La storia di Pininfarina è un viaggio affascinante attraverso l'evoluzione del design automobilistico italiano, un percorso iniziato come carrozzeria artigianale e trasformatosi in un'icona mondiale di stile, innovazione e ingegneria. Dalle sue umili origini torinesi, l'azienda ha saputo plasmare centinaia di autovetture, molte delle quali sono diventate leggende, e ha esteso il suo genio creativo ben oltre il settore automobilistico.
Le Radici del Design: Giovanni Farina e la Nascita degli Stabilimenti Industriali
Prima che il nome Pininfarina risuonasse nel mondo, le fondamenta del design automobilistico della famiglia Farina furono gettate da Giovanni Farina, che nel 1906 fondò la Società Anonima Stabilimenti Industriali Giovanni Farina. Questa impresa si specializzò nella realizzazione di carrozzerie per vetture prodotte da altri costruttori, introducendo innovativi metodi produttivi non più puramente artigianali, appresi da Giovanni stesso negli Stati Uniti.
Durante la Prima Guerra Mondiale, la fabbrica si convertì alla produzione bellica, arrivando a costruire su licenza gli aerei Aviatik. Dopo il conflitto, gli stabilimenti furono ingranditi e dotati di attrezzature di stampaggio all'avanguardia, capaci di supportare una produzione industriale. Fu con queste nuove tecnologie che venne realizzata l'innovativa carrozzeria per la Temperino 8/10 HP. Nell'officina di Giovanni lavorò anche Battista Farina, detto Pinin, il fratello più giovane, la cui genialità era già apprezzata dal Senatore Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, per cui gli Stabilimenti Farina realizzarono diversi prototipi.
Quando Pinin decise di intraprendere la sua strada, Pietro Frua, un giovane designer torinese, venne assunto, lasciando il segno nel periodo successivo. Negli anni Trenta, lo sviluppo dell'azienda ricevette un grande impulso dal direttore tecnico Pietro Frua, che curò egregiamente le pubbliche relazioni fino al 1939, e dal progettista Mario Revelli di Beaumont, ex campione di motociclismo, che contribuì come freelance designer. In questo decennio, gli Stabilimenti Farina non si limitarono a costruire carrozzerie per automobili fuoriserie, ma svilupparono anche motori e dispositivi meccanici, come sistemi di frenatura e sospensioni brevettati dall'azienda.

La Seconda Guerra Mondiale costrinse nuovamente gli Stabilimenti Farina alla produzione bellica, concentrandosi su motori per aerei su licenza Fiat e componenti aeronautici. Dopo il conflitto, Giovanni Farina investì ingenti somme per ricostruire la carrozzeria di Corso Tortona. Nel 1947, si ritirò, cedendo l'attività ai figli. Tuttavia, il primogenito Nino, all'apice della sua carriera di pilota automobilistico (diventerà Campione mondiale di Formula 1), non si dedicò intensamente all'azienda paterna, se non come testimonial. Il figlio minore Attilio assunse la direzione, ma la sua mancanza di fiducia nelle idee innovative di Giovanni Michelotti, che aveva assunto il ruolo di Pietro Frua, portò Michelotti a lasciare l'azienda nel 1948, seguendo l'esempio di Alfredo Vignale e precedendo Franco Martinengo.
La Nascita di un Mito: Carrozzeria Pinin Farina
Il 22 maggio 1930, Giuseppe Battista Farina, soprannominato Pinin, fondò a Torino la Carrozzeria Pinin Farina, specializzata nel disegnare e costruire carrozzerie speciali per singoli clienti o in piccola serie. Questa iniziativa fu resa possibile grazie al finanziamento di una zia della moglie e al fondamentale appoggio di Vincenzo Lancia, che per primo credette nelle intuizioni dell'amico Pinin Farina e gli affidò la carrozzeria di molte delle sue automobili.
L'atto di costituzione in Società Anonima fu firmato da Battista Farina, Giovanni Battista Devalle, Gaspare Bona (primo presidente), Pietro Monateri, Arrigo De Angeli e Vincenzo Lancia. L'azienda nacque in un'epoca in cui le automobili erano beni per le élite. Tra i primi clienti della Pinin Farina ci fu la regina della Romania, che ricevette la variante spider della Lancia Dilambda, il primo modello firmato dal carrozziere torinese. Questa vettura fu realizzata nello stabilimento di corso Trapani a Torino, dove lavoravano 150 dipendenti.

