I Distributori di Benzina Cinesi: Tra Geopolitica, Economia e False Notizie

Il panorama dei distributori di benzina in Cina e l'influenza cinese sul mercato globale del petrolio sono intricati, intrecciando questioni geopolitiche, dinamiche economiche interne e persino la diffusione di informazioni errate. La Cina, con la sua enorme domanda energetica, è un attore chiave nel mercato petrolifero mondiale, e le sue politiche in questo settore hanno ripercussioni significative a livello globale.

Mappa delle rotte commerciali e energetiche globali che mostrano lo Stretto di Hormuz, Bab el-Mandeb e Suez

La Centralità del Medio Oriente per la Sicurezza Energetica Cinese

Nella politica economico-industriale cinese, la centralità del Medio Oriente è determinata da due sue peculiari caratteristiche: la conformazione geografica e la ricchezza di risorse energetiche. La prima si declina nell’adiacenza della regione all’Europa e ai suoi mercati e nella presenza degli Stretti di Hormuz, Bab el-Mandeb e Suez, passaggi obbligati per le rotte commerciali ed energetiche globali. La seconda caratteristica del Medio Oriente riguarda la concentrazione nel Golfo Arabico di circa il 50% delle riserve fossili globali, essenziali per la sicurezza energetica cinese.

Il 42% delle importazioni petrolifere di Pechino proviene dal Golfo Arabico, incidendo sul tasso di produttività dei comparti industriali energivori cinesi e sul settore automotive. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, ad esempio, mette a rischio una quota significativa, il 42%, del greggio e del Gas Naturale Liquefatto (GNL) destinati ai porti e alle raffinerie cinesi. La decisione di Teheran di limitare i traffici da Hormuz ha aumentato i prezzi del greggio e causato ritardi nelle spedizioni di crude oil dal Golfo Arabico verso le raffinerie cinesi. La Repubblica Popolare Cinese (Rpc) acquista greggio iraniano a prezzi scontati, un elemento che aggiunge complessità a questa dipendenza.

Stretto di Hormuz, tensioni Iran-Usa: chiusura dopo il blocco statunitense

Ottimizzazione Geoeconomica e Investimenti Energetici

Pechino ottimizza la vicinanza del Medio Oriente all’Europa investendo nel Nord Africa, così da avvicinare le proprie attività industriali ai mercati europei. Tra il 2024 e il 2025, ad esempio, aziende come Byd e Saic Motor hanno realizzato diversi stabilimenti in Egitto, cogliendo l’opportunità offerta dal governo locale di attrarre investimenti diretti esteri per lo sviluppo nazionale.

Per quanto riguarda il fronte energetico, gli investimenti maggiori sono concentrati sui partner più stabili: l’Arabia Saudita, con circa 15 miliardi di dollari, e, in misura minore, gli Emirati Arabi Uniti, con circa 8,1 miliardi di dollari. L’Iran, in questo contesto, rappresenta un’eccezione per le modalità di approvvigionamento.

Grafico a barre che mostra le importazioni petrolifere cinesi da Arabia Saudita, Iraq e Emirati Arabi Uniti

Analisi SWOT della Sicurezza Energetica Cinese nel Medio Oriente

La Rpc ritiene il Medio Oriente fondamentale per il proprio sviluppo economico e industriale. Sulla base di questa valutazione, un’analisi SWOT è utile a identificare i punti di forza, le opportunità, le vulnerabilità e le minacce per la sicurezza energetica cinese nella regione.

Punti di Forza

Nell’area mediorientale, Pechino conta su due principali punti di forza. Il primo riguarda la presenza delle compagnie energetiche nazionali in progetti petroliferi in Arabia Saudita, Iraq e UAE, che consente alla Cina di controllare i flussi di greggio verso il mercato interno. Inoltre, le scorte petrolifere di 1,39 miliardi di barili garantiscono al settore industriale cinese un’autonomia di 120 giorni in caso di interruzione dei rifornimenti petroliferi dal Medio Oriente.

