Citroën CX GTi Turbo: Un'Icona di Comfort e Velocità tra Design e Innovazione

Nel panorama automobilistico degli anni '70 e '80, la Citroën CX ha rappresentato un punto di riferimento in termini di design, comfort e innovazione tecnologica. Nata come erede della mitica DS, la CX ha saputo ritagliarsi un posto d'onore nella storia automobilistica, distinguendosi per le sue linee aerodinamiche e le soluzioni tecniche all'avanguardia. La sua carriera, durata quasi vent'anni, ha visto l'introduzione di numerose varianti, tra cui spiccano le versioni sportive GTi e GTi Turbo, capaci di coniugare l'inconfondibile comfort Citroën con prestazioni di alto livello.

Citroën CX GTI Turbo su strada

La Genesi di un'Erede: Dal Progetto L al Debutto

La storia della Citroën CX affonda le radici nella prima metà degli anni '60, quando la Casa francese iniziò a considerare un modello di alta gamma che potesse degnamente succedere alla celebre DS. Nonostante i suoi indubbi contenuti tecnici e stilistici, la DS, lanciata nel 1955, non era più freschissima. Tuttavia, il progetto per la nuova ammiraglia, inizialmente denominato "progetto L" e avviato nel 1968, subì ritardi a causa di altre priorità, come lo sviluppo della GS e ingenti spese per il motore Wankel e l'acquisizione di Maserati.

Le ristrettezze economiche imposero di non cercare nuove soluzioni fuori dal coro, ma di attingere al meglio di quanto già visto sulla DS e, per le versioni di punta, alla prestigiosa SM. Si decise di adottare motorizzazioni derivate dalla DS e di mantenere le irrinunciabili sospensioni idropneumatiche. La modernità delle linee divenne quindi il fulcro del progetto, e il prototipo BMC realizzato da Pininfarina fu preso come punto di riferimento per il design della carrozzeria. Il compito fu affidato all'équipe guidata da Robert Opron, subentrato a Flaminio Bertoni nel 1964. Uno dei suoi collaboratori, Michel Harmand, disegnò gli interni, dando vita al famoso cruscotto a "lunula".

Nel giugno del 1974, i primi esemplari della CX uscirono dalle catene di montaggio. La presentazione alla stampa, con ben quattrocento giornalisti da tutta Europa, si tenne in Lapponia, seguita dal debutto ufficiale al pubblico nell'ottobre dello stesso anno al Salone dell'automobile di Parigi.

Schizzo di design della Citroën CX di Robert Opron

Un Design Iconico e Aerodinamico: "Come Volare"

La Citroën CX deve il suo nome all'intenso lavoro svolto dall'équipe di Robert Opron per creare una vettura dalle marcate caratteristiche aerodinamiche. Il coefficiente di penetrazione aerodinamica, noto proprio con la sigla Cx, risultò nella nuova ammiraglia francese pari a 0.375, un valore notevole nella prima metà degli anni '70. Questo sottolineava la linea affusolata, elegante ed aerodinamica, rendendo la vettura un vero e proprio "Concorde dell'autostrada".

La carrozzeria fusiforme a due volumi molto allungati, che fece tesoro sia del già citato prototipo BMC, sia delle riuscite linee della coupé di prestigio della Casa, la SM, era immediatamente riconoscibile. Il frontale, molto affilato, era caratterizzato da due grandi fari trapezoidali a sviluppo orizzontale posti ai lati di una stretta calandra assai semplice, circondata da una cornice cromata e recante al centro il logo Citroën. I fari non erano direzionali per una precisa direttiva imposta ai progettisti dai vertici Citroën. Sotto il gruppo fari-calandra, un paraurti in lamiera di acciaio integrava gli indicatori di direzione e le luci di posizione. Molto elegante e riuscito il disegno della fiancata, caratterizzato dalle tre luci laterali molto ampie e dai passaruota posteriori carenati. Nel complesso, la vista laterale era abbastanza sobria, senza inutili orpelli: la linea del tetto scendeva dolcemente ma con decisione a raccordarsi con la coda, accentuando così l'aerodinamicità del corpo vettura. Quanto alla coda stessa, essa proponeva gruppi ottici sempre di forma trapezoidale, ma stavolta a sviluppo verticale, e uniti tra loro da una fascia in alluminio recante la denominazione del modello e della versione, oltre che il logo della Casa, qui ripetuto in formato ridotto.

