Il Motore Fiat Punto 1.3 Multijet: Efficienza e Innovazione Diesel

Il motore 1.3 Multijet, cuore pulsante di numerosi modelli Fiat, tra cui la popolare Fiat Punto, rappresenta una pietra miliare nell'evoluzione dei propulsori diesel a iniezione diretta. Questo motore è il frutto di un'approfondita ricerca e sviluppo, distinguendosi per la sua efficienza, le prestazioni e la capacità di ridurre sia i consumi che le emissioni inquinanti.

Motore 1.3 Multijet in evidenza

Le Origini del Sistema Multijet: Una Rivoluzione Fiat-Elasis

Il sistema Multijet è un'evoluzione dei motori JTD, sviluppato dal Gruppo Fiat Alfa Romeo nel 1999 e successivamente prodotto dalla divisione Fiat Powertrain Technologies. La sua storia inizia con un'intuizione semplice ma geniale di Fiat ed Elasis sul principio del "Common Rail". L'obiettivo era migliorare l'efficienza di combustione del gasolio, ottenendo contemporaneamente maggiori prestazioni e minori consumi. La prima applicazione mondiale di questo sistema avvenne nel 2002 sull'Alfa Romeo 156 1.9 M-JET 16V. Questa tecnologia rappresenta l'iniezione common rail di seconda e terza generazione ed è stata adottata da numerose case automobilistiche.

Il Multijet si distingue per una combustione più lenta e graduale rispetto ai precedenti diesel common rail, a parità di gasolio bruciato all'interno del cilindro. Questo risultato è ottenuto aumentando il numero delle iniezioni: dalle due del precedente motore UniJet a cinque (o anche otto nelle versioni più recenti) per ogni singola combustione. L'introduzione di iniezioni pre e post consente, rispettivamente, un migliore controllo del motore a freddo e la rigenerazione del filtro anti-particolato. Questa evoluzione dell'iniezione diretta ha portato a un significativo miglioramento delle prestazioni, in particolare ai bassi regimi, e contemporaneamente ha permesso una diminuzione delle emissioni acustiche e inquinanti.

Motore FIAT 1.3 Multijet - Storia e tecnica

Il Motore 1.3 Multijet: Un Cuore Compatto e Potente

Il motore 1.3 Multijet è il più piccolo Multijet in produzione e si è affermato come una delle motorizzazioni diesel più diffuse e apprezzate, soprattutto per vetture utilitarie come la Fiat Punto. Questo propulsore, con una cilindrata di 1.251 cm³, caratterizzato da un alesaggio di 69,6 mm e una corsa di 82 mm, presenta una testa in alluminio e un impianto EGR con controllo elettronico e dispositivo per il raffreddamento dei gas di scarico. La sua architettura a quattro cilindri con 16 valvole e doppio albero a camme in testa contribuisce a comfort e ottime performance, prestandosi anche ad eventuali elaborazioni.

Il prototipo del motore Multijet nacque nello stabilimento FMA di Pratola Serra (AV) e fu adottato nel 1999 per la concept car Fiat Ecobasic, con una cilindrata di 1.2 litri e una potenza di 61 cavalli. Il motore 1.3 di serie, derivato dal precedente 1.2 quattro cilindri in seguito a un incremento della cilindrata portata a 1.248 cm³, fu sviluppato grazie al supporto della General Motors Powertrain, che fornì le risorse economiche per completare l'industrializzazione. Sfruttando la medesima tecnologia e architettura meccanica del 1.2, il nuovo 1.3 è dotato di turbocompressore a geometria fissa e intercooler. Le sue dimensioni compatte, 50 cm di lunghezza e 65 cm di altezza, con basamento in ghisa e sottobasamento d'alluminio, testa in alluminio e albero motore e bielle in acciaio, lo rendono ideale per diverse applicazioni. Il peso complessivo di questo motore è di 130 kg.

Componenti interni del motore 1.3 Multijet

La presentazione del 1.3 Multijet di serie avvenne nel 2003 sotto il cofano della Fiat Punto seconda serie, per poi essere adottato l'anno successivo anche dalle Fiat Idea e Lancia Musa, seguite dalla Fiat Panda. La potenza massima della versione standard è di 69 cavalli (51 kW) a 4.000 giri al minuto, con una coppia motrice di 180 N·m a 1.750 giri al minuto.

