Musica e Impegno Civile a Sollicciano: Voci di Speranza e Diritti

Il carcere di Sollicciano, a Firenze, diventa periodicamente un palcoscenico per la musica e l'impegno civile, ospitando artisti di fama e progetti volti a promuovere il reinserimento e la dignità dei detenuti. Queste iniziative trasformano le mura della prigione in luoghi di incontro, riflessione e speranza, dove la musica e la cultura diventano strumenti potenti per affrontare temi cruciali come la libertà, la giustizia sociale e le condizioni di vita all'interno degli istituti penitenziari.

Mappa del carcere di Sollicciano

Pippo Pollina e il Sostegno a Pantagruel

Una delle iniziative più significative è rappresentata dai concerti di Pippo Pollina, cantautore, poeta e musicista di respiro europeo. Il suo impegno si concretizza in eventi come quello al Teatro di Fiesole, dove il ricavato viene devoluto a Pantagruel odv, un'associazione che opera a sostegno dei diritti dei detenuti a Sollicciano. Questi concerti non sono solo un'occasione per ascoltare buona musica, ma rappresentano "una forma di vicinanza attiva a chi ogni giorno lavora dentro il carcere, accanto alle persone detenute, per costruire opportunità, diritti e possibilità di futuro". L'obiettivo è sostenere concretamente il lavoro dei volontari che "ogni settimana entrano a Sollicciano per offrire ascolto, orientamento e attività culturali alle persone detenute, promuovendo percorsi di reinserimento e tutela della dignità".

Pollina, siciliano di nascita e protagonista da anni della scena musicale internazionale, ha costruito una carriera che intreccia impegno civile e profondità lirica, con tournée in Germania, Svizzera, Austria e in numerosi altri Paesi. Le sue canzoni affrontano temi come la libertà, la giustizia sociale e la dignità umana, in uno stile intenso e riconoscibile