: il motore si spostò dalla parte posteriore a quella anteriore e non era più raffreddato ad aria, ma ad acqua. L’ampio portellone posteriore conferì al modello compatto a cinque porte una versatilità mai vista prima. A ciò si aggiunse il design minimalista, lineare e spigoloso firmato dal famoso designer italiano Giorgetto Giugiaro: ecco pronta la nuova icona dell’automobile.

La sua moderna concezione era così convincente che già nel 1976 erano state vendute un milione di unità. Ad oggi, sono stati prodotti oltre 37 milioni di esemplari in otto generazioni. Anche in Svizzera la Golf è diventata subito un bestseller: a partire dal 1975, per 41 anni è stato il modello di maggior successo sul mercato, fino alla fine del 2023, vendendo esattamente 676.385 unità, più del doppio rispetto al Maggiolino. La Golf si è quindi guadagnata senza dubbio il titolo di regina delle compatte. E ha raggiunto un traguardo che nessun’altra auto prima o dopo di lei è riuscita a raggiungere: definire una nuova classe a sé stante. La classe Golf. Il segreto del suo successo era ed è la somma delle sue caratteristiche. È l’emblema della versatilità, della funzionalità e dell’affidabilità e da 50 anni dimostra di essere una perfetta tuttofare.

Per quanto riguarda il design, Volkswagen ha sempre puntato sulla continuità. Una Golf è sempre riconoscibile come tale, dalla prima all’ottava generazione. Le caratteristiche principali del progetto originale di Giugiaro, ossia la tipica silhouette con il massiccio montante C, i passaruota pronunciati e la parte frontale orizzontale con la calandra sottile, sono presenti anche nel modello attuale.

Evoluzione del design della Volkswagen Golf

La Golf e l'Innovazione Tecnologica

La Golf si dimostra estremamente all’avanguardia nell’impiego di nuove tecnologie. Con ogni generazione alza nuovamente il livello dei sistemi di sicurezza e di assistenza disponibili nella categoria delle compatte, indipendentemente dal fatto che si tratti dell’introduzione di ABS e cinture di sicurezza a tre punti nella Golf II, dell’airbag per conducente e passeggero anteriore nella Golf III o dell’introduzione di ESP e fari allo xeno nella Golf IV. Lo stesso vale per la tecnologia dei motori e della trazione, che nella Golf è sempre all’avanguardia. Parole chiave: TDI, DSG e 4MOTION. Oppure era addirittura in anticipo sui tempi, come dimostra l’esempio della «Golf elettrica», un esemplare unico con cui già nel 1976 Volkswagen dimostrava la fattibilità della propulsione elettrica su un’autovettura. Sia della Golf I e II che della III esisteva una serie limitata elettrica chiamata «Citystromer», prima che nel 2014 la e-Golf portasse la mobilità elettrica nella produzione in serie.

Il modello con la sigla probabilmente più famosa della storia delle automobili divenne un vero e proprio mito: la GTI. Con 110 CV e un peso a vuoto di soli 810 chilogrammi, la Golf GTI I presentata nel 1975 scattava da 0 a 100 km in soli 9,0 secondi, lasciando indietro diverse auto sportive. Oltre a essere inaspettatamente dinamica, aveva anche un prezzo accessibile ed era perfettamente adatta all’uso quotidiano. La produzione originariamente prevista di 5000 esemplari si trasformò quindi in oltre 460.000 GTI nella prima generazione, con vendite che ad oggi ammontano complessivamente a circa 2,5 milioni di unità.

Volkswagen, finisce l'era di Piech - economy

Panoramica Delle Otto Generazioni della Golf

Golf I (1974-1983): L'Inizio di una Nuova EraLa produzione iniziò ufficialmente il 29 marzo 1974 presso lo stabilimento Volkswagen di Wolfsburg. Questo segnò l’inizio di una nuova era: quella del motore anteriore trasversale e della trazione anteriore. Già nell’ottobre 1976 si poté festeggiare la milionesima Golf. Presto arrivarono sul mercato anche le prime varianti di modello: la Golf GTI (1976), la Golf Cabriolet (1979) e la Golf GTD (1982). Produzione complessiva a livello mondiale: 6,9 milioni di veicoli.

Golf II (1983-1991): La Democratizzazione del ProgressoFu proprio questa Golf a rendere particolarmente democratico il progresso, grazie a tecnologie come il catalizzatore regolato, il sistema antibloccaggio o la prima trazione integrale della serie. Ma il segreto del successo della Golf risiede anche nel fatto che i designer trasferirono il DNA della prima Golf alla versione successiva, manifestando così una cultura del design Golf per l’eternità. Questo DNA rende ancora oggi inconfondibile ogni Golf. Produzione complessiva a livello mondiale: 6,3 milioni di veicoli.

