L'ambizione di possedere diffusori acustici di alta gamma, capaci di riprodurre la musica con una fedeltà sorprendente, spesso si scontra con costi proibitivi. Il mercato offre soluzioni eccellenti, ma i prezzi di modelli di punta possono raggiungere cifre considerevoli, come nel caso delle ProAc Response 2.5, il cui listino si aggirava originariamente attorno ai 2600 euro, con cifre ancora maggiori per modelli successivi o usati in ottime condizioni. Questa realtà spinge molti appassionati verso il mondo dell'autocostruzione, un percorso affascinante che permette di ottenere risultati sorprendenti, combinando competenza tecnica, passione e un occhio attento al portafoglio. Il progetto di clonazione delle ProAc Response 2.5 è un esempio emblematico di questa tendenza, un'impresa che ha visto diversi appassionati dedicare tempo e risorse per ricreare le prestazioni di un diffusore di riferimento.
La Scelta dei Componenti: Cuore e Anima del Suono
Il successo di un progetto di autocostruzione di diffusori acustici risiede in gran parte nella meticolosa selezione dei componenti. Nel caso del clone delle ProAc Response 2.5, l'obiettivo è stato quello di replicare, per quanto possibile, le caratteristiche sonore dell'originale, utilizzando altoparlanti e componenti crossover di alta qualità.
La "lista della spesa" di uno degli autocostruttori rivela una chiara intenzione di non lesinare sulla qualità, pur mantenendo un occhio al budget complessivo. I mid-woofer Scan-Speak 18/w 8535 e i tweeter Scan-speak D2010/8513 emergono come scelte d'elezione, noti per la loro eccellente riproduzione sonora e la loro affidabilità. La coppia di questi altoparlanti rappresenta una voce di spesa significativa, attestandosi sui 308 euro per i mid-woofer e 122 euro per i tweeter.
A questi si aggiungono i tubi reflex a lunghezza variabile Ciare, un elemento cruciale per la corretta accordatura del sistema bass-reflex, con un costo irrisorio di 7,20 euro. I binding post, necessari per il collegamento degli amplificatori, sono stati selezionati per il bi-wiring, offrendo una maggiore flessibilità e potenziali miglioramenti nella trasmissione del segnale, con un costo di 45 euro per otto pezzi.
Un elemento fondamentale, e spesso sottovalutato, è il crossover. La sua progettazione e realizzazione sono cruciali per l'equilibrio tonale e la coerenza sonora del diffusore. In questo progetto, la coppia di crossover è stata realizzata su misura da un esperto, ROBY2K, per un costo di 80 euro, evidenziando l'importanza di affidarsi a competenze specifiche per questa fase delicata.
Il rivestimento acustico, in questo caso una tela fonotrasparente nera, ha un costo di 6 euro, mentre le boccole di fissaggio per le griglie di protezione ammontano a 6,50 euro. Per l'isolamento acustico interno e l'assorbimento delle risonanze, sono stati impiegati fogli di spugna bugnata adesiva, per un costo di 28 euro per due metri quadrati.
Infine, il costo del legno per la costruzione dei cabinet, tagliato autonomamente, si aggira sui 60 euro. È importante notare che questo totale di 668 euro non include materiali di consumo come colla, viti e carta vetrata, che si presume fossero già disponibili. Tuttavia, le spese non si fermano qui, poiché sono previsti ulteriori rifiniture.

La Costruzione del Cabinet: Tra Materiali e Rifiniture
La scelta del materiale per il cabinet è un argomento dibattuto tra gli appassionati di autocostruzione. Mentre l'MDF (Medium Density Fibreboard) è ampiamente utilizzato dai produttori per la sua economicità e facilità di lavorazione, alcuni autocostruttori preferiscono materiali alternativi per ottenere potenziali vantaggi acustici.
