Sentenza del Consiglio di Stato sulle Guide Turistiche: Un Punto di Svolta per la Professione

La professione di guida turistica in Italia ha vissuto, e continua a vivere, una fase di profonda incertezza e riorganizzazione normativa. Un recente pronunciamento del Consiglio di Stato, la sentenza numero 05213/2020, pubblicata il 26 agosto, è destinata a generare un ampio dibattito e a imporre una chiara direzione nel settore. Questo verdetto stabilisce in modo inequivocabile che non è possibile rilasciare nuove abilitazioni a guide turistiche in assenza di una legge nazionale specifica, la quale, tuttavia, non è ancora stata emanata.

Bilancia della giustizia con un libro di leggi

Il Contesto Storico e Normativo

Per comprendere appieno la portata di questa sentenza, è fondamentale ripercorrere le tappe che hanno condotto a tale decisione. Per lungo tempo, l'abilitazione delle guide turistiche è stata regolata da leggi regionali, un sistema che ha portato a una frammentazione delle qualifiche e a differenze significative nei requisiti di accesso alla professione tra le diverse regioni italiane. Questa impostazione, tuttavia, è stata messa in discussione da un'evoluzione del quadro giuridico e da una crescente necessità di armonizzazione a livello nazionale.

La legge 6 agosto 2013, n. 97, ha rappresentato un momento cruciale in questo percorso. Sebbene non sia stata la normativa direttamente al centro del ricorso specifico, ha gettato le basi per una rivisitazione complessiva della materia, evidenziando la competenza statale in merito ai principi generali delle professioni. Successivamente, la legge 11 agosto 2014, n. 118, ha confermato questa tendenza, eliminando dall'ordinamento la possibilità di un frazionamento regionale nell'accesso alla professione di guida turistica. Questo ha creato un vuoto normativo, poiché le leggi regionali, su cui si basavano le procedure di abilitazione, sono diventate obsolete senza che una legge nazionale sostitutiva fosse stata ancora approvata.

I Fatti che Hanno Portato alla Sentenza

La vicenda che ha dato origine al pronunciamento del Consiglio di Stato ha avuto inizio nell'aprile del 2019, quando la Città Metropolitana di Reggio Calabria aveva pubblicato un bando per il rilascio di nuove abilitazioni a guide turistiche. Tale bando era stato redatto in conformità con le normative precedenti, che prevedevano l'ottenimento della qualificazione professionale basato su leggi regionali.

Contro questo bando, due importanti attori del settore hanno presentato ricorso: l'Associazione Guide Turistiche Abilitate (AGTA) e il sindacato UILTUCS. Il ricorso è stato presentato al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria, che ha dato ragione alle associazioni ricorrenti. La Regione Calabria, non accettando la decisione del TAR, ha deciso di appellarsi al Consiglio di Stato.

Mappa dell'Italia con la Calabria evidenziata

La Decisione del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 05213/2020, ha confermato integralmente il giudizio del TAR Calabria, riaffermando principi fondamentali riguardo alla ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni. La sentenza ha chiaramente stabilito che "la disciplina delle professioni turistiche non rientra nella materia 'turismo', bensì nella materia 'professioni', con la conseguenza che allo Stato spetta dettare i principi generali in materia".

Questa distinzione è cruciale. Sebbene il turismo sia indubbiamente una materia in cui le Regioni hanno una competenza concorrente, la regolamentazione delle professioni, comprese quelle turistiche, rientra nell'alveo delle "professioni", una materia in cui lo Stato ha una competenza esclusiva per la definizione dei principi fondamentali. Il frazionamento su base regionale dell'accesso alla professione di guida turistica è stato, pertanto, definitivamente espunto dall'ordinamento, come già previsto, del resto, dalla legge 6 agosto 2013, n. 97, e ribadito dalla legge 11 agosto 2014, n. 118.

Le Implicazioni della Sentenza

La sentenza del Consiglio di Stato ha ripercussioni significative per l'intero comparto delle guide turistiche e per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), ora Ministero della Cultura (MiC) e Ministero del Turismo.