Negli anni Trenta, la Carrozzeria Pinin Farina realizzò carrozzerie per automobili di marchi prestigiosi come Alfa Romeo, Fiat, Isotta Fraschini, Lancia, Hispano-Suiza, Cadillac e Rolls-Royce. Le prime creazioni di Pinin Farina segnarono subito il passo, introducendo elementi aerodinamici come l'inclinazione del parabrezza e code lavorate con bagagli a scomparsa, discostandosi dalle classiche Torpedo con baule esterno. L'evoluzione successiva vide l'integrazione progressiva dei parafanghi nel corpo vettura, eliminando quel distacco tipico delle origini. Pinin Farina anticipò anche l'integrazione dei fari anteriori nel frontale e studiò la profilatura delle code posteriori per dare alle linee una completezza, omogeneità e "piacevolezza" anche ai cosiddetti "lati B" delle automobili. Ciò che era il predellino nelle carrozze si trasformò in una modanatura di collegamento tra i parafanghi, diventando una linea sempre più alta e integrata nella fiancata, fino all'arrivo della fiancata unica.
La Rinascita Post-Bellica e l'Ascesa a Fama Mondiale
Il decennio successivo alla fondazione fu segnato dalla Seconda Guerra Mondiale, che mise a dura prova l'azienda. Nel 1939, la produzione di automobili si interruppe, ma l'azienda continuò a impiegare 400 persone, producendo 150 carrozzerie al mese. Il rilancio avvenne con la Lancia Aprilia Bilux. Nel 1946, nonostante l'esclusione dei costruttori italiani dal Salone dell'Automobile di Parigi, Pinin Farina e suo figlio Sergio esposero due vetture - un'Alfa Romeo 6C 2500 S e una Lancia Aprilia Cabriolet - davanti all'ingresso del Grand Palais, un atto di sfida e orgoglio.

Nel 1946, Pininfarina si consacrò definitivamente disegnando la Cisitalia 202. Questa berlinetta, considerata una delle coupé più belle mai disegnate, fu la prima vettura al mondo ad entrare a far parte della collezione permanente di un museo d'arte moderna, il MoMa di New York, che la definì "una scultura in movimento". Questo riconoscimento internazionale evidenziò quanto Pininfarina fosse anticipatore di estetica, specialmente se si considera che, nella prima metà degli anni '50, vetture come la MG TF avevano ancora parafanghi in stile anni '30 e una coda costituita dal serbatoio della benzina.

La Cisitalia 202 SMM Nuvolari torna a correre
Gli anni '50 furono un periodo di grande ripresa. Nel 1951, iniziò la storica collaborazione con la Ferrari, che avrebbe dato vita ad alcune delle "Rosse" più apprezzate di sempre, come la Ferrari 212 del 1951 e la Ferrari 250 GT, che debuttò nel 1954. Nel 1954, fu svelata la Lancia Aurelia B24 S, resa celebre dalla sua apparizione nel film "Il Sorpasso". Nel 1955, Pinin Farina crebbe di dimensioni, iniziando la produzione dell'Alfa Romeo Giulietta Spider, la "fidanzata degli italiani", e nel 1958 inaugurò il nuovo stabilimento di Grugliasco, in provincia di Torino. Nel 1959, esordì la Ferrari 250 GT SWB. La trasformazione da struttura artigianale a vera e propria realtà industriale era ormai completa.