Nel caso di questo progetto, è stato inizialmente considerato l'MDF da 25 e 19 mm, ma si è optato per il multistrato da 25 e 18 mm. La motivazione risiede nella convinzione che il multistrato, in particolare quello di betulla, possa offrire proprietà vibrazionali superiori rispetto all'MDF, nonostante il costo potenzialmente più elevato. La discussione tra i partecipanti evidenzia questa divergenza di opinioni: mentre alcuni suggeriscono che l'MDF sia la scelta prediletta dai produttori per ragioni economiche, altri sostengono che il multistrato di betulla, se adeguatamente scelto, possa essere superiore.
Il processo di costruzione ha comportato la realizzazione della "forma bruta delle casse", un lavoro che ha richiesto diversi fine settimana. Nonostante la mancanza di documentazione fotografica iniziale a causa dell'indisponibilità della fotocamera, l'aspetto grezzo dei diffusori ha lasciato spazio all'immaginazione, con la promessa che le rifiniture avrebbero trasformato radicalmente l'estetica.
Le rifiniture sono una fase cruciale che contribuisce non solo all'aspetto visivo, ma anche alle prestazioni acustiche. L'applicazione di pannelli in noce Canaletto o Brown Ash sui fianchi e di una simil-pelle sulla parte frontale, simile a quella utilizzata da Sonus Faber, mira a conferire un aspetto elegante e a contribuire al smorzamento delle vibrazioni.
Un dettaglio interessante riguarda la pelle che sborda nella sede degli altoparlanti, un effetto voluto per fungere da guarnizione, compensando l'eventuale assenza di guarnizioni integrate negli altoparlanti stessi. Questo accorgimento dimostra un'attenzione ai dettagli che va oltre la mera estetica.
La realizzazione delle griglie frontali ha presentato alcune sfide inaspettate. L'incollaggio della tela fonotrasparente si è rivelato più complicato del previsto, richiedendo l'uso di uno spillatrice per garantire una tenuta adeguata. La polvere e le impurità che si attaccavano alla tela hanno ulteriormente complicato il processo, generando frustrazione prima di ottenere un risultato soddisfacente.

La Prova d'Ascolto: Sorprese e Soddisfazioni
La prima prova d'ascolto, seppur in condizioni non ottimali - un ambiente ampio e dispersivo, e i diffusori ancora privi delle rifiniture finali - ha generato un'immediata sensazione di soddisfazione. L'utilizzo di un amplificatore Trends Audio 10.1 e di brani musicali rippati a 320 kbps ha permesso di cogliere le potenzialità del progetto.
La sensazione descritta è quella tipica dell'audiofilo che, ascoltando un nuovo componente, coglie sfumature inaspettate in un brano noto, culminando in un "sorrisino sardonico" di insperato successo. Questo risultato, ottenuto prima ancora del rodaggio completo degli altoparlanti e con rifiniture ancora da completare, testimonia la validità del progetto e la qualità dei componenti scelti, in particolare gli altoparlanti Scan-Speak e il crossover progettato da ROBY2K.
Il rodaggio è un processo fondamentale per gli altoparlanti, che permette alle sospensioni di ammorbidirsi e raggiungere le loro prestazioni ottimali. Il fatto che i diffusori abbiano già mostrato un potenziale così elevato in questa fase iniziale è un segnale molto incoraggiante.
L'ambiente d'ascolto, descritto come "enorme e dispersivissimo", rappresenta una sfida per qualsiasi diffusore, ma le prestazioni iniziali suggeriscono che questi cloni ProAc siano in grado di gestire bene anche spazi ampi. La successiva aggiunta delle fiancate in noce e della pelle frontale non solo migliorerà l'estetica, ma potrebbe anche influenzare positivamente l'acustica, contribuendo a un suono più focalizzato e controllato.
La discussione sui diffusori ha toccato anche aspetti tecnici legati al posizionamento e alla regolazione della scena sonora. Viene suggerito che, grazie al crossover e alla fase relativa del tweeter, sia possibile regolare la larghezza e la profondità della scena semplicemente ruotando i diffusori. Questo aspetto sottolinea la complessità e l'interconnessione tra design del diffusore, componenti e acustica dell'ambiente.
