Il 5 luglio, negli Stati Uniti, è venuto a mancare il Cardinale Jean-Louis Tauran, una delle figure più eminenti del Collegio cardinalizio. Il porporato francese, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e Camerlengo di Santa Romana Chiesa, si era recato negli USA per sottoporsi a cure. La sua scomparsa, all'età di 75 anni, ha lasciato un vuoto profondo nella vita della Chiesa universale.

Una Vita Dedicata al Servizio della Santa Sede
Nato a Bordeaux, in Francia, il Cardinale Tauran ha compiuto gli studi classici presso il Liceo «Michel Montaigne». Dopo due anni trascorsi nel Seminario Maggiore diocesano, è stato inviato a Roma, dove ha completato gli studi teologici e filosofici presso il Pontificio Seminario Francese e la Pontificia Università Gregoriana, conseguendo la Licenza in Filosofia e Teologia.
Negli anni 1964-1965, ha ottemperato all'obbligo del servizio militare, contribuendo alla cooperazione culturale francese con l'insegnamento in un collegio cattolico in Libano. Ordinato sacerdote il 20 settembre 1969, ha esercitato il ministero sacerdotale come vicario parrocchiale di S. Eulalia a Bordeaux, iniziando a frequentare i corsi di Diritto Canonico presso l'Istituto Cattolico di Tolosa.
La sua carriera diplomatica ha avuto inizio nel 1973, quando è stato chiamato a Roma per frequentare la Pontificia Accademia Ecclesiastica, l'istituzione che forma il personale diplomatico della Santa Sede, e la Pontificia Università Gregoriana, dove ha ottenuto la laurea in Diritto Canonico.
Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel marzo del 1975, il Cardinale Tauran è stato assegnato alla Nunziatura Apostolica nella Repubblica Domenicana, dove ha collaborato fino al 1979. Successivamente, è stato trasferito alla Nunziatura Apostolica in Libano, rimanendovi fino al luglio del 1983. In seguito, è stato chiamato a lavorare presso il Consiglio degli Affari Pubblici della Chiesa, l’attuale seconda sezione della Segreteria di Stato che si occupa dei rapporti con gli Stati.

