L'origine storica dei sistemi di produzione
Una catena di montaggio è generalmente costituita da un nastro, definito nastro trasportatore, che scorre portando con sé i diversi oggetti da assemblare per ottenere il prodotto finito; ogni operaio può così assemblare un unico pezzo, tramite movimenti ripetitivi e meccanici, permettendo un notevole risparmio dei tempi di produzione. Sebbene l'immaginario collettivo associ questo sistema indissolubilmente all'industria automobilistica del Novecento, le radici tecnologiche e organizzative affondano in epoche ben più remote.
Una catena di montaggio era già impiegata dall'Arsenale di Venezia, risalente al XII secolo. Le navi si spostavano lungo un canale e venivano allestite da maestranze specializzate utilizzando componenti standard. Rappresenta l'esempio più importante di grande complesso produttivo a struttura accentrata dell'economia preindustriale. Successivamente, il mulino automatico costruito da Oliver Evans nel 1785 fu definito da Roe (1916) l'inizio della moderna movimentazione di materiale sfuso. Probabilmente il primo esempio in epoca industriale di catena di produzione continua furono i cantieri della marina militare britannica, ad opera dell'ingegnere Marc Isambard Brunel.

Questi esperimenti iniziali dimostrarono come la standardizzazione dei componenti e la specializzazione delle maestranze potessero abbattere drasticamente le inefficienze tipiche della produzione artigianale isolata. Tuttavia, fu solo con l'avvento della produzione di massa su larga scala che tali concetti vennero codificati in un metodo sistematico.
Henry Ford e la rivoluzione del sistema produttivo
Produrre un'auto è un lavoro lungo e complicato, ma questo non significa che non si può raggiungere l'obiettivo abbattendo i costi di assemblaggio e proponendo al pubblico un prezzo vantaggioso. Di questo era convinto Henry Ford, figlio di agricoltori che, con la sola formazione elementare, iniziò a lavorare come macchinista tecnico in un'industria di Detroit per poi diventare industriale, ingegnere e progettista di fama mondiale. Nato a Dearborn, nel Michigan (USA), il 30 luglio 1863, il fondatore della Ford Motor Company (1903) aveva idee rivoluzionarie e tutte rivolte verso un unico scopo: costruire auto semplici e poco costose destinate al largo consumo.
Convinto che l'auto non fosse solo un oggetto di fabbricazione artigianale e dal costo proibitivo come credeva la gente dell'epoca, il 7 Ottobre 1913 ordinò ai suoi operai nella fabbrica di Dearborn di cambiare metodo di lavoro. Da quel giorno, ogni dipendente, anche se inesperto, cominciò ad assemblare un unico pezzo della vettura, tramite movimenti ripetitivi e meccanici che permettevano un notevole risparmio di tempo nella produzione.
Grazie ad un team di ingegneri, Ford sviluppò intere fabbriche basate sul concetto della catena di montaggio, ed i benefici che le sue industrie trassero, in termini di abbattimento dei tempi di produzione e di risparmio economico furono tali da spingere la maggior parte delle compagnie industriali dell'epoca ad assumere questo metodo, creando in definitiva un nuovo modo di intendere la produzione seriale che prese appunto il nome di fordismo. La sua introduzione fece scendere il tempo per completare una vettura - tra l'ottobre e il dicembre 1913 - da 12 ore e mezza a 2 ore e quaranta e poi a meno di 2 ore.

Impatti socio-economici del metodo fordista
L'impatto economico fu dirompente: la produzione di massa di prodotti omogenei fece del modello T Ford (rigorosamente nero) un oggetto alla portata della classe media. L'era del consumo di massa era così cominciata e, grazie ad una produzione che abbassava i costi dell'azienda, il prezzo del prodotto finale scese vertiginosamente: nel 1909 la Ford T costava 900 dollari, nel 1925 ne costava 290.
Henry Ford è stato un grande imprenditore statunitense, uno dei fondatori della Ford Motor Company, società produttrice di automobili, ancora oggi una delle maggiori del settore negli Stati Uniti e nel mondo. La sua attività gli permise di guadagnare un capitale stimato in 199 miliardi di dollari. Fu un grande affare per Ford, che con 10 milioni di prodotti venduti fece una fortuna e trasformò i suoi operai nei più pagati nel mondo (nel 1914 introdusse la giornata lavorativa di otto ore e aumentò i salari da 2,10 a 5 dollari al giorno).
Il ragazzo contadino che inventò la Ford
Tuttavia, il modello presentava criticità profonde. Molte teorie nacquero intorno al fatto che il lavoro altamente ripetitivo e meccanico richiesto agli operai dell'epoca nelle catene di montaggio provocasse alienazione della psiche, e disturbi motori negli operai stessi. Le problematiche connesse all'utilizzo delle catene di montaggio furono rese celebri dal famosissimo film di Charlie Chaplin, Tempi moderni, che fu, e resta tuttora, uno dei migliori documentari degli effetti stressanti ed alienanti che tali metodi producevano negli operai addetti alle catene di montaggio.
La produzione moderna e la continuità del metodo
La particolare divisione del lavoro, la produzione non organizzata attorno a macchine simili e la sua linea di assemblaggio diventarono dei veri e propri modelli per la produzione industriale. È necessario però che ci sia una richiesta in grado di assorbire la voluminosa produzione ed Henry Ford lo sapeva. Fu abile a sfruttare le buone condizioni del mercato nordamericano di allora e valutò correttamente la capacità di acquisto dell'uomo medio. Analisi di mercato che sono tutt'ora valide per i manager delle case automobilistiche - e non solo - ma che in alcuni casi portano a cattive conseguenze.

L'anniversario della nascita di questo metodo rivoluzionario cade in un contesto in cui i mercati internazionali soffrono ancora per la crisi economica. Molti costruttori continuano a ridimensionare la propria produzione perché il mercato è saturo e la domanda è scesa. Ed è ancora fresca la notizia del fallimento di "giganti" come Chrysler e General Motors, mentre proprio Ford è stato l'unico dei tre colossi americani a non chiedere un intervento diretto di Washington ritoccando i listini verso il basso.
La catena di montaggio, pur evolvendosi con l'automazione robotica, rimane la spina dorsale della produzione automobilistica globale. Che si tratti di produrre una city car o un SUV moderno come la Ford Kuga, i principi fondamentali di sincronizzazione, ottimizzazione del flusso e riduzione dei tempi morti stabiliti nel 1913 continuano a guidare l'efficienza industriale, trasformando costantemente la gestione del lavoro e del capitale su scala internazionale.