Il progetto X64, destinato a concretizzarsi nell'erede della Renault 19, fu avviato all'alba degli anni novanta. La scelta di derivare la base meccanica dalla stessa 19, sebbene non fosse la soluzione più moderna poiché quel pianale era un'evoluzione di quello utilizzato per le Renault 9 e 11, fu dettata dalla volontà di diversificare la gamma in risposta all'arrivo di nuovi concorrenti, prevalentemente giapponesi e coreani, sul mercato europeo. L'ambizione di Renault era di creare non un solo modello o al massimo due, ma molti di più, partendo inizialmente da una berlina a 5 porte, una coupé e una monovolume. Quest'ultima, la vera novità per un costruttore europeo, avrebbe dovuto sottrarre clienti a modelli come la Mitsubishi Space Runner, i cui consensi di pubblico, sebbene non esorbitanti, dimostravano che era possibile avere degli sbocchi commerciali anche con una monovolume dalle proporzioni compatte. In seguito, la gamma delle possibili carrozzerie fu ampliata a una cabriolet e a una berlina a 4 porte. Tutti questi modelli avrebbero condiviso la stessa base meccanica, lo stesso pianale e gli stessi motori.
Il Design Ovalizzato e le Sue Implicazioni Stilistiche
La stampa specializzata, come sempre, cominciò a ipotizzare l'aspetto e i motori della nuova Renault, almeno in versione berlina. Il debutto avvenne nel settembre del 1995 al Salone dell'automobile di Francoforte, dove la nuova vettura fu presentata con il nome di Mégane. Il nome fu ripreso da una concept avveniristica presentata nel 1988, ma che, nome a parte, non aveva nulla a che spartire con la vettura di serie. Alla kermesse tedesca la Mégane venne esposta in due delle tante varianti di carrozzeria previste: la variante berlina a due volumi e a 5 porte e la variante coupé, denominata Coach o Coupé a seconda dei mercati di destinazione.
Le linee della Mégane furono disegnate dall'équipe diretta da Patrick LeQuément, responsabile del design presso Renault. Le Quément volle per la nuova Renault un design non banale. Il risultato fu un corpo vettura disegnato partendo come base dalla forma geometrica dell'ellisse. Sia esternamente che internamente il richiamo a ellissi e ovali è assai ripetuto: già il corpo vettura della berlina, più ancora che nella coupé, suggerisce tale forma geometrica. Persino il logo stesso ideato per indicare la nuova vettura nelle campagne pubblicitarie era una sorta di ellisse, sebbene di forma più irregolare. Tale caratteristica era molto visibile lungo la fiancata, dove il tema dell'ellisse coinvolgeva sia il profilo del corpo vettura stesso sia il disegno del giroporta. A dare un parziale taglio a questa tendenza stilistica era il disegno della coda, quasi tronca, dall'andamento verticale, dove trovavano posto i fari dal disegno più arrotondato rispetto a quelli della 19. Novità anche nel frontale, che propone in maniera più marcata lo stile adottato dalla 19 restyling. E quindi, ecco che il logo centrale, dal canto suo, era contenuto in un prolungamento del cofano motore che aveva quasi l'aspetto di un "naso". Tale elemento andava a formare una calandra costituita da due prese d'aria ai lati del logo. Nuovo era il disegno dei fari, che apparivano "tagliati" dalla linea della battuta del cofano motore, conferendo loro un aspetto più aggressivo.

L'Abitacolo: Funzionalità e Richiami Stilistici
L'abitacolo di una Mégane I pre-restyling non offriva soluzioni d'avanguardia o innovazioni particolari, tuttavia non appariva neppure superato, bensì in linea con gli standard dell'epoca. L'abitabilità era di buon livello, così come le finiture, mentre nel posto guida la strumentazione era di tipo classico. Le maggiori caratterizzazioni si ritrovavano nel gruppo plancia-cruscotto, dove riappariva il tema dell'ovale: la consolle centrale era infatti contornata da una cornice ovale, così come ovali erano le sezioni di quest'ultima dedicati all'alloggiamento dei comandi del climatizzatore e dell'autoradio. Anche le bocchette di aerazione, sia centrali che laterali, erano della stessa forma, così come il quadro strumenti. Il volante era di tipo multifunzione, in particolare per quel che riguardava i comandi relativi all'autoradio. Esso era a quattro razze disposte tutte nella parte bassa. Tali razze dividevano questa zona del volante in tre sezioni tutte di forma ovale.
