La Peugeot 206 CC, prodotta dal 2000 al 2007, è un'auto compatta di tipo coupé-cabriolet che ha affascinato il mercato con il suo stile unico e la possibilità di trasformarsi da coupé chiuso a elegante cabriolet. Questo veicolo, prevalentemente a due posti con l'aggiunta di sedili posteriori più contenuti, era destinato a clienti che apprezzavano la combinazione di design sportivo e il piacere di guidare all'aria aperta. Grazie al suo carattere distintivo, la 206 CC si è adattata in particolare a conducenti dinamici alla ricerca di un'auto insolita per le escursioni del fine settimana. Introdotta alla fine del 2000, la 206 CC è stata la versione "scoperta" che ha raccolto l'eredità della 205 Cabrio. Sebbene non fosse una novità assoluta per Peugeot, che negli anni '30 del XX secolo aveva già in listino modelli con tetto ripiegabile in metallo, la soluzione fu ripresa e modernizzata, sulla scia del successo della Mercedes-Benz SLK di metà anni '90. Circa un anno prima del lancio della 206, Peugeot espose un prototipo di cabriolet con tetto ripiegabile, basato sulla 206 e denominato 20Coeur, al Salone di Ginevra del 1998. La 206 CC condivideva con la berlina il passo, le carreggiate, la parte frontale e i componenti meccanici, distinguendosi unicamente per il parabrezza molto più inclinato all'indietro. Il passaggio dalla configurazione coupé a quella cabriolet e viceversa avveniva tramite un semplice pulsante, azionando la complessa procedura del tetto ripiegabile.

Il Contesto della Peugeot 206: Nascita di un "Enfant Terrible"
La Peugeot 206 è un'autovettura di segmento B prodotta dal 1998 al 2014 dalla casa automobilistica francese Peugeot. Al momento dell'uscita di scena dalla gran parte dei mercati, era la Peugeot più venduta di sempre, con 2.677.888 esemplari costruiti nel solo stabilimento di Mulhouse e circa 10 milioni a livello globale. La 206, conosciuta e pubblicizzata come l’"Enfant Terrible", la "piccola pestifera", è stata una delle utilitarie più vendute e amate tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000, grazie a uno stile azzeccato, un'ottima qualità di guida e contenuti moderni. E pensare che è nata con una sfida ardua: quella di sostituire e, possibilmente, migliorare il successo della 205, che in 15 anni di produzione e oltre 5 milioni di esemplari aveva conquistato il mercato europeo e non solo.
Si era cominciato a pensare a un'erede della Peugeot 205, già piuttosto anziana all'inizio degli anni novanta, diversi anni prima dell'esordio della 206. Ben presto ci si rese però conto del vuoto esistente tra i due modelli: la 306 era in concorrenza con modelli come la Volkswagen Golf e la Opel Astra, ma non con modelli di fascia più bassa, mentre dal canto suo la 106 non poteva coprire da sola un segmento B che nel frattempo si stava popolando di novità come la Fiat Punto. La 206 è riuscita a dare seguito all'incredibile successo della sua progenitrice, arrivando in Europa fino al 2010, affiancando la sorella 207 con il nome di Peugeot 206 Plus e risultando ancora oggi una delle vetture più ricercate sul mercato dell’usato per la sua facilità di guida e affidabilità.
Design Esterno: La Rivoluzione Stilistica
Esteticamente la nuova nata dà un taglio netto e deciso con la precedente produzione Peugeot: le sue linee, dovute al designer di origini turche Murat Günak, sono morbide e levigate, non più tese e squadrate come quelle delle varie 306 e 406. Gran parte del successo mondiale di Peugeot 206 è dovuto al suo stile, riuscito e apprezzato fin dall’uscita, nel 1998. Rispetto alle tradizionali e classiche 106, 306 e 406, la nuova Peugeot 206 segna un taglio netto e deciso con la produzione dell’epoca della Casa del Leone, soprattutto nel frontale. Murat Günak ha regalato alla piccola utilitaria francese uno stile originale, moderno e molto aggressivo e filante, da vera erede di quella 205 che, nel 1983, colpì il mercato con un successo straordinario.
