A tre anni dalla sua prima versione, lo scooter medio a ruota alta Yamaha X-MAX 400 si rinnova, presentandosi più bello, prestante e raffinato. Questo modello, figlio di mezzo della famiglia Yamaha MAX, si posiziona a metà strada fra l'allora 250 e il più impegnativo T-MAX 500, consolidando la forte presenza di Yamaha nel segmento dei maxi scooter monocilindrici, dove detiene una quota di mercato tra il 25 e il 26%. Questo dato sottolinea l'importanza dell'X-MAX 400 e la cura e l'impegno riversati dalla Casa di Iwata nel suo sviluppo.

Il rinnovamento è stato spinto principalmente dall'arrivo dell'Euro 4, un'occasione per una revisione profonda che ha dato vita a uno scooter praticamente tutto nuovo. La clientela dell'X-MAX 400 è quasi esclusivamente maschile, con una sorprendente varietà di fasce d'età.
Il Design Rinnovato e le Novità Estetiche
La linea del nuovo X-MAX 400 continua a riprendere l'elemento stilistico del "boomerang" centrale, reso famoso dal T-MAX. Lo scudo presenta una linea più movimentata e affilata, arricchita da una coppia di fari full LED all'anteriore, con l'abbagliante ospitato al centro, che si abbinano perfettamente al gruppo ottico posteriore, anch'esso con la medesima tecnologia. Il codino è decisamente più mosso e accoglie una nuova sella a due livelli, che mantiene l'intelligente schienalino per il pilota con funzione di supporto lombare, offrendo un supporto utile sulle percorrenze più lunghe.
Ai lati del retroscudo sono presenti due scomparti portaoggetti, e non manca una presa da 12V per alimentare o ricaricare dispositivi elettronici come lo smartphone o il navigatore. Il look è impreziosito da nuovi cerchi in lega e trae chiara ispirazione dal fratello maggiore, il T-MAX, e dal vendutissimo 300. Il family feeling è evidente nella forma scolpita dello scudo e nello sguardo "truce" dei fari a LED, sopra i quali svetta un parabrezza regolabile su due posizioni, con un'altezza regolabile di 50 mm.
Motore e Ciclistica: Un Equilibrio tra Prestazioni e Comfort
Il cuore del rinnovamento è il monocilindrico da 395 cc a corsa corta (83 x 73 mm le misure caratteristiche), con albero montato su bronzine invece che su cuscinetti per maggiore solidità, e distribuzione bialbero a quattro valvole. Ora eroga 24,5 kW, ovvero poco meno di 33 CV, uno e mezzo in più rispetto alla versione precedente. Il consumo dichiarato è di 4,18 litri per 100 km, un dato che, durante la prova, il computer di bordo ha confermato con valori praticamente coincidenti, nonostante un utilizzo non esattamente "da economy run". I 33 cavalli e 36 Nm di coppia identificano il carattere di questo motore, che si distingue più per la coppia che per la potenza pura. Nonostante non sia il più scattante al semaforo, offre una risposta pronta e sicura nei sorpassi decisi, con un transitorio da 70 a 110 km/h particolarmente soddisfacente, accompagnato da ridotte vibrazioni e consumi sorprendentemente contenuti, con valori di 25 km/litro nel percorso misto del test.
Comprala usata: Yamaha X-Max400 2013-2020 pregi, difetti e richiami ufficiali
A livello ciclistico, nonostante l'arrivo dell'Euro 4, il peso scende a 210 kg, segnando un risparmio di 5 kg rispetto alla precedente versione con ABS (3 kg si perdono solo con l'adozione degli steli più snelli). Le misure degli pneumatici rimangono invariate - 120/70 all'anteriore e 150/70 al posteriore - su cerchi in alluminio (con design rinnovato) rispettivamente da 15 e 13 pollici.