La Meccanica: Evoluzione di una Base Solida
Tecnicamente la Mégane I non proponeva grosse novità: la base meccanica era infatti derivata direttamente da quella della Renault 19. Le sospensioni prevedevano quindi un avantreno a ruote indipendenti con schema MacPherson, mentre al retrotreno era previsto lo schema a ruote interconnesse. All'avantreno erano presenti molle elicoidali mentre al retrotreno erano montate delle barre di torsione. L'impianto frenante era variabile a seconda dei modelli: nella maggior parte della gamma era previsto un impianto frenante misto, cioè con dischi all'avantreno e tamburi al retrotreno, ma nelle versioni di punta con motorizzazioni più potenti la soluzione adottata era quella dei quattro dischi.
La Famiglia Mégane: Diversificazione e Successo
Si è già detto del fatto che già al suo esordio la Mégane I era prevista in due varianti di carrozzeria, una tranquilla berlina a 5 porte e una più grintosa coupé. Una delle maggiori particolarità dal punto di vista tecnico stava nel fatto che la coupé sfruttava un pianale a passo accorciato rispetto a quello della berlina. La riduzione di passo era di ben 11,2 cm, una scelta dettata dal fatto di voler conferire una maggior agilità alla coupé durante la guida più spinta.
Il motore 1.6 da 1598 cm³ (codice K7M) erogava una potenza massima di 90 CV. La commercializzazione della prima generazione della Mégane fu avviata sul finire del 1995 in Francia e in alcuni Paesi europei, ma non tutti: per una buona parte dei mercati del Vecchio Continente, tra cui l'Italia, la vettura sarebbe entrata nei listini solo a partire dall'inizio del 1996. Durante questo anno la gamma si moltiplicò rapidamente con l'arrivo delle versioni Scénic (monovolume) e Classic (berlina a 3 volumi e a 4 porte).
Fu invece durante il 1997 che si registrarono novità corpose sia sul fronte della gamma carrozzerie sia su quello dei motori: vi fu infatti l'arrivo della Mégane Cabrio, versione con capote in tessuto basata sulla scocca della Coach. Sul fronte dei motori, molto importante è la novità riguardante l'arrivo del 1.9 dTi da 98 CV, un motore che andò a soppiantare il precedente 1.9 dT da 90 CV, rispetto al quale venne introdotta l'alimentazione a iniezione diretta, sebbene non ancora di tipo common rail. Questo motore fu introdotto, oltre che sulle versioni berlina e sulla Scénic, anche sotto il cofano della Coach: in questo modo la Casa della Losanga tornò a proporre un motore a gasolio su una coupé. Fu la seconda volta in cui la Casa francese propose un simile abbinamento, all'epoca del tutto inusuale: la prima volta si ebbe nell'ormai lontano autunno del 1983 con il lancio della Fuego TurboD.
Nel 1998 l'unica novità degna di nota fu l'arrivo di un cambio automatico Proactive a 4 rapporti, mentre per quanto riguarda le vendite la Mégane riuscì a ottenere un successo tale che per i primi quattro mesi dell'anno fu la berlina media più venduta in Europa con 223.900 unità vendute.
Il Restyling del 1999: Aggiornamenti Estetici e Tecnici
Nel 1999 vi fu il restyling di mezza età: a cambiare stilisticamente in maniera più decisa fu il frontale, ora caratterizzato da gruppi ottici dall'inedito disegno "a mandorla", ma anche dall'inedita calandra semicircolare integrata nel cofano motore e tagliata in due dallo spazio dedicato all'alloggiamento del logo della Casa francese. Anche il paraurti anteriore fu rivisto a fondo, mentre in coda cambiarono le plastiche dei fari posteriori.

