La Malanca GTI 80 rappresenta un capitolo significativo nella storia delle motociclette italiane di piccola cilindrata, un modello che, pur discendendo da una linea consolidata, portava con sé innovazioni e un'eredità di passione. Nata come evoluzione della serie E2C, prodotta a partire dal 1974, la GTI 80 si proponeva di risolvere alcuni dei problemi di affidabilità che avevano caratterizzato i modelli precedenti, consolidando la reputazione del marchio Malanca nel panorama motociclistico.
Ciclistica e Prestazioni: Un Equilibrio Rinnovato
Dal punto di vista della ciclistica, la Malanca GTI 80 manteneva il solido telaio doppia culla chiusa in tubi d'acciaio, una scelta costruttiva che garantiva robustezza e stabilità. Tuttavia, le innovazioni non mancavano. Le sospensioni Paioli, dotate di ammortizzatori posteriori a gas, introducevano un miglioramento tangibile nel comfort di marcia e nella gestione della moto, specialmente su fondi stradali irregolari. I cerchi a razze Melber non solo conferivano un look più moderno e sportivo, ma contribuivano anche a una riduzione del peso non sospeso, a tutto vantaggio della maneggevolezza.
L'impianto frenante era un altro punto di forza di questo modello. L'adozione di tre freni a disco Brembo rappresentava una soluzione all'avanguardia per l'epoca, offrendo prestazioni di arresto notevolmente superiori rispetto ai sistemi tradizionali a tamburo. Questa configurazione a tre dischi, con due all'anteriore e uno al posteriore, garantiva una frenata potente, modulabile e sicura, un aspetto fondamentale per una moto destinata anche a un uso più dinamico.
La strumentazione era stata anch'essa oggetto di un importante aggiornamento. Nuova e più completa, rispetto a quella montata sui modelli precedenti, prometteva una maggiore affidabilità e una migliore leggibilità delle informazioni, contribuendo a un'esperienza di guida più informata e piacevole.
Il motore, un bicilindrico a due tempi raffreddato ad aria, era il cuore pulsante di questa piccola cilindrata. Nonostante la cilindrata di 125cc, la Malanca GTI 80 era in grado di raggiungere velocità notevoli, con i suoi proprietari che attestano tranquillamente i 130 km/h effettivi. Questo risultato era frutto di un'attenta progettazione e, come vedremo, di un'accurata messa a punto.

L'Eredità del Bicilindrico 2 Tempi e l'Esperienza di Guida
Il motore bicilindrico a due tempi era una delle caratteristiche distintive delle Malanca 125. Questo tipo di propulsore, sebbene richiedesse una manutenzione più attenta rispetto ai quattro tempi, offriva un'erogazione di potenza vivace e un suono caratteristico che molti appassionati ricordano con affetto. Le marmitte, lungi dall'essere rumorose, erano descritte come "canterine", capaci di produrre un suono entusiasmante quando il motore entrava in coppia, un vero e proprio "canto" che amplificava il piacere di guida.
Per molti, la Malanca 125, e in particolare la GTI 80, ha rappresentato la "prima vera moto". L'esperienza di possedere e guidare una di queste motociclette era carica di adrenalina, legata ai ricordi delle prime corse tra amici, alle notti passate in garage a cercare di domare la carburazione, spesso capricciosa, e alla soddisfazione di "dare batoste" a moto più blasonate, che a volte nemmeno venivano riconosciute nella loro origine. Questa moto, nonostante la sua piccola cilindrata e i suoi trent'anni, offriva un'esperienza di guida che non lasciava spazio a lamentele, dimostrando un rendimento e un divertimento che andavano ben oltre le aspettative.
Restaurare una Leggenda: Sfide e Soluzioni
Il restauro di una Malanca GTI 80, come per molte moto d'epoca, presenta una serie di sfide, soprattutto per quanto riguarda la reperibilità di alcuni componenti e la comprensione di sistemi complessi come l'impianto elettrico. Le testimonianze degli appassionati rivelano le difficoltà incontrate, ma anche la tenacia e l'ingegnosità nel superarle.
Uno degli ostacoli più comuni è rappresentato dall'impianto elettrico a 6 Volt. Reperire gli schemi elettrici originali può essere arduo, e collegare i cavi senza una guida sicura comporta il rischio di danneggiare componenti delicati come la centralina. Fortunatamente, la comunità degli appassionati ha dimostrato una grande solidarietà, con alcuni membri che hanno messo a disposizione gli schemi elettrici, distinguendo tra le diverse versioni del modello E2CS (ad esempio, con comandi Aprilia o Magura) per garantire la massima precisione.

