Il mondo dei cartoni animati ha sempre avuto un rapporto stretto e proficuo con l'automobilismo, in particolare con le corse. Che sia il fascino della velocità, quello delle carrozzerie scintillanti o semplicemente il ricordo di aver fatto correre una macchinina sul pavimento da bambini, le auto da corsa hanno spesso animato i pomeriggi televisivi di diverse generazioni. Dai capolavori degli anni '70 di Hanna-Barbera agli anime giapponesi giunti in Italia negli anni '80, fino a lungometraggi di animazione più recenti come "Cars" e "Turbo", prodotti da Disney e DreamWorks, il tema delle gare automobilistiche è ampiamente trattato, rientrando nel filone sportivo (spokon). In questa carrellata, esploreremo alcuni dei cartoni animati imperdibili per chi ama il mondo dei motori, con un focus particolare sulle produzioni degli anni '70.

Wacky Races: La Corsa Pazzoide Americana
Una delle pietre miliari dell'animazione a tema automobilistico è senza dubbio "Wacky Races", conosciuta in italiano come "Le corse pazze" o "Corsa senza limiti". Questa serie di cartoni animati statunitensi, prodotta da Hanna-Barbera, debuttò negli Stati Uniti nel 1968, ispirandosi al film "La grande corsa" di Blake Edwards. La prima serie, composta da trentaquattro episodi della durata di circa 10 minuti ciascuno, fu trasmessa sul canale CBS dal 14 settembre 1968. In Italia, "Le corse pazze" approdò nel 1980 sulle reti RAI 1, Canale 5, Cartoon Network e Boomerang, presentata in diciassette puntate contenenti due episodi ciascuna. Un reboot della serie è stato trasmesso su Boomerang dal 6 novembre 2017 al 14 novembre 2019.
"Wacky Races" è incentrata su un campionato di corse automobilistiche a tappe itineranti per gli Stati Uniti, caratterizzato da improbabili vetture guidate da un gruppo di coloriti personaggi bizzarri. Ogni espediente è consentito per conquistare il titolo mondiale, e la competizione è combattuta a colpi di tranelli e spregiudicatezze. Tuttavia, la lezione da imparare è che imbrogliare è sbagliato e porta danni ad entrambe le parti in alcune circostanze.
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I Piloti e le Loro Stravaganti Vetture
La lineup dei concorrenti di "Wacky Races" è indimenticabile, ognuno con la propria personalità e un'auto unica:
- Vettura n. 1 - La Macigno-Mobile: Guidata dai Fratelli Slag, Rock e Gravel, due grezzi cavernicoli. L'auto è fatta di pietra, un chiaro richiamo all'epoca preistorica.
- Vettura n. 2 - Il Diabolico Coupé: Simile a un carro funebre degli anni '30, circondato da pipistrelli svolazzanti, è pilotato dai fratelli Big e Li'l Gruesome, creature ispirate al genere horror classico. Ha al suo interno principalmente un drago che funge da propulsore.
- Vettura n. 3 - La Multiuso: Guidata dal Professor Pat Pending, uno scienziato le cui invenzioni spesso trasformano la sua auto in qualsiasi cosa necessaria per superare gli ostacoli.
- Vettura n. 4 - Lo Scarafaggio Volante (o Crimson Haybaler): Pilotata da Red Max, un aviatore, è un biplano della prima guerra mondiale modificato, capace di semplici balzi per evitare avversari e ostacoli.
- Vettura n. 5 - Il Vezzoso Coupé (Compact Pussycat): L'unica ragazza in gara, la divina Penelope Pitstop, una affascinante ragazza che guida una coupé rosa e gialla, attrezzata per la cura della propria bellezza, inclusa una rossetto meccanico e un ombrellino per ripararsi dal sole. Penelope è stato un personaggio di successo, ripresa da Hanna-Barbera per spin-off come "Le avventure di Penelope Pitstop". Il termine "pit-stop" significa sosta ai box.
- Vettura n. 6 - L'Armata Speciale (Army Surplus Special): Un carro armato guidato dal soldato Meekly agli ordini del sergente Blast.
- Vettura n. 7 - La Macchina Antiproiettile: Gli occupanti sono Clyde e la sua banda (The Ant Hill Mob), sette nani gangster a bordo di una limousine d'epoca anni '20. Clyde è ispirato all'omonimo criminale Clyde Chestnut Barrow e al personaggio di Edward G. Robinson nel film "Il Piccolo Cesare". All'occorrenza, fanno spuntare i piedi da sotto le loro auto e spingono per guadagnare terreno.
