La Peugeot 206, un'autovettura di segmento B, prodotta dal 1998 al 2014 dalla casa automobilistica francese Peugeot, ha rappresentato un successo straordinario, diventando al momento dell'uscita di scena dalla gran parte dei mercati la Peugeot più venduta di sempre, con 2.677.888 esemplari costruiti nel solo stabilimento di Mulhouse e circa 10 milioni globali. Tra le sue molteplici varianti, la 206 CC (Coupé-Cabriolet), introdotta alla fine del 2000, ha rappresentato la versione "scoperta" della celebre utilitaria, chiamata a raccogliere l'eredità della 205 Cabrio e a rilanciare una soluzione, quella del tetto ripiegabile in metallo, già adottata dalla Casa di Sochaux negli anni trenta del XX secolo. Questa soluzione era stata poi ripresa a metà degli anni novanta dalla Mercedes-Benz per la sua roadster SLK.

La Nascita di un'Erede: Dal Vuoto di Gamma al Successo Globale
Il percorso che ha portato alla nascita della 206 è iniziato diversi anni prima del suo esordio, quando si cominciò a pensare a un erede della Peugeot 205, già piuttosto anziana all'inizio degli anni novanta. Ben presto ci si rese conto del vuoto esistente tra i modelli: la 306 era in concorrenza con modelli come la Volkswagen Golf e la Opel Astra, ma non con modelli di fascia più bassa, mentre la 106 non poteva coprire da sola un segmento B che nel frattempo si stava popolando di novità come la Fiat Punto. La 206 è nata quindi per colmare questa lacuna, posizionandosi come una utilitaria moderna e completa.
La Peugeot 206 è stata conosciuta e pubblicizzata come l’"Enfant Terrible", la piccola pestifera. È stata una delle utilitarie più vendute e amate a cavallo tra gli anni ’90 e ’00, grazie a uno stile indovinato, un'ottima qualità alla guida e contenuti moderni. E pensare che è nata con una sfida tostissima, quella di sostituire e, possibilmente, migliorare il successo della 205, che in 15 anni di produzione e oltre 5 milioni di esemplari aveva conquistato il mercato europeo e non solo. Grazie a una carriera lunga oltre 20 anni e ancora non arrestatasi in Medio Oriente, la Peugeot 206 è uno dei maggiori successi della storia Peugeot.
Design e Innovazione Estetica della 206
Esteticamente, la 206 ha dato un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, dovute al designer di origini turche Murat Günak, sono morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Questo stile originale, moderno e molto aggressivo e filante, da vera erede di quella 205 che, nel 1983, colpì il mercato con un successo straordinario, ha contribuito in larga parte al successo mondiale della Peugeot 206.
Il frontale era caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale e da una presa d'aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello. La calandra, che reca lo stemma della casa, ricorda quelle delle versioni aggiornate dei modelli 106 e 306, poiché costituita praticamente dalla sola battuta del cofano motore. La zona anteriore si raccorda con il resto del corpo vettura, in particolare con il parabrezza molto più inclinato che nella 205 e con il padiglione. Il frontale di Peugeot 206 è davvero aggressivo, portando al debutto uno stilema che sarebbe stato proprio di tutte le Peugeot degli anni ’00: una grande bocca aperta sotto il paraurti, circondata da una fascia in plastica grezza che salva i paraurti in parcheggio e dona ulteriore dinamismo all’auto.
La coda è invece caratterizzata dai gruppi ottici posteriori, piccoli ma avvolgenti, tanto da penetrare considerevolmente nella fiancata. Lateralmente, sia la tre porte che la cinque porte sfoggiano un passo piuttosto generoso per le dimensioni esterne (2,44 metri) e una linea personale che unisce praticità, con la fascia in plastica grezza a proteggere la fiancata, con un particolare montante posteriore che si stringe tantissimo in alto, per donare leggerezza alle linee del “leoncino”.

Interni: Comfort e Funzionalità in un Design Morbido
Gli interni della Peugeot 206 incarnavano perfettamente lo spirito “Enfant Terribile” dichiaratamente esternato con le linee della carrozzeria. In pieno stile anni ’90, la piccola francesina sfoggia un insieme di linee curve e morbide, per un interno piuttosto curato e completo, anche per gli standard odierni. La plancia è tondeggiante in ogni suo punto: il cruscotto, in alcune versioni, dispone anche dell'indicatore della temperatura dell'olio. La capienza del bagagliaio può essere all'occorrenza ampliata grazie alla possibilità di abbattere lo schienale del divano, frazionabile. L'abitacolo offre una delle migliori spaziosità nella sua categoria con alcune particolarità nascoste, come per esempio il vano portaoggetti ricavato sotto il piano del sedile del passeggero anteriore.