Dal 1984 al 1988, ha seguito i lavori dell'allora Conferenza per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, partecipando a importanti eventi come la Conferenza di Stoccolma sul Disarmo nel 1984, il Forum Culturale di Budapest nel 1985 e la Conferenza di Seguito di Vienna nel 1986. Nel 1988 è stato nominato Sotto-Segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, assumendo di fatto il ruolo di “vice-ministro” degli esteri vaticano. Due anni dopo, è stato elevato alla dignità di arcivescovo e promosso alla guida della "Farnesina" della Santa Sede, la Sezione per i Rapporti con gli Stati.
Il Dialogo Interreligioso: Una Missione Cruciale
Durante i 13 anni trascorsi alla guida della Sezione per i Rapporti con gli Stati, il Cardinale Tauran ha compiuto numerose missioni all'estero e ha guidato la Delegazione della Santa Sede in molteplici Conferenze Internazionali. Nel 2003, San Giovanni Paolo II lo ha creato cardinale, nominandolo Archivista e Bibliotecario di Santa Romana Chiesa.
Il suo impegno nel dialogo interreligioso ha raggiunto l'apice nel giugno 2007, quando Benedetto XVI lo ha nominato presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. In questa veste, il porporato francese è stato in prima linea nel ricucire i rapporti con il mondo islamico, che erano stati messi alla prova da un'interpretazione errata del celebre discorso di Papa Ratzinger a Regensburg.
L'opera di Tauran è stata molto apprezzata dai Pontefici che ha servito: San Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco. Quest'ultimo, nel giugno 2013, lo ha voluto membro della Pontificia Commissione referente sull'Istituto per le Opere di Religione (Ior) e nel dicembre 2014 lo ha nominato Camerlengo di Santa Romana Chiesa.
Nonostante la fatica che la sua malattia comportasse, Tauran era membro di numerosi organismi vaticani, tra cui il Consiglio della II Sezione della Segreteria di Stato, le Congregazioni per le Chiese Orientali e per i Vescovi, i Pontifici Consigli per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e della Cultura, la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e la Commissione Cardinalizia di vigilanza dello Ior.
Tauran, l'uomo del dialogo
Il Cardinale spagnolo Santos Abril y Castelló, legato da profonda amicizia con Tauran, ha ricordato il porporato affermando: "Il mio ricordo della figura del Cardinale Tauran è veramente un ricordo di amicizia e di rimpianto per il fatto che ci ha lasciato. Ultimamente, lo vedevo già evidentemente indebolito. Ma anche durante questo tempo, egli metteva al primo posto il suo dovere: quello di cercare di avvicinare le posizioni con il mondo delle altre religioni, soprattutto con l’Islam. E lo faceva con un grande senso di rispetto verso tutti, di grande competenza e con una grande capacità di dialogo, di proporre soluzioni possibili."
I quarantanove anni di servizio assiduo del Cardinale Tauran come pastore, diplomatico e portavoce di pace tra le nazioni, e il suo lavoro instancabile per il rispetto reciproco tra le persone di diverse confessioni di fede, hanno fornito un esempio di ciò che significa predicare la Parola amorevole e compassionevole di Dio al momento opportuno e non opportuno. Si riconosce al Cardinale Tauran sia l’esempio di servizio instancabile alla Chiesa di Cristo sia la fedele testimonianza di pazienza e forza nella sofferenza.
L'Annuncio dell'Elezione di Papa Francesco e il Ruolo di Camerlengo
È stato proprio il Cardinale Jean-Louis Tauran, in qualità di protodiacono, ad annunciare al mondo l’elezione di Papa Francesco. Un momento storico che lo ha reso protagonista di un evento di portata globale. La sua nomina a Camerlengo di Santa Romana Chiesa nel dicembre 2014 ha rappresentato un ulteriore riconoscimento del suo profondo senso del servizio e del suo amore per la Chiesa, come sottolineato da Papa Francesco stesso.
Le Esequie e il Ricordo di Papa Francesco
Le esequie del Cardinale Jean-Louis Tauran si sono tenute giovedì 12 luglio, alle ore 10.45, all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. La liturgia è stata celebrata dal Cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, e al termine della messa, Papa Francesco ha presieduto il rito dell'Ultima Commendatio e della Valedictio. Era presente in San Pietro anche la sorella del Cardinale Tauran, Geneviève Dubert, alla quale il Pontefice aveva indirizzato un telegramma di cordoglio.

Papa Francesco, appresa "con tristezza" la notizia della morte del Cardinale, ha espresso le sue condoglianze in un telegramma inviato alla sorella del porporato. Il Pontefice ha sottolineato come Tauran abbia "segnato profondamente la vita della Chiesa universale". "Chiamato da Papa Benedetto XVI a capo del Consiglio Pontificio per il dialogo interreligioso, è stato un consigliere ascoltato e apprezzato soprattutto grazie ai rapporti di fiducia e stima che ha saputo stabilire con il mondo musulmano. In ragione del suo senso del servizio e del suo amore per l’Chiesa, lo avevo nominato Camerlengo della Santa Chiesa Romana. Conservo un ricordo commosso di quest’uomo dalla fede profonda che ha servito coraggiosamente fino alla fine la Chiesa di Cristo malgrado il peso della malattia. Che il Signore accolga il suo Servitore nella sua pace e nella gioia che non finisce!".
Il Cardinale Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio, ha ricordato l’“indimenticabile” Cardinale francese, celebrandone le esequie e mettendo in luce “la grande figura” di sacerdote, vescovo e cardinale che “dedicò, come tanti, la sua vita al servizio della Santa Sede, della Chiesa e ultimamente la dedicò al dialogo con tutti gli uomini di buona volontà”. Sodano ha spiegato che nel Vangelo, Gesù ha ricordato le vere Beatitudini del cristiano, che "illuminarono sempre la vita del nostro caro fratello defunto come stelle luminose sul suo cammino", precisando di essere stato "testimone per molti anni del grande spirito apostolico" del Cardinale Tauran. In tal modo, ha affermato, il Cardinale Tauran “seguì la linea tracciata dal Concilio ecumenico Vaticano II” nell’impegno - secondo la Gaudium et Spes - per “essere fratelli e perciò chiamati ad una sola evidente vocazione umana e divina”, lavorando insieme “senza violenza, senza inganno” alla costruzione “del mondo nella vera pace”.
Il Morbo di Parkinson e la Forza dello Spirito
Il Cardinale Tauran aveva compiuto 75 anni ad aprile ed era da anni afflitto dal morbo di Parkinson, che gli aveva minato il corpo ma non lo spirito né l’impegno nel suo servizio alla Santa Sede. Solo pochi mesi prima della sua scomparsa, aveva guidato la storica visita di una delegazione vaticana in Arabia Saudita, la prima di questo genere nel Paese che ospita i luoghi più santi per l’Islam. Un'ulteriore testimonianza della sua dedizione incondizionata al dialogo e alla costruzione di ponti tra le fedi, nonostante il "duro peso della sua malattia".

