Cerchi Bici 26 Pollici: Guida Completa alla Scelta e alle Caratteristiche

Quando si acquista una bicicletta, uno dei particolari cui si fa meno caso sono le ruote. Si guarda l’estetica del telaio, il materiale, il tipo di deragliatore, persino la sella, ma le ruote passano in secondo piano. Sono ruote, cosa mai dovrei guardare? Al massimo mi serve sapere che tipo di pneumatici sono montati, giusto? Non proprio. In realtà, non esistono parti della bici che siano meno importanti di altre, per cui questo articolo vuole far luce su uno dei tre componenti che vanno a formare le ruote: i cerchi. Sia che siate dei neofiti che non ne sanno nulla, dei ciclisti “grammomaniaci” che lesinano su ogni milligrammo di peso o degli appassionati che si fanno costruire ruote custom dal proprio meccanico, capire cosa sono e quali sono le caratteristiche dei cerchi vi permetterà di scegliere le ruote più adatte alla vostra bici, aumentando il comfort e la performance.

Schema di una ruota di bicicletta con parti etichettate

Cerchi Bici: Come Sono Fatti

I cerchi per bicicletta sono solitamente costituiti da una lamina estrusa. Si parte da una barra di materiale e la si costringe a passare attraverso una matrice che le conferisce la forma desiderata, un po’ come da piccoli si faceva con il pongo. Questa lamina viene poi calandrata a macchina, ovvero viene resa cilindrica attraverso il passaggio tra dei rulli a pressione e numero di giri variabili. Le due estremità vengono poi saldate a macchina. In alcuni casi i cerchi possono essere costituiti da tre o più lamine calandrate, tenute assieme tramite degli spinotti innestati con interferenza, ovvero dove il diametro dello spinotto stesso è più grande di qualche centesimo di millimetro di quello del foro.

Immaginando di tagliare a metà (in termine tecnico: sezionare) un cerchio, possiamo così descrivere le sue parti:

  • Canale: parte interna del cerchio, dove verrà alloggiata la camera d’aria.
  • Sede per i nippli: i fori sulla circonferenza del canale servono per alloggiare le teste dei nippli, rendendo così possibile il fissaggio alla parte filettata dei raggi. Solitamente questi fori sono rinforzati con anelli in materiale resistente, per sopportare all’elevato stress torsionale.
  • Spalla del cerchio: le due spalle laterali del cerchio sono pensate per alloggiare il copertone, facendolo tallonare e tenendolo in posizione.
  • Pista frenante: se il cerchio è pensato per essere montato su bici dotate di freni a infulcro, la parete esterna è detta appunto pista frenante, poiché su di essa agiranno i pattini dei freni.

Sezione di un cerchio per bici

Caratteristiche dei Cerchi per Bici

I cerchi per biciclette hanno forme, configurazioni e dimensioni differenti ma i loro compiti non cambiano. Un buon cerchio deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • Resistenza alle tensioni interne: le tensioni che vengono trasferite sui raggi di una ruota quando li avvitiamo sui nippli sono enormi. Queste forze si vanno a scaricare sul mozzo e sul cerchio. Va da sé che un cerchio debba quindi resistere egregiamente ai momenti torcenti scaricati dai raggi e non debba ovalizzarsi.
  • Resistenza agli urti: dopo lo pneumatico, il cerchio è il primo componente che s’interfaccia con le vibrazioni e gli urti del terreno. Questi scontri possono a volte essere violenti, per cui ai cerchi è richiesta una notevole resistenza, affinché non si pieghino o si spezzino durante l’uso.
  • Smorzamento delle vibrazioni: il contatto ruota-terreno genera vibrazioni che dallo pneumatico si dipartono lungo il cerchio, i raggi, il mozzo, la forcella e quindi il manubrio. Maggiore sarà la capacità del cerchio di assorbire o smorzare queste vibrazioni, minore sarà la quantità di esse che si trasmetteranno al ciclista, donando una sensazione di confort e riducendo l’affaticamento.
  • Resistenza alla corrosione atmosferica: i cerchi lavorano in condizioni gravose, spesso nel fango, nell’acqua o su strade poco pulite. La superficie esterna del cerchio deve resistere all’ossidazione e non deve arrugginire.
  • Capacità di raffreddamento: quando freniamo, l’attrito generato dal contatto dei pattini sulla pista frenante genera un notevole surriscaldamento localizzato. La parte esterna del cerchio dev’essere in grado di “sfogare” al meglio il calore e di raffreddarsi quanto prima, poiché la potenza frenante è inversamente proporzionale alla temperatura delle pareti dei pattini e del cerchio.