L'interno, disegnato da Michel Armand, si ispirava al futuristico design "space age" del tempo, caratterizzato da un cruscotto avvolgente, denominato "lunule", con linee affusolate che raggruppavano, ben visibili nel quadro visivo del conducente, tutti gli elementi della plancia di bordo. Tra le peculiarità, un incredibile tachimetro illuminato a tamburo girevole, di facile lettura, e il volante monorazza, un classico Citroën. I sedili ampi e morbidi offrivano un comfort eccezionale, potenziato dalle famose sospensioni idropneumatiche. Un'altra novità tutt'altro che trascurabile fu l'avvento del doppio dispositivo PRN, consistente in due blocchi di comandi secondari (luci, tergicristalli, indicatori di direzione, ecc.), disposti in prossimità del volante, subito dietro la corona, uno per ogni mano del conducente, in maniera tale da non obbligarlo a togliere le mani dal volante per attivare le funzioni della vettura. Praticamente può essere considerato come l'antesignano dei più recenti volanti multifunzione.

Interni della Citroën CX con cruscotto

Sospensioni Idropneumatiche e Servosterzo Diravi: Il Comfort di Riferimento

La Citroën CX era rinomata per il suo straordinario comfort di guida, in gran parte merito delle sospensioni idropneumatiche, un vero e proprio marchio di fabbrica della casa francese. Questo sistema garantiva un viaggio morbido e fluido, assorbendo efficacemente le irregolarità della strada e mantenendo l'assetto del veicolo costante, indipendentemente dal carico. L'abitacolo spazioso, dotato di sedili comodissimi, contribuiva a rendere ogni viaggio un'esperienza rilassante.

Un'altra innovazione degna di nota fu il servosterzo Diravi ("Direction à Rappel asserVi"), introdotto nel 1975. Questo sistema esclusivo di Citroën, assistito dalla pompa idraulica che alimentava anche le sospensioni, era capace di regolare la durezza dello sterzo in base alla velocità del veicolo. Il Diravi era ingegnoso e innovativo, e riusciva a conciliare una linea filante, elegante ed aerodinamica con la migliore tecnologia Citroën dell’epoca. Il sistema permetteva al volante, anche a veicolo fermo, di ruotare automaticamente sino a riportare le ruote in linea retta, offrendo una sensazione di controllo e precisione senza pari. Lo slogan "Silenzio, si vola" e "CX. Come volare" esaltava proprio queste doti di comfort e innovazione.

Citroen CXSupremacía suspensión hidroneumática

Evoluzione dei Motori: Dalla DS al Turbo Diesel

Inizialmente, i propulsori della CX delusero in parte le aspettative. La vettura debuttò con i vecchi quattro cilindri in linea "D" della DS, montati per la prima volta trasversalmente e ruotati di 30° in avanti per abbassare il cofano, abbinati solo al cambio a 4 rapporti. La CX 2000 aveva 102 CV per 174 Km/h, mentre la 2200 Club 112 CV per 179 Km/h. A parte la velocità adeguata, merito dell'ottima aerodinamica, rispetto alle ammiraglie italiane e tedesche, la CX arrancava. La deludente gamma motori si doveva al fatto che la CX nacque nel pieno della grande crisi petrolifera del decennio e che il periodo della sua progettazione corrispose con un momento di grande difficoltà economica per Citroën, che rendeva impensabile la realizzazione di nuove unità propulsive.

Nel 1980, l’obsoleto 2000 cc benzina, risalente come progettazione all’anteguerra, venne sostituito da una più moderna unità denominata “PRV”, perché costruita in collaborazione tra Gruppo Peugeot, Renault e Volvo. Nonostante ciò, con soli 106 CV, non era ancora all’altezza della concorrenza.

L'evoluzione più significativa arrivò con l'introduzione dei motori diesel. Già nel 1975, la CX 2200 Diesel, equipaggiata con un motore da 2175 cm³ aspirato e 66 CV, fu la prima Citroën con motore a gasolio. Questo modello fu voluto per fronteggiare la crisi petrolifera con un modello parco nei consumi e riscosse un notevole successo, tanto che le versioni diesel detenevano quasi la metà delle vendite totali della berlina francese alla fine del decennio. Nel 1978, arrivò la CX 2500 Diesel, con 2499 cm³ e 75 CV.

