L'industria automobilistica, un settore intriso di innovazione e ingegneria rivoluzionaria, ha visto nascere marchi la cui risonanza si estende ben oltre il semplice prodotto. Tra questi, Mercedes-Benz si distingue non solo per il suo retaggio di lusso e performance, ma anche per l'origine particolarmente romantica del suo nome, che affonda le radici nella storia di una giovane donna e nella passione del suo padre per le corse e il progresso tecnico. Questa narrazione affascinante è il filo conduttore di un'epopea che ha plasmato il trasporto moderno.
Il Nome che Ha Segnato un'Epoca: L'Omaggio a Mercédès
La storia del nome Mercedes, diventato a 120 anni dalla fondazione dell'azienda uno dei marchi più celebri a livello globale, è davvero curiosa, perché legata a quello di una donna, la figlia di Emil Jellinek. Questi era un imprenditore e appassionato di automobili, figura vulcanica e scaramantica, che considerava Mercédès la sua figlia prediletta. Era solito chiamare con il nome della figlia quante più cose potesse: la villa che aveva adibito a showroom, la sua scuderia da corsa e anche sé stesso per registrarsi alle gare di auto, usando lo pseudonimo di "Monsieur Mercédès", ben prima della nascita della marca automobilistica.
Emil Jellinek nacque il 6 aprile 1856 a Lipsia, figlio dello studioso viennese Adolf Jellinek. Pur non amando particolarmente studiare a scuola, fu uno studente diligente che intraprese una carriera nel servizio diplomatico in Marocco dopo essere entrato in una compagnia ferroviaria ed essere emigrato in Francia a 19 anni. Successivamente si dedicò al commercio di tabacchi insieme a suo suocero e divenne presto molto ricco, dividendosi tra Baden (vicino a Vienna) e Nizza. In questi ambienti, Jellinek si inserì nel mondo degli affari internazionale e dell'aristocrazia. Il console viennese Emil Jellinek fu uno dei primi estimatori delle vetture Daimler, nonché un grande appassionato di gare automobilistiche. Il suo interesse per le vetture lo portò nel 1898, nelle vesti di commerciante, a venderle all’alta sfera della finanza austriaca e poi anche a gareggiare alla loro guida, conseguendo importanti vittorie.
Jellinek divenne uno dei clienti più importanti e influenti della Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) e distribuì le automobili del costruttore tedesco nei circoli più alti della società. Le vetture della casa automobilistica tedesca di Cannstatt riscuotevano grande successo tra i ricchi e i personaggi famosi di Nizza. Con l'acquisto della Riemenwagen, Jellinek cominciò ad allacciare rapporti con la Casa madre che andavano al di là del semplice legame cliente-commerciante, perché ben presto i vertici Daimler si accorsero della sua spiccata attitudine agli affari e al mondo dell'automobile. Di lì a poco, Jellinek divenne cliente Daimler anche per vetture da competizione, nelle prime gare automobilistiche della storia. Tra il 1899 e il 1900, partecipò a gare automobilistiche sulla Costa Azzurra in auto Daimler ad alte prestazioni, sempre con lo pseudonimo di Monsieur Mercedes. Entro il 1900, anno della morte di Gottlieb Daimler, Jellinek avrebbe acquistato ben 130 autovetture dalla DMG.

Jellinek aveva in mente altre idee riguardanti la possibilità di ordinare vetture su misura per le sue esigenze sportive. Gettò le basi per il progetto di una nuova vettura da corsa, con il passo più lungo, le carreggiate allargate e il baricentro basso, caratteristiche che rappresentavano una vera e propria rivoluzione per l'epoca. Si impegnò ad acquistare un lotto di trentasei autovetture per 550.000 marchi, da rivendere poi personalmente, a patto che si chiamassero come la sua figlia preferita. Fu lui il primo a suggerire alla Daimler la costruzione di una vettura dal baricentro basso, le carreggiate larghe e il motore con distribuzione ad asse a camme esterno.
