Porsche Cayenne E-Hybrid: Un Incontro tra Innovazione e Tradizione nelle Terre Vulcaniche della Sicilia

Porsche Cayenne S E-Hybrid in azione sulle pendici dell'Etna

Immersa nel cuore del Mediterraneo, la Sicilia è un caleidoscopio di emozioni, un incontro di natura e cultura che lascia il segno nell'anima di chiunque abbia la fortuna di percorrerla. Tra le tante meraviglie dell'isola, il mare che la circonda e il suo Maestoso Etna rappresentano una sinfonia di contrasti che racconta il carattere indomito e la passione siciliana. Quando ci si lascia cullare dagli sguardi all’orizzonte, ci si immerge in una tela dove l'azzurro del cielo si fonde con quello dell'acqua, creando una danza di riflessi e luci. Può piovere, può esserci vento o può splendere il sole, ma le onde che cullano dolcemente il cuore sembrano quasi un confine tra sogno e realtà.

Basta voltarsi un momento per scrutare l'Etna, maestoso e imponente. Il gigante di fuoco rappresenta l'altro volto della Sicilia, quello ruvido e aspro, ma altrettanto affascinante. Con i suoi 3.326 metri di altezza, è il vulcano attivo più alto d'Europa, e ogni sua eruzione è un ricordo vibrante della forza della natura. Le sue pendici nere, ricoperte di lava solidificata, si contrappongono agli idilli dell'azzurro marino, offrendo un paesaggio di straordinaria bellezza. L'Etna, però, non è solo distruttività e furia. È anche fecondità. Le terre ai suoi piedi sono sorprendentemente fertili, grazie ai minerali rilasciati dalle eruzioni. Vigneti, oliveti e agrumeti prosperano, regalando frutti succosi e vini pregiati. È una simbiosi perfetta: l'isola che si nutre e rigenera grazie al suo vulcano, in un ciclo eterno di vita e rinascita.

Questa contrapposizione tra la placidità del mare e la potenza dell'Etna è il cuore pulsante della Sicilia. Una terra che sa essere dolce e feroce, accogliente e selvaggia, sempre in bilico tra la bellezza struggente dei suoi paesaggi e la passione ardente dei suoi abitanti. C’è qualcosa di magico in questa terra, così come c’è qualcosa di magico nella Porsche Cayenne, che siamo andati a provare proprio sulle pendici dell’Etna. Un modello che arriva senza troppo clamore alla sua terza generazione. Sì, perché se il lancio nel 2003 era stato un vero e proprio shock per il mondo dell’automobile con commenti del tipo “ma come, un SUV Porsche?’”, oggi Cayenne è una di quelle realtà consolidate che marciano ogni anno verso nuovi traguardi.

L'Evoluzione del Design: Un SUV dal DNA Sportivo

La Cayenne mantiene il proprio DNA pur evolvendosi. La linea è ancora più incisiva, con la sezione frontale completamente rinnovata, i parafanghi dal design più arcuato, cofano ridisegnato e proiettori tecnologicamente avanzati che mettono in evidenza la sua imponente larghezza. Il facelift, che ha già un anno, mostra uno stile che, per alcuni, richiama quello della Macan, conferendo un aspetto più moderno e sportivo. Nella parte posteriore, il design della Cayenne si distingue per i gruppi ottici posteriori tridimensionali, superfici pulite e un nuovo sottoparaurti integrato con portatarga.

Dettaglio del frontale della Porsche Cayenne E-Hybrid

La tecnologia di illuminazione raggiunge nuovi livelli con l'adozione degli spettacolari proiettori a LED Matrix ad alta definizione. Questi fari sono dotati di oltre 32.000 pixel per proiettore e sono in grado di individuare con estrema precisione gli altri utenti della strada, evitando l'abbagliamento involontario. In sostanza, si forma in un vero e proprio cono di luce e di buio che i proiettori disegnano attorno a un ostacolo, un pedone o un veicolo che procede in senso contrario. La luminosità dei moduli può essere regolata a più di 1.000 livelli a seconda delle condizioni di guida. Questi fari a LED Matrix, di serie su tutti i modelli Cayenne, possono essere ulteriormente migliorati con i fari principali LED HD-Matrix con oltre 64.000 pixel. In più, in caso di pedoni, bici, monopattini o altro sistema di micro-mobilità, i fari emettono un triplo lampeggio proprio sul soggetto, mentre ai lati la luce si attenua.

