Nel dinamico e ad alta tensione mondo delle competizioni automobilistiche, la sicurezza transcende il mero utilizzo di casco e abbigliamento ignifugo. Un elemento di rischio critico all'interno di un'auto da gara è l'incendio, una minaccia che può concretizzarsi in seguito a urti violenti, perdite di carburante o surriscaldamenti meccanici estremi. È per questo motivo che gli impianti di estinzione rappresentano una componente imprescindibile dell'allestimento racing, la cui presenza è spesso resa obbligatoria dai regolamenti sportivi. L'impianto di estinzione è uno di quei sistemi che si spera di non dover mai attivare, ma che diventano assolutamente determinanti quando la situazione lo richiede, trasformandosi in un salvavita cruciale. Nel motorsport, la sicurezza non è quindi un elemento accessorio, bensì una parte integrante e fondamentale del progetto stesso della vettura.

Tipologie di Impianti Antincendio per Auto da Corsa
Gli impianti di estinzione nelle auto da corsa si suddividono principalmente in due categorie: impianti fissi e estintori brandeggiabili.
Impianti Fissi
Gli impianti fissi sono progettati per un intervento immediato e coordinato. La loro attivazione può avvenire in due modalità principali:
- Manualmente: Tramite un comando accessibile al pilota, solitamente un pulsante o una leva ben visibile e facilmente raggiungibile anche in condizioni di stress.
- Automaticamente: In alcune configurazioni avanzate, l'attivazione può essere automatica, spesso innescata da sensori di calore o fumo che rilevano un principio d'incendio.
Un estintore da auto da corsa è tipicamente realizzato con una bottiglia di acciaio, internamente trattata con un rivestimento anticorrosione. Questi estintori sono spesso riempiti con schiuma AFFF al 3% e hanno una capacità di circa 4,25 litri. Sono disponibili in due tipologie principali: meccanici ed elettrici. Quelli elettrici sono forniti con un pulsante di attivazione elettrico, completo di tubi, ugelli e la bottiglia in acciaio. Tutti i sistemi sono completi di staffe in acciaio inox e morsetti di fissaggio, oltre a ugelli di irrorazione (solitamente 6 pezzi), staffe e valvole omologate CE. Alcuni impianti customizzati possono includere connessioni di diametro variabile, come 2 connessioni a 90° e 1 connessione a 3 vie.

Estintori Brandeggiabili
Gli estintori brandeggiabili, al contrario, funzionano in modo completamente manuale. Sono dispositivi portatili che il pilota o il personale di soccorso possono utilizzare per indirizzare l'agente estinguente direttamente sulla fonte dell'incendio. Sebbene offrano maggiore flessibilità nel mirare il getto, richiedono un intervento umano diretto e immediato, rendendoli meno efficaci in situazioni di emergenza in cui il pilota è impossibilitato ad agire o l'incendio si propaga rapidamente.
Agenti Estinguenti Utilizzati nel Motorsport
La scelta dell'agente estinguente è cruciale per l'efficacia dell'impianto antincendio e dipende dalle specifiche esigenze e dai rischi associati. Nel motorsport, si prediligono agenti che non siano solo efficaci nello spegnere il fuoco, ma anche sicuri per gli occupanti e che non danneggino irreparabilmente i componenti dell'auto.
Anidride Carbonica (CO2)
Tra gli estinguenti di tipo gassoso più comunemente utilizzati negli impianti di spegnimento c'è l'anidride carbonica (CO2). Le proprietà estinguenti della CO2 agiscono principalmente per soffocamento, provocando una diminuzione della concentrazione di ossigeno nell'ambiente al di sotto del punto in cui la combustione può essere sostenuta. Contemporaneamente, la CO2 determina un raffreddamento delle aree interessate dalla combustione. La neve carbonica, ovvero l'anidride carbonica trasformata in stato solido, sublima rapidamente trasformandosi in stato aeriforme senza lasciare alcun residuo, rendendola ideale per la protezione di apparecchiature elettroniche e delicate. L'anidride carbonica è non tossica per l'uomo in basse concentrazioni, è dielettrica e non lascia residui, il che la rende particolarmente adatta in locali dove sono presenti apparecchi elettronici.
