Jeep, oggi fiore all'occhiello di Stellantis e considerato un marchio premium, affonda le sue radici profonde in un passato fatto di necessità e innovazione. La genesi del brand è strettamente legata alla Seconda Guerra Mondiale, un periodo in cui si richiesero veicoli pratici e capaci di affrontare ogni tipo di terreno. Questo DNA, scolpito in quegli anni difficili, caratterizza ancora oggi le Jeep più moderne, considerate tra i migliori veicoli fuoristrada, al punto da essere diventate sinonimo stesso di auto per l'off-road.

Il nome "Jeep" deriva dalla pronuncia americana di "General Purpose Vehicle" (veicolo per uso generale), un termine che identificava l'originale veicolo prodotto dalla Willys. La richiesta per la creazione della licenza "Jeep" risale già al 1943. La celebre Willys MB è riconosciuta come la prima Jeep, sfruttando il suo contributo durante il conflitto per sostenere le truppe americane al fronte. Successivamente, la prima Jeep con usi "civili", identificata dalla famosa sigla CJ (Civilian Jeep), fu la Willys-Overland del 1945.
Fino agli anni '80, Jeep ha attraversato diverse ere e cambi di proprietà, mantenendo sempre fede alla sua missione originale: creare veicoli capaci di fare cose che altri veicoli non erano in grado di fare.
La Nascita e l'Evoluzione di un'Icona
La storia di Jeep ha inizio nel luglio 1940, quando le Forze Armate americane cercarono un "veicolo leggero da ricognizione" in sostituzione delle motociclette. Inizialmente, Willys-Overland e American Bantam Car Manufacturing Company mostrarono interesse per il progetto, a cui si aggiunse presto anche Ford Motor Company. Le tre case automobilistiche si sfidarono per l'incarico governativo, realizzando prototipi in tempi record. Delmar G. Roos, Vice President of Engineering di Willys-Overland, progettò il Willys Quad, mentre Ford creò il modello GP (General Purpose), conosciuto come "Pygmy", equipaggiato con un motore Ford/Ferguson per uso agricolo riadattato.
Nel novembre 1940, l'esercito acquisì questi veicoli a Camp Holabird, nel Maryland. Nel marzo 1941, l'Esercito avviò la fase successiva: Bantam avrebbe prodotto 1.500 esemplari del Model 40 BRC, Ford altri 1.500 di una versione modificata e migliorata del Pygmy GP, e Willys 1.500 del suo Quad. Di conseguenza, la maggior parte delle Bantam e delle Ford GP prodotte furono spedite in Gran Bretagna e in Russia nell'ambito del programma "lend-lease".
Willys MA/MB: Il Simbolo della Guerra
Con una serie di modifiche e miglioramenti, il Willys Quad si trasformò nei modelli MA e, successivamente, MB. Alcuni credono che il nome "Jeep" derivi dalla sigla "GP", abbreviazione militare di "General Purpose", mentre altri sostengono che il veicolo prendesse il nome da "Eugene the Jeep", un celebre personaggio dei fumetti di Braccio di Ferro.
Il modello Willys MA presentava un cambio sul piantone dello sterzo, aperture nella parte inferiore delle fiancate, due strumenti circolari sul cruscotto e la leva del freno a mano sul lato sinistro. Willys si impegnò per ridurre il peso a 2.160 libbre (980 kg) e rispettare le nuove specifiche dell'Esercito. Willys-Overland produsse oltre 368.000 veicoli per l'Esercito americano, ai quali si aggiunsero altri 277.000 veicoli prodotti su licenza da Ford. Da quel momento, questo spartano e affidabile veicolo color verde oliva divenne famoso per il suo contributo alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.

Dal Campo di Battaglia alla Vita Civile: La Nascita della Civilian Jeep (CJ)
Al termine del conflitto, Willys registrò il nome "Jeep" e decise di convertirlo in un fuoristrada adatto all'impiego nelle aziende agricole: nacque così la Universal Jeep per uso civile. La Willys-Overland depositò la domanda di registrazione del marchio "Jeep" nel febbraio 1943. Per diffondere e pubblicizzare il neonato nome, la Willys iniziò a enfatizzare l'importante contributo della vettura nella vittoria della guerra. La registrazione del nome da parte di Willys incontrò inizialmente anni di opposizione, principalmente da Bantam, ma anche da Minneapolis-Moline. La Federal Trade Commission si pronunciò a favore di Bantam nel maggio 1943, e si oppose a Willys-Overland per l'utilizzo del nome nelle proprie campagne pubblicitarie.