La Serie 2: Aggiornamenti e il Trionfo del Turbo Diesel

Nel luglio 1985, nacque la seconda serie della CX. Come si usava all’epoca, venne attualizzata con sovrastrutture in plastica, allora molto di moda ma che andavano a snaturarne in parte la purezza estetica; va detto che comunque in quegli anni si vide molto di peggio. Gli interni furono razionalizzati, abbandonando però in parte l’originalità tipica della CX: gli strumenti, ad esempio, tornarono a lancette. Rimasero comunque i “satelliti” e vennero introdotti i pulsanti sul volante.

Questa seconda serie ebbe un buon successo, in Italia specie nella versione Turbodiesel, che veniva pubblicizzata come “il diesel più veloce al mondo”. Questo grazie all’introduzione nel 1987 del turbo 120 CV da 195 Km/h (CX 25 TRD Turbo 2 del 1987).

Le Versioni Sportive: CX GTi e CX GTi Turbo

Per gli amanti della sportività, Citroën propose la CX GTi nel 1977 e la più potente CX GTi Turbo nel 1984. La CX 2400 GTi, nuova versione di punta della gamma, era equipaggiata con lo stesso motore delle altre CX 2400, ma con alimentazione a iniezione, il che permetteva il raggiungimento di una potenza massima di 128 CV e di una velocità massima che sfiorava i 190 km/h. La CX GTi usciva di serie con un cambio manuale a 5 marce anziché quattro come nelle altre versioni.

Con il turbo, la CX tocca i 220 km/h. Se pensiamo che all’inizio dello sviluppo della CX si studiava anche un motore rotativo, la decisione - dopo 10 anni dal lancio - di dotarla di un motore ad alte prestazioni rispose alla necessità di competere ai massimi livelli di fronte all’avanzata delle berline tedesche di grossa cilindrata.

Citroën CX GTi Turbo in mostra

La Citroën CX GTi Turbo: Un'Esperienza di Guida Unica

La Citroën CX GTi Turbo, in particolare la versione "Turbo 2" del 1987, rappresentava un'alternativa affascinante e unica alle berline sportive dell'epoca. Con 168 CV turbo da una generosa cilindrata di 2,5 litri abbinati all'idropneumatica e un peso a vuoto di circa 1,4 tonnellate, la CX GTi Turbo 2 offriva un'esperienza di guida che combinava il comfort di un divano con l'accelerazione vigorosa di un aereo.

Il turbo, seppur con un leggero ritardo, entrava in azione sollevando leggermente il veicolo dalle molle idropneumatiche e accelerandolo con decisione. Questa composizione audace rendeva il veicolo unico. L'abitacolo presentava lo stesso avveniristico cruscotto avvolgente delle altre versioni, con i pulsanti raggruppati in due “satelliti” laterali, ma con gli strumenti sportivi analogici e non a rullo, come sulle altre CX. Sotto al contagiri, poi, era ben visibile la lancetta del “boost” e, a rafforzare il concetto, c’era una scritta “turbo” in rilievo sul volante monorazza.

Volante monorazza della Citroën CX GTi Turbo con scritta

Nel marzo 1985, la CX 25 GTi Turbo diventò la prima auto francese a offrire l’ABS. La novità più rilevante arrivò nel settembre 1986 con l’introduzione dell’intercooler sulla "Turbo 2". Se la velocità massima aumentò di soli 3 km/h (per un totale di 223 km/h), furono i consumi a beneficiarne, esaltando ulteriormente la natura da grande routière della CX negli ultimi anni di carriera.

La produzione della CX 25 GTi Turbo raggiunse circa 5.000 unità, poche delle quali sono sopravvissute al passare del tempo, ancor meno in allestimento “Prestige”, ovvero più lungo di 25 cm. La sua unicità e il suo fascino la rendono ancora oggi un'auto molto ricercata dagli appassionati e dai collezionisti.

Varianti e Allestimenti: Dal Lusso allo Spazio

La gamma CX ha offerto modelli per tutti i gusti, dimostrando la versatilità del progetto.

