Pneumatici Fuori Uso (PFU): Un Percorso Dalla Gomma a Nuove Risorse

Quando gli pneumatici di camion, moto e macchine non soddisfano più i criteri di sicurezza e devono essere cambiati, diventano un rifiuto. Da questo momento in poi prendono il nome di PFU, “pneumatici fuori uso”, appunto. La gestione di questi rifiuti rappresenta una sfida ambientale e logistica significativa, ma anche un'opportunità per il recupero di materiali preziosi e la produzione di energia.

La Composizione degli Pneumatici

Gli pneumatici vengono spesso chiamati "gomme" e questo accade perché in larga parte sono composti proprio da…gomma! In passato si utilizzava quella naturale, estratta dalla specie botanica Hevea brasiliensis, l’albero della gomma, mentre oggi la sua derivazione è principalmente sintetica. Il copolimero più comune di cui si compongono gli pneumatici porta il difficile nome di stirene-butadiene, generalmente abbreviato in SBR, e viene utilizzato anche per i tacchi e le suole delle scarpe, per la fabbricazione di guarnizioni e tanto altro ancora. A questa miscela di gomme viene solitamente aggiunto un mix di additivi chimici che ne aumentano la resistenza e la flessibilità. Lo scheletro dello pneumatico, invece, è formato in larga parte da fibre tessili (rayon, nylon e poliestere) e acciaio rivestiti e intrecciati come fossero tessuti. Questa complessa struttura, pensata per garantire durata e prestazioni, rende il pneumatico un materiale non biodegradabile e difficile da smaltire se non attraverso processi specifici.

Struttura di uno pneumatico sezionato

Il Percorso dei Pneumatici Usati: Dal Rifiuto al Recupero

Nel primo caso, ovvero quando il recupero dei materiali è possibile, le gomme vengono sottoposte a una lunga serie di lavorazioni che hanno come obiettivo finale quello di disassemblare le parti e restituire le materie prime in forma di piccoli frammenti. Più nel dettaglio dopo lo stoccaggio, il controllo e la pesatura lo pneumatico è pronto per la “ciabattatura”: la prima fase di macinatura, piuttosto grossolana, da cui si ottengono pezzi di gomma di lunghezza compresa tra i 5 e i 40 centimetri. A questo punto le “ciabatte” ottenute (si chiamano proprio così!) possono essere ulteriormente macinate, fino a rendere possibile la separazione tra gomma, metalli e fibre tessili, oppure essere avviate ai processi di conversione energetica. Il risultato della seconda frammentazione degli pneumatici porta all’ottenimento di vari materiali sotto forma di "granulati" o "polverini" di diverso diametro, tutti assolutamente riciclabili.

La Termovalorizzazione degli Pneumatici

Quando il recupero dei materiali non è possibile, gli pneumatici vengono consegnati ad appositi impianti che procedono alla loro termodistruzione con conseguente recupero di energia. Si tratta, questa, di una modalità di smaltimento molto efficiente che permette di utilizzare come combustibile sia gli pneumatici completi di metalli e fibre tessili che le parti in gomma già frammentate e isolate. Non a caso più della metà (59%) degli PFU smaltiti nel 2020 sono stati destinati al recupero dell'energia, come riporta il documento "L'Italia del Riciclo", pubblicato nel 2021 dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. Questo processo, sebbene meno vantaggioso in termini di recupero di materia rispetto al riciclo, contribuisce in modo significativo alla produzione di energia e alla riduzione del volume dei rifiuti destinati alle discariche.

L'Impatto Ambientale dello Smaltimento dei PFU

Il riciclo degli PFU determina un vantaggio ambientale molto maggiore rispetto al recupero energetico. Seppure in misura minore rispetto al riciclo, il recupero combinato di energia e materia degli PFU utilizzati nei cementifici - in sostituzione di pet-coke o carbone - consente di ridurre le emissioni di gas serra di processo. I dati sui vantaggi e sulle criticità dello smaltimento dei PFU sono stati pubblicati da Ecopneus, la Società per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e il recupero degli pneumatici fuori uso. La corretta gestione dei PFU è fondamentale per la tutela dell’ambiente e la riduzione dei rifiuti. Gli pneumatici sono realizzati con materiali resistenti e non biodegradabili, come gomma, acciaio e fibre tessili.

Pneumatici fuori uso: che fine fanno? Vi mostriamo il processo di riciclo dallo smaltimento a riuso

Quanti Pneumatici si Smaltiscono (e Recuperano) in Italia?

Nel 2020 gli PFU smaltiti in Italia sono stati moltissimi: più di 200mila tonnellate. Di queste il 41% è stato trasformato e le materie prime recuperate e pronte per essere riutilizzate (più di 60mila tonnellate di gomma, 19mila tonnellate di acciaio e quasi 2000 tonnellate di fibre tessili), mentre il restante 59% è stato avviato a termovalorizzazione, nella maggior parte dei casi in cementifici. La gestione degli PFU in Italia è un settore in crescita, con un sistema consolidato di raccolta e trattamento che mira a massimizzare il recupero di materia e energia.

Come Utilizziamo la Gomma Riciclata dai PFU?