- Vettura n. 8 - L'Insetto Scoppiettante (Arkansas Chuggabug): Una vettura di legno mossa da una rudimentale caldaia, guidata dal montanaro dei monti Appalachi, Luke, che spesso sonnecchia e guida con i piedi, accompagnato dal suo inseparabile orso pauroso, Blubber.
- Vettura n. 9 - La Sei Cilindri (o Turbo Terrific): Guidata da Peter Perfect, il damerino della gara, sempre galante con Penelope e dotato di un'incredibile forza fisica. La sua auto ricorda una dragster ed è l'unica a riprendersi da ogni incidente con una semplice scrollata.
- Vettura n. 10 - La Spaccatutto (Buzzwagon): Una vettura che ha seghe circolari al posto delle ruote, guidata da Rufus Roughcut, un rude boscaiolo, e dal suo castoro Sawtooth.
- Vettura n. 00 - La Mean Machine (Vettura 00): Il famigerato duo Dick Dastardly e Muttley. La vettura 00 era una specie di missile di distruzione. Dick, pilota dall'astuzia proverbiale, cerca di vincere a tutti i costi, attuando una serie di stratagemmi per ostacolare gli altri concorrenti. Tuttavia, i suoi progetti gli si ritorcono sempre contro, facendolo arrivare ultimo nonostante le elevate prestazioni della sua automobile. Dick si ritrova spesso in testa alle gare, ma invece di approfittare del suo vantaggio, perde tempo ad architettare stratagemmi. Spalla del personaggio è il cinico Muttley, un cane opportunista, infedele e sempre pronto a sghignazzare delle sventure del suo padrone. Dastardly e Muttley sono stati protagonisti anche di spin-off come "Dastardly e Muttley e le macchine volanti".
Il narratore, Dave Willock (doppiato in italiano da Ferruccio Amendola e Pino Locchi), in ogni episodio annuncia il vincitore della gara, il secondo ed il terzo classificato. Non è mai fatta menzione di un particolare sistema di punti o di una modalità per stabilire il vincitore dell'intero circuito delle corse. "Wacky Races" ha lasciato in ognuno la voglia di guardare alla vita non con ostacoli insormontabili, ma usando l'intelletto, dove rivali e sfide servono da motore per impegnarsi nella riuscita del risultato.

Grand Prix e il Campionissimo: Il Falco della Formula 1 Giapponese
Passando al panorama degli anime giapponesi degli anni '70, un titolo di spicco è "Grand Prix e il campionissimo" (アローエンブレム・グランプリの鷹?, Arrow Emblem: Grand Prix no taka). Prodotto da Toei Animation per un totale di 44 episodi, andati in onda tra il 1977 e il 1978 in Giappone (ma in Italia sono arrivati solo nel 1981), questo anime è stato creato da Kougo Hotomi e diretto da Rin Taro (prima parte) e Nobutaka Nishizawa. Il design originale della serie è opera del famoso Akio Sugino per i personaggi e di Mayumi Kobayashi per il mecha design.

Il protagonista della serie è Takaya Todoroki, un giovane e affascinante pilota automobilistico che sogna di correre in Formula 1 con la sua macchina. Dopo un incidente, il sogno sembra infranto, ma un uomo misterioso lo ingaggia per la scuderia Katori. Quest'uomo è il leggendario pilota Niki Lanz, un personaggio chiaramente ispirato a Niki Lauda (nell'originale "Nick Lambda"). L'originalità di questa serie, che rientra nel filone spokon (sportivo), sta nel fatto che, oltre alla presenza di "Niki Lauda", tutti i piloti con cui Takaya si confronterà nel corso della serie sono piloti realmente esistenti alla fine degli anni '70. Tuttavia, nella versione italiana, i nomi sono stati sostituiti con altri fittizi. Ad esempio, Emerson Fittipaldi diventò Emerson Finaldi, Mario Andretti diventò Mario Anderlain, Ronnie Peterson diventò Sutter, Vittorio Brambilla diventò Prandelli, e Gilles Villeneuve - stranamente - diventò Gonzales.
L'auto del protagonista si rifà alla celebre Tyrrell P34 a 6 ruote degli anni settanta, una vettura iconica che ha lasciato il segno nella storia della Formula 1. Derek Gardner, il "papà" della mitica Tyrrell P34, ci ha lasciato l'11 gennaio 2011, ma la sua creazione continua a vivere nell'immaginario collettivo, anche grazie a questo anime. Il titolo giapponese, "Grand Prix no Taka", significa "il falco del Gran Premio", un chiaro riferimento alla determinazione e alla velocità del protagonista.
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La sigla italiana "Grand Prix e il campionissimo" è stata scritta da Franco Migliacci, su musica e arrangiamento di Vito Tommaso, e incisa dai Superobots nel 1980. Nonostante veda sulla copertina il nome dei Superobots come interpreti, in realtà vede solo Douglas Meakin alla voce (tra l'altro non la principale), mentre la voce portante è di Rino Martinez.
