La Ford Mustang, un nome che evoca immediatamente immagini di potenza, libertà e stile americano, ha attraversato numerose trasformazioni nel corso della sua storia. Tra queste, la terza generazione, prodotta dal 1979 al 1993, rappresenta un capitolo significativo, segnato da innovazioni tecniche, restyling audaci e una costante evoluzione per adattarsi ai tempi. Nata in un periodo di profondi cambiamenti nel settore automobilistico, questa generazione ha saputo mantenere viva la fiamma della muscle car, pur abbracciando nuove esigenze di efficienza e design.

La Genesi del Progetto Fox
Il concepimento della Ford Mustang di terza generazione affonda le sue radici nel febbraio 1976, quando iniziarono i primi disegni e modelli di stile. Questi primi bozzetti raffiguravano una sportiva dall'aspetto geometrico, squadrato, più razionale e rigoroso, pur presentando alcune soluzioni che furono poi scartate, come le profonde scanalature sulla fiancata. Tuttavia, l'andamento del montante C era già ben definito, elementi che avrebbero poi contribuito a definire l'identità visiva del modello.
In questa fase iniziale, vennero disegnate quattro soluzioni stilistiche: due con un'impostazione più contemporanea e conservatrice, e altre due che osavano uno sviluppo più futuristico. I tecnici Ford optarono per la via della moderazione, plasmando gradualmente lo stile della vettura. La mascherina e l'intera sezione anteriore divennero sempre più dettagliate e precise, fino a quando un mock-up non rivelò quali elementi sarebbero stati destinati alla produzione.
Il lancio ufficiale della Mustang di terza generazione avvenne nel 1979. Questa nuova incarnazione era basata sulla piattaforma Fox, originariamente sviluppata per la Ford Fairmont e la Mercury Zephyr del 1978. La carrozzeria era più grande rispetto al modello precedente, con un passo maggiorato, e includeva sia una coupé a tre volumi che, dal 1983, una versione decappottabile. I motori e le trasmissioni erano inizialmente ripresi dalla Mustang II, segnando un percorso di continuità e allo stesso tempo di rinnovamento.
La scelta della piattaforma Fox permise alla Mustang di adottare dimensioni più gestibili rispetto alle generazioni precedenti, un requisito fondamentale in un'epoca post-crisi petrolifera. Lee Iacocca, l'ideatore della prima Mustang e divenuto presidente della Ford Motor Company nel 1979, aveva infatti ordinato che la nuova Mustang fosse più piccola e più efficiente. Questa strategia si era già manifestata con l'introduzione della "Mustang II" nel settembre 1973, due mesi prima della prima crisi petrolifera, e le sue dimensioni ridotte le permisero di competere efficacemente con coupé sportive d'importazione giapponese come Datsun 240Z e Toyota Celica.

Le Versioni e le Evoluzioni: Un Percorso Dinamico
La terza generazione della Mustang ha visto una serie di modelli e aggiornamenti significativi che ne hanno caratterizzato l'evoluzione.
La Nascita della Cobra (1979-1981)
La versione Cobra fece il suo debutto nel 1979, distinguendosi per una serie di elementi estetici specifici. La Cobra presentava una griglia, finiture e modanature nere (eccetto i pannelli dei finestrini posteriori, che erano verniciati in tinta con la carrozzeria), così come tutta la parte inferiore della carrozzeria. Tutte le Cobra erano dotate di una piccola presa d'aria finta sul cofano, non funzionante, ma necessaria per fornire più spazio al filtro dell'aria a causa della maggiore altezza del motore Turbo da 2,3 litri. È interessante notare che lo spoiler posteriore non era incluso sui modelli del 1979, poiché debuttò dapprima sulla versione 500 Miglia di Indianapolis.
Il Ritorno della GT (1982)
Nel 1982, la Ford reintrodusse nella gamma Mustang il modello GT. Questo doveva essere un modello ad alte prestazioni, una vera e propria nuova Muscle car. Il motore adottato era il Windsor V8 da 5,0 L (302in3) con una potenza di 157 hp (134 kW). La trasmissione era a quattro marce e lo schema delle sospensioni era compatto. La vettura venne pubblicizzata con lo slogan "The Boss is Back", a sottolineare il ritorno alle radici sportive del marchio.
