L'Auto Ibrida e la Transizione Ecologica: Un Panorama Completo

La transizione ecologica nel settore automobilistico è un fenomeno complesso e in rapida evoluzione, che coinvolge non solo l'addio ai motori endotermici, ma anche i processi produttivi, le professionalità e un'intera filiera. Questo cambiamento epocale sta ridefinendo il concetto di mobilità, spingendo anche i brand del lusso verso soluzioni più sostenibili.

La Rivoluzione Green di Bentley: Oltre un Secolo di Eccellenza Verso l'Elettrico

Bentley, per oltre un secolo, è stata il principale produttore mondiale di motori a benzina a 12 cilindri, un'eccellenza insieme a Rolls Royce. Tuttavia, nel 2020, il costruttore britannico ha annunciato l'ambizioso obiettivo di eliminare i propulsori a combustione entro il 2030, per diventare un leader globale nella mobilità di lusso sostenibile. La strategia "Beyond100" prevede la transizione dell'intera gamma a modelli elettrici alimentati a batteria e il raggiungimento della carbon neutrality entro lo stesso anno.

Bentley Continental GT Electric Concept

La sostenibilità nell'auto, anche nel segmento di lusso, è un asset imprescindibile per le aziende, sebbene non sia semplice da raggiungere, soprattutto quando si tratta di invertire la rotta di processi produttivi già consolidati, come nel caso di Bentley, per anni simbolo di esclusività. Non basta avere una strategia a lungo termine o modelli più efficienti; serve la capacità di investire in innovazione, dotandosi magari di un proprio organo interno in grado di assolvere questa specifica funzione. Il Bentley Sustainability Council, un team di esperti globali, è stato creato proprio per supportare la ricerca e l'innovazione del marchio. Questo impegno è stato ribadito con la pubblicazione del secondo Rapporto annuale sulla sostenibilità, un documento di 125 pagine ricco di dati e informazioni sui progressi verso la neutralità carbonica end-to-end prevista entro la fine del decennio.

La Flying Spur Hybrid: La Bentley Più Ecologica di Sempre

Gli appassionati definiscono auto come la Bentley Flying Spur "gran turismo", intendendo un veicolo capace di offrire eccellenza nel comfort, una raffinatezza rara e un'esperienza di guida unica. Per decenni, queste auto si sono concentrate esclusivamente sul lusso e sul comfort, con motori a 8 o 12 cilindri a benzina, pesi, dimensioni e costi notevoli, lontani anni luce da qualsiasi idea sostenibile di mobilità. Adesso, grazie all'elettrificazione, stanno cercando la via della "redenzione".

Bentley Flying Spur Hybrid interni e esterni

In attesa di una "redenzione" più sostanziosa (e della prima Bentley completamente elettrica), in listino oggi resistono versioni a benzina a 8 e 12 cilindri, con consumi ed emissioni facilmente immaginabili. L'unica eccezione è la Flying Spur Hybrid, definita dal costruttore inglese "la Bentley più ecologica di sempre". Si tratta comunque di un'auto ibrida plug-in dalle dimensioni importanti e dal peso di oltre 3 tonnellate, aspetti che, su un'auto, non contribuiscono all'efficienza.

Con quattro porte e quattro posti, una lunghezza di oltre 5 metri e 30, la Flying Spur offre un abitacolo dedicato all'eccellenza dei materiali e al comfort dei passeggeri. Negli interni, il legno (di cui si può scegliere essenza e finitura) e il lucente metallo zigrinato della tradizione si mescolano alla tecnologia, con un grande schermo touchscreen da 12,3 pollici "rotante" (può ruotare e mostrare solo la parte in legno), la ricarica induttiva "wireless" per lo smartphone e le immancabili prese USB. Pochi i vani portaoggetti, mentre resistono numerosi i pulsanti fisici che permettono di interagire facilmente con i comandi e le varie impostazioni. Quasi tutto è personalizzabile, un concetto che gli inglesi chiamano "the art of handcrafted luxury", in modo che una Bentley sia espressione della personalità del proprietario.

Bentley Flying Spur (2021) | Perché Comprarla... e perché no

In tema di sicurezza, i sistemi di assistenza alla guida spaziano dalle quattro telecamere che restituiscono una visione a 360 gradi attorno all'auto, alla telecamera a infrarossi che "vede" nel buio fino a 300 metri di distanza, rilevando anche pedoni e animali. Non mancano poi l'assistenza alla sterzata, il monitoraggio dell'area circostante l'auto e l'Head-up display che proietta informazioni come velocità, limiti o navigazione sul parabrezza, nel campo visivo del conducente.