Tra i titoli degli episodi si trovano riferimenti a sfide e momenti epici delle corse:
- 14 I mulini a vento「ラ・マンチャの風車」 - ra.
- 15 Le Mans「吠えろル・マン」 - hoe ro ru.
- 16 Corri verso la vittoria「勝った!おれは走った」 - katta!
- 34 Samurai torna in vita「生き返れ!!サムライ」 - ikikaere!!
- 39 Attraverso la linea della morte「激突!!死線を越えて」 - gekitotsu!!
Supercar Gattiger: L'Energia Solare in Pista
Un altro notevole esempio di anime automobilistico degli anni '70 è "Supercar Gattiger". Questa serie, composta da 21 episodi, nasce come un manga realizzato da Hideharu Imamichi e racconta le storie del Gattiger, una superauto composta dall'unione di altre cinque auto (Gattai significa appunto trasformazione/combinazione/unione). Hitoshi Chiaki ha curato la versione televisiva.

La particolarità di questa superauto, creata dal professor Kabuki, è che si alimenta ad energia solare, un concetto rivoluzionario rispetto alle altre auto che fanno uso di carburanti classici. Questa auto nasce per contrastare gli scopi criminali dell'organizzazione "Demoni Neri", ma il professor Kabuki viene assassinato dopo aver rivelato l'esistenza di questo pericolo mondiale, non potendo quindi vedere la sua creazione in azione. Sarà suo figlio Joe che, insieme agli altri piloti del team, cercherà di contrastare i piani dei "cattivi" di turno, che tra scorrettezze e corse mortali vogliono avere la meglio sul panorama mondiale delle corse.
La sigla italiana "Supercar Gattiger" è cantata dai Fratelli Balestra, ma anche in questo caso compare il nome dei Superobots sul disco (in quegli anni non tutti gli artisti amavano essere riconosciuti come interpreti delle sigle dei cartoni animati). La base è quella del brano "Dance On", dalla colonna sonora del film "Così come sei" del 1978, realizzata da Ennio Morricone.
Ken Falco il Superbolide: Velocità e Lealtà
"Ken Falco il Superbolide" è un altro anime sportivo che ha catturato l'attenzione degli appassionati di corse. Il protagonista è Ken Hayabusa, un pilota da corsa e figlio dell'Ingegner Hayabusa, progettista della macchina da corsa Hayabusa Special e dei suoi motori intercambiabili. Ken corre per la scuderia Sayongi a bordo della macchina costruita dal padre e partecipa a corse miste tra il rally e l'endurance.

I suoi più accaniti rivali sono gli appartenenti alla scuderia Black Shadow ("ombra nera") e soprattutto il suo proprietario e "patron", il misterioso Ayab Mobil Dick. Durante lo svolgimento delle gare, i piloti della Black Shadow tentano con tutti i mezzi a loro disposizione, uno più scorretto dell'altro, di eliminare Ken e i suoi compagni di scuderia.
Anche la sigla italiana di "Ken Falco il superbolide" è interpretata dai Superobots, su musica e parole di Vito Tommaso. In TV, è passata con due tagli diversi: negli episodi 8-11, 13-15, 17 e 20 si sente solo la prima strofa ("Senti ragazzo, nella tua stanza, tra i manifesti degli eroi…"), mentre negli episodi 1-7, 12, 16, 18, 19 e 21 si sente solo la seconda strofa ("Senti ragazzo, non esitare, se un giorno tu paura avrai…"). Le due versioni differiscono anche per il diverso arrangiamento dei cori.
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Altri Grandi Capolavori Animati a Tema Automobilistico
Il rapporto tra cartoni animati e auto non si è esaurito con gli anni '70 e '80. Anzi, il tema è stato ampiamente trattato e continua a esserlo. Sebbene la maggior parte degli anime sportivi sulle corse sia stata trasmessa in Italia negli anni '80, fatta eccezione per "Capeta", che è successivo, anche il cinema d'animazione più recente ha offerto vere chicche.
- Cars (2006): Questo lungometraggio della Disney/Pixar ha avuto un enorme successo, tanto da essere seguito da altri due film ("Cars 2" e "Cars 3") e una serie di cortometraggi. Il protagonista assoluto è il simpatico Saetta McQueen, una giovane auto da corsa dal carattere schietto e ambizioso, che affronta sfide, amicizie e la scoperta del vero significato della velocità.