Alla fine del 1982, furono introdotti alcuni cambiamenti e miglioramenti, caratterizzati da una parte anteriore ridisegnata con un muso più arrotondato e una griglia carenata. Comparvero anche nuovi fanali posteriori orizzontali più larghi con indicatori di direzione color ambra. Questa fu anche la prima Mustang a utilizzare il logo dell'ovale blu di Ford, un dettaglio che segnò un'ulteriore evoluzione stilistica.
Innovazioni Motore e la Decappottabile (1983)
Il 1983 vide l'aggiunta della versione decappottabile, che era equipaggiata con il nuovo motore Essex V6 da 3,8 litri, destinato a sostituire il motore a 6 cilindri in linea da 3,3 litri. Il motore V8 small block 302 (4,9 litri) ricevette un carburatore a quattro corpi e un nuovo collettore di aspirazione, portando la potenza a 175 CV (130 kW). Anche la Turbo a quattro cilindri da 2,3 litri beneficiò di aggiornamenti, ricevendo l'iniezione e più potenza, arrivando a 145 CV (108 kW). Questi miglioramenti evidenziano l'impegno di Ford nel mantenere la Mustang competitiva e all'avanguardia per l'epoca.

La Mustang SVO (1984-1986): Un'Anima Sportiva Innovativa
La Mustang SVO (Special Vehicle Operations) fu introdotta nel 1984 e venne prodotta fino al 1986. Nata in un periodo post-crisi petrolifera e di nuove normative sull'inquinamento e sui consumi, la SVO rappresentava la risposta di Ford alla necessità di modelli prestazionali in un contesto di appiattimento generale delle potenze. La Ford si rivolse alla sua divisione, da poco creata, Special Vehicle Operation, da cui la sigla di questo modello.
La vettura che ne emerse fu una Mustang che si ispirava per estetica e meccanica al modello standard, mentre per il livello di prestazioni era più vicina alle vetture elaborate da Shelby o alla Boss. Come motore venne scelto, al posto del V8 da 4.9 L (302 in3) non più in linea con le recenti normative, un quattro cilindri in linea di 2,3 L (140 in3) sovralimentato con turbocompressore. Su questo motore venne montato anche un innovativo sistema di iniezione elettronica e un intercooler (scambiatore di calore aria-aria). Venne anche installato un sistema che permetteva al conducente di regolare le prestazioni del motore in base alla qualità, standard o premium, del carburante.
Inizialmente, il quattro cilindri in linea turbocompresso da 2,3 litri produceva 175 CV (130 kW), vendendo poi potenziato a 205 CV (153 kW) nel 1986. La trasmissione era manuale a cinque marce. Furono effettuate anche altre modifiche rispetto alla Mustang standard, come una diversa geometria delle sospensioni, uno sterzo servoassistito con rapporto 15:1 e un primo sistema di controllo della trazione. Anche i freni furono sostituiti: da una coppia di dischi anteriori più una coppia di tamburi posteriori, ereditati dal pacchetto GT, si passò a quattro dischi autoventilanti. Per quanto riguarda le sospensioni, furono montati elementi Koni completamente regolabili. Per questa vettura vennero scelti dei cerchi in lega di alluminio a cinque razze su cui venivano montati i Goodyear P225-16 Eagle VR50 Gatorback. Nel tempo vennero rivisti rapporti e montato un sincronizzatore Hurst che ne migliorava la velocità e il feeling. Venne montato un nuovo sistema di raffreddamento e il motore sottoposto a costanti aggiornamenti raggiunse, nel 1986, una potenza di 200 hp.
Alcune differenze estetiche tra la SVO e il resto della gamma Mustang erano: freni a disco sulle quattro ruote, ruote in lega da 16 pollici e uno spoiler posteriore biplano specifico per le SVO.
