Lorenzo Cecconi: Il Maestro del Paesaggio e "Cerchioni" Cantautore di Storie Vere

Il nome di Lorenzo Cecconi evoca due figure distinte, seppur con un filo comune di espressione artistica. Da un lato, abbiamo il pittore romano di fine Ottocento e inizio Novecento, un maestro del paesaggio laziale e uno degli artisti di spicco tra i "XXV della Campagna Romana". Dall'altro, emerge l'artista contemporaneo Lorenzo Cecconi, noto come "Cerchioni", cantautore mugellano con un timbro vocale particolare e un sound reggae che racconta "storielline realmente vissute". Entrambe le figure, a distanza di generazioni, dimostrano una profonda sensibilità e capacità di cogliere e trasmettere l'essenza del proprio ambiente e delle proprie esperienze.

Lorenzo Cecconi, Il Pittore (1863-1947): Dalla Campagna Romana alle Paludi Pontine

Lorenzo Cecconi, nato a Roma il 13 agosto 1863, era figlio di un restauratore di quadri, un mestiere che lo avrebbe influenzato profondamente e che lui stesso avrebbe praticato. La sua prima formazione artistica si svolse presso l'Accademia di San Luca a Roma, dove ebbe l'opportunità di seguire i corsi di Aurelio Tiratelli. Tiratelli, inizialmente scultore, passò presto alla pittura, riscuotendo un crescente successo sia dal pubblico che dalla critica, e strinse forti rapporti con numerosi pittori suoi contemporanei, tra cui Pio Joris, figura centrale della pittura romana dell'Ottocento, in particolare nel paesaggismo. Tiratelli ebbe anche numerosi allievi, e tra i più noti e apprezzati si annovera senz'altro Lorenzo Cecconi.

Ritratto di Aurelio Tiratelli, maestro di Lorenzo Cecconi

Cecconi esordì all'Esposizione Internazionale di Roma del 1890, presentando diversi dipinti raffiguranti vedute della campagna laziale e scorci di Roma. Tra le sue opere, "Verso sera" è spesso considerato il suo capolavoro, e "Di ritorno dal paese" fu notato da Giovanni Costa, detto Nino, un'importante figura nel panorama artistico del tempo, interessato alla sua interpretazione del paesaggio romano sin dalla mostra del 1890. Un successo precoce che lo vide anche acquistato dal Re Umberto I, un segno del riconoscimento della sua arte.

Paesaggio laziale dipinto da Lorenzo Cecconi

La Predilezione per il Paesaggio e la Campagna Laziale

L'artista si dedicò quasi esclusivamente al paesaggio, prediligendo le vedute dal vero della campagna laziale, con una particolare attenzione per la zona delle Paludi Pontine. Questo interesse per il paesaggio rurale e la vita contadina si rifletteva in dipinti a olio e acquerello, come le "Lavandaie di Ceccano", esposto alla Società Amatori e Cultori a Roma nel 1886. I suoi lavori sono caratterizzati dalla predilezione per la gamma tonale dei verdi e dei grigi, usata per rappresentare l'effetto luce, spesso malinconico, della pioggia e del cielo coperto, evocando un'atmosfera autentica e profonda della natura.

Nel suo ricco repertorio si ricordano, tra gli altri, l'olio intitolato "Lago di Nemi", acquistato alla Mostra del Paesaggio del 1926 per la Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma. Questa tela fa parte di una serie dedicata alle vedute dei fiumi e dei laghi laziali, tra cui "Il Tevere a Castel Giubileo" e "Lago di Bracciano". Poco più tarde sono altre due tele, anch'esse facenti parte delle collezioni della Galleria Comunale di Roma, aventi per soggetto "Il Soratte" e una "Campagna autunnale", una veduta della campagna nei pressi di Riano. La sua opera spaziava anche in luoghi iconici come "Pineta di Ostia", "Ritorno al paese" e la già menzionata "Verso sera".

I "XXV della Campagna Romana": "Gallinaccio" e "Pollo d'India"

Giovanissimo, Cecconi entrò a far parte dei "XXV della campagna romana", un gruppo formato da 25 artisti accomunati dal gusto di ritrarre dal vero la natura. Questa compagine, un sodalizio artistico di grande importanza per la pittura italiana dell'epoca, fu sciolta nel 1934 dal fascismo. All'interno del gruppo, Cecconi era inizialmente conosciuto con il soprannome "Gallinaccio", poi modificato in "Pollo d'India" dopo il suo viaggio in India.

Il Soggiorno a Ceccano e i Disegni del 1883

Un interessante episodio della vita di Lorenzo Cecconi risale all'ottobre 1883, quando fu presente a Ceccano. Durante questo soggiorno, realizzò quattro disegni, tutti a matita, acquisiti da una casa d'arte di Milano e pubblicati in anteprima. Di questi, due rappresentano angoli del centro storico e due soggetti di natura floreale. Dal confronto tra la situazione dell'epoca e quella odierna, si è rilevato che la sagomatura della scalinata è la stessa, sebbene i gradoni siano stati ricoperti di asfalto rispetto all'originaria pavimentazione in ciottoli di pietra. Intorno, sono scomparsi gli edifici che coronavano il piccolo slargo rappresentato dalla matita del Cecconi. Particolarmente emozionante è stata l'individuazione di alcune pietre sul muro soprastante che sono rimaste identiche a quelle ritratte nel 1883. Un'altra annotazione interessante riguarda la sagoma del piccolo campanile sullo sfondo, che forse potrebbe identificare l'ubicazione della chiesetta di S. Giovanni. Questi disegni a matita di Lorenzo Cecconi, realizzati nell'ottobre del 1883, sono di proprietà dell'Arch. Umberto Quattrociocchi.

