Le relazioni, attorno alle quali gira il mondo, sono un mix complesso di emozioni, aspettative e sentimenti. Quando una relazione non funziona, lasciarla potrebbe sembrare la cosa più logica da fare. Tuttavia, la decisione di interrompere un legame significativo è raramente semplice e spesso è influenzata da una miriade di fattori psicologici, sociali ed emotivi che rendono il percorso tortuoso. Comprendere le ragioni che ci trattengono è il primo passo per prendere decisioni consapevoli e mirate al nostro benessere. Mettere il tuo benessere al primo posto, anche se ti sembra egoistico o ti fa sentire in colpa, è il primo passo per avere una relazione sana con sé stessi e, di conseguenza, con gli altri.

La Paura della Solitudine e dell'Ignoto
Una delle paure più profonde che spinge le persone a rimanere in relazioni insoddisfacenti è la solitudine. La solitudine è una di quelle paure che ti fa preferire il diavolo che conosci a un santo sconosciuto. Immaginati single in un mondo che sembra fatto solo per coppie: cene da soli, vacanze da soli, guardare Netflix da soli. La società ti urla che essere single è l’anticamera del fallimento personale. Ed ecco che preferisci rimanere in una relazione disfunzionale piuttosto che affrontare la terribile prospettiva di guardare il tuo riflesso nella zuppa. Questo succede quando pensi di non avere alternative e più lo pensi, più il tuo inconscio attirerà situazioni simili per avere ragione.
La Zona di Comfort (o Scomodità)
Anche se la tua relazione non è la migliore delle storie d’amore, è pur sempre la tua storia d’amore. La comfort zone, che a me piace chiamare scomfort zone, per quanto scomoda, è rassicurante. Lasciare quella zona significa entrare in un mondo sconosciuto e inquietante dove potresti incontrare malintenzionati o peggio ancora… il tuo vero io. La paura dell’ignoto, del dover ricostruire da zero, di non sapere cosa ci aspetta, può paralizzare, rendendo la familiarità di una situazione negativa preferibile all’incertezza di un nuovo inizio.
La Trappola della Speranza e delle Promesse Non Mantenute
“Sono sicura che cambierà”, ti dici mentre ti senti delusa dall’ultima promessa non mantenuta. Viviamo di speranza, alimentata da quei pochi momenti di felicità che ci fanno dimenticare le notti insonni e i litigi infiniti. La speranza diventa una trappola dorata, una scusa per non affrontare la realtà. Questa dinamica è particolarmente insidiosa perché ci lega a un futuro ipotetico, distogliendo l’attenzione dal presente problematico. I ricordi dei bei momenti, dei momenti di complicità e affetto, possono confondere, creando una falsa speranza che impedisce di vedere lucidamente la situazione attuale. Non puoi vivere di soli ricordi; è necessario fare un bilancio obiettivo della relazione e valutare se i momenti positivi compensano davvero i problemi persistenti.

Pressioni Sociali ed Esterni Condizionamenti
La società, con i suoi ideali di coppia, esercita una pressione considerevole. Hai genitori che ti chiedono quando vi sposate o hanno perso le speranze? Sei, ancora, il +1 ai matrimoni e guardi spesso post su Instagram di coppie perfette che ti fanno sentire un’aliena? La società vuole che tu sia felice in coppia, e tu obbedisci per non deludere nessuno, tranne te stessa. Mantenere l’immagine di una coppia felice è più importante del tuo benessere personale? Io non credo, e spero che non lo creda anche tu. Viviamo in una società che ci vuol far credere che il nostro valore dipende dall’essere, non solo individui, ma anche coppia. Il giudizio degli altri spesso ci condiziona, insieme all’idea che interrompere una relazione venga visto come un fallimento personale.
L'Influenza del "Cosa Dirà la Gente"
La percezione esterna e la paura del giudizio possono essere potenti deterrenti al cambiamento. Molti temono di deludere familiari, amici o colleghi, o di affrontare lo stigma sociale associato alla separazione, specialmente in culture dove la stabilità di coppia è altamente valorizzata. Questa pressione può portare a mantenere una facciata di felicità, anche quando interiormente si sta soffrendo, per evitare il confronto e la disapprovazione altrui.