Il frontale era caratterizzato da grossi gruppi ottici appuntiti a sviluppo diagonale e da una presa d'aria a forma di grande bocca, un elemento che avrebbe caratterizzato gran parte della produzione Peugeot dei successivi dieci anni, e che sulla 206 era proposta in due differenti disegni a seconda del modello. La calandra, che reca lo stemma della casa, ricorda quelle delle versioni aggiornate dei modelli 106 e 306, poiché costituita praticamente dalla sola battuta del cofano motore. Il frontale di Peugeot 206 è davvero aggressivo, portando al debutto uno stilema che sarebbe stato proprio di tutte le Peugeot degli anni 2000: una grande bocca aperta sotto il paraurti, circondata da una fascia in plastica grezza che salva i paraurti in parcheggio e dona ulteriore dinamismo all’auto. La zona anteriore si raccorda con il resto del corpo vettura, in particolare con il parabrezza molto più inclinato che nella 205 e con il padiglione.
Lateralmente, sia la tre porte che la cinque porte sfoggiano un passo piuttosto generoso per le dimensioni esterne (2,44 metri) e una linea personale che unisce praticità, con la fascia in plastica grezza a proteggere la fiancata, con un particolare montante posteriore che si stringe tantissimo in alto, per donare leggerezza alle linee del “leoncino”. La coda è invece caratterizzata dai gruppi ottici posteriori, piccoli ma avvolgenti, tanto da penetrare considerevolmente nella fiancata.
Restyling e Varianti di Carrozzeria
Ci sono stati due restyling di Peugeot 206 durante la sua carriera: il primo nel 2003, che ha portato nuovi fari trasparenti in plexiglas sia davanti che dietro, un nuovo paraurti posteriore e uno stemma Peugeot più grande. Le principali modifiche si ebbero nei fari anteriori, dove furono adottati quelli trasparenti ed in plexiglas già visti sugli allestimenti sportivi, in quelli posteriori, dove fu cambiata la disposizione delle varie lampadine e il colore della plastica, nello stemma posteriore più grande e riposizionato più in alto sul portellone e nel paraurti posteriore ridisegnato e simile a quello delle versioni GTi, CC e XS. Il secondo restyling, nel 2009, ha cambiato la denominazione da 206 a 206 Plus, aggiungendo un frontale di chiara derivazione 207, lanciata già nel 2005 ma ancora incapace di far “pensionare” la mitica 206. Contemporaneamente, la 206 cambiò denominazione in 206 Plus, che si distingueva dalla versione precedente per il frontale, molto simile a quello della 207.
Oltre alla 206 CC, nel 2002 fu introdotta una inedita variante di carrozzeria per la 206: la versione station wagon, denominata SW. Per la prima volta, una Peugeot di segmento B era proposta anche in versione giardinetta. La 206 SW si distingueva dalla berlina per il lunotto meno inclinato e per il bagagliaio molto più ampio e capiente, caratterizzato nel design dai gruppi ottici a forma di boomerang. Lo sbalzo posteriore era stato aumentato di 19 cm, con le maggiori dimensioni giustificate da quella particolare caratteristica. Nella SW la soglia di carico risultava più bassa rispetto a quella della berlina, scendendo da 65 a 53 cm.
In Iran, Nord America e in alcuni mercati dell'Europa orientale, la 206 viene proposta anche con carrozzeria a 3 volumi, con denominazione 206 Sedan. In questa configurazione, la vettura raggiunge una lunghezza di 4,19 m, più o meno come una vettura di segmento C. In Cina è presente la Citroën C2, che però non corrisponde al modello omonimo venduto in Europa, bensì ad una 206 ristilizzata e con il logo della Citroën.

Interni: Design e Comfort nella Compattezza
Gli interni di Peugeot 206 incarnavano perfettamente lo spirito “Enfant Terribile” esternato con le linee della carrozzeria. In pieno stile anni '90, la piccola francesina sfoggia un insieme di linee curve e morbide, per un interno piuttosto curato e completo, anche per gli standard odierni. La plancia è tondeggiante in ogni suo punto, e il cruscotto, in alcune versioni, dispone anche dell’indicatore della temperatura dell’olio. Come da tradizione del periodo, comunque, tutti i comandi sono concentrati nella parte centrale della plancia, più sporgente rispetto alle altre, morbide, superfici. Questa soluzione permette di ridurre le distrazioni durante la guida quando si gestiscono la radio o la musica proveniente dal lettore CD. Ancora più in basso troviamo i comandi del clima, manuale o anche automatico sulle versioni top di gamma, una soluzione comune negli anni '90 ma meno pratica oggi. L'abitacolo al momento dell’uscita aveva un design interessante e piacevole. Anche oggi non è male, ma ormai si fa sentire l’età. I materiali non sono proprio ottimi.