Il secondo punto di forza riguarda la presenza della Rpc in Nord Africa, dove gli investimenti in impianti produttivi e infrastrutture logistiche vicini allo Stretto di Suez permettono alle aziende cinesi, tra cui Byd e Saic Motor, di proiettarsi verso il mercato europeo.

Opportunità

Questi punti di forza garantiscono a Pechino l’opportunità di accrescere la propria presenza in Medio Oriente e di gestire con maggiore tranquillità le interruzioni petrolifere causate da conflitti, come quello tra Stati Uniti e Iran, e di rivedere la propria politica petrolifera nella regione.

Vulnerabilità e Minacce

La sicurezza energetica cinese dipende dall’andamento di conflitti come quello tra Stati Uniti e Iran che, nelle ultime settimane, ha causato una crescita del prezzo petrolifero, esponendo la Rpc a tre principali shock.

  1. Fattore Scatenante: Il conflitto Stati Uniti-Iran ha causato una drastica riduzione dei traffici commerciali dallo Stretto di Hormuz e una contrazione della produzione fossile tra i paesi OPEC+ del Medio Oriente.
    • Impatto: La guerra iraniano-statunitense ha aumentato i prezzi globali del greggio a oltre 96 dollari al barile e aumentato le pressioni sui comparti industriali energivori: acciaio, chimica, automotive, ecc.
    • Mitigazione: La Rpc ha la possibilità di proteggere temporaneamente la propria industria dalla crisi petrolifera utilizzando, per circa 120 giorni, i propri 1,39 miliardi di barili di riserve.
  2. Scenario: La guerra iraniano-statunitense potrebbe bloccare i 4,9 milioni di barili al giorno (bpd) cinesi importati ogni giorno dal Medio Oriente.
    • Risposta Strategica: La Rpc ricorre alle proprie scorte petrolifere e accresce le importazioni di greggio dalla Federazione Russa e dai paesi dell’Asia Centrale. Tuttavia, questa azione non garantirebbe una mitigazione immediata al blocco delle forniture dal Medio Oriente.
  3. Vulnerabilità Industriale: I comparti energivori cinesi potrebbero ridurre la produttività, contribuendo a una contrazione del PIL nel prossimo trimestre, con ricadute sociali dovute a possibili licenziamenti. Il settore automotive, in particolare, è sensibile all’andamento dei prezzi globali del greggio, che potrebbero incidere sui costi di produzione.

È fondamentale monitorare i volumi di transito dagli stretti di Hormuz, Bab el-Mandeb e Suez e i livelli di importazione petrolifera (circa 4,9 milioni di bpd) per individuare interruzioni nelle supply chain energetiche dal Golfo Arabico alle raffinerie in Cina. Allo stesso modo, è cruciale valutare il livello e l’utilizzo delle scorte petrolifere (circa 1,39 miliardi di barili), insieme all’aumento dei flussi petroliferi dalla Federazione Russa e dall’Asia Centrale.

Impatti sull'Economia Cinese e Strategie di Mitigazione

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è un indicatore dell’elevata instabilità strutturale del Medio Oriente, dove le dinamiche geopolitiche possono interrompere rapidamente i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui transitano il 45% del petrolio e del GNL diretti verso i porti e le raffinerie cinesi. Questa instabilità dimostra quanto l’elevata dipendenza di Pechino dalle fonti fossili del Golfo Arabico rappresenti una vulnerabilità strategica, esponendo il comparto industriale nazionale alle oscillazioni dei mercati e agli shock geopolitici globali.