L'accordo fu concluso nell'aprile del 1900, e - altro fatto curioso - il primo prodotto a portare questo nome non fu un'automobile, ma un motore che venne presentato appunto come Daimler-Mercedes. Il 22 dicembre del 1900, la Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) consegnò la prima auto equipaggiata con il nuovo motore a Nizza: si trattava di una macchina da corsa da 35 CV, che non era solo il modello più nuovo e più potente prodotto da DMG ma per le sue caratteristiche è diventata famosa come la prima automobile moderna. Nacque così la Mercedes 35 PS, che per un biennio fu l'auto da battere in tutte le corse d'Europa.
La Mercedes 35 PS era stata progettata per ottenere prestazioni, risparmio di peso e sicurezza, e utilizzava un motore leggero ad alte prestazioni. Disponeva di un telaio a passo lungo (i modelli precedenti erano dei quadricicli o delle carrozze motorizzate) e offriva i vantaggi di un baricentro basso. Queste proporzioni e il radiatore a nido d'ape integrato nella parte anteriore, conferivano alla prima Mercedes un aspetto completamente nuovo, davvero rivoluzionario. Gli esperti si resero immediatamente conto che questo veicolo segnava un profondo cambiamento nel campo dell'ingegneria automobilistica, tanto che Paul Meyan, membro fondatore e segretario generale dell'Automobile Club de France (A.C.F.), commentò: "Siamo entrati nell'era del Mercédès". Questa vettura da corsa conquistò una vittoria schiacciante, e la notizia del suo successo si diffuse rapidamente, contribuendo a dare al nome Mercedes una straordinaria notorietà.

Alla luce degli ottimi risultati conseguiti in gara dalle autovetture equipaggiate con i motori Daimler-Mercedes e della notevole popolarità da essi conseguita, la Daimler Motoren Gesellschaft decise così di fare del nome Mercedes un vero e proprio marchio. La registrazione del marchio Mercedes avvenne il 23 giugno 1902 e il riconoscimento legale fu concesso il 26 settembre dello stesso anno. Emil Jellinek fece un ulteriore passo avanti un anno dopo, e nel giugno 1903 ricevette il permesso di cambiare il suo nome in Jellinek-Mercedes, consolidando ulteriormente il legame tra il suo nome, quello della figlia e il marchio automobilistico.
Ad oggi Mercedes-Benz è l'unica marca automobilistica che porta un nome femminile, anzi due, se si considera il secondo non solo come quello del fondatore - e inventore dell'automobile - Karl Benz, ma anche come quello della moglie Bertha, che credeva nell'invenzione del marito anche più di lui stesso. Il nome Mercedes identifica un marchio automobilistico fondato nel 1904 dalla Daimler-Motoren-Gesellschaft, rimasto attivo fino al 1926, che dalla sua nascita ha avuto una storia di successi commerciali e sportivi, benché con qualche delusione nelle corse dovuta al superamento delle caratteristiche del modello 35PS.
I Geni Fondatori dell'Automobilismo: Karl Benz e Gottlieb Daimler
Nel tumultuoso scenario industriale della fine del XIX secolo, due menti visionarie e intraprendenti, Gottlieb Daimler e Karl Benz, gettarono le fondamenta dell'automobilismo. Separati da chilometri, ma uniti dalla passione per l'innovazione, sognarono di creare macchine che avrebbero rivoluzionato il concetto di trasporto. La storia dell’automobile iniziò effettivamente alla fine del 1800, anche se il primo veicolo capace di muoversi autonomamente fu realizzato 100 anni prima, nel 1769.
Carl Benz nasce il 25 novembre 1844 a Karlsruhe, a pochi chilometri da Stoccarda, in una famiglia di modeste condizioni economiche. Grazie al sostegno della madre, che credeva nell’importanza fondamentale dell’istruzione, seguì un percorso di studi che superò brillantemente e in poco tempo divenne designer e capo officina. Nel 1883 creò la Benz & Cie. e, nonostante le grandi sfide, persistette nel suo sogno di progettare il primo "veicolo senza cavalli". Il primo modello di auto riconosciuto come tale, risale al 1886 e la sua invenzione è attribuita proprio a Karl Benz. Era il 1886 quando la prima automobile al mondo venne ufficialmente alla luce. Pesava 360 kg ed aveva due marce, un freno di legno sulla ruota posteriore e un motore monocilindrico alimentato a ligroina da 0,8 CV. Era la Patent-Motorwagen e da lì a poco il suo inventore, Carl Benz, e il suo futuro socio, Gottlieb Daimler, avrebbero cambiato per sempre il corso della Storia, e non solo dei trasporti.