Nel dicembre 1944, la Willys registrò il nome "AgriJeep", ma nel 1945 mise in produzione la prima vera Jeep denominata ufficialmente Willys-Overland CJ (Civilian Jeep) e commercializzata con lo slogan "Universal Jeep". Essendo l'unica azienda che produceva i veicoli "Jeep" dopo la guerra, Willys ottenne finalmente i diritti sul nome nel giugno 1950.
Cronologia dei Veicoli Jeep per Uso Civile
- Jeep CJ-2A (1945-1949): Il primo veicolo Jeep destinato a impiego civile, dotato di portellone posteriore, ruota di scorta laterale, fari più grandi e tappo del serbatoio esterno. Il motore I-4 da 2.195 cc, il cambio T-90A, il riduttore Spicer 18 e gli assali rigidi anteriori Dana 25 e posteriori Dana 23-2 furono usati su molti altri modelli Jeep successivi.
- Jeep Jeepster (1948-1951): L'ultimo veicolo in stile Phaeton con carrozzeria aperta prodotto da una casa automobilistica americana a utilizzare tendine laterali anziché finestrini. Inizialmente equipaggiata con motore "Go-Devil", fu poi dotata di motore "Hurricane" da 2.638 cc a sei cilindri.
- Jeep CJ-3A (1949-1953): Molto simile al suo predecessore, ma con parabrezza a elemento unico e assale posteriore più robusto.
- Jeep CJ-3B (1953-1968): Aggiornata nel 1953 con griglia frontale e cofano motore più alti per ospitare il nuovo motore Hurricane a quattro cilindri di tipo F-Head. Prodotta in 155.494 esemplari negli Stati Uniti. Nel 1953, Willys-Overland fu venduta a Henry J. Kaiser per 60 milioni di dollari.
- Jeep CJ-5 (1955-1983): Presentato da Kaiser nel 1955, basato sul modello M-38A1 della Guerra di Corea. Più grande del CJ-3B, con passo e lunghezza maggiori. Miglioramenti a motore, assali, trasmissione e comfort dei sedili.
- Jeep CJ-6 (1956-1975): Un modello a passo lungo (20 pollici/50 cm in più) affiancò il CJ-5, offrendo maggiore spazio di carico. Nel 1956, Jeep introdusse una variante a cabina avanzata. Nel 1965 fu presentato il nuovo motore V6 "Dauntless" da 155 CV, raddoppiando la potenza del normale quattro cilindri.
- Jeep Pickup (1947-1965): Un pickup con passo da 299 cm che non subì modifiche significative.
- Willys Wagon (1946-1965): Una station wagon con passo da 265 cm, un modello molto apprezzato.
- Jeep FC 150/170 Pickup (1957-1965): Veicoli Forward-Control, sostanzialmente camion da lavoro. Il modello FC 150 aveva un passo di 205 cm, l'FC 170 di 262 cm.
- Jeep Wagoneer (1963-1983): Il primo veicolo a trazione integrale con trasmissione automatica, considerato il precursore dei SUV moderni. A richiesta, erano disponibili sospensioni anteriori indipendenti.
- Jeep Gladiator/Pickup serie J (1963-1987): Debuttò nel 1963 in versioni da 304 cm (J-200) o 320 cm (J-300), con riduttore Dana 20 e assali anteriori e posteriori Dana 44. Il nome Gladiator fu abbandonato nel 1972.
- Jeep Commando (1967-1973): Veicolo con passo da 256 cm, motore V6 "Dauntless" e assali rigidi posteriori Dana 27 e Dana 44.
- Jeep Cherokee (SJ) (1974-1983): Un modello a due porte destinato a un pubblico più giovane rispetto al Wagoneer, per il crescente mercato dei veicoli ricreativi.
- Jeep CJ-7 (1976-1986): Il primo importante cambiamento progettuale in 20 anni, con un passo leggermente più lungo per accogliere un cambio automatico. Per la prima volta, un tetto in plastica stampato e portiere in acciaio erano disponibili a richiesta.