- Turbo (2013): Prodotto da DreamWorks, il titolo di questo film coincide con il nome del protagonista che, contrariamente alle aspettative, è una tranquilla e lenta lumaca. Eppure, Turbo sogna di diventare campionessa di automobilismo, dimostrando che i sogni più grandi possono nascere anche dalle creature più piccole.
Questi esempi mostrano come il fascino delle corse e delle auto abbia trasceso le generazioni e le culture, trovando sempre nuove espressioni nel mondo dell'animazione. Dai personaggi bizzarri di "Wacky Races" ai piloti determinati degli anime giapponesi, fino alle avventure animate in CGI, i cartoni animati hanno saputo catturare l'essenza dell'automobilismo, rendendola accessibile e divertente per un pubblico di tutte le età.
La Presenza delle Corse nella Produzione Toei Animation degli Anni '70
Toei Animation, uno dei più prolifici studi di animazione giapponesi, ha contribuito significativamente al panorama dei cartoni animati con elementi di gara automobilistica negli anni '70. Oltre a "Grand Prix e il campionissimo" (1977-1978), che è un esempio lampante, lo studio ha prodotto una vasta gamma di serie animate che hanno segnato l'immaginario collettivo. Sebbene non tutte fossero esplicitamente incentrate sulle corse automobilistiche, molte presentavano elementi di velocità, macchine futuristiche e veicoli speciali che richiamavano l'emozione della competizione.
Negli anni '70, Toei Animation ha sfornato capolavori che spaziavano dal genere mecha al genere mahō shōjo (ragazze magiche), con incursioni anche nel genere sportivo. Titoli come "Mazinga Z" (1972-1974), "Getter Robot" (1974-1975), "UFO Robot Goldrake" (1975-1977) e "Jeeg robot d'acciaio" (1975-1976), pur essendo robotici, spesso vedevano i loro protagonisti a bordo di veicoli speciali che si trasformavano o si univano, affrontando inseguimenti e battaglie ad alta velocità che richiamavano l'adrenalina delle corse.
Anche al di fuori dei robottoni, Toei ha esplorato il mondo dei veicoli e della competizione. Sebbene le gare automobilistiche pure non fossero una costante, l'innovazione nel design dei "mecha" e l'attenzione alle dinamiche di movimento dei veicoli mostrano una chiara fascinazione per il mondo dei motori e della velocità. Queste serie hanno gettato le basi per successivi anime più esplicitamente dedicati alle corse, dimostrando la versatilità e la lungimiranza dello studio.
Spot Pubblicitari e Tributi: Wacky Races nella Cultura Pop
Il successo di "Wacky Races" ha trascenduto il piccolo schermo, influenzando la cultura pop e ispirando tributi e adattamenti. Uno degli esempi più recenti e significativi è lo spot pubblicitario realizzato da Peugeot per il lancio della sua nuova icona, la Peugeot 208, nel mercato automobilistico brasiliano.
Lo spot, diretto da Antoine Bardou-Jacquet e prodotto dal britannico Patrizian, ha portato sul grande schermo i personaggi più stravaganti del cartone animato, presentando la Peugeot 208 come auto-eroe. Nel video, la nuova Peugeot si confronta con gli avversari storici delle "Wacky Races" come i Fratelli Slag, Diabolic Coupé, Red Max, Penelope Pitstop, l'Armata Speciale, Clyde e la sua banda, Peter Perfect, Dick Dastardly e Muttley.

La produzione di questo spot ha richiesto cinque giornate di ripresa con il coinvolgimento di professionisti di diverse nazionalità, tra cui Brasile, Francia, Italia, Inghilterra e Australia. Sebbene le macchine siano state riprodotte nei mini dettagli in modo eccellente usando telai artigianali, con motore a scoppio derivato da vetture di produzione e carrozzerie realizzate in vetroresina, sono state notate alcune differenze tra il cartone e lo spot. Ad esempio, nel cartone Penelope Pitstop guida una coupé rosa-gialla con un ombrellino per ripararsi dal sole e un rossetto meccanico, mentre l'attrice dello spot si è messa il rossetto prima della gara e non indossa il casco. Questo genere di dettagli, pur minimo, sottolinea l'attenzione con cui i fan analizzano ogni riproposizione di personaggi tanto amati. La decisione di realizzare uno spot del genere è stata motivata dal desiderio di mettere in evidenza le prestazioni del nuovo modello e ciò che l'intero set è in grado di fare, sfruttando la nostalgia e l'affetto del pubblico per "Wacky Races".
Questo dimostra come i cartoni animati degli anni '70, e in particolare quelli legati alle gare automobilistiche, continuino a vivere nell'immaginario collettivo e a influenzare nuove forme di espressione artistica e commerciale, mantenendo viva la magia delle corse pazze per le nuove generazioni.
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