La Fiat 124 Sport, declinata nelle sue varianti Coupé e Spider, rappresenta un capitolo significativo nella storia dell'automobilismo italiano, emergendo come una valida alternativa a blasonate concorrenti come Lancia e Alfa Romeo. Al di là delle sue prestazioni e del suo stile distintivo, un elemento che ha sempre affascinato appassionati e collezionisti è il suo cruscotto, un vero e proprio centro di comando che riflette le filosofie di design e le innovazioni tecnologiche dell'epoca.
Origini e Sviluppo: Dalla Berlina alle Versioni Sportive
Il successo della Fiat 124 berlina, lanciata nel 1966, spinse la casa automobilistica torinese a sviluppare versioni più sportive, dando vita alla 124 Sport Coupé e alla 124 Sport Spider. Sebbene derivate dalla stessa famiglia, queste vetture non condividevano la stessa piattaforma e presentavano differenze sostanziali nel design e nella configurazione degli interni, incluso il cruscotto.
La 124 Sport Coupé, introdotta nel 1967 e prodotta fino al 1975, fu progettata dal Centro Stile Fiat sotto la direzione dell'ingegner Mario Boano, con la collaborazione del figlio Paolo. Questa coupé a quattro posti si distingueva per uno stile originale e moderno, con proporzioni insolite che enfatizzavano un padiglione ampio e luminoso, un muso basso pensato per fendere l'aria e una coda tronca con un bordo sporgente impreziosito da un profilo cromato. Già dalle prime prove su strada, venivano apprezzati i posti posteriori confortevoli e le buone prestazioni del motore bialbero.
La 124 Sport Spider, prodotta dal 1966 al 1985, fu invece un'autovettura sportiva 2+2 posti cabriolet progettata e prodotta da Pininfarina, con lo stile curato da Tom Tjaarda. Realizzata su un telaio accorciato della berlina, condivideva con la Coupé il medesimo motore bialbero e le innovazioni tecniche.

Il Cruscotto della 124 Sport Coupé: Evoluzione e Caratteristiche
Il cruscotto della Fiat 124 Sport Coupé subì diverse evoluzioni nel corso della sua produzione, riflettendo i cambiamenti estetici e funzionali delle varie serie (AC, BC, CC).
Prima Serie (AC)
La prima serie, denominata AC, si caratterizzava per un design pulito e funzionale, dove "tutto era al posto giusto". Il grado di finitura generale era considerato buono. Al lancio, la 124 Coupé si presentava con un prezzo di 1.490.000 lire e un motore quattro cilindri bialbero di 1438 cm³ con 90 CV, capace di una velocità massima di 170 km/h. La guidabilità era buona e migliorava significativamente con l'optional del cambio a 5 marce, disponibile quasi subito, e l'adozione, alla fine del 1968, del nuovo retrotreno della 124 Special a molloni anziché a balestre.
Seconda Serie (BC): Il Rinnovamento Estetico
La BC fu presentata al Salone dell'automobile di Torino nel novembre del 1969. Una delle modifiche stilistiche più importanti fu la rivisitazione del frontale ad opera del Centro Stile Fiat, ora con una calandra più alta e regolare estesa a tutta la larghezza della vettura. Di conseguenza, il cofano motore fu ridisegnato. Questo modello fu provvisto di quattro fari anteriori della stessa dimensione, conferendo al frontale un'assonanza con quello montato sulla Fiat Dino. La parte posteriore manteneva la sua forma tronca, una caratteristica comune a molte vetture italiane dell'epoca.
Il cruscotto, pur mantenendo una configurazione orientata alla praticità, seguì le tendenze estetiche dell'epoca, con un layout che privilegiava la leggibilità degli strumenti e la facilità d'uso dei comandi. I primi anni di vendita videro l'introduzione di due motorizzazioni bialbero Fiat: quella della serie precedente e una derivata dalla Fiat 125, con cilindrata portata a 1608 cm³ e alimentata da due carburatori a doppio corpo Weber 40 IDF.
Terza Serie (CC): Lusso e Innovazione
Rispetto alle serie precedenti, la "CC" conservò la carrozzeria di base, ma subì un'ulteriore revisione del frontale. Quest'ultimo venne diviso in tre parti, con la sezione centrale (la calandra) rettangolare e in forte rilievo. Il cofano mantenne la sua linea, ma fu installata una presa d'aria cromata, aggiungendo un tocco di eleganza. Sui fianchi, una robusta modanatura cromata con una banda di caucciù correva lungo tutta la lunghezza dell'autovettura, accentuando la linea elegante. Alla base del lunotto, fu installata una griglia di ventilazione, un dettaglio funzionale e stilistico.