Il brevetto della Patent-Motorwagen, risalente al 29 gennaio 1886, segna una data considerata a tutti gli effetti la data di nascita dell’automobile. La grande popolarità della Patent-Motorwagen arrivò circa due anni dopo, grazie al coraggio di una donna: Bertha Benz. Per dimostrare a tutti l’affidabilità dell’auto, all’alba di un giorno d’agosto del 1888 e all’insaputa del marito Carl, Bertha si mise alla guida di una delle sue auto a tre ruote e insieme ai figli Eugen e Richard percorse i quasi 90 km che separavano Mannheim da Pforzheim. In un'epoca in cui le donne non avevano diritto né di voto né di avere un conto in banca né di accettare un'eredità senza il permesso del marito, Bertha Benz compì il primo lungo viaggio in auto della storia. La notizia dell’evento fece in poco tempo il giro del paese, rendendo l’invenzione sempre più conosciuta e apprezzata e dando una vera e propria "patente" di affidabilità e autenticità a questo nuovo ritrovato.
Mentre Benz procedeva con le sue invenzioni, un altro grande ingegnere si faceva strada nel mondo delle automobili: Gottlieb Daimler. Daimler nasce il 17 marzo 1834 a Schorndorf, nel sud della Germania. Dopo una formazione da armaiolo ed esperienze in Francia, giunge a Geislingen, dove ha inizio il suo cammino come designer industriale. Nel 1865, l'incontro con Wilhelm Maybach segna l'inizio di una straordinaria collaborazione. Con il supporto di Maybach, nel 1884, sviluppò il motore a quattro tempi e ad alta velocità noto come l’"Orologio del Nonno", una vera e propria pietra miliare nella storia dell'automobile. Daimler, in particolare, si dedicò a sviluppare motori compatti e potenti, mentre Benz perseguì la visione di veicoli innovativi e affidabili.
Dopo diverse esperienze e importanti sperimentazioni nel settore, come quelle sul motore a combustione interna in quattro tempi con Wilhelm Maybach, il 28 novembre 1890 Daimler fondò la "Daimler-Motoren-Gesellschaft" (DMG). Il primo veicolo a motore di Daimler è del 1886: è una carrozza di lusso ("Motorkutsche") cui è staccato l'aggancio ai cavalli e aggiunto un motore a 1 cilindro, che le permette di viaggiare a 18 km/h. Sin dall’inizio, Daimler e Benz si impegnarono a rispettare i più alti standard qualitativi e nel periodo antecedente la Prima Guerra Mondiale, malgrado la grande concorrenza, conquistarono la ribalta. Daimler e Benz, acerrimi rivali, erano nello stesso tempo uniti da obiettivi comuni, per esempio quello di usare la propulsione a motore in ogni ambito, in terra, in cielo, in mare.
L'Emblema Eterno: La Stella a Tre Punte
Da quella prima auto alimentata a petrolio, passarono 38 anni prima che Mercedes-Benz registrasse il marchio registrato che oggi tutti conosciamo, quello con la stella nel cerchio. Era il 1923, infatti, quando la Daimler-Motoren-Gesellschaft (DMG) chiese all’Ufficio Brevetti la protezione del modello di utilità dello storico emblema della Casa di Stoccarda e di altre sue varianti. L'originale logo della Stella a tre punte, circondata da una corona di alloro dopo la fusione, simboleggiava l'audace obiettivo di Mercedes-Benz: essere protagonista in terra, in cielo e in mare. Da quel momento, il tappo a vite dell’acqua di raffreddamento è diventato immediatamente il piedistallo perfetto per quel simbolo che da 100 anni è garanzia di eccellenza, passione e successo.

È stato possibile ammirare per lungo tempo una stella Mercedes del tutto particolare - del diametro di 5 metri - al museo Mercedes-Benz di Stoccarda, prima che questa tornasse al suo posto presso la torre della stazione della città. Visitando il museo, invece, si possono continuare ad apprezzare da vicino 160 veicoli e oltre 1500 oggetti per ripercorrere la storia del marchio tedesco che dal 1886 non ha mai smesso di essere simbolo di innovazione.
