Volkswagen Passat Quinta Serie: Tra Evoluzione e Innovazione

La Volkswagen Passat ha una storia ricca e complessa, che affonda le radici negli anni Settanta, quando la casa di Wolfsburg si trovò di fronte a un bivio cruciale nella sua strategia produttiva. Lontana dall'attuale capacità di sfornare vetture di successo a getto continuo, il marchio contava sull'immortale Maggiolino, ma presentava due modelli top di gamma, la Typ 4 e la K70, che non erano propriamente azzeccatissimi. La Typ 4 adottava lo schema del Maggiolino, con motore posteriore a sbalzo a 4 cilindri contrapposti e raffreddamento ad aria, mentre la K70 era una NSU rimarchiata Volkswagen, risultato dell'acquisizione dell'azienda di Neckarsulm nel 1969. Sebbene quest'ultima presentasse uno schema tecnico di sicuro interesse, con motore e trazione anteriore, non ebbe un grande successo commerciale.

Volkswagen Typ 4 e K70

La svolta per Volkswagen arrivò con la decisione di puntare sulla trazione anteriore e sulla collaborazione con l'azienda italiana Italdesign di Giorgetto Giugiaro. Questa scelta si rivelò un successo planetario, portando alla nascita in soli due anni di due capisaldi della storia Volkswagen: la Passat e la Golf, vetture capaci di affiancarsi al leggendario Maggiolino.

Le Origini della Passat: La Serie B1 (1973-1981)

La Volkswagen Passat del 1973, nome in codice B1, fu una "due volumi" dalle linee pulite, disegnata da Giugiaro, che in più di un punto anticipava quelle della Golf, con un lunotto decisamente più ampio e inclinato. Destinata a sostituire i modelli 411/412 e la K70, riprendeva la meccanica dell'Audi 80 e riproponeva la trazione anteriore. Era disponibile nelle versioni berlina due volumi a due o quattro porte, berlina hatchback (considerata una due volumi e mezzo) a tre o cinque porte, e dal 1974 anche nella versione station wagon, denominata Variant, a riprova di una certa tendenza dei tedeschi a non cambiare le denominazioni.

Volkswagen Passat B1

Sotto la pelle, condivideva la stessa meccanica della più tradizionale Audi 80 a tre volumi. I motori a benzina spaziavano tra cilindrate da 1.3 a 1.6 litri, mentre un diesel aspirato da 1.5 litri, lo stesso della Golf, debuttò nel 1979. La Passat B1 mantenne la sua vocazione da "world car", essendo venduta in Europa e Nord America (dove era chiamata Dasher) fino al 1981, e in Brasile fino al 1988, con alcune variazioni estetiche e motori specifici. Una curiosità riguarda la sua produzione in Iraq, dove, costruita in Brasile, venne equipaggiata con protezioni per il motore, radiatore e impianto dell'aria condizionata maggiorati per adattarsi al meglio alla realtà locale.

Al momento del lancio, erano disponibili tre allestimenti principali:

  • Base: con fari rotondi e motore 1300 (Passat) o 1500 (Passat S).
  • Lusso: con fari rettangolari, più accessori e migliori finiture, e motore 1300 (Passat L) o 1500 (Passat LS).
  • TS: con quattro fari tondi, volante sportivo, strumentazione più completa e motore 1500 (non disponibile come station wagon).

La Consacrazione Globale: La Serie B2 (1981-1987)

La seconda serie della Volkswagen Passat, la B2, prodotta dal 1981 al 1987, fu quella che consacrò la Passat come berlina di fascia medio-alta, costruita per tutte le latitudini. Adottò un pianale leggermente più lungo e uno stile più moderno, distinguendosi dalle altre vetture dell'epoca. Le dimensioni crebbero di qualche centimetro, e resina e plastica sostituirono vari elementi metallici.

Volkswagen Passat B2

Anche questa generazione mantenne una denominazione diversificata a seconda dei mercati: nel Nord America era chiamata Quantum, in Messico Corsar e in Argentina Carat. In Brasile, dove fu prodotta nelle versioni berlina a tre volumi a due o quattro porte, era definita Santana (venduta fino al 1985 anche in Europa, Nicaragua e Cina) e station wagon (Santana Quantum).

Nel 1982, la Santana fu la prima vettura straniera a essere costruita in un mercato che, anni dopo, sarebbe diventato la Terra Promessa per tutti i costruttori: la Cina. L'idea di una joint venture si rivelò lungimirante, e la longevità della Volkswagen Passat con gli "occhi a mandorla" fu quasi incredibile, considerando che l'ultima Santana (chiamata Vista) fu sfornata nel 2011.

