Volkswagen: Un Viaggio Attraverso Decenni di Innovazione e Celebrazioni

Il marchio Volkswagen vanta una storia ricca di pietre miliari, anniversari e modelli iconici che hanno segnato non solo il settore automobilistico, ma anche la cultura e la società. Dalla genesi di veicoli che hanno definito intere epoche, come il leggendario Bulli e il Maggiolino, alla celebrazione di importanti traguardi di presenza sul mercato, come i settant'anni di Volkswagen Group Italia, il percorso del "carro del popolo" è costellato di successi e innovazioni.

La Nascita di un'Icona: Il T1 "Bulli" e la sua Evoluzione

Senza Ben Pon, l'importatore olandese della Volkswagen, probabilmente non sarebbe mai stato realizzato il T1, quello che poi è diventato più conosciuto con il nome di Bulli. Questo van compatto fece il suo esordio sul palcoscenico del salone IAA di Francoforte del 1951. Fu Pon, infatti, che il 23 aprile 1947 vide per la prima volta presso lo stabilimento di Wolfsburg un veicolo ben concepito, il "Plattenwagen", e costruito direttamente dal personale della Volkswagen per trasportare pesanti pannelli all'interno della fabbrica. L’uomo fece uno schizzo sul suo taccuino, disegnando un tipo di veicolo senza precedenti a livello mondiale pensandolo sul passo di un Maggiolino, con motore posteriore. A volte, per dare corpo a grandi idee basta anche uno schizzo, cui però deve seguire un’impegnativa fase di implementazione. E proprio dallo schizzo di Pon partirono i progettisti Volkswagen per creare il van con la caratteristica “V” sul frontale, un’icona inconfondibile nel settore automotive, il “Bulli”, destinato a diventare poi il volano dell'economia, il simbolo della generazione hippy, il camper per le vacanze e il mezzo per il trasporto delle persone.

Schizzo di Ben Pon del Volkswagen T1

Due anni dopo furono i clienti del “Glazed Sightseeing Bus” con 23 finestrini, vernice bicolore e un grande tetto scorrevole a fisarmonica, che dava ai passeggeri posteriori la sensazione di viaggiare in una cabriolet, ad affibbiargli il nome di Samba, la versione più popolare del modello. Il nome potrebbe derivare dal tedesco “Sonnendach-Ausführung mit besonderem Armaturenbrett” o forse “Sonder Ausführung mit besonderer Ausstattung” e nel listino prezzi olandese del 1954 era ufficialmente chiamato Samba. La produzione in serie del minibus VW “Versione Speciale” iniziò il 27 giugno 1951 e terminò nel luglio 1967, dopo che ne erano stati prodotti quasi 100.000 esemplari. Nel 1967 fece il suo debutto la seconda generazione, la T2, caratterizzata da una maggiore lunghezza, una porta scorrevole di serie, ampi finestrini e un unico parabrezza.

La storia malvagia della VOLKSWAGEN

Volkswagen Group Italia: Settant'anni di Presenza e Sviluppo nel Mercato Italiano

Volkswagen Group Italia festeggia uno storico traguardo: 70 anni di presenza nel mercato italiano. “Il settantesimo anniversario rappresenta un motivo di grande orgoglio per tutti noi” ha dichiarato Marcus Osegowitsch, CEO di Volkswagen Group Italia. “È un’opportunità per riflettere sui nostri successi passati e guardare con entusiasmo e determinazione al futuro, con l’obiettivo di continuare a offrire soluzioni di mobilità che non solo soddisfino le esigenze dei clienti, ma contribuiscano anche a un futuro più sostenibile per tutti.”

Per celebrare questa importante ricorrenza, Volkswagen Group Italia ha riunito i propri collaboratori nel giardino della sede per una serata di festa in un clima informale e familiare, con una cena a base di piatti tipici veronesi e musica dal vivo. Sin dall’ingresso in Italia negli anni Cinquanta, l’Azienda ha giocato un ruolo da protagonista nell’evoluzione del mercato inizialmente con Volkswagen, a cui si sono affiancati successivamente i brand Audi (1964), SEAT e Škoda nei primi anni ’90 e infine, in anni recenti, CUPRA (2018).

