L'evoluzione della Smart: Dalla City Car a Metano all'Innovazione Elettrica e Ibrida

La Smart, marchio iconico noto per aver ridefinito il concetto di mobilità urbana, ha attraversato decenni di trasformazioni radicali. Se nell’immaginario collettivo rimane la piccola vettura capace di parcheggi impossibili, la realtà tecnica del brand si è evoluta, esplorando soluzioni che spaziano dall'ingegneria del metano alle tecnologie ibride plug-in di ultima generazione, fino alla transizione totale verso l'elettrico puro. Analizzare questo percorso significa comprendere come la ricerca di efficienza, costi di gestione contenuti e innovazione stilistica abbiano guidato il design di modelli unici nel panorama automobilistico.

linea stilistica moderna di una smart elettrica

Il design e la filosofia smart: forma e funzione

Smart a prima vista significa dimensioni compatte, curve eleganti, illuminazione a LED caratteristica e una linea diversa dal solito che danno vita ad un modello dal design unico, inconfondibilmente smart. Tutte le forme e l’allineamento degli elementi seguono il delicato movimento di una sola onda, mettendo in risalto la sensazione di spaziosità all'interno e rendendo palese tutta la bellezza della praticità.

Questa coerenza stilistica non è solo estetica, ma risponde a una necessità di ottimizzazione dello spazio, un mantra che ha sempre contraddistinto il brand. Dalle prime fortwo alle nuove proposte, l'obiettivo è rimasto costante: massimizzare l'utilità in un ingombro ridotto, trasformando il veicolo in un oggetto di design funzionale che si adatta con naturalezza al contesto urbano.

L'esperimento del Metano: efficienza e ingegneria custom

Un capitolo affascinante e meno convenzionale nella storia della Smart è legato all'aftermarket alimentato a metano. Sorpresa incredibile, quando ci siamo visti arrivare all’interno del nostro distributore in Via San Vito a Spilamberto, una Smart. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di invitare gentilmente l’autista ad attraversare un box indicando l’uscita. SORPRESA !!! “Devo fare Metano”, poi attraversando il cortile vediamo stampato sul retro dell’auto una M che ricorda molto bene la M del Metano.

Dopo l’incredulità, arriva la curiosità. Il proprietario, con grande gentilezza e un pizzico di orgoglio, spiega che la Smart è alimentata esclusivamente a metano, con una percorrenza di circa 250/270 km, ideale per la città e i dintorni. Alcuni utilizzatori si sono spinti oltre, arrivando a coprire tratte interurbane significative come Milano. Il costo chilometrico è veramente incredibile: con circa 8/9 euro si percorrono circa 270 km, portando il costo per singolo chilometro a circa 0,035 euro, ovvero 67 vecchie lire.

L'integrazione tecnica del sistema 4GAS

L'intervento di trasformazione, effettuato dal team della 4GAS coordinato da Massimiliano Sorghi, è un capolavoro di ingegneria su misura. La Smart oggetto dell'intervento è una fortwo coupè “greystyle edition”, spinta dal tricilindrico a benzina aspirato di 999cc da 52 kW (71 CV). L'impianto installato è realizzato dalla fiorentina BIGAS: un sistema sequenziale il cui elemento di forza è rappresentato dal riduttore di pressione del metano ad alto rendimento RI-27, progettato per essere compatibile con una eventuale futura miscela di idrogeno e metano, l'Idrometano.

Vista la peculiare posizione del motore posteriore, il team ha realizzato un telaio specifico che ospitasse due bombole (30 + 28 litri) posizionate immediatamente dietro i sedili, celate da una copertura in lamiera rivestita in moquette. Il risultato è un'integrazione che non sacrifica l'estetica, ma richiede uno studio attento per bilanciare l'autonomia con la necessità di mantenere accessibile il vano motore per la manutenzione.

dettaglio tecnico dell'impianto metano su smart

Dalla micro-ibridazione all'elettrico puro

Il concetto di ibrido in casa Smart ha radici lontane ma molto specifiche. La smart mhd (Micro Hybrid Drive) non è una ibrida nell'accezione comune, poiché non dispone di un secondo motore elettrico che coadiuva il propulsore endotermico. Si tratta, in realtà, di un sistema Start&Stop estremizzato che arresta il motore quando la velocità scende al di sotto degli 8 km/h, mantenendo attivi tutti i servizi elettrici. Questo sistema permette un risparmio di carburante fino al 19% nel ciclo urbano e all'8% nel ciclo misto.