- Jeep CJ-8 Scrambler (1981-1985): Simile al CJ-7 ma con passo più lungo, disponibile in versioni con tetto rigido o capote in tela.

L'Era Moderna: Tra SUV di Lusso e l'Ascesa Globale
Con il modello Grand Wagoneer (1984-1991), Jeep introdusse il primo SUV di lusso, offrendo una combinazione unica di allestimenti di serie tra cui rivestimenti in pelle, climatizzatore, radio stereo AM/FM/CB, isolamento acustico e finiture esterne con effetto legno.
L'Innovazione con Cherokee XJ e l'Acquisizione da Chrysler
La Jeep Cherokee (XJ) (1984-2001) rappresenta un punto di svolta. Fu il primo progetto interamente realizzato da AMC e la prima nuova station wagon Jeep dai tempi della Wagoneer. La XJ combinava telaio e carrozzeria monoscocca. Le nuove sospensioni anteriori "Quadra-Link" assicuravano la robustezza dell'assale anteriore, migliorando maneggevolezza e dinamica di guida. La Cherokee XJ pesava 500 kg in meno ed era più compatta rispetto al precedente modello, pur conservando il 90% della capacità. Disponibile con sistemi di trazione a due e a quattro ruote motrici (SelecTrac e CommandTrac "Shift on the fly") e nella versione a quattro porte, la Cherokee XJ dominò per anni il suo segmento.
Il 5 agosto 1987, dopo circa un anno dall'introduzione della Wrangler, la American Motors Corporation fu venduta a Chrysler Corporation, e il marchio Jeep entrò a far parte della divisione Jeep/Eagle di Chrysler.
Dalla Wrangler YJ alla Grand Cherokee ZJ/WJ
La Wrangler (YJ) presentava fari dalla forma quadrata, utilizzati per la prima (e ultima) volta su questo modello. Meccanicamente, aveva più parti in comune con la Cherokee che con il CJ-7.
La Jeep Comanche (MJ) (1986-1992), un pick-up costruito sulla stessa piattaforma della Cherokee, fu dotata nel 1987 di un pianale lungo sei piedi (1,83 m).
Il lancio della Grand Cherokee (ZJ/WJ) (1993-2004) entrò negli annali della storia del marchio per l'eclatante ingresso attraverso il vetro del centro congressi del North American International Auto Show a Detroit il 7 gennaio 1992.
Wrangler TJ e l'Espansione del Millennio
La Jeep Wrangler (TJ) (1997-2006) era molto simile alla CJ-7, con una linea volutamente 'retrò', ma con molte differenze meccaniche. Quasi l'80% delle componenti del veicolo era stato riprogettato. Il modello TJ aveva sospensioni a quattro punti di attacco con molle elicoidali, simili a quelle della Grand Cherokee, e interni rinnovati con airbag. Mantenendo fari circolari, parabrezza ripiegabile e portiere smontabili, il TJ offriva anche la possibilità di capote in tela o tetto rigido rimovibile. Nel 2003 debuttò la Jeep Wrangler Rubicon, il modello Jeep dal miglior allestimento mai realizzato. Nel 2004 venne introdotto il Jeep Wrangler Unlimited, la versione a passo lungo.
Con l'avvento della DaimlerChrysler, il marchio Jeep, specializzato nella produzione di fuoristrada, entrò nel segmento dei SUV e crossover compatti. Furono progettati due nuovi modelli sul telaio GS (frutto della collaborazione tra Daimler, Chrysler e Mitsubishi) a trazione anteriore e integrale: la Patriot con design spigoloso e la Compass, più arrotondata nelle linee, con componentistica comune e condivisa con modelli come la Dodge Caliber e la Chrysler Sebring. Questi due modelli, prodotti negli USA ed esportati globalmente, si caratterizzavano per dimensioni compatte (circa quattro metri e mezzo) e prezzi di listino contenuti, ampliando così il bacino di utenza del marchio. Sia la Compass sia la Patriot ottennero buoni risultati di vendita sia in USA sia in Europa. Allo stesso tempo, furono aggiornati anche modelli classici come la Wrangler (proposta anche nell'inedita variante Unlimited quattro porte) e le Cherokee (nota come Liberty in USA) e Grand Cherokee.