Restyling del 1985 e 1987
Nel 1985, l'anteriore fu nuovamente ridisegnato con un muso senza griglia, caratterizzato solo da una fessura che fungeva da presa d'aria, conferendo un aspetto più pulito e aerodinamico. Sempre nel 1987, la Mustang subì, dopo otto anni, il suo primo importante restyling, conosciuto come modello 5.0. Questo aggiornamento rinfrescò l'estetica della vettura, mantenendola al passo con i tempi e continuando a soddisfare le aspettative degli appassionati.
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Dimensioni e Impatto
La Mustang di terza generazione, introdotta nel 1979, misurava 4.56 metri in lunghezza, 1.75 metri in larghezza e 1.32 metri in altezza. L'ingegnere capo del progetto T-5, Donald N. Frey (assistente e ingegnere di Lee Iacocca), supervisionò lo sviluppo complessivo dell'auto in soli 18 mesi per la prima generazione. La versione definitiva della prima generazione della Ford Mustang venne messa in produzione a fine aprile 1964, venendo interrotta alla fine del 1973. Il primo esemplare di Mustang è tuttora conservato presso l'Henry Ford Museum a Dearborn, Michigan, che ha messo in rete una sua foto. Questa vettura era stata acquistata all'epoca da un pilota di linea e fu poi riacquistata dalla Ford nel 1966.
La Minaccia della Probe e il Salvataggio degli Appassionati
Alla fine degli anni ottanta, pur rimanendo intorno alle 100.000 unità l'anno, le vendite della Mustang rallentarono, non essendo più comparabili con le vendite dei primi anni. La Ford annunciò l'intenzione di interromperne la produzione per sostituirla con la Probe, un modello a trazione anteriore che rappresentava una direzione stilistica e tecnica diversa.
Tuttavia, gli appassionati sommersero la Casa con centinaia di migliaia di lettere che richiedevano il salvataggio di questo modello. Allora la Ford concesse un'ulteriore chance a questa vettura, ma solo se le vendite si fossero attestate su buoni livelli. In caso contrario, il modello sarebbe stato eliminato dal listino. Questa mobilitazione dimostrò il profondo legame emotivo che i clienti avevano con la Mustang e la sua importanza come icona culturale.
L'Eredità della Terza Generazione e le Successive Evoluzioni
Nel novembre 1993, venne presentata la quarta generazione, che portava con sé la prima più importante riprogettazione in quindici anni di carriera. Con nome in codice "SN95", era basata su una versione aggiornata della piattaforma Fox a trazione posteriore chiamata "Fox-4". Il nuovo stile, nato dal designer Patrick Schiavone, riprendeva diversi spunti stilistici dalle precedenti Mustang. Per la prima volta dalla sua introduzione nel 1964, il modello fastback coupé a tre volumi non era più disponibile.
Ford presentò la Mustang di quinta generazione al North American International Auto Show del 2004; con nome in codice "S197", basata sulla nuova piattaforma D2C, la vettura fu totalmente riprogettata. Sviluppata sotto la direzione dell'ingegnere capo Hau Thai-Tang, già attivo nel programma IndyCar della Ford con Mario Andretti, e dal designer Sid Ramnarace, lo stile della quinta generazione si rifaceva ai modelli fastback della fine degli anni '60. Il designer di Ford J Mays lo definì "retro-futurismo". Il cambiamento rispetto alle precedenti generazioni fu radicale. Questa fu la prima generazione di Mustang pensata per il mercato globale, e non solo per quello statunitense. Le maggiori novità del modello furono a livello tecnico.
Il cambiamento rispetto alle serie successive non fu radicale, difatti, la sesta generazione mantiene l'ottimo telaio e scocca della serie precedente; anche il motore V8 è il Coyote della VI con lievi migliorie che danno una trentina di CV in più.