La Bentley Flying Spur è una specie di salotto su ruote. Il comfort di guida è oggettivamente ineguagliabile anche rispetto ad auto normalmente considerate di lusso. Parte del segreto risiede nell'insonorizzazione (i vetri sono doppi) e nel sistema di sospensioni pneumatiche, adattive e personalizzabili. È possibile regolare gli ammortizzatori attraverso quattro modalità: in modalità Sport si esalta il piacere di guida fra le curve, mentre in Comfort dossi e buche della strada praticamente scompaiono.

Nonostante il sistema ibrido plug-in, la Flying Spur non ottiene consumi paragonabili con altre ibride, rispetto alle quali peso e dimensioni la penalizzano. Anche il pacco batteria da 18 kWh risulta un po' sottodimensionato rispetto alla stazza. Il risultato è che l'autonomia elettrica realistica è attorno ai 40 chilometri, con la modalità "Hold" che permette di mantenere la carica della batteria per usarla quando si preferisce. In elettrico la velocità massima è autolimitata a 140 km/h. L'unico modo per ottenere la massima efficienza è collegare la Flying Spur Hybrid a una colonnina ogni volta che è possibile. L'autenticità di questa notizia è certificata in blockchain.

Le Strategie di Elettrificazione di FCA: La Visione di Mike Manley

Il 2020 è stato un anno di importanza capitale per la Fiat Chrysler Automobiles (FCA), con strategie delineate per affrontare la transizione ecologica e l'espansione nei mercati internazionali. Durante un incontro, Mike Manley ha annunciato l'uscita sul mercato di varie versioni ibride. Questa scelta non ha trovato tutti d'accordo, a causa della complessità delle ibride e della presunta reticenza della clientela nell'acquistarle. Ad esempio, la Toyota, realtà iperconsolidata in questa tipologia di alimentazione, vende faticosamente i propri brevetti. Inoltre, Governi come il Regno Unito stanno iniziando a escludere le ibride dagli incentivi, e altre città probabilmente lasceranno cadere le agevolazioni, facendo sembrare l'investimento già perso in partenza.

Mike Manley in conferenza stampa

Manley ha prontamente chiarito i piani per il budget stanziato, basandosi su una verità: tra quattro, cinque anni il mercato subirà forti scossoni, ancor più accentuati nel prossimo decennio. Di conseguenza, l'obiettivo primario è proteggere il capitale dei portatori di interesse, offrendo al contempo la flessibilità per adattarsi. La situazione attuale mostra una carenza di posti di ricarica in migliaia di città e Paesi europei, indicando una fase di transizione.

Una percentuale crescente di pubblico acquista mezzi elettrici, tuttavia la stragrande maggioranza sta ancora aspettando l'infrastruttura apposita. In questa situazione, sviluppare una piattaforma in grado di ottimizzare i costi e i capitali nel modo più efficiente possibile per soddisfare la conformità futura, anche se per una finestra di tre, quattro, cinque anni, è vitale durante tale transizione. Oltre il 2025 integreranno la batteria completamente elettrica e dal 2035 a Londra diventerà la norma. Intanto bisogna arrivarci, e il loro approccio uniforme è considerato il migliore.

Conformità delle Emissioni e Obiettivi di Sostenibilità

Una questione su cui FCA è stata molto categorica con il proprio Consiglio e team è la conformità alle direttive europee e agli obiettivi di sostenibilità. Hanno appena finito di stabilire i propositi per la loro compagnia. Non saranno guidati da obiettivi di conformità, bensì da quelli che ritengono essere i giusti e appropriati obiettivi di sostenibilità aziendale e di governance aziendale. Manley ritiene che questa sia una dichiarazione molto importante da fare.

Infografica sulle emissioni di CO2 delle auto

È inevitabile che ci si riferirà costantemente a questo come a un gioco di conformità, ma in ultima analisi, il linguaggio cambierà in modo piuttosto drammatico e rapido, con un grosso impatto sul mercato. FCA intende far parte della soluzione, ma a proprio modo, credendo che questa sia la via più conveniente possibile.

Scenari in Cina e Brasile Secondo Mike Manley

Passando ai mercati internazionali, Manley ha affrontato il tema della Cina e del Brasile. Per quanto riguarda il Paese asiatico, la perdita registrata dalla Region APAC (comprendente Cina, Corea del Sud, Giappone e Australia) è stata lieve, ma insoddisfacente. Tuttavia, per recuperarne l'ammontare, non vuole limitare lo sforzo dell'organico: si è verificato un cambiamento drammatico sia nel fattore di costo SG&A (Spese di vendita, generali e amministrative) sia in quello dei veicoli. Manley lo vede come una cosa potenzialmente positiva in termini di immagine.