REGOLE PER INNAMORARSI con cautela - l'impatto dei social sulle relazioni
Bassa Autostima e Dipendenza Emotiva
La dipendenza emotiva è una delle catene più difficili da spezzare. Non senti di meritare qualcosa di meglio, sei convinta che non troverai mai più un altro partner. La dipendenza emotiva è strettamente collegata con il tuo livello di autostima. Anche se l’idea di essere emotivamente indipendente ti sembra una missione impossibile, ricordati che sei molto più forte di quanto pensi. Riconosci il tuo valore e inizia a declinarlo quotidianamente nei modi che ti fanno sentire meglio. Ti sei convinta di non meritare di meglio e ti rassegni a sopportare situazioni negative. Ma credimi, lavorare sulla tua autostima è fondamentale. Impara a riconoscere il tuo valore e smetti di accontentarti.
Il Circolo Vizioso dell'Insicurezza
Una bassa autostima mina la capacità di riconoscere il proprio valore e, di conseguenza, di pretendere una relazione sana. La paura di non essere amati o di rimanere soli porta a tollerare comportamenti inaccettabili e a sentirsi in debito verso il partner, anche quando è lui/lei a causare sofferenza. L’insicurezza può manifestarsi anche come gelosia patologica, controllo ossessivo o costante bisogno di rassicurazioni, atteggiamenti che soffocano la relazione e allontanano l’altro.
Responsabilità Condivise e Impegni Complessi
Figli, mutui, cani e gatti: le responsabilità condivise rendono il lasciare una relazione una scelta complicata. Rimanete insieme “per il bene dei bambini”, ma siete sicuri che sia davvero la cosa migliore? I bambini capiscono molto più di quanto crediamo e a volte una separazione può portare a una situazione più sana per tutti. Valuta bene, e ricorda che la tua felicità conta. La decisione di separarsi può comportare sfide logistiche ed economiche significative, come la gestione dei figli, la divisione dei beni, la ricerca di nuove sistemazioni abitative e la riorganizzazione delle finanze. Questi fattori pratici, uniti al desiderio di preservare una struttura familiare per i figli, possono rendere la rottura una prospettiva scoraggiante e difficilmente affrontabile.
Il Benessere dei Figli: Una Motivazione Complessa
La motivazione di rimanere insieme "per il bene dei figli" è una delle più potenti, ma anche una delle più ambigue. Sebbene l'intento sia nobile, vivere in un ambiente familiare costantemente carico di tensione, conflitti o indifferenza può avere un impatto negativo sui bambini, per molti versi paragonabile o peggiore di una separazione gestita in modo costruttivo. I bambini sono spesso più percettivi di quanto gli adulti credano e assorbono le dinamiche relazionali degli adulti, imparando modelli di comportamento che influenzeranno la loro vita futura. A volte, una separazione pacifica e una nuova configurazione familiare, in cui ciascun genitore può offrire un ambiente più sereno e stabile, rappresentano la soluzione più salutare per tutti i membri della famiglia.
Segnali di Allarme di una Relazione Disfunzionale
Andrew Schwartz, parlando di relazioni, suggerisce che a volte la vocina che sentiamo non è il Grillo Parlante né Siri, ma il nostro istinto che ci lancia un segnale d’allarme. Lui non è la persona giusta per te. Eppure… Non riesci a lasciarlo. Inizi a pensare di essere vittima di un incantesimo, invece forse sei una vittima e basta. Come scoprirlo? Prova con questa check list: trovi tre motivi per cui non vale la pena investire il tuo tempo con questa persona, che non merita il tuo amore o non lo ricambia o non ha un futuro al tuo fianco.
La Violenza in Tutte le Sue Forme
È violento: Non ha mai alzato un dito contro di te, ma quando litigate urla fino a farti scoppiare i timpani. Non urla, ma ti tratta come se non contassi nulla o ti insulta. È più facile liquidare questi episodi come momenti sporadici sopra le righe, che dargli nome: si tratta di violenza psicologica e lascia ferite profonde, spesso invisibili. La violenza ha tante sfumature, così tante che potrebbe essere difficile riuscire a “diagnosticare” un partner violento. Per esempio se lui in alcune circostanze ti fa intenzionalmente del male, ma lo giustifichi in vari modi perché non vuoi perderlo, dando la colpa a te: “l’ho fatto arrabbiare”, “è colpa mia”. Quando litigate, o anche senza motivo, lui alza la voce e le mani su di te e tu non trovi il coraggio di parlarne con anima viva, perché un po’ te ne vergogni o pensi che gli altri non capirebbero le dinamiche della vostra relazione. Accetti questa situazione, la subisci per paura che la vostra relazione finisca, ma senti che qualcosa non va. La violenza fisica o psicologica è sempre un sopruso e tu sei la vittima. Parlarne con una persona di cui ti fidi è il primo passo per mettere nella giusta prospettiva quello che succede. Scegli una persona di aperte vedute, che stimi e che non ti giudichi. Valuta la possibilità di rivolgerti a un professionista: il consultorio famigliare della tua città ti offre questo servizio gratuitamente, oppure se stai ancora studiando puoi parlarne allo sportello psicologico della tua scuola. Entrambe le opzioni ti garantiscono l’anonimato e il supporto di cui hai bisogno.