L'Innovazione a Bordo: Porsche Driver Experience e Connettività

Massima qualità a bordo, e ci mancherebbe altro. I materiali sono sofisticati e piacevoli al tatto. Tutti i comandi sono raggiungibili in maniera intuitiva, grazie anche al nuovo "Porsche Driver Experience". Questo approccio mette al centro il conducente, ottimizzando l'accesso e l'utilizzo delle funzioni disponibili. Le funzioni più frequentemente utilizzate dal guidatore sono state collocate direttamente sul volante o nelle sue immediate vicinanze, rendendo l'interazione con l'auto più intuitiva e pratica. Questo nuovo approccio non solo migliora l'ergonomia e la facilità d'uso, ma rafforza anche il legame tra il conducente e la sua Porsche Cayenne, offrendo un'esperienza di guida avanzata e altamente personalizzabile.

Interni del Porsche Cayenne E-Hybrid con il nuovo display curvo

Un'innovazione di rilievo all'interno della Cayenne è rappresentata dal suo completamente ridisegnato cockpit, che sfoggia un quadro strumenti completamente digitale e autoportante. Questo nuovo quadro strumenti è caratterizzato da uno schermo curvo da 12,6 pollici, un elemento senza precedenti nella storia di questa vettura. Questo schermo digitale non solo aggiunge un tocco di modernità ed eleganza all'abitacolo, ma offre anche una versatilità e una chiarezza nella visualizzazione delle informazioni di bordo. Il suo design curvo contribuisce a una migliore ergonomia e alla facilità di lettura, migliorando l'esperienza di guida complessiva per il conducente.

Non c’è solo il guidatore, perché al passeggero viene messo a disposizione un proprio schermo di infotainment da 10,9 pollici, consentendo la visione di video in streaming tramite Screen Hits durante il viaggio, offrendo così un livello di personalizzazione e intrattenimento ad hoc. Questo schermo può essere visto soltanto dal passeggero quando l'auto è in movimento. L’ulteriore schermo centrale da 12.3 pollici integra il sistema di infotainment, in abbinamento a Carplay wireless. È tutto molto intuitivo, anche se per modificare alcune funzioni bisogna inoltrarsi in vari menù. Passare da Carplay ai menù dell’auto è questione di un pulsante e tutto funziona senza problemi. Ci sono anche ulteriori due schermi per i passeggeri posteriori, che possono controllare il sistema di infotainment o consumare contenuti multimediali in streaming.

Il passaggio dall'aereo alla nuova Porsche Cayenne è stato così rapido, da averle dato solo un'occhiata veloce e aver pensato di trovarmi sulla solita Cayenne di prima. Forse perché una delle tradizioni della casa di Zuffenhausen è l'essere nuova, ma sempre uguale a se stessa. In realtà, osservandola più attentamente, cominci a notare i particolari che caratterizzano questo restyling di middle life. L'osservazione è partita proprio dagli interni simili a quelli avveniristici di Taycan. La nuova configurazione del setup di guida è denominata Porsche Driver Experience.

La plancia ha adottato un'altra novità con il posizionamento della leva selettrice del cambio accanto al volante; soluzione che forse fa storcere il naso a qualche purista, ma non avendo più nessuna funzione legata alla cambiata, il suo spostamento ha liberato spazio sulla consolle dove alloggiano i comandi della climatizzazione. Nuovo anche il selettore della modalità di guida che si sposta nel quarto basso a destra del volante multifunzione a tre razze; soluzione che ormai è diventata molto familiare. Il pulsante di avvio del motore è a sinistra come la leva degli ADAS collegata al piantone.

La famosa dicotomia Porsche tradizione/innovazione è mantenuta anche nella nuova Cayenne con le due maniglie centrali ai bordi della consolle insieme alle bocchette di areazione laterale verticali. La climatizzazione è controllabile da un pannello posizionato nella parte anteriore del canalone centrale. Ci sono tutti i controlli che ci si aspetta, tra cui raffreddamento e riscaldamento dei sedili. Il sedile conducente è molto comodo, anche se si potrebbe sentire la mancanza di un supporto per il braccio destro più alto. L’HUD è posizionato perfettamente. Tra le chicche anche il vano refrigerato con la ricarica oppure il nuovo sistema di filtraggio dell'aria esterna attraverso il filtro per le polveri sottili. Inoltre, lo ionizzatore consente di eliminare dall'aria molti germi e agenti inquinanti.