Ciò che devono fare è ricostruire i volumi, alcuni già sicuri grazie al lavoro sul lato del marchio e del marketing. Ma proverrà anche dagli sforzi con il partner della joint venture per quanto riguarda la flessibilità del portafoglio e la ricerca di modi per poterlo efficacemente costruire. Il compito non verrà espletato nei primi mesi del 2020, ma stanno prodigandosi affinché ciò accada, e il team è ritenuto adatto a tagliare il traguardo.

Mappa dei mercati automobilistici globali

In quanto al Brasile, le prospettive lasciano ben pensare, e infatti stanno introducendo vari prodotti targati Jeep. Sebbene non sia stato ancora dato l'annuncio, la divisione incaricata ha raccolto numerose richieste. Nel prossimo futuro, le fabbriche dello Stato sudamericano avranno un gran da fare, spinte dal grande affetto attorno al marchio nel Paese e nella regione. Da lì desiderano partire.

Margine "Impressionante" in Nord America

Sul Nord America, il margine del quarto trimestre del 10% è giudicato impressionante da Manley, specie se paragonato ai colleghi della General Motors. Per quanto riguarda il brand Ram, sarebbe difficile affermare che lo sciopero abbia avuto un qualche impatto. Se si hanno autocarri accolti da favorevoli risultati commerciali e da premi, la competitività rimane. La gamma di qualità, abbinata alle capacità dei concessionari, li ha condotti a essere la potenza numero due. Manley ne è fermamente convinto, perché guardando all'evoluzione del prezzo medio di transazione e dei bonus, entrambi si sono mossi nella giusta direzione, creando il successo. Per il 2020, si ipotizza un incremento della concorrenza.

Il business dei camion non si ferma mai. È un lancio dopo l'altro, sia che si tratti di una versione aggiornata o di una nuova generazione. Da anni i costruttori tengono ritmi velocissimi, e il vento non cambierà a breve. Questa è una delle conquiste raggiunte con il marchio, una garanzia per restare ad alti livelli nei mesi futuri.

Hanno trovato invece fitta concorrenza sul versante dei SUV, perdendo volume in particolare nel segmento B e nel segmento D. A nessuno piace perdere volume, ma chiaramente hanno innanzitutto analizzato il migliore equilibrio tra volume e margine. C'è una parte di quel business che ora viene fatta a quello che lui definirebbe un margine molto basso. E il dipartimento commerciale ha preso la scelta giusta. D'altra parte, se i numeri calano c'è qualcosa di errato, finché non si rileva il margine prodotto dal team nordamericano. Monitoreranno vigili gli sviluppi. Comunque, per Manley la concorrenza fa parte dell'ambiente in cui operano.

L'Emancipazione dai Credit Verdi di Tesla

Mentre proseguono i preparativi della fusione 50-50 con il gruppo PSA, c'è già chi si interroga se, in seguito alla buona riuscita dell'affare, FCA si emanciperà da Tesla. Attualmente, infatti, nelle casse di Elon Musk il colosso italo-americano versa milioni di euro per i cosiddetti credit verdi. La pianificazione è stata messa in atto prima della fusione.

Decisivo sarà il 2021, almeno in Europa, contando sui vari investimenti effettuati nell'elettrificazione, che ora stanno arrivando forti e rumorosi. A Ginevra sveleranno la Fiat 500 BEV e hanno già mostrato la Compass, il Patriot e l'ibrida plug-in Wrangler. Negli Stati Uniti, invece, l'emancipazione è prevista tra metà e fine 2023, sempre in linea con la cadenza di prodotto confrontato in termini di ibridazione dell'elettrificazione.

Che sia per Maserati o meno, la linea politica resta sempre la stessa: offrire performance elevate. Non solo per i veicoli elettrici a batteria, ma per tutti, a maggior ragione chiaramente se il powertrain è destinato a brand il cui DNA è sinonimo stesso di velocità.