Tuttavia, l'utilizzo di impianti antincendio a CO2 presenta alcuni rischi, legati soprattutto alla potenziale pericolosità dell'anidride carbonica per la salute umana in alte concentrazioni, dove può causare asfissia. L'efficacia del sistema dipende dal mantenimento della concentrazione di anidride carbonica per un tempo sufficientemente lungo da raggiungere non solo lo spegnimento, ma anche la completa estinzione di ogni focolaio nascosto. È importante tenere sotto controllo le condizioni dell'impianto e degli estintori, effettuando regolari operazioni di manutenzione e revisione, come la sostituzione delle bombole e la verifica della stabilità dell'involucro.
Spegnimento incendio con estintore a polvere - Valrisk
Aerosol Estinguente (EA)
Gli impianti di spegnimento con estinguenti aerosol (EA), generalmente a base di sali di potassio, consistono in un sistema di particelle solide o liquide, finemente suddivise, sospese in ambiente gassoso generate tramite un processo di combustione di un composto solido. Una peculiarità di tali impianti di spegnimento è rappresentata dal fatto che, a differenza dei sistemi tradizionali, non necessitano di batterie di bombole e nemmeno di ugelli erogatori, avvenendo l'attivazione mediante un dispositivo termico. Lo spegnimento avviene attraverso la saturazione dell'ambiente, e pertanto, la capacità estinguente viene calcolata sul volume da proteggere.
Il funzionamento dell'impianto Aerosol antincendio, come quelli prodotti da FIRECOM Automotive, si basa sull'utilizzo dei sali di potassio come agente estinguente. All'interno dei generatori è presente il sale di potassio in forma solida, non pressurizzata, che, nel momento dell'attivazione della capsula pirotecnica (o attraverso un impulso elettrico, come nel caso di generatori pressurizzati), si trasforma in microparticelle polverose che aggrediscono l'incendio e lo soffocano.
I vantaggi del sistema antincendio ad Aerosol FPG sono molteplici:
- Economicità: Elevata economicità nell'installazione e nella successiva gestione.
- Flessibilità: Massima flessibilità nel tempo, che permette di adattarlo alle diverse esigenze.
- Garanzia: Garanzia di 5 anni sui materiali impiegati, con una durata del prodotto Aerosol Firecom Automotive di 20 anni.
- Installazione Semplificata: Non prevede la necessità di dotarsi di contenitori in bombole ad alta o altissima pressione, né di installazione di tubazioni e raccorderie in acciaio. La mancanza delle bombole evita l'obbligo del ricollaudo decennale. L'installazione degli erogatori è estremamente rapida ed economica, consistendo nel semplice fissaggio a parete o soffitto e collegamento all'elemento di alimentazione di zona.
- Monitoraggio: Le linee di collegamento tra gli erogatori e l'alimentatore di comando attivazione sono costantemente controllate contro il taglio o il cortocircuito accidentali.
- Nessuna Serranda di Sovrappressione: Non necessita di serrande di sovrappressione.
Il principio di funzionamento di questo sistema antincendio è duplice:
- Azione Fisica: Legata alle caratteristiche chimico-fisiche dei metalli alcalini come il Potassio. Il Potassio ha un potenziale di "ionizzazione" molto basso, e anche un modesto apporto di energia durante il passaggio di stato è sufficiente a ionizzare l'atomo di Potassio, cioè a eliminarne gli elettroni. Un atomo ionizzato è molto reattivo nei confronti degli altri ioni presenti durante la reazione di combustione, formando istantaneamente composti inerti estremamente stabili che sottraggono energia alla reazione di combustione fino ad annullarla del tutto. Durante questo processo, essendovi particelle inerti solide in sospensione, non si verificano significative diminuzioni del tenore di ossigeno nell'ambiente, né improvvisi abbassamenti della temperatura.
- Azione Chimica: Si sviluppa durante la combustione, momento in cui si formano, per effetto dell'autocatalisi, i radicali liberi, molto instabili. Il Potassio ionizzato reagisce durante la combustione con i gruppi ossidrilici OH (radicali liberi). La sottrazione dei radicali liberi interrompe la combustione.
L'azione estinguente dell'Aerosol di sali di potassio non avviene né per soffocamento (decremento di ossigeno) né per raffreddamento (come nell'acqua), ma con un meccanismo simile a quello delle sostanze alogenate, ovvero attraverso una reazione terminale della catena indotta dallo stesso incendio.