Scenari a Breve, Medio e Lungo Termine

  1. Immediato (0-prossime settimane): Pechino utilizzerà le riserve strategiche (1,39 miliardi di barili) per compensare la contrazione delle importazioni di greggio dal Golfo Arabico e programmerà un rafforzamento dei flussi petroliferi dalla Federazione Russa e dai paesi dell’Asia Centrale.
  2. Breve Periodo (6-12 mesi): La crisi energetica mediorientale porterà Pechino a riconfigurare la supply chain energetica, progettando l’ampliamento degli oleodotti e gasdotti in Asia Centrale e aumentando i finanziamenti per i progetti di esplorazione dei giacimenti nel fondale dei Mar Cinese. A questa misura potrebbe aggiungersi la stipulazione di nuovi contratti petroliferi in Africa e con il Brasile che, nel 2024, rappresentava circa il 7% delle importazioni di greggio cinesi. Il Venezuela, probabilmente, rimarrà marginale nel portafoglio energetico cinese; nel 2025, Pechino ha importato da Caracas circa il 4% del suo fabbisogno annuo di greggio, una quota inferiore al Brasile e ai produttori del Golfo Arabico.
  3. Lungo Periodo (oltre i 12 mesi): L’obiettivo è una riduzione strutturale della dipendenza dal Medio Oriente tramite un’espansione stabile in Russia, Asia Centrale e Sud America, rafforzando l’autonomia strategica e la resilienza del settore industriale.

Mappa che mostra le rotte di approvvigionamento energetico della Cina dall'Asia Centrale, dalla Russia e dal Sud America

Il Mercato Cinese del Petrolio e del Gas: Tendenze e Fattori di Impatto

L'analisi del mercato cinese del petrolio e del gas rivela una complessa interazione di fattori che ne influenzano la traiettoria.

Spinta alla Sicurezza Energetica e Mandati di Sostituzione delle Importazioni

Pechino richiede che la produzione di petrolio greggio rimanga al di sopra dei 200 milioni di tonnellate all'anno, riducendo così la dipendenza dalle importazioni, che attualmente rappresentano il 73% della domanda. Il Ministero dell'Industria e dell'Informazione Tecnologica, attraverso i suoi "Obiettivi di produzione nazionale di greggio", mira a rafforzare questa posizione.

CNPC e Sinopec si assicurano finanziamenti a basso costo tramite polizze assicurative bancarie per le perforazioni di riempimento, mentre CNOOC accelera l'esplorazione offshore per diversificare le riserve. Una maggiore riserva strategica di petrolio protegge l'approvvigionamento interno e le normative obbligatorie sul contenuto locale stimolano l'acquisto di impianti di perforazione, pompe e cavi ombelicali sottomarini di fabbricazione cinese. I produttori petrolchimici aumentano i contratti di prelievo per nafta ed etano nazionali, consolidando i consumi di base nonostante il calo delle vendite di benzina. Insieme, queste politiche sostengono un premio di sicurezza che protegge il mercato cinese del petrolio e del gas dagli shock dei prezzi.

Domanda di Materie Prime Petrolchimiche dalla Strategia a Doppia Circolazione

I pianificatori economici cinesi stanno canalizzando gli investimenti in complessi chimici e di raffinazione integrati che convertono più barili di petrolio greggio in aromatici e olefine, incrementando così la domanda di idrocarburi, che va oltre i carburanti per i trasporti. Il rinnovamento dell'isola di Daxie da parte di CNOOC aumenta la capacità di lavorazione del greggio del 50% e raddoppia la resa chimica, rispecchiando gli ammodernamenti nel Guangdong e nel Jiangsu. Notizie come la "Scoperta del blocco 23/21 nel Mar Cinese Meridionale" da parte di China National Offshore Oil Corporation evidenziano questa spinta.

La produzione nazionale di etilene è aumentata del 12% nel 2024, assorbendo flussi aggiuntivi di condensato e GPL dai bacini interni. I contratti per le materie prime petrolchimiche hanno in genere una durata quinquennale, garantendo ai produttori un flusso di cassa prevedibile e consolidando il mercato cinese del petrolio e del gas durante i cambiamenti nella transizione energetica.