  • CX 2000 / 2200: le versioni d’ingresso, con motori a quattro cilindri e dotazioni essenziali, disponibili inizialmente in versione normale ed Economique, poi sostituite dalla versione Confort.
  • CX Pallas / Prestige: le versioni più lussuose. La Prestige, introdotta nel 1976, divenne l'auto preferita di politici e personalità di spicco. Con il suo passo allungato di 25 cm e gli interni raffinati, la Prestige ha incarnato il concetto di lusso alla francese. Alcune furono dotate di tetto in vinile, predisposte per la guida con autista e in alcuni casi blindate, andando in dotazione alle Prefetture francesi ed entrando nel parco auto dell’Eliseo come auto di rappresentanza e vettura presidenziale.
  • CX GTi / GTi Turbo: le versioni sportive, con motori più potenti fino a 168 CV e assetto ribassato.
  • CX Break: la versione station wagon, lanciata anch'essa nel 1976. Spaziosa e robusta, amatissima da chi aveva bisogno di tanto spazio, era disponibile anche a 7 posti (versione "Familiale") e con un bagagliaio enorme. Grazie allo spazio ed alle sospensioni idropneumatiche autolivellanti, sarà una delle familiari più trasformate in ambulanza al mondo, come del resto era accaduto per la DS (Citroën direttamente ne produsse oltre 11.000, circa il 10% di tutte le Break costruite).

Citroën CX Break, versione station wagon

Dimensioni e Abitabilità: Spazio e Comfort Generosi

Nonostante le linee filanti, la Citroën CX offriva un’abitabilità sorprendente, soprattutto nelle versioni a passo lungo e station wagon. Le dimensioni generose garantivano grande comfort per i passeggeri, con spazio abbondante per gambe e testa.

  • Lunghezza: da 4,63 m a oltre 5,00 m (per le versioni a passo lungo come la Prestige)
  • Larghezza: circa 1,73 m
  • Altezza: circa 1,36 m
  • Passo: da 2,84 m a 3,10 m
  • Bagagliaio: circa 450-500 litri, con capacità notevoli per le versioni Break.

L'Affidabilità e la Manutenzione della CX

La Citroën CX è generalmente considerata un’auto affidabile per la sua epoca, grazie alla robustezza dei motori. Tuttavia, la sua affidabilità dipendeva fortemente dalla manutenzione regolare, essenziale per mantenere in efficienza i complessi sistemi idraulici. Il sistema idropneumatico, sebbene innovativo e confortevole, richiedeva un'attenzione particolare e una manutenzione specialistica, che poteva rendere la vettura un assiduo frequentatore dell'officina se non gestita correttamente.

I consumi, soprattutto delle versioni a benzina, potevano essere elevati, con una media di circa 9-12 l/100 km, e la tecnologia, pur essendo all'avanguardia per l'epoca, era datata rispetto agli standard moderni.

La Fine di un'Era e l'Eredità della CX

La produzione della CX, principalmente nello stabilimento di Aulnay, ha raggiunto cifre importanti. Nel 1987 è uscita dalle linee di montaggio la milionesima unità, un traguardo che testimonia il successo commerciale del modello. La carriera della CX si è conclusa nel 1991 per le versioni station wagon, due anni dopo la fine della produzione delle berline. In totale, oltre un milione di CX hanno solcato le strade di tutto il mondo, lasciando un'impronta indelebile nella storia dell'automobile. Oggi, lo spirito della CX vive nella Citroën C5 X, che ne eredita in parte il concetto di comfort e design distintivo.

Prezzi Attuali sul Mercato dei Classici

Oggi la Citroën CX è un'auto da collezione e i valori variano notevolmente a seconda di anno, allestimento e condizioni.

  • Usato a partire da: circa 5.000-7.000 € per esemplari funzionanti ma da restaurare.
  • Prezzo medio usato: circa 12.000-18.000 € per modelli ben conservati.
  • Esemplari da collezione: oltre 25.000-30.000 € per versioni Prestige e GTi Turbo restaurate o in condizioni perfette.

La CX rappresenta una delle ammiraglie storiche più affascinanti per gli appassionati di youngtimer, ideale per chi cerca un'icona storica, un pezzo unico di design e innovazione, o un'auto confortevole per raduni e viaggi vintage.

Collezione di Citroën CX di vari colori

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