Un impianto Aerosol antincendio è conforme alle norme UNI ISO 15779:2012 ed è indicato per lo spegnimento di fuochi di classe A (materiali solidi) e B (liquidi infiammabili). Non è adatto, invece, allo spegnimento di sostanze alcaline o simili, e di sostanze che bruciano in assenza di ossigeno. L'intero sistema si interfaccia con un'unità ausiliaria chiamata UA-5, composta da 5 linee che possono supportare un massimo di 10 dispositivi estinguenti ciascuna. Il suo comando di attivazione è elettrico a 24 Vcc ed è immediato verso gli erogatori. Ogni erogatore è associato ad un box di connessione, studiato appositamente per connettere più facilmente e rapidamente tutti gli erogatori.
Polvere Estinguente
L'effetto estinguente della polvere si basa sostanzialmente sull'interruzione della reazione a catena nella zona della combustione più vicina alla fiamma. Si tratta di una reazione endotermica che sottrae calore, agendo anche per soffocamento, in quanto genera anche CO2. Le polveri estinguenti sono costituite da particelle solide a base di bicarbonato di sodio, potassio, fosfati e sali organici. L'azione estinguente è di tipo chimico (inibizione tramite catalisi negativa), di raffreddamento e soffocamento. La fuoriuscita della polvere avviene mediante pressione interna fornita da un gas compresso preliminarmente (azoto) o contenuto in una bombola interna o esterna all'estintore stesso, che viene aperta al momento dell'impiego.
Tuttavia, l'utilizzo della polvere richiede un'attività di pulizia post-scarica piuttosto gravosa, tanto da renderla sconsigliabile in presenza di talune attività o in ambienti delicati come l'abitacolo di un'auto da corsa dove i residui potrebbero compromettere la visibilità e il funzionamento dei sistemi elettronici. Gli impianti a polvere non sono in genere costituiti da condotte ma da teste singole alimentate da un serbatoio. La pressurizzazione avviene sempre mediante un gas inerte.

Schiume Estinguenti
Le schiume sono costituite da una soluzione di liquido schiumogeno in acqua. Per effetto della pressione di un gas, il liquido contenuto nell'estintore passa all'interno di una lancia dove si mescola con l'aria e forma la schiuma. L'azione estinguente avviene principalmente per soffocamento e, in minima parte, per raffreddamento. Un estintore a schiuma contiene in genere un liquido schiumogeno diluito in acqua in percentuale dal 3-10%. È utilizzato per fuochi di classe B (liquidi infiammabili); non è utilizzabile per fuochi di classe D (metalli) e per apparecchiature elettriche. Gli impianti a schiuma differiscono dagli impianti ad acqua per la presenza di un serbatoio schiumogeno e dai versatori che producono e scaricano la schiuma. In ambienti come i magazzini in cui avviene lo stoccaggio di prodotti liquidi combustibili o infiammabili, si tende a integrare dei sistemi di estinzione che presentano una miscela di acqua e schiuma.
Water Mist (Acqua Nebulizzata)
Gli impianti di spegnimento ad acqua nebulizzata (water mist), sia del tipo a saturazione totale che ad applicazione localizzata, costituiscono un'efficace alternativa ai sistemi di estinzione a gas, in quei casi dove i tradizionali impianti ad acqua non possono essere installati. Il meccanismo di estinzione di tali impianti è assai rapido e si basa sull'accostamento aria-acqua finalizzato a garantire un'elevata protezione volumetrica o locale. Il sistema, in sintesi, genera una nebbia orientabile di goccioline d'acqua tramite appositi dispositivi ed erogatori. Il getto delle microgocce d'acqua prodotte assorbe il calore prodotto dalla combustione impedendo il proseguimento della stessa; il brusco passaggio di stato, da acqua a vapore, consente, inoltre, l'abbattimento delle temperature in gioco.
Per lo spegnimento di incendi prodotti da oli combustibili, si utilizzano sistemi ad acqua frazionata; questa, tramite particolari ugelli alimentati in pressione, viene diretta ad alta velocità, in un getto composto di microgocce che danno luogo ad un'emulsione in grado di neutralizzare le proprietà infiammabili del combustibile liquido. Negli ultimi anni gli impianti water mist trovano applicazione anche nella protezione dei sistemi di cottura che utilizzano oli animali o vegetali, riuscendo a proteggere anche da incendi di classe F.