Visita al museo Mercedes Benz di Stuttgart: Vi portiamo con noi nella storia dell'automobile
Dalla Rivalità all'Unione: La Nascita di Mercedes-Benz
Dopo che durante la Prima Guerra Mondiale il ritmo di produzione si abbassò di molto, riducendosi ai minimi termini con la crisi del dopoguerra, passarono diversi anni prima che si realizzasse la storica - e provvidenziale - fusione con la concorrente Benz&Cie nel 1926. Il contesto della Germania dopo il conflitto era di fortissima difficoltà, atterrata dalle pesanti limitazioni alla produzione militare e industriale, e deflazione e crisi economiche facevano temere il peggio per entrambe le società. La fine del conflitto pose la Mercedes di fronte a serie difficoltà economiche. L'inflazione era galoppante, le risorse erano poche e i dipendenti da stipendiare erano troppi per la Daimler proprietaria della Mercedes. Dal momento che anche alla Benz la situazione era altrettanto difficile, nel 1921 furono avviate le trattative per un'ipotetica fusione, ma ancora si ritenne che il momento non era arrivato.
Il 1926 segnò una svolta epocale nel mondo dell’automobilismo. Daimler e Benz avevano lasciato un'eredità straordinaria e le loro aziende, la Daimler-Motoren-Gesellschaft e la Benz & Cie., decisero di unire le forze per superare la crisi economica che attraversava la Germania e creare un marchio che incarnasse la quintessenza del lusso e dell'innovazione. Mossa vincente, e quanto mai gravida di conseguenze per la storia dell'automobile, fu la decisione della fusione tra le due, con la Deutsche Bank che si fece carico di risolvere i conflitti di concezione tra i due gruppi. Daimler aveva sempre più puntato sulla diversificazione, sulla produzione di motori anche per aerei e navi, mentre Benz aveva dato maggiormente priorità allo sviluppo di automobili il più possibile avanzate e moderne. Nel 1926 il marchio con il nome della figlia di Jellinek fu esteso a tutta la produzione di Mercedes-Benz, e da allora è rimasto invariato e si identifica con la più antica Casa costruttrice di auto di lusso al mondo.
In tempi brevissimi, i due ex-concorrenti riuscirono ad armonizzare la gamma. Negli anni ’30 la Daimler-Benz (proprietaria, ovviamente, del marchio Mercedes-Benz) presentò al Salone di Colonia una serie di nuovi modelli, tra i quali riscossero grande successo l’autocarro L5 da 5 tonnellate, dotato del primo sei cilindri diesel al mondo, e l’acclamatissimo camion Lo 2000. Nacquero le prime auto con motore potenziato da un compressore prodotte in massa, le prime dodici cilindri prodotte in serie al mondo, e comunque automobili di lusso senza uguali in Europa, tecnologicamente avanzate e di qualità eccelsa. Naturalmente anche dal punto di vista sportivo le Mercedes costituivano un’eccellenza. Da quel momento, la strada per la casa della Stella è stata luminosa e costellata di grandi successi.
Capolavori su Ruote: I Modelli Iconici che Hanno Fatto la Storia
Fin dalle sue origini, e ancor più dopo la fusione, Mercedes-Benz ha costellato la sua storia di modelli che non sono stati semplici mezzi di trasporto, ma vere e proprie icone di design, ingegneria e prestigio. Ogni veicolo ha contribuito a rafforzare l'immagine di un marchio che ha sempre guardato al futuro, senza mai dimenticare la propria tradizione di eccellenza.
Tra i modelli più importanti in esposizione al museo Mercedes-Benz, è impossibile non citare la Daimler Motor Car, considerata a tutti gli effetti la prima auto di lusso che l’anno scorso ha celebrato i 130 anni dalla sua nascita. Il veicolo, osservato oggi, assomiglia a una carrozza, con la sola differenza che non aveva bisogno di cavalli per spostarsi. Uno dei primi clienti ad acquistare questa auto fu una personalità di assoluta eccellenza: Mulai al-Hassan I, il sovrano del Marocco che regnò dal 1873 al 1894. Il fatto che fu lui uno dei primi clienti Daimler, pose le basi per rendere Mercedes-Benz la più antica casa automobilistica di lusso nel mondo. Tra gli elementi distintivi di quest’auto vi sono la cremagliera dello sterzo davanti al sedile, una grande ruota dentata con una solida trasmissione a catena tra le ruote posteriori e un motore discretamente integrato nella carrozzeria. Nonostante oggi la velocità massima del mezzo non risulti per nulla interessante (18 km/h), per il tempo si trattava di una caratteristica assolutamente insuperabile, prova dell’efficienza del motore a combustione. A riprova di ciò, Mulai al-Hassan I commissionò alla Daimler-Motoren-Gesellschaft anche una barca dotata della nuova trasmissione a motore.

