La Rivoluzione Ibrida di Ferrari: Recensioni, Commenti e Strategie Post-Lancio

Ferrari SF90 Stradale in azione

Il mondo dell'automotive è in costante evoluzione e la casa di Maranello non fa eccezione. L'introduzione della Ferrari SF90 Stradale ha segnato un momento epocale, proiettando il Cavallino Rampante nell'era della propulsione ibrida plug-in. Questa vettura, presentata nel corso del 2019, avrebbe dovuto debuttare sui mercati nel 2020. Tuttavia, l’emergenza Covid-19 ha modificato i piani della Casa di Maranello, posticipando il lancio ufficiale che era previsto per il mese di aprile. La salute pubblica è stata posta come interesse primario, come espresso dallo stesso CEO Camilleri, indicando che le hypercar, in effetti, possono aspettare. Questo articolo esplora in dettaglio le caratteristiche della SF90 Stradale, le sfide affrontate nel suo lancio e l'impatto di questa vettura nel panorama automobilistico, mettendo a confronto l'approccio di Ferrari con quello di altri attori del mercato ibrido.

Ferrari SF90 Stradale: L'Hypercar Ibrida da 1.000 CV

La Ferrari SF90 Stradale rappresenta un traguardo senza precedenti per la casa di Maranello. Si tratta della prima supercar ibrida plug-in mai prodotta dal Cavallino Rampante, distinguendosi dalla LaFerrari, considerabile un mild hybrid, per la capacità di essere collegata alla presa elettrica per ricaricare la batteria e percorrere fino a 25 km in modalità 100% elettrica. Il nome SF90 è un omaggio alla Scuderia Ferrari e celebra il 90° anniversario del marchio, la stessa nomenclatura utilizzata per la monoposto di Formula 1 affidata a Sebastian Vettel e Charles Leclerc, anch'essa un'ibrida.

Interni della Ferrari SF90 Stradale

La SF90 Stradale trae grande ispirazione dalla vettura da corsa del Cavallino, includendo diversi apparati tecnologici derivati dalle soluzioni presenti sulle monoposto. La sua architettura propulsiva si basa su un motore V8 da 780 CV, la potenza più grande mai ottenuta da un otto cilindri nella storia di Maranello. A questo si aggiungono tre motori elettrici: uno sull’assale posteriore e due sull’anteriore. Con i 220 CV sviluppati da queste unità elettriche, la potenza complessiva della SF90 supera l'importantissimo traguardo dei 1.000 CV, una vetta mai raggiunta da una Ferrari di serie (la LaFerrari, serie limitata, si fermò a circa 963 CV). Il sistema ibrido aggiunge 270 kg al peso della vettura, portando il totale a 1570 kg, ma telaio e scocca sono stati completamente riprogettati con leghe di alluminio innovative e fibra di carbonio per garantire una distribuzione ottimale del peso e mantenere prestazioni di riferimento.

Innovazioni Tecnologiche e Aerodinamica Avanzata

Il lavoro sulla Ferrari SF90 Stradale non si limita al solo motore, per quanto eccezionale. Sono stati inseriti numerosi sistemi all'avanguardia per migliorare le performance e la dinamicità complessiva dell'auto. La SF90, infatti, ambisce a essere la nuova top di gamma dell'offerta di Maranello.

L'ispirazione dalla Formula 1 è evidente anche nel nuovo volante, la cui forma ricorda molto da vicino quello di Vettel e Leclerc, sebbene con differenze funzionali. I comandi al volante diventano completamente touch, ad eccezione del classico Manettino, ora ribattezzato "eManettino" per le sue rinnovate funzioni elettroniche. Davanti al volante, un mega schermo da 16,6 pollici costituisce la quintessenza del sistema di infotainment. Questo schermo riproduce un nuovo software con navigazione satellitare specificamente concepito per la SF90 Stradale, personalizzabile completamente tramite il volante e completato da un Head-Up Display. Quest'ultimo fornisce non solo informazioni su velocità e percorso, ma è anche in grado di avvisare della difficoltà delle curve, basandosi sulle abitudini del guidatore, richiamando un'esperienza da rally. Questo approccio riflette la filosofia EOTR ("Eyes On The Road"), volta a mantenere l'attenzione del guidatore sulla strada.

FERRARI SF90 Stradale - Come funziona il primo ibrido PLUG-IN Ferrari?