Al retrotreno, i fari ora erano verticali, quasi identici, pur non essendo gli stessi, a quelli della coeva Lancia Beta prima serie presentata nello stesso anno. Questi fari presentavano all'estremità delle alette che permettevano all'aria di percorrere dei tragitti aerodinamici rispetto al paraurti, un'attenzione al dettaglio che univa estetica e funzionalità. Gli interni furono realizzati in velluto, e venne reso disponibile il condizionatore d'aria, conferendo alla vettura un'impronta lussuosa e di alta qualità. Anche la motorizzazione, con motori derivati dalla Fiat 132 (1592 e 1756 cm³), posizionava questa versione nel segmento delle coupé di lusso. Con i numerosi cambiamenti, la versione "CC" mirava a soddisfare una clientela più esigente, offrendo un cruscotto e un abitacolo che riflettevano questo orientamento al lusso e al comfort.
Un'ultima versione della 124 Coupé fu presentata nel gennaio del 1975, richiamando la "CC" e pensata principalmente per le esigenze del mercato degli Stati Uniti d'America.
Il Cruscotto della 124 Sport Spider: Design e Specificità
Il cruscotto della Fiat 124 Sport Spider, prodotta da Pininfarina, presentava un design distintivo che combinava eleganza sportiva e funzionalità. Essendo una cabriolet, la configurazione del cruscotto doveva tenere conto dell'esposizione agli elementi e della necessità di un'estetica raffinata.
Nel 1969, la 124 Spider era considerata una vettura estremamente vantaggiosa, offrendo un motore bialbero, freni a disco sulle quattro ruote, tergicristallo a intermittenza, controllo delle luci sul piantone dello sterzo, pneumatici radiali e un cambio manuale a cinque rapporti. Tutti questi elementi erano integrati o controllati dal cruscotto e dalla console centrale.

I componenti del cruscotto della Spider includevano spesso:
- Cruscotto morbido: Disponibile, ad esempio, in nero "Soft Touch" per i modelli AS-BS-CS fino al 1978, con un intaglio ad arco per gli strumenti in legno sopra il piantone dello sterzo. Le imperfezioni sulla superficie erano considerate inevitabili all'epoca.
- Console radio: Disponibile in plastica beige o nera, pronta per l'installazione. Spesso mancava il foro per la luce delle mappe, una scelta che permetteva una personalizzazione successiva o evitava rotture durante la rimozione.
- Tubazioni cromate per tasca portamappa: Elementi decorativi e funzionali, spesso lunghi 32 cm, che richiedevano un leggero riscaldamento prima del montaggio per evitare rotture.
- Set di legno: I set di legno a 5 pezzi per gli strumenti erano caratteristici delle versioni più raffinate. Poiché il legno tendeva a deformarsi nel tempo, ogni set richiedeva alcune regolazioni prima dell'installazione per garantire una perfetta aderenza.
La "Sport Spider", prodotta sin dall'inizio dalla Pininfarina, proseguì la sua carriera europea solo fino al '75. Le versioni nordamericane adottavano, per adeguarsi alle leggi statunitensi, massicci paraurti ad assorbimento, gruppi ottici posteriori più ampi e dispositivi antinquinamento applicati al motore. Anche il cruscotto e l'allestimento interno potevano presentare lievi differenze per conformarsi alle normative locali e alle preferenze del mercato americano. Nel 1981 la Spider tornò anche in Europa, commercializzata dalla Pininfarina col nome di Pininfarina Spidereuropa. Nel 1983 venne presentata la Spidereuropa Volumex, che si distingueva dalla normale Spider per il motore sovralimentato tramite un compressore volumetrico, che elevava la potenza a 136 CV, una modifica che poteva influenzare la strumentazione del cruscotto per monitorare le nuove prestazioni.
Il Cuore Pulsante: I Motori Bialbero e la Loro Integrazione
Il motore utilizzato sia nella Spider che nella Coupé era un bialbero in testa, una versione con testata in alluminio di tipo "crossflow" derivata dal propulsore a valvole in testa della 124 berlina. La testata "crossflow" aveva la caratteristica di avere i collettori d'aspirazione da un lato e i collettori di scarico dall'altro, una configurazione ottimale per l'efficienza.
Questa famiglia di motori, progettata dall'ex ingegnere capo della Ferrari, Aurelio Lampredi, fu uno dei propulsori più longevi della storia dell'automobilismo, rimanendo in produzione fino agli anni novanta. Fu anche il primo ad utilizzare le cinghie di distribuzione in gomma rinforzata, un'innovazione tecnologica che sarebbe stata ampiamente adottata in seguito.
I motori subirono diversi aggiornamenti nel corso degli anni:
- 1966: Primo motore per la 124 Sport Spider con cilindrata di 1438 cm³.
- 1969: Aumento della cilindrata a 1608 cm³, con due carburatori doppio corpo.