Commercializzazione del Gas di Scisto nel Sichuan e a Chongqing

La produzione annua di gas di scisto supera i 70 miliardi di metri cubi dopo che gli operatori hanno perforato pozzi orizzontali ultra-profondi a oltre 8.000 metri di profondità di perforazione (TVD). La fratturazione multistadio e i materiali di sostegno ad alta resistenza raggiungono portate iniziali superiori del 18% rispetto al 2023. L'acqua di ritorno riciclata affronta i vincoli di scarsità e i layout di perforazione a pad riducono al minimo l'alterazione del territorio nelle valli popolate. Con prezzi di pareggio ora inferiori a 3,5 dollari per MMBtu, lo scisto del Sichuan diventa con margini positivi ai prezzi spot prevalenti, incoraggiando le offerte di superficie da parte di operatori privati indipendenti e società di servizi straniere. Con il passaggio dei generatori di energia dal carbone al gas per il picco invernale, l'espansione delle condotte locali aumenta la capacità di prelievo, supportando uno sviluppo continuo.

Infografica sulla produzione di gas di scisto in Cina, evidenziando le aree di Sichuan e Chongqing

Espansione della Capacità della Rete Nazionale di Condotte (PipeChina)

PipeChina gestisce 98.000 km di linee principali, oltre a sette terminali GNL che scaricano 30 milioni di tonnellate all'anno (tpa), separando così il trasporto dalla produzione e facilitando l'accesso di terze parti. Nuove arterie da ovest a est trasportano il gas dello Xinjiang a Shanghai in meno di quattro giorni, riducendo i prezzi del citygate dell'8%. La rete si interconnette con il gasdotto Power of Siberia e con gli impianti di rigassificazione del GNL costieri, offrendo ai gestori la possibilità di bilanciare i volumi nazionali e quelli importati. Tariffe di trasporto stabili consentono alle utility provinciali di firmare contratti di fornitura vincolanti, rimuovendo un vincolo storico alla crescita della domanda di gas all'interno del mercato cinese del petrolio e del gas.

Aggiornamenti della Raffineria Pronti per CCS (Carbon Capture and Storage) e E&P Ottimizzata dall'Intelligenza Artificiale

Gli aggiornamenti delle raffinerie pronti per la Cattura e Sequestro di Carbonio (CCS) e l'esplorazione e produzione (E&P) ottimizzate dall'intelligenza artificiale nei bacini maturi sono altri fattori chiave. Quest'ultima, in particolare nelle regioni di Daqing, Shengli e Changqing, sta portando a una maggiore efficienza nel breve termine.

Impatto delle Restrizioni sul Mercato Cinese del Petrolio e del Gas

Anche le restrizioni giocano un ruolo significativo nel plasmare il mercato.

Imposta sugli Utili Straordinari delle Major Upstream

Un'imposta a più livelli riduce i profitti eccezionali durante i cicli di prezzi elevati, riducendo i budget di reinvestimento di CNPC, Sinopec e CNOOC. Il management dà priorità ai blocchi principali con un rapido ritorno dell'investimento e ritarda i pozzi di frontiera marginali. L'imposta coincide con l'aumento delle spese per la CCS, intensificando la pressione sui flussi di cassa e moderando leggermente l'espansione all'interno del mercato cinese del petrolio e del gas.

Norme Severe sulle Emissioni di Metano (Piano d'Azione 2025)

Il piano d'azione del 2025 richiede un monitoraggio continuo e riparazioni trimestrali delle perdite, il che aumenta i costi di conformità per i produttori di metano da scisto e da giacimenti di carbone. La Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma, con il suo "Piano d'azione per il controllo delle emissioni di metano", sta spingendo per una maggiore responsabilità. Gli operatori aggiornano le valvole pneumatiche e installano unità di recupero vapori, aumentando i costi operativi delle unità del 3% ma riducendo l'intensità delle emissioni del 40%. I produttori di apparecchiature per telecamere ottiche per la rilevazione di gas stanno registrando ordini eccezionali; tuttavia, le chiusure temporanee per gli aggiornamenti stanno riducendo le prospettive di produzione a breve termine.

Accelerare l'Elettrificazione del Trasporto su Strada

L'accelerazione dell'elettrificazione del trasporto su strada, in particolare nelle province costiere orientali e nei principali centri urbani, avrà un impatto significativo sulla domanda di carburanti tradizionali nel medio termine.