Capire le Dimensioni dei Cerchi per Bici

Mettetevi l’anima in pace: il mondo degli “standard” dimensionali dei cerchi è il più confusionario che esista. Infatti non vi è un’indicazione univoca e molto spesso le dimensioni rappresentate non sono quelle reali del cerchio, bensì frutto di calcoli e semplificazioni (che non semplificano nulla). Imparare a saper leggere la misura del cerchio che c’interessa è importantissimo, poiché altrimenti potremmo acquistare cerchi di dimensioni sbagliate e non adatti al telaio della nostra bici.

Partiamo da un esempio pratico per poi cercare di capirne un po’ di più. Se io volessi cambiare il cerchio della mia bici, potrei indicarlo in tre modi differenti: 28″; 622; 700C. Tre differenti designazioni per dire la stessa cosa! È incredibile ma vediamo di essere chiari:

  • La prima indicata è la designazione in pollici, uno standard utilizzato nei paesi anglosassoni e nel mondo delle MTB. Il numero indicato si riferisce al diametro in pollici (un pollice, detto inch, equivale a 25,4 mm) del copertone che vi si può montare.
  • La seconda è la designazione europea. Può essere chiamata ISO (che sta per International Standard Organisation) oppure ETRTO (acronimo di European Tyre and Rim Technical Organisation). La misura si riferisce al diametro del cerchio preso dal punto di tallonamento degli pneumatici. Si tratta di una misura non rilevabile facilmente con un metro, bensì con attrezzi specifici o effettuando dei calcoli.
  • La terza infine è la versione francese (tanto per semplificare le cose, giusto?) che si riferisce al diametro nominale del cerchio, seguito da una lettera che ne indica la larghezza. Le lettere sono “A”, “B”, “C”, “D”, partendo dal più stretto al più largo.

Capire qual’è la dimensione del vostro cerchio è necessario anche per sapere che tipo di pneumatici potete montare, poiché in base al diametro e alla larghezza del cerchio varia anche il range di coperture.

  • Bici da corsa: lo standard è l’americano 28″, l’ETRTO 622 e il francese 700c. Raramente troverete cerchi differenti a meno che non possediate biciclette particolari come quelle da 27”, con un ETRTO equivalente a 630.
  • MTB: qui c’è un vero casino. Se possedete una MTB con ruote da 26″, allora il corrispettivo ETRTO è il 559 e il francese 650A. Ma se montate le 27,5″, avete un ETRTO e un francese denominati 650B. Infine, se montate i ruotoni da 29er”, avrete un ETRTO da 622 e un francese da 700B.
  • Cicloturismo: qui di solito dominano le ruote da 26″, per cui 559 in ETRTO o 650D in misura francese.
  • BMX: le vostre BMX sono equipaggiati con cerchi da 20″, per cui 406 ETRTO e 450A in misura francese.

Tabella di conversione dimensioni cerchi bici

Ruote MTB 26 Pollici: Un Ritorno al Passato con Sguardo al Futuro

Le ruote da 26 pollici, per chi vive la MTB da anni, suscitano inevitabili ricordi dell'era pionieristica. Me per le bici da bambino, e alcune mullet, le ruote da 26 pollici, ma anche da 24 o più piccole, sono il presente. Insomma, la ruota MTB da 26 ha ancora mille ragioni di esistere: dal ripristino di bici datate, alle prime pedalate, alla ricerca della prestazione.

Come scegliere le ruote da 26" per la mountain bike

La ruota da 26 pollici è storicamente legata alla MTB, per cui la troveremo su tutte le mountain bike risalenti a qualcosa più di una decina di anni fa. Ma le ruote da 26 pollici, oltre che a tornare utili per rimettere su strada, anzi su trail, mountain bike anni ottanta-duemila che giacciono da troppo tempo in cantina, sono utilizzate, anche in diametri minori come 20 e 24 pollici, su MTB bambino, o su MTB per adulti di taglia molto piccola, e su particolari MTB mullet dove al posteriore le troviamo come alternativa alla ruota da 27.5 pollici.

Ruote MTB 20 - 24 bambino

In questa categoria ricomprendiamo tutte le ruote MTB dai 20 ai 26 pollici, progettate per essere montate sulle bici per chi è alle sue prime pedalate. Ruote pensate per resistere a chi non le tratta certo con i guanti di velluto.

Ruote MTB 26 Trekking

In questa categoria racchiudiamo ruote che non puntano alla prestazione, ma alla robustezza e alla longevità. Troviamo anche ruote con il cambio integrato nel mozzo, perfette per azzerare, o quasi, la manutenzione.