L'Era FCA e l'Integrazione in Stellantis
Con l'ingresso nel 2009 di Fiat Group nell'azionariato di Chrysler e il successivo controllo da parte di Fiat del gruppo statunitense, Jeep entrò nell'orbita del gruppo automobilistico torinese. La prima vettura di questo nuovo corso fu la Jeep Cherokee, lanciata nel 2013 e basata sulla piattaforma modulare Compact US Wide di origine Fiat, sviluppata inizialmente per l'Alfa Romeo Giulietta e implementata per i modelli destinati ai marchi Chrysler.
Nel 2016, l'espansione continuò sia sul mercato cinese, con l'introduzione della Jeep Renegade fabbricata localmente in un nuovo stabilimento a Canton, sia su quello sudamericano con l'esordio della nuova generazione di Jeep Compass. Questo modello, progettato per la vendita globale, sarebbe stato prodotto dal gennaio 2017 anche in Messico a Toluca, in India nello stabilimento di Pune (nella versione con guida a destra per l'export globale) e in Cina nella fabbrica di Canton, utilizzando le stesse linee produttive della Renegade cinese.
Sempre nel 2017, venne presentata la versione restyling della Cherokee per il mercato americano, portando all'esordio i nuovi motori modulari 2.0 litri sovralimentati della famiglia GME T4. Nell'ottobre 2018, fu importata anche in Europa e da novembre 2018 iniziò la produzione anche per il mercato cinese. La casa annunciò con la Wrangler anche l'esordio di una versione pick-up da vendere globalmente.
Nel giugno 2018, venne presentata la Renegade restyling al Parco Valentino di Torino, che portò all'esordio europeo i motori FCA GSE "FireFly" a tre e quattro cilindri sovralimentati con turbo. Nello stesso anno, grazie ai numerosi investimenti e all'espansione della gamma globalmente, il marchio Jeep divenne il primo (all'interno del gruppo Fiat Chrysler Automobiles) per numero di vendite, superando Fiat. Inoltre, iniziò la produzione della Jeep Grand Commander, un modello di SUV sette posti progettato e prodotto solo per il mercato cinese. Il 28 novembre 2018, venne presentato al salone dell'automobile di Detroit il Jeep Gladiator (codice JT), il pick-up con quattro porte e cassone basato sulla Wrangler Unlimited JL.
Dal 1º luglio 2012, il marchio Jeep è diventato lo sponsor unico di maglia della Juventus Football Club, un accordo rinnovato per diverse stagioni.
Lo Stabilimento di Goiana: Un Polo Produttivo d'Eccellenza
In Brasile, si trova una delle più importanti fabbriche di Jeep a livello mondiale. Allo stabilimento Jeep vicino a Goiana, nello stato di Pernambuco, spetta il primato di impianto più grande e moderno del gruppo Stellantis. Il sito produttivo, inaugurato nel 2015, si estende su un'area di 12 milioni di metri quadrati e include ampie aree verdi e importanti progetti di sviluppo della biodiversità. Il "Nuovo Polo Automotivo Jeep" fu concepito nel 2012 per far fronte all'aumento della domanda di SUV, sull'onda del successo globale di Renegade, che aveva esaurito la capacità della storica fabbrica di Betim. L'impianto di Goiana, costato 2,2 miliardi di euro, fu inaugurato nell'aprile 2015 con l'avvio della linea di produzione di Jeep Renegade, a cui si sono unite quelle della rinnovata Compass e del pick-up Fiat Toro.
Al momento dell'apertura, i fornitori presenti erano 16, utilizzando 17 linee di produzione delle parti; oggi sono venti, suddivise in 12 edifici che si estendono su 270.000 metri quadrati, impiegando circa 5.000 addetti, oltre a 3.300 negli stabilimenti di assemblaggio e mille in altri servizi. Il complesso brasiliano è stato progettato affiancando un'impronta ambientalista marcata a soluzioni produttive avanzate. Gli architetti hanno collaborato con vari enti e associazioni brasiliane per tutelare l'ambiente. Sono stati previsti un'area dedicata alla riforestazione di 1,8 milioni di metri quadrati e un piano di ripristino dell'ambiente naturale. Nel progetto è inclusa la creazione di corridoi naturalistici che collegano le aree intatte della foresta pluviale (Mata Atlantica). Ci sono anche le "zone cuscinetto", aree verdi che occupano 1,1 milioni di metri quadrati e collegano le altre aree con i giardini ornamentali che circondano gli edifici, tra i quali sono state realizzate aiuole per un totale di oltre 500.000 metri quadrati. Nell'intero sito sono stati piantati 55.000 alberi per bilanciare le emissioni di CO2 e rendere l'attività dello stabilimento neutra, oltre a produrre crediti per compensare altre attività del gruppo.