Con la B2 iniziarono alcune variazioni tecniche di spessore, tra cui l'introduzione della trazione integrale (con la meccanica dell'Audi 80 anziché quella della Golf) e del 5 cilindri in linea per le Passat più lussuose. La produzione su licenza della Santana da parte di Nissan dal 1984 testimonia ulteriormente la sua diffusione internazionale. Nel 1986, la seconda serie subì un piccolo restyling.

Tra le versioni da collezione di questa serie spicca la Passat (B2) Variant Syncro - 1984. Arrivata sul mercato nel 1984, dopo l’anticipazione della concept Studie Passat Variant Terra, adottava un sistema 4x4 derivato da quello dell'Audi quattro, con tanto di differenziale posteriore bloccabile. La scelta dei motori, solo a benzina, privilegiava i più potenti: i 5 cilindri da 2 e 2,2 litri (di provenienza Audi) da 115 e 120 CV, abbinati all'allestimento GT. Solo in seguito, dal 1985, arrivò il 4 cilindri da 1,8 litri e 90 CV, a carburatore o a iniezione, nell'allestimento semplificato C. Profili neri alle cornici dei vetri e sulle porte, ruote in lega leggera a 5 razze, mancorrenti sul tetto e scritte di identificazione sul portellone e sul frontale identificavano la prima inconfondibile Passat a trazione integrale.

Nuovi Orizzonti: La Serie B3 (1988-1993)

La terza serie della Volkswagen Passat, la B3, arrivò nel 1988 in Europa, nel 1990 in Nord America e nel 1995 in Sud America. Questa fu la prima Passat a nascere su un pianale autonomo, non più condiviso con l'Audi 80, sebbene molti componenti della Golf III finissero sotto il cofano della Passat (e viceversa). Scomparve la griglia nel frontale, quasi un richiamo alla Typ 4, ma con linee molto più morbide.

Volkswagen Passat B3

Quando divenne popolare come auto d'occasione nell'appena disciolta Unione Sovietica, che divenne poi CSI e in seguito si frammentò negli attuali Stati, si guadagnò il nomignolo di "sci", perché, secondo i russi, il frontale assomigliava a uno sci storto o a uno slittino.

Prodotta solo nelle versioni berlina a quattro porte e station wagon, era disponibile con diverse motorizzazioni:

  • 2000 16v configurazione GL
  • 1800 configurazione CL
  • 1600
  • 2800 VR6 configurazione GLX
  • G60
  • 1900 diesel

Tra i motori degni di nota figurano il particolarissimo 1.8 G60, sovralimentato con il compressore volumetrico a chiocciola (G-Lader), e il 2.8 V6 con un angolo tra le bancate così stretto da risultare compatto quasi come un quattro cilindri. I due motori a gasolio erano il 1.9 aspirato da 75 CV e il 1.6 turbodiesel da 80 CV, ancora stretto parente di quello che aveva reso la Golf GTD una delle prime diesel brillanti della storia.

Tra le Passat da collezione, spiccano due modelli di questa serie:

  • Passat (B3) G60 Syncro - 1989: Nel settembre del 1989 fece il suo debutto la prima variante sovralimentata della Passat, che adottava il compressore a chiocciola G per portare il suo 4 cilindri da 1781 cc a esprimere 160 CV e 225 Nm di coppia massima, per una velocità di punta di 210 km/h. La terza serie della Passat fu anche la prima ad adottare la carrozzeria a 3 volumi per la berlina, e la G60 era disponibile anche a 4 porte (215 km/h), ma fu la Variant a raccogliere i maggiori consensi.
  • Passat (B3) VR6 - 1991: L'autunno del 1991 vide l'esordio del primo motore a 6 cilindri sulla Passat, un'unità da 2792 cc a due bancate da 3 cilindri l'una con la V stretta di soli 15 gradi. Con 174 CV e 230 Nm di coppia, questa Passat fornita di cambio manuale a 5 marce o, in opzione, dell'automatico a 4 rapporti, raggiungeva i 214 km/h con carrozzeria Variant e i 220 km/h in quella a 3 volumi e 4 porte, per uno 0-100 in 8,3 secondi.

Un Restyling Profondo: La Serie B4 (1994-1997)

La quarta generazione della Volkswagen Passat, la B4, non fu tanto un nuovo modello quanto una profonda rivisitazione della B3, un po' come la Golf VI con la Golf V. La carriera della B4 non fu lunghissima, dal 1994 al 1997.