Un Cambio di Nome e un Impegno per la Tecnologia
All'età di 68 anni, nel 1961, Giuseppe Farina lasciò il controllo dell'azienda al figlio Sergio e al genero Renzo Carli. Nello stesso anno, il Presidente della Repubblica Luigi Gronchi autorizzò la variazione del cognome della famiglia: da Farina a Pininfarina, sancendo ufficialmente l'identità del marchio. Battista Pininfarina morì nel 1966.
A partire dalla metà degli anni Sessanta, Pininfarina investì sistematicamente in ricerca e tecnologia. Nel 1966, costruì il Centro Studi e Ricerche di Grugliasco, un'imponente struttura di 8.000 m² con 180 tecnici. Pininfarina fondò inoltre "Studi e Ricerche" a Cambiano nel 1982. Questo impegno nello sviluppo tecnologico e aerodinamico fu ulteriormente rafforzato dalla creazione del CCD (Centro di Calcolo e Disegno) e, in seguito, dalla costruzione della prima galleria del vento in scala naturale in Italia per le autovetture, una delle poche allora esistenti al mondo.
Grazie a queste nuove tecnologie e all'ingegno di stilisti come Aldo Brovarone, che con la serie Dino 206 e 246 riuscì a coniugare su una vettura stradale le sperimentazioni estetiche dell'epoca, e Leonardo Fioravanti, autore della Ferrari 512 BB, videro la luce modelli iconici. Tra le vetture che beneficiarono di queste innovazioni si annoverano la Ferrari 365 Daytona, la 308 GTB e la 400, la Fiat 130 Coupé, la Lancia Montecarlo (la prima auto a usufruire della galleria del vento) e le Lancia Gamma Berlina e Coupé, da cui nacquero gli splendidi prototipi Lancia Gamma Olgiata (Station-coupé), T-Roof (spider) e Scala (berlina 3 volumi). Oltre che per le automobili, nella galleria del vento vennero sperimentate nuove soluzioni anche per i caravan.
Nel 1966, fu presentata l'Alfa Romeo 1600 Spider, meglio nota come Duetto, che anticipò di pochi mesi un'altra celebre spider disegnata dall'azienda torinese: la Fiat 124 Sport Spider, costruita in 200.000 esemplari e tra i maggiori successi commerciali della Pininfarina. Negli anni '70, Pininfarina si consolidò, dividendo in modo più marcato le attività di ricerca e design, ad opera del Centro Studi e Ricerche, da quella di produzione. L'azienda passò dalla produzione di sole carrozzerie su telai di altri costruttori alla costruzione di intere vetture, come la Fiat Campagnola e l'Alfa Romeo 33 Giardinetta.
Espansione e Collaborazioni Internazionali
Gli anni '80 videro l'inaugurazione della Pininfarina Extra, una divisione specializzata nel disegno industriale e di altri mezzi di trasporto. Il 1986 fu un anno significativo, con la quotazione in borsa, l'inaugurazione dello stabilimento produttivo a San Giorgio Canavese e il debutto della Cadillac Allanté. Questa cabriolet è passata alla storia per il suo complicato e costoso processo produttivo: la carrozzeria era fabbricata a Grugliasco, rifinita a San Giorgio e poi spedita a Detroit per l'accoppiamento con il pianale. Nel 1987, arrivò un'altra "Rossa" memorabile, la Ferrari F40, tra le più note e desiderate.

La collaborazione tra Pininfarina e Nash-Kelvinator, avviata nel 1949, aveva già segnato l'ingresso del design italiano nel mercato automobilistico americano. Nel 1952, Pininfarina presentò i progetti per le serie Nash Ambassador e Statesman. Un esempio emblematico fu la Nash-Healey, una sportiva prodotta dal 1952 al 1954, con carrozzeria interamente progettata e realizzata da Pininfarina a Torino, mentre motore e telaio provenivano da Nash. Negli anni successivi, Pininfarina continuò la sua collaborazione con General Motors.
Gli anni '90 videro un'ulteriore espansione, con l'inaugurazione dell'impianto di Bairo Canavese. In questo decennio, Pininfarina disegnò le Bentley Azure, Ferrari 456 GT, Fiat Coupé e Peugeot 306 Cabriolet, oltre alle Lancia K Station Wagon e Peugeot 406 Coupé, delle quali si occupò anche della produzione. Per la produzione della Mitsubishi Pajero Pinin, nacque lo stabilimento di Bairo, non lontano da San Giorgio, acquisendo, ampliando e ristrutturando totalmente il sito esistente e abbandonato della Elcat, un'azienda produttrice di sedili per auto fallita. Mitsubishi finanziò più di due terzi del costo di realizzazione dell'impianto, purché fosse dedicato a soli modelli del suo marchio.

Il Nuovo Millennio: Sfide, Innovazioni e Diversificazione
Gli anni 2000 si aprirono con l'inaugurazione di un nuovo centro di ingegneria. Pininfarina ottenne la produzione della Volvo C70, tornò a collaborare con la Ferrari, per la quale disegnò la 599 GTB del 2007, e realizzò l'apprezzato prototipo Maserati Birdcage 75th. L'azienda firmò anche il design della torcia per le Olimpiadi invernali di Torino 2006.
Il 7 agosto 2008, scomparve tragicamente l'amministratore delegato Andrea Pininfarina, al quale successe il fratello Paolo, oggi presidente. Nel 2009, venne svelata la Ferrari 458 Italia. A partire dal 2011, Pininfarina cessò la produzione diretta di automobili, concentrando le sue attività sul Centro Stile e Ingegneria di Cambiano e sulla galleria del vento di Grugliasco, sebbene quest'ultima fosse ormai utilizzata marginalmente per il settore automotive, dedicandola a settori diversi come biciclette, tute da sci e tende da sole.
Nonostante le difficoltà finanziarie che l'azienda affrontò nel 2008, con un debito totale di 598 milioni di euro, un accordo di rinegoziazione del debito fu raggiunto. Nel 2015, Mahindra e la sua controllata Tech Mahindra rilevarono il 76% della holding Pincar, garantendo la continuità e il futuro dell'azienda.