Gas Inerti e Clean Agent
Gli impianti antincendio a gas inerti utilizzano come estinguente gas naturali o miscele di essi come argon, azoto, IG100 e altri. Grazie alla tecnica della saturazione totale d'ambiente, i gas agiscono per ridurre il livello di ossigeno nell'ambiente fino al punto in cui la combustione non può essere sostenuta, senza superare la soglia di soffocamento, che è pericolosa per gli occupanti. I sistemi di spegnimento a deplezione (riduzione) dell'ossigeno sono basati sulla riduzione continuativa della concentrazione dell'ossigeno presente negli ambienti da proteggere. Riducendo la percentuale di ossigeno ad un valore prossimo al 15% in volume si riesce ad ottenere un'atmosfera controllata, non pericolosa per gli occupanti, ma in grado di inibire l'innesco dell'evento incendio. Questi sistemi, agendo ad una pressione nominale generalmente superiore a 10 bar, sono in grado di garantire una scarica nebulizzata dell'agente estinguente della durata compresa fra i 30 e i 40 secondi.
Gli impianti di spegnimento a gas chimico, definiti Clean Agent, funzionano in modo differente dai gas naturali e necessitano (a parità di volume) di quantità minori di estinguente. Inoltre, sono più efficaci e spengono un principio d'incendio in minor tempo. Gli idrocarburi alogenati sono idrocarburi saturi in cui gli atomi di idrogeno sono stati parzialmente o totalmente sostituiti con atomi di cromo, bromo o fluoro. L'azione estinguente avviene per interruzione chimica della reazione a catena della combustione (catalisi negativa). Queste sostanze estinguenti sono efficaci su incendi in ambienti chiusi e scarsamente ventilati. L'impiego degli halon è stato vietato con il D.M. a causa del loro impatto ambientale.
Funzionamento e Meccanismi di Estinzione
Per comprendere a fondo il funzionamento di un impianto antincendio, è fondamentale richiamare i principi basilari della combustione e i metodi di estinzione. La fiamma, ovvero la zona dove evolve il processo di combustione, assume un colore che dipende dalla temperatura. I prodotti della combustione sono gas e fumi. I fumi sono costituiti da aerosol solidi (ceneri o incombusti come nerofumo) o liquidi (in particolare vapore acqueo condensato) che, quando superano una certa concentrazione, diventano visibili.
L'estinzione di un incendio può avvenire attraverso quattro meccanismi principali:
- Raffreddamento: Riduzione della temperatura del combustibile al di sotto del limite di accensione. L'acqua è l'agente estinguente più comune per raffreddamento.
- Sottrazione del Combustibile: Allontanamento o segregazione del materiale combustibile non ancora interessato dalla combustione.
- Soffocamento: Eliminazione del contatto tra combustibile e comburente (solitamente ossigeno). Agenti come CO2 e schiume agiscono in questo modo.
- Azione Chimica: Intervento con speciali sostanze capaci di legarsi facilmente ai radicali liberi e interrompere le reazioni a catena della combustione (catalisi negativa). Le polveri estinguenti e gli idrocarburi alogenati agiscono in questo modo.
Tali azioni possono essere ottenute singolarmente o contemporaneamente, a seconda dell'agente estinguente e del tipo di incendio.

Sistemi di Rilevazione e Allarme
Prima di poter attivare un impianto di estinzione, è necessario rilevare la presenza di un incendio. I moderni sistemi antincendio integrano sofisticati sistemi di rilevazione e allarme. Un rilevatore multi-criterio è sensibile a più di un fenomeno associato all'incendio. Il metodo di rilevazione può essere:
- Statico: L'entità del fenomeno misurato supera un certo valore predefinito.
- Differenziale: La differenza tra i livelli del fenomeno misurato in due o più punti supera un certo valore.
- Velocimetrico: La velocità di variazione nel tempo del fenomeno misurato supera un certo valore.
I rilevatori di fumo possono funzionare per:
- Ionizzazione: Cattura di ioni presenti in fase gassosa nella camera di ionizzazione in testa al rilevatore.
- Diffusione di Luce: Le particelle di fumo intercettano un raggio luminoso incidente su una fotocellula e ne riflettono la luce.
- Oscuramento di Luce: Assorbimento della radiazione luminosa da parte del fumo.
