Citroën CX II 25 GTi Turbo 2: L'apice della tecnologia e delle prestazioni

La Citroën CX II 25 GTi Turbo 2, prodotta tra il 1986 e il 1989, rappresenta un capitolo affascinante nella storia automobilistica, incarnando l'audacia ingegneristica e il lusso tipici del marchio francese. Questo modello, appartenente alla categoria delle hatchback a 5 porte e 5 posti, si distingue per le sue prestazioni elevate e le caratteristiche tecniche all'avanguardia per l'epoca, culminando in una velocità massima di 223 km/h.

Citroën CX II 25 GTi Turbo 2 vista frontale

Genesi di un'ammiraglia: dal progetto L all'erede della DS

L'idea di una vettura di alta gamma che potesse raccogliere l'eredità della leggendaria DS iniziò a prendere forma nei meandri della Citroën già nella prima metà degli anni '60. Un primo schizzo ipotizzato nel 1964 da René Bellu testimoniava questa ambizione. Tuttavia, il progetto di un successore degno della DS, lanciata nel 1955 e ancora tecnicamente avanzata, non fu immediatamente prioritario. Gli sforzi della casa francese furono inizialmente concentrati sulla creazione di un modello intermedio tra la Ami 6 e la gamma ID (versione economica della DS), che avrebbe poi dato vita alla GS.

Questo ritardo nella gestazione della nuova ammiraglia permise, nel frattempo, la realizzazione di un prototipo dalle linee aerodinamiche presso lo stabilimento Pininfarina di Torino. Originariamente concepito per la BMC, il prototipo fu scartato dal colosso britannico ma catturò l'interesse del centro stile Citroën. Questo segnò l'inizio del "progetto L" all'inizio del 1968, mirato alla creazione dell'erede dei modelli ID e DS.

Le ingenti spese sostenute per il progetto GS, unitamente ad altre iniziative audaci come gli studi sul motore Wankel e l'acquisizione della Maserati nel 1968, ridussero significativamente i fondi destinati allo sviluppo della nuova vettura. Pertanto, le specifiche del progetto L imposero di non ricercare soluzioni radicalmente nuove, ma di capitalizzare sul meglio di quanto già sperimentato sulla DS, con la possibilità, per le versioni di punta, di integrare elementi della prestigiosa SM. La necessità di contenere i costi portò alla decisione di adottare motorizzazioni derivate dalla DS, mantenendo al contempo soluzioni irrinunciabili come le sospensioni idropneumatiche, un tratto distintivo per un modello di alta gamma destinato a sostituire un'icona che le aveva introdotte.

Design e Aerodinamica: L'influenza di Robert Opron

La mancanza di innovazioni tecniche radicali spinse i responsabili del progetto a concentrarsi maggiormente sulla modernità delle linee della carrozzeria. Il prototipo BMC realizzato da Pininfarina divenne il punto di riferimento per il design, affidato all'équipe guidata da Robert Opron, succeduto nel 1964 a Flaminio Bertoni. Michel Harmand, uno dei collaboratori di Opron, fu incaricato del design degli interni, in particolare della plancia e del cruscotto, dando vita al celebre cruscotto a "lunula". Questo fu arricchito da una strumentazione innovativa, non più a quadranti ma a scala rotante (o "a tamburo rotante"), che divenne una caratteristica distintiva delle Citroën di fascia alta degli anni '70. Sebbene il contagiri presentasse una certa inerzia nei cambi rapidi di regime, la soluzione era esteticamente affascinante.

Opron affinò progressivamente la carrozzeria, semplificando il design grazie alla rinuncia ai fari direzionali presenti sulla DS. Il risultato fu una carrozzeria originale, ma con una chiara affinità stilistica con la GS, pur apparendo più raffinata ed elegante.

La CX prese il suo nome dall'intenso lavoro di ottimizzazione aerodinamica, con un coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx) pari a 0.375, un valore notevole per la metà degli anni '70. La carrozzeria era fusiforme, a due volumi molto allungati, ispirata sia al prototipo BMC che alla coupé SM. Il frontale affilato presentava due grandi fari trapezoidali orizzontali ai lati di una stretta calandra cromata con il logo Citroën al centro. I fari non erano direzionali per scelta della dirigenza. Sotto i fari, un paraurti in lamiera integrava indicatori di direzione e luci di posizione. La fiancata era elegante, caratterizzata da tre ampie luci laterali e passaruota posteriori carenati. La linea del tetto scendeva dolcemente verso il posteriore, accentuando l'aerodinamicità. La coda ospitava gruppi ottici trapezoidali verticali, uniti da una fascia in alluminio con la denominazione del modello e del costruttore.

Gli interni, curati da altri designer estrosi, offrivano soluzioni innovative come il volante monorazza e il doppio dispositivo PRN. Quest'ultimo consisteva in due blocchi di comandi secondari (luci, tergicristalli, indicatori di direzione) posizionati dietro la corona del volante, uno per ogni mano, permettendo al conducente di non staccare le mani dal volante per attivare le funzioni. Questa soluzione può essere considerata un precursore degli attuali volanti multifunzione. L'abitabilità era eccezionale, grazie alla disposizione ottimizzata degli organi meccanici e del gruppo motopropulsore.

Architettura e Meccanica: Sicurezza e Comfort Idropneumatico

La CX adottava una struttura mista monoscocca-telaio, con una carrozzeria autoportante unita a un telaio a piattaforma rinforzata. Questa soluzione, ideata dall'ingegnere André Barthélémy, mirava a massimizzare la sicurezza passiva. Il telaio garantiva una notevole rigidità, mentre la carrozzeria monoscocca offriva eccellente sicurezza grazie alle zone deformabili ad assorbimento d'urto. L'unione tra telaio e carrozzeria avveniva tramite sedici giunti elastici.