Accomodandosi dietro ci si ritrova in un salotto con l'ambiente che è curato, accogliente e molto ben rifinito con lo spazio che è abbondante in tutte le direzioni anche per i più alti. In cinque si viaggia comodi ma lasciando libero il posto centrale si può sfruttare il bracciolo che ha due portabicchieri integrati. Sul tunnel ci sono le bocchette dell’aria e la plancia da cui gestire la climatizzazione e il riscaldamento dei sedili, subito sopra a una serie di prese di ricarica e ad un vano rivestito in gomma.

Anche il solo accomodarsi a bordo della Cayenne è un’esperienza. Ormai di SUV premium e di lusso ce ne sono tanti ma è sempre lei il punto di riferimento in quanto a qualità percepita e costruttiva. Attingendo dalla lista optional è possibile personalizzare i rivestimenti sia per quanto riguarda i colori che i materiali, con il bianco e l’alluminio che si sposano alla perfezione rendendo più luminoso l’abitacolo. Con il restyling l’ambiente si è fatto più minimalista e tecnologico, con i grandi schermi che si mimetizzano perfettamente all’interno della fascia nera centrale che corre da parte a parte dell’abitacolo e la leva del cambio spostata a destra del piantone dello sterzo. I tasti sul tunnel centrale sono nascosti e si vedono solamente una volta messa in moto l’auto e restituiscono un feedback aptico al tocco.

Sul fronte vani portaoggetti, gli spazi dove svuotare le tasche sono diversi e grandi il giusto. Sul tunnel ce ne sono tre, uno a scomparsa con la piastra per ricaricare ad induzione il telefono insieme a due prese USB di tipo C, uno centrale e i due classici portabicchieri.

La Propulsione Ibrida: Efficienza e Performance

Motore V6 turbo e componente elettrica della Porsche Cayenne S E-Hybrid

La variante elettrificata S E-Hybrid della Porsche Cayenne, sulla quale abbiamo viaggiato sulle strade siciliane, mette in risalto una fusione intelligente tra praticità per l'uso quotidiano e prestazioni da vera sportiva. La tecnologia ibrida è stata completamente rivista, con miglioramenti significativi in termini di autonomia elettrica, che ora può arrivare fino a 90 km. Da notare anche i tempi di ricarica rapidi, grazie a una potenza di 11 kW, che consentono di riportare la batteria alla sua capacità massima in meno di due ore e mezza. La batteria agli ioni di litio con 25,9 kWh di capacità di accumulo garantisce prestazioni di guida superiori in modalità elettrica. Per una maggiore flessibilità in viaggio, la batteria può essere caricata in modalità E-Charge utilizzando il motore a combustione o il processo di ricarica AC ad alte prestazioni. Con un caricabatterie da 11 kW installato a bordo, il tempo di ricarica in corrente alternata si riduce a meno di due ore e mezza, nonostante la maggiore capacità della batteria.

Il motore di questa S E-Hybrid è una combinazione di un propulsore turbo V6 da tre litri da 260 kW (353 Cv) e un motore elettrico da 130 kW (176 Cv), portando la potenza totale a ben 382 kW (519 CV) e una coppia massima di 750 Nm. Numeri che si traducono in prestazioni di rilievo, con la casa che dichiara un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 4,7 secondi e una velocità massima di 263 km/h, e che per quello che abbiamo potuto notare sono molto molto verosimili. Le prestazioni velocistiche supportano questa caratterizzazione da granturismo.

In Europa, la nuova Cayenne esordisce con tre diverse motorizzazioni. Una versione ulteriormente perfezionata del motore V8 biturbo da quattro litri sviluppato da Porsche sostituisce il precedente propulsore V6 nella nuova Cayenne S. Con una potenza massima di 349 KW (474 CV) e una coppia di 600 Nm, quindi 25 kW (34 CV) e 50 Nm in più rispetto al suo predecessore, questa unità fa scattare sia il SUV che il SUV Coupé da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi. La velocità massima è di 273 km/h.