Come da tradizione del periodo, tutti i comandi sono concentrati nella parte centrale della plancia, più sporgente rispetto alle altre, morbide, superfici. Questa soluzione permette di ridurre le distrazioni durante la guida quando si gestiscono la radio o la musica proveniente dal lettore CD. Ancora più in basso troviamo i comandi del clima, manuale o anche automatico sulle versioni top di gamma, una soluzione comune negli anni ’90 ma poco pratica oggi in quanto, al contrario dello schermo posto in alto, costringe a distrarsi per gestire i flussi e le temperature, nonostante la presenza dei comodi comandi fisici.
L’impostazione dell’abitacolo non ha ancora beneficiato di quella disponibilità di centimetri in altezza vista su alcune rivali come Citroen C3, FIAT Punto o Toyota Yaris. La Peugeot 206 è, infatti, bassa e compatta, perfetta in città ma decisamente meno ariosa a livello di spazio rispetto alle già citate concorrenti, che con un tetto più rialzato sfoggiano più centimetri, soprattutto dietro.
Architettura e Meccanica della 206
La 206 nasceva su un pianale completamente nuovo, ma le soluzioni meccaniche ad esso applicate non erano inedite: l'avantreno di tipo MacPherson era derivato da quello della 306, sia pur riadattato alla nuova vettura. Il retrotreno era il classico ponte con barre di torsione. Entrambi gli assi montavano anche una barra antirollio. L'impianto frenante nelle prime versioni era di tipo misto: solo in seguito sarebbero arrivati i modelli più prestanti con freni a disco sulle quattro ruote.
Tutt'altro che inedita anche la quasi totalità delle motorizzazioni previste per la 206 al suo esordio. Le unità a benzina, tutte monoalbero, erano quelle già utilizzate su 106 e 306: le uniche differenze con i precedenti motori TU erano alcune modifiche di dettaglio, per esempio nel circuito di raffreddamento e in alcune altre soluzioni volte alla riduzione degli attriti.
Le Tante Facce della 206: Berlina, SW e CC
La 206 cominciò ad essere commercializzata a partire dal 10 ottobre del 1998, sia a 3 che a 5 porte. I livelli di allestimento erano tre: XR, XT ed XS. La dotazione prevedeva tra l'altro il servosterzo e l'airbag lato guida su tutta la gamma. La lista optional prevedeva invece l'ABS, l'airbag passeggero ed il tetto apribile. I cerchi in lega erano previsti come optional solo per le XT ed XS.
Nel 2002 fu introdotta una inedita variante di carrozzeria per la 206: la versione station wagon, denominata SW. Per la prima volta, una Peugeot di segmento B era proposta anche in versione giardinetta. La 206 SW si distingueva dalla berlina per il lunotto meno inclinato e per il bagagliaio molto più ampio e capiente, caratterizzato nel design dai gruppi ottici a forma di boomerang. Lo sbalzo posteriore era stato aumentato di 19 cm: le maggiori dimensioni erano tutte giustificate da quella particolare caratteristica. Nella SW la soglia di carico risultava più bassa rispetto a quella della berlina, poiché era scesa da 65 a 53 cm. Al suo debutto la 206 SW era disponibile con quasi tutti i propulsori previsti per la berlina, tranne il 1.1 da 60 CV ed il 1.9 diesel da 70 CV.

La 206 CC: Quando la 206 si Scopre
Introdotta alla fine del 2000, la 206 CC è stata la versione "scoperta", quella chiamata a raccogliere l'eredità della 205 Cabrio. La Peugeot non era nuova a una simile soluzione: negli anni trenta del XX secolo, la Casa di Sochaux ha avuto in listino più di un modello equipaggiato con un tetto ripiegabile in metallo. A metà degli anni novanta, questa soluzione è stata ripresa dalla Mercedes-Benz per la sua roadster SLK.
Circa un anno prima del lancio della 206, la Peugeot espose in alcuni saloni un prototipo di cabriolet con tetto ripiegabile, basato proprio sulla 206, della quale si conosceva già la fisionomia, e denominato 20Coeur. Nella zona anteriore, la 206 CC differiva dalla berlina a due volumi unicamente per il parabrezza molto più inclinato all'indietro.