In un ambiente parzialmente ventilato, il calore prodotto dalla prima fase dell'incendio va a riscaldare tutto ciò che è presente, in particolare il soffitto, la cui temperatura può superare 600 °C, emettendo così una radiazione termica superiore a 20 KW/m². Questi sistemi di rilevazione sono cruciali per l'attivazione tempestiva degli impianti fissi automatici.
Specificità degli Impianti Sprinkler
Sebbene non siano direttamente utilizzati nelle auto da corsa, i sistemi sprinkler rappresentano un importante riferimento per le tecnologie antincendio e per la comprensione dei meccanismi di controllo e spegnimento. Sono impianti automatici in grado di erogare acqua secondo diverse configurazioni. Tali sistemi sono progettati per rilevare la presenza di un incendio ed estinguerlo nello stadio iniziale, oppure per tenere sotto controllo l'incendio così che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi. La presenza di un sistema sprinkler non esclude l'eventuale necessità di altri mezzi di estinzione degli incendi. L'erogazione di acqua può essere comandata da un impianto di rivelazione incendi, oppure essere provocata direttamente dall'apertura delle testine erogatrici, per fusione di un elemento metallico o per rottura, a determinate temperature, di un elemento termosensibile a bulbo che consente in tal modo la fuoriuscita d'acqua.
Un impianto sprinkler viene concepito per intervenire il prima possibile, in maniera da estinguere le fiamme nelle fasi iniziali. La rete di tubazione di distribuzione è a uso esclusivo antincendio e comprende le pompe di mandata, la centralina di controllo e allarme, una rete di condotte secondarie e la serie di ugelli. Esistono quattro tipologie di impianti sprinkler, studiate per rispondere a esigenze diverse:
- Sistemi a umido: Nelle tubature scorre acqua in pressione.
- Sistemi a secco: Nelle cui tubature è presente aria in pressione che determina (una volta attivati gli sprinkler) la fuoriuscita di acqua dagli ugelli. Questo sistema si installa nei magazzini in cui la presenza di acqua o di elevati livelli di umidità possono compromettere l'integrità delle merci.
- Sistemi a diluvio: Gli erogatori sono privi di tappi ed elementi termosensibili. Questo perché la valvola risponde a un sistema di rilevazione di incendi separato.
- Sistemi a preallarme: Simili ai sistemi a secco, la differenza è da ricercare nelle condizioni che ne determinano l'attivazione. In questo caso è necessaria una "doppia verifica" prima che il sistema possa attivarsi: degli erogatori e dell'impianto di rilevazione.
Gli sprinkler vengono solitamente posizionati sulle stesse scaffalature, a livello del soffitto o della copertura, alla quale sono collegati. In caso di incendio, il calore sviluppato provoca l'apertura degli erogatori che rilasciano acqua per estinguere l'incendio. La logica di posizionamento dipenderà poi da altri fattori quali la planimetria del magazzino, dalla classe di rischio e dalla presenza di interferenze tra gli erogatori che possono disturbare il getto-scarica d'acqua. È possibile installare gli sprinkler sul soffitto degli edifici. Superati però i 13,5 m di altezza, è meglio evitare questo tipo di installazione, poiché l'energia dei gas caldi farebbe evaporare le gocce d'acqua prima di raggiungere il fuoco. Meglio collocare gli sprinkler ai livelli intermedi delle scaffalature. Per questo motivo, seppur spesso si consideri sufficiente l'attivazione di meno di quattro sprinkler per spegnere l'incendio, è opportuno eseguire delle valutazioni a seconda dei casi specifici, soprattutto in presenza di materiali altamente infiammabili.
Gli impianti ad acqua a diluvio sono costituiti da una rete di spegnimento con erogatori (frazionatori) e da una rete di rivelazione pneumatica provvista di rilevatori di temperatura facenti capo ad una stazione di controllo. La rete di tubazioni è posta sotto il controllo della valvola a diluvio, la quale viene aperta automaticamente in coordinazione con l'impianto di rivelazione.
Misure di Protezione Attiva e Passiva
La protezione antincendio comprende misure di protezione attiva e passiva, in relazione alla necessità o meno dell'intervento di un operatore o dell'azione di un impianto. Le misure di protezione passiva non richiedono l'intervento di un operatore o l'azionamento di un impianto, e il loro obiettivo è la limitazione degli effetti dell'incendio nello spazio e nel tempo. Nelle auto da corsa, la progettazione strutturale con materiali ignifughi o resistenti al fuoco rientra in questa categoria.