Recentemente, la Ford Mustang di settima generazione è stata presentata ufficialmente sul circuito australiano di Mount Panorama. Con l'iconico motore V8 da 5 litri e il suo inconfondibile suono, ispirata alla Mustang di prima generazione, la nuova Mustang ha una silhouette elegante e un assetto muscoloso. La fascia anteriore distintiva con l'iconico stemma Mustang montato sulla griglia e i fari a LED Tri-bar, uniti ai cerchi in lega Sinister Bronze e a un badge esclusivo, ne esaltano l'estetica. Il potente motore Ti-VCT V8 Coyote da 5,0 litri di quarta generazione eroga 453 CV di potenza e 540 Nm di coppia, oltre a tanta tecnologia intelligente, inclusi 12 altoparlanti ad alte prestazioni con una potenza di 860 W e prestazioni dei bassi migliorate con subwoofer nel bagagliaio. Un quadro strumenti personalizzabile e il sistema SYNC 4 con Connected Navigation e Ford Secure si integrano con lo smartphone per permettere di controllare tutto, dalla musica alla chiusura a distanza. La settima generazione accoglie il guidatore con una sequenza luminosa dei fari a 10 piedi di distanza e un'esclusiva accoglienza sul quadro strumenti digitale da 12,4" e sullo schermo SYNC 4 da 13,2".

Edizioni Speciali e Concept: L'Espressione della Creatività
Nel corso degli anni, la Mustang ha ispirato la creazione di numerosi modelli speciali e concept, testimonianza della sua versatilità e del suo impatto culturale.
La GT350 di Carroll Shelby (1965)
La GT350 è una versione speciale realizzata da Carroll Shelby, con il beneplacito della Ford, nel 1965. La carrozzeria scelta era quella della fastback, allora appena introdotta. Queste vetture speciali, ufficialmente designate solo GT350 senza far riferimento al nome del modello, erano in origine una normale Mustang di colore Wimbledon White con interni di colore nero. Sulla vettura era stato montato il motore ad alte prestazioni da 4,7 L (289 in3), freni a disco anteriori e trasmissione a quattro marce. Anche il motore ricevette una cura per incrementarne la potenza che arrivò, secondo la rivista, a circa 306 hp (228 kW).
Mustang California Special (GT/CS) (1968)
In questo contesto di edizioni speciali regionali venne alla luce, nel 1968, la Mustang California Special, o GT/CS. Essa venne realizzata traendo ispirazione dalla Shelby Little Red 67 e componendo insieme parti della Mustang GT, della Shelby Mustang 350 e della Shelby Mustang 500. Dopo aver ricevuto l'approvazione dalla casa madre per iniziare la produzione, nel febbraio del 1968 vennero esposti sette prototipi in varie concessionarie californiane. Due settimane dopo, gli ordinativi superarono il migliaio, motivo per cui, il giorno 17, venne avviata la produzione della CS nella fabbrica di San Jose.
La carrozzeria era molto più leggera rispetto alla versione base grazie all'introduzione di numerose parti realizzate in fibra di vetro. Altre caratteristiche particolari erano le targhette California Special apposte nella parte posteriore e le decalcomanie laterali con l'effigie GT/CS. Per il cliente era possibile richiedere qualsiasi colore o motore derivato dalle Mustang di serie da applicare alla propria California Special, rendendo ogni modello un esemplare unico.
Nel 2007, la Ford ha proposto una riedizione della CS sfruttando come base la Mustang GT di 5ª generazione. Lo sviluppo di tale vettura è stato affidato a Mark Wilson, manager del Ford's Vehicle Personalization Group. Tale modello è disponibile sia in versione coupé sia cabriolet. Esteticamente, la vettura presenta un paraurti anteriore con un piccolo spoiler integrato per aumentare il flusso d'aria da convogliare attraverso il radiatore. Oltre a ciò, è stato impiantato un sistema di scarico a doppio terminale, cerchi da 18" in alluminio avvolti in pneumatici ad alte prestazioni e una presa d'aria supplementare sul cofano. Il propulsore selezionato per essere montato sulla CS 2007 è stato il V8 a 3 valvole per cilindro 4,6 litri da 300 CV della Mustang GT potenziato di 20 CV. L'ultimo modello montava un propulsore 5.4L V8 DOHC 4 valvole per cilindro con una potenza di 390 CV. L'aerodinamica era stata migliorata con l'introduzione di un nuovo alettone posteriore, un coperchio per il vano motore ingrandito per ospitare il nuovo propulsore e di un kit di minigonne. Gli pneumatici montati erano BFGoodrich g-Force KD da 18 pollici. Per alleggerire la vettura sono stati eliminati la radio e il climatizzatore. Inoltre sono stati aggiunti sedili sportivi della Recaro.
