L'astrattismo, conosciuto anche come non-figurativismo, rappresenta una delle correnti artistiche più rivoluzionarie del XX secolo, emergendo come un movimento d'avanguardia con radici profonde nei primi anni del Novecento. La sua nascita, avvenuta in diverse aree della Germania in modo quasi simultaneo e senza un coordinamento programmatico, ha segnato una rottura netta con la tradizione artistica occidentale, che dal Rinascimento fino al XIX secolo era stata dominata dalla logica della prospettiva e dal tentativo di replicare fedelmente la realtà visibile. Il termine stesso "astrattismo" designa quelle opere pittoriche e plastiche che si discostano deliberatamente dalla rappresentazione di oggetti reali, cercando nuove vie espressive.

Le Origini e le Influenze dell'Arte Astratta
La percezione dell'arte occidentale è stata profondamente influenzata dalla prospettiva rinascimentale, che mirava a creare un'illusione della realtà visibile. Tuttavia, l'apertura verso le arti di culture diverse da quella europea ha rivelato agli artisti modi alternativi di interpretare e descrivere l'esperienza visiva. Questo slancio verso l'innovazione trovò terreno fertile nella fine del XIX secolo, un periodo di fermento e trasformazione, caratterizzato da profondi cambiamenti nella tecnologia, nelle scienze e nella filosofia. L'era dell'industrializzazione, con la nascita dei primi sindacati, creava un contesto sociale e culturale che spingeva verso nuove forme di espressione. In questo scenario, molti artisti sentirono l'urgenza di creare un nuovo linguaggio artistico in grado di accogliere e riflettere le mutazioni in atto.
L'astrattismo nacque dalla scelta consapevole degli artisti di abbandonare la rappresentazione del reale per dare voce ai propri sentimenti attraverso l'uso libero di forme, linee e colori. Un punto di riferimento teorico cruciale in questo processo fu il testo "Astrazione ed empatia" di Wilhelm Worringer, pubblicato nel 1907. In quest'opera, l'arte veniva interpretata in base all'intenzionalità dell'artista, ponendo le basi per una comprensione più profonda dell'arte non figurativa. Di conseguenza, il termine "astrattismo" venne utilizzato per definire tutte le forme di espressione artistica visiva che non presentano alcun aggancio con la realtà oggettiva, nemmeno attraverso una mediazione sensoriale come quella degli impressionisti.
Maestri e Pionieri dell'Astrattismo
Uno dei primi a sperimentare con l'arte astratta fu Vasilij Vasil'evič Kandinskij. Egli realizzò i suoi primi acquerelli astratti tra il 1910 e il 1912, prima ancora di conoscere il testo di Worringer. Sarà proprio da quest'ultimo che trarrà il termine "astratto", che utilizzerà per primo in riferimento a un'opera d'arte. I suoi dipinti sono spesso caratterizzati da tinte accese e contrasti cromatici audaci. L'artista, influenzato dalla Teosofia e dal Cubismo, giunse al rifiuto della natura per trovare rifugio nella perfezione spirituale delle forme astratte. Kandinskij è considerato il fondatore del Suprematismo, un movimento che mirava a una suprema purezza nella forma artistica.