Un'altra innovazione è il nuovo assale elettrico anteriore, denominato RAC-e (Regolatore Assetto Curva Elettrico), una versione ancora più performante e raffinata della tecnologia di torque vectoring. Il sistema RAC-e valuta istante per istante quanta coppia applicare sulle due ruote anteriori, massimizzando la trazione in uscita di curva e permettendo di raggiungere il limite più facilmente senza perdere il controllo. Per aumentare ulteriormente la padronanza della vettura, sono stati sviluppati nuovi freni Brake by Wire con un sistema di raffreddamento delle pinze nettamente più efficiente. Lo spoiler posteriore è una soluzione aerodinamica attiva, quasi un DRS (Drag Reduction System) come quello delle vetture di Formula 1. A 250 km/h, l'auto genera 390 kg di carico deportante, un benchmark tra le vetture stradali ad alte prestazioni. La parte terminale del cofano motore presenta uno "shut-off Gurney", un elemento mobile che si abbassa per chiudere una soffiatura inferiore e lasciare scoperto un elemento fisso, generando una nuova geometria di coda per aumentare il carico verticale quando necessario. I cerchi forgiati sono stati progettati per rimuovere aria dal vano ruota, creando un effetto estrattivo che beneficia il flusso attraverso i diffusori anteriori, generando un extra carico verticale all'anteriore.

Il cambio della Ferrari SF90 Stradale è stato profondamente rivisto. Si tratta di un automatico a 8 rapporti con doppia frizione a bagno d'olio, nettamente più veloce rispetto a qualsiasi altro prodotto Ferrari fino ad oggi. La cambiata avviene in appena 200 ms, contro i 300 ms impiegati dalla 488 Pista. Questo, tra l'altro, ha permesso una diminuzione del peso di ben 10 kg rispetto al precedente modello a sette rapporti, grazie anche all'eliminazione dei ruotismi della retromarcia, ora gestita unicamente dai motori elettrici sull'assale frontale. La sua posizione è stata abbassata di 15 mm, così come quella del motore, contribuendo a un netto abbassamento del centro di gravità, con evidenti benefici in termini di dinamica e tenuta di strada.

Ferrari ha dichiarato che sul tracciato di Fiorano, la SF90 Stradale è stata in grado di distanziare di ben 64 metri la LaFerrari dopo appena un giro, completato in 1:19. Merito anche dei quattro sistemi di guida selezionabili con l'eManettino: eDrive, Hybrid, Performance e Qualify, che bilanciano la ricarica delle batterie e l'erogazione della potenza in base al risultato desiderato.

Motore della Ferrari SF90 Stradale

Il Contesto del Mercato Ibrido e l'Ingresso di Nuovi Competitori

Mentre la Ferrari si afferma nel segmento delle hypercar ibride, il mercato dei veicoli ibridi plug-in è sempre più competitivo, con l'ingresso di nuovi attori che mirano a ridefinire gli equilibri. Un esempio significativo è la Geely Starray EM-i, che ha fatto il suo debutto ufficiale nel mercato italiano.

Geely Starray EM-i: Un Nuovo Sfidante nel Segmento SUV Ibridi Plug-in

L’arrivo della Geely Starray EM-i segna un momento chiave per il mercato automobilistico italiano, con il colosso cinese Geely che entra ufficialmente nel nostro Paese. Questo modello punta dritto al cuore del segmento più competitivo: quello dei SUV ibridi plug-in di fascia media. La Geely Starray EM-i si distingue per la sua tecnologia “Super Hybrid” EM-i, che combina un motore a benzina 1.5 litri con un potente motore elettrico da circa 160 kW (218 CV), generando prestazioni interessanti per la sua categoria.

Dal punto di vista delle dimensioni e dell’abitabilità, la Starray EM-i si posiziona come un SUV medio-grande, offrendo spazio interno generoso, comfort per cinque passeggeri e un bagagliaio capiente, rendendola adatta sia alla guida quotidiana che ai viaggi. La vettura viene proposta in Italia in almeno due allestimenti principali: la versione Pro e la Launch Edition, con dotazioni extra come cerchi da 19", tetto panoramico elettrico, head-up display e sistema audio premium con 16 casse. Secondo il listino italiano, il prezzo di partenza si aggira attorno ai 34.900 € per la versione base, con la Launch Edition generalmente offerta a un prezzo promozionale simile.

