Renault Laguna Prima Serie: Un'Icona di Stile e Innovazione degli Anni '90

Alla fine degli anni ottanta, un nuovo progetto ambizioso prendeva forma negli stabilimenti Renault. L'obiettivo era chiaro: creare l'erede della Renault 21, un modello in grado di affrontare la crescente concorrenza nel segmento medio-alto e posizionare la Casa della Losanga all'avanguardia del nuovo decennio. Questo progetto, identificato internamente come X56, avrebbe dato vita a una vettura destinata a segnare un'epoca: la Renault Laguna. La sua carriera si sarebbe articolata in tre generazioni, ma è la prima serie, prodotta dal 1994 al 2001, a rappresentare un vero e proprio punto di svolta per il costruttore francese.

Renault Laguna Prima Serie frontale

Il Contesto del Progetto X56: Crisi, Ripresa e Nuove Strategie

Il progetto X56 fu avviato all'inizio del 1989 in un periodo di profondi cambiamenti per Renault. La Casa della Losanga stava infatti uscendo da una difficile crisi finanziaria che aveva caratterizzato gli anni ottanta, grazie alle strategie messe in atto da Raymond Levy. Contemporaneamente, erano in corso importanti trattative per una possibile fusione con Volvo, con cui Renault intratteneva già da diversi anni rapporti di collaborazione. Questo contesto impose al progetto X56 la necessità di evitare soluzioni complesse e antieconomiche, puntando invece su un design e una progettazione puliti e lineari. Un esempio delle inefficienze da superare era la Renault 21 stessa, che utilizzava due tipi di pianale distinti - uno per motori trasversali e uno per motori longitudinali - entrambi con misure di passo differenti, accrescendo notevolmente i costi di progettazione.

Inoltre, il periodo era caratterizzato da cambiamenti epocali anche a livello industriale. Nel 1992, in pieno sviluppo del progetto X56, venne chiuso lo storico stabilimento di Billancourt presso l'Île Seguin, un simbolo della storia industriale francese. Sebbene le trattative con Volvo sarebbero poi sfumate, gli investimenti previsti e gli impegni in essere nei primissimi anni novanta rendevano imperativo che il progetto X56 fosse un successo, evitando sprechi e complessità ingiustificate.

Il Battesimo di un Nome: Dalla Concept alla Produzione

Il lancio della nuova vettura avvenne nel dicembre del 1993, e la Laguna fece la sua comparsa nei listini a partire dal mese di gennaio del 1994. Il nome "Laguna" fu ripreso da una concept car presentata al Salone dell'automobile di Parigi del 1990, segnando la volontà di Renault di abbandonare le vecchie denominazioni numeriche in favore di nomi di fantasia. È interessante notare come la concept car Laguna del 1990 fosse, in realtà, una roadster dalle linee avveniristiche e molto morbide, che nulla aveva a che fare con la futura berlina di serie in termini di tipologia di carrozzeria. Tuttavia, furono proprio queste linee fluide e prive di spigoli a stabilire un nesso stilistico tra la concept e la vettura di produzione.

Renault Laguna Concept 1990

Design Rivoluzionario: Forme Morbide e Aerodinamiche

La Laguna lanciata all'inizio del 1994 si distinse per una carrozzeria priva di spigoli e dalle linee assai morbide, un netto contrasto rispetto al design più squadrato della Renault 21. Questo aspetto stilistico, che si integrava perfettamente con la nuova tendenza stilistica già avviata da Renault con altri modelli, fu interpretato anche come una risposta all'offensiva commerciale di numerosi modelli giapponesi che in quegli anni si affacciavano sul mercato europeo.