Volkswagen Passat B4

Cambiarono il frontale e la coda, che si snellirono alquanto, anche se i lamierati rimasero gli stessi. Gli interni furono rivisti, diventando più gradevoli (addirittura d'avanguardia e con soluzioni come le veneziane sulle bocchette dell'aria, ancora oggi degne di nota, sulla serie successiva).

Tra i motori, debuttò il 1.9 TDI: inizialmente dotato di 90 CV e turbina a geometria fissa, arrivò ben presto a 110 CV grazie alla turbina a geometria variabile. Questo motore rimase per lungo tempo un pilastro della produzione Volkswagen e, in seguito, con il sistema di iniezione basato su pompa-iniettore (che comparirà con la Passat successiva, nel 1999), divenne il padre spirituale dei diesel moderni del Gruppo.

Le versioni disponibili in Europa erano la L, CL, GL, GT e VR6, mentre negli Stati Uniti c'erano solo GLS, GLX e TDI (in Messico GL e GLX).

Anche in questa serie troviamo una versione da collezione:

  • Passat (B4) VR6 Syncro - 1993: Gli ingombri e il peso salirono, e così la quarta generazione della Passat non migliorò le prestazioni della più potente VR6. Nella versione a trazione anteriore, mossa dal già noto 2,8 litri, il tempo dello 0-100 km/h salì a 8,7 secondi, mentre la velocità di punta era di 218 km/h. Per la prima volta la VR6 poteva essere abbinata anche alla trazione integrale, ma in questo caso il motore era leggermente diverso: si trattava di un 2,9 litri (2862 cc) da 184 CV e 245 Nm.

La Rivoluzione Aerodinamica e Tecnologica: La Passat Quinta Serie (B5) (1996-2005)

Nel 1996 debutta in Europa la quinta generazione della Volkswagen Passat (B5), contraddistinta da un design di rottura, stilisticamente affine alla Golf IV. La sua produzione durerà fino al 2005. Esteticamente, la berlina si distingueva per il tetto notevolmente arcuato e un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) pari a 0,26, un valore che permetteva quasi di parlare di un'auto "disegnata dal vento". Uscì sul mercato europeo nel 1996 e in Nord America nel 1998 adottando il pianale denominato B5, in comune con l'Audi A4, l'erede della 80. Il pianale, rispetto a quello dell'Audi A4 B5 del 1994, presentava un passo allungato, aumentando di 86 mm lo spazio disponibile per i passeggeri posteriori.

Volkswagen Passat B5

VW Passat B5 AirRide | CarZoneMagazin

Dal punto di vista estetico e meccanico, la "quinta" Passat era completamente diversa dalle versioni precedenti, riprendendo il disegno della prima e seconda serie, ma con un anteriore esteticamente più "pesante". Lo stile, curato da Hartmut Warkuss, fu in seguito ripreso dalla Golf IV e dalla Bora. Meccanicamente, presentava il tipico schema Audi con il motore montato in senso longitudinale a sbalzo, ovvero davanti all'asse anteriore, mentre la trazione era anteriore o integrale permanente a 3 differenziali.

Ereditava dall'A4 il sofisticato e raffinato sistema di sospensione a quadrilatero alto ad asse di sterzo virtuale all'anteriore. Al posteriore, la sospensione variava in base al tipo di trazione: ponte torcente per le versioni a trazione anteriore, come sull'Audi A4, ma diversamente da quest'ultima, le versioni a trazione integrale montavano un quadrilatero basso a triangoli sovrapposti. Questa soluzione permetteva, specialmente nella versione Variant, di non avere l'ingombro della sospensione ai lati del bagagliaio, lasciando maggior spazio con una forma più regolare dello stesso.

Motori e Trazione Integrale (1997)

Numerose furono le versioni disponibili nelle motorizzazioni benzina e diesel. Nel 1997, venne inserita la trazione integrale come optional per i motori 1.8, 2.8 V6, 1.9 TDI e 2.5 V6 TDI (all'epoca tra i più potenti della categoria, con 150 CV divenuti poi 163 e, nel 2003, 180). La tecnologia utilizzata prevedeva un Torsen T-2 di nuova generazione, concepito per minimizzare le perdite di trazione.

All'esordio, i motori disponibili erano:

  • Diesel: 1.9 TDI da 90 CV (non disponibile in Italia) o 110 CV, e il 2.5 TDI V6 da 150 CV, entrambi con sistema di iniezione diretta a pompa rotativa.
  • Benzina: 1.6 da 101 CV, 1.8 da 125 CV, 1.8 turbo da 150 CV, 2.3 V5 a 5 cilindri da 150 CV e il 2.8 V6 da 193 CV.