Ad inizio Anni 2000 il mondo auto fu investito da una nuova moda inaugurata qualche anno prima dalla Mercedes SLK, ovvero quella delle vetture con carrozzeria coupé-cabriolet. Per Peugeot, però, non si trattava di una prima assoluta: nel presentarla al Salone di Ginevra del 1998, sotto le spoglie della concept car “20Coeur”, la Casa del Leone aveva rievocato un'illustre antenata di oltre 60 anni prima. Realizzata sulla base della Peugeot 206 berlina, la 206 CC ne riprendeva il passo, le carreggiate, la parte frontale e i componenti meccanici. Il tutto avveniva tramite un pulsante che avviava la procedura per passare dalla configurazione coupé alla configurazione cabriolet e viceversa. Le particolari 206 CC coupé-cabriolet sono offerte, sul mercato dell'usato, a prezzi interessanti.
Capote Peugeot 206cc
Motorizzazioni: Una Gamma Versatile e Potente
La gamma motori di Peugeot 206 è sempre stata molto variegata e capace di offrire la giusta versione per tutte le esigenze. Ad aprire la gamma 206 ci pensa il mitico 1.1 della famiglia Peugeot TU, già presente sulle 205 e 106, dotato però di 60 CV e 88 o 94 Nm a seconda dell’anno di produzione. Nella gamma “normale” di 206 trovano poi spazio il 1.4 quattro cilindri, disponibile con 8 valvole e 75 CV o con 16 valvole e 88 CV, e il 1.6, sia con testata a 8 valvole e 88 CV o a 16v e 110 CV. Al top della gamma motori di Peugeot 206 trovano posto le due sportive GTI (e la versione “allungata” GT) ed RC.
La grande novità della gamma motori di Peugeot 206 è stato però l’adozione di diverse motorizzazioni a gasolio, inaugurate con la 1.9 D aspirata da 68 CV. Nel 1999, infatti, Peugeot ha lanciato un inedito motore turbodiesel, il 2.0 HDi destinato poi a diventare spina dorsale dell’offerta della Casa francese. Tale motore, il DW10 realizzato in collaborazione con la Ford, era in grado di erogare fino a 90 CV di potenza massima e ben 210 Nm di coppia, dando alla piccola francesina prestazioni decisamente vivaci. Nel 2002 fu poi lanciato il piccolo 1.4 HDi turbodiesel da 68 CV, di nuovo realizzato in collaborazione con Ford, che pensionò il 1.9 D aspirato, mentre nel 2004 con il restyling arrivò un nuovo turbodiesel più piccolo e più potente, il 1.6 HDi common-rail da 109 CV e 240 Nm di coppia, in grado di regalare alla piccola 206 prestazioni sportiveggianti (0-100 km/h intorno ai 10 secondi). Nel 2005 la 206 2.0 HDi venne proposta in un solo allestimento per prepararsi al definitivo pensionamento. Nonostante siano stati ben 11 i motori che hanno trovato posto sotto il cofano di Peugeot 206, tutti i propulsori benzina, Diesel e a GPL montati sull’Enfant Terrible sono sempre stati dei quattro cilindri in linea.
Le Versioni Sportive: GTi, GT e RC
Nel 1999 debuttarono due versioni sportive che costituivano le eredi della 205 GTI degli anni ottanta e novanta. Vennero introdotte le 206 GTi e GT, entrambe spinte dallo stesso motore, un 2 litri da 136 CV in grado di spingerle a 210 km/h di velocità massima. Esternamente le due vetture differivano per i cerchi in lega (da 15 pollici sulla GTi e da 16 pollici sulla GT) e per i diversi paraurti, che sulla GT erano molto più sporgenti e prominenti, rendendo la vettura più aggressiva. Non è stata però una scelta estetica: per partecipare al Mondiale Rally i regolamenti imponevano un limite minimo di lunghezza del corpo vettura di almeno 4 metri. La normale 206, lunga 3.82 m, non rientrava in tale limite, per cui si scelse di basare la versione da competizione sulla 206 GT, i cui paraurti vennero allungati e resi più sporgenti proprio per tale motivazione. La commercializzazione della GT fu più che altro un espediente per ottenere l'omologazione della vettura da rally, infatti fu prodotta in un numero limitato di esemplari.
Nel 2003, la 206 GTI non fu più il modello top di gamma perché venne introdotta la 206 RC, anch'essa equipaggiata con un 2 litri, ma in grado di erogare 177 CV di potenza massima, e di raggiungere i 234 km/h di allungo. Nel 2005 un altro 2 litri sparì dalla gamma: la 206 GTi lasciò alla RC e alla XS il compito di rappresentare le 206 sportive.
