Ford Fiesta Ghia 1980: Un'Icona di Stile e Innovazione nell'Utilitaria Europea

La Ford Fiesta, sin dal suo concepimento, ha rappresentato un punto di svolta nel panorama automobilistico europeo, incarnando un connubio di praticità, innovazione e accessibilità. In particolare, la versione Ghia del 1980 si distingue come un esemplare emblematico di questa filosofia, offrendo un'interpretazione più raffinata e dotata di un fascino intramontabile che ancora oggi cattura l'attenzione degli appassionati. Per comprendere appieno il valore e il significato della Fiesta Ghia 1980, è fondamentale ripercorrere le origini del progetto, le sue evoluzioni stilistiche e tecniche, e le peculiarità che l'hanno resa un successo commerciale e un'icona di stile.

Le Origini di un Progetto Rivoluzionario: Il Progetto "Bobcat"

Il viaggio della Ford Fiesta inizia a fine 1969, quando Lee Iacocca, allora presidente della Ford Division, espresse la visione di creare una vettura compatta e a basso costo destinata al mercato europeo. Questa ambiziosa iniziativa diede vita al progetto dal nome in codice "Bobcat", che non mirava solo alla produzione di un nuovo modello, ma anche alla costruzione di nuovi impianti e allo sviluppo di tecnologie innovative, come la trazione anteriore, già adottata con successo dalla concorrenza.

Il primo passo concreto fu la decisione di stabilire un nuovo impianto di assemblaggio a Almussafes, nella provincia di Valencia, in Spagna. Questo progetto beneficiò del sostegno del Re Juan Carlos I, che aveva da poco assunto la corona spagnola. In quel periodo, la Spagna stava vivendo un significativo slancio economico, preparandosi a riconquistare il suo ruolo di potenza europea.

Nel frattempo, ingegneri e designer di diversi centri stile americani ed europei, tra cui Dunton nel Regno Unito, Colonia in Germania e la Ghia di Torino, si misero al lavoro. Questi centri stilistici crearono diverse maquette basate sulle specifiche tecniche fornite dagli ingegneri. Per sondare l'opinione pubblica, questi prototipi furono esposti in segretezza a Losanna, in Svizzera, a clienti provenienti da vari mercati europei.

Il prototipo che avrebbe definito l'aspetto esteriore della prima "Fiesta" fu denominato "Wolf" e fu realizzato dalla Ghia a Torino, sotto la supervisione dei designer Tom Tjaarda e Paolo Martin. Quest'ultimo rivelò in un'intervista alla rivista "Automobilismo" che, al fine di accelerare i tempi di sviluppo, il prototipo di forma fu costruito su un pianale della Fiat 127. La carrozzeria originale della Fiat fu radicalmente rimossa e sostituita, dimostrando un approccio ingegnoso e pragmatico alla fase di progettazione.

Modello di studio della Ford Fiesta

L'Approvazione e la Scelta del Nome: Fiesta, un Nome che Porta Allegria

Nel settembre del 1972, Henry Ford II diede il suo benestare alla creazione del progetto "Bobcat". L'approvazione definitiva arrivò nel dicembre 1973, in seguito alla crisi petrolifera. Il Comitato di Direzione Ford, infatti, diede il via libera al progetto "Bobcat" soprattutto per le caratteristiche intrinseche della vettura: compatta, leggera e dai consumi ridotti, qualità che la rendevano particolarmente adatta al contesto socio-economico del tempo. La costruzione del nuovo impianto di Valencia iniziò il mese successivo.

La scelta del nome definitivo non fu immediata e si protrasse fino al 1974. Ford ridusse l'iniziale lista di 50 nomi a soli cinque: Bravo, Fiesta, Amigo, Strada e Pony. Sebbene "Bravo" fosse il nome preferito dalla dirigenza, fu Henry Ford II a voler assumersi la responsabilità della scelta finale. Optò per "Fiesta", un nome percepito come dinamico, allegro e che, soprattutto, omaggiava la nuova alleanza strategica tra Ford e la Spagna.

Caratteristiche Tecniche e Innovazioni della Prima Generazione

La Fiesta di prima generazione segnò un traguardo significativo per Ford, diventando la prima vettura a trazione anteriore del marchio a ottenere un notevole successo commerciale. Tuttavia, è importante notare che non fu la prima Ford a trazione anteriore in assoluto; questo primato spetta alla Ford Taunus 12M del 1962.