Mustang SSP (Special Service Package) (1983)
La SSP (Special Service Package) era la vettura destinata alle forze di Polizia. La versione speciale che la Ford realizzò nel 1983 si basava sul modello 5.0. Le principali modifiche effettuate alla vettura riguardavano l'installazione degli equipaggiamenti necessari a svolgere il compito per il quale era stata realizzata. Questi variavano a seconda dell'Ente o dell'Agenzia che le acquisiva.

Giugiaro Concept
Realizzata dall'Italdesign sotto la guida di Fabrizio Giugiaro, questo Concept fu la reinterpretazione della Mustang in chiave latina, le cui linee vennero riprese per il restyling del 2010. Appariscenti gli interni con rivestimento in cavallino e la manopola del cambio simile alla manetta di un aeroplano. Gli esterni sono caratterizzati da una carrozzeria color arancione brillante con particolari neri, da grandi cerchi in lega da 20 pollici (realizzati dalla casa italiana OZ) montati su pneumatici 275/40 all'anteriore e 315/35 al posteriore, da un tetto in vetro panoramico, dalla presenza di portiere a forbice e da fari posteriori tripartiti a forma di triangolo. La Giugiaro Concept non fu solamente un esercizio di stile, infatti la vettura fu dotata del noto motore V8 Ford da 4,6 litri a tre valvole per cilindro sovralimentato da un compressore volumetrico con intercooler, per un totale di 500 cavalli.
GT-R Concept (2005)
Nel 2005, per festeggiare i 40 anni di produzione della Mustang, è stata creata la versione speciale da competizione GT-R Concept. La vettura, colorata con una vistosa livrea arancione Valencia, è stata realizzata dalla Saleen Special Vehicles sfruttando l'85% dei componenti delle Mustang di serie del 2005. Il restante 15% è stato costruito impiegando componenti ad alte prestazioni uniti all'inserimento del motore Cammer come propulsore della vettura. Tale motore è un V8 da 5.0 litri che eroga 440 CV di potenza. I pistoni sono forgiati, con un rapporto di compressione di 11.0:1. Il design è stato curato da Doug Gaffka, il quale, per conferire alla vettura un'aria molto sportiva al primo sguardo, ha provveduto a far installare numerose parti in carbonio, tra cui il cofano e lo spoiler posteriore. I paraurti anteriori sono stati ingranditi per permettere l'inserimento di nuove sospensioni da corsa e dei nuovi cerchi da 20" avvolti in pneumatici slick Pirelli da competizione da 275/35 all'anteriore e da 305/30 al posteriore. I terminali di scarico doppi in acciaio inox sono stati posizionati ai lati della vettura, poco prima delle ruote posteriori, per dare un tono ancora più aggressivo. I finestrini posteriori sono stati eliminati per fare posto al sistema di erogazione del combustibile del tipo dry break. Il cruscotto della Mustang di serie è stato sostituito con una versione in fibra di carbonio, su cui sono montati i manometri dell'acqua e della temperatura dell'olio. Il resto della strumentazione è stato inserito sul volante, simile a quello impiegato sulle vettura da Formula 1.