La Cisitalia 202 SMM Nuvolari torna a correre
Nel 2017, la EF7 Vision GT, supercar da corsa realizzata per il campione del mondo di F1 Emerson Fittipaldi, debuttò a Ginevra. La diversificazione delle attività di Pininfarina Extra, iniziata nel 1986 nel campo del design industriale e di altri mezzi di trasporto, si è intensificata, abbracciando l'interior design, l'architettura e la grafica. Centinaia di progetti e dozzine di premi nei settori industrial design, architettura e transportation hanno contribuito a valorizzare ulteriormente il marchio con clienti internazionali come AMAC Aerospace, Bovet, Cisco, City of Miami, Coca-Cola, Cyrela, Higold, Leitner e Princess Yachts.
Nel 2020, in occasione del 90° anniversario, il Ministero dello Sviluppo Economico ha emesso un francobollo a tiratura limitata con la vignetta della Modulo, concept car su base meccanica Ferrari, simbolo dell'eccellenza di Pininfarina. L'azienda ha continuato a guardare al futuro con progetti come Teorema, una Virtual Concept Car interamente sviluppata utilizzando tecnologie VR, una nuova interpretazione della mobilità elettrica e autonoma. New Holland ha presentato il suo esclusivo Straddle Tractor Concept disegnato da Pininfarina.
Al CES 2022 di Las Vegas, Pininfarina ha debuttato con il concept smart device disegnato con Togg e ha presentato i SUV elettrici VF 8 e VF 9 con VinFast. Pininfarina of America ha aperto un ufficio a New York City. Pininfarina Architecture è stata selezionata per progettare il masterplan di una nuova città nel delta del fiume Yangtze, vicino a Shanghai, e il masterplan per Aldea Uh May, a Tulum, in Messico.
Nel 2022, è avvenuto il viaggio inaugurale del Goldenpass Express, il treno disegnato da Pininfarina per la società ferroviaria MOB. Nel 2023, è stato svelato il progetto di un nuovo branded building in Brasile, Diagonal by Pininfarina, e Related Group ha presentato Andare Residences by Pininfarina, un condominio di lusso in Florida. Con l'azienda svedese Vidde, è stata presentata la prima motoslitta a emissioni zero.
Nel 2024, è nato Pininfarina Classiche, un programma di certificazione di auto classiche e "youngtimer" disegnate e prodotte negli stabilimenti Pininfarina. BOVET e Pininfarina hanno svelato il loro nuovo gioiello, APERTO 1. Morgan Motor Company e Pininfarina hanno presentato Midsummer, una barchetta prodotta in soli 50 esemplari, la prima auto di serie nella storia a portare il badge Pininfarina Fuoriserie. Ad agosto 2024, Pininfarina ha annunciato un importante accordo commerciale da oltre 90 milioni di euro con AMG-Mercedes per attività di sviluppo e produzione. Al Cannes Yachting Festival, Austin Parker ha svelato la nuova gamma di yacht disegnati da Pininfarina e Fulvio De Simoni Design Studio. Pininfarina ha disegnato la livrea del nuovo velivolo delle Frecce Tricolori. La Fiat 500 è diventata uno Scooter, l'E-Moped 500, progettato in collaborazione con il Centro Stile Fiat e disegnato da Pininfarina, svelato ad Eicma 2024. I progetti architettonici inaugurati a inizio anno, come gli headquarter di Higold in Cina, raccontano dove si lavorerà e si vivrà immersi nel design italiano di Pininfarina.
Il 22 gennaio, il Vicepresidente e AD Silvio Pietro Angori ha consegnato a Sua Santità Papa Francesco un oggetto unico e simbolico realizzato dal team Pininfarina, "Orbis", come testimonianza dei valori condivisi di sostenibilità, innovazione e impegno verso un futuro migliore. L'Ambasciata d'Italia a Pechino ha ospitato, il 26 febbraio, un evento speciale per celebrare il 95° anniversario di Pininfarina nell'ambito dell'Italian Design Day. Il 31 marzo, Pininfarina ha annunciato la firma di un accordo commerciale da oltre 70 milioni di euro con un cliente nel settore della mobilità per servizi di sviluppo e produzione.
Con 580 dipendenti registrati nel 2023, Pininfarina continua a rappresentare un punto di riferimento nel design internazionale, celebrando novantacinque anni di eccellenza.
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