Limiti dello Stress Idrico nel Fracking a Tarim e Ordos

I limiti dello stress idrico nel fracking nelle regioni del Tarim e dell'Ordos, in particolare nella Mongolia Interna, rappresentano un vincolo a lungo termine sulla produzione di idrocarburi non convenzionali.

Analisi per Segmento: Upstream, Downstream, Onshore, Offshore e Servizi

Per Settore: il Predominio Upstream Determina la Struttura del Mercato

Nel 2025, le attività upstream rappresentavano il 70,88% della quota di mercato cinese del petrolio e del gas, sostenute da un'intensa attività di esplorazione finanziata dallo Stato nelle regioni di Bohai, del Mar Cinese Meridionale e di Ordos. Nel frattempo, si prevede che il settore downstream guiderà la crescita del mercato con un CAGR del 5,44% fino al 2031. Le principali società integrate utilizzano l'inversione sismica assistita dall'intelligenza artificiale, riducendo i tempi di ciclo dell'esplorazione del 20% e rafforzando la loro preminenza nell'upstream. La spesa upstream si concentra su strumenti di gestione dei giacimenti che migliorano i fattori di recupero nei blocchi maturi. I progetti pilota di cattura del carbonio nei pozzi di produzione immagazzinano CO₂ in formazioni esaurite, consentendo la produzione di barili incrementali nel rispetto di norme sulle emissioni più severe.

Per Posizione: le Operazioni Onshore Mantengono un Vantaggio Strategico

Nel 2025, i pozzi onshore rappresentavano il 67,55% del mercato cinese di petrolio e gas, guidati dai bacini di Ordos, Tarim e Sichuan. L'offshore registra un CAGR del 7,28% fino al 2031, grazie all'aumento della produzione dovuto alle grandi scoperte nei blocchi di Lingshui e Liuhua, ma rimane più costoso in termini di barili equivalenti. Shunbei ha stabilito un record di profondità a 8.000 metri, dimostrando la fattibilità delle prospettive di sfruttamento ultra-profondo onshore a prezzi del petrolio moderati. Il riciclo dell'acqua derivante dalla fratturazione idraulica dimezza il prelievo di acqua dolce nell'arido Tarim, mantenendo il sostegno degli enti regolatori. Le piattaforme offshore ora utilizzano cavi sottomarini per sfruttare l'energia rinnovabile del Guangdong, riducendo le emissioni del ciclo di vita del 15%; tuttavia, gli elevati investimenti in conto capitale ne limitano una replicazione più ampia.

Per Servizio: il Predominio delle Costruzioni si Sposta verso la Crescita della Dismissione

I servizi di costruzione hanno conquistato il 65,92% della quota di mercato cinese del petrolio e del gas nel 2025, con PipeChina che ha posato nuove linee di trasmissione e CNOOC che ha assemblato i topside in acque profonde. Gli enormi corridoi di oleodotti che collegano i giacimenti dello Xinjiang ai delta del fiume Yangtze hanno richiesto migliaia di chilometri di scavi e la costruzione di stazioni di compressione, mentre la fabbricazione di jacket offshore ha raggiunto il picco per supportare gli sviluppi nel Mar Cinese Meridionale. Tuttavia, si prevede che i servizi di dismissione registreranno il CAGR più rapido, pari al 7,86%, fino al 2031, con l'avvicinarsi della fine del ciclo di vita delle piattaforme offshore di prima generazione, installate alla fine degli anni '80. Le linee guida normative impongono ora la rimozione completa del jacket e la bonifica dei fondali marini, creando un mercato per navi da carico pesanti, attrezzature per la chiusura dei pozzi e la mappatura dei detriti sottomarini. I primi contratti nei bacini di Bohai e della foce del Fiume delle Perle indicano una crescente domanda di appaltatori specializzati con esperienza globale nella rimozione. Nel frattempo, le attività di manutenzione e ripristino rimangono stabili, poiché i sensori di intelligenza artificiale e IoT consentono strategie predittive che riducono il fabbisogno di manodopera in un contesto di riduzione del numero di lavoratori qualificati. Le suite di gestione digitale dei progetti semplificano la stima dei costi e il monitoraggio dei permessi, aumentando l'efficienza in tutto il servizio. L'evoluzione del mix di servizi segnala un mercato petrolifero e del gas cinese in fase di maturazione, che bilancia la costruzione di nuovi siti nelle zone di frontiera con progetti di rinnovamento degli asset e di conformità ambientale nelle aree più tradizionali.