Oggi, però, il paradigma è cambiato drasticamente: completamente elettrica vuol dire prestazioni eccellenti e guida senza interruzioni grazie a tempi di ricarica rapidi, autonomia affidabile e un'infrastruttura di ricarica in continuo sviluppo. La transizione verso l'elettrico rappresenta il compimento naturale della filosofia Smart, dove la silenziosità e la coppia istantanea si sposano perfettamente con l'agilità tipica del marchio.

Un’auto a benzina che “viaggia” in elettrico: come funziona la tecnologia e-POWER

L'espansione verso il segmento superiore: Smart #6

Il marchio Smart è ora una realtà in costante espansione che supera i confini della city car. Dopo le #1, #3 e #5, arriva la Smart #6, la prima berlina a tre volumi della casa sino-tedesca. Con una lunghezza che sfiora i 5 metri, una larghezza di 1,92 metri e un'altezza di 1,5 metri, la #6 segna un cambio di paradigma dimensionale.

Il sistema propulsivo è la Smart #6 EHD, basato sulla tecnologia NordThor Hybrid 2.0 di Geely. Si tratta dello stesso powertrain che ha fatto il debutto sulla Smart #5 EHD, capace di una potenza combinata di 429 CV. L'autonomia è il vero punto di svolta: Smart dichiara per la #6 EHD ben 285 km in modalità puramente elettrica e un'autonomia totale combinata che raggiunge i 1.810 km. La silhouette fastback, caratterizzata da una linea del tetto spiovente e un alettone posteriore regolabile elettricamente, definisce un linguaggio estetico orientato al dinamismo e alla modernità.

prospettiva laterale del modello smart #6 fastback

Considerazioni su costi, consumi e prestazioni

Analizzando la trasformazione a metano, emerge come il passaggio a combustibili alternativi possa rendere una city car estremamente efficiente, sebbene comporti sfide ingegneristiche notevoli. Se il costruttore dichiarava 23 km/l per la versione a benzina, i rilevamenti su strada hanno confermato un più realistico 19 km/l. Con 9,8 kg di metano, la Smart modificata ha coperto 320 km, dimostrando una resilienza sorprendente per una vettura nata per ben altri scopi.

È importante considerare che ogni trasformazione aftermarket comporta il sacrificio di una parte del vano bagagli, una scelta progettuale che deve essere pesata in base all'uso quotidiano. Tuttavia, l'integrazione tra l'impianto a metano e il sistema mhd, gestita tramite software avanzati, dimostra come la tecnologia possa adattarsi per mantenere inalterata l'anima della vettura. Il costo della trasformazione, pari a 2.000€ comprensivo di collaudo, va visto come un investimento a lungo termine sulla riduzione dei costi di esercizio, in un mercato dove le soluzioni ibride ed elettriche stanno rapidamente ridefinendo i parametri di riferimento dell'efficienza energetica.

La comparazione dei dati, basata su procedure come il ciclo WLTP, evidenzia come l'evoluzione tecnologica sia costante. Mentre i valori di CO2 e consumo indicati sono soggetti a variazioni dovute ai cicli produttivi, l'impegno verso la trasparenza e l'aggiornamento dei dati tecnici rimane fondamentale. L'incredibile varietà di soluzioni tecniche, dalla gestione millimetrica di una trasformazione a metano all'integrazione di sistemi ibridi plug-in di alta potenza, posiziona Smart come un marchio capace di dialogare con diverse necessità del mercato, mantenendo sempre vivo lo spirito di innovazione che ha caratterizzato la sua nascita.

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