L'unità a sei cilindri costituisce anche la powertrain della Cayenne E-Hybrid da noi provata. Grazie all'abbinamento con un nuovo motore elettrico, potenziato di 30 kW per arrivare a 130 kW (176 CV), la potenza complessiva sale a 346 kW (470 CV). La batteria ad alto voltaggio con una capacità incrementata da 17,9 kWh a 25,9 kWh, a seconda del livello di equipaggiamento, consente ora un'autonomia fino a 90 chilometri in modalità esclusivamente elettrica secondo il ciclo WLPT. In viaggio, le modalità di guida ibrida ottimizzate aumentano l'efficienza del veicolo. Mettendola in modalità di guida Sport Plus, Porsche Cayenne ricarica in autonomia la batteria.

La versione e-Hybrid è dotata di un V6 turbo da 3 litri e un motore elettrico che, assieme, arrivano a 519 cavalli e 750 Nm di coppia. Di base è dotato del pacchetto Sport Chrono e ha uno spunto da 0 a 100 in solo 4.7 secondi. C’è anche una versione ibrida “base”, sempre dotata di un V6 turbo da 3,0 litri e un motore elettrico che producono insieme 470 cavalli e 650 Nm di coppia. Mentre il modello elettrificato più potente di Porsche è il Turbo E-Hybrid che abbina il suo V8 bi-turbo da 4,0 litri con un motore elettrico per una potenza complessiva di 739 cavalli e 950 Nm di coppia, permettendo di raggiungere i 100 km/h in soli 3,5 secondi. L’accelerazione da 0 a 100 km/h (5 secondi) e la velocità massima di 253 km/h sono in linea con le “vere” Porsche. Lo stesso non vale invece per i consumi di benzina, che secondo la casa possono raggiungere i 3,2 litri ogni 100 km (pari a 31,3 km/l). Questi risultati sono stati ottenuti affinando il motore ibrido della Porsche Cayenne E-Hybrid, la versione più efficiente della suv tedesca, che al pari della vecchia edizione adotta un ibrido con batterie ricaricabili anche dalla presa di corrente (è un ibrido di tipo plug-in) in grado di percorrere fino a 44 chilometri senza consumare benzina né emettere sostanze inquinanti nell’aria. È in questo modo che la E-Hybrid può ottenere consumi tanto favorevoli.

Per ricaricare la batteria, con un trifase da 11 kW, ci si impiegherà un paio d’ore. L’autonomia supera i 600 km, considerando sia quanto offerto dalla batteria sia dal serbatoio. A proposito di sound, non è male per essere un SUV, ma non è mai estremo, al punto tale che si desidera di più. Diciamo che non è al livello delle prestazioni. In ogni modalità di guida la progressione è morbida ma decisa, il cambio, con i suoi otto rapporti, è preciso e veloce.

La Porsche Cayenne E-Hybrid cambia rispetto alla vecchia edizione, che aveva un motore ibrido meno potente, con batterie di capacità inferiore e un sistema di gestione meno evoluto. Il motore elettrico ora sviluppa 136 CV (erano 95 sul modello precedente) e viene alimentato da batterie agli ioni di litio, raffreddate a liquido e montate sotto il pavimento del baule. La loro capacità è passata da 10,8 a 14,1 kWh, stando alla Porsche, che ha potenziato di 7 CV il motore benzina V6 turbo di 3.0 litri (quindi non il 2.9 delle altre Cayenne): sulla Cayenne E-Hybrid 2018 eroga 340 CV. La potenza complessiva raggiunge così i 462 CV. Il costruttore dichiara prestazioni di buon livello nonostante la suv abbia ingombri (è lunga 492 cm) e pesi (2295 chili) generosi. Il cambio è lo stesso automatico Tiptronic a 8 marce delle Porsche Cayenne a benzina e gasolio. I tecnici hanno lavorato anche a livello software, mettendo a punto un programma di gestione più incisivo rispetto al vecchio modello. Il motore elettrico sulla Porsche Cayenne E-Hybrid non viene utilizzato solo per migliorare l’efficienza dell’auto e far diminuire i consumi, ma in tutte le modalità di guida può regalare un “boost” di potenza e migliorare quindi le prestazioni dell’auto. Non a caso la Porsche ha ripreso questa novità dalla sportivissima ibrida 918 Spyder. Il costruttore tedesco ha rivisto inoltre la meccanica, aggiornando la frizione che gestisce il passaggio dal motore elettrico a quello benzina. Ora non è più a comando elettro-meccanico, ma viene azionata da un sistema elettro-meccanico e dovrebbe rivelarsi più quindi più svelta, a tutto vantaggio del comfort alla guida. La batteria si può ricaricare nei rallentamenti o dal box di casa, ma collegandola ad un normale impianto elettrico bisogna preventivare circa 8 ore.