Analisi Geografica del Mercato Cinese del Petrolio e del Gas

L'ovest della Cina produce e l'est consuma, creando flussi di massa diretti verso est che definiscono la logistica del mercato cinese del petrolio e del gas. Lo Xinjiang e il Sichuan hanno fornito insieme oltre 160 milioni di tonnellate di petrolio equivalente nel 2024, mentre le province costiere ospitano il 65% della capacità di raffinazione e la maggior parte degli impianti di cracking petrolchimici. Le nuove arterie di PipeChina riducono i tempi di transito e bilanciano le eccedenze interne con i deficit orientali.

Il bacino di Ordos rimane il principale polo produttivo con 97,5 milioni di tonnellate, favorito dall'inondazione di vapore nei bacini sabbiosi compatti. Il Sichuan emerge come il nucleo del gas non convenzionale, favorito dai vicini impianti di produzione di materiale di sostegno che riducono i costi di trasporto dei materiali. La baia di Bohai ospita giacimenti maturi in acque poco profonde che stanno ora entrando in fase di recupero secondario, mentre i giacimenti in acque profonde nel Mar Cinese Meridionale, come Lingshui, aggiungono riserve ricche di condensato.

L'Heilongjiang settentrionale e la Mongolia Interna producono barili convenzionali che alimentano le raffinerie del Liaoning, mentre il Guangdong è leader nelle importazioni di GPL e nel cracking. I picchi stagionali della domanda di GNL attirano carichi verso Zhoushan e Shenzhen, uniformando l'approvvigionamento invernale. I gasdotti transfrontalieri provenienti da Kazakistan e Russia offrono flessibilità ai distributori centrali, mentre il corridoio proposto per il Myanmar gasifica Yunnan e Guangxi, colmando così le lacune regionali.

La partecipazione ai progetti Belt and Road garantisce barili azionari all'estero che coprono le carenze nazionali. La partecipazione di CNPC in Power of Siberia 2 fornirà 50 miliardi di metri cubi all'anno al mercato cinese di petrolio e gas a partire dal 2030. Accordi simili in Turkmenistan, Iraq e Mozambico garantiscono opzionalità, offrendo coperture geopolitiche e diversificazione dell'approvvigionamento.

Panorama Competitivo e Ruolo delle Aziende Cinesi

Prevale un oligopolio dominato dallo Stato, poiché CNPC, Sinopec e CNOOC rappresentano complessivamente circa l'80% della produzione nazionale. La Commissione per la Supervisione e l'Amministrazione dei Beni di Proprietà Statale (SASAC) allinea le priorità di investimento consentendo al contempo la differenziazione tecnica: CNPC eccelle nelle trivellazioni onshore, Sinopec nella raffinazione e nei prodotti chimici, e CNOOC nelle operazioni offshore e di GNL. Una concorrenza gestita evita guerre di prezzo e protegge la solidità del bilancio.

Le major straniere mantengono joint venture di minoranza che offrono competenze in acque profonde, recupero avanzato del petrolio o controllo delle emissioni. Shell è comproprietaria del complesso petrolchimico di Daya Bay, BP collabora con Sinopec nella vendita al dettaglio di carburanti ed ExxonMobil ottiene la licenza per la tecnologia di cracking ad alto contenuto di olefine. Aziende di servizi norvegesi e statunitensi si aggiudicano contratti per controlli sottomarini, cementazione di pozzi e monitoraggio CCS, a condizione che localizzino i componenti critici.

