Il mondo della moda è una forma di creatività umana in costante mutamento e stratificata. Nella sua forma più ovvia, l'abbigliamento, si presenta in tutte le vesti, dal prêt-à-porter all'haute couture. La moda si insinua anche in molti altri settori, incluso il design automobilistico, e proprio come esistono livelli di esclusività per l'abbigliamento, le tendenze nello stile influenzano tutto, dai veicoli quotidiani alle più esclusive auto di lusso e supercar. Al vertice di questa gerarchia esiste il prodotto veramente su misura.
Proprio come gli abiti più stravaganti vengono spesso creati per le modelle sulle passerelle di Milano e Parigi, i veicoli più stravaganti sono stati spesso prodotti per l'equivalente automobilistico: saloni dell'auto stellari o concorsi di eleganza di altissimo prestigio. La Delage D8 Aero Coupe è stata concepita proprio per quest'ultimo scenario, creata con la visione di raggiungere il primo posto tra le macchine più incredibili del mondo.

Le origini del mito Delage e la sfida della sopravvivenza
Il marchio Delage godeva di una reputazione impressionante nelle prime fasi della sua storia, essendo diventato ben noto per l'artigianato, l'ingegneria di precisione e l'abilità nelle corse. Pierre Louis Delâge, nato nel 1874 a Cognac, proveniva da umili origini, aveva perso un occhio da bambino, ma riuscì comunque a laurearsi come ingegnere. Lavorò alla Peugeot, per poi fondare la propria azienda nel 1905. Poteva già presentare la sua prima automobile nell'agosto dello stesso anno.
Tuttavia, questa ricerca dell'eccellenza significava che i modelli Delage erano costosi e, nel bel mezzo della Grande Depressione, l'azienda faticò a mantenere i volumi. Un prestito sostanzioso contratto dal fondatore Louis Delage non fu sufficiente a risollevare l'attività e, nel 1935, la società entrò in liquidazione. Fortunatamente, il marchio sarebbe risorto sotto forma di "Société Nouvelle des Automobiles Delage", condividendo le piattaforme con Delahaye. Sotto l'egida della Delahaye, la Delage continuò a produrre vetture, sempre con meccanica Delage, ma su nuovi telai provenienti dalla Delahaye: fu così che nel 1936 vide la luce la D8-100, prima D8 nata sotto la nuova gestione.
L'evoluzione tecnica: dal motore 8 cilindri all'Aero Coupe
La D8 fu lanciata nel 1929, a pochissima distanza dal crollo della Borsa di Wall Street. Nonostante ciò, la D8 seppe farsi valere dal punto di vista commerciale, tanto da rubare clienti alla Bugatti, una delle sue più accanite rivali. Le prime D8 montavano per la prima volta nella storia della Casa francese un motore a 8 cilindri in linea da 4061 cm³, con distribuzione ad asse a camme centrali e a valvole in testa. Si trattava di fatto del primo motore a 8 cilindri per la Casa francese.
Nel 1936 due nuovi modelli venivano prodotti con motori a otto cilindri, denominati D8-100 e D8-120, ed è proprio quest'ultimo a costituire la base per un nuovo prototipo "Conduite Interieur Sport" destinato ai concorsi di eleganza. Questo nuovo prototipo presentava un telaio ribassato, un motore maggiorato e una carrozzeria artigianale di rara bellezza. Il motore era un otto cilindri in linea da 4.3 litri, che era stato alesato di 84 mm per ottenere una capacità di 4.75 litri, capace di erogare fino a 120 CV a 4.200 giri/min alle ruote posteriori tramite una trasmissione a quattro velocità.