Golf III (1991-1997): L'Era della SicurezzaLa Golf III inaugurò una nuova era della sicurezza. Fu il primo modello della serie dotato di airbag frontali (1992); grandi progressi nella costruzione della carrozzeria portarono inoltre a caratteristiche di collisione notevolmente migliori. Altre novità tecniche della terza generazione: il motore a sei cilindri (VR6), lo stabilizzatore della velocità (tempomat) e il motore diesel a iniezione diretta (TDI). La versione station wagon Variant è sul mercato dal 1993. Produzione complessiva a livello mondiale: 4,8 milioni di veicoli.

Golf IV (1997-2003): Nuovi Standard di QualitàLa Golf IV stabilì uno standard qualitativo completamente nuovo nel segmento. Inoltre, con l’ESP (1998) proseguì la democratizzazione della sicurezza. Nel 2002 seguirono il primo motore a iniezione diretta di benzina (FSI) e il debutto degli airbag per la testa di serie. Sempre nel 2002 Volkswagen presentò la Golf più sportiva fino a quel momento: la veloce R32 da 250 km, disponibile per la prima volta con un cambio a doppia frizione (DSG) a partire dal 2003. Produzione complessiva a livello mondiale: 4,9 milioni di veicoli.

Golf V (2003-2008): Comfort e Dinamismo al TopIl comfort e il dinamismo della Golf V si lasciarono alle spalle alcuni concorrenti della classe media superiore. Fece centro con un nuovo assale posteriore a quattro bracci, un cambio DSG a 7 marce, fari bi-xeno e il debutto del primo Twincharger al mondo con sovralimentazione turbo e compressore. Con la Golf Plus (2006) e la CrossGolf (2007) la quinta generazione portò anche nuove varianti di carrozzeria. Produzione complessiva a livello mondiale: 3,4 milioni di veicoli.

Golf VI (2008-2012): L'Avanguardia TecnologicaIn termini di qualità, gli interni della Golf VI sono stati considerati avveniristici. Nuovi sistemi di assistenza come il «Park Assist», l’assistente alla partenza in salita e tecnologie come la regolazione adattiva del telaio «DCC» hanno reso la «World Car of the Year 2009» la Golf più all’avanguardia di sempre. Erano disponibili anche funzionalità come il sistema start-stop, le luci di guida in curva dinamiche e i fanali posteriori a LED. Produzione complessiva a livello mondiale: 3,6 milioni di veicoli.

Golf VII (2012-2019): Efficienza e Sistemi di Assistenza AvanzatiIl peso della Golf VII è stato ridotto fino a 100 kg e, a seconda del motore, è stato possibile ridurre il consumo fino al 23% rispetto al modello precedente. Tra i numerosi sistemi di assistenza introdotti di recente si annoverano il freno multicollisione, un sistema proattivo di protezione degli occupanti e la regolazione automatica della distanza «ACC». Con la e-Golf, dal 2014 Volkswagen ha intrapreso la strada per l’era della mobilità elettrica. Produzione complessiva a livello mondiale: 6,3 milioni di veicoli.

Golf VIII (dal 2019): La Golf del FuturoL’ottava generazione della Golf ha festeggiato il suo lancio sul mercato nel 2019 e aveva di serie il cockpit digitale, il Front Assist e il Lane Assist nonché fari e fanali posteriori a LED. Per la prima volta è stato utilizzato il mild hybrid eTSI di nuova concezione, un motore a benzina ad alta efficienza abbinato a un sistema a 48 volt con cambio a doppia frizione (DSG) a 7 marce. Al momento del lancio della nuova edizione, previsto per l’estate 2024, saranno stati venduti più di un milione di esemplari. Nell’anno dell’anniversario seguirà un’ulteriore fase evolutiva della best seller. Gli interni sono caratterizzati da un nuovo sistema di infotainment con display montato a sbalzo. Un’altra novità è l’assistente vocale intelligente IDA con integrazione di ChatGPT. Le avanzate propulsioni ibride plug-in offrono circa 100 chilometri di autonomia elettrica. La Golf 2024 si distingue per il frontale più grintoso con i nuovi fari a LED. Inoltre, la nuova Golf è la prima Volkswagen in assoluto ad avere un logo Volkswagen illuminato sulla parte frontale. Porta avanti così la tradizione del modello, confermandosi la pioniera tecnica nella sua categoria. Per usare le parole di Thomas Schäfer, CEO del marchio Volkswagen: «Da cinquant’anni la Golf costituisce il cuore del marchio Volkswagen: una mobilità accessibile per tutti ai massimi livelli tecnici».

Volkswagen Golf 8

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