Sede di Volkswagen Group Italia a Verona

Volkswagen Group Italia vanta una solida politica di risorse umane che ruota attorno ai collaboratori, ai quali sono offerti piani di carriera e di sviluppo chiari e trasparenti, oltre a un ampio programma di welfare. Il chiaro focus su work life balance e modalità di lavoro smart portano beneficio alle performance e al benessere dei dipendenti. Tutti sono coinvolti in prima persona e stimolati a mettersi in gioco con iniziative mirate per promuovere l’innovazione e svolgere un ruolo attivo in Azienda, anche tramite programmi strutturati. L’esortazione a proporre idee e progetti in ogni ambito del business e della vita aziendale crea opportunità per valorizzare lo spirito imprenditoriale e la creatività di ognuno, con una attenzione particolare a un mindset aperto al cambiamento e al futuro.

Da sempre attenta all’ambiente, recentemente Volkswagen Group Italia ha intensificato il proprio impegno verso una mobilità sostenibile, promuovendo l’elettrificazione dell’offerta: infatti sono stati lanciati sul mercato numerosi modelli 100% elettrici, tra cui la famiglia Volkswagen ID., CUPRA Born, Škoda Enyaq e la gamma e-tron Audi. Inoltre, l’azienda è fortemente impegnata per abbassare l’impronta ambientale delle proprie attività, secondo la mission goTOzero VGI. Tra i progetti principali, la profonda ristrutturazione in ottica green dell’headquarter a Verona, l’installazione di pensiline fotovoltaiche con potenza massima di 100 kW e l’approvvigionamento di energia elettrica al 100% da fonti rinnovabili certificate. I 70 olivi piantumati in occasione dell’anniversario vanno ad aumentare il numero totale di alberi presenti nel giardino di Volkswagen Group Italia a circa 460. La loro attività di assorbimento di inquinanti atmosferici e CO2 va ad affiancarsi a quella già intensa della Oxygen Area, uno spazio di 635 m2 di verde intensivo composto di specie selezionate appositamente per le loro alte capacità di assorbimento: a pieno regime, consente infatti di sequestrare 7.054 kg di anidride carbonica e 22 kg di inquinanti l’anno, producendo 5.000 kg di ossigeno.

Volkswagen Group Italia S.p.A. è stata fondata nel 1954 da Gerhard Richard Gumpert con il nome “AUTO-GERMA”. Convinto che più della vendita contasse soprattutto l’assistenza, Gumpert costituì una vera e propria rete commerciale e di post-vendita, curandone personalmente l’espansione. Tra gli anni Sessanta, con la realizzazione del magazzino centrale di ricambi a Verona e il contratto da importatore in Italia per Audi NSU, e gli anni Settanta, con la trasformazione in S.p.A., il trasferimento della sede a Verona e l’unificazione delle Reti commerciali Volkswagen e Audi, l’Azienda ha conosciuto un deciso sviluppo, che l’ha portata negli anni Ottanta a raggiungere livelli di vendita record. Nel 2010 è stato aperto il C.D.R. di Anagni, per coprire in modo più efficiente il territorio nazionale.

Le Origini di Volkswagen: Dal Progetto KdF alla Nascita del Maggiolino

L'atto di nascita della Gesellschaft zur Vorbereitung des Deutschen Volkswagens mbH, che più tardi verrà ribattezzata Volkswagenwerk, cioè fabbrica dell'“auto del popolo”, viene infatti registrato il 28 maggio del 1937, per poter dare inizio all'industrializzazione del progetto richiesto dal Fronte Tedesco del Lavoro - organizzazione dell'allora governo nazista - relativo ad un'auto accessibile alle masse e in grado di far viaggiare 5 persone sulla nuova rete autostradale tedesca ad almeno 100 km/h. La presentazione ufficiale della Typ 1, battezzata KdF - Kraft durch Freude Wagen, ovvero “auto della Forza attraverso la Gioia” - avvenne al Salone di Berlino del 1939, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale “congelò” il programma, spostando tutte le risorse progettuali e industriali della Volkswagen su due mezzi militari chiamati Kübelwagen (auto-tinozza) e Schwimmwagen (auto che nuota).