La capienza del bagagliaio può essere all'occorrenza ampliata grazie alla possibilità di abbattere lo schienale del divano, frazionabile. L'abitacolo ha una delle migliori spaziosità nella sua categoria con alcune particolarità nascoste, come per esempio il vano portaoggetti ricavato sotto il piano del sedile del passeggero anteriore. Concludendo con gli interni di Peugeot 206, l’impostazione dell’abitacolo non ha ancora beneficiato di quella disponibilità di centimetri in altezza vista su alcune rivali come Citroen C3, FIAT Punto o Toyota Yaris. Peugeot 206 è, infatti, bassa e compatta, perfetta in città ma decisamente meno ariosa a livello di spazio rispetto alle già citate concorrenti, che con un tetto più rialzato sfoggiano più centimetri, soprattutto dietro. A causa della sua costruzione, i sedili posteriori e il bagagliaio offrono uno spazio limitato, il che potrebbe risultare insufficiente per utenti più esigenti. Dietro c’è poco spazio e le persone adulte si sentiranno bene solo sui sedili anteriori. Si possono incontrare sia Peugeot 206 ben accessoriate che altre molto “povere”.
Dotazioni e Optional
La 206 cominciò ad essere commercializzata a partire dal 10 ottobre del 1998, sia a 3 che a 5 porte. I livelli di allestimento erano tre: XR, XT ed XS. La dotazione prevedeva tra l'altro il servosterzo e l'airbag lato guida su tutta la gamma. La lista optional prevedeva invece l'ABS, l'airbag passeggero ed il tetto apribile. I cerchi in lega erano previsti come optional solo per le XT ed XS. Se la spartana versione XT offrisse di serie la chiusura centralizzata, il lunotto termico, l’immobilizer, il sedile guida e il volante regolabili, i vetri anteriori elettrici e il servosterzo, lasciando fuori accessori chiave come clima e radio, la poco più costosa XT li offriva di serie, aggiungendo anche volante e cambio in pelle, comandi della radio al volante, paraurti in tinta e, tra gli optional, anche cerchi in lega, interni in pelle ed alcantara, il tetto apribile elettrico e persino un sistema di navigazione.
Peugeot 206 Santillo vi racconta la storia
Meccanica e Motorizzazioni
La 206 nasceva su un pianale completamente nuovo, ma le soluzioni meccaniche ad esso applicate non erano inedite: l'avantreno di tipo MacPherson era derivato da quello della 306, sia pur riadattato alla nuova vettura. Il retrotreno era il classico ponte con barre di torsione. Entrambi gli assi montavano anche una barra antirollio. L'impianto frenante nelle prime versioni era di tipo misto: solo in seguito sarebbero arrivati i modelli più prestanti con freni a disco sulle quattro ruote. La trazione anteriore, di cui è dotata la Peugeot 206 CC, garantisce una buona aderenza e manovrabilità, rendendola un veicolo ideale per muoversi tra le strade cittadine.
Tutt'altro che inedita anche la quasi totalità delle motorizzazioni previste per la 206 al suo esordio. Le unità a benzina, tutte monoalbero, erano quelle già utilizzate su 106 e 306: le uniche differenze con i precedenti motori TU erano alcune modifiche di dettaglio, per esempio nel circuito di raffreddamento e in alcune altre soluzioni volte alla riduzione degli attriti. La gamma motori di Peugeot 206 è sempre stata molto variegata e capace di offrire la giusta versione per tutte le esigenze.