GT-H Fun
La realizzazione della nuova auto, denominata GT-H Fun, è stata compiuta dal Ford Racing Performance Group. Per migliorare le prestazioni del motore V8 da 4,6 litri, è stata aggiunta una griglia di alluminio davanti al radiatore e delle prese d'aria sui lati della vettura. La potenza è stata portata a 325 CV grazie a un pacchetto di potenziamento fornito dal Ford Racing Performance Group. La tenuta in strada è assicurata da pneumatici P235/55ZR17 che racchiudono cerchi in alluminio da 17" e dal pacchetto di potenziamento della maneggevolezza Ford Racing Handling Pack FR3. Meccanicamente la vettura monta un propulsore V8 da 4,6 litri che eroga la potenza di 315 CV. La taratura del motore è stata eseguita in modo tale da migliorare la risposta della valvola a farfalla. Telaio e sospensioni sono stati ottimizzati per migliorare le prestazioni del motore. Di fatto è stato introdotto un roll-bar specifico per questa versione con una struttura tower-to-tower che garantisce un notevole incremento di rigidità torsionale e laterale del telaio. Le pastiglie dei freni sono state potenziate per aumentare la sensibilità di risposta alla pressione del pedale e per limitarne il deterioramento. I cerchioni in alluminio Euroflange sono inseriti all'interno di pneumatici ad alte prestazioni da gara P235/50ZR 18 BF Goodrich g-Force T/A KDWS. Per migliorare il raffreddamento del motore, è stata impiantata una presa d'aria dietro il faro anteriore sinistro. Questa configurazione, unita alla modifica al rivestimento del cofano, permette un miglioramento esponenziale del raffreddamento del propulsore. Ulteriori modifiche sono state introdotte all'iniettore del carburante, il quale calcola la quantità di coppia da fornire al motore in base al combustibile impiegato.
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550R Tjaarda (dal film Fast and Furious - Solo parti originali)
In occasione della realizzazione del film Fast and Furious - Solo parti originali, vennero realizzati tre esemplari speciali della Mustang GT 500. Denominati 550R Tjaarda, erano dotati un propulsore V8 Ford 4.6 sovralimentato da 470 CV di potenza gestito da un cambio manuale a cinque rapporti. Sia nella sezione anteriore sia in quella posteriore erano presenti sospensioni Ford Racing FR500, mentre l'impianto frenante era costituito da freni a disco Baer Extreme da 14".
Warriors in Pink (2008-2009)
Nel 2008, la Ford, per portare il proprio sostegno alla campagna di raccolta fondi "Warriors in Pink" organizzata dall'associazione per la lotta contro il tumore al seno Susan G., ha lanciato una serie limitata. Questa serie è costituita da 2.500 esemplari, tutti derivati dalle Mustang Premium Array V6, sia in versione coupé sia convertibile. Tali vetture sono state dotate di numerosi stemmi rappresentanti un nastro rosa inseriti sotto il logo laterale Mustang e sui tappetini interni. Inoltre, sempre di colore rosa sono le cuciture dei sedili in pelle, le decalcomanie sulla carrozzeria e le cuciture delle razze del volante. Nel 2009, visto l'enorme successo dell'iniziativa, la Ford ha riproposto un altro migliaio di esemplari in edizione WIP. Queste vetture sono state realizzate sulle originali Mustang V6 Premium sia coupé sia cabriolet.
AV8R
La vettura, denominata AV8R, è stata realizzata sulla base di una Mustang GT dotata di tetto panoramico, a cui sono state aggiunte, tramite la supervisione dei tecnici della Ford Racing, i cerchioni provenienti dalla Shelby Mustang GT500 e uno spoiler posteriore integrato. Inoltre, dal punto di vista meccanico, sono stati impiantati nuovi ammortizzatori, roll-bar, molle ribassate e dei nuovi impianti di sovralimentazione e di scarico che hanno portato a 400 CV la potenza del propulsore V8 24 valvole da 4,6 litri.
Mustang GT Model Year 2010 Speciale
La vettura su cui è realizzata questa versione speciale è una Mustang GT Model Year 2010 con il tetto panoramico. La vettura, grazie a delle nuove sospensioni sportive, è stata abbassata di 1", mentre il motore 4,6 litri a 24 valvole è stato potenziato fino a 550 CV. La carrozzeria è verniciata di grigio metallizzato, fatta eccezione per lo spoiler.