Disegno a matita di Lorenzo Cecconi raffigurante uno scorcio di Ceccano nel 1883

Ceccano fu anche luogo di soggiorno per altri importanti pittori:

  • Pio Joris, cognato di Tiratelli (avendone sposato la sorella Sofia), è noto per l'acquerello dal titolo “Scorcio di Ceccano” che ritrae un angolo dell’attuale Largo Tommasini.
  • Stefano Donadoni, appartenente alla corrente del Vedutismo, rappresentò con splendidi acquerelli la campagna nei pressi di Ceccano, oggi di difficile localizzazione.
  • Scipione Simoni, uno dei fondatori dell'associazione degli acquerellisti romani, autore di magnifici acquerelli realizzati nel 1893 che raffigurano scorci ancora oggi perfettamente identificabili in via S. Maria.

Il Viaggio in India e le Mostre Internazionali

Seguendo gli insegnamenti paterni, Cecconi si dedicò anche al restauro, recandosi per questo motivo anche in India. I ricordi di quel soggiorno, una serie di disegni di interni di gusto orientaleggiante, vennero esposti alla Mostra Coloniale del 1931 a Roma, e poi nuovamente alla Mostra Coloniale del 1934, arricchendo la sua produzione con nuovi motivi e suggestioni. Questo viaggio ampliò i suoi orizzonti artistici, offrendo al pubblico una prospettiva diversa dalla sua abituale rappresentazione del paesaggio laziale.

La sua carriera espositiva fu ricca e internazionale: partecipò a mostre a Palermo (1892, con "Campagna romana"), a Napoli, a Berlino, a Vienna, a Barcellona e a Chicago. Nel 1900, i suoi paesaggi "Il torrente" e "Pioggia autunnale" furono esposti alla Triennale di Milano. Nel 1901, alla mostra romana dell'Associazione "In arte libertas", fu esposto il suo dipinto "Tra il sì ed il no", seguito nel 1902 da "L'addio". Questi due dipinti di genere accompagnavano la sua produzione più nettamente legata al paesaggio, dimostrando una versatilità notevole. Nel 1906, partecipò all'Esposizione Nazionale di Milano per il Traforo del Sempione con "Letargo di secolo". A quella di Rimini del 1909 inviò di nuovo "L'addio" e "Verso il meriggio". Nel 1939, prese parte alla Terza Quadriennale romana con "Vecchi ulivi", mentre l'anno successivo alla mostra del sindacato espose "Tevere e Colline".

Mappa delle esposizioni internazionali a cui partecipò Lorenzo Cecconi

Lorenzo Cecconi, il pittore, morì a Roma il 12 marzo 1947, lasciando un'eredità significativa nel panorama artistico italiano, in particolare per la sua fedele e poetica rappresentazione del paesaggio laziale e della vita rurale.

Lorenzo Cecconi in arte "Cerchioni": Il Cantautore del Mugello

A distanza di anni, il nome di Lorenzo Cecconi risuona nuovamente nel mondo dell'arte, questa volta in un contesto completamente diverso: quello della musica contemporanea. Lorenzo Cecconi, conosciuto nell'ambiente artistico come "Cerchioni", è un cantautore mugellano la cui esperienza è stata raccontata in una lunga intervista ai microfoni di OK!Mugello.

Il "Cerchioni" ha partecipato a OK!Mugello Music Contest, organizzato nel 2013, aggiudicandosi il secondo posto del contest musicale (al quale parteciparono artisti anche da fuori Mugello), vinto poi dalle giovanissime Carlotta & Viola. Il suo sound reggae e una timbrica vocale particolare lo hanno reso una figura riconoscibile nel panorama musicale locale.

Lorenzo Cecconi

Saverio Zeni lo ha incontrato nel suo "rifugio" alle pendici del Monte Giovi, in una casa di campagna attorniato da animali da cortile, orto e ruscello. Da questo luogo idilliaco, il "Cerchioni" occasionalmente pubblica le sue produzioni sul suo canale Youtube, destinate al pubblico della rete.

Il "Cerchioni" si definisce un cantautore di "storielline realmente vissute in ritmo in levare". La sua musica è caratterizzata da una narrazione autentica e da una sonorità che richiama il reggae, spesso esibendosi senza una band, cantando su basi musicali già pronte all'uso. La sua arte, sebbene lontana dalle pennellate e dai paesaggi dell'omonimo pittore, condivide la stessa radice di osservazione e rappresentazione della realtà, traducendola in melodie e parole che catturano l'attenzione e l'emozione del pubblico. Per approfondire la conoscenza di questo artista mugellano, è possibile rileggere l'intervista rilasciata in occasione dell'OK!Mugello Music Contest e visitare il suo canale Youtube.

Due Artisti, Un Nome, Diverse Espressioni

Le figure di Lorenzo Cecconi, il pittore, e Lorenzo Cecconi, in arte "Cerchioni", il cantautore, pur operando in epoche e con mezzi espressivi differenti, offrono uno spaccato interessante sull'evoluzione e la permanenza del talento artistico. Entrambi hanno saputo interpretare e raccontare il mondo che li circondava, il primo attraverso le tele che immortalavano la bellezza malinconica del paesaggio laziale, il secondo attraverso le "storielline" in musica che narrano la vita quotidiana con un ritmo in levare. In entrambi i casi, il nome Lorenzo Cecconi è sinonimo di una profonda connessione con il proprio ambiente e una spiccata capacità di espressione artistica.

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