Motori Benzina
Ad aprire la gamma 206 ci pensa il mitico 1.1 della famiglia Peugeot TU, già presente sulle 205 e 106, dotato però di 60 CV e 88 o 94 Nm a seconda dell’anno di produzione. Il motore 1.1 l non è proprio la scelta ottimale. Nella gamma “normale” di 206 trovano poi spazio il 1.4 quattro cilindri, disponibile con 8 valvole e 75 CV o con 16 valvole e 88 CV, e il 1.6, sia con testata a 8 valvole e 88 CV o a 16v e 110 CV. Nel 2000, il motore 1.6 monoalbero da 90 CV e 8 valvole venne sostituito dal più moderno 1.6 bialbero da 110 CV e 16 valvole, montato sulla 206 1.6 16v XS. Nel 2004, la gamma si arricchì con l'arrivo della versione 1.4 16v da 88 CV, che andava a posizionarsi tra la 1.6 XSi e la 1.4 monoalbero.
Tutti i motori benzina della serie TU (TU1, TU3, TU5) hanno bisogno di una sostituzione delle candele almeno ogni 40.000 km. La cinghia invece deve essere sostituita ogni 80.000 km. I motori della serie TU5, i più piccoli TU3 ed i motori della serie ET3 sono costruiti sulla base dello stesso blocco cilindri e di conseguenza sono molto simili. I motori a benzina montati sulla Peugeot 206 si possono definire ancora buoni, specialmente se comparati con quelli dei modelli più recenti. Le temperature di funzionamento sono razionali e il sistema di raffreddamento funziona bene. Pure i sistemi di gestione Bosch non deludono. Questi motori, se trattati correttamente, vivono dai 250.000 km in su. Si incontrano anche esemplari con più di 350.000 km senza particolari problemi al motore.
I motori più grandi sono della serie EW10. Sono abbastanza diversi dal punto di vista della costruzione, ma anche questi motori sono molto conservativi. Su alcuni esemplari i motori devono essere adattati periodicamente. Sono anche sensibili allo stesso dei sensori lambda. Un motore trattato bene può vivere anche più di 350.000 km. La 206 CC offriva motori a benzina come il 1.6i con potenza di 109 CV, o il più dinamico 2.0 S16 che sviluppa 135 CV.
Motori Diesel
La grande novità della gamma motori di Peugeot 206 è stato l’adozione di diverse motorizzazioni a gasolio, inaugurate con la 1.9 D aspirata da 68 CV. Nel 1999, infatti, Peugeot ha lanciato un inedito motore turbodiesel, il 2.0 HDi destinato poi a diventare spina dorsale dell’offerta della Casa francese. Tale motore, il DW10 realizzato in collaborazione con la Ford, era in grado di erogare fino a 90 CV di potenza massima. Questo due litri era dotato di 90 CV e ben 210 Nm di coppia, dando alla piccola francesina prestazioni decisamente vivaci. Nel 2002 fu poi lanciato il piccolo 1.4 HDi turbodiesel da 68 CV, di nuovo realizzato in collaborazione con Ford, che pensionò il 1.9 D aspirato. Nel 2003, il vecchio 1.9 a gasolio è stato tolto di produzione poiché piuttosto antiquato (derivava dall'ancora più vetusto 1.9 della serie XUD) e perché era già in listino il 1.4 HDi di pari potenza.
Nel 2004 con il restyling arrivò un nuovo turbodiesel più piccolo e più potente, il 1.6 HDi common-rail da 109 CV e 240 Nm di coppia, in grado di regalare alla piccola 206 prestazioni sportiveggianti (0-100 km/h intorno ai 10 secondi). Nel 2005 la 206 2.0 HDi venne proposta in un solo allestimento per prepararsi al definitivo pensionamento. È disponibile anche l'opzione con motore diesel 1.6 HDI, che consente una guida più economica. In Italia sono molto diffuse le Peugeot 206 con motori diesel. Il produttore PSA ha fatto più accento sulla produzione dei motori diesel e non ha speso molto tempo per progettare ottimi motori a benzina. Inoltre, i francesi hanno venduto i propri motori diesel ad altri produttori. C’è da dire che i motori diesel sono davvero molto buoni. Non hanno poi cosi tanti problemi.