Come POSIZIONARE i DIFFUSORI?
Considerazioni sul Materiale del Cabinet: MDF vs. Multistrato
La scelta tra MDF e multistrato per la costruzione dei cabinet è un punto di discussione ricorrente nel mondo dell'autocostruzione audio. Entrambi i materiali presentano vantaggi e svantaggi che meritano un'attenta valutazione.
L'MDF è un pannello di fibra a media densità, ottenuto dalla lavorazione di legno sminuzzato e resine leganti. È apprezzato per la sua uniformità, la facilità di lavorazione (taglio, fresatura) e il costo relativamente basso. Questa combinazione di fattori lo rende la scelta prediletta da molti produttori di diffusori commerciali. Tuttavia, l'MDF ha un peso specifico elevato e può avere modi di vibrare differenti rispetto ad altri materiali.
Il multistrato, d'altra parte, è composto da più strati sottili di legno incollati tra loro con le venature incrociate. Questa struttura conferisce al multistrato una maggiore rigidità e stabilità dimensionale rispetto al legno massello. Il multistrato di betulla, in particolare, è noto per le sue eccellenti proprietà acustiche, offrendo un suono più "vivo" e risonanze potenzialmente più controllate rispetto all'MDF. Tuttavia, il multistrato di betulla di spessore adeguato può essere più difficile da reperire e più costoso dell'MDF.
Nel contesto del clone ProAc Response 2.5, la decisione di utilizzare multistrato da 25 e 18 mm è stata motivata dalla volontà di superare le limitazioni percepite dell'MDF, puntando a una qualità costruttiva superiore. La discussione con altri partecipanti ha sollevato il dubbio che l'MDF possa essere preferito dai produttori non solo per motivi economici, ma anche per le sue caratteristiche acustiche intrinseche, che potrebbero essere state ottimizzate nel design originale dei diffusori ProAc.
Un suggerimento interessante avanzato è quello di realizzare in parallelo un cabinet in MDF e uno in multistrato, per poter confrontare direttamente le prestazioni acustiche e decidere quale dei due materiali offra il risultato più soddisfacente. Questa approccio comparativo, sebbene richieda un maggiore investimento di tempo e risorse, offre la garanzia di una scelta informata e basata sull'esperienza diretta.

Riflessioni Finali sul Progetto
Il progetto di clonazione delle ProAc Response 2.5 rappresenta un caso di studio affascinante nell'ambito dell'autocostruzione audio. L'entusiasmo e la dedizione degli appassionati sono palpabili, così come la loro ricerca incessante della perfezione sonora. Dalla selezione meticolosa dei componenti alla cura delle rifiniture estetiche, ogni fase del processo è intrisa di passione e competenza tecnica.
Il risultato finale, come testimoniato dalle prime impressioni d'ascolto, supera le aspettative, dimostrando che con le giuste conoscenze e un impegno costante è possibile replicare le prestazioni di diffusori di altissimo livello a una frazione del costo originale. Questo non solo democratizza l'accesso alla vera alta fedeltà, ma arricchisce anche l'esperienza dell'appassionato, trasformandolo da mero consumatore a creatore del proprio suono ideale.
Il confronto tra materiali del cabinet, la progettazione del crossover e la scelta degli altoparlanti sono solo alcuni degli aspetti che rendono questo percorso così stimolante. Ogni decisione tecnica e ogni rifinitura estetica contribuiscono a plasmare il carattere sonoro del diffusore, offrendo un'opportunità unica di apprendimento e sperimentazione.
In definitiva, il clone delle ProAc Response 2.5 non è solo la realizzazione di un diffusore, ma un viaggio nel cuore dell'audiofilia, un percorso che celebra l'ingegno umano e la profonda connessione emotiva che la musica sa creare. La soddisfazione di ascoltare la propria musica riprodotta da diffusori costruiti con le proprie mani è un'esperienza impagabile, che va ben oltre il semplice piacere uditivo.