La Fiesta adottava all'anteriore lo schema MacPherson, un brevetto dell'ingegnere Earle S. MacPherson, che in seguito divenne vice presidente di Ford. Tra le altre caratteristiche tecniche degne di nota figuravano i finestrini con pellicole anti-rottura, cinture di sicurezza autobloccanti, il lunotto posteriore riscaldato e la disponibilità del tetto apribile come optional.

Al momento del lancio, la gamma motori includeva le unità "Valencia" a 4 cilindri in linea da 957 cc e 1.1 litri, entrambe con albero a camme laterale, e i motori da 1.3 e 1.6 litri, anch'essi con sistema ad aste e bilancieri. Questi motori derivavano dai più potenti "Kent" montati sulla Ford Escort.

Le dimensioni della prima serie della Fiesta erano contenute: 3,57 metri di lunghezza, 1,57 metri di larghezza e 1,36 metri di altezza. La carrozzeria era inizialmente disponibile esclusivamente a 3 porte. La meccanica era convenzionale per l'epoca, con trazione anteriore, un avantreno a ruote indipendenti, un retrotreno a ponte rigido con barra Panhard, un cambio a 4 marce e un impianto frenante misto.

Schema meccanico della Ford Fiesta prima serie

La Gamma e l'Evoluzione Stilistica: Dalla Base alla Ghia

Al momento del lancio, la gamma della Fiesta era articolata su diverse versioni:

  • "Base": Equipaggiata con il motore da 957 cc da 45 CV.
  • "L": Disponibile con il motore da 957 cc da 45 CV o con l'unità da 1117 cc da 53 CV.
  • "Ghia": Offriva una scelta di motori più ampia, includendo il 957 cc da 45 CV, l'1117 cc da 53 CV e il 1297 cc da 65 CV.
  • "S": La versione sportiva, equipaggiata con il motore da 1117 cc da 53 CV.

Nel 1977, la gamma si arricchì con la versione "1.3 S", dotata del motore da 1297 cc da 66 CV. Esteticamente, questa versione era molto simile alla "1.1 S", distinguendosi principalmente per la scritta adesiva "1300" sulla parte posteriore della fiancata.

Un'ulteriore evoluzione significativa si ebbe nel 1980 con l'introduzione della versione "GL". Questa nuova versione si posizionava come un allestimento intermedio tra la "L" e la più lussuosa "Ghia", offrendo un equilibrio tra comfort e prezzo.

La versione base era facilmente riconoscibile per i paraurti neri, una caratteristica condivisa con le versioni "1.1 S" e "1.3 S", in contrasto con le finiture cromate presenti su altri allestimenti. La versione "Ghia", invece, si distingueva per un profilo laterale lucido, cerchi in lega e cornici cromate attorno ai finestrini, elementi che ne accentuavano l'eleganza e il posizionamento premium all'interno della gamma.

I Punti di Forza della Fiesta: Leggerezza, Efficienza e Spazio

I punti di forza della Ford Fiesta risiedevano in una serie di caratteristiche che la resero estremamente competitiva e apprezzata dal pubblico. Uno degli aspetti più rilevanti era il suo peso molto ridotto, che si aggirava intorno ai 700 kg. Questa leggerezza, unita a un'ottima aerodinamica - con un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di soli 0.42 - incideva positivamente sui consumi di carburante. Ad esempio, la versione equipaggiata con il motore da 1.0 litri da 40 CV registrava un consumo di 5,6 litri ogni 100 km alla velocità costante di 90 km/h, 8,2 litri a 120 km/h e 7,9 litri nel ciclo urbano.

Oltre all'efficienza nei consumi, la Fiesta offriva un volume di carico sorprendentemente generoso per le sue dimensioni compatte, con ben 1200 litri di capacità massima. A ciò si aggiungeva una buona visibilità dal posto di guida, un elemento cruciale per la sicurezza e il comfort nella guida quotidiana.

Il comportamento della vettura in caso di impatto venne ulteriormente ottimizzato grazie all'utilizzo dei primi programmi di simulazione al computer, un approccio innovativo per l'epoca che dimostrava l'impegno di Ford nello sviluppo di soluzioni di sicurezza avanzate.