Dopo la guerra e la ricostruzione, la Mercedes 300, a sei cilindri, una lussuosa berlina di rappresentanza, prodotta tra il 1951 e il 1961 in 13.000 esemplari, divenne il simbolo della nuova Germania. Fu l'unica vettura su cui salirono sia Konrad Adenauer, capo della CDU e poi primo cancelliere democratico, sia Kurt Schumacher, leader dell’opposizione di sinistra, sia Ludwig Erhard, il padre del miracolo economico tedesco. La versione limousine scoperta è quella su cui girò per Berlino Ovest J.F. Kennedy, quando condannando il muro pronunciò le famose parole “Ich bin ein Berliner”. Un altro grande successo fu la 180, ribattezzata Ponton (scocca portante) per la sua carrozzeria a struttura portante, costruita tra il 1954 e il 1962 in 270.000 esemplari. Era una vettura dalle linee snelle e tondeggianti, dal comfort interno straordinario, silenziosa, potente, robusta. Potremmo continuare l’elenco dei successi citando la 220, prima auto al mondo con l’abitacolo di sicurezza, un esempio della costante introduzione di innovazioni nell'industria automobilistica, come l'ABS, l'airbag e il cambio automatico.
Tra linee intramontabili e innovazioni che hanno rivoluzionato il modo comune di immaginare l’automobile, Mercedes-Benz si è sempre confermata una casa automobilistica con lo sguardo puntato sul futuro. Oltre alla Daimler Motor Car, diversi modelli iconici hanno fatto la storia della casa della Stella.
Mercedes 300 SL Gullwing: sulle ali della leggenda
La 300 SL Ali di Gabbiano del 1955 rappresenta certamente uno dei modelli più iconici della casa della Stella. Già all’epoca, il suo motore 3.0 a sei cilindri in linea da 215 CV poteva superare i 250 Km/h, identificandola come una supercar dalla linea unica e intramontabile. Così chiamata per le porte incernierate sul tetto, è stata definita la sportiva del secolo. Il modello di Gullwing più costoso è stato venduto a un’asta nel 2014 per l’equivalente di 2,3 milioni di euro.

Mercedes SLR McLaren Stirling Moss: giovane e sorprendente
Si tratta di un’auto giovanissima, risalente solo al 2009, ma che si è posizionata tra le Mercedes più costose in assoluto: la SLR McLaren Stirling Moss è stata infatti venduta pochi anni fa per 2,6 milioni di euro. Il modello fa parte della serie limitata di 75 esemplari dedicata proprio a Stirling Moss, pilota inglese vittorioso nella Mille Miglia del 1955. Le sue performance sono sorprendenti: il motore 5.4 V8 da 660 CV le conferisce infatti una velocità massima di 354 km/h con un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 3,5 secondi.
Mercedes 500 K Cabriolet A: lusso d'anteguerra
Prodotta in soli 36 esemplari, la 500 K (che sta per Kompressor) Cabriolet A si inserisce nella cerchia delle lussuose e veloci automobili dell’anteguerra. Questi veicoli, acquistati dai facoltosi intenditori dell’epoca, erano caratterizzati da un motore 8 cilindri in linea di 5 litri e 160 CV. Nel 2015, uno di questi modelli è stato venduto all’asta al prezzo di 2,7 milioni di euro.
Mercedes 300 SL Roadster: l'evoluzione della sportiva
Derivante dalla leggendaria 300 SL con ali di gabbiano, la Mercedes 300 SL Roadster differisce per delle evidenti modifiche alla carrozzeria: le portiere ad apertura orizzontale e il tetto apribile rappresentavano infatti le principali novità rispetto alla “sorella”. Nel 2018 ne è stato venduto un esemplare al prezzo di 3,1 milioni di euro, record assoluto mondiale per questo modello.