Prestazioni e Comportamento su Strada
Il comfort di guida nella Peugeot 206 CC è sorprendentemente alto per le sue dimensioni compatte, anche se durante una guida sportiva le sospensioni possono risultare un po' rigide. L'auto è caratterizzata da una buona manovrabilità, anche se la visibilità limitata con il tetto abbassato richiede al conducente un po' più di attenzione sulla strada. Il comportamento dinamico della 206 era davvero ottimo. 206 aveva ereditato da 205, 106 e 306 una guidabilità agile, divertente e anche piuttosto “nervosetta”, con un posteriore “ballerino” ma molto più gestibile rispetto alle precedenti 205 e 106. Anche grazie a questa agilità e dinamicità, la francesina si è guadagnata l’appellativo di Enfant Terrible. La macchina è piccola ed è quindi adatta per l’utilizzo in città. Si troverà facilmente parcheggio e non ci saranno difficoltà sulle stradine strette.
Nel 1999 debuttarono due versioni sportive che costituivano le eredi della 205 GTI degli anni ottanta e novanta. Vennero introdotte le 206 GTi e GT, entrambe spinte dallo stesso motore, un 2 litri da 136 CV in grado di spingerle a 210 km/h di velocità massima. Nel 2003, la 206 GTI non fu più il modello top di gamma perché venne introdotta la 206 RC, anch'essa equipaggiata con un 2 litri, ma in grado di erogare 177 CV di potenza massima, e di raggiungere i 234 km/h di allungo. Nel 2005 un altro 2 litri sparì dalla gamma: la 206 GTi lasciò alla RC e alla XS il compito di rappresentare le 206 sportive.
Esternamente le due vetture differivano per i cerchi in lega (da 15 pollici sulla GTi e da 16 pollici sulla GT) e per i diversi paraurti, che sulla GT erano molto più sporgenti e prominenti, rendendo la vettura più aggressiva. Non è stata però una scelta estetica: per partecipare al Mondiale Rally i regolamenti imponevano un limite minimo di lunghezza del corpo vettura di almeno 4 metri. La normale 206, lunga 3.82 m, non rientrava in tale limite, per cui si scelse di basare la versione da competizione sulla 206 GT, i cui paraurti vennero allungati e resi più sporgenti proprio per tale motivazione. La commercializzazione della GT fu più che altro un espediente per ottenere l'omologazione della vettura da rally, infatti fu prodotta in un numero limitato di esemplari. Esteticamente più sportive con paraurti in tinta aggressivi, minigonne e un vistoso spoiler posteriore, a rubare la scena è la particolarissima GT, più lunga delle normali 206 di ben 18 cm.
Affidabilità e Problemi Comuni
Una delle sfide associate al modello 206 CC può essere la sua media affidabilità, specialmente nel contesto del meccanismo di ripiegamento del tetto, che potrebbe richiedere controlli e manutenzione regolari. L'elettronica, soprattutto nei modelli più vecchi, può talvolta essere capricciosa, portando a problemi con i sistemi di comfort e infotainment. La 206 è una macchina interessante che può essere acquistato ad un prezzo molto basso. Nelle versioni giuste, non dovrebbe dare tanti problemi se tenuta bene. Per vedere tutti gli errori e problemi segnalati nelle varie centraline, potete utilizzare un semplice dispositivo di diagnostica.
Trasmissione
Le Peugeot 206 si incontrano prevalentemente con il cambio manuale a 5 marce (BVM5). Dopo 100 - 150.000 km possono cominciare a comparire perdite di olio da vari punti del cambio. La frizione vive generalmente non meno di 150 - 200.000 km. Il cambio automatico a 4 marce AL4/DP0 è un disastro. È un progetto comune di PSA (Peugeot - Citroen) e Renault. Di conseguenza si può incontrare su molti modelli dei rispettivi produttori. I problemi possono cominciare già prima dei 100.000 km a causa delle valvole elettromagnetiche. Sulla piccola Peugeot 206, questo cambio può riuscire ad arrivare a 150 - 200.000 km. Le boccole e il blocco idraulico di questo cambio necessitano regolari riparazioni o sostituzioni. I problemi sono causati quasi esclusivamente dal surriscaldamento del cambio. Il surriscaldamento è quasi inevitabile a causa del debole scambiatore di calore che tende a sporcarsi. Anche il filtro olio del cambio non è uno molto buono. A causa delle sue scarse capacità, sarebbe da sostituire ogni 50 - 60.000 km, ma quasi nessuno lo fa. Su alcuni esemplari, dopo 100 - 150.000 km potrebbe essere necessario sostituire i giunti omocinetici interni ed esterni. I prezzi dei ricambi originali sono esagerati per una macchina come questa.