Volkswagen Maggiolino (KdF-Wagen) del 1939

Settanta anni fa, nei giorni appena successivi al Natale, iniziava la produzione di serie di quella che sarebbe diventata l'auto più longeva della storia, il Volkswagen Maggiolino. In realtà la KdF-Wagen - Kraft durch Freude-Wagen, cioè 'auto della Forza attraverso la Gioia', dal nome dell'ente ricreativo dello stato nazista - era già pronta nel 1939, quando fu mostrata al Salone di Berlino, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale comportò la conversione bellica di qualsiasi industria. Così, sulla sua base furono progettati tre veicoli militari: la Kubelwagen, l'anfibia Schwimmwagen e la rarissima Kommandeurwagen impiegata nella campagna russa, praticamente un Maggiolino a trazione integrale e con marce ridotte. Dopo la fine della guerra, nel giugno 1945, il controllo della fabbrica di Wolfsburg (quasi completamente distrutta dai bombardamenti) fu preso dal Governo britannico che impiegò circa seimila uomini per ricostruirla e far ripartire le linee. A fine dicembre 1945 si contavano 630 KdF-Wagen assemblate e negli ultimi giorni dell'anno vennero prodotte le prime 55 Type 1, ovvero il primo Maggiolino realmente commerciale. Nel biennio 1946/47, sotto il controllo dell'ufficiale britannico Ivan Hirst, uscirono da Wolfsburg circa mille auto al mese, tutte destinate ai militari Alleati che ne avevano ordinate 20.000. Nel 1949 venne fondata la Volkswagen GmbH, dopo che Hirst ebbe fatto ritorno in Inghilterra, lasciando le redini a Heinz Nordoff. Questi le avrebbe mantenute fino al 1968, arrivando a produrre un milione di Maggiolini all'anno e diminuendo il tempo necessario all'assemblaggio di un esemplare da 400 a 100 ore. A proposito del nome, la definizione 'Kafer', cioè Maggiolino, comparve solo nel 1967 in una brochure pubblicitaria - fino ad allora marca e modello erano una cosa sola - contribuendo a trasformare l'auto in un'icona della cultura hippie degli anni Settanta, pure negli Stati Uniti, dove alla sua fama contribuirono anche i film hollywoodiani del 'Maggiolino tutto matto' Herbie. La produzione del Maggiolino in Germania nel 1978 è cessata, per lasciare spazio alla Golf, alla Polo e alla Passat, ma si è spostata in America Latina dove le sue caratteristiche di robustezza e semplicità sono state sempre molto apprezzate.

La Golf: Cinquant'anni di Successo e Progresso Tecnologico

Il 2024 segna un traguardo eccezionale per la Volkswagen Golf, che celebra i suoi 50 anni. La sua storia di successo è iniziata il 29 marzo 1974, quando il primo esemplare uscì dalla catena di montaggio. Per celebrare questo importante anniversario, Volkswagen ha organizzato diverse iniziative, tra cui un volo in mongolfiera in Cappadocia con la scritta «50 anni di Golf», un evento che ha unito paesaggi mozzafiato a un simbolo di celebrazione. Le iniziative sono iniziate già a fine gennaio con l’«Ice Race» tenutasi a Zell am See, in Austria, dove è stata presentata la nuova generazione della Golf.

Parata di Volkswagen Golf di diverse generazioni

Giusto in tempo per l’anniversario a cifra tonda, l’ottava generazione dell’auto di maggior successo d’Europa (in 50 anni ne sono state vendute oltre 37 milioni) è stata sottoposta a un restyling completo. La nuova Golf prosegue una tradizione che da cinque decenni rappresenta uno dei fondamenti dell’auto bestseller: è sempre una delle prime a introdurre tecnologie moderne nella categoria delle compatte e quindi su larga scala. Nel caso del modello attuale sono degni di nota soprattutto la propulsione ibrida perfezionata, che garantisce un’autonomia puramente elettrica di oltre 140 chilometri, o il sistema di infotainment ottimizzato con integrazione di «ChatGPT». La nuova Golf, disponibile anche come modello speciale «Edition 50», ha fatto il suo debutto in Svizzera alla fine di maggio allo Swiss Classic World di Lucerna, dove è stata esposta insieme ai suoi fratelli maggiori.

Cinque decenni di divertimento al volante e progresso. In occasione di un grande tour in Austria, i giornalisti svizzeri hanno potuto vedere come l’auto compatta si sia evoluta in termini di eccellenza in oltre 50 anni. Hanno avuto l’opportunità di testare una dopo l’altra tutte le otto generazioni per due giorni e su oltre 600 chilometri: sono rimasti sorpresi del divertimento al volante offerto ancora oggi dalle prime generazioni e hanno ammirato allo stesso modo i grandi progressi che la Golf ha compiuto proprio in materia di sicurezza.