Un piccolo problema si manifestò nella versione 1.8: il serbatoio dell'olio del motore 1.8 longitudinale aveva una minor capacità rispetto alla versione trasversale (4.07 litri per il longitudinale contro 4.35 litri per il trasversale) e rischiava di avere della morchia d'olio nel motore.

Il Restyling del 2001: La B5.5

All'inizio del 2001, la Passat B5 ricevette un restyling, conosciuto come B5.5, che includeva un leggero cambiamento estetico. Il telaio e il pianale restarono immutati, ma la lunghezza aumentò di 28 mm per la berlina e di 7 mm per la familiare.

Volkswagen Passat B5.5

I fari (anteriori e posteriori), i paraurti, il cofano e la griglia del radiatore furono cambiati. Furono aggiunti alcuni pezzi cromati e introdotto l'ESP di serie su tutta la gamma, elemento che ne migliorò ulteriormente la sicurezza.

Venne migliorata l'insonorizzazione del corpo vettura, aggiornata l'elettronica di bordo e aggiunte nuove funzionalità e optional tra i quali:

  • Il navigatore satellitare con navigazione dinamica.
  • Sintonizzatore TV.
  • I fari Bi-Xenon con regolazione dinamica della profondità.
  • I sensori di parcheggio posteriori.
  • Il tetto a celle solari integrate che alimenta il ventilatore dell'aria che raffredda l'interno del veicolo quando l'accensione è spenta.

Altri particolari introdotti furono la chiave pieghevole a onde radio per tutti i modelli, l'eliminazione del cilindretto della serratura sulla portiera del passeggero anteriore e il portellone posteriore con comando di sblocco elettrico a distanza. Nel 2001, la mascherina divenne più imponente, e dal punto di vista funzionale, si registrò l'introduzione dell'ESP su tutta la gamma; c'è chi chiama questa evoluzione 3BG.

I motori a benzina furono tra i più raffinati di tutta la storia delle Passat: accanto all'incompreso 2.3 VR5 con testata a 2 valvole (150 CV) o 4 per cilindro (170), il 2.8 V6 guadagnò le 5 valvole per cilindro, tanto di moda in casa Audi (sviluppava 193 CV).

L'Esperimento W8 (2002)

Nel 2002, fece la sua comparsa un motore con architettura a W: il 4.0 W8. Era, in pratica, l'unione longitudinale di due V4 con angolo tra le bancate ristretto (15°). La Volkswagen Passat W8, dotata di una sonorità assolutamente entusiasmante, era una sorta di vettura-laboratorio regolarmente in vendita, che prefigurava i W12 della Phaeton e il W16 della Bugatti Veyron. Questo motore erogava 270 cavalli (202 kW) ed era abbinato alla trazione integrale per consentire un miglior sfruttamento della potenza. Questo motore fu un esperimento per la Volkswagen, che si stava cimentando nello sviluppo di motori a W. Il test servì a sviluppare in seguito il W12 per la Phaeton, per la Touareg e per l'A8 e il W16 per la Bugatti Veyron.

Volkswagen Passat W8

Tra le Passat da collezione, la Passat (B5) W8 Variant - 2001 è una delle più rare e meglio allestite. Sulla base del restyling della quinta generazione della Passat, identificato internamente con la sigla GP (Große Produktaufwertung, “ottimo aggiornamento del prodotto”), la Passat guadagnò un otto cilindri a doppia V di 4 litri di cilindrata, ovvero lo stesso motore utilizzato con frazionamento a 12 cilindri sui modelli di maggior prestigio della gamma Audi e Bentley e sulla Volkswagen Phaeton. Prodotta in soli 2359 esemplari nelle due varianti di carrozzeria, erogava 275 CV e 370 Nm di coppia, per 250 km/h di velocità massima, e poteva essere equipaggiata con il cambio manuale a 6 marce (0-100 km/h in 6,5 secondi) o con l'automatico Tiptronic a 5 rapporti con modalità manuale-sequenziale.

L'Introduzione del 2.0 TDI (2004)

Nel 2004, venne introdotto un motore 2.0 litri TDI che erogava 136 CV (100 kW).

La Passat a Passo Lungo per la Cina

Una versione con l'interasse più lungo fu introdotta in Cina a fine 1999 dalla Volkswagen di Shanghai. Questo pianale maggiorato andò poi a "sostenere" la Škoda Superb. Ambedue avevano un interasse più lungo di 100 mm ed erano nel complesso più lunghe della Passat europea.