Geely Starray EM-i, esterni

La prova ha evidenziato come, in condizioni di uso reale, la Starray EM-i possa raggiungere autonomie totali oltre 650 km con un pieno di benzina, e addirittura superare i 1.000 km con guida molto attenta, un dato che la pone in una fascia interessante per chi percorre molti chilometri tra ricariche e tratti misti. Dal punto di vista dinamico, l’accelerazione da 0 a 100 km/h si attesta intorno agli 8 secondi, adeguata per un SUV di questa categoria, mentre la velocità massima tocca circa 170 km/h. Le dotazioni di sicurezza e assistenza alla guida includono una gamma di ADAS moderni, tra cui sistemi di mantenimento corsia, frenata automatica e monitoraggio dell'angolo cieco, confermando un approccio attento alla sicurezza attiva e passiva. Tuttavia, alcune prove estere hanno segnalato che la sospensione è piuttosto morbida e che alcune funzioni di assistenza possono risultare invasive o non sempre naturali nella risposta.

Il lancio della Geely Starray EM-i in Italia non è solo un’operazione tecnica, ma una strategia di mercato per introdurre il marchio cinese nel Paese. L'iniziativa mira ad aumentare la fiducia dei clienti italiani, in un mercato dove la percezione di affidabilità e assistenza post-vendita è fondamentale. Commercialmente, il prezzo di circa 34.900 € per la versione base è giudicato competitivo, posizionando la Starray EM-i come una delle plug-in hybrid con miglior rapporto qualità-prezzo nel segmento medio, soprattutto considerando la dotazione tecnologica e le potenzialità di autonomia.

Volkswagen T-Roc e Citroën C5 Aircross: L'Evoluzione dei SUV Ibridi nel Mercato Europeo

Il mercato dei SUV ibridi è in fermento, con aggiornamenti significativi anche da parte di marchi europei consolidati. La Volkswagen T-Roc, ad esempio, ha ricevuto un aggiornamento sostanziale, diventando più grande e adottando una gamma di motori esclusivamente ibrida.

Il secondo capitolo della Volkswagen T-Roc si presenta con numerose novità. L'auto è più grande, completamente ridisegnata e disponibile solo in versioni ibride (mild e full). La T-Roc si è allungata di una dozzina abbondante di centimetri, arrivando a 4 metri e 37, e ha ampliato leggermente anche il bagagliaio, per una capacità nominale di 465 litri. Nonostante ciò, ha mantenuto il suo profilo quasi da Suv-coupé, ora accompagnato da linee più morbide e lamierati più affusolati. Esteticamente, si avvicina a modelli come Tayron o ID.7, e per la prima volta si possono avere dotazioni come i fari a matrice di Led IQ.

Volkswagen T-Roc, esterni

Gli interni cambiano radicalmente, con un'impostazione profondamente diversa rispetto al modello uscente. Al ponte di comando, la nuova T-Roc schiera l'head-up display (prima non disponibile), una strumentazione digitale da 10 pollici di diagonale e un touch screen centrale da 10,4 o 12,9 pollici, a seconda degli allestimenti. Le finiture includono una plancia rivestita da un tessuto tecnico e pannelli porta foderati di pelle traforata retroilluminata da una luce ambiente. Il restyling degli interni impatta anche sull'ergonomia, con le maniglie delle porte ora integrate nei braccioli e la leva di comando del DSG dislocata sullo sterzo.

La vera rivoluzione sta nel cofano. Mai elettrificata prima, la T-Roc è ora offerta con una gamma di motori completamente ibrida. Abbandonato il diesel, le versioni di lancio sono mild hybrid a 48 volt, entrambe basate sull'1.5 litri della famiglia di motori EA211 e abbinate al cambio automatico DSG a 7 rapporti. L'entry level eroga 116 cavalli e 220 Nm di coppia, mentre l'eTSI più potente tocca i 150 CV e 250 Nm, con il sistema mild hybrid che mette a disposizione temporaneamente un surplus di 19 cavalli e 56 Nm. Nel 2026 arriveranno due versioni full hybrid, un sistema al debutto assoluto, con powertrain da 136 e 170 CV, conditi da 306 Nm di coppia. Dal prossimo anno, entrerà a listino anche una variante integrale 2.0 litri benzina mild hybrid da 204 CV. La SUV di Wolfsburg ha fatto passi in avanti anche sul fronte degli ADAS: il Travel Assist, optional, supporta ora il cambio di corsia automatico e migliora le funzioni predittive.

