Il settore dei veicoli storici in Italia rappresenta un patrimonio culturale e automobilistico di grande valore, ma è anche un terreno fertile per fenomeni di frode e pratiche discutibili che mettono a rischio l'integrità del sistema e generano danni economici significativi. La rilevanza delle auto storiche nel nostro Paese è un dato di fatto, ma è fondamentale operare un distinguo equo e corretto tra ciò che è di reale interesse storico e ciò che è semplicemente una vettura vetusta e anziana.

Il Concetto di Veicolo Storico e le Sue Ambiguità
L'articolo 215 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento di attuazione del Codice della Strada) classifica gli autoveicoli di interesse storico e/o collezionistico, quelli iscritti nei Registri dell’articolo. La normativa sembra suggerire che quasi tutti i veicoli con un'età sufficiente potrebbero potenzialmente essere considerati storici senza particolari difficoltà. Questo si traduce in un vantaggio economico non di poco conto per i possessori, che possono godere di esenzioni o riduzioni su tasse automobilistiche e premi assicurativi.
Tuttavia, il problema emerge quando si analizzano le stime attuali. In Italia, si contano circa 553.000 vetture certificate come “storiche”, ma di queste, secondo le proiezioni, solo il 20% avrebbe effettivamente i requisiti per ottenere il riconoscimento previsto dalle norme vigenti. L’80% del parco auto certificato come “storico” risulterebbe oggi usato quotidianamente per assolvere alle normali funzioni di mezzo di trasporto. Tra questi veicoli si annoverano anche furgoni commerciali in pieno esercizio, un'anomalia che solleva seri interrogativi sulla reale applicazione dei criteri di storicità.
AUTO D'EPOCA: QUALI SONO LE REGOLE PER CIRCOLARE?
Le Frodi Assicurative e la Falsificazione dei Dati
Uno degli ambiti più colpiti dalle truffe è quello assicurativo. Si è verificato un fenomeno in cui alcune agenzie assicurative, in collaborazione con broker disonesti, proponevano ai clienti la possibilità di pagare un'assicurazione ridotta di un'auto storica su un'auto moderna. Questo sistema fraudolento ha permesso agli automobilisti di beneficiare di premi RC auto significativamente inferiori alla media di mercato. I dati delle vetture da assicurare come storiche, ma che tali non erano, venivano falsificati, affinché il sistema di emissione delle polizze a tariffa agevolata per i veicoli storici accettasse le pratiche.
Questa prassi, scoperta in diverse indagini, ha visto l'agenzia piemontese coinvolta diventare rapidamente un punto di riferimento in tutta Italia per le sue polizze fuori mercato. Le indagini hanno anche rivelato che alcuni clienti erano riusciti a inviare ad agenzie assicurative di altre regioni carte di circolazione contraffatte nella data di prima immatricolazione e, talvolta, anche nel modello. Questo permetteva al sistema di accettarle come vetture di interesse storico, riconoscendo loro la polizza RC a premio ridotto e consentendo di viaggiare su un’auto moderna pagando l’assicurazione di un mezzo con venti e più anni di anzianità.
Il danno non ricade solo sulle compagnie assicurative e sull'intero sistema assicurativo, che si fonda sull'equilibrio tra l'importo dei sinistri da risarcire e i ricavi dai premi assicurativi, ma anche sull'equità del mercato e sulla fiducia dei consumatori.