L’anima migliore della nuova Porsche Cayenne ha dentro di sé il diavolo delle prestazioni e l’acqua santa dei consumi e del rispetto per l’ambiente. Ecco perché la versione E-Hybrid della terza generazione del Suv tedesco, ormai orfano del diesel, è la più interessante di tutte e arriva come una benedizione per raggiungere quello che è l’obiettivo principale: diminuire i grammi di anidride carbonica e le emissioni nocive senza sacrificare i piaceri del volante. La Cayenne E-Hybrid è la tipica Porsche ibrida: identica alle altre, anche nelle dimensioni - è lunga 4,92 metri - tranne il verde acido utilizzato per le scritte dentro e fuori e le pinze dei freni, anche con i dischi al carburo di tungsteno o con i carboceramici. Il sistema ibrido è composto dal V6 3 litri turbo da 340 CV della Cayenne di base con il motore elettrico da 100 kW e 400 Nm derivato da quello della 918 ed inserito nel cambio automatico con l’interposizione di una frizione di innesto. Identici anche il sistema di trazione integrale e il resto del telaio. La potenza totale è di 462 CV e una coppia di 700 Nm tra 1.340 e 5.300 giri/min. La batteria è agli ioni di litio da 14,1 kWh, provvista di un caricatore da 3,6 Ampere o da 7,2 in opzione per un tempo di rifornimento di circa 2 ore. Con la batteria carica, l’autonomia in elettrico indicata è di 39 km, poco meno dei 42-44 dichiarati. Se non si ha fretta, si arriva fino a 135 km/h ad emissioni zero. Se si vuole, si può scegliere se andare in elettrico o con tre modalità di ibrido: automatico, E-Hold se si vuole mantenere intatta la carica della batteria nei trasferimenti per poi sfruttarla in città, Charge se si vuole ricaricarla in marcia. E i 3 quintali e passa di peso? Evaporati, il comfort è da routier e la dinamica è senza rivali. Sarà per l’elettronica, sarà per la coppia del motore elettrico, questa è una vera Cayenne dotata di prestazioni “diverse”, numericamente sono simili alla S, ma dal carattere più raffinato e - se vogliamo - anche più polivalente con consumi davvero interessanti: nei primi 100 km si è riusciti a fare 10 km con un litro e, inserendo la modalità Charge nei successivi 50 km, si è ricaricato la batteria fino ad incamerare 33 km in elettrico vedendo ridurre la percorrenza media a 9,3 km/litro.

Porsche Cayenne (2024) | Perché Comprarla... e perché no

Dinamica di Guida e Comfort Senza Compromessi

Porsche Cayenne E-Hybrid in curva su strada asfaltata

Ovviamente la tecnologia non si concentra solo nel motore. Un esempio sono le sospensioni pneumatiche adattive di serie che offrono una tenuta di strada adeguata alla potenza ed al peso della vettura, conciliando prestazioni elevate con il comfort di guida. Inoltre, l'innovativa tecnologia a doppia camera e doppia valvola offre una vasta gamma di regolazioni delle sospensioni, permettendo di variare da un assetto estremamente confortevole a un comportamento altamente performante e dinamico.