Produttori Cinesi di Distributori di Carburante e Servizi Correlati

Il mercato cinese è anche sede di produttori di attrezzature per distributori di carburante, come BlueSky, che offre una vasta gamma di prodotti oltre ai tradizionali distributori di carburante, includendo distributori di GPL/CNG/GNL e stazioni di ricarica per veicoli elettrici. BlueSky supporta la connessione a numerosi sistemi di gestione, come Japan Tatsuno, Gilbarco, Wayne, Russian System, Gasnet e altri marchi di stazioni di servizio cinesi. L'azienda offre una garanzia di 1 anno con invio gratuito di pezzi di ricambio in caso di guasto e assistenza tecnica online.

Distributore di carburante BlueSky che mostra i diversi tipi di erogatori disponibili (benzina, diesel, GPL, CNG, GNL, ricarica EV)

Crisi dei Rifornimenti e Controlli sui Prezzi in Cina

In passato, la Cina ha affrontato problemi di scarsità di benzina. Ad esempio, oltre la metà delle stazioni di servizio di Shenzhen, la città industriale della Cina meridionale, sono state chiuse per scarsità di benzina. La crisi nei rifornimenti di carburante ha minacciato di estendersi, con i primi segni di scarsità di energia denunciati anche nella metropoli costiera di Shanghai. Secondo la stampa cinese, la crisi stava montando da almeno tre settimane in tutta la provincia del Guangdong, una delle più industrializzate del paese.

I commentatori cinesi hanno indicato due cause principali per la scarsità di carburante: in primo luogo il continuo sviluppo dell'economia; in secondo luogo il fatto che il petrolio viene venduto in Cina a un prezzo controllato giudicato troppo basso dalle imprese; infine, il picco della domanda provocato dalla calura estiva nel sud della Cina, dove il clima è tropicale. La chiusura di 128 delle 245 pompe di benzina di Shenzhen è stata decisa dal governo municipale insieme alle due grandi imprese petrolifere Sinopec e China National Petrol Corporation (CNPC). L'annuncio della decisione ha seminato il panico tra i consumatori e immediatamente si sono formate davanti ai distributori code lunghe fino a due chilometri. Un funzionario del governo locale ha detto che, mentre la domanda giornaliera di benzina è di 70.000 litri, attualmente il mercato non ne garantisce al momento più di 40.000. Funzionari della Sinopec e della CNPC hanno affermato che nei prossimi giorni undici petroliere sarebbero arrivate nei porti della provincia.

Truffe ai Distributori e Disinformazione Online

Oltre alle complessità geopolitiche ed economiche, i consumatori si trovano anche a dover affrontare problemi locali come le truffe ai distributori e la disinformazione online.

Il caro benzina non basta, quando si fa rifornimento si deve stare attenti ai contatori e all’eventuale truffa dei contatori manomessi, che fanno lievitare il prezzo del pieno. È un trucchetto subdolo ma estremamente efficace, capace di far lievitare i costi di un pieno in maniera più che sensibile. Fortunatamente, però, riconoscere la nuova truffa del contatore di benzina è più semplice di quanto si possa immaginare.

Nel video registrato in un distributore di Catania e diffuso attraverso una piattaforma social cinese si vede chiaramente che il contatore della benzina - quello che segnala la cifra che si dovrebbe pagare al benzinaio - entra in funzione ben prima che l’automobilista inizi a rifornire l’auto. Guardando attentamente, ci si accorge che il contatore avanza di pochi centesimi per volta, ma senza mai arrestarsi. In questo modo, l’ammanco per l’automobilista è sensibile: potrebbe arrivare anche ad alcuni euro per ogni rifornimento.

Da questa descrizione, si capisce facilmente che accorgersi della nuova truffa del contatore è tutt’altro che complesso. Tutto quello che bisogna fare è porre particolare attenzione mentre si sta facendo rifornimento. Per prima cosa, è consigliabile prendere il proprio smartphone e documentare in diretta l'accaduto, provando a registrare quanti più dettagli possibile. Una volta raccolte prove a sufficienza e accertato il fatto di essere vittima di una truffa al benzinaio, non resta che rivolgersi alle forze dell’ordine (Carabinieri, ma ancora meglio Guardia di Finanza). L’ideale sarebbe richiedere un intervento immediato, in modo che possano essere effettuate tutte le verifiche del caso senza che l’autore della truffa possa ripristinare la situazione.