La Mercedes SL rappresenta da oltre 70 anni un modello prestigioso per la casa della Stella, e oggi è disponibile in nuove versioni ancora più moderne e sportive sotto la veste AMG. Presso le concessionarie, inoltre, è possibile scoprire anche l’indistruttibile e amata Mercedes Classe G, il meglio che si può desiderare per chi cerca il brivido e la resistenza dell’off-road, senza rinunciare all’eleganza tipica di Mercedes.
Tra Grandi Sfide e Successi Globali: L'Evoluzione di un Colosso
Il contesto politico stava però pesantemente cambiando, e anche la Mercedes finì “nazificata”, cioè entrò sotto il controllo diretto del regime, in vista del prossimo conflitto mondiale. Il risultato fu una serie di bombardamenti da parte alleata che culminò nel 1944 in una distruzione totale dello stabilimento principale, a Sindelfingen.
Nel dopoguerra, fortuna volle che la sede della Mercedes si trovasse nella zona di occupazione americana. Grazie al piano di aiuti economici previsti dal Piano Marshall, dal nome dell’allora segretario di Stato USA, ripartì la Germania stessa e con lei le sue aziende, di cui la Mercedes fu traino. Nel 1949 la produzione mensile di vetture con la stella a tre punte raggiunse le mille unità, risultato di tutto rispetto considerato che si trattava di vetture di lusso.
Dal punto di vista societario, nel 1955 il 23% dell’azionariato venne acquisito dal Gruppo Flick, gigante della siderurgia e dell’industria pesante. Nel 1959 Daimler (la cui produzione superò per la prima volta 100.000 unità annue) comprò gli impianti di Auto Union e li rivendette sei anni più tardi alla Volkswagen, che poi li trasformò nel rinato marchio Audi. Negli anni Ottanta la casa, guidata da Eduard Reuter, decise di acquisire l’azienda elettronica AEG, in fortissima difficoltà. La decisione si rivelerà tutt’altro che azzeccata, e la Mercedes sarà costretta a smembrarla e venderla alla concorrenza.
Ma nel 1998, un’altra decisione rischiosa, ai limiti del fatale. Fu il momento della fusione con la Chrysler: nacque la DaimlerChrysler. Il risanamento della Chrysler però non avvenne, il marchio americano tornò già nel 2002 a pesanti conti in rosso, e nel 2007 la Daimler si decise a cederlo. Ma ormai i settori di ricerca e sviluppo erano in forte ritardo rispetto alla concorrenza, e la clientela non era stata ad aspettare. Per quanto i vertici vennero radicalmente rinnovati, e il fautore della fusione Jurgen Schrempp sostituito da Dieter Zetsche, i tempi furono difficilissimi. Liberatasi della Chrysler, e anche nel 2009 della McLaren, la holding della Daimler, che oggi comprende attualmente solo Maybach e Smart, si risanò però rapidamente.
Oggi la Germania è la prima tra le nazioni europee dal punto di vista industriale, finanziario ed economico; ha un mercato automobilistico di circa 3 milioni di automobili nuove all’anno e produce 5,4 milioni di automobili all’anno. E i tedeschi comprano per il 72% dei casi vetture di produzione nazionale. Un risultato a cui non è certo estranea la Mercedes-Benz, che nel 1913 ha inaugurato uno stabilimento di motori a Pechino, la fabbrica Beijing Benz Automotive Corporation (BBAC), primo stabilimento di motori per automobili nella storia aziendale ad essere costruito al di fuori dei confini della Germania. Da oltre 50 anni Mercedes-Benz Italia rappresenta i Marchi della Casa di Stoccarda nel nostro Paese. Con oltre 400 collaboratori diretti e una rete di 55 concessionari sul territorio, è responsabile del business italiano di Mercedes-Benz Cars e Mercedes-Benz Vans, incentrando la propria attività sulla vendita di vetture e vans e sulla promozione dei servizi post vendita. Il Centro Logistico di Capena è uno dei fiori all'occhiello di Mercedes-Benz Italia, dove la promozione della cultura della sicurezza, attraverso eventi che coinvolgono tutti i collaboratori, ha permesso di ottenere risultati invidiabili.