È proprio guidando la nuova Cayenne che abbiamo potuto provare le sue diverse sfaccettature. A Catania, che fortunatamente non offre il “traffico tentacolare” di Palermo, ma mette a dura prova chiunque non sia abituato. No, le dimensioni non contano, se sei a bordo della Cayenne, perché nonostante la stazza è possibile destreggiarsi senza troppo timore in mezzo alle altre auto, un po’ aiutati dalle telecamere che offrono una visione completa durante le manovre. Una sensazione di sicurezza che a maggior ragione abbiamo provato in autostrada, a causa di un temporale che si è rovesciato sul nostro percorso appena lasciata la città. La Cayenne si è rivelata solida e facilmente controllabile, mantenendo traiettorie precise nelle curve veloci, ovviamente sempre all’interno dei limiti, senza mostrare incertezze. Un comportamento da vera e propria chilometrista di lusso, quelle automobili che quando sei alla guida ti lasciano l’amaro in bocca quando scopri di essere “già” arrivato, perché saresti stato al volante ancora un po’.

Ma il bello, in tutti i sensi, è arrivato quando abbiamo avuto la possibilità di salire sui sentieri dell’Etna, aperti appositamente per noi. Un paesaggio marziano, dominato dallo scuro della roccia vulcanica. Nubi che cancellano improvvisamente il sentiero per lasciare spazio al sole, quando all’improvviso si apre una vista mozzafiato sulle valli circostanti e sul mare all’orizzonte. Un percorso off-road che esige rispetto, e che dimostra la versatilità di Cayenne, passando un istante dall’autostrada al vulcano. Grazie agli appositi settaggi, diventa semplice superare gli ostacoli che si presentano sul nostro percorso, in modo sereno e fiducioso, confermando gli standard altissimi di questa vettura. Un equilibrio che è una sfida di ingegneria, così come è forse l'equilibrio che rende il segreto della magia siciliana che ci incanta: un luogo dove ogni elemento, ogni sfumatura, ogni contrasto si unisce in un'armonia perfetta, regalando a chi vi si avventura emozioni indimenticabili.

Basta un attimo, basta sedersi al posto guida della Cayenne anche senza mettere in moto e già si capisce di che pasta è fatta. Per essere un SUV, l’impostazione è quasi da auto sportiva: la triangolazione tra sedile, pedaliera e volante è perfetta e ci si sente subito a proprio agio e nel pieno controllo di un’auto che da dentro maschera bene le sue dimensioni. La visibilità è ottima, si percepiscono bene gli ingombri della carrozzeria e ci sono tutte le telecamere possibili per le manovre. Il merito è dell’assetto a controllo elettronico che è tarato alla perfezione. Gli ammortizzatori sono anche pneumatici, è possibile regolarne l’altezza a seconda delle circostanze - per esempio possono essere sollevati quando si percorrono strade bianche -, e si comportano benissimo sia quando devono assorbire le asperità che quando si ha uno stile di guida più sportivo e si trovano a dover limitare i trasferimenti di carico. L’anteriore è solido e lo si butta in curva con una precisione quasi disarmante per un’auto di queste dimensioni grazie a uno sterzo tra i migliori della categoria: l’impugnatura è molto comoda, la corona è sottile, la pesantezza è giusta ed è un comando diretto, progressivo e anche limpido nel trasmettere cosa passa sotto le ruote davanti.

Quando si parla di dinamica di guida su Porsche Cayenne si deve considerare una configurazione che associa le sospensioni con il sistema PASM, Porsche Active Suspension Management dalla tecnologia a doppia valvola, al sistema PTV, Porsche Torque Vectoring, per terminare con l'asse posteriore sterzante. Il primo è un sistema di ammortizzazione predittivo che tiene conto dell'asperità della strada, della diversità d'inclinazione e della modalità di guida. In questo caso una sospensione a tripla camera lavora di concerto con l'ammortizzatore a doppia valvola per annullare rollio e beccheggio. Una soluzione che, come una gomma, cancella le asperità della strada, rendendo il viaggio in città o in autostrada particolarmente confortevole. L'estensione degli ammortizzatori adattivi è importante perché si passa dalla posizione ribassata per caricare meglio, fino a quella per terreni speciali con la modalità off-road che arriva ad alzarla al massimo fino alla velocità di 35 chilometri orari. Abbiamo testato questa funzione sulla strada sterrata che porta alla Piana delle Concazze sull'Etna, a 2800 metri sul livello del mare. Il PTV serve, invece, a variare in modo indipendente la coppia su ciascuna ruota, favorendo un movimento rotatorio aggiuntivo dell’auto, intorno al proprio asse (imbardata) nella direzione impostata. In pratica frena le ruote con minor aderenza per trasferire più coppia alle ruote con maggior aderenza. Particolarmente utile sui fondi stradali caratterizzati da pioggia, neve-ghiaccio, fango, oppure in curva.