Ti fa sentire in trappola: “Siamo angeli con un'ala soltanto, e possiamo volare solo restando abbracciati.” dice una delle citazioni più romantiche della cinematografia. Per volare non ti serve un compagno e se lui, anziché farti da paio d'ali di riserva, ti fa da zavorra o vola nella direzione opposta, c'è la seria possibilità che ti tenga ancorata a terra o ti trascini verso obiettivi di vita lontani anni luce da quelli che ti sei prefissata tu. Guardare insieme lo stesso orizzonte spesso può voler dire trovare dei compromessi, o scegliere insieme un percorso a zig zag per arrivare nello stesso posto come coppia. Ma se come individui avete mete agli antipodi, arrivarci stando insieme è utopia pura. Fuor di metafora, se avete una visione del mondo, del futuro e della vostra vita radicalmente diversa, questa incompatibilità di obiettivi a lungo termine potrebbe dividervi. Puoi aspettare che succeda, godendoti una relazione che per adesso funziona e lasciarvi il tempo di maturare (anche individualmente) all'interno della relazione. O puoi prendere subito in mano la situazione. Analizza i suoi comportamenti: Se lui è patologicamente geloso, tarpa qualsiasi tua iniziativa personale, cerca di tenerti in disparte, ti allontana dalle tue amicizie e dalla tua famiglia, vede in chiunque altro un potenziale rivale e non riesce a gioire per i tuoi successi personali, non sembra particolarmente interessato alla tua vita, se ti fa sentire inutile o incapace senza di lui… Alcuni di questi atteggiamenti si configurano come violenza psicologica da gaslighting, cioè il suo tentativo di manipolarti e alterare la tua percezione della realtà. Pensa seriamente se vale la pena di sacrificare così tanto di te stessa e della tua vita per stare con lui.

Non vi amate più: Semplice no? No. Sai quante storie si trascinano per abitudine, pigrizia, paura di ferire l'altro o di soffrire troppo, per non dispiacere i genitori o non dover rinunciare ad amicizie comuni, per non sentirsi soli. Rompere una relazione ha ripercussioni importanti su molti aspetti della tua vita, anche pratici oltre che sentimentali. Decidere di lasciarsi può significare dover cambiare casa se convivete, o doverti accollare l'intero affitto che finora avete diviso. Restare insieme, però, può avere un costo a lungo termine molto alto e andare a detrimento della cosa più importante che hai: la tua felicità. Ragiona come un evoluzionista: Nella scala degli eventi più stressanti della vita rompere una relazione importante, anche se psicologicamente è un evento pesante e doloroso, ti causa meno stress che scoprire di avere le corna. Certo, si può perdonare l'infedeltà e andare avanti, ma quando viene meno l'amore la relazione non può più evolvere. O può farlo senza un pezzo molto importante: l'amor proprio, quello che devi a te stessa.
I Quattro Cavalieri dell'Apocalisse nelle Relazioni
Lo psicologo John Gottman, docente presso l’Università di Washington, ha identificato quattro stili di comunicazione negativi che lui chiama “i quattro cavalieri dell’Apocalisse” che, come ben si intuisce dal nome, portano all’Apocalisse cioè alla fine della relazione. Convincersi che è giusto che le cose rimangano così e che tutto sta andando bene non è affatto la cosa giusta da fare. Capire quando una relazione non va e deve quindi finire non è facile perché siamo troppo coinvolti in prima persona ma ci sono dei campanelli d’allarme che dovremmo provare ad ascoltare.