Ruote MTB 26 Cross Country

Con Cross Country intendiamo un uso un po' più spinto della mountain bike, con trail e sterrati abbastanza impegnativi. Le ruote perfette per la MTB in alluminio, o acciaio, degli anni novanta che aspetta un set di ruote nuove o per MTB moderne nelle taglie più piccole.

Ruote MTB 26 Gravity

Le ruote per usi più gravosi, ruote MTB Trail ed Enduro, possiamo dire le ruote MTB 26 pollici per scelta e non per necessità: la ruota di diametro minore viene scelta per la sua maneggevolezza. Troviamo, infatti, configurazioni mullet con ruote anteriori da 29 pollici e ruote da 27.5 pollici al posteriore o, appunto, da 26 pollici. In queste ruote il canale del cerchio sarà molto ampio per alloggiare senza problemi pneumatici dalle sezioni generose.

Ruote MTB 26 ebike

In questa categoria abbiamo le ruote dedicate alle mountain bike a pedalata assistita con motore centrale. Ideali per sopportare carichi pesanti e pneumatici di sezione generosa. Rimangono fuori veramente pochissimi tipi di ruota, come le ruote MTB 26 per fatbike.

Ruote da bici: come scegliere quelle giuste per te?

Tecnologia dei Freni e dei Mozzi per Ruote 26"

Le ruote per freno a pattini hanno la pista frenante su cui agisce il pattino di una pinza freno cantilever o V-brake. Nel sistema a sei fori il disco viene avvitato attraverso sei viti, di solito torx, alla flangia del mozzo. Nei sistemi a ghiera - Centerlock, Centerline e AFS - il rotore viene fissato al mozzo attraverso una ghiera zigrinata da serrarsi con un attrezzo specifico. Passiamo ora ai mozzi.

La battuta dell'asse e il serraggio dei mozzi nelle ruote 26 MTB

Per battuta intendiamo la larghezza dei mozzi. Il serraggio può invece essere a sgancio rapido, perno passante o con asse pieno. Storicamente le ruote da 26 pollici da MTB avevano lo sgancio rapido e battute 100 mm anteriore e 135 mm per la ruota posteriore MTB da 26. Oggi la situazione è molto più variegata, per cui è importante scegliere le ruote dagli standard giusti o dotate degli appositi adattatori.

Il corpetto ruota libera

Nell'acquisto di una ruota posteriore MTB 26 è fondamentale assicurarsi che il suo corpetto ruota libera sia compatibile con la trasmissione della tua mountain bike. Il primo non è un vero e proprio corpetto, ma il sistema adottato dalle primissime MTB e sulle bici moderne dalla tecnologia più semplice. Negli altri due tipi, la ruota libera, detta a cassetta, è solidale con il mozzo e prevede delle scanalature su cui inserire il pacco pignoni. Queste scanalature sono differenti per i vari produttori, e gli stessi produttori hanno variato i loro corpetti negli anni, per cui fai particolare attenzione a questo standard.

Abbiamo esaurito anche le compatibilità tecniche, adesso sai tutto per scegliere la tua ruota da 26 pollici per MTB ideale!

Cerchi bici: la scelta dei materiali

Il materiale perfetto non esiste, però potete sempre scegliere quello che fa al caso vostro. Sul mercato sono presenti cerchi varie fogge e tipologie, tra cui ricordiamo:

  • Alluminio: la stragrande maggioranza delle biciclette al mondo monta cerchi in alluminio, poiché sono resistenti, leggeri, resistono all’ossidazione atmosferica e hanno una lunga durata.
  • Fibra di carbonio: è un materiale molto presente sulle biciclette da corsa dove ogni grammo perso è un grammo guadagnato. Sono molto leggeri, hanno profili più slanciati e alti e un’elevata resistenza alla fatica, tipica del materiale. Di contro sono poco affidabili in caso di pioggia, poiché la pista frenante subisce l’influsso dell’acqua. Inoltre quelli con pista frenante in carbonio soffrono il surriscaldamento.
  • Legno: una volta i cerchi erano costruiti in legno, calandrato a vapore. Ora sono tornati di moda, soprattutto nei restauri di vecchie bici d’epoca. Il legno è leggero e durevole, anche se molto meno degli altri materiali. Ha però un eccellente smorzamento delle vibrazioni e una corrosione pressoché nulla.
  • Magnesio: dicono sia il materiale del futuro. Resistente come l’acciaio e più leggero della fibra. Per ora rimane un materiale di nicchia, proposto ad atleti di elite o a cicloamatori danarosi.