Con la sua scomparsa, i porporati elettori scendono a 124, e il collegio cardinalizio perde uno dei suoi membri più autorevoli e colti.
Le Passioni del Cardinale Tauran: Musica e Letteratura
Oltre alla sua profonda spiritualità e al suo impegno ecclesiastico, il Cardinale Tauran possedeva un animo sensibile e colto, con un particolare amore per l'arte. Suonava il pianoforte e l'organo, ed era un grande ammiratore di Johann Sebastian Bach. Gradiva anche le musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e quelle di Frédéric Chopin.

Appassionato anche di lirica, la sua opera preferita era la "Tosca" di Giacomo Puccini. Era inoltre un gran divoratore di libri, e lo appassionavano soprattutto le biografie dei grandi personaggi storici, a dimostrazione di una curiosità intellettuale che spaziava ben oltre i confini del suo ministero.
Ricordo della Juventus in Champions League
Nel contesto di questo periodo, emergono anche altri eventi significativi, come il trionfo della Juventus nella Champions League. La squadra ha conquistato il titolo in una finale avvincente, superando l'Ajax ai rigori. Questa vittoria, attesa da lungo tempo, ha scatenato un'ondata di gioia tra i tifosi bianconeri, che hanno celebrato la "regina d'Europa".

La partita è stata un'autentica battaglia, con la Juventus che ha mostrato una "maiuiscola prestazione", costringendo l'Ajax a cambiare il suo tipo di gioco. Momenti chiave della partita includono il gol di Ravanelli e la "bravura" di Peruzzi ai rigori, che è diventato l'eroe della serata. L'infortunio di Conte è stato un "brutto colpo", ma la squadra ha saputo reagire con "cuore, polmoni" e un'organizzazione impeccabile.
I tifosi, con "occhi pesti" per la veglia, hanno festeggiato a lungo, da Torino a Milano e oltre, testimoniando un "entusiasmo incredibile". La vittoria è stata definita "meritata" e un "trionfo per il calcio italiano", ponendo fine a un "sortilegio" e dimostrando che "la squadra migliore vince sempre". Il commentatore sportivo ha notato l'approccio "tattico" di Lippi e la capacità della squadra di far soffrire gli avversari, costringendoli sulla difensiva. Nonostante le difficoltà, la Juventus ha dimostrato una "caparbietà" e una "freddezza nel momento di segnare il gol che valeva la Coppa".
Tauran, l'uomo del dialogo
Il ricordo del Presidente Agnelli che baciava la Coppa, le celebrazioni allo stadio e le "urla di gioia" negli spogliatoi testimoniano l'intensità di quel momento. Gianluca Vialli, che ha alzato la Coppa, ha salutato la squadra, mentre Del Piero, con il suo talento, ha continuato a essere un punto di riferimento. La vittoria della Champions League è stata una "gioia più grande", un "cammino europeo esaltante" che ha consolidato la posizione della Juventus nell'olimpo del calcio.