Ingegneri Attrezzati allo Scopo

FCA ha una significativa esperienza interna in termini di elettrificazione. Si sono focalizzati sul fatto di essere il numero uno dei venditori di ibride "miti" negli Stati Uniti. Possiedono una posizione di primo piano negli Stati Uniti. Hanno lanciato la Fiat 500 BEV negli States, a memoria la più venduta tre anni fa. Le risorse interne sono dunque numerose. Ma lavorano in partnership. Devono farlo con i produttori di batterie, perché è un sistema di controllo e di integrazione molto, molto più complicato. Qualsiasi OEM deve avere un gran grado di quella competenza di base all'interno della propria organizzazione. Manley è lieto che anche all'interno gli ingegneri siano attrezzati.

Secondo Manley, hanno infine compensato l'inflazione salariale in diverse regioni, a volte più significative di altre. Quello che cercano sempre è di incaricare il personale di verificare se ci sono compensazioni dei costi o dei prezzi e dei margini o mix. E sente che seguono le linee guida, basandosi di anno in anno attraverso una combinazione di cose. Hanno avuto anche un'inflazione salariale e un'inflazione complessiva del lavoro, poiché hanno rafforzato alcuni dei loro team interni. L'hanno saputo compensare.

Bentley Flying Spur (2021) | Perché Comprarla... e perché no

Nessuna perplessità: per l'auto elettrica Fiat Chrysler è convinta ci sia un futuro. Lo ha detto al Salone di Ginevra, Mike Manley, l'amministratore delegato di FCA. «C'è chi pensa che FCA sia scettica sull'elettrico - ha esordito il successore di Sergio Marchionne, al suo debutto al Salone dell'auto nella città svizzera -. Non c'è niente di più lontano dalla realtà e le presentazioni di oggi lo dimostrano». Tra le novità presentate dal gruppo italo-americano, che in passato puntò molto sull'auto a metano, ci sono il concept C-SUV Alfa Romeo Tonale, che sarà ibrido e prodotto a Pomigliano, il prototipo Fiat della nuova Panda e quello delle nuove versioni ibride di Jeep Renegade e Compass.

I sindacati contano sullo sviluppo delle nuove vetture e sul mantenimento dell'occupazione in Italia. «Ci aspettiamo comunicazioni positive dal Salone di Ginevra - ha detto Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim -. Il 29 novembre 2018 Manley ha condiviso con noi un piano di investimenti pari a 5 miliardi per gli stabilimenti italiani. In questi mesi abbiamo avuto alcune conferme come il lancio della 500 elettrica a Mirafiori, la nuova Maserati Alfieri a Modena, le versioni ibride su Renegade, i primi investimenti sulle strutture di Pomigliano. È importante proseguire con il completamento degli investimenti e degli impegni presi con le organizzazioni sindacali. È necessario fare presto e che tutto ciò si realizzi velocemente in modo da ridurre l'impatto degli ammortizzatori sociali e dare slancio a FCA e a tutto il settore automobilistico nel nostro Paese».

Il Piano Italia Confermato e la Ricerca di Alleati

Dopo essere stato il responsabile del marchio Jeep negli ultimi anni, contraddistinti dal rinnovamento della gamma e da una grande crescita nelle vendite, dallo scorso luglio l'inglese Mike Manley occupa il posto che era stato di Sergio Marchionne. Al Salone di Ginevra, in corrispondenza con il lancio di due prototipi importanti come la crossover Alfa Romeo Tonale e la Fiat Centoventi, l'amministratore delegato di FCA ha chiarito la sua visione sul futuro del gruppo. A partire da una questione delicata per il nostro Paese, ovvero l'opportunità di confermare o meno il piano di investimenti in Italia, che era stato bloccato a gennaio, dopo la comunicazione degli ecoincentivi (e dell'ecotassa) per l'acquisto delle auto nuove nel nostro Paese. Ebbene, «il piano è confermato». Questo significa che entro il 2021 si investiranno oltre 5 miliardi di euro, per arrivare a produrre tredici modelli nuovi o aggiornati. Sul giudizio sulla manovra del governo, Manley non si sbottona: «è ancora presto per una valutazione».

Oltre ai due prototipi, a Ginevra si sono viste anche le Jeep Compass e Renegade ibride plug-in. Alla domanda su come mai FCA arrivi solo adesso con una certa convinzione nel settore delle auto a batterie, presidiato ormai da anni da molti concorrenti, Manley non vede problemi: se è vero che parecchi costruttori offrono questi veicoli, «è anche vero che, per ora, pochissimi automobilisti li comprano. Arrivare dopo non significa quindi essere in ritardo. Anzi, confidiamo sulla possibilità di trarre vantaggio dalla riduzione dei costi di sviluppo e, anche se stiamo sviluppando autonomamente una nostra piattaforma per veicoli elettrici, sulla possibilità di fare accordi». Questo sembra quasi un'apertura alla francese PSA, dopo le recenti voci riguardanti la ricerca di partner da parte del gruppo francese. Manley ha speso qualche parola anche per la Lancia, non presente con uno stand al Salone. Il marchio «resterà italiano».