La Laguna presentava un frontale basso e profilato, con fari a sviluppo orizzontale il cui disegno era elegantemente tagliato superiormente dal profilo del cofano motore. Quest'ultimo si protendeva verso il centro della calandra, allungandosi a formare una sorta di "naso" su cui campeggiava il logo della Losanga. Questo motivo stilistico, già vagamente anticipato con il restyling della Renault 19, avrebbe trovato in seguito la sua evoluzione nella gamma della Mégane I. Lateralmente, la Laguna esprimeva in pieno le linee fluenti disegnate dall'équipe di designer diretta da Patrick Le Quément, caratterizzate da un insieme di linee tondeggianti che includevano anche il disegno dei passaruota posteriori, non più tagliati come nella 21, ma semplicemente ad arco.

Non poche testate giornalistiche specializzate videro la Laguna come una "Safrane in scala ridotta", data la somiglianza nelle forme morbide e nella carrozzeria a due volumi e mezzo, in linea con l'ammiraglia Safrane, anch'essa adeguatasi al nuovo orientamento stilistico della casa francese due anni prima. Questo cambio di rotta stilistico era ben accolto, come evidenziato dall'ADAC nel 1995, che riconosceva una "piccola rivoluzione francese" rispetto alla Renault 21, elogiando l'impressione di "rigidità e solidità" dell'intera vettura.

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Abitacolo: Spaziosità e Innovazione Ergonomica

L'abitacolo della Laguna prima serie beneficiò di una serie di migliorie volte ad accrescere l'abitabilità interna rispetto a quella della Renault 21. La vettura si dimostrò fin da subito tra le più spaziose della categoria, un risultato ottenuto anche grazie al passo, cresciuto di 7 cm rispetto alle 21 con motore longitudinale (quelle a passo corto) e di un centimetro anche rispetto alle 21 a passo allungato. L'abitabilità posteriore era decente anche con i sedili anteriori completamente arretrati. Il divanetto posteriore era abbattibile anche in modalità frazionata asimmetricamente, aumentando notevolmente la capacità del vano bagagli, che nella Laguna I era di 452 litri.

Il posto guida era caratterizzato da un gruppo plancia-cruscotto completamente riprogettato, dove prevaleva il tema degli elementi curvilinei. La plancia e il tunnel centrale erano raccordati in modo da creare un tutt'uno dal disegno avvolgente. Il cruscotto offriva una strumentazione di particolare completezza, includendo non solo gli strumenti consueti (tachimetro, contagiri, indicatori livello carburante, temperatura olio, temperatura acqua, spie di accensione fari, ecc.) ma anche una spia che avvisava quando il liquido lavavetri cominciava a scarseggiare. L'abitacolo della Laguna era caratterizzato da una plancia molto originale, con tutto a portata di mano. I comandi del clacson erano collocati nella campana del volante (una novità assoluta per un'auto francese) e le luci di emergenza erano più facilmente accessibili ai passeggeri per evitare le ricorrenti critiche degli acquirenti tedeschi. La gamma si articolava inizialmente su quattro livelli di allestimento: RN, RT, RXE e V6. Un allestimento estremamente lussuoso, denominato "Pozzoti" dal nome di un designer italiano, offriva un abitacolo sofisticato.

Interni Renault Laguna Prima Serie

Comfort e Sicurezza: Priorità di Progettazione

La prima generazione della Laguna fu progettata ponendo un'enfasi particolare sul comfort e sulla sicurezza degli occupanti. Quest'ultimo aspetto fu curato specialmente per quanto riguarda la scocca, rinforzata con barre laterali antintrusione. Anche il pianale risultava irrobustito da longheroni in acciaio, con lo scopo di irrigidire la struttura di base della vettura. Inoltre, i sedili anteriori erano stati fissati su una barra in acciaio trasversale per impedire loro di avanzare in caso di urto frontale. Il pianale della Laguna I era nuovo e avrebbe trovato una seconda applicazione solo nel 1997 con la nascita della Espace III. Tale pianale riprendeva, seppur in parte riviste, le soluzioni già viste nella 21.