Il Vuoto Normativo e la Necessità di una Legge Nazionale

Il principale effetto della sentenza è la creazione di un vuoto normativo. Senza una legge nazionale che stabilisca i requisiti e le procedure per l'abilitazione delle guide turistiche, non è legalmente possibile rilasciare nuove licenze. Questo significa che tutti i bandi regionali o metropolitani che si basano su normative regionali preesistenti sono, di fatto, invalidi. L'importanza di una normativa statale è quindi non più procrastinabile. È essenziale che lo Stato intervenga per dettare una disciplina omogenea su tutto il territorio nazionale, garantendo pari opportunità di accesso alla professione e un livello qualitativo uniforme.

L'Armonizzazione delle Qualifiche

Un altro aspetto fondamentale è l'esigenza di armonizzare le qualifiche. Il sistema precedente, basato su leggi regionali, ha generato disparità nella preparazione e nel riconoscimento delle guide turistiche. Una legge nazionale potrebbe stabilire standard comuni, sia in termini di conoscenze linguistiche e storiche-artistiche, sia per quanto riguarda le modalità di esame e le abilitazioni specifiche (ad esempio, per siti particolari o per lingue straniere). Questo potrebbe anche facilitare il riconoscimento delle qualifiche a livello europeo, in linea con le direttive comunitarie sulla libera circolazione dei servizi e dei professionisti.

Guide turistiche,tra ripresa e una nuova legge

Impatto sulle Guide Abilitate e su Chi Aspira a Diventarlo

Per le guide turistiche già abilitate, la sentenza non dovrebbe avere effetti retroattivi sulla validità delle loro licenze. Tuttavia, la mancanza di nuove abilitazioni potrebbe ridurre la concorrenza a breve termine, ma anche rallentare il ricambio generazionale nella professione. Per coloro che aspirano a diventare guide turistiche, la situazione è di attesa. Finché non verrà emanata una legge nazionale, i percorsi formativi e i concorsi per l'abilitazione rimarranno bloccati, creando incertezza e frustrazione.

Il Ruolo del MiBACT/MiC/Ministero del Turismo

La sentenza del Consiglio di Stato pone una chiara responsabilità sul MiBACT, ora Ministero della Cultura e il nuovo Ministero del Turismo. È compito di questi ministeri lavorare con urgenza alla definizione e all'approvazione di una legge nazionale che regoli la professione di guida turistica. Questo processo richiederà un attento confronto con le associazioni di categoria, i sindacati e le Regioni, per garantire che la nuova normativa sia equa, efficace e in grado di rispondere alle esigenze del settore.

La creazione di una piattaforma di dialogo tra i vari stakeholder è cruciale. Il MiBACT (ora Ministero della Cultura e Ministero del Turismo) dovrà coordinare gli sforzi per redigere una proposta di legge che tenga conto delle specificità territoriali pur garantendo un quadro unitario. Questo implica la necessità di definire:

  • Requisiti di accesso: Livello di istruzione, conoscenze linguistiche, culturali e storiche.
  • Modalità di esame: Prove scritte e orali, pratiche, valutazione delle competenze.
  • Abilitazioni: Distinzione tra abilitazioni nazionali, regionali o per specifici siti.
  • Aggiornamento professionale: Formazione continua e requisiti per il mantenimento dell'abilitazione.
  • Riconoscimento delle qualifiche estere: Procedure per i professionisti provenienti da altri paesi dell'Unione Europea.

La Competenza "Professioni" e "Turismo": Una Distinzione Cruciale

Il cuore della sentenza risiede nella distinzione tra la materia "turismo" e la materia "professioni". La Costituzione italiana, in particolare l'articolo 117, definisce la ripartizione delle competenze legislative tra Stato e Regioni. La materia "professioni" è annoverata tra quelle di competenza esclusiva dello Stato per quanto riguarda i principi fondamentali. Questo significa che solo lo Stato può dettare le linee guida generali per l'accesso e l'esercizio di una professione.

D'altra parte, la materia "turismo" rientra tra quelle di competenza concorrente, dove le Regioni hanno la possibilità di legiferare nel rispetto dei principi fondamentali stabiliti dallo Stato. La confusione è nata proprio dal fatto che la professione di guida turistica è intrinsecamente legata al settore del turismo. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha chiarito che l'aspetto regolatorio dell'accesso alla professione prevale sulla mera appartenenza settoriale.