Sospensioni e Sterzo
Le sospensioni posteriori della Peugeot 206 sono con barre di torsione. Generalmente necessitano interventi dopo circa 60 - 90.000 km. Inoltre, dietro può cominciare a battere lo stabilizzatore. Gli ammortizzatori anteriori vivono almeno 100.000 km e quelli posteriori almeno 150.000 km. Dopo 100 - 150.000 km possono necessitare la sostituzione i silent-block. Allo stesso chilometraggio possono cedere i cuscinetti sferici delle sospensioni anteriori. Normalmente questi cuscinetti si sostituiscono insieme ai bracci e questo fa aumentare il prezzo di riparazione. I cuscinetti mozzo anteriori vivono più di 80 - 100.000 km. Dopo 100 - 150.000 km alcuni proprietari di Peugeot 206 possono avere problemi con la cremagliera dello sterzo. Questa comincia a battere oppure a perdere. Per ripararla si dovranno pagare più di 150 - 200 euro. Dopo circa 180 - 200.000 km può cedere la pompa del servosterzo. I sintomi di vicina morte sono i rumori e le perdite di liquido. Il sistema dei freni si comporta bene e non dovrebbe dare particolari problemi.
Elettronica
L’elettronica della Peugeot 206 non è una delle più affidabili. In generale però si comporta abbastanza bene se trattata correttamente. Può cedere il motorino avviamento su alcuni motori già dopo 100 - 150.000 km. Può succedere a causa della rottura di alcuni contatti oppure a causa dell’usura del motorino stesso. Dopo 100 - 150.000 km può smettere di funzionare correttamente la ventola di raffreddamento del motore. Quando i problemi si presentano la ventola funziona sempre o non funziona mai. Dopo 150 - 200.000 km può rompersi il resistore del climatizzatore. A causa di questo, il climatizzatore non funziona più oppure funziona solo alla massima velocità. Allo stesso chilometraggio possono esserci problemi con il generatore che smette di funzionare correttamente e non carica bene la batteria. Un nuovo generatore può costare più di 200 euro. A causa della rottura dei contatti sotto al volante possono comparire vari malfunzionamenti di: indicatori di direzione, gestione dei gruppi ottici, segnale sonoro e tergicristalli.

Carrozzeria e Motori Diesel
La carrozzeria della Peugeot 206 ha una buona resistenza alla corrosione. Lo scarico si fa notare già dopo 80 - 120.000 km a causa della corrosione e usura. Per sostituirlo completamente si dovranno pagare delle somme non molto piacevoli. Dopo 100 - 150.000 km si può trovare del liquido refrigerante sotto i piedi del passeggero anteriore.
Bisogna fare attenzione alla qualità del carburante utilizzato. Il gasolio di cattiva qualità porta alla morte degli iniettori ed in generale all’usura generale di tutto il sistema di iniezione Common Rail. Ovviamente il più vecchio è il 1.9 l D da 69 cv. La parte positiva di questo diesel è che è quasi eterno. Questi motori riescono a superare i 500.000 km senza nessun tipo di problema. Sfortunatamente i consumi del vecchio diesel sono maggiori rispetto ai diesel moderni. I motori 1.4 HDi sono deboli e non possono offrire grandi prestazioni. Per fortuna questo piccolo diesel non è dotato di filtro antiparticolato, non è dotato di volano bimassa e non ha la turbina con geometria variabile. Il motore 1.6 HDi è dotato di filtro antiparticolato, volano bimassa e turbina con geometria variabile (nelle versioni più potenti). Uno dei problemi più gravi di questi motori è il sistema di lubrificazione. Il fondo ha una forma particolare e quando si cambia olio, sul fondo rimane un po' di olio vecchio. Questo vecchio olio può intasare il sistema e di conseguenza si abbassa la pressione. Il filtro antiparticolato si intasa spesso sulle macchine utilizzate prevalentemente in città e la sua sostituzione è molto costosa. Anche una turbina con geometria variabile è più a rischio di una semplice turbina. Inoltre, i costi di riparazione sono più alti. Altro grande problema del motore 1.6 HDi è la rottura prematura della turbina.