Le misure di protezione attiva, invece, implicano l'intervento umano o l'attivazione di un sistema. Gli estintori sono i mezzi di primo intervento più impiegati per i principi d'incendio, ma non sono efficaci se l'incendio è in una fase avanzata. Vengono suddivisi in relazione al loro peso complessivo in estintori portatili (< 20 kg) ed estintori carrellati (20-150 kg). Gli estintori portatili vengono classificati in base alla loro capacità estinguente; sull'estintore è riportata un'etichetta di colore contrastante con lo sfondo, suddivisa in 5 parti con le istruzioni e le condizioni d'utilizzo. Sono indicate le classi dei fuochi e i focolai convenzionali che è in grado di spegnere. Gli estintori carrellati hanno le stesse caratteristiche di quelli portatili ma con maggiore capacità estinguente.
Le sostanze estinguenti degli estintori possono essere acqua (sistema in disuso), schiuma (per liquidi infiammabili), polvere (per liquidi infiammabili e apparecchi elettrici), anidride carbonica (per apparecchi elettrici), idrocarburi alogenati (per motori di macchinari). Un estintore a CO2 compresso o liquefatto è composto da un unico pezzo di spessore adeguato alle pressioni interne, gruppo valvolare con attacco conico e senza foro per attacco manometrico né valvolino per controllo pressioni. Il dispositivo di scarica è composto da un tubo ad alta pressione collegato ad un cono diffusore realizzato in materiale sintetico di PVC con impugnatura per evitare all'operatore eventuali ustioni da freddo che si genera in uscita del gas nella fase di espansione. L'azione di spegnimento della CO2 è infatti di raffreddamento e di soffocamento. La CO2 non è adatta per focolai di classe A (materiali solidi) in quanto il gas produce solo un abbassamento della temperatura non sufficiente ad inibire l'azione delle braci.
Gli estintori vanno posizionati vicino a punti speciali di pericoli (quadri elettrici, impianti per la produzione di calore, ecc.), appesi alle pareti o poggiati a terra con idonei dispositivi.
Fenomeni Particolari Legati agli Incendi
È importante comprendere alcuni fenomeni particolari che possono verificarsi durante un incendio e che possono influenzare le strategie di estinzione.
- Boil-over: Una violenta esplosione che può verificarsi in fase di spegnimento di un serbatoio di olio grezzo o di oli sintetici. Avviene che sul fondo del serbatoio è quasi sempre presente uno strato d'acqua la quale si riscalda molto lentamente per effetto dell'onda di calore che parte dalla superficie del liquido in fiamme. Al diminuire dello strato di olio sovrastante che deve ancora bruciare, la temperatura sul fondo aumenta, per cui, quando raggiunge il punto di ebollizione dell'acqua, la fa vaporizzare di colpo.
- Slop-over: È il traboccamento di un olio da un serbatoio aperto in fiamme. Si verifica se si manda un flusso d'acqua sopra allo strato oleoso.
- Froth-over: È il traboccamento da un serbatoio di un olio non in fiamme, dovuto allo strato d'acqua di fondo che arriva a ribollire quando, ad esempio, si versano residui oleosi molto caldi a temperature dell'ordine di 150 °C.
- Flash-over: Il fenomeno si verifica in un ambiente chiuso dove, in presenza di un incendio, la concentrazione di ossido di carbonio è molto elevata per carenza di ossigeno.
- Backdraft: Un fenomeno di tipo esplosivo dovuto all'accumulo in un ambiente chiuso di prodotti di pirolisi (fumo nero a seguito di incendio di materie plastiche, rivestimenti di pareti, ecc.).
- Deflagrazione: L'incendio di una miscela infiammabile (nube) di gas o di aerosol o di polveri che si infiamma rapidamente ma si esaurisce altrettanto rapidamente con una fiammata.
- Fireball: È una palla di fuoco che si genera normalmente a seguito di una esplosione fisica (BLEVE), come ad esempio una rottura di grandi dimensioni di un serbatoio di gas liquefatti o di liquidi surriscaldati, a condizione che si verifichi un immediato innesco prima che il combustibile si mescoli con aria.
Questi fenomeni evidenziano la complessità della gestione degli incendi e l'importanza di una progettazione e una prevenzione antincendio complete e ben pensate.
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