Jeep nell'Era Stellantis: Elettrificazione e Futuro
Se oggi Jeep rappresenta uno dei fiori all’occhiello di Stellantis, non a caso viene considerato un Marchio premium tra i 14 che ne compongono la galassia, il merito va soprattutto al passato. Il passaggio a Chrysler di inizio anni ‘90, passaggio che la porterà dov’è è ora passando per la partnership con FIAT grazie alla nascita di FCA nel 2009, significa per Jeep allargare i propri confini rimanendo pur sempre un punto di riferimento tra i fuoristrada, seppur con la piacevole conferma di riuscire a realizzare anche veicoli SUV e crossover di successo.
Si è arrivati ai giorni nostri con modelli come Renegade, prodotto in Italia per l’Europa e grande successo per il Marchio soprannominato delle sette feritoie a causa della forma della griglia frontale di ogni modello. Ultima arrivata è l’Avenger, già forte del titolo di Car of the Year 2023, che è anche la prima elettrica del brand nata grazie alla condivisione di piattaforma interna ai modelli Stellantis.
C’è da scommettere che, se chiesto a una qualsiasi persona per strada cosa rappresenti per lei il Marchio Jeep, questa ti risponderà: fuoristrada. La fama che fin dagli inizi ha caratterizzato la storia di Jeep è ancora molto ben presente oggi e ancor di più lo è stata in passato prima del passaggio nel gruppo Chrysler, capace di allargare i suoi orizzonti puntando su SUV e crossover senza snaturare la sua anima. Le avvisaglie di un cambio di rotta verso veicoli per famiglie e confortevoli si hanno già nel 1962, con la prima Wagoneer. Alcuni la definiscono la mamma dei SUV moderni, almeno di stampo americano, come la Mercedes ML lo è stata per i SUV europei o la Renault Espace per i monovolume.
Dopo decenni di storia di Jeep, ancora oggi Grand Cherokee rappresenta il modello di punta. Se ci si concentra sul vero off-road, però, Wrangler era, è e rimane saldamente in testa come veicolo Jeep prettamente pensato per scalare rocce, superare guadi e più generalmente sporcarsi ruote e carrozzeria. Solo la successiva nascita di FCA porta l’ex CEO Marchionne a puntare su un concetto di Jeep dal design tipico, con forme squadrate altezza da terra maggiorata, nel segmento delle piccole. Nasce Renegade, con piattaforma condivisa da FIAT 500X, percorso che porterà poi alla nascita della già citata Avenger che è stata anche la prima Jeep proposta senza un motore endotermico, bensì elettrico.
Con la volontà di trasformarsi già prima del 2030 in un brand totalmente elettrico, già oggi molti modelli che hanno fatto la storia di Jeep vengono venduti in Europa solo con motorizzazioni ibride. Le 4xe, infatti, testimoniano il passaggio dallo schema classico con motore anteriore e albero di trasmissione al motore, che rimane anteriore, laddove la trazione posteriore è data da un motore elettrico ausiliario.
I Modelli Attuali di Jeep
Oggi Jeep è un brand fortemente proiettato verso l’elettrificazione. Le tappe sono già delineate: nel 2023 la prima elettrica, l’Avenger, che vedrà la compagnia di ulteriori quattro veicoli full electric in uscita entro il 2025. Due di essi saranno la nuova Recon e la nuova Wagoneer, attesa alla più totale elettrificazione.
Attualmente, i modelli di Jeep sono già ibridi e sempre solidi come da tradizione.
- Avenger: La piccola Avenger è sì elettrica, con batteria da 54 kWh e motore da 156 CV, ma viene venduta in alcuni mercati tra cui l’Italia anche con motore 1.2 turbo benzina da 100 CV. Inconsueta per essere una Jeep, date le sue dimensioni, non va confusa o ritenuta l’erede di Renegade che la affianca in gamma tra le Jeep più compatte.