1. La Critica
Quando ci si lamenta o si critica il comportamento del proprio partner, tutto sommato, è ancora possibile salvarsi; invece quando si critica il carattere, beh allora siamo di fronte ad un grosso grosso problema. Ad esempio, se dici al tuo partner: “vorrei davvero che mi aiutassi a pulire casa, c’è molto lavoro da fare e io sto facendo tutto da sola”, stai esprimendo un reclamo legittimo. Ma se invece dici: “sei solo un idiota egoista, non pensi mai a come mi sento o a tutto il lavoro che faccio per te”, allora stai criticando la persona, non il suo comportamento. Se questo tipo di critiche sono la normalità nella tua relazione beh allora “Houston abbiamo un problema”. Ogni tanto è infatti normale litigare e dire cose che non si pensano, ma se questo diventa l’unico modo per sollevare i problemi, allora la situazione è davvero andata troppo oltre. Infatti quando le critiche sono costanti, c’è il rischio che diventino qualcosa di distruttivo. Una buona comunicazione è alla base di ogni relazione sana e felice: cerchiamo sempre di parlare con rispetto e amore al nostro partner e ricordiamoci che una critica costruttiva può portare ad una crescita positiva nella relazione, mentre le critiche distruttive portano solo alla morte della relazione.
2. Il Disprezzo
Significa non rispettare l’altro, farlo sentire inutile, trattarlo con sarcasmo, prenderlo in giro o deriderlo; insomma trattarlo parecchio male. Quando il disprezzo entra in una relazione allora la relazione è giunta al capolinea perché significa che la coppia ha perso il rispetto reciproco perché non c’è più amore ma solo animosità e risentimento. Se lo stai subendo, è il momento di fermarti e riflettere sul tuo rapporto, se invece lo stai dando, chiediti perché stai ancora con il tuo partner. Senza rispetto reciproco è difficile mantenere una relazione sana, se vuoi che la tua relazione abbia successo, devi rispettare il tuo partner e trattarlo con gentilezza e affetto.
3. L’Ostruzionismo (o Chiusura Emotiva)
Questo approccio freddo e distante è spesso una reazione al disprezzo, e quando si manifesta, la comunicazione diventa difficile se non impossibile. Il partner che ostruisce può evitare il contatto visivo, ritirarsi emotivamente, oppure smettere completamente di rispondere. Quando si arriva a questo punto, significa che la relazione è in grave pericolo. Se ti ritrovi in una situazione in cui preferiresti fare qualsiasi cosa piuttosto che avere una conversazione con il tuo lui o la tua lei, potrebbe essere giunto il momento di considerare se la tua relazione abbia ancora ragione di esistere.
4. La Difesa
Spesso scatta quando si percepisce una critica, reale o anche solo immaginata ed in questi casi si cerca di proteggersi con una contro-lamentela. Colpevolizziamo il nostro partner per quanto ci viene chiesto di fare, anziché assumerci la responsabilità per il nostro comportamento.
La Paura di Ricominciare (FOSO)
Molti hanno la tendenza a rimanere invischiati in una relazione anche quando sarebbe meglio metterci una pietra sopra. Sapete perché? Beh, esistono un sacco di ragioni perché ogni relazione è diversa dall’altra, ad esempio alcuni hanno paura di restare da soli mentre altri pensano di aver investito tanto tempo e sforzo nella relazione e non vogliono buttare tutto al vento. Stabilirsi in una coppia richiama una quantità infinita di abitudini e di schemi che rientrano nella famigerata, e forse sopravvalutata, comfort zone, per cui prendere la decisione di lasciare e ricominciare da zero, è sempre la scelta meno in voga. Perché è molto più facile essere infelici in due che felici da soli. Questo accade soprattutto nelle coppie più longeve. La distorsione data dal tempo porta molto spesso a pronunciare la parola «ormai»: «ormai stiamo insieme da una vita», «ormai abbiamo comprato casa», «ormai conosciamo tutto dell’altro e l’altro conosce e accetta tutto di me». Quell’ormai è un inganno che perpetua la frustrazione e non risolverà nulla all’interno del legame. Anzi, legittimerà il partner a fare sempre meno e la coppia a sfaldarsi sempre più. Accettare il dolore in amore pur di far sopravvivere il fidanzamento o il matrimonio non ci porterà medaglie al valore. La sofferenza è solo indice che qualcosa non sta funzionando. Se dopo molti tentativi, giusti e costruttivi, le cose non tornano al loro posto bisogna chiudere, senza viverlo come un fallimento. Soddisfare l’istinto di conservazione per paura di ammettere che quella che un tempo ci sembrava la persona giusta in realtà non lo è, ci sottrae alla vita, la nostra. Si chiama FOSO, la Fear Of Starting Over, la paura di ricominciare. Ci incastra in un rapporto finito e ci incatena all’infelicità e alle nuove opportunità.
