I Difetti e le Soluzioni dell'Aggiornamento del Motore EA 189 nei Veicoli Volkswagen Tiguan e Altri Modelli

Introduzione allo Scandalo Dieselgate e i Motori EA 189

Lo scandalo "Dieselgate" ha segnato un momento cruciale nell'industria automobilistica, portando alla luce gravi irregolarità nelle emissioni di alcuni motori diesel prodotti dal Gruppo Volkswagen. A poco più di due mesi dallo scoppio di questa controversia, innescata dai controlli dell'EPA americana, Volkswagen ha finalmente annunciato le "soluzioni tecniche" per affrontare i problemi di emissioni dei motori 1.6 TDI e 2.0 TDI appartenenti alla famiglia EA 189. Questi motori erano coinvolti in uno schema di manipolazione del software che permetteva di superare i test sulle emissioni pur emettendo quantità superiori di ossidi di azoto (NOx) durante la guida su strada. La necessità di un intervento tecnico è stata riconosciuta e le modifiche proposte sono state sottoposte all'approvazione del KBA, l'ente federale tedesco per i trasporti.

Logo Volkswagen con la dicitura

Le implicazioni di questo scandalo si sono estese a milioni di veicoli in tutta Europa e nel mondo, coinvolgendo marchi del gruppo come Audi, Seat, Skoda e Volkswagen. L'obiettivo dichiarato da Volkswagen era ed è quello di riportare i valori delle emissioni entro i limiti stabiliti, "senza pregiudicare potenza, prestazioni e consumi" delle auto modificate. Tuttavia, questa affermazione ha generato scetticismo e preoccupazioni tra i proprietari dei veicoli interessati, che si sono interrogati sui reali impatti degli aggiornamenti sulle loro automobili.

Le Soluzioni Tecniche Proposte da Volkswagen

Il Gruppo Volkswagen ha sviluppato interventi specifici, sia software che hardware, per le diverse varianti del motore EA 189. Questi interventi mirano a correggere le discrepanze tra le emissioni reali e quelle dichiarate durante i cicli di omologazione.

Intervento per il Motore 1.6 TDI

Per i motori 1.6 TDI, le officine del gruppo Volkswagen prevedono un intervento che combina una modifica hardware con un aggiornamento software. Il componente hardware consiste nell'inserimento di un "trasformatore di flusso" posizionato davanti al debimetro. Questa rete ha la funzione di ridurre le turbolenze nella massa d'aria diretta al sensore, migliorando significativamente la precisione delle misurazioni. Sulla base di questi dati più accurati rilevati dal debimetro, il motore è in grado di realizzare una combustione più efficiente. A supporto di questa modifica hardware, viene implementato un aggiornamento del software della centralina motore, che ottimizza ulteriormente i parametri di combustione. Per il motore 1.6 TDI, l'intervento in officina ha una durata stimata inferiore a un'ora.

Intervento per il Motore 2.0 TDI

Per i motori 2.0 TDI della serie EA 189, l'intervento si concentra esclusivamente sull'aggiornamento del software, senza l'aggiunta del "trasformatore di flusso". Questa operazione, che in officina richiede circa mezz'ora, mira a ricalibrare i parametri di gestione del motore per garantire che le emissioni rientrino nei limiti stabiliti.

Schema di un motore TDI con evidenziate le modifiche software e hardware

La Soluzione per il Motore 1.2 TDI

Inizialmente, l'annuncio della soluzione per il motore 1.2 TDI era stato rinviato, ma successivamente è stato confermato che anche per questa unità era pronto un aggiornamento software. I proprietari di veicoli equipaggiati con il motore 1.2 TDI hanno ricevuto la raccomandata da Volkswagen Italia che specificava la disponibilità dell'aggiornamento, invitandoli a prenotare il richiamo presso qualsiasi concessionaria autorizzata.