L'asse posteriore sterzante elettrico, invece, è un sistema, già collaudato su 911 e Panamera, migliora l'agilità in curva e la stabilità durante i cambi di corsia a velocità elevate. Il raggio di sterzata ridotto agevola inoltre la manovrabilità del SUV nell'uso quotidiano. Lo abbiamo testato nei paesini ai piedi dell'Etna riuscendo a muoverci con disinvoltura sebbene i 4 metri e 93 centimetri di lunghezza dell'automobile. Sistemi che sono controllati dalla centralina Porsche 4D-Chassis-Control che funziona da allenatore e dirige le varie centraline degli altri sistemi dinamici della vettura. Non ultimo, il servofreno elettrico che aiuta molto a ridurre quel divario, o meglio quella sensazione che si sente quando si passa sulle motorizzazioni ibride dalla frenata rigenerativa alla frenata meccanica. In questo caso, su Porsche Cayenne E-Hybrid, il servofreno elettrico è paragonabile al feeling di frenata di Taycan in cui il divario non sussiste.

La protagonista di questa prova è la Cayenne in versione E-Hybrid, l’ibrida plug-in meno potente a listino ma che comunque si difende benissimo in termini di numeri considerando che sotto il cofano c’è un V6 a benzina - che suona benissimo - abbinato a un elettrico per 470 CV complessivi. A proposito di mappature ce ne sono diverse tra cui scegliere attraverso il rotore sul volante e oltre alle classiche ne troviamo anche un paio dedicate alla marcia in modalità ibrida in cui si può scegliere se ricaricare la batteria, mantenere costante il livello di carica oppure se lasciare alla macchina l’onere di gestire il tutto in completa autonomia. In questo caso in contesto urbano riesce a muoversi spesso in elettrico contenendo i consumi. In poche parole e tornando al discorso iniziale, la Cayenne è una Porsche per quanto riguarda la dinamica, considerando sempre che si tratta di un SUV, ma al tempo stesso sa essere estremamente comoda. Per quanto riguarda i consumi, a batteria carica la Porsche Cayenne E-Hybrd può contare su circa 65 km di autonomia in modalità 100% elettrica con un consumo medio che si aggira intorno a 37 kW/h ogni 100 km.

Funzionalità e Comfort: Spazio e Versatilità

Vano bagagli della Porsche Cayenne E-Hybrid

La Porsche Cayenne è uno dei SUV più equilibrati che il mercato possa offrire. Con l’ultimo restyling è stata aggiornata nel design fuori e dentro e sotto il cofano con una gamma di motori ibridi più ampia. La protagonista di questo articolo è la E-Hybrid da 470 CV con sotto il cofano un V6 3.0 a benzina abbinato a un elettrico. La Porsche Cayenne è il punto di riferimento della categoria e a 360° uno dei SUV più poliedrici in circolazione. È comoda e spaziosa per quattro o cinque persone anche con bagagli al seguito e in viaggio macina chilometri su chilometri non rinunciando però all’efficienza delle versioni ibride plug-in per gli spostamenti in città o all’altezza da terra se ci si avventura su strade bianche. Come lei nessun’altra è in grado di offrire un mix così equilibrato tra lusso, comfort, prestazioni e dinamica di guida, tutti tratti che la rendono una potenziale prima auto di famiglia perfetta.

Sono poco meno di 700 i litri di bagagliaio a disposizione che scendono a circa 545 sulle versioni ibride plug-in come la E-Hybrid di questa prova. La soglia di carico è alta ma può essere abbassata grazie agli ammortizzatori pneumatici, con il vano all’interno che è regolare nelle forme e molto ben rifinito. Sotto il piano, il doppiofondo è abbastanza piccolo mentre fuori per l’organizzazione del carico ci sono una tasca lunga con retina, una serie di ganci e anelli e una presa da 12 V. A seconda del modello e dell'equipaggiamento, l'ampio vano bagagli offre uno spazio fino a 627 l. Il vano bagagli può contenere fino a 1.563 l grazie agli schienali dei sedili posteriori ribaltabili nel rapporto 40 : 20 : 40. A richiesta è disponibile il sistema di gestione del carico: un sistema variabile per il trasporto sicuro di oggetti nel vano di carico. Esso comprende, tra l'altro, 2 guide di fissaggio integrate nel pianale del vano di carico e una rete divisoria.