L'Attaccamento Passato e la Paura dell'Autonomia
«Accade perché abbiamo letteralmente paura dell’autonomia, temiamo di affermarci come persone complete, di emanciparci!» spiega Ana Maria Sepe, psicoterapeuta. «Il motivo? Non vogliamo voltare le spalle a quel legame che -almeno per un po’- ci ha fatto sentire protetti e amati. Chi porta avanti una relazione che lo rende infelice, spesso prova a spiegarsi questo comportamento con frasi che suonano più o meno così: «se non riesco a lasciarlo è perché lo amo…». In realtà, quella persona, rimanendo in una relazione che la fa soffrire, non sta manifestando il suo amore, sta “solo” tentando di proteggere il legame. E a dirla tutta, non lo fa per ciò che quel legame rappresenta per lui o per lei nel presente, ma per ciò che quel legame ha rappresentato per lui o per lei nel passato». Quando veniamo al mondo siamo completamente indifesi e per sopravvivere non abbiamo altro che il legame genitoriale. Un legame di attaccamento che ci tiene al sicuro, che ci fa sentire protetti, curati. È lì che sperimentiamo la prima forma di amore e accudimento. Poi, quando durante la nostra infanzia, la naturale separazione con la figura di attaccamento non si verifica in modo armonico - a causa di un genitore invischiante, abbandonico, iper-protettivo, apprensivo, ansioso, controllante -, il bambino apprende implicitamente che ogni distacco è tragico, doloroso e assolutamente da evitare. Pertanto, la stessa autonomia ed emancipazione emotiva, se mettono a repentaglio il legame, vanno evitate! E come si può intuire, questo attiva un circolo vizioso perché se da un lato l’autonomia è fortemente desiderata e rappresenta l’unica possibilità per essere felici (e soli), dall’altro, la stessa è estremamente temuta.
REGOLE PER INNAMORARSI con cautela - l'impatto dei social sulle relazioni
Questioni Fondamentali di una Relazione
Affrontare la decisione di lasciare una relazione richiede introspezione, coraggio e supporto. Fare i conti con la Realtà: Ammettere che la relazione non funziona è il primo passo. Guardati allo specchio e sii onesta con te stessa. Rafforzare la propria Autostima: Investi nel tuo benessere emotivo. Confronto e nuovi stimoli: Parla con amici fidati, familiari ma può essere utile anche cominciare a frequentare ambienti nuovi dove fare nuove amicizie e dove le persone non ti conoscono. Questo ti permetterà di sentirti più libera di uscire dagli schemi che ti vedono sempre uguale o sempre con lui. Un consiglio? Leggi il libro: “Per 10 minuti” di Chiara Gamberale. Pianifica: Fai un piano per lasciare la relazione, inclusi gli aspetti pratici. Immaginati CONCRETAMENTE senza di lui. Non permettere alla situazione di trovarti impreparata. Sii Gentile con te stessa: Lasciare una relazione è difficile e richiede tempo. Sii gentile con te stessa e accetta che è normale provare una gamma di emozioni contrastanti. Può esserti utile chiederti: “Come mi vedo tra un anno?” e tra 5 anni?
Segnali che Minacciano la Solidità di un Rapporto
Innanzitutto alla base di una relazione di successo vi è la capacità di guardare al proprio partner con rispetto, accettazione, amore, generosità, altruismo ed onestà. Ma cosa minaccia la solidità di un rapporto?
- Le promesse non mantenute, le menzogne, gli imbrogli: si tratta di comportamenti che ledono la fiducia inizialmente donata incondizionatamente al partner. Se la fiducia, che sta alla base di una relazione d'amore, viene ripetutamente messa alla prova si accumulano amarezza, rabbia e la motivazione a stare insieme diminuisce.
- Squilibrio di potere nelle relazioni: una coppia è più propensa alla rottura quando uno dei partner vuole esercitare potere decisionale sull'altro. Quando una persona prende tutte le decisioni circa le attività, gli amici, le questioni finanziarie, le faccende domestiche e le vacanze, la relazione non è bilanciata ma si caratterizza per il predominio di uno e la sottomissione dell'altro. Entrambi i partner dovrebbero ugualmente bilanciare il potere decisionale all'interno di un rapporto paritario di confronto reciproco. La posizione di entrambi i partner dovrebbe essere: io sono ok, tu sei ok.