Infografica sui consumi di carburante della Ford Fiesta

L'Espressione Sportiva e le Serie Speciali

Seguendo il successo ottenuto nel Rally di Monte Carlo, Ford offrì agli acquirenti della Fiesta una modifica sportiva per il motore da 1297 cc da 66 CV. Questa elaborazione, che portava la potenza a 75 CV, prevedeva l'installazione di due carburatori Weber e di scarichi modificati, conferendo alla vettura prestazioni più vivaci.

Nel gennaio del 1979, per celebrare il raggiungimento di un milione di esemplari prodotti, venne introdotta la serie speciale "Million Edition". Venduta in Italia al prezzo di 4.256.000 lire franco concessionario, questa versione rappresentava un omaggio al successo globale della Fiesta.

Al Salone di Ginevra del 1980, Ford presentò la Fiesta "Supersport". Questo allestimento sportivo si caratterizzava per un assetto ribassato, cerchi in lega leggera da 13 pollici con pneumatici 185/60, uno spoiler anteriore e posteriore, codolini in plastica sui passaruota e sedili avvolgenti con poggiatesta integrato.

Il Restyling del 1981 e l'Arrivo della XR2

Nell'agosto del 1981, l'intera gamma Fiesta subì un leggero restyling. Questo aggiornamento interessò anche l'introduzione di una nuova versione di accesso alla gamma, denominata "Casual". Le modifiche principali includevano paraurti più grandi con angoli in plastica per tutte le versioni (con rostri sulle versioni "S" e "Ghia"), nuovi sedili anteriori più confortevoli derivati dalla Escort, e cerchi da 13 pollici sulle versioni "S" e "Quartz".

La gamma aggiornata comprendeva, oltre alla "Casual", le versioni "L" (con motori 950 o 1.1), la "GL" (solo 1.1), la "Quartz" (950 o 1.1), la "Ghia" (950 o 1.1) e la "S" (1.1 o 1.3).

Il restyling segnò anche il debutto della versione sportiva per eccellenza: la XR2. Dotata di un motore da 1596 cc capace di erogare 82 CV, la XR2 si distingueva per una caratterizzazione estetica simile alla precedente "Supersport", ma con l'aggiunta di fari e fendinebbia anteriori rotondi e cerchi in lega da 13 pollici dal nuovo disegno. La XR2 raggiungeva una velocità massima di 171 km/h e accelerava da 0 a 100 km/h in 10,1 secondi, confermandosi come la Fiesta più performante della prima generazione.

Ford Fiesta Turbo : La Storia completa . L'unica monografia esistente

La XR2 servì anche come base per il concept Ghia Barchetta, presentato al Salone di Francoforte nel 1983, dimostrando la versatilità del pianale Fiesta e la capacità di Ghia di interpretare il design in chiave futuristica.

La Fiesta in Nord America: Un Capitolo Diverso

La prima serie della Ford Fiesta ebbe anche una presenza sul mercato nordamericano, dove fu venduta dal 1977 al 1981. Il modello destinato agli Stati Uniti presentava alcune differenze rispetto alla versione europea. Tra queste, i proiettori anteriori rotondi di tipo alogeno, paraurti più grandi progettati per un miglior assorbimento d'energia, catadiottri laterali e un motore differente: un 1.596 cc Kent equipaggiato con un convertitore catalitico per rispettare le normative sulle emissioni.

Gli allestimenti disponibili in Nord America, che non subirono modifiche sostanziali nel corso degli anni, erano: Base, Decor, Sport e Ghia, quest'ultimo a posizionamento top di gamma. La Fiesta nordamericana, prodotta negli stabilimenti tedeschi di Ford, beneficiava anche di una scocca più robusta e adattata alle stringenti normative di sicurezza americane, oltre a offrire opzioni non disponibili in Europa, come il climatizzatore manuale.

La Fiesta nordamericana fu indirettamente sostituita dalla Ford Escort nel 1981 (la sua vera erede sarebbe stata la Festiva, lanciata nel 1987), dopo aver totalizzato circa 300.000 esemplari venduti.

La Ford Fiesta Ghia del 1980 rappresenta non solo un modello automobilistico, ma un pezzo di storia. Incarna l'ingegnosità di Ford nel rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione, combinando design accattivante, innovazioni tecniche e un'attenzione particolare al comfort e allo stile, soprattutto nella sua declinazione Ghia. La sua eredità perdura, testimoniando la capacità di un'utilitaria di diventare un'icona.

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