Esteticamente più sportive con paraurti in tinta aggressivi, minigonne e un vistoso spoiler posteriore, a rubare la scena è la particolarissima GT, più lunga delle normali 206 di ben 18 cm. Per il regolamento del Mondiale Rally, infatti, le vetture che competono non possono essere più corte di 4 metri: per questo, Peugeot realizzò una versione sportiva, la GT, con dei vistosi paraurti estremamente allungati per raggiungere così i 4 metri. Le sportive GTI ed RC, invece, sfidavano apertamente Renault Clio RS, la più piccola Citroen C2 VTS, la FIAT Punto HGT e, successivamente, la Abarth Grande Punto, la Suzuki Swift Sport e le temibilissime anglo-tedesche Ford Fiesta ST e MINI Cooper S.

Restyling e Evoluzione del Modello
Nel maggio del 2003 arrivò il primo restyling, limitato ad alcuni dettagli: le principali modifiche si ebbero nei fari anteriori, dove furono adottati quelli trasparenti ed in plexiglas già visti sugli allestimenti sportivi, in quelli posteriori, dove fu cambiata la disposizione delle varie lampadine e il colore della plastica, nello stemma posteriore più grande e riposizionato più in alto sul portellone e nel paraurti posteriore ridisegnato e simile a quello delle versioni GTi, CC e XS. L'aggiornamento è stato l'occasione per rivedere la gamma: mentre il vecchio 1.9 a gasolio è stato tolto di produzione poiché piuttosto antiquato e perché era già in listino il 1.4 HDi di pari potenza, la 206 GTI non fu più il modello top di gamma.
La carriera della 206 continuò nonostante la presenza sul mercato dell'erede 207, ormai già da un po' di tempo: nel marzo del 2009 venne eseguito un pesante restyling che cambia anche parte della denominazione, divenendo 206 Plus (o 206+, in alcuni mercati anche 207i). Tale restyling comprende, oltre al nuovo frontale ripreso dalla sorella maggiore 207, anche nuovi interni e piccoli accorgimenti estetici per ringiovanirla, tra cui il ridisegno dei gruppi ottici posteriori. Ci sono stati due restyling di Peugeot 206 durante la sua carriera: il primo nel 2003, che ha portato nuovi fari trasparenti in plexiglas sia davanti che dietro, un nuovo paraurti posteriore e uno stemma Peugeot più grande, mentre il secondo nel 2009, che ha cambiato la denominazione da 206 a 206 Plus, aggiungendo un frontale di chiara derivazione 207, lanciata già nel 2005 ma ancora incapace di far “pensionare” la mitica 206.
Prezzi e il Mercato dell'Usato
Al momento del lancio sul mercato, il listino prezzi di Peugeot 206 partiva dalla versione 1.1 da 60 CV in allestimento XR, il primo dei tre allestimenti XR, XT ed XS. Il prezzo di lancio della 1.1 XR era di meno di 20.000.000 di lire, ovvero meno di 10.000 euro. Se infatti la spartana versione XT offrisse di serie la chiusura centralizzata, il lunotto termico, l’immobilizer, il sedile guida e il volante regolabili, i vetri anteriori elettrici e il servosterzo, lasciando fuori accessori chiave come clima e radio, la poco più costosa XT li offriva di serie, aggiungendo anche volante e cambio in pelle, comandi della radio al volante, paraurti in tinta e, tra gli optional, anche cerchi in lega, interni in pelle ed alcantara, il tetto apribile elettrico e persino un sistema di navigazione. Al top della gamma 206 si è posizionata la potente RC, offerta ad un prezzo di 21.350 euro e dotata, oltre che di 177 CV e di una velocità massima di 220 km/h, anche di bellissimi cerchi in lega da 17 pollici, clima automatico, interni con sedili sportivi, radio con 6 altoparlanti e servosterzo ad assistenza variabile.
I prezzi di Peugeot 206 dipendono, com’è intuibile, dall’anno e dalle condizioni, con le vendutissime Diesel ormai ferme ai box per via dei blocchi del traffico a carico delle auto a gasolio dall’Euro 4 in giù. Ed infatti, le una volta apprezzatissime Diesel sono svendute a meno di 1.000 euro in qualsiasi condizione, ancora utili per chi usa l’auto per lavori gravosi o vive in zone prive di blocchi dovute alle emissioni. Le più potenti 1.6 e 1.6 16v partono da 2.000 e possono arrivare a 3.500 euro per le più accessoriate, con le particolari 206 CC coupé-cabriolet offerte allo stesso prezzo. Discorso infine a parte per le 206 sportive: le prime GTI da 136 CV partono da poco meno di 2.000 euro e arrivano a 6.500 euro per gli esemplari conservati alla perfezione, mentre le più potenti RC partono da 5.000 euro e possono facilmente arrivare a 8.500 euro. Le rarissime GT, invece, partono da 6.000 euro per esemplari chilometrati e possono superare di slancio i 10.000 euro se dotate di tutta la documentazione che ne attesti l’originalità.