Geely: Il Colosso Cinese Entra nel Mercato Italiano con l'Ibrido e l'Elettrico

Inizia l'avventura italiana del marchio Geely, al debutto nel nostro Paese con i suoi primi due modelli: la crossover elettrica EX5 e la SUV ibrida plug-in Starray EM-i. Il colosso cinese è uno dei protagonisti globali dell'auto, proprietario di brand come Volvo, Lotus, Polestar, Lynk & Co, e del 50% di Smart. In Italia, il gruppo cinese scende direttamente in campo e punta al segmento premium, con modelli dal design moderno e una dotazione di serie molto ricca, cercando il punto di equilibrio tra queste ambizioni e un prezzo ancora accessibile.

Logo Geely

Geely EX5: Il SUV Elettrico di Segmento D

La Geely EX5 è una SUV elettrica di segmento D: è lunga 4.615 mm, larga 1.901, alta 1.670 e ha un passo di 2.750 mm. Il motore della Geely EX5, montato all'anteriore, mette a disposizione 160 kW (218 CV) e 320 Nm di coppia, che permettono alla vettura di scattare da 0 a 100 km/h in 6,9 secondi (7,1 nella versione Launch Edition), fino a raggiungere la velocità massima di 175 km/h. La batteria al litio-ferro-fosfato di tipo short blade (cioè con un'architettura più bassa, per ridurre l'altezza del pavimento) ha una capacità di 60 kWh e assicura un'autonomia dichiarata di 430 km (425 per la Launch Edition). In corrente continua, la ricarica veloce permette di passare dal 30 all'80% in 20 minuti.

Praticamente full optional fin dall'allestimento d'attacco Pro, la Geely EX5 offre cerchi da 18”, fari full Led anteriori e posteriori, sensori luce e pioggia, specchietti richiudibili elettricamente, maniglie a filo carrozzeria, griglia anteriore attiva, abbaglianti automatici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera a 360°. All'interno troviamo la strumentazione digitale da 10,2”, l'infotainment da 15,4” con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto, la ricarica a induzione per gli smartphone, l'accesso e avviamento senza chiave. Ancora, rivestimenti di similpelle, volante rivestito di microfibra, sedile del conducente regolabile elettricamente, sedute anteriori riscaldate e ventilate, climatizzatore automatico e pompa di calore. La Geely EX5 Launch Edition aggiunge i cerchi da 19”, il tetto panoramico, il portellone con apertura elettrica, l'illuminazione ambientale a 256 colori, il sedile anteriore con funzione di massaggio e memoria, l'head-up display, l'impianto stereo a 16 altoparlanti e 1.000 watt di potenza.

Geely Starray EM-i: Il SUV Ibrido Plug-in

Già venduta in oltre due milioni di esemplari nel resto del mondo, la Geely Starray (commercializzata su altri mercati con il nome Atlas) è lunga 4.670 mm, larga 1.900, alta 1.705 e ha un passo di 2.777 mm. Il powertrain ibrido plug-in è costituito da un 1.5 aspirato da 100 CV, affiancato da un'unità elettrica da 160 kW (218 CV). La SUV scatta da ferma a 100 km/h in 8 secondi e raggiunge la velocità massima di 170 km/h. La batteria LFP ha una capacità di 18,4 kWh, per un'autonomia di 83 km in modalità puramente elettrica e di 943 km complessivi. La garanzia è di sei anni (otto per la batteria).

Geely Starray EM-i in azione

Come detto, in Italia Geely non si limiterà a importare i propri prodotti, ma cercherà di adattarli al nostro mercato, dove intende posizionarsi come brand premium, in grado di offrire qualità a prezzi accessibili. La rete commerciale di Geely è già ben avviata: se ne occupa la Jameel Motors Italia, con cui il gruppo cinese ha stretto un accordo di distribuzione. A ottobre, quando apriranno gli ordini delle Geely EX5 e Starray DM-i, saranno operative già 15 concessionarie, che diventeranno 20-25 entro novembre. Il piano di crescita prevede di raggiungere 60-65 punti vendita nel 2026 e circa 100 a regime.

Bentley Flying Spur (2021) | Perché Comprarla... e perché no

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