Le sospensioni idropneumatiche, derivate dalla DS, con bracci oscillanti, barre antirollio e regolazione automatica dell'assetto, garantivano un comfort di marcia eccezionale e una tenuta di strada superiore. L'impianto frenante era a quattro dischi, con quelli anteriori autoventilanti.

Schema delle sospensioni idropneumatiche Citroën

Il Cuore della CX II 25 GTi Turbo 2: Potenza e Prestazioni

La Citroën CX II 25 GTi Turbo 2 (168 CV) è equipaggiata con un motore a combustione interna da 2.5 litri (2500 cm³), un quattro cilindri in linea sovralimentato da un turbocompressore. Questo propulsore eroga una potenza massima di 168 CV e una coppia di 294 Nm (216.84 lb.-ft.), valori che le conferiscono prestazioni notevoli. L'architettura di avviamento è a trazione anteriore, con il motore a combustione interna che aziona le ruote anteriori del veicolo.

Vista esplosa del motore turbocompresso Citroën

Le prestazioni della CX II 25 GTi Turbo 2 sono di prim'ordine per l'epoca:

  • Velocità massima: 223 km/h (138.57 mph)
  • Accelerazione 0-100 km/h: 7.8 secondi
  • Accelerazione 0-60 mph: 7.4 secondi

Questi dati sottolineano la vocazione sportiva di questa versione, che combina il lusso e il comfort tipici della CX con un'erogazione di potenza decisamente sportiva grazie al turbocompressore.

Dimensioni e Capacità: Comfort e Praticità

La Citroën CX II 25 GTi Turbo 2 presenta dimensioni generose che contribuiscono al suo comfort e alla sua stabilità:

  • Lunghezza: 4650 mm (183.07 in)
  • Larghezza: 1770 mm (69.69 in)
  • Peso: 1385 kg (3053.4 lbs)
  • Massa massima ammissibile: 1885 kg (4155.71 lbs)
  • Spazio bagagliaio: 485 - 507 litri (17.13 - 17.9 cu. ft.)

Queste dimensioni, unite a un'architettura interna studiata per massimizzare lo spazio, rendono la CX II 25 GTi Turbo 2 una vettura adatta sia ai lunghi viaggi che all'uso quotidiano, offrendo un'eccellente abitabilità per cinque passeggeri.

Evoluzione della Gamma CX: Dalla CX 2000 alla GTi Turbo 2

La carriera della CX iniziò nel giugno 1974 con l'uscita dei primi esemplari e la presentazione alla stampa. Al debutto, la gamma era composta dalla CX 2000, disponibile in versione normale ed Economique. All'inizio del 1975, la gamma si ampliò con la CX 2200 (motore da 2175 cm³ e 112 CV). Nello stesso anno, la CX fu insignita del titolo di Auto dell'anno e ricevette il Prix de la sécurité e l'Award Style Auto.

Dopo l'uscita di produzione dell'ultima DS nell'aprile 1975, la gamma CX fu estesa con l'introduzione delle versioni Confort, Super e Pallas (la più ricca). Nacquero anche la CX 2200 Diesel (66 CV), la prima Citroën a gasolio, e divenne disponibile un cambio semiautomatico a 3 rapporti per la CX 2200 a benzina.

Nel gennaio 1976 apparve la CX 2400 Prestige, versione di lusso con scocca a passo allungato e motore da 2347 cm³ (115 CV). Il 1977 vide l'introduzione della CX 2400 GTi, versione di punta con iniezione elettronica, 128 CV e velocità massima di 190 km/h, equipaggiata di serie con un cambio manuale a 5 marce. Nel 1978, aggiornamenti estetici e l'arrivo della CX 2500 Diesel (75 CV).

La fine degli anni '70 vide una crescente popolarità delle versioni diesel, che arrivarono a detenere quasi la metà delle vendite. Nel 1979, aggiornamenti all'abitacolo e l'introduzione del motore Douvrin da 2 litri per sostituire il vecchio propulsore.

Il 1980 portò la versione Reflex e un calo delle vendite dovuto alla seconda crisi petrolifera e alla crescente concorrenza. Nel 1981, la GTi beneficiò di ritocchi estetici.

La vera svolta prestazionale arrivò con le versioni turbo. La CX 25 GTi Turbo, lanciata nel 1984, montava un motore da 2.5 litri con turbocompressore che erogava 168 CV. Questa versione fu poi affiancata, e in alcuni mercati sostituita, dalla CX 25 GTi Turbo 2, che rappresentava l'apice delle prestazioni della gamma CX, con una velocità massima che sfiorava i 223 km/h e un'accelerazione fulminea.

Citroën CX | Iconic Retro French Car Spotted on the Street – Design & Characteristics

Consumi e Efficienza

Nonostante le prestazioni elevate, la CX II 25 GTi Turbo 2 manteneva un consumo di carburante relativamente contenuto per la sua categoria e potenza:

  • Consumo di carburante (combinato): 10.4 l/100 km
  • Consumo in miglia per gallone USA: 22.6 US mpg
  • Consumo in miglia per gallone UK: 27.2 UK mpg
  • Consumo in chilometri per litro: 9.6 km/l

Questi dati, pur non paragonabili ai moderni standard di efficienza, erano competitivi per una vettura di lusso ad alte prestazioni degli anni '80, specialmente considerando la tecnologia turbocompressa impiegata.

La Citroën CX II 25 GTi Turbo 2 rimane un esempio emblematico di come la casa francese abbia saputo unire innovazione tecnologica, design audace e prestazioni entusiasmanti, creando un'auto che ancora oggi suscita ammirazione tra gli appassionati.

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