La forcella è stata profondamente rivista, ora adotta steli di minor sezione (da 36 a 33 mm), ma introduce la doppia piastra, più rigida e stabile in frenata. Questa forcella si rivela "favolosa", sia in città che fuori, copiando molto bene le asperità e offrendo un grande feeling all'anteriore. Una taratura che offre vantaggi anche in ambito extraurbano e sul misto, dove l'X-MAX si comporta come una vera moto, curvando con coerenza e confidenza. Il verdetto della strada conferma la bontà del progetto, in grado di soddisfare esigenze trasversali, non solo cittadine ma anche di viaggio a corto e medio raggio.
Posteriormente troviamo un doppio ammortizzatore con possibilità di regolare il precarico su cinque posizioni ed escursione leggermente inferiore (107 mm), nonostante Yamaha dichiari un miglioramento della luce a terra, tallone d'Achille della precedente versione. Tuttavia, la parte posteriore non convince pienamente, risultando rigida e poco confortevole, salvo su asfalti perfettamente levigati, nonostante i 20 mm in più di corsa arrivati con il model year 2017 e una regolazione del precarico non estrema.
Ergonomia, Comfort e Funzionalità
L'X-MAX 400 si rivela subito comodo fin dalla prima seduta, con una posizione naturale e accogliente. Il manubrio è regolabile su due posizioni per una guida più comoda a piloti di tutte le altezze. La strumentazione è raffinata, completa e ben leggibile in ogni condizione di luce, richiamando la famiglia sportiva della Casa di Iwata con un doppio elemento tachimetro e contagiri diviso da un display a cristalli liquidi.
In città, ci si districa bene grazie a una posizione di seduta alta che offre un'ottima visuale nel traffico e a quote ciclistiche improntate all'agilità. Si sguscia agilmente tra le auto, con il conforto di un motore pronto ma dolce nella risposta e di un impianto frenante potente ma molto ben modulabile. La contropartita dell'altezza e della comodità del sellone è una certa difficoltà nel mettere entrambi i piedi a terra per chi non supera il metro e settantacinque.

Sotto la sella si trova un grande vano illuminato capace di accogliere due caschi integrali o una borsa in formato A4. In tema di funzionalità, spicca la chiave elettronica Smart Key, che può essere tenuta in tasca e la cui presenza viene rilevata dallo scooter per consentire l'avviamento, lo sblocco della sella o l'attivazione del bloccasterzo. L'avviamento con sistema key-less, con comando sotto il manubrio, che attiva la chiusura del bloccasterzo piuttosto che l'apertura del vano per il carburante, evidenzia come ogni dettaglio sia votato alla massima facilità d'utilizzo.
Sicurezza: ABS e Controllo di Trazione
Il maxi scooter X-MAX 400, a conferma del suo status di "scooter maturo", si rivolge a un target prossimo al business man o al giovane neolaureato che necessita di uno strumento di commuting pratico con la giusta dose di sicurezza. L'ABS e il controllo di trazione (TCS) sono di serie, un'importante svolta per la sicurezza di marcia, impedendo che la prontezza del motore monocilindrico 400 possa provocare perdite di aderenza, magari accelerando su strisce bianche, tombini o pavé. L'impianto frenante è composto da due dischi anteriori da 267 mm e uno posteriore dello stesso diametro, con ABS e freno a mano, avvicinandosi a quello di una moto di media cilindrata. Il peso di 210 kg in ordine di marcia è facile da gestire sia dinamicamente sia in fase di parcheggio, issandolo sul cavalletto centrale.
Accessori e Personalizzazione
Yamaha offre oltre 30 accessori ufficiali per personalizzare l'X-MAX 400 in maniera più sportiva o turistica. Si va dallo schienalino del passeggero a plexiglass più sportivi o protettivi, piastre pedane in alluminio, scarico Akrapovic, sella comfort, staffe per il navigatore e diverse altre proposte. Le modifiche alla distanza del manubrio in senso longitudinale (+20 mm) e l'altezza del parabrezza di serie (+50 mm) rendono lo scooter ancora più adattabile alle esigenze dell'utente.