Sulla Porsche Cayenne E-Hybrid è prevista inoltre un’app per smartphone, che permette di trovare colonnine in strada per ricaricare la batteria, impostarle come destinazione sul navigatore satellitare e controllare da casa l’accensione del climatizzatore, così da metterlo in funzione quando l’auto è collegata alla presa e non intaccare la capacità della pila. La Porsche Cayenne E-Hybrid è la prima Porsche provvista di head-up display e sarà anche la prima con il Remote Park Assist, la funzione che permette di posteggiarla con lo smartphone all’esterno della vettura.

Il comfort è da routier e la dinamica è senza rivali. Trovo rumorose le bocchette, almeno quelle piazzate sui montanti centrali a beneficio dei sedili posteriori e che si trovano a poca distanza dalle orecchie. L'unica vera, e neppure decisiva, problematica è la capacità del bagagliaio che cala di 130 litri rispetto ai modelli non ibridi, ma rimane comunque a prova di famiglia.

Prezzi e Concorrenza nel Segmento SUV Premium

In Italia, i prezzi per la nuova Porsche Cayenne partono da 92.837 euro, mentre la versione Coupé ha un prezzo di partenza di 96.985 euro. Per coloro che desiderano un'opzione ibrida, la Cayenne E-Hybrid è disponibile a partire da 107.433 euro, mentre la variante Coupé parte da 110.483 euro. L'equipaggiamento di serie della Cayenne è stato ampliato e include i fari a led con tecnologia Matrix, il sistema PASM di regolazione elettronica degli ammortizzatori, i cerchi da 20 pollici, il sistema di assistenza al parcheggio anteriore e posteriore con retrocamera e la vaschetta per smartphone con ricarica induttiva fino a 15 watt. In Italia, Porsche propone la nuova Cayenne con prezzi a partire da 92.837 euro (da 96.985 euro per la Coupé), comprensivi di IVA e dotazioni specifiche. Il nuovo modello è stato annunciato ed è ordinabile nel nostro paese a 93.400 euro. La Porsche Cayenne E-Hybrid costa 93.402 euro, poco meno dei 95.598 euro della S.

Non è semplice trovare una rivale diretta della Cayenne perché va a posizionarsi esattamente nel mezzo tra i SUV premium grandi e comodi e quelli di lusso o super sportivi. Tra i primi troviamo la BMW X5, la Mercedes GLE e l’Audi Q8, che sono simili per dimensioni e dotazioni alla Porsche e possono contare anche loro su versioni con motori grandi e potenti, oppure le Range Rover classica e Sport. Alla seconda categoria invece appartengono due modelli cugini della Cayenne, e cioè la Lamborghini Urus e la Bentley Bentayga che però sono più costose ed esclusive.

Porsche Cayenne è un SUV tuttofare, è grande, comodo, si viaggia benissimo, ha tutti i comfort, ma allo stesso tempo ha la stessa anima sportiva che Porsche infonde nelle sue automobili più classiche. E questo connubio è decisamente anomalo, poiché non si può fare finta che sia agile e leggero come una 911 o una 718, e quando lo si lancia premendo a fondo l’acceleratore, poi bisogna anche fermarlo. Ma rimane tutto molto strano, perché da una parte si vuole schiacciare, ma dall’altra si vuole viaggiare comodi sfruttando l’immenso spazio e la comodità dei sedili. Alla fine, per alcuni, ha vinto la comodità, poiché si fa fatica ad abbinare alla parola “SUV” la parola “prestazioni”. E nonostante l'errore di tale visione, questa è la sensazione ed esperienza personale, ma chiunque altro non la pensi in questo modo e vuole un SUV, costoso, che è anche un’auto sportiva, allora Cayenne ha pochi rivali. Le diverse motorizzazioni disponibili fanno sì che l'esperienza vari notevolmente a seconda del modello.

tags: #porsche #cayenne #e #hybrid #prova