Il telaio stesso era forato per ridurne il peso e presentava un passo di 132 pollici. La larghezza era stata ridotta con carreggiate di 52,75 pollici all'anteriore e 57 pollici al posteriore; la sospensione ribassata consisteva in una configurazione a ruote indipendenti all'anteriore e assale rigido al posteriore, mentre la potenza frenante era garantita da freni a tamburo da 15 pollici su tutte le ruote.
L'arte dei carrozzieri: Carrosserie Pourtout e il design di Georges Paulin
I telai Delage avevano sempre attratto i migliori carrozzieri europei, ma il signor Delage aveva in mente una ditta specifica per questo progetto importante: la Carrosserie Pourtout. A seguito di una proposta di disegno tecnico in scala reale, il telaio e il motore furono consegnati a Pourtout nel luglio 1937.
L'auto completata che Pourtout restituì al signor Delage era una macchina di innegabile bellezza. Il telaio speciale ora vestiva una carrozzeria in alluminio formata a mano con parafanghi in acciaio, ed era uno studio di pura eleganza, sognato dal rinomato designer Georges Paulin. Nella parte anteriore si trovava un lungo cofano con file su file di feritoie per aiutare a raffreddare il potente motore a otto cilindri, sormontato da un radiatore distintivo inclinato all'indietro. Ai lati si trovavano i fari che si annidavano tra i drammatici parafanghi anteriori a forma di goccia.
Questi splendidi parafanghi sporgenti venivano ripresi nella parte posteriore dell'auto e non solo aggiungevano proprietà aerodinamiche alla D8-120 S Aero Coupe, ma permettevano anche al corpo principale di rimanere relativamente snello pur beneficiando di una carreggiata più ampia. L'abitacolo era basso e presentava un parabrezza diviso e montanti sottili, completati da porte con cerniere posteriori, finestrini laterali stretti e un lunotto posteriore semicircolare diviso.
Il Concorso di eleganza automobilistica.
Il Coach Aérosport: un'estetica rivoluzionaria
Innegabilmente uno dei design più belli sulla D8-120 fu il Coach Aérosport, creato dal brillante scion Marcel Letourneur e realizzato dall'officina di famiglia Letourneur et Marchand. Fu creato specificamente per il debutto della D8-120 al Salone di Parigi del 1936. Incorporando le prime ricerche aerodinamiche di Jean Andreau, il Coach Aérosport era un'evoluzione di un design precedente noto come Coach JeLM.
A differenza del JeLM, presentava una linea del tetto fastback distintiva ed estremamente bella, che scendeva dolcemente attraverso l'auto e formava una piccola cresta dorsale lungo la coda. Questo, combinato con vetri senza telaio e senza montanti che si curvavano e scendevano con la linea di cintura audacemente modellata, produceva un aspetto arioso ed estremamente drammatico. Il design si sarebbe rivelato di grande impatto, influenzando i successivi design "senza montanti" in Europa e le famose "hardtop convertibles" della General Motors dei primi anni '50.
Interni e vita a bordo
All'interno, l'abitacolo era semplice ma lussuoso, con ricchi rivestimenti in pelle blu plissettata e quattro sedili individuali simili a poltrone. Davanti al guidatore c'era un grande volante a quattro razze e il cruscotto presentava due indicatori principali di grandi dimensioni e una serie di cinque indicatori più piccoli leggermente incassati. L'ambiente rifletteva l'idea dell'epoca di trasformare l'automobile in un salotto viaggiante, dove la precisione meccanica incontrava il comfort sartoriale.
Un viaggio attraverso il tempo: restauro e prestigio
Una volta completata, la D8-120 S Aero Coupe fu esposta per la prima volta al 31° Salone di Parigi nel 1937, dove ricevette una stampa molto favorevole. L'auto partecipò a concorsi di eleganza nel 1938 prima di essere venduta a un collezionista privato. Nel 1953, la parte anteriore e il lunotto posteriore furono ridisegnati dal carrozziere Saoutchik e, poco dopo, l'auto fu esportata negli Stati Uniti.
Cambiò proprietario più volte nei quattro decenni successivi prima di essere acquistata all'inizio del 2000 dall'industrial designer e inventore Sam Mann, che commissionò un restauro completo per riportare la D8-120 S Aero Coupe alle sue specifiche originali degli anni '30. Fresca di restauro, fu il momento per la D8-120 S Aero Coupe di onorare un prato da concorso meticolosamente curato; in particolare al raduno di Pebble Beach del 2005. L'auto fu esposta come parte della classe Delage 100 Year Anniversary, dove ottenne il premio "Best in Class" e successivamente conquistò il più prestigioso di tutti i riconoscimenti, venendo celebrata come "Best in Show".

Eredità di un'epoca irripetibile
La storia della D8-120, come quella della D8-100, si concluse nel 1940. Con la guerra che incalzava, la produzione di queste magnifiche auto di lusso fu interrotta. La D8 120, inizialmente, condivideva il telaio e la meccanica con le sorelle D8 100 a passo corto. Ma, dal 1938, ricevette un cuore tutto nuovo. Un motore da 4.7 litri, lo stesso che l'anno dopo sarebbe finito anche sulle D8 100 contemporanee.
Questa vettura non è solo un mezzo di trasporto, ma una testimonianza di un'era in cui l'industria automobilistica era un laboratorio di scultura dinamica. Nomi come Saoutchik, Figoni et Falaschi e Chapron risuonano ancora oggi nel mondo del design perché hanno saputo trasformare un telaio Delage in qualcosa di unico, sinuoso e senza tempo. Ogni esemplare sopravvissuto, come il numero di telaio 36009 o il celebre Coach Aérosport, rappresenta non solo un pezzo di storia meccanica, ma un documento culturale che ha attraversato decenni di collezionismo, restauro e ammirazione globale. La Delage D8 rimane, ancora oggi, un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere il connubio perfetto tra la potenza di un otto cilindri e la grazia di una linea disegnata dal vento.