I Pesi Manubrio (Contrappesi): Funzioni e Miti da Sfatare
Un aspetto che spesso genera confusione tra i motociclisti, soprattutto i neofiti, riguarda la funzione dei "pesi sterzo" o "contrappesi" posti alle estremità del manubrio. Molti li considerano semplici elementi estetici o trascurabili, ma in realtà svolgono funzioni importanti, sebbene spesso fraintese.

La Vera Funzione: Estetica e Non Solo
In Italia questi accessori sono chiamati contrappesi, ma nel resto d'Europa sono spesso definiti "tappi manubrio" o "estremità del manubrio", suggerendo che la loro funzione principale sia puramente estetica: rifinire la parte finale del manubrio senza lasciare un buco antiestetico. Non tutte le moto montano i contrappesi; alcune, ad esempio, adottano specchietti a fine manubrio o paramani. Se la funzione fosse la stabilizzazione, queste moto dovrebbero percepire vibrazioni differenti, cosa che non accade. Anzi, chi monta specchietti a fine manubrio potrebbe avvertire maggiori vibrazioni, poiché il peso sostenuto accentua ulteriormente le vibrazioni anziché ridurle. Anche molte moto sportive sostituiscono i contrappesi con i paraleva, che hanno la medesima funzione estetica.
Riduzione delle Vibrazioni: Un Falso Mito?
La credenza comune che i contrappesi servano a "stabilizzare il manubrio" o a ridurre le vibrazioni è, in gran parte, un falso mito. Se si prova a guidare una moto senza contrappesi, le vibrazioni non cambiano affatto; in alcuni casi, potrebbero addirittura ridursi. Contrappesi troppo pesanti possono persino peggiorare la situazione, accentuando le vibrazioni trasmesse alle mani. La scelta di contrappesi pesanti da parte dei costruttori è spesso dettata dai costi di produzione, poiché l'uso di ferro è più economico rispetto all'alluminio, con il difetto di un peso maggiore. L'idea che i contrappesi pesanti abbiano una funzione antivibrante è un modo per giustificare un prodotto meno "nobile".
Comprala usata: Yamaha X-Max400 2013-2020 pregi, difetti e richiami ufficiali
I cataloghi aftermarket delle case costruttrici spesso propongono versioni più care e leggere, realizzate in alluminio e più belle, come up-grade e miglioramento. Questi contrappesi più leggeri, al contrario di quanto si possa pensare, potrebbero addirittura ridurre le vibrazioni, creando meno oscillazioni dovute al peso presente alle estremità del manubrio. La funzione principale dei pesi alle estremità del manubrio è attenuare le vibrazioni generate dal motore, che possono causare affaticamento e intorpidimento. I pesi agiscono come smorzatori, modificando la frequenza di risonanza del manubrio e riducendo l'intensità delle vibrazioni percepite.
Prevenzione dello Shimmy e del Wobble
Oltre a migliorare il comfort, i pesi alle estremità del manubrio contribuiscono alla stabilità del veicolo, contrastando fenomeni come lo "shimmy" (oscillazione laterale del manubrio a bassa velocità) e il "wobble" (oscillazione a velocità più elevate), che possono compromettere la sicurezza. L'aggiunta di massa alle estremità del manubrio aiuta a smorzare queste oscillazioni, migliorando la stabilità direzionale della moto.
Attenzione alle Modifiche
È fondamentale notare che la rimozione o la sostituzione dei pesi del manubrio, ad esempio durante modifiche estetiche o personalizzazioni, può influire negativamente sul comportamento della moto. Un manubrio privo di pesi adeguati può amplificare le vibrazioni e rendere la guida meno confortevole e sicura.

I contrappesi di serie, spesso "banali e brutti", sono scelti dai costruttori principalmente per ragioni economiche. Con una spesa relativamente bassa, è possibile migliorare l'estetica della moto con prodotti aftermarket di qualità. È importante scegliere prodotti sicuri, con kit di montaggio ad espansione che si fissano saldamente al manubrio, evitando perdite accidentali a velocità elevate. La qualità e l'attenzione al trattamento estetico di anodizzazione fanno la differenza, garantendo colori vividi e duraturi nel tempo, senza scolorirsi o ossidarsi.