Evoluzioni e Applicazioni del 1.3 Multijet

Nel corso degli anni, il motore 1.3 Multijet è stato oggetto di numerosi aggiornamenti e riomologazioni. Inizialmente, molte vetture del gruppo Fiat rispettavano gli standard della normativa Euro 3, per poi essere riomologate Euro 4. Ulteriori evoluzioni si sono avute con l'adozione della turbina a geometria variabile, che ha comportato un incremento della potenza massima fino a 90 cavalli. Opel, per prima, abbinò al 1.3 Multijet sulla Meriva A il filtro attivo antiparticolato (DPF), riducendo notevolmente le emissioni inquinanti.

Il 1.3 Multijet da 90 cavalli ha equipaggiato la Fiat Grande Punto e le successive Opel Corsa D e Astra H, Lancia Musa e Ypsilon, Fiat Linea e Idea, ed era disponibile anche con filtro DPF di serie con relativa omologazione Euro 4. La coppia massima di questa versione era di 200 N·m a 1.750 giri al minuto.

Nel 2005, la versione con turbina a geometria fissa fu potenziata a 75 cavalli (dagli originari 69 cavalli), con un incremento della coppia a 190 N·m a 1.750 giri/min. Una versione depotenziata a 84 cavalli del 1.3 a geometria variabile fu proposta per il multispazio Doblò e il pick-up Strada. La versione più potente debuttò nel 2007 con il restyling della Lancia Ypsilon, raggiungendo i 105 cavalli e rispettando gli standard Euro 4 con 123 grammi di anidride carbonica emessa nel ciclo combinato per km.

Nel 2008, Fiat ha stretto un accordo con Tata Motors per la produzione del motore 1.3 Multijet a Pune in India, per equipaggiare modelli come Tata Indica Vista e Indigo Manza, oltre alle Fiat Grande Punto, Palio Stile e Linea assemblate per il mercato indiano. General Motors riconosce il motore 1.3 con la sigla progettuale Z13, commercializzandolo come CDTI (Commonrail Diesel Turbo Injection), mentre Suzuki utilizza la sigla DDiS (Diesel Direct injection Suzuki) per i suoi modelli diesel.

Evoluzione delle curve di potenza e coppia del 1.3 Multijet

Il Multijet II: Un Passo Avanti nell'Efficienza

Verso la fine del 2009, è stato presentato il Multijet II, un'evoluzione del precedente sistema basata su un nuovo sistema di iniettori più veloci e precisi, capaci di effettuare fino a otto iniezioni consecutive. Inoltre, è stato adottato un nuovo filtro antiparticolato in posizione ravvicinata al motore per migliorare la combustione delle particelle inquinanti grazie alla maggiore temperatura raggiunta, incrementando così l'efficienza del propulsore. Il Multijet II dispone anche di serie del dispositivo Start&Stop, che spegne il motore durante le frenate alle basse andature posizionando il cambio in folle.

La potenza dei nuovi 1.3 Multijet II è di 75 cavalli per la versione con turbina a geometria fissa (coppia massima di 190 N·m a 1.750 giri al minuto) e di 95 cavalli per la versione con turbina a geometria variabile (coppia massima di 190 o 200 N·m a 1.500 giri al minuto, a seconda del modello). Sviluppato da Fiat Powertrain Technologies in collaborazione con GM Powertrain Torino, il Multijet II adotta uno speciale iniettore brevettato da FPT e la gestione elettronica è affidata a centraline Magneti Marelli e Bosch. È stato presentato al Salone dell'automobile di Francoforte 2009 con il lancio della Fiat Punto Evo.

Il Multijet II rispetta la normativa Euro 5 e, a partire dal 2010, è stato offerto anche per le Alfa Romeo MiTo e le Opel Corsa D, Meriva B e Astra J, oltre alle Lancia Musa, Fiat 500, Qubo, Suzuki Swift, Chevrolet Aveo e i multispazio Citroën Nemo e Peugeot Bipper. Dal 2012, ha debuttato una nuova versione da 85 cavalli con turbina a geometria variabile, derivata dal 95 cavalli. Con il debutto del Multijet II, Fiat ha inaugurato la nuova nomenclatura per denominare i gruppi di motori automobilistici prodotti dalla FPT: il 1.3 fa parte della classe SDE (Small Diesel Engine, ovvero Piccoli Motori Diesel).