Il motore 2.0 HDI ha la cinghia distribuzione e il sistema di iniezione Common Rail. Questo è un motore che si presenta abbastanza bene. Il punto debole è prevedibile: i pezzi di ricambio per il sistema di iniezione sono molto costosi. Il motore non ama i giri bassi. Un altro dei suoi punti deboli è la valvola EGR particolarmente capricciosa. Questa si intasa velocemente e il motore comincia a funzionare male. Altri problemi generici dei motori HDi sono rotture del flussometro, sensore pressione turbo e controllore della pressione del carburante. Quasi tutti i diesel moderni hanno problemi con volano bimassa costoso, con valvola EGR e filtro antiparticolato. Il fatto è che su una macchina economica questi problemi sono più critici rispetto a una macchina costosa. Si possono utilizzare vari preparati ed additivi per pulire EGR, FAP e impianto di iniezione. Sarebbe bene utilizzarli ogni tanto anche prima che si abbiano problemi, appunto per evitare di averli. Alcune volte aiutano anche quando già ci sono i problemi.
Motori Benzina: Problemi Specifici
Capitano problemi con la valvola a farfalla, ma la sostituzione costa poco. Su alcuni motori compare un consumo di olio maggiorato già dopo 100.000 km a causa delle fascette elastiche usurate. Può essere un problema visto che i motori sono sensibili all’abbassamento del livello di olio. Possono usurarsi anche i paraolio delle valvole. Meglio sostituirli insieme alla cinghia distribuzione ogni 60 - 80.000 km per evitare di arrivare al problema. I problemi con paraolio e fascette elastiche sono in gran parte provocati dal cattivo sistema di ventilazione del basamento. Sarebbe utile tenere d’occhio l’aspirazione e mantenerla sempre impermeabile.
Prezzi e Valore sul Mercato dell'Usato
Al momento del lancio sul mercato, il listino prezzi di Peugeot 206 partiva dalla versione 1.1 da 60 CV in allestimento XR, il primo dei tre allestimenti XR, XT ed XS. Il prezzo di lancio della 1.1 XR era di meno di 20.000.000 di lire, ovvero meno di 10.000 euro. Al top della gamma 206 si è posizionata la potente RC, offerta ad un prezzo di 21.350 euro e dotata, oltre che di 177 CV e di una velocità massima di 220 km/h, anche di bellissimi cerchi in lega da 17 pollici, clima automatico, interni con sedili sportivi, radio con 6 altoparlanti e servosterzo ad assistenza variabile.
I prezzi di Peugeot 206 dipendono, com’è intuibile, dall’anno e dalle condizioni, con le vendutissime Diesel ormai ferme ai box per via dei blocchi del traffico a carico delle auto a gasolio dall’Euro 4 in giù. Ed infatti, le una volta apprezzatissime Diesel sono svendute a meno di 1.000 euro in qualsiasi condizione, ancora utili per chi usa l’auto per lavori gravosi o vive in zone prive di blocchi dovute alle emissioni. Le più potenti 1.6 e 1.6 16v partono da 2.000 e possono arrivare a 3.500 euro per le più accessoriate, con le particolari 206 CC coupé-cabriolet offerte allo stesso prezzo. Discorso infine a parte per le 206 sportive: le prime GTI da 136 CV partono da poco meno di 2.000 euro e arrivano a 6.500 euro per gli esemplari conservati alla perfezione, mentre le più potenti RC partono da 5.000 euro e possono facilmente arrivare a 8.500 euro. Le rarissime GT, invece, partono da 6.000 euro per esemplari chilometrati e possono superare di slancio i 10.000 euro se dotate di tutta la documentazione che ne attesti l’originalità.