Dal punto di vista tecnico si ebbero numerose novità, alcune delle quali di particolare spessore, come ad esempio l'introduzione del primo motore europeo a iniezione diretta di benzina, un 2 litri della stessa famiglia delle precedenti unità motrici di pari cilindrata, che era però in grado di erogare una potenza massima di 140 CV. Tale motore, pur se di potenza leggermente inferiore, andò a sostituire il precedente 2 litri da 147 CV montato su Coach e Cabrio, uniche versioni a poter beneficiare di tale propulsore. Per quanto riguarda il resto della gamma motori, il 1.4 e il 1.6 ricevettero una nuova testata a due valvole per cilindro, un asse a camme in più e potenze massime rispettivamente di 95 e 110 CV. In questo modo si ebbe un vero e proprio passaggio di consegne tra propulsori, poiché il 1.4 16v prese il posto del vecchio 1.6 8v, mentre il 1.6 16v andò a rilevare il precedente 2 litri monoalbero, nel frattempo sceso in alcuni mercati (come quello tedesco) da 114 a 109 CV di potenza massima. Ultima novità sul fronte motori fu la scomparsa del 1.9 diesel aspirato, oramai del tutto anacronistico in un periodo in cui stavano cominciando a diffondersi i primi common rail, sebbene per il momento tale novità non avrebbe ancora interessato alcun modello della Casa della Losanga.
Un'altra grande novità fu quella che si ebbe sul fronte della gamma carrozzerie: con il restyling fece infatti il suo debutto un'inedita versione station wagon, denominata appunto Mégane SW e proposta dalla Renault come alternativa alla Mégane Scénic.
Alla fine del 2000 vi fu l'arrivo di una nuova motorizzazione dedicata esclusivamente alla Mégane SW e consistente in un motore 1.8 da 116 CV. Ma la novità motoristica più importante di quell'anno fu l'arrivo del 1.9 dCi da 105 CV, primo motore turbodiesel common rail per la Renault. Questo motore andò a sostituire la precedente unità a iniezione diretta da 98 CV. Per il 2001 si ebbero prevalentemente aggiornamenti sul fronte della sicurezza, con l'introduzione dell'assistenza elettronica alla frenata d'emergenza.
La Mégane Coach/Coupé: Sportività e Inusuali Abbinamenti Meccanici
Assieme alla berlina a 5 porte, la Mégane fu lanciata fin dall'inizio anche con carrozzeria coupé: rispetto alla berlina, la coupé fu modificata in profondità dal punto di vista strutturale. Il pianale infatti fu accorciato di ben 11,2 cm per privilegiare l'agilità di guida. Come risultato si ottenne una vettura molto più compatta della berlina e caratterizzata da una carrozzeria completamente ridisegnata posteriormente, con coda tronca, gruppi ottici posteriori inediti e padiglione spiovente che consentiva un'abitabilità limitata nei posti posteriori. Nel complesso, la Mégane Coach (chiamata Mégane Coupé in altri mercati europei) stava sotto i quattro metri di lunghezza e ciò le consentiva di rivaleggiare direttamente con un'avversaria come la Opel Tigra, anch'essa caratterizzata da una scarsa abitabilità posteriore. Si tratta quindi di una coupé 2+2, ossia con due posti anteriori più due posti posteriori di fortuna. Dal punto di vista meccanico, comunque, a parte il passo accorciato, non vi furono altre grosse differenze di sorta rispetto alla berlina. L'unica novità specifica per la Coach fu il motore della versione di punta, un 2 litri bialbero plurivalvole derivato direttamente dalla Clio Williams, e la cui potenza di 147 CV consentiva prestazioni assai brillanti.
Una vera novità per quei tempi, non solo per la Renault, ma più in generale per l'intero panorama automobilistico, fu il fatto che dal 1997 la Coach venne proposta anche con un 1.9 dTi, ossia un motore turbodiesel a iniezione diretta (non common rail) da 98 CV. Dopo l'esperimento tentato dalla Renault negli anni ottanta con la Fuego, la Casa della Losanga ci riprovò con la Mégane Coach, proponendo un motore a gasolio per una vettura sportiva. Il fatto suscitò clamore e divise i pareri degli appassionati.