Le sospensioni anteriori erano a ruote indipendenti con schema MacPherson, mentre al retrotreno si trovavano sospensioni a ruote interconnesse con barre di torsione, analogamente alla Renault 21. Tuttavia, a differenza di quest'ultima, il retrotreno della Laguna era stato riprogettato per avere un effetto sterzante durante i trasferimenti di carico, migliorando la tenuta di strada. L'impianto frenante variava a seconda della motorizzazione: le versioni di base erano dotate di un impianto frenante misto con dischi anteriori autoventilanti, mentre la versione di punta usciva di serie con quattro freni a disco, di cui quelli anteriori autoventilanti e quelli posteriori pieni.

Motorizzazioni al Lancio e la Novità del V6

Al lancio, la Laguna offriva una gamma di motorizzazioni benzina. Oltre ai tre motori a quattro cilindri, Renault introdusse per la prima volta nel segmento della Laguna un motore a benzina V6 da 3,0 litri e 167 CV, consentendo una velocità massima di 220 km/h. La versione con le migliori prestazioni del Laguna era la Renault Laguna 3.0 V6 24v, che sviluppava una potenza totale di 190 CV e un rapporto potenza/peso di 7,75 kg/CV, raggiungendo una velocità massima di 235 Km/h e accelerando da 0 a 100 km/h in 7,7 secondi. Le motorizzazioni diesel sarebbero arrivate in un secondo momento, ampliando ulteriormente l'offerta.

Motore V6 Renault Laguna

Evoluzione della Gamma: SW, Nuovi Motori e Allestimenti

Il 1995 fu un anno cruciale per l'evoluzione della gamma della Laguna I. Innanzitutto, debuttò la versione giardinetta, denominata SW nella maggior parte dei mercati, ma che conservò le denominazioni Nevada in Francia e Savanna nel Regno Unito, come già accaduto per la versione familiare della 21.

L'Introduzione dei Motori Diesel e il 2.0 16V Volvo

Il 1995 segnò anche l'arrivo di nuovi motori. La gamma si estese con la prima versione a gasolio, equipaggiata con un motore da 2.2 litri aspirato con testata a 3 valvole per cilindro e una potenza massima di 83 CV. Inoltre, fece il suo ingresso un nuovo 2 litri bialbero a 16 valvole, progettato in collaborazione con Volvo (il tipo N7Q, motore della Volvo S40/V40) e capace di erogare una potenza massima di 140 CV. Questo motore conferiva alla versione "2.0 S" o "RTi" un orientamento dolcemente sportivo, con i monogrammi 16V sulle portiere anteriori.

L'Allestimento Baccara e il Successo Commerciale

Infine, il 1995 vide l'arrivo di un nuovo allestimento particolarmente ricco, denominato Baccara. I primi due anni di carriera commerciale furono un successo per la Laguna, con oltre 485.000 esemplari prodotti tra berlina e SW alla fine del 1995.

Ulteriori Motori Diesel e Allestimenti (1996-1997)

Nel 1996, fu introdotta una seconda motorizzazione a gasolio, basata su quella già a listino ma dotata di turbocompressore, portando la potenza massima a 113 CV. Il 1997 vide l'arrivo di due nuovi allestimenti, RNX ed RTX, mentre la motorizzazione di punta ricevette la testata a 4 valvole per cilindro, incrementando la propria potenza a 190 CV.

Il Restyling di Metà Carriera (1998): Aggiornamenti Estetici e Meccanici

Il 1998 fu l'anno del restyling di metà carriera, che apportò ritocchi di dettaglio a livello estetico. I gruppi ottici anteriori ebbero gli indicatori di direzione integrati sotto un'unica calotta in policarbonato, i fari divennero poliellissoidali, con la parte esterna non prismata e leggermente color fumè, mentre i fendinebbia divennero circolari. Il paraurti anteriore fu ridisegnato e vide l'arrivo di una nuova griglia e di nuovi fendinebbia circolari, simili a quelli della Clio II lanciata nello stesso anno. La fanaliera posteriore della berlina era ora arancio/rossa invece di fumè/rossa, e l'antenna radio fu integrata nel lunotto posteriore invece di essere sul tetto.