Stretto di Hormuz, tensioni Iran-Usa: chiusura dopo il blocco statunitense

La Bufala dei Distributori Cinesi "Low Cost" in Italia

Gira la voce di un distributore particolare che lancia prezzi minimi in Italia e che si chiama Dragon Petrol, ma sarà vero? Non è di certo un periodo facile per gli automobilisti, con le spese che si stanno facendo sempre più opprimenti e soprattutto gestire la propria vettura privata è diventata un’impresa. Sono tantissimi coloro che si stanno lamentando di questa situazione ormai disperata, soprattutto nel momento in cui si parla di carburante. I prezzi sono alle stelle e hanno toccato il deprimente valore di 2,10 euro al litro per il gasolio. La benzina invece vive un periodo complessivamente stabile, con un valore decisamente inferiore rispetto al diesel, ma questo sicuramente danneggia coloro che devono usare la macchina soprattutto per lavoro. Infatti questa categoria ha spesso e volentieri preferito il diesel, trattandosi del carburante ideale per gestire maggiormente le spese e i tempi di percorrenza. Per questo sono diversi coloro che sono scattati in piedi non appena hanno sentito parlare di Dragon Petrol, ma cosa c’è di vero?

La disperazione generata da varie notizie negative non ha di certo messo allegria alla popolazione. Dunque quest’anno, come forse mai prima era successo, è passato in sordina l'1 aprile e i suoi scherzi, perché i musi lunghi erano sparsi per tutto lo Stivale. Questo però ha permesso a chi invece voleva continuare a effettuare scherzi di diventare ancora più credibile. Lo si è visto con un pesce d’aprile che gira sulla rete, dove si vuol far credere come a Napoli sia arrivata una società cinese, la Dragon Petrol, che vende il carburante a un prezzo davvero minimo. Il gasolio si stanzia su di un 1,20 euro al litro, mentre la benzina scende a un solo euro al litro. Un affarone, se fosse vero. Infatti si tratta niente di diverso rispetto a un pesce d’aprile e naturalmente nessuno avrebbe vagamente modo di vendere il carburante a quella cifra. Ricordiamo come il petrolio sia un bene dello Stato dove vi è il monopolio. Non è possibile quindi che un’azienda cinese arrivi in Italia e offra il carburante a un prezzo differente da quello stabilito.

La notizia di un distributore di benzina cinese low cost a Napoli è una bufala virale sui social. Le immagini stanno circolando furiosamente sui social (e solo sui social, non sui mezzi d'informazione, primo campanello d'allarme) ma titolate con la stessa sintassi delle news: «Apre il primo distributore di benzina cinese a Napoli, prezzi low cost». La foto, chiaramente generata con l'intelligenza artificiale, difficilmente inganna un nativo digitale. Insomma, negli ultimi giorni, soprattutto quelli pasquali, i social network sono stati inondati da immagini che hanno fatto sobbalzare migliaia di automobilisti napoletani. Due distributori, dai nomi esotici "Dragon Petrol" e "Zhonghua Petrol", ovviamente Made in China, sarebbero stati aperti nel quartiere di Fuorigrotta, offrendo prezzi al momento fuori mercato: benzina a 1 euro e 29 e diesel a poco più. In altre immagini la situazione è ancor più favorevole: super senza piombo a 1 euro, diesel a 1,2. Le foto mostrano folle accorse con taniche e persino pattuglie dei carabinieri schierate per gestire il caos. Peccato che sia tutto falso. La realtà è di benzina senza piombo a 1,7 o 1,8 al litro, nonostante i provvedimenti di governo. Dunque prezzi così bassi sarebbero impossibili a causa della pressione fiscale e delle accise vigenti. L'idea che arrivino i cinesi a salvare gli europei dal caro benzina, una questione che va oltre la speculazione dei prezzi ma affonda le sue ragioni nella crisi e nel conflitto in Medioriente, è evidentemente il sogno di molti.

tags: #distributori #benzina #cinesi