Nella storia di successo della Golf non poteva mancare la GTI, che ha dato inizio alla classe delle sportive compatte. Nell’anno dell’anniversario ha occupato un punto altrettanto importante del programma: con lo slogan «Icons Coming Home», Volkswagen ha trasferito il raduno GTI dal Wörthersee a Wolfsburg e a luglio ha trasformato l’area intorno alla Volkswagen Arena in una grande festa per tutti i fan della leggendaria sportiva compatta. Sono arrivati 15’000 appassionati da tutto il mondo, molti dei quali con la propria GTI, tra cui anche numerose targhe svizzere. Un convoglio composto da tutte e otto le generazioni di GTI, che ha percorso 742 chilometri dall’AMAG Academy di Lupfig (AG) a Wolfsburg, ha suscitato grande scalpore. Le iniziative in programma si sono concluse infine in Svizzera: 50 Golf della prima generazione si sono riunite il 13 ottobre all’aerodromo di Bressaucourt (JU). Tra queste vi era anche l’esemplare più antico ancora esistente in Svizzera, risalente al 1974, che fa parte della collezione di Andreas e Urs Weibel.

A un anno esatto dal cinquantesimo anniversario della prima Golf GTI (nata nel 1976), Volkswagen apre ufficialmente gli ordini in Italia per la Golf GTI Edition 50. Questa versione speciale, celebrativa, nasconde l'ultima, raffinata evoluzione del 4 cilindri 2.0 TSI (EA888 evo4). I tecnici tedeschi hanno spinto la potenza fino a 325 CV (239 kW), abbinandoli a una coppia di 420 Nm. Per dare un riferimento, sono 60 CV in più rispetto alla GTI standard e persino superiori alla recente versione Clubsport. Gestita dal cambio DSG a 7 rapporti e scaricata sulle sole ruote anteriori tramite un differenziale autobloccante a controllo elettronico, questa cavalleria permette di archiviare lo 0-100 km/h in soli 5,3 secondi. Di serie, la Edition 50 offre l'assetto adattivo DCC e un ribassamento di 15 mm. Il Performance Pack, un'opzione per i puristi, trasforma la vettura in un'arma da cordoli, includendo scarico R-Performance in titanio (sviluppato con Akrapovič) e nuovi cerchi forgiati Warmenau da 19 pollici, che pesano il 20% in meno rispetto ai cerchi standard. Esteticamente, la Edition 50 si distingue per i cerchi in lega Queenstown da 19 pollici (con finitura nera lucida), ispirati al design delle Detroit della Golf 5 GTI. La carrozzeria gioca sui contrasti con il tetto nero, calotte specchietti dedicate e adesivi laterali a nido d'ape. L’abitacolo è un santuario per i fan: il mitico tessuto scozzese dei sedili è stato rivisitato, mentre il volante sportivo ospita ora il badge "50" sulla razza inferiore, dettaglio replicato sui battitacco.

La Volkswagen Golf "40th Pack"

La Volkswagen Golf "40th Pack" è una nuova serie speciale dotata di un pacchetto opzionale che celebra i 40 anni della Golf. Per vederla in anteprima occorre visitare Auto e Moto d’Epoca 2014, in programma alla Fiera di Padova dal 23 al 26 ottobre; nello stand VW la versione con pacchetto anniversario è esposta assieme a tutte le sette serie della Golf, a partire dalla prima del 1974. Ad un primo sguardo la "40th Pack" non si distingue molto dalla Golf 7 attualmente a listino, ma un occhio più attento come quello dei tanti fan della compatta tedesca possono cogliere le piccole differenze che la rendono unica. Disponibile sia per le versioni a benzina che diesel dell’allestimento Highline, la Volkswagen Golf "40th Pack" è equipaggiata con fari bixeno adattivi, luci diurne a LED, lavafari, fari posteriori e illuminazione targa a LED e cerchi in lega Salvador 7Jx17" (pneumatici 225/45 R17) che possono essere sostituiti da quelli di misura 7,5Jx18" con gomme 225/40 R18. A chi fosse interessato all’acquisto della Golf "40th Pack" la Casa tedesca segnala che il prezzo del pacchetto, fissato in 1.400 euro (cerchi da 17") per i primi 1.000 esemplari, offre al cliente un "vantaggio del 40% rispetto alla somma delle singole dotazioni". Al di fuori dell'offerta di lancio il costo del pacchetto è di 2.340 euro.