Motore FIAT 1.3 Multijet - Storia e tecnica

Disponibilità di Ricambi e Manutenzione

Per i possessori di veicoli equipaggiati con il motore Fiat Punto 1.3 Multijet, la disponibilità di ricambi, sia nuovi che usati, è ampia e accessibile. Si possono trovare ricambi usati per modelli come la FIAT PUNTO EVO 1.3 MULTIJET e la FIAT GRANDE PUNTO 199 1.3 D MULTIJET in diverse località, come Ravanusa (AG) e Matino (LE). Tra i ricambi specifici si annoverano motori completi Fiat 1.3 Multijet euro 5 (con codici come 199b1000 o 199a9000), disponibili a prezzi variabili da 1.600 a 1.800 euro in località come Taurasi (AV). Anche motori 1.3 Multi-Jet Euro 6 con garanzia di 12 mesi sono offerti a circa 1.600 euro, con spedizione disponibile da Parma (PR).

Componenti come il coperchio filtro olio Motori Multijet (codice 55197220) sono reperibili a circa 20 euro a Grugliasco (TO). Alternatori specifici per il motore 1.3 multijet sono disponibili a circa 50-75 euro. Per quanto riguarda il turbocompressore, è possibile acquistare turbine nuove 1.3 multijet a circa 285 euro, con spedizione e reso entro 14 giorni da Roma (RM). Anche i cambi marce, sia usati che revisionati, sono disponibili in varie opzioni a partire da 1 euro in località come Andria (BT). La facilità di reperimento di questi componenti testimonia la diffusione e la robustezza di questa motorizzazione.

Altri Motori Multijet del Gruppo Fiat

Sebbene l'articolo si concentri sul 1.3 Multijet, è importante riconoscere il contesto più ampio della famiglia Multijet, che include propulsori di diverse cilindrate per soddisfare una vasta gamma di esigenze veicolari.

Il 1.6 Multijet

Il motore 1.6 Multijet è stato presentato nel 2008 sotto il cofano della Fiat Bravo. Si tratta di una motorizzazione sviluppata senza il supporto della General Motors, derivata dal 1.9 Multijet con cilindrata ridotta da 1.910 a 1.598 cm³. Questo nuovo motore permette consumi più bassi dell'8% rispetto al 1.9 8 valvole. Sfrutta un'architettura a quattro cilindri con distribuzione a quattro valvole per cilindro e dispone di iniettori di nuova generazione. La sua massa è di 151 kg, l'alesaggio è di 79,5 mm con una corsa di 80,5 mm. Una delle caratteristiche salienti di questo motore sono i costi di gestione contenuti, con tagliandi programmati ogni 35.000 km.

Il motore 1.6 Multijet è prodotto in due differenti varianti e tre livelli di potenza: la prima versione con turbina a geometria fissa e intercooler eroga 90 e 105 cavalli ed è omologata Euro 4, ma può essere accessoriata anche con il filtro antiparticolato nella versione da 105 cavalli, con relativa omologazione Euro 5. La versione con turbina a geometria variabile e intercooler eroga 120 cavalli ed è omologata Euro 5, poiché dispone del filtro DPF con catalizzatore ossidante di serie. La coppia massima del 1.6 è di 290 N·m a 1.500 giri al minuto nella versione con turbina a geometria fissa, mentre sale a 300 N·m a 1.750 giri al minuto per il 120 cavalli. Una versione del 1.6 Multijet erogante 105 cavalli viene proposta sulla nuova Alfa Romeo Giulietta, in cui la coppia massima sale a 320 N·m erogati a 1.750 giri al minuto e, grazie al filtro antiparticolato di serie e al dispositivo Start&Stop, rispetta gli standard Euro 5. Inoltre, il motore è montato anche sulle Lancia Musa e Delta, Fiat Doblò e Idea e anche sull'Alfa Romeo MiTo. Una versione speciale della Fiat Bravo denominata PurO2 viene equipaggiata con il 105 cavalli, caratterizzato da minori emissioni di anidride carbonica e consumi ancora più bassi grazie a migliorie all'aerodinamica dell'autovettura, all'utilizzo di gomme a basso coefficiente di attrito, rapporti del cambio allungati e olio lubrificante a bassa viscosità.