- 1972: Introduzione di due nuovi motori derivati dalla Fiat 132, sempre a 4 cilindri con due alberi a camme in testa ma alimentati da un solo carburatore a doppio corpo per migliorare l'elasticità ai bassi regimi. Le cilindrate erano di 1592 cm³ (108 CV a 6000 giri/min) e 1756 cm³ (118 CV a 6000 giri/min).
- Anni '80: Un sistema a iniezione sostituì i carburatori sulle versioni nordamericane, e successivamente anche sulla Spidereuropa Volumex, prima che il carburatore tornasse per quest'ultima.
Queste evoluzioni motoristiche si riflettevano sul cruscotto attraverso la strumentazione, che doveva monitorare parametri come giri motore, velocità, temperatura e pressione dell'olio, essenziali per la gestione di motori sempre più performanti.
La STORIA del FIRE, da motore a LEGGENDA | Documentario
Allestimenti Speciali: La Fiat Abarth 124 Rally Stradale
La Fiat Abarth 124 Rally stradale, presentata nel novembre 1972 e costruita in 1.013 esemplari, rappresentò l'apice delle prestazioni per la famiglia 124. Sebbene basata sulla Spider, questa versione subì modifiche estensive per l'uso nelle competizioni, che si riflettevano anche nell'abitacolo e nel cruscotto.
La preparazione prevedeva l'elaborazione del motore (partendo dal bialbero di 1756 cm³ portato a 128 CV), l'alleggerimento della carrozzeria (ottenuto attraverso l'adozione di cofani in materiale plastico nero opaco, lamierati con uno spessore inferiore, alluminio per le portiere, eliminazione dei paraurti e semplificazione dell'allestimento interno). Eliminata la capote, al suo posto era presente un hard-top in resina, amovibile in caso di necessità.
Il vero passo importante fu l'adozione di una sospensione posteriore a ruote indipendenti completamente nuova, la possibilità di reali regolazioni dell'assetto e l'adozione di cerchi in lega con pneumatici maggiorati (che comportava la presenza di codolini passaruota neri). L'elaborazione del motore prevedeva l'adozione di carburatori doppio corpo IDF 44 con venturi da 36 mm (mentre le versioni 1600 e 1800 adottavano i carburatori IDF 40 con venturi da 32 mm) e un nuovo impianto di scarico con collettori tubolari 4-2-1.
Tutte queste modifiche tecniche implicavano un cruscotto e un interno più spartani e funzionali, orientati alla guida sportiva e alla lettura immediata delle informazioni vitali in condizioni di gara. Probabilmente, la strumentazione era più essenziale ma più precisa, con manometri e indicatori dedicati alle prestazioni.
La Fiat 124 in Spagna: La SEAT 124 Coupé
La Fiat 124 Coupé è stata fabbricata anche dalla SEAT, in Spagna, su licenza Fiat in 23.611 esemplari. La SEAT 124 Coupé fu presentata al Salone di Barcellona del 1970 con un motore di 1608 cm³ di cilindrata erogante 110 CV. Anche in Spagna, la vettura ebbe un notevole successo, il che suggerisce che il design e la funzionalità del cruscotto Fiat furono mantenuti, con eventuali piccole modifiche per il mercato locale.
Consigli per gli Acquisti e la Conservazione
Oggi, la ricerca di una Fiat 124 Sport Coupé o Spider in buone condizioni può essere una vera caccia al tesoro. A causa di un trattamento anticorrosione non proprio adeguato all'epoca e di un utilizzo spesso "allo spasimo" da parte dei proprietari, la maggior parte delle 124 Sport Coupé è stata rottamata da tempo. La prima serie è oggi rarissima.
Per un esemplare in condizioni ottime o anche buone, valerebbe la pena di spendere i 12.000-15.000 euro richiesti nei pochi annunci che compaiono online. Questi prezzi possono variare in base alla serie, allo stato di conservazione e alla rarità del modello specifico. Per quanto riguarda il cruscotto e gli interni, è fondamentale verificare l'integrità dei materiali, in particolare il legno e i rivestimenti, che tendevano a deteriorarsi nel tempo. La disponibilità di pezzi di ricambio originali per cruscotti, console e finiture interne è limitata, rendendo preziosi gli esemplari ben conservati o restaurati con cura.
È possibile acquistare telai, borse cambio, tubazioni cromate, console centrale e altri pezzi di ricambio per la Fiat 124 Spider, anche se spesso si tratta di riproduzioni o pezzi usati che richiedono restauro. Pezzi come il cruscotto morbido o le console radio sono ancora reperibili, ma è importante considerare che le superfici potrebbero non essere perfette a causa delle inevitabili imperfezioni dei processi di produzione dell'epoca o dell'usura.
La Fiat 124 Sport, in tutte le sue declinazioni, rimane un'icona di stile e ingegneria, e il suo cruscotto, con la sua combinazione di funzionalità, materiali e design, continua a raccontare la storia di un'epoca d'oro dell'automobilismo italiano.