Un altro problema frequente riguarda i freni anteriori, in particolare la necessità di revisionare le pinze. La difficoltà nel trovare i gommini specifici per le pinze dei freni anteriori ha portato molti a cercare soluzioni alternative. Alcuni hanno risolto rivolgendosi a meccanici specializzati nel restauro di Malanca, che dispongono delle competenze e degli strumenti per rinnovare e testare a pressione le pinze, garantendo la sicurezza. È fondamentale ricordare che, quando si tratta di freni, non si può lesinare sulla qualità e sulla precisione del lavoro.
La sincronizzazione perfetta dei due carburatori da 19/19 (o i Dell'Orto PHBL 22 nei modelli successivi) è un altro segreto per ottenere il massimo rendimento dal motore. Una carburazione ben regolata è essenziale per garantire un funzionamento ottimale del bicilindrico, soprattutto in termini di erogazione della potenza e gestione del regime minimo.
Dalla E2C alla GTI 80: Un'Evoluzione Continua
La storia della Malanca 125 bicilindrico 2 tempi inizia nel 1975, con il primo modello dotato di cilindri in ghisa e carburatori Dell'Orto da 19. Questa versione era pensata come una moto prettamente turistica, con la possibilità di scegliere tra freno a tamburo o a disco all'anteriore.
Negli anni successivi, la Malanca introdusse aggiornamenti significativi. L'E2CS vide l'aggiunta di un terzo freno a disco al posteriore, cerchi in lega e un doppio strumento, ottenendo un notevole successo commerciale tra il 1977 e il 1979. Questi aggiornamenti estetici continuarono fino al 1980, anno in cui venne lanciato l'ultimo modello della serie con raffreddamento ad aria: la Malanca GTI 80.
La sigla "80" nel nome GTI 80 indicava l'anno di uscita del modello. Rispetto alla E2CS, la GTI 80 si caratterizzava per l'eliminazione di molte parti cromate, tipiche degli anni '70, a favore di soluzioni più moderne come i parafanghi in plastica, un cupolino aerodinamico e carburatori Dell'Orto PHBL 22, abbinati a nuove espansioni.
Dopo la GTI 80, la Malanca continuò a produrre motociclette 125 raffreddate a liquido, con i modelli Ob One e Mark, fino alla chiusura della fabbrica nel 1985.

Problemi di Carburazione a Caldo: Un Enigma da Risolvere
Nonostante la perfezione a livello di motore, anche le Malanca restaurate possono presentare problemi ostici. Un esempio emblematico è un fastidioso inconveniente che si manifesta solo a motore caldo: quando la moto è ferma, sia in marcia che in folle, dare un leggerissimo colpo di gas porta allo spegnimento del motore. Al contrario, se si apre di più il gas prima che il motore si spenga, la moto si riprende e torna a girare regolarmente.
Questo comportamento suggerisce un problema legato alla gestione del minimo o a un'eccessiva magrezza della miscela in determinate condizioni di temperatura del motore. Le cause possono essere molteplici: un'errata regolazione dei carburatori (anche se sincronizzati alla perfezione), un'infiltrazione d'aria non prevista nel circuito di aspirazione (una piccola falla nei gommini dei carburatori o nelle guarnizioni del collettore di aspirazione), o persino un problema con il sistema di accensione che si manifesta solo a caldo.
La soluzione a questo enigma richiede un'analisi meticolosa, partendo dalla verifica della tenuta dei carburatori e dei collettori di aspirazione, passando per un'attenta revisione della carburazione specifica per le condizioni di funzionamento a caldo, e infine esaminando il sistema di accensione per escludere malfunzionamenti legati alla temperatura.