I Requisiti per la Classificazione di Veicolo Storico
Per assicurare legalmente un’auto di interesse storico a tariffa agevolata, è necessario seguire una procedura ben definita e rispettare criteri stringenti. Il requisito primario è che l’auto sia stata immatricolata almeno 20 anni prima. Tuttavia, questo non è sufficiente. Il modello deve avere carrozzeria, telaio e motore conformi agli originali, essere in buono stato di conservazione e figurare nei registri in cui rientrano i modelli da salvaguardare.
Successivamente, l’auto deve essere iscritta all'ASI (Automotoclub Storico Italiano) tramite un club o attraverso uno specifico registro Alfa Romeo, Fiat o Lancia. Questo passaggio consente il rilascio dell’attestato di iscrizione e del Certificato di Rilevanza Storica (CRS). Va precisato che alcune compagnie assicurative operano in maniera differente, assicurando comunque automobili con più di 40 anni o più recenti (ma con almeno 20 anni) a condizione che rientrino in alcune liste di salvaguardia, anche senza CRS.
L'assenza di controlli rigorosi sulle associazioni che gestiscono i registri delle auto storiche e che rilasciano le certificazioni è un punto critico. Il Codacons ha denunciato questa lacuna, sottolineando come molte di queste associazioni chiudano un occhio sull'originalità del motore o sul buono stato del veicolo. Questo consente a mezzi obsoleti, altamente inquinanti e potenzialmente pericolosi per la sicurezza stradale, di essere qualificati come storici, pur non avendo i requisiti per entrare a far parte di questo "club esclusivo".

L'Esposto del Codacons e i Danni Erariali
Il Codacons ha presentato un esposto all’Antitrust, alla Corte dei Conti e al Ministero dei Trasporti, denunciando anomalie che potrebbero portare a danni sul fronte erariale per circa 30 milioni di euro l'anno. Secondo l'associazione, l’80% del parco auto certificato come storico - circa 450.000 mezzi - sarebbe composto da furgoni e veicoli di trasporto che sono semplicemente vecchi.
Nel nostro Paese, su un totale di 40,2 milioni di auto circolanti, quelle che hanno un interesse storico e collezionistico sono circa 4,3 milioni, per un valore complessivo pari a 104 miliardi. Di queste, 553.000 vetture sono certificate come storiche. La questione fondamentale è come sia possibile che una vettura venga classificata come storica quando non ne possiede le caratteristiche essenziali, come la conformità della carrozzeria, del telaio e del motore all’originale, oltre ai 20 anni di vita.
Queste pratiche non solo generano un danno economico allo Stato e alle compagnie assicurative, ma rappresentano anche una minaccia ambientale e per la sicurezza stradale, poiché veicoli obsoleti, non adeguatamente mantenuti, continuano a circolare con agevolazioni indebite. Un fenomeno che, tra l'altro, non è affatto gradito ai proprietari di veicoli storici autentici, e che ha dato origine a numerose liti giudiziarie che vedono coinvolto l’Automotoclub Storico Italiano (ASI).

L'Automotoclub Storico Italiano (ASI) e le Contromisure
Il difficile lavoro di ACI Storico è proprio quello di dare “valore” al patrimonio automobilistico nazionale, distinguendo le vetture di effettivo interesse storico. Oltre alla quota associativa, ai proprietari delle auto verrebbe richiesto un ulteriore pagamento all’ente certificatore per ottenere l’attestazione storica del proprio mezzo.
L’Automotoclub Storico Italiano (ASI) si impegna attivamente nella promozione e nella tutela del motorismo storico. L'ASI ha partecipato a eventi importanti come la 39^ edizione del salone “Auto e Moto d’Epoca” a Padova, con il grande e animato “ASI Village”, un luogo di passione, condivisione, informazione e valorizzazione dell’eccellenza italiana nel motorismo storico. Insieme alla Federazione Mondiale, sono stati consegnati i prestigiosi riconoscimenti “FIVA”.
Iniziative come la “Giornata Nazionale del Veicolo d’Epoca”, promossa da ASI sin dal 2018, mirano a promuovere sul territorio il patrimonio storico, tecnologico e culturale rappresentato dai veicoli d'epoca. L'ASI è anche coinvolto in progetti di rilievo come la certificazione "Targa Oro ASI" per la Lancia Flaminia Presidenziale, vettura ambasciatrice dell'Italia nel mondo, esaminando le quattro Flaminia del Quirinale nel 2014.