La Volkswagen Polo: Cinquant'anni di Mobilità Accessibile e Qualità

Nel 2025, Volkswagen celebra i 50 anni della Volkswagen Polo, un modello che, sin dalla sua prima generazione, ha rappresentato la mobilità accessibile. Senza fronzoli, ma con una qualità superiore, una maneggevolezza eccellente e innovazioni pratiche. Un'auto per tutti, accessibile e simpatica. Un’autentica Volkswagen, in tutto e per tutto. La Polo ha dettato tendenze nel segmento delle utilitarie dal 1975 e incarna le virtù tipiche di Volkswagen, come qualità, sicurezza e comfort. Nel corso di sei generazioni, la Polo è diventata un bestseller internazionale. Per iniziare le celebrazioni del 50° anniversario, VW Classic presenterà modelli storici della Polo al Bremen Classic Motorshow 2025 (31 gennaio - 2 febbraio 2025). Con oltre 20 milioni di esemplari venduti in sei generazioni, la Polo si è affermata come uno dei modelli di maggior successo della sua classe.

Una collezione di Volkswagen Polo di diverse generazioni

Nessun altro veicolo prima di lei era così compatto e raffinato. Posizionata una classe sotto la Golf, la Polo completava perfettamente la nuova famiglia di modelli con trazione anteriore. Volkswagen Polo non rappresenta solo innovazioni tecniche, ma anche la mobilità accessibile per tutti. Con una tecnologia all'avanguardia e un buon rapporto qualità-prezzo, la Polo ha contribuito alla mobilità individuale per generazioni. Presentata nel marzo del 1975, la Polo si basava sull’Audi 50. In una forma leggermente modificata, entrò in produzione in serie a Wolfsburg come Volkswagen Polo e portò una ventata di freschezza nel segmento delle utilitarie. Con il suo design pulito e l'alta funzionalità, catturò lo spirito del tempo. Efficiente, pratica ed economica, la vettura si caratterizzava anche per la sua agilità, ottime caratteristiche di maneggevolezza e motori economici.

A ogni generazione, l’auto compatta è stata ulteriormente sviluppata. La Polo II, dal 1981, portò una serie di miglioramenti, tra cui più spazio, comfort e motori modernizzati. Nel 1987, la serie speciale limitata Polo Coupé GT G40 segnò il debutto del compressore volumetrico, che aumentava la potenza. Un ulteriore passo in avanti si ebbe con la terza generazione nel 1994, anche sul piano tecnologico. La Polo III fu tra i primi veicoli della sua categoria a dotarsi di caratteristiche di sicurezza innovative come gli airbag. Nel 1998, la Polo fu disponibile per la prima volta come GTI. Con un aumento significativo delle dimensioni, la quarta generazione, dal 2002, offrì un nuovo livello di comfort e sicurezza, con airbag frontali e laterali, servosterzo e ABS di serie. La Polo V portò l'introduzione di numerose innovazioni digitali: dal 2009, infotainment e sistemi di assistenza resero la guida più confortevole che mai. La Polo V impressionò anche nel motorsport: con la Polo R WRC, Volkswagen vinse il titolo del Campionato del Mondo Rally quattro volte consecutive dal 2013. La sesta generazione, basata sulla piattaforma modulare trasversale (MQB), fissò nuovi standard nel 2017 in termini di connettività, sicurezza e dinamica di guida. Volkswagen Classic accompagnerà la Polo nel suo anno anniversario e presenterà modelli storici della propria collezione nei prossimi mesi. A dare il via alle celebrazioni, il Bremen Classic Motorshow dal 31 gennaio al 2 febbraio 2025.

Un Gruppo in Crescita: Acquisizioni e Nuovi Brand nel Corso degli Anni

Volkswagen è via via cresciuta occupando posizioni sempre più importanti nel panorama automobilistico globale. Nel 1965 la prima acquisizione per “ingrandirsi”: quella della Auto Union, poi diventata Audi. Seguono nel 1986 la Seat e nel 1994 la Skoda, a cui si aggiungono nel 1998 Bentley, Bugatti e Lamborghini. Lo “shopping” continua nel 2008 con il produttore di camion Scania e nel 2012 le moto di Ducati, i truck di Man e le supersportive di Porsche. Questa espansione strategica ha permesso a Volkswagen di diversificare la propria offerta e di consolidare la propria presenza in molteplici segmenti di mercato, dalle utilitarie ai veicoli di lusso, dai veicoli commerciali alle moto, dimostrando una costante capacità di adattamento e visione a lungo termine.

La storia malvagia della VOLKSWAGEN

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