Il 1.9 Multijet

Il 1.910 cm³ è uno dei motori più diffusi e apprezzati della famiglia Multijet. È stato proposto in numerosi step di potenza, con distribuzione sia a due che a quattro valvole per cilindro e persino con doppio turbocompressore. Rispetto al 1.3, concepito appositamente per le utilitarie, il 1.9 Multijet deriva direttamente dal precedente 1.9 JTD da 116 cavalli. Gli ingegneri FPT, insieme al GM Powertrain di Torino, hanno applicato il sistema Multijet per incrementare notevolmente la potenza specifica e migliorare consumi e prestazioni. Lo sviluppo ha necessitato di minori risorse finanziarie e tempi più brevi rispetto al 1.3.

Il rinnovato 1.9, sempre a quattro cilindri, è stato riprogettato a partire dal sistema di distribuzione, ora a quattro valvole per cilindro azionate da un doppio albero a camme, con testa dei cilindri dotata di punterie idrauliche alle bielle, albero motore in acciaio e nuovi collettori di scarico e di aspirazione. La potenza massima era di 140 cavalli a 4.000 giri al minuto per una coppia motrice di 305 N·m a 2.000 giri al minuto, con omologazione anti inquinamento Euro 3. Il debutto avvenne nel 2002 sotto il cofano dell'Alfa Romeo 156, seguita dalla 147 e dalla Fiat Stilo. La produzione avveniva presso la FMA di Pratola Serra ad Avellino. Versioni con meno cavalli hanno comportato consumi ridotti e minori emissioni inquinanti; infatti, il 120 cavalli già rispettava gli standard Euro 4 e disponeva della turbina a geometria variabile. La coppia massima però scese a 280 N·m disponibili a 2.000 giri al minuto.

Nel 2003, la Fiat Powertrain Technologies propose un ulteriore potenziamento del motore 1.9 16V, portando la potenza massima fino a 150 cavalli. Il nuovo 1.9 Multijet era omologato Euro 4 e poteva disporre di una coppia massima di 320 N·m a 2.000 giri/min, che però sulle vetture del gruppo Fiat era limitata a 305 N·m a causa delle caratteristiche dei cambi, finché non vennero adottati i nuovi cambi GM anche in Fiat. Il debutto avvenne sull'Alfa Romeo GT. Successivamente, venne adottato anche dalla Opel Vectra e dalla Signum, seguite dalle Astra, Alfa 147 e numerose autovetture del gruppo Fiat. Queste nuove versioni del 1.9 omologate Euro 4 sono note con il codice progettuale Z19 e vengono prodotte presso lo stabilimento Opel di Kaiserslautern in Germania a partire dal 2005. Il 1.9 destinato alle autovetture del marchio Fiat continuerà, invece, a essere prodotto dalla FMA.

Nel novembre del 2007, la Fiat ha presentato per l'Alfa Romeo 147 Ducati Corse e l'Alfa GT Q2 il motore 1.9 Multijet (JTDm) 16V da 170 cavalli, con coppia incrementata fino a 330 N·m disponibile a 2.000 giri/min. Nell'arco del ciclo produttivo del 1.9 diesel, la Fiat e la GM hanno proposto anche altre versioni depotenziate: uno degli step che ha ottenuto un discreto successo commerciale è stato l'otto valvole da 101 cavalli Euro 4 con turbina a geometria variabile, proposto per le Fiat Punto e Idea, Opel Zafira, Vectra, Signum e Lancia Musa. La coppia massima era di 260 N·m. Sul Doblò, la Fiat ha montato il 1.9 Multijet otto valvole sia con 105 che con 120 cavalli, ma la coppia è stata ridotta a soli 200 N·m erogati a 1.750 giri al minuto per adattarsi al meglio alla mole del veicolo commerciale, mentre sulla Bravo per i mercati esteri era disponibile anche una versione depotenziata a soli 90 cavalli. Tutti questi 1.9 Multijet descritti disponevano di una sola turbina, e i vari step di potenza sono stati ottenuti prevalentemente intervenendo sulla distribuzione e sulla centralina. Nel 2008, è stata presentata la prima versione del 1.9 dotata di doppio turbocompressore sotto il cofano della Saab 9-3 TTiD. Il motore è stato progettato dai tecnici Saab, esperti nelle motorizzazioni sovralimentate, presso la GM Powertrain.

Tavola comparativa dei motori Multijet

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