Il restyling del 1999 vide la Coach seguire gli aggiornamenti stilistici del resto della gamma: ciò valse un po' ovunque tranne ovviamente nella zona posteriore, dove le modifiche furono più specifiche. Quanto ai motori, in occasione del restyling la gamma vide l'arrivo di nuovi motori a benzina, componendosi così delle versioni: 1.4 16v da 95 CV; 1.6 16v da 110 CV (disponibile anche con cambio automatico Proactive); 2 litri a iniezione diretta da 140 CV; 1.9 dTi da 98 CV. Quella a gasolio fu l'unica motorizzazione che rimase immutata durante l'aggiornamento del 1999. La Mégane Coach uscì dai listini nel 2003 e non ebbe un'erede immediata: nella gamma della successiva Mégane II non fu infatti prevista una coupé, ma semplicemente una berlina a 3 porte.
La Mégane Scénic: La Rivoluzione Monovolume
Con il lancio nel 1996 della Mégane Scénic, la Casa francese non solo entrò in un segmento di mercato quasi inedito ma riuscì al primo colpo a sbaragliare l'esiguo numero di rappresentanti della concorrenza, costituita principalmente dai due modelli proposti in Europa dalla Mitsubishi (lo Space Runner e il più spazioso Space Wagon). Il successo della Scénic fu tale da superare da sola persino la totalità della produzione di tutte le altre varianti di carrozzeria della Mégane stessa. Ciò che fu alla base del successo della Mégane Scénic fu non solo una linea più moderna e gradevole rispetto alle due concorrenti giapponesi, peraltro meno "fresche" di progetto, ma anche le sue doti di praticità, il suo confort, la sua ampia abitabilità.

Esternamente la Mégane Scénic appariva come una monovolume compatta che tradiva la sua naturale parentela tecnica con le altre Mégane se la si osservava nel frontale, dallo stile identico a quello delle "sorelle" della famiglia Mégane. Anche nel resto della carrozzeria, sia pur convertita nella nuova configurazione, si trovavano gli stilemi caratteristici delle Mégane di prima generazione. Internamente, la vettura offriva posto per cinque persone, ma l'abitabilità e lo spazio a disposizione era decisamente maggiore, specialmente in altezza. Al suo debutto, la Mégane Scénic venne proposta in quattro motorizzazioni, tre a benzina e una a gasolio, tutte mutuate dal resto della gamma Mégane, vale a dire: il 1.4 da 75 CV, il 1.6 da 90 CV, il 2 litri da 114 CV e il 1.9 turbodiesel da 93 CV.
Come già detto, il successo della Mégane Scénic fu enorme e già alla fine del 1997 la vettura era diventata un fenomeno automobilistico: i tempi di attesa per le consegne si erano allungati fino a 6 mesi, complice anche la chiusura in maggio dello stabilimento belga di Vilvoorde, che la produceva. Ma nel 1999, con il restyling della gamma Mégane, la monovolume cessò di essere commercializzata come Mégane Scénic e andò a formare una gamma tutta sua con la denominazione commerciale ridotta semplicemente a Scénic. Il restyling divenne più marcato che negli altri modelli della gamma Mégane.
La Mégane Classic: L'Erede della Tradizione
Annunciata già nel 1995 durante il lancio della berlina a due volumi e della Coach, la Mégane Classic è stata svelata nell'estate del 1996 quando la Casa francese decise di pubblicare le prime foto ufficiali. Dopo la presentazione al Salone di Parigi di quell'anno, la commercializzazione della Mégane Classic è stata finalmente avviata nel mese di novembre. La Classic non era altro che la versione con carrozzeria a tre volumi e a 4 porte, erede dunque della 19 Chamade del 1989. Ne consegue che dal punto di vista estetico la vettura era identica alla berlina a due volumi nel frontale e nella fiancata fino al montante B.