Anche la comoda SUV Citroën C5 Aircross si è rinnovata, concentrando le novità estetiche nel frontale, sostanzialmente rivisto. La mascherina è più armoniosa, il logo del double chevron è rifinito in nero con due bordi cromati, da cui partono due strisce formate da barrette verticali che uniscono visivamente le luci diurne a LED. Il fascione si fa più grintoso, grazie a prese d’aria laterali e quella del radiatore in basso.

Il restyling della Citroën C5 Aircross interessa anche l’abitacolo. La casa francese ha ridisegnato la parte centrale della plancia per fare posto all’installazione di un nuovo sistema multimediale con schermo da 10”. Questa soluzione ha portato a riposizionare le bocchette dell’aria sotto lo schermo stesso. La gamma dei motori al lancio è la stessa della Citroën C5 Aircross pre-restyling e prevede il tre cilindri benzina PureTech 1.2 da 130 CV, il diesel 1.5 BlueHDi da 130 CV e l’ibrido plug-in da 225 CV che abbina il quattro cilindri 1.6 PureTech turbo a benzina a un’unità elettrica integrata nel cambio automatico per 180 o 225 CV. Nel 2023 sono arrivate anche le varianti mild hybrid basate sul 1.2 PureTech, con potenze di 136 (disponibile solo fino al 2023) o 145 CV.

La Futura Strategia Elettrica di Ferrari: La Ferrari Luce

Nonostante Ferrari abbia drasticamente ridimensionato i suoi piani per i veicoli elettrici alla fine del 2025, la presentazione della prima full electric da parte della storica casa italiana sarà un evento automobilistico di grande risonanza nel 2026. Mentre sugli esterni ha scelto di mantenere il riserbo, Ferrari ha svelato gli interni progettati da LoveFrom, lo studio creativo dell'ex capo designer di Apple, Jony Ive.

La vettura, fin qui ribattezzata "Elettrica", è stata ufficialmente annunciata con il nuovo nome di Ferrari Luce. L'amministratore delegato Benedetto Vigna ha dichiarato all'evento di presentazione a San Francisco che "Questo è un progetto che illuminerà il nostro futuro, la nostra strada". Il rebranding sembra un tentativo di mettere in secondo piano le componenti elettrificate, per far risaltare le caratteristiche più in stile Ferrari, con Vigna che ha aggiunto: "Ci sono molte altre cose al centro della Ferrari Luce. Elettrica sarebbe stato un nome sbagliato per la nostra auto".

Rendering degli interni della Ferrari Luce

L'evento di presentazione degli interni è stata la seconda tappa di un processo articolato in tre parti (a ottobre erano arrivate le prime informazioni sul propulsore, mentre gli esterni saranno presentati a maggio). È stata la prima occasione per dare un'occhiata a ciò che Ive e il suo team di LoveFrom hanno creato per l'abitacolo della Luce. Ive ha paragonato la progettazione della Luce ai 27 anni trascorsi ad Apple, sottolineando la cura con cui ogni singolo pezzo è stato realizzato.

Ferrari e LoveFrom hanno svelato alcuni componenti interni, distribuiti in una grande stanza per ammirarli: un sedile, un sistema di ventilazione smontato. L'estetica della Luce risulterà familiare a chi conosce lo stile di Ive: ogni elemento è in vetro e alluminio spazzolato, con angoli smussati distribuiti con efficienza. La piccola manopola di vetro sul bordo degli schermi evoca la corona dell'Apple Watch, e il pannello di controllo centrale assomiglia molto a un iPad. Persino il video di presentazione utilizzato da Ferrari per svelare gli interni riprendeva lo stile dei filmati usati per il lancio dell'iPhone.

Ive ha affermato che l'enfasi sui pulsanti fisici, ciascuno con uno scopo specifico, è pensata per consentire al guidatore di tenere gli occhi sulla strada. "Non si tocca nient'altro che alluminio, vetro o pelle", hanno ribadito i dipendenti Ferrari durante l'evento, ammettendo di aver inserito solo un paio di ingranaggi in plastica nel pannello di controllo. Il risultato è un'esperienza tattile, con ogni elemento che scatta o ruota in modo soddisfacente. I pulsanti in alluminio e le manopole in vetro sono piacevoli al tatto. Particolarmente impressionanti sono le bocchette dell'aria, dotate di scudi in alluminio che ruotano all'apertura e alla chiusura.