Sulla base di queste soluzioni tecniche approvate dal KBA, sono state sviluppate misure simili per tutti i mercati europei (EU28), con campagne di richiamo avviate a partire da gennaio e per tutto il 2016. Al momento, tuttavia, mancano dettagli sulle modifiche tecniche che verranno effettuate in America, dove si prevede che gli interventi possano essere di maggiore entità a causa delle diverse normative sulle emissioni.

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Il Ruolo del Cliente e le Campagne di Richiamo

Per tutti gli automobilisti proprietari di auto dotate del motore 1.2 TDI, 1.6 TDI e 2.0 TDI della famiglia EA 189, è fondamentale comprendere il processo di richiamo e le proprie responsabilità. In Italia, è stata lanciata una campagna di richiamo che coinvolge 709.712 veicoli dei marchi Audi, Seat, Skoda e Volkswagen.

Come Viene Contattato il Cliente

I clienti vengono informati in anticipo sulla necessità di recarsi presso la rete service ufficiale per l'intervento di manutenzione gratuito, interamente a carico del Costruttore. Questi interventi hanno avuto inizio a gennaio 2016 e sono proseguiti per tutto l'anno. Per sapere già da subito se la propria auto è coinvolta nel richiamo, è sufficiente consultare le pagine web dedicate dei singoli marchi, tenendo a portata di mano il numero di telaio del veicolo, oppure telefonare ai numeri verdi dedicati.

Il Carattere Volontario o Obbligatorio dell'Aggiornamento

Una delle questioni più dibattute riguarda l'obbligatorietà dell'aggiornamento. In alcuni paesi, come la Germania, la soluzione tecnica è stata resa obbligatoria dalle autorità competenti. Tuttavia, in altri contesti, l'esecuzione della campagna può essere su base volontaria. Questa disparità ha generato incertezza tra i proprietari, specialmente per coloro che vivono in paesi con un regime volontario ma che potrebbero viaggiare in paesi dove l'aggiornamento è obbligatorio. Al riguardo, il Ministero italiano, nonostante numerosi solleciti, non ha fornito risposte chiare, lasciando la situazione "piuttosto nebulosa e non semplice da gestire", soprattutto per quanto riguarda l'omologazione in sede di revisione da parte della Motorizzazione.

Responsabilità in Caso di Mancato Aggiornamento

Sembra che, per incentivare i clienti ad aggiornare un maggior numero di auto richiamate, chi si rivolge in officina anche per un tagliando o un intervento qualsiasi di manutenzione potrebbe essere costretto a firmare un documento in cui si assume tutte le responsabilità del mancato aggiornamento. Ciò solleva la questione dei rischi reali e delle responsabilità cui vanno incontro i proprietari che ignorano la lettera di richiamo. Ci si chiede se ci sia il rischio di vedersi appioppare una multa dalla Polizia in caso di controlli o di non superare la revisione auto. Alcune concessionarie, infatti, hanno posto i clienti di fronte a una scelta: o accettare l'aggiornamento, o firmare un documento di sgravio di responsabilità per qualsiasi altro intervento.

Documento di scarico di responsabilità con una penna

Testimonianze e Impatto dell'Aggiornamento sul Veicolo

Dopo l'implementazione degli aggiornamenti, molti proprietari di veicoli coinvolti hanno condiviso le loro esperienze e le loro impressioni, cercando di capire se e come le modifiche abbiano influenzato le prestazioni, i consumi e la guidabilità delle loro auto.

Esperienze di Proprietari con il Motore 1.2 TDI

Un proprietario di una Volkswagen Polo 1.2 TDI 75 cv, dopo aver ricevuto la raccomandata da Volkswagen Italia e aver effettuato l'aggiornamento, ha riportato che, a parte due cose visibili, "QUASI NIENTE" è cambiato. Dopo un viaggio di 300 km in diverse condizioni, ha notato che la sua Polo continuava a comportarsi come prima in qualsiasi ambito. I consumi si sono attestati nella media abituale (dai 19 ai 22 Km/l a seconda dello stile di guida), e la guida è rimasta tranquilla, con buone prestazioni in salita e nelle ripartenze se si usa correttamente il cambio.