Questa interpretazione non è nuova, ma la sentenza ne ribadisce la validità con forza, ponendo fine a un lungo periodo di ambiguità. La ragione di questa distinzione è chiara: garantire che le professioni siano regolate da standard comuni a livello nazionale, evitando una "balcanizzazione" delle qualifiche che potrebbe nuocere alla qualità del servizio e alla mobilità dei professionisti. Se ogni regione avesse la libertà di definire autonomamente i requisiti per diventare guida turistica, si creerebbero disparità ingiustificabili e difficoltà nel riconoscimento reciproco delle abilitazioni.

Tavola delle competenze legislative tra Stato e Regioni

Il Percorso Verso una Nuova Legge Nazionale

L'iter per l'approvazione di una nuova legge nazionale sulla professione di guida turistica sarà complesso e richiederà tempo. Diversi attori dovranno essere coinvolti nel processo legislativo:

  • Il Parlamento: Sarà chiamato a discutere e approvare la legge, attraverso le commissioni competenti (Cultura, Turismo, Lavoro).
  • Il Governo: Attraverso il MiBACT/MiC e il Ministero del Turismo, dovrà presentare una proposta di legge e sostenere il processo legislativo.
  • Le Regioni: Nonostante la competenza esclusiva dello Stato sui principi generali, le Regioni avranno comunque un ruolo consultivo e potranno portare le loro istanze e peculiarità territoriali.
  • Le Associazioni di Categoria e i Sindacati: Rappresentano gli interessi delle guide turistiche e dei lavoratori del settore, e il loro contributo sarà fondamentale per una normativa che risponda alle esigenze reali della professione.

Il dibattito verterà su diversi punti chiave, tra cui:

  • Definizione univoca della professione: Cosa si intende per "guida turistica" e quali sono i suoi compiti specifici, anche in relazione ad altre figure professionali del turismo (accompagnatori, guide alpine, ecc.).
  • Requisiti minimi: Quali devono essere le conoscenze e le competenze fondamentali per esercitare la professione.
  • Validità territoriale: Se l'abilitazione debba essere nazionale e permettere di operare su tutto il territorio, o se debbano essere previste specializzazioni territoriali.
  • Criteri di accesso per le guide straniere: Come conciliare la normativa nazionale con le direttive europee sul riconoscimento delle qualifiche professionali.
  • Periodi transitori: Come gestire la situazione delle guide in formazione o di coloro che avevano iniziato un percorso di abilitazione sotto le precedenti normative regionali.

Guide turistiche,tra ripresa e una nuova legge

Le Prospettive Future del Settore

La sentenza del Consiglio di Stato, pur creando un periodo di incertezza a breve termine, rappresenta un'opportunità per riorganizzare e valorizzare la professione di guida turistica in Italia. Una normativa nazionale ben strutturata potrà:

  • Elevare la qualità del servizio: Standardizzando la preparazione e le competenze delle guide.
  • Rendere la professione più trasparente: Con regole chiare e uniformi per tutti.
  • Favorire la mobilità professionale: Permettendo alle guide di operare su tutto il territorio nazionale senza ulteriori abilitazioni.
  • Contribuire alla promozione del turismo italiano: Offrendo ai visitatori un servizio di alta qualità e professionalità.

Il settore del turismo, in Italia, è in continua evoluzione e la figura della guida turistica è un elemento cardine nell'esperienza del visitatore. La capacità di raccontare il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico del paese richiede non solo una profonda conoscenza, ma anche capacità comunicative e relazionali. Una legge nazionale potrà garantire che queste competenze siano riconosciute e valorizzate adeguatamente, contribuendo a rafforzare l'immagine dell'Italia come destinazione turistica di eccellenza.

La sentenza 05213/2020 del Consiglio di Stato è quindi un monito e un'occasione. È un monito per il legislatore a intervenire con urgenza, e un'occasione per costruire un futuro più solido e coerente per la professione di guida turistica, a beneficio dei professionisti stessi e di tutto il comparto turistico nazionale.

tags: #gti #sentenza #tar #guide #turistiche #ricorso