Cerchi bici in carbonio e alluminio a confronto

I cerchi per bici in base alla destinazione d’uso

Se pensiamo alla destinazione d’uso, esistono tre grandi categorie di cerchi per biciclette:

  • Cerchi per camera d’aria: sono progettati per alloggiare una camera d’aria interna, che una volta gonfiata manterrà lo pneumatico in posizione. È lo standard più utilizzato al mondo.
  • Cerchi per tubolari: pensati per alloggiare i tubolari o Palmer (dal nome del loro inventore), sono lievemente differenti dai cerchi per camera d’aria, poiché qui non avviene il tallonamento del copertone, bensì il tubolare viene tenuto in posizione con una procedura di incollaggio con mastice.
  • Cerchi per tubeless: standard diffuso nel mondo della MTB che però trova ancora qualche resistenza nel settore strada. I cerchi tubeless sono pensati per montare coperture apposite, prive di camera d’aria. I cerchi sono a doppio canale. In quello inferiore vengono alloggiati i nippli, che si vanno a innestare sui raggi. In quello superiore, completamente scollegato dall’inferiore, vi è solo una scanalatura per far tallonare il copertone. Questi viene riempito di lattice antiforatura e poi gonfiato.
  • Cerchi 29+: pensati per le fat bike, sono progettati per accogliere quei copertoni larghissimi. Solitamente a doppia camera, presentano degli “svuotamenti” all’interno, per ridurre il peso. Inoltre queste zone vuote, dove lo pneumatico va a lavorare, hanno un effetto ammortizzante, migliorando l’assorbimento degli urti.

Acquistare cerchi nuovi: consigli pratici

Se volete acquistare dei cerchi nuovi e magari proporre al vostro meccanico di realizzare delle ruote per voi, tenete a mente queste cose:

  • Acquistate cerchi che siano davvero predisposti per l’uso che ne farete: è inutile farsi tentare da una liquidazione su un sito di acquisti online quando poi il cerchio non è pensato per la vostra disciplina. Se usate la MTB non potete certo acquistare dei cerchi full carbon per bici da cronometro, per esempio.
  • Comprate sempre cerchi e mozzi in un unico acquisto: questa regola serve per non sbagliare, poiché è facile acquistare un cerchio da 36 fori e poi un mozzo da 32 due mesi dopo, perché si è distratti o si è dimenticati. Inoltre alcune aziende (Mavic, DT Swiss, Sun Riglé, ecc…) offrono la possibilità di acquistare mozzi e cerchi dello stesso modello, pensati per lavorare insieme.
  • Non lesinate sulla qualità: le ruote sono importanti, i cerchi anche. Per cui acquistate solo cerchi di case conosciute e testate e che abbiano prestazioni eccellenti. È brutto ritrovarsi con un cerchio bozzato o quadrato mentre si è in giro per il mondo.
  • La ruota è un insieme: se spendete una bella cifra per un paio di cerchi in carbonio per la vostra specialissima, poi non fate assemblare la ruota con mozzi e raggi da supermercato, solo per rientrare dalla spesa. I componenti di una ruota lavorano insieme e devono avere le stesse caratteristiche.
  • Non guardate solo alla leggerezza: è vero, quello che pesa meno è più facile da portare su ma a volte questa giustificazione non regge all’evidenza. Acquistare dei cerchi più leggeri può essere utile ma non indispensabile. Per capirlo potete usare la tecnica del costo x grammo. Dividete il peso risparmiato acquistando il nuovo cerchio (ma va bene per qualunque componente) per il suo prezzo e otterrete così il costo unitario per ogni grammo risparmiato. Esempio pratico: voglio comprare una coppia di cerchi che pesa 200gr in meno dei miei attuali. Il costo è 300€. 200/300=0.66gr/€. Ovvero ogni euro speso alleggerisco la bici di 0.66gr. Non mi sembra poi così tanto. E se invece cambiassi i miei vecchi pedali Shimano? Acquistandone un modello immediatamente superiore risparmierei 100gr, pagandoli in offerta a 39.90€. 100/39.39=2.5 gr/€. Ogni euro speso risparmio 2,5 grammi! Vedete come cambia il modo di vedere le cose?

Concludendo

I cerchi per bicicletta sono un argomento complicato, poiché già solo la loro designazione è assolutamente fuori controllo e gestita da ben tre differenti “standard”. Come ogni cosa e come ho già scritto in altri articoli, dovete dotarvi di ciò che serve a voi e che si rifletterà in meglio sull’uso che farete della bici. Non lasciatevi influenzare da pubblicità, marketing o dalle scelte degli atleti di elite. Accontentatevi del meglio per voi e sarete felici. Un buon cerchio può durare una vita, regalandovi chilometri e chilometri di puro godimento.

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