Le due cose visibilmente cambiate sono state: la prima, una leggerissima variazione nella coppia motore, che ora sembra essere distribuita in modo leggermente diverso, con una percezione di maggiore spinta ai bassi regimi, ma senza un cambiamento significativo nelle prestazioni complessive. La seconda modifica è un qualcosa di visibile sul cruscotto: l'indicatore di cambio marcia, che precedentemente consigliava di salire o scendere di una sola marcia, dopo il richiamo ha iniziato a suggerire di cambiare anche di due marce (ad esempio, dalla 3ª alla 5ª e viceversa a seconda della pressione dell'acceleratore). Questo potrebbe non essere direttamente causato dall'aggiornamento del software, ma il proprietario ha notato che prima dell'intervento non si era mai verificato.

Un'altra proprietaria di una POLO 1.2 TDI EURO 5, dopo l'aggiornamento, ha riscontrato un'avaria al motore (spia a molla lampeggiante) e una perdita di potenza dopo circa 15 giorni di uso normale. Dopo aver spento e riacceso l'auto il giorno successivo, la spia era spenta e la macchina funzionava normalmente. Questo episodio ha sollevato dubbi sulla stabilità del software aggiornato e sulla necessità di riportare il veicolo in officina autorizzata.

Esperienze di Proprietari con il Motangine 2.0 TDI

Un proprietario di una Passat 2.0 140 cv ha aggiornato il veicolo in circa 50 minuti. Dopo aver percorso una cinquantina di chilometri in città, le impressioni iniziali sui consumi dal computer di bordo sembravano normali, ma ha evidenziato la necessità di una prova su strada più estesa, come una "tirata autostradale a velocità regolare," per avere una riprova definitiva. Dopo un viaggio di circa 4000 km, non ha notato variazioni di consumo significative, mantenendosi nel range abituale (tra 14.5 e 15.5 km/litro con prevalenza di autostrada).

Un altro proprietario di una Golf 6 TDI 140 cv, dopo aver ricevuto la raccomandata, si è interrogato sulla reale efficacia del nuovo software nel risolvere il problema della classificazione Euro 5. Ha citato "Altro Consumo" che sosteneva che il nuovo software non migliorava questo aspetto, e che le auto VW 2.0 TDI motore EA 189 rimanevano di fatto Euro 4, anche se sul libretto di circolazione era scritto Euro 5. Questo ha alimentato la confusione tra i clienti che desideravano mantenere la classificazione Euro 5 del loro veicolo.

Impressioni Generali e Dubbi Comuni

Molti dei proprietari di auto che hanno ricevuto la lettera di richiamo si sono interrogati se un intervento di modifica al software di controllo motore non cambiasse qualcosa nella risposta delle loro automobili. La domanda più frequente era se l'auto restasse la stessa, o se l'intervento in qualche modo "strozzasse" la centralina, modificandone la potenza per contenere le emissioni.

Alcuni test indipendenti, come quelli del TCS (che hanno mostrato l'efficacia del richiamo) e di Altroconsumo (che ha messo in guardia su un possibile peggioramento di consumi e prestazioni), hanno fornito risultati contrastanti, alimentando ulteriormente le incertezze.

Un commentatore ha espresso una posizione scettica, ritenendo che "la spesa non vale l'impresa", suggerendo che se fosse bastato un piccolo accorgimento "elettronico" per sistemare i valori, si sarebbe potuto fare prima. Ha anche sollevato dubbi sulla durata degli interventi e sui possibili stress eccessivi per le varie componenti del motore, chiedendosi se la casa madre si impegni a sostituirli in garanzia.

Il Piano di Rafforzamento della Fiducia "TBM" (Trust Building Measure)

Volkswagen ha introdotto il "Piano di rafforzamento della fiducia" (TBM - Trust Building Measure) per i clienti coinvolti nello scandalo Dieselgate, con l'obiettivo di ripristinare la fiducia e fornire rassicurazioni sui veicoli aggiornati.