- Accettazione degli stereotipi: nonostante la parità legislativa, è ancora molto comune tra alcune coppie la rigida credenza che vi siano dei ruoli prestabiliti e fissi da rispettare. Ad esempio, la convinzione che l'uomo debba guadagnare di più rispetto alla donna o che il ruolo della donna sia quello di fare la casalinga e la madre. Una coppia ha maggior probabilità di entrare in crisi dove non c'è un accordo chiaro ed esplicito sulle aspettative di ruolo, sui valori morali, religiosi, politici ed educativi tra i suoi membri. Aspettative non condivise e non accettate dal proprio partner alla lunga possono portare alla scissione del legame d'amore.
- L'isolamento da amici e familiari: Un breve periodo di isolamento durante la prima fase di formazione della coppia, quella dell'innamoramento, è normale. Ma affinché una coppia possa sopravvivere, è necessario che si apra al confronto con altri per trarre nutrimento attraverso lo scambio ed il confronto. Se una coppia si chiude in se stessa per paura ed insicurezza, rischia di lasciare spazio alla noia e alla mancanza di stimoli. È molto sano invece interagire in coppia regolarmente.
- Scarsa conoscenza di sé: Se uno o entrambi i partner non sono in sintonia con i propri interessi, bisogni, desideri, progetti per il futuro, obiettivi, valori e preferenze, è difficile costruire una relazione d'amore solida. La conoscenza di se stessi aiuta i partner a comunicare chi sono e cosa vogliono in un rapporto ed evitare incomprensioni non condivise da entrambi.
- Bassa autostima, insicurezza e la mancanza di fiducia in se stessi: Le relazioni possono fallire quando uno dei partner non si sente degno di essere amato. Questa insicurezza può portare a una dipendenza affettiva non sana; ovvero, un partner iperinveste sull'altro ma facendo sempre i conti con gelosia, bisogno di costante rassicurazioni e possessività, atteggiamenti che soffocano ed allontanano l'oggetto dalla relazione.
- Gelosia patologica: l'eccessiva gelosia delirante può causare gravi problemi come abusi e violenze.
- Comunicazione inefficace: entrambi i partner devono essere in grado di condividere i loro pensieri, sentimenti, opinioni, valori, bisogni, frustrazioni e gioie. A volte le coppie evitano di parlare onestamente e nascondono il loro vero io. Questo atteggiamento non sempre porta a una rottura ma sicuramente non si tratta di un atteggiamento che favorisce il rafforzamento del legame.
- Ossessioni e Controllo: un partner cerca di controllare o manipolare l'altro per effetto delle proprie ossessioni e bisogno di esercitare potere sull'altro al fine di dirigere il rapporto usando tecniche di coercizione. La relazione diviene distruttiva e tossica. Tra i comportamenti di controllo sono incluse le critiche, gli insulti, le minacce, l'induzione del senso di colpa e le manipolazioni. Questi sono segni di un amore malsano.
- Maltrattamenti fisici: l'abuso fisico, intimo ed emotivo sono tentativi di ottenere il controllo totale su un partner. Abuso e rapporti come questo dovrebbero finire immediatamente, a volte i partner possono rimanere legati per vari motivi inconsci.
Ogni esperienza, in realtà, non è mai tempo perso se lo vuoi. Perché ti permette di capire meglio sia cosa per te è importante in una relazione sia cosa non vuoi. Ti pare poco? E basta puntare alla perfezione. La maggior parte di noi non è circondato solo da relazioni patologiche. Per questo motivo, quando si trova a vivere una dinamica disfunzionale con l’altro, di solito riesce a non esserne soverchiato, a far tesoro dell’esperienza e a costruire legami più solidi e funzionali in futuro. Ci sono però alcune persone che si ritrovano regolarmente all’interno di circoli relazionali viziosi in cui il maltrattamento e l’impotenza risultano delle costanti senza via d’uscita. Analogamente, se una persona si ritrova spesso nella condizione di dover tagliare fuori dalla propria vita le persone con cui prova a stringere dei legami, a causa di conflitti o continui risentimenti, il problema potrebbe non riguardare esclusivamente quei rapporti, bensì alcuni pattern relazionali che l’individuo mette inconsapevolmente in atto. Quando dobbiamo porre fine a qualsiasi tipo di relazione, vogliamo che il risultato finale ci faccia sentire meglio senza farci provare senso di colpa, rimpianto o frustrazione. In realtà, interrompere bruscamente legami significativi non è l’unica soluzione.

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