Dettagli degli Interni e Collaborazioni Tecnologiche

Il partner scelto da Ferrari per il vetro è Corning, l'azienda dietro il Gorilla Glass. La Luce conterrà oltre 40 parti in vetro, inclusi pulsanti, schermi e persino l'involucro della console centrale e il pomello del cambio. Ive definisce il vetro un "materiale sincero", un'opzione più pregiata rispetto alla plastica. Corning ha effettuato innumerevoli crash test per garantire la sicurezza del Gorilla Glass.

Il volante mantiene il caratteristico design a tre razze marchio di fabbrica di Ferrari. Sebbene quasi un cerchio completo, la parte inferiore schiacciata gli conferisce una forma particolare. L'impugnatura in pelle corre su tutto il perimetro, mentre i pulsanti in alluminio a portata di mano consentono di inserire le frecce o modificare le tracce musicali e il volume.

Dietro al volante si trova il cupolotto, una console composta unicamente da uno schermo grande. Le lenti convesse con effetto parallasse ingrandiscono gli schermi OLED circolari forniti da Samsung, con cui Ferrari ha iniziato a collaborare per la tecnologia dei display. Nell'angolo in alto a destra compaiono icone che indicano le condizioni della strada. Nonostante la predominanza degli schermi, non mancano parti totalmente analogiche, come le lancette del tachimetro e del contachilometri, realizzate in alluminio e policarbonato. Quando l'auto è spenta, gli schermi si oscurano e le lancette sembrano galleggiare in un vuoto nero.

A destra del volante c'è il pannello di controllo, uno schermo rettangolare OLED Samsung, questa volta touchscreen, con bordi curvi e quasi senza cornice, a forma di iPad. È montato su un giunto a sfera, che permette di spostarlo in un modo che ricorda l'iMac G4. Il pannello fornisce diverse informazioni importanti per un veicolo elettrico, come la durata della batteria e quali ruote stanno consumando di più. L'idea di un pannello mobile è permettere al guidatore di controllare le informazioni sullo schermo senza affidarsi al passeggero. L'angolo in alto a destra ospita un orologio multifunzione con sfondo digitale e lancette analogiche che si muovono a seconda dell'impostazione scelta.

FERRARI SF90 Stradale - Come funziona il primo ibrido PLUG-IN Ferrari?

La Chicca del Portachiavi e la Visione di Jony Ive

Il portachiavi della Ferrari Luce assomiglia a un iPhone in miniatura, con il retro in vetro e il logo Ferrari circondato da E Ink giallo, un inchiostro digitale che si attiva all'accensione dell'auto. Inserendolo in una fessura della console centrale, si aggancia magneticamente, l'E Ink si oscura e contemporaneamente la manopola di vetro del cambio si illumina di giallo. Il logo Ferrari inizia a lampeggiare, attivando i quadranti sul cruscotto. Il pigmento giallo si comporta come un siero che viene iniettato nel corpo dell'auto, risvegliandola.

Durante la presentazione, Jony Ive ha sottolineato come la collaborazione con Ferrari miri a restituire la sensazione tattile e viscerale data dall'interazione con qualcosa di reale. Ive sembra riconoscere l'incongruenza tra questo obiettivo e il suo passato nella creazione di dispositivi digitali. Ha osservato: "Siamo diventati sempre più isolati nei nostri mondi digitali. C'è un desiderio crescente di non essere isolati, disconnessi, che sia dagli altri o dal mondo fisico reale." Ha espresso la speranza che le scoperte fatte con la Luce possano avere una rilevanza e un'implicazione molto più grandi per una serie più ampia di prodotti, suggerendo una ricerca di espiazione per l'impatto sociale dei suoi progetti passati. La Ferrari Luce, con il suo design incentrato sull'interazione fisica e i materiali pregiati, sembra rappresentare un ponte tra il lusso tradizionale e l'innovazione tecnologica, riflettendo la visione di un futuro in cui il digitale e il fisico si fondono armoniosamente, senza sacrificare l'esperienza umana.

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