Cos'è il TBM e a Chi si Applica

Il TBM è un'iniziativa volontaria di Volkswagen per i modelli interessati dotati di motore diesel EA 189 e coperti da un intervento tecnico. È offerto dai brand Volkswagen, Audi, SEAT, Škoda e Volkswagen Veicoli Commerciali. Questo piano si applica a tutti i clienti proprietari di un veicolo coinvolto e che hanno ricevuto l'intervento tecnico nell'ambito della campagna di richiamo.

Componenti Coperti e Condizioni di Applicazione

Il TBM copre 11 componenti dell'impianto di ricircolo dei gas di scarico, del sistema di iniezione del carburante e del sistema di trattamento dei gas di scarico. Tra questi figurano la sonda lambda, il sensore di temperatura, la valvola di commutazione EGR, la valvola di ricircolo dei gas di scarico (EGR), il sensore di pressione differenziale, l'iniettore, la pompa del carburante ad alta pressione, il ripartitore del carburante (rail), la valvola di regolazione della pressione del carburante, il sensore di pressione del carburante e il turbocompressore.

Schema di un motore diesel con i componenti coperti dal TBM evidenziati

Le condizioni per l'applicazione del TBM includono il fatto che il veicolo abbia percorso meno di 250.000 chilometri al momento dell'accertamento del danno e che siano state rispettate tutte le scadenze relative ai lavori di manutenzione e service raccomandati dal Costruttore. Il piano di rafforzamento della fiducia può essere applicato anche se sul veicolo è già stata espletata la Campagna d’intervento.

Diritti e Procedure per i Clienti

Il TBM introduce nuovi diritti per i consumatori, fornendo una copertura per i componenti essenziali del motore che potrebbero essere soggetti a usura o guasti dopo l'aggiornamento. In caso di inconvenienti dopo l'implementazione della campagna d’intervento, il cliente deve contattare il Volkswagen Service Partner.

Dopo l'intervento, il Service Partner rilascerà un documento di conferma dell'avvenuta implementazione della Campagna d’intervento. In caso di smarrimento di tale documento, è consigliabile contattare il Service Partner che ha eseguito l'intervento per richiederne una copia.

Per i clienti che acquistano dal mercato dell'usato un'auto interessata dall'inconveniente che non è stata ancora sottoposta ad alcun aggiornamento software, è fondamentale verificare se il veicolo è idoneo per il richiamo e procedere con l'aggiornamento per beneficiare del TBM.

Viaggi Internazionali e Mancato Aggiornamento

Per i proprietari di veicoli interessati che risiedono in paesi dove l'esecuzione della Campagna è su base volontaria, ma che intendono viaggiare temporaneamente in paesi dove la soluzione tecnica è obbligatoria (come la Germania), la situazione rimane complessa e incerta. Non sono state fornite indicazioni chiare su possibili sanzioni o restrizioni alla circolazione in questi casi.

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Considerazioni Finali e Questioni Aperte

Lo scandalo Dieselgate e gli interventi sui motori EA 189 hanno sollevato numerose questioni che vanno oltre la mera conformità normativa. Le preoccupazioni dei consumatori riguardo a potenziali cali di prestazioni, aumento dei consumi e durabilità dei componenti del motore post-aggiornamento persistono, nonostante le rassicurazioni ufficiali di Volkswagen e il lancio del TBM.

La questione della classificazione Euro 5/Euro 4 per i veicoli 2.0 TDI rimane un punto dolente per molti, così come l'ambiguità sulla obbligatorietà dell'aggiornamento e le potenziali conseguenze legali e pratiche per chi decide di non effettuarlo. L'assenza di risposte definitive da parte delle autorità competenti, come il Ministero in Italia, contribuisce a mantenere un clima di incertezza.

Il caso del Dieselgate continua a evolversi, con nuove informazioni che emergono e nuove sfide da affrontare per il Gruppo Volkswagen e per i proprietari dei veicoli coinvolti. La trasparenza e la chiarezza delle comunicazioni rimangono cruciali per ricostruire la fiducia dei consumatori e garantire una soluzione equa e duratura per tutti.

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