La gomma recuperata dallo smaltimento dei PFU trova applicazione in decine di contesti. Viene utilizzata per fabbricare attrezzature e superfici sportive, manti stradali di nuova generazione che garantiscono più durata rispetto agli asfalti tradizionali, arredo urbano e opere di ingegneria civile come ponti e gallerie. Ci sono buone probabilità che la pista di atletica o l’erba sintetica del campo da calcetto che calpestate durante i vostri allenamenti sportivi sia realizzata con granulato o polverino provenienti dagli PFU riciclati. L'innovazione continua a esplorare nuove applicazioni per la gomma riciclata, dimostrando la versatilità e il valore di questo materiale recuperato.

Esempi di utilizzo della gomma riciclata

Il Futuro degli Pneumatici Usati

Sono in corso studi e progetti per implementare i processi di frammentazione e per migliorare costantemente la qualità delle lavorazioni coinvolte nella termodistruzione della gomma. Si tratta di un settore in crescita in grado di rispondere alle esigenze di mercato e di promuovere, così facendo, il corretto smaltimento di uno dei materiali più utilizzati al mondo! Forte, no?

Normativa e Responsabilità nello Smaltimento degli Pneumatici

In Italia, lo smaltimento degli pneumatici è regolato da specifiche leggi che ne vietano l’abbandono o il conferimento nelle discariche tradizionali. La normativa vigente che regola lo smaltimento pneumatici usati è contenuta nel Decreto Ministeriale n. 82 del 2011. L’articolo 228 del Decreto Legislativo numero 152/06 S.M.I obbliga infatti i produttori di gomme ad occuparsi anche della fase di smaltimento, mantenendo equilibrio fra pneumatici venduti e smaltiti. Il ritiro degli pneumatici usati, primo passo dello smaltimento, deve essere effettuato dal gommista senza pagare alcun supplemento di costo oltre la manodopera. Il costo dello smaltimento, a partire dal 2011, è incluso nel prezzo di acquisto degli pneumatici anche nel caso in cui questo sia avvenuto online. Ovviamente il rivenditore non trattiene per sé questa cifra ma la versa alla casa che ha prodotto gli pneumatici e dalla quale li ha acquistati.

Il Decreto Ministeriale n. 82 dell’11 aprile 2011 dispone il pagamento di un contributo a carico del cliente finale finalizzato alla copertura dei costi necessari per lo smaltimento degli pneumatici fuori uso. In genere la spesa da sostenere per lo smaltimento varia a seconda del peso delle gomme; nella maggior parte dei casi, comunque, i costi si aggirano intorno ai 3 euro per ogni pneumatico. In altre parole, quando si acquistano nuove gomme per la propria automobile, si va a pagare un costo aggiuntivo di circa 10 euro o 12 euro per tutti e quattro gli pneumatici.

Come Avviene lo Smaltimento degli Pneumatici: La Procedura

Se devi cambiare le gomme e devi smaltire le gomme vecchie, la procedura è semplice: non devi fare nulla, nemmeno pagare, perché lo smaltimento lo paghi già quando acquisti pneumatici nuovi. Quindi, se un gommista ti chiede di fare un pagamento aggiuntivo per lo smaltimento del pneumatico usato, oltre a quello già richiesto nel prezzo del pneumatico nuovo, sta cercando di fare il furbo. Paghi solo per il suo lavoro di sostituzione, nello stesso modo in cui gli porti un'auto per cambiare le gomme invernali per l'estate e viceversa. Il gommista, invece, ha un ruolo centrale nello smaltimento dei rottami di pneumatici: sta a lui aderire a uno dei consorzi di smaltimento legalmente riconosciuti, e sta a lui lo stoccaggio dei rottami di pneumatici. Le gomme in officina aspettano che il consorzio venga a ritirarle. La procedura va così: paghi solo la tua quota quando acquisti pneumatici nuovi, e poi il gommista deve mettere da parte i pneumatici e aspettare che arrivi il consorzio. A sua volta, il nuovo produttore di pneumatici pagherà la donazione che gli pagherai.

È importante sapere che anche se acquisti i tuoi pneumatici altrove, puoi consegnare i tuoi pneumatici usati a un rivenditore di pneumatici senza pagare nulla, poiché le spese di smaltimento sono state pagate da te al momento dell'acquisto. Lo smaltimento gomme auto è un servizio totalmente gratuito quando si consegnano le vecchie gomme al rivenditore, perciò non dev’essere richiesto nessun costo aggiuntivo. Nel caso ciò avvenisse, non bisogna far altro che rifiutare di pagare la somma e rivolgersi a un altro gommista per lo smaltimento gomme auto.

Illustrazione del processo di ritiro pneumatici usati

Il Riuso Creativo degli Pneumatici

Il riuso è un’alternativa intelligente al riciclaggio. Se non ci si vuole disfare degli pneumatici usati, con un po’ di fantasia, è possibile inventarsi nuove funzioni per riutilizzare le gomme in mille altri modi, trasformandole in elementi di arredo, giochi per bambini o strutture per il giardinaggio. Questa pratica, sebbene non sostituisca il recupero industriale, contribuisce a ridurre ulteriormente il volume di rifiuti e a promuovere un approccio più sostenibile.

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