Nonostante gli sforzi, l'ASI è talvolta vittima di tentativi di frode e disinformazione. L’Automotoclub Storico Italiano, a seguito di segnalazioni su messaggi SMS che invitavano a rivolgersi a “uffici A.S.I.” attraverso numeri di tipo 895895XXXX, ha smentito qualsiasi collegamento con tali comunicazioni. L’ASI non comunica con i propri club o tesserati attraverso SMS, e i recapiti indicati non appartengono ad utenze aziendali, ma potrebbero essere numeri truffa. L'ASI invita tutti alla massima attenzione.
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Truffe Online e Falsi Annunci di Vendita
Un'altra tipologia di frode che affligge il settore è quella legata agli acquisti online. L’operazione “Old Cars” ha messo in luce un meccanismo ormai collaudato: si parte da un annuncio di vendita sui siti, anche noti e che quindi inducono fiducia nell’utente, si passa all’accordo e, a quel punto, arriva la richiesta di pagamento. I malviventi incassavano caparre e poi facevano perdere le loro tracce.
Le indagini condotte nel 2020 hanno portato all'arresto di cinque persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il bottino dei truffatori ammontava a 23.000 euro, con colpi messi a segno in diverse regioni italiane, pubblicando annunci su portali web come AutoScout24 o Subito.it. Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ha dichiarato che “quello degli acquisti online è ormai un campo minato, e un terreno su cui i consumatori devono muoversi con la massima attenzione”.
Questo tipo di truffa evidenzia la necessità di una maggiore cautela da parte degli acquirenti e l'importanza di verificare l'affidabilità dei venditori e la veridicità degli annunci, soprattutto quando si tratta di veicoli di valore storico.

Iniziative di Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Storico
Nonostante le problematiche, il mondo dei veicoli storici continua a essere un motore di passione e iniziative culturali. Il Club Auto Moto d’Epoca Reggiano ha spostato la sua tradizionale Mostra Scambio a Gonzaga, riempiendo la Fiera Millenaria con una rassegna di caratura internazionale che vanta ormai 40 anni di storia, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di motori.
Proseguono anche le iniziative per celebrare il trentesimo anniversario dell’impresa della nave Destriero, voluta dal principe Karim Aga Khan nel 1992, promosse congiuntamente dagli Stati Generali del Patrimonio Italiano e dalla Fondazione Fincantieri. Tra gli elementi che resero leggendario il Destriero, sicuramente riveste un ruolo di primo piano il design di Pininfarina, che ha ricevuto un riconoscimento per il suo contributo.
A livello legislativo, il Consiglio Regionale del Piemonte ha varato il Disegno di Legge 111 per la “Valorizzazione dei veicoli di interesse storico e collezionistico”, grazie al quale i veicoli con oltre 40 anni di età e con il riconoscimento di storicità riportato sulla carta di circolazione sono esclusi dai provvedimenti di limitazione alla circolazione.

L'ASI ha siglato un nuovo protocollo d’intesa con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), avviando una collaborazione finalizzata alla promozione del Paese valorizzandone il motorismo storico e le realtà locali. Questo mira a un contributo reale alla valorizzazione e alla promozione dell’intero Paese.
Periodici come “La Rivista dei Musei”, curata dalla Commissione Storia e Musei dell’ASI, e “La Manovella”, mensile dell'ASI, continuano a informare e appassionare gli estimatori, con articoli dedicati a collezioni prestigiose, testimonianze di meccanici storici e approfondimenti tecnici su modelli iconici.
Anche sul fronte delle targhe originali per i veicoli storici si registrano progressi. L'approvazione di un ordine del giorno al Decreto Legge Semplificazioni, presentato dal deputato leghista Massimiliano Capitanio, permetterebbe il recupero delle targhe originali per i veicoli storici, un passo avanti significativo per il loro recupero e autenticità.
Il fenomeno delle truffe e delle irregolarità nel mondo dei veicoli storici è complesso e multifattoriale, richiedendo un approccio olistico che combini normative chiare, controlli efficaci, campagne di sensibilizzazione e la collaborazione tra enti, associazioni e forze dell'ordine per preservare l'autenticità e il valore di questo importante patrimonio.
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