- Renegade: Nata nel 2014, oggi conta su almeno due motorizzazioni ibride: il raffinato 4xe, che ha segnato la svolta del modo di intendere il fuoristrada con un occhio al green, e il mild hybrid e-Hybrid. Il primo fa arrivare la potenza fino a 240 CV, il secondo si limita a 130 e promette di abbattere i consumi in città grazie alla possibilità di marciare in elettrico a bassa velocità, quindi nel traffico o in manovra.
- Compass: La gamma Jeep prosegue con la media Compass, presentata nel 2017 e aggiornata nel 2021. Oggi è un SUV molto apprezzato in Italia e la scelta di affiancare motorizzazioni tradizionali, tra cui il valido 1.6 Multijet a gasolio, ai propulsori ibridi si sta rivelando vincente.
- Wrangler: Simbolo del 4x4, non solo di Jeep. Presto diventerà elettrica, nel frattempo è commercializzata negli allestimenti Sahara e Rubicon con la sola motorizzazione ibrida plug-in. Dato il peso, è importante caricare sempre la batteria per sfruttare al massimo il secondo motore elettrico sull’asse posteriore.
- Gladiator: La versione pick-up di Wrangler.
- Grand Cherokee 4xe: La imita sia nel proseguire la tradizione sia nel guardare a quello che sembra essere il futuro dell’auto. L’accoppiata tra termico ed elettrico le permette di raggiungere i 380 CV e con 4,91 metri è la più grande Jeep oggi in commercio tra i SUV, escludendo di conseguenza il pick-up Gladiator che con la ruota di scorta supera i 5 metri dietro il cassone.
Prezzi delle Jeep Nuove e Usate
I prezzi delle Jeep nuove oggi vedono un grosso delta tra quelli che sono i modelli d’accesso alla gamma, come Avenger e Renegade, e le top di gamma. A volte questo contrasto si crea all’interno dello stesso modello. Ciò è evidente con l'elettrificazione, visti i proclami che vedono Jeep impegnata a vendere al 100% modelli elettrici ai suoi clienti europei entro il 2030. Abbiamo così Avenger che parte da 24.300 euro per il primo allestimento con motore benzina, e allo stesso tempo un’Avenger elettrica che parte da 37.900 euro: facendo due calcoli sono 13.600 euro di differenza senza tenere conto di eventuali incentivi. La Jeep che costa di meno è la nuova Avenger: con il motore benzina parte da 23.400 euro ed è di circa 3.000 euro più economica rispetto alla Renegade benzina. La Jeep Avenger elettrica con gli incentivi può costare 5.000 euro in meno a fronte della rottamazione di un vecchio veicolo usato. Da 37.900 euro, quindi, si scende a 32.900 euro.
Jeep Renegade parte da 26.300 euro, 2.000 euro più di Avenger. Il B-SUV da 4,24 metri parte, però, da 42.400 euro con la motorizzazione ibrida plug-in. Anche in questo caso il divario di prezzo si fa ancor più importante. Stesso discorso per Compass, che parte da 35.100 euro per le motorizzazioni a gasolio. Le ibride partono da 37.500 euro, le plug-in da 190 CV da 48.750 euro fino ai 54.000 euro per una Compass Trailhawk 4xe da 240 CV. La gamma alta del costruttore americano vede al contempo un allinearsi dell’offerta procedendo verso le vetture più voluminose. Tra i prezzi delle Jeep nuove oggi Wrangler non è tra le più economiche visto che offre solo il motore ibrido plug-in a partire da 85.500 euro. Sul Gladiatore, che viene spinta dal motore V6 turbodiesel da 264 CV, si parte da 75.000 euro. Chiude il cerchio la Grand Cherokee 4xe, che parte da 82.000 euro ed è l’unica Jeep a spingersi sopra i 100.000 euro con la Summit Reserve completa di ogni optional.