Il Ritorno alla Piattaforma Golf: La Serie B6 (2005-2010)

Nel 2005 debuttò la sesta serie della Volkswagen Passat, la 3C. Il pianale utilizzato fu quello della Golf, opportunamente allungato, e non più quello dell'A4. La prima conseguenza diretta fu il canto del cigno, dopo soli tre anni, del W8: pur compatto, non riuscì a trovare spazio nel cofano motore della Passat, visto che lo schema adottato prevedeva il motore trasversale e non più longitudinale.

Volkswagen Passat B6

Al suo posto, dal 2008 al 2009, la Passat R36 montò il 3.6 V6: i suoi 299 CV erano superiori ai 275 del W8, ma l'emozione che suscitava era nettamente inferiore. Il frontale della 3C prevedeva volumi maggiormente dissimulati e fari dal disegno più elaborato.

Tra i motori, è da segnalare che il solo (e ormai vetusto) 1.6 a benzina non aveva l'iniezione diretta, al contrario di tutta la rimanente gamma, aspirata (FSI) o turbo (TSI). I diesel cambiarono non nei dati di targa (il 2.0 da 140 CV, almeno) ma nella tecnologia: andò in pensione il pompa-iniettore a favore del common rail. Oltre al cambio manuale, iniziarono a fare la propria comparsa gli automatici DSG, attualmente montati, con 6 o 7 rapporti.

Un modello da collezione di questa serie è la Passat (B6) R36 - 2008. Nel gennaio del 2008 la versione di punta della Passat tornò a montare il VR6, portato per l'occasione a 3,6 litri di cilindrata per 300 CV e 360 Nm di coppia, un aspirato a iniezione diretta stechiometrica di benzina da 250 km/h di velocità massima. La Variant sfoggiava una configurazione estetica più grintosa, con qualche profilo aerodinamico specifico e la mascherina cromata al centro. Per la prima volta la gamma Passat fu dotata di un vero e proprio allestimento sportivo. Tra le finezze tecniche della “R” troviamo, poi, il cambio robotizzato doppia frizione DSG a 6 marce e la trazione integrale 4Motion.

L'Ultima Uscita: La Serie B7 (2010-2014)

Siamo alla Volkswagen Passat B7, l'ultima generazione uscente prima delle più recenti. Cambiarono gli esterni, che prefigurarono quelli, più spigolosi, della Golf VII, ma non gli interni.

Volkswagen Passat B7

Nella gamma motori debuttò l'onnipresente 1.4 TSI a benzina da 122 CV; tra i diesel c'era anche il piccolo 1.6 TDI da 105 CV. Per la prima volta, comparve una versione a gas naturale, la 1.4 TSI EcoFuel a metano.

Tra le versioni da collezione di questa serie, la Passat (B7) CC V6 4Motion - 2012 merita una menzione. La coupé a 4 porte derivata dalla settima generazione della Passat arrivò nell'autunno del 2008 e si evolse in CC nel 2012 con il restyling che la dotò di una fanaleria dalle linee tese e non più arrotondate. Il motore era il 3,6 litri V6 stretto da 300 CV e 350 Nm di coppia, lo stesso della Passat R36, sempre abbinato al cambio DSG a 6 marce e alla trazione integrale. La Passat CC si evolverà poi in CC e oggi in Arteon, l'iterazione coupé a 4 porte che su alcuni mercati (non in Italia) è disponibile anche nella riuscita edizione Shooting Brake.

L'Eredità della Passat: Un Futuro Elettrico?

La Volkswagen Passat di nona generazione, attesa sul mercato l'anno prossimo, sarà con ogni probabilità (a Wolfsburg dicono con totale certezza ma… mai dire mai) l'ultima edizione del secondo modello della Casa tedesca più venduto di sempre a essere proposta con motori termici, nella fattispecie il 2.0 TDI e i turbobenzina da 1,5 e 2 litri. Nata nel 1973 e passata alla storia come vettura del segmento D più venduta di tutti i tempi, grazie anche al successo ottenuto dalle versioni Variant (la prossima serie sarà declinata solo in questa forma), la Passat non ha mai fatto battere i cuori per le sue imprese sportive, che in casa Volkswagen sono state sempre appannaggio di Golf e Polo, ma ha comunque saputo conquistare anche una clientela esigente in fatto di prestazioni con le varianti pluricilindriche, turbo e "rialzate".

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