All'interno dell'abitacolo, nuovi rivestimenti dai colori più chiari contribuirono a rendere l'ambiente più luminoso e a dare l'impressione di una maggiore spaziosità. Le novità sul piano motoristico furono più sostanziali. Per quanto riguarda i motori a benzina, il 1.8 di base fu sostituito da un 1.6 16v bialbero da 110 CV, mentre il 2 litri monoalbero fu a sua volta sostituito da un 1.8 16v da 120 CV e un 2 litri a 16 valvole da 136 CV. Per i diesel, il vecchio 2.2 aspirato da 83 CV cedette il passo a un nuovo 1.9 turbodiesel da 100 CV con alimentazione a iniezione diretta (ma non ancora common rail), mentre il 2.2 turbodiesel rimase in listino beneficiando di alcuni aggiornamenti volti a incrementarne le doti di erogazione.

L'Arrivo del Common Rail (1999)

Verso la fine del 1999, la gamma della Laguna vide l'introduzione di un nuovo motore diesel, un 1.9 derivato da quello già presente, sempre ad iniezione diretta, ma con tecnologia common rail e una potenza salita a 107 CV.

La Laguna SW: Praticità e Soluzioni Innovative

Introdotta nella seconda metà del 1995, la Laguna SW si distingueva per il ridisegno della parte posteriore, con soluzioni stilistiche tese a distinguerla dalla concorrenza. Tra queste, i larghi montanti tra il secondo e il terzo finestrino laterale. Quest'ultimo era più esteso nella zona superiore rispetto agli altri finestrini ed era dotato di resistenze per lo sbrinamento. La coda, dal profilo verticale, era provvista di gruppi ottici a sviluppo verticale incastonati nei montanti posteriori. La SW era dotata di lunotto ad apertura indipendente e, nella lista optional, era inclusa anche una fila di due posti supplementari d'emergenza, adatti a ospitare due bambini. Senza questo optional, la vettura poteva contare, a schienale ribassato, su ben 1.782 litri di bagagliaio. Con il divano posteriore in posizione eretta, la capacità era di 520 litri. La Renault Laguna Grandtour 1.9 dTi era riconosciuta come un'ottima vettura per la praticità, con un'autonomia di 1.137 chilometri e la capacità di contenere 520-1.782 litri di carico.

Renault Laguna SW posteriore

Anche dal punto di vista tecnico, la SW presentava alcune modifiche. La scocca era irrobustita nella zona posteriore mediante barre di rinforzo all'altezza dei passaruota. Le sospensioni ricevettero tarature specifiche, e un altro optional degno di nota era un sistema in grado di regolare automaticamente l'assetto in funzione del carico del bagagliaio, una soluzione all'avanguardia per l'epoca.

La Laguna nel Motorsport: Il British Touring Car Championship

A testimonianza delle sue capacità dinamiche, Renault iscrisse la Laguna al British Touring Car Championship (BTCC) nel 1994. Voci di spicco come Alain Menu e il campione del 1992 Tim Harvey, già piloti nel 1993, furono confermati per la stagione. Una versione ancora più potente, la Laguna Biturbo Hartge, venne introdotta nel 1995, dove il tuner Hartge installò il V6 della Safrane Biturbo, portando l'auto a una velocità massima di 254 km/h e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7 secondi. Questo modello erogava una potenza massima di 280 CV a 5.500 giri/min e una coppia di 399 Nm a 3.000 giri/min, con un cambio manuale a cinque rapporti e trazione anteriore. Questo impegno nel motorsport e le prestazioni di versioni speciali dimostravano il potenziale sportivo e tecnologico della Laguna, che andava oltre la sua immagine di berlina confortevole e spaziosa.

Renault Laguna BTCC

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