Il Successo nel Motorsport: la 206 WRC
L'attività sportiva della 206 è fortemente legata alle imprese della 206 WRC, una vettura da competizione realizzata prendendo come base di partenza la scocca della 206 GT. Il motore utilizzato è il 2.0 a benzina di serie, opportunamente rivisto per gareggiare: è dotato di turbocompressore a geometria variabile, intercooler, elettronica sofisticata, e raggiunge una potenza massima nell'ordine dei 300 CV, limitata dal regolamento FIA mediante l'applicazione di air restrictor sui condotti di aspirazione e pressione massima di sovralimentazione del turbo vincolata. Grazie al pilota Marcus Grönholm la 206 WRC riuscì ad aggiudicarsi le edizioni 2000 e 2002 del Mondiale Rally piloti e 3 titoli costruttori nello stesso periodo. Ricordata con affetto da chi l’ha avuta come prima auto o come vettura da tutti i giorni, ma anche dagli appassionati di Rally, che l’hanno vista vincere tre Campionati del Mondo WRC all’inizio del Terzo Millennio, la Peugeot 206 è riuscita a dare seguito all’incredibile successo della sua progenitrice.

Un Fenomeno Globale: Versioni Speciali e Diffusione Internazionale
Oltre alle versioni standard e sportive, la 206 ha visto la nascita di numerose edizioni speciali e una diffusione internazionale notevole. Dalla 205, ad esempio, la 206 si è ispirata per l’apprezzata versione Roland Garros, ispirata al celebre torneo parigino di tennis e dotata di esterno verde inglese e interni in pelle tabacco, dello stesso colore della terra rossa del torneo. Tra le versioni memorabili ci sono la Ciel, dotata di uno scenografico tetto panoramico in cristallo, la Sweet Years, realizzata in collaborazione con la celebre casa di moda degli anni ’00, o la Lee, di nuovo realizzata in collaborazione con un brand di moda.
In Iran, Nord America e in alcuni mercati dell'Europa orientale, la 206 viene proposta anche con carrozzeria a 3 volumi, e con denominazione 206 Sedan. In questa configurazione, la vettura raggiunge una lunghezza di 4.19 m, più o meno come una vettura di segmento C. In Cina è presente la Citroën C2, che però non corrisponde al modello omonimo venduto in Europa, bensì ad una 206 ristilizzata e con il logo della Citroën. La Peugeot 206 è ancora in produzione in Iran, dove la Iran Khodro produce la 207i, la versione locale della 206 Plus, e diversi modelli derivati dal pianale della 206.

Dimensioni e Caratteristiche Principali
Le dimensioni della Peugeot 206 la collocavano a pieno titolo nel segmento B. Con una lunghezza di 3,83 metri nella versione berlina, era perfetta per la città, garantendo però uno spazio interno adeguato. Il passo di 2,44 metri offriva un’abitabilità discreta, sebbene i posti posteriori fossero adatti più a due adulti che a tre. La 206 berlina misura 3,83 metri in lunghezza, 1,67 in larghezza e 1,43 in altezza, con un passo di 2,44 metri.
La Peugeot 206 è considerata generalmente robusta, soprattutto nelle versioni diesel. La 206 era infatti moderna, completa, sicura per gli standard dell’epoca (Test Euro NCAP del 2000, su euroncap.com.), ben fatta e dotata di un comportamento dinamico davvero ottimo. 206 aveva infatti ereditato da 205, 106 e 306 una guidabilità agile, divertente e anche piuttosto “nervosetta”, con un posteriore “ballerino” ma molto più gestibile rispetto alle precedenti 205 e 106. Anche grazie a questa agilità e dinamicità, la francesina si è guadagnata l’appellativo di Enfant Terrible, che si è portata dietro fino al 2013, anno in cui in Europa è uscita di produzione la 206 Plus, semplificata e stravolta esteticamente ma ancora portatrice sana di quella spensieratezza á la française che le ha portato tanta fortuna.