Kandinskij, egli stesso un musicista, fu profondamente ispirato dalla possibilità di associare colori a sensazioni uditive, percepite come risonanze nell'anima. Questo parallelismo tra arte visiva astratta e musica, forma d'arte che utilizza elementi astratti del suono e della divisione del tempo, divenne un tema centrale nella sua poetica. La Società Teosofica, che negli anni iniziali del secolo diffuse le antiche saggezze contenute nei libri sacri dell'India e della Cina, contribuì a creare un clima culturale favorevole alla ricerca di dimensioni spirituali e trascendenti nell'arte.
Anche le forme create da Enrico Prampolini, sebbene apparentemente astratte, traggono la loro origine da creature organiche e organismi viventi, seppur dilatati nel contesto e nelle dimensioni. L'esperienza parigina di Alberto Magnelli, che raggiunse grande notorietà con composizioni propriamente astratte sin dal 1915, fu influenzata dalla sua conoscenza diretta con i capiscuola dell'astrattismo.
L'Astrattismo in Italia: Tra Gruppi e Tendenze
In Italia, le idee dell'arte astratta pura furono accolte più tardi, orientativamente attorno agli anni Trenta, ma si svilupparono in forme di notevole spessore artistico, aprendo la strada a molti dei più originali movimenti del secondo Novecento. Si distinsero due principali raggruppamenti di pittori astrattisti. Il primo, più eterogeneo, guidato dalle teorie espresse da Carlo Belli nel testo "Kn", si riunì attorno alla galleria "il Milione" di Milano. Questo gruppo annoverava artisti del calibro di Mauro Reggiani, il giovane Lucio Fontana, Atanasio Soldati e Luigi Veronesi. Il secondo gruppo, più coeso, fiorì a Como, ispirato dall'architetto Giuseppe Terragni e dai pittori Manlio Rho e Mario Radice, includendo artisti come Aldo Galli, Carla Badiali e Carla Prina.
Il gruppo de "il Milione" prediligeva un'arte più "istintiva", seguendo il talento di Reggiani, che costruiva mosse geometrie partendo da linee oblique, e le originalissime e colorate sintesi di forme realizzate da Osvaldo Licini. Como, città della seta, era un ambiente in cui i concetti di stile e modernità nel colore erano particolarmente sentiti. Il miglior simbolo dell'originalità dell'ambiente lariano è forse la notissima Casa del Fascio di Como, realizzata da Terragni: un parallelepipedo di candido marmo, reso leggerissimo dalle ritmiche finestrature e originariamente affrescato all'interno dalle raffinate e colorate geometrie di Radice.
Introduzione all'astrattismo
L'Evoluzione verso l'Arte Cinetica e Ottica
La fase dell'astrattismo geometrico, ormai portata a un altissimo livello di perfezione da artisti come Rho e Radice in Italia, e da maestri europei quali Piet Mondrian e Kazimir Malevič, richiedeva un ulteriore superamento. Questo avvenne con l'introduzione del gesto nell'atto pittorico. Seguendo le intuizioni di artisti come Jackson Pollock, Pierre Riopelle e Jean Dubuffet, molti artisti italiani svilupparono un percorso creativo in cui il colore veniva liberamente trasferito sulla tela con un gesto spontaneo.
I protagonisti di questa nuova fase furono Gianni Colombo, che si dedicò allo studio delle illusioni prospettiche, Alberto Biasi, che esplorò la possibilità di creare immagini cangianti e illusorie, e Getulio Alviani, che ideò le "superfici a testura vibratile" sfruttando i riflessi dell'alluminio molato. L'arte astratta di Gianfranco Chiavacci si avvicinò all'Optical Art e all'Arte Cinetica. Sebbene si fosse interessato alla cifra binaria e all'arte, proprio nei primi anni Sessanta, periodo di inizio della sua ricerca binaria, le sue opere toccarono aspetti legati al cinetismo e alla percezione ottica, pur differenziandosene per la matrice cibernetica della sua ricerca.
L'Arte Cinetica rappresentò l'ultimo movimento legato all'astrattismo in Italia ad ottenere un unanime consenso critico. Nata e sviluppatasi negli anni Settanta, e talvolta definita "Pittura-pittura", si proponeva di condurre un'analisi approfondita delle componenti materiali della pittura - tela, cornice, materia, colore e segno - e del rapporto fisico che intercorre tra l'opera come oggetto materiale e il suo autore.

L'Impatto Culturale e la Rilevanza Contemporanea
L'arte astratta ha avuto un impatto profondo e duraturo sulla cultura visiva del XX e XXI secolo. Ha liberato l'arte dai vincoli della mimesi, aprendo infinite possibilità espressive e concettuali. La sua influenza si estende ben oltre il campo delle arti visive, permeando il design, l'architettura, la moda e persino la pubblicità. La capacità dell'arte astratta di comunicare emozioni e idee in modo diretto e universale, senza la mediazione di narrazioni o figure riconoscibili, la rende una forma d'arte straordinariamente potente e accessibile.
La ricerca di un linguaggio universale, capace di trascendere le barriere linguistiche e culturali, è una delle eredità più significative dell'astrattismo. Attraverso l'uso sapiente di forme, colori e composizioni, gli artisti astratti hanno dimostrato come sia possibile evocare stati d'animo, stimolare riflessioni e creare esperienze estetiche profondamente personali e al contempo condivise. L'astrattismo continua a evolversi, reinterpretando le sue premesse originarie alla luce delle nuove tecnologie e delle sfide contemporanee, dimostrando la sua vitalità e la sua capacità di rimanere un faro di innovazione nel panorama artistico globale.