Il Successo nel Motorsport: La 206 WRC
L'attività sportiva della 206 è fortemente legata alle imprese della 206 WRC, una vettura da competizione realizzata prendendo come base di partenza la scocca della 206 GT. Il motore utilizzato è il 2.0 a benzina di serie, opportunamente rivisto per gareggiare: è dotato di turbocompressore a geometria variabile, intercooler, elettronica sofisticata, e raggiunge una potenza massima nell'ordine dei 300 CV, limitata dal regolamento FIA mediante l'applicazione di air restrictor sui condotti di aspirazione e pressione massima di sovralimentazione del turbo vincolata. Grazie al pilota Marcus Grönholm la 206 WRC riuscì ad aggiudicarsi le edizioni 2000 e 2002 del Mondiale Rally piloti e 3 titoli costruttori nello stesso periodo. Ricordata con affetto anche dagli appassionati di Rally, che l’hanno vista vincere tre Campionati del Mondo WRC all’inizio del Terzo Millennio.
Sicurezza: Valutazione Euro NCAP
Nel test di sicurezza EuroNCAP, Peugeot 206 ha ottenuto 4 stelle su 5. La sicurezza in caso di incidente è abbastanza buona, ma per diminuire il rischio è bene avere dei buoni pneumatici. I pneumatici sono quasi la cosa più importante per la sicurezza in viaggio. Era moderna, completa, sicura per gli standard dell’epoca (anche se deficitaria al giorno d’oggi), ben fatta e dotata di un comportamento dinamico davvero ottimo.
Modelli Speciali e Serie Limitate
Dalla 205, ad esempio, 206 si è ispirata per l’apprezzata versione Roland Garros, ispirata al celebre torneo parigino di tennis e dotata di esterno verde inglese e interni in pelle tabacco, dello stesso colore della terra rossa del torneo. Tra le versioni memorabili ci sono la Ciel, dotata di uno scenografico tetto panoramico in cristallo, la Sweet Years, realizzata in collaborazione con la celebre casa di moda degli anni 2000, o la Lee, di nuovo realizzata in collaborazione con un brand di moda.
La Continua Evoluzione: Dalla 206 alla 206 Plus
Per la 206 la carriera continuò nonostante la presenza sul mercato dell'erede 207, ormai già da un po' di tempo: nel marzo dal 2009 viene eseguito un pesante restyling che cambia anche parte della denominazione, divenendo 206 Plus (o 206+, in alcuni mercati anche 207i). Tale restyling comprende, oltre al nuovo frontale ripreso dalla sorella maggiore 207, anche nuovi interni e piccoli accorgimenti estetici per ringiovanirla, tra cui il ridisegno dei gruppi ottici posteriori. La 206 Plus si confrontava con altri modelli rinnovati di precedenti serie di utilitarie di successo, come la Renault Clio Storia, la Fiat Punto e Citroën C3 Classic, ma anche con la Dacia Sandero, classica auto low-cost. La 206 Plus è rimasta in vendita sotto il nome di Peugeot 206 Plus (206+).
Concorrenti della Peugeot 206
Amata da tantissimi per le sue indubbie qualità costruttive e alla guida, Peugeot 206 aveva di fronte una sfida quasi impossibile: battere, o almeno eguagliare, l’incredibile successo della precedente 205, riuscendo a rientrare nel mercato delle utilitarie bruscamente abbandonato nel 1995, dopo l’uscita dal mercato internazionale della 205 sostituita dalle sole 106 e 306, rispettivamente più piccola e più grande della mitica utilitaria transalpina. L’"Enfant Terrible" non è stata sola: le concorrenti di Peugeot 206 sono infatti sempre le solite: le connazionali Citroen C3 e Renault Clio, le FIAT Punto e Grande Punto, le Lancia Y ed Ypsilon, le tedesche Opel Corsa e Volkswagen Polo e le giapponesi Nissan Micra, Suzuki Swift e la temibilissima Toyota Yaris, il Piccolo Genio che con 206 si spartiva lo scettro di utilitaria più moderna all’inizio degli anni 2000. Le sportive GTI ed RC, invece, sfidavano apertamente Renault Clio RS, la più piccola Citroen C2 VTS, la FIAT Punto HGT e, successivamente, la Abarth Grande Punto, la Suzuki Swift Sport e le temibilissime anglo-tedesche Ford Fiesta ST e MINI Cooper S.