Percepito come un brand premium, denominazione che non a caso gli è stata concessa anche nella riorganizzazione dei brand di Stellantis, oggi Jeep ha vetture che da nuove coprono un range di prezzi molto ampio, da poco più di 20.000 a poco più di 100.000 euro. Una Jeep a due facce, tanto che per molti alcune Jeep sono irraggiungibili mentre non si può dire la stessa cosa di vetture come Avenger e Renegade, molto popolari. Esplorando i prezzi Jeep usate si scopre che sono migliaia le Jeep d’occasione in Italia e può capitare il vero affare. Lo dimostra Renegade, ormai sul mercato dal 2014, che si può trovare d’occasione con prezzi al di sotto dei 20.000 euro anche per vetture con chilometraggi accettabili. Ovviamente si può scendere di prezzi Jeep usate ma bisogna andare… indietro nel tempo. Le vecchie Grand Cherokee possono ancora rappresentare un affare per chi desidera un veicolo adatto per l’off-road, anche se ovviamente bisogna fare i conti con una dotazione tecnologica che non può lontanamente competere con quella delle Jeep più moderne. Parlando di Avenger, l’ultima arrivata, non è raro trovarla già a KM0 con prezzi esenti iva che portano il prezzo sotto i 20.000 euro. Più convenienti, sempre nell’ordine superiore ai 30.000 euro, i valori delle Jeep Avenger elettriche d’occasione. Per un esemplare con meno di 5 anni di Jeep Compass, si possono spendere cifre a partire da circa 16.000 euro, qualche migliaio d’euro in più per le 4xe ibride con ricarica esterna.
I Concorrenti di Jeep
Jeep ha ben pochi eguali nel mondo dell’automobile. Si è affermato come Marchio capace di produrre veicoli decisamente anticonvenzionali e capaci di spingersi dove le altre auto solitamente si fermano. Solo negli ultimi anni la gamma si è allargata a veicoli più piccoli, talvolta con la sola trazione anteriore, come Renegade, Compass e la piccola Avenger. Proprio Avenger ha permesso a Jeep non solo di proporre la sua prima elettrica grazie alle sinergie di Stellantis, bensì di entrare subito da protagonista nel segmento dei B-SUV. Grazie ad Avenger sono aumentati i brand concorrenti di Jeep, ora con Volkswagen, Hyundai, Kia, Renault, FIAT (con 600e, nata sulla stessa piattaforma di Avenger), Peugeot, Opel, Ford e Toyota.
Ribaltando il discorso all’alto di gamma, le grandi rivali di un veicolo come Grand Cherokee sono sempre stati i SUV premium, compresi quelli della concorrenza tedesca come Audi Q7, Mercedes GLE e BMW X5. Se stringiamo il cerchio attorno all’ineffabile Jeep Wrangler, i brand concorrenti di Jeep si riducono a ben pochi: solo Mercedes con la sua Classe G può competere con Wrangler su taluni tratti fuoristrada, ma la tedesca costa molto più dell’americana. In piccolo anche Suzuki compete da anni, anche se in taglia ridotta, con Wrangler. La piccola Jimny se la cava altrettanto bene in fuoristrada grazie al suo telaio e al peso leggero.

La Gestione dei Dati del Cliente in Stellantis
Da gennaio 2021, dalla fusione di PSA Automobiles SA e Fiat Chrysler Automobiles N.V, è nata Stellantis N.V che copre i seguenti marchi automobilistici: Abarth, Alfa Romeo, Citroën, DS Automobiles, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Opel, Peugeot, Vauxhall, Spoticar, Mopar. A partire dal 30/06/2023, Stellantis Europe S.p.A., con sede legale in C.so G. Agnelli 200, 10135 - Torino, Italia, è il Titolare del Trattamento dei Dati Personali dei clienti, gestendo tutte le attività di Customer Relationship Management (CRM) delle Società europee del Gruppo. Questa riorganizzazione interna comporta il trasferimento a Stellantis Europe S.p.A. della gestione dei siti web dei marchi Stellantis, delle App e di tutti i dati personali dei clienti che hanno aderito alle iniziative commerciali dei suddetti marchi.
Quali Dati vengono raccolti e trattati
Stellantis Europe S.p.A. raccoglie Dati dal suo Sito Web (inclusa l'area personale sul Sito Web) e dall'Applicazione, nonché durante gli Eventi. Questo accade, ad esempio, quando si richiede un test drive, si cerca il rivenditore più vicino, si partecipa a un Evento o si pongono domande, si fanno richieste o si interagisce con i Servizi di assistenza. In questi casi, è possibile chiamare il numero di assistenza clienti, compilare un modulo online o contattare via chat. Si può anche scegliere di fornire informazioni sulla propria posizione per cercare un concessionario/rivenditore/officina della Rete Stellantis.
Se si forniscono dati di terzi, si è responsabili di aver condiviso tali informazioni, dovendo essere legalmente autorizzati a farlo.
Dati raccolti dal Browser, dal Dispositivo e dall'Applicazione: Quando si utilizzano il Sito Web e l'Applicazione, vengono raccolte informazioni sul Browser, sul Dispositivo e sull'Applicazione, inclusi Indirizzo IP, data, ora e URL richiesto, Identificatori Unici e altre informazioni come il tipo di Browser o Dispositivo. Queste informazioni possono includere sistema operativo, lingua, impostazioni di rete, operatore telefonico o provider Internet, applicazioni di terzi installate ed elenchi di plug-in. Alcune di queste informazioni vengono raccolte utilizzando Cookie e Altre Tecnologie di Tracciamento.
Informazioni sulla posizione: Vengono raccolte informazioni sulla posizione per consentire la visualizzazione del concessionario/rivenditore/officina della Rete più vicino e per fornire Contenuti utili. La posizione può essere determinata tramite inserimento manuale di un indirizzo, sensori del Dispositivo o Indirizzo IP. Si può limitare la raccolta della posizione modificando le impostazioni del Browser o Dispositivo.
Fonte dei Dati Personali
- Dati raccolti dai siti web e dalle app dei Partner: Stellantis raccoglie informazioni dagli utenti dai siti web e dalle app dei suoi Partner, i quali possono comunicare Dati Personali solo dopo aver ottenuto il consenso o avere un'altra base giuridica legittima.
- Dati raccolti da fonti pubbliche o pubblicamente accessibili: I Dati Personali possono essere raccolti o arricchiti con informazioni ottenute da fonti pubbliche accessibili nei limiti della legge applicabile, come registri pubblici, giornali online, liste o elenchi pubblici.
Perché vengono raccolti e trattati i Dati
I Dati servono per diverse finalità, basate su legittimo interesse, esecuzione di obblighi contrattuali o consenso:
- Facilitare la raccolta e la correzione dei Dati: Per aggiornare le informazioni sui proprietari di Veicoli o sulle persone interessate ai marchi Stellantis, basato sul legittimo interesse a mantenere aggiornata la qualità dei Dati Personali.
- Fornire i Servizi e il relativo supporto: Per offrire Servizi come la prenotazione di test drive, l'organizzazione di Eventi e la risposta a richieste/suggerimenti/segnalazioni, basato sull'esecuzione di un obbligo contrattuale o di misure precontrattuali.
- Inviare comunicazioni promozionali: Per inviare comunicazioni su tutti i marchi Stellantis e talvolta prodotti/servizi di Partner selezionati, previo consenso.
- Rilevare anomalie e migliorare i Servizi: Per evitare malfunzionamenti nei Servizi, basato sulla necessità di garantire i migliori Servizi e sul legittimo interesse a evitare interruzioni.
- Escludere da comunicazioni promozionali non pertinenti: Per non inviare comunicazioni non coerenti con il profilo dell'utente, basato sul legittimo interesse a utilizzare efficacemente il budget di marketing e sull'interesse dell'utente a non ricevere comunicazioni irrilevanti.
- Analizzare preferenze e comportamenti per personalizzare Servizi e comunicazioni: Per migliorare Servizi e mostrare Contenuti utili, anche su social media o tramite Pubblicità Programmatica, basato sul consenso preventivo.
- Analizzare e migliorare Servizi e creare nuovi Servizi e funzionalità: Per misurare le prestazioni dei Servizi o crearne di nuovi, utilizzando Dati anonimizzati o pseudonimizzati. Basato sul legittimo interesse a creare e mantenere Servizi utili.
- Condividere Dati con i Partner per le loro finalità di marketing: Condivisione dei Dati di contatto con Partner terzi selezionati per i loro scopi di marketing autonomi.
- Invio di comunicazioni aziendali e istituzionali: Per inviare sondaggi aziendali e comunicazioni istituzionali riguardanti l’intero Gruppo Stellantis, basato sul legittimo interesse a fornire informazioni coerenti.
- Tutela degli interessi: Per individuare, prevenire e rispondere a comportamenti fraudolenti e illegali o attività che potrebbero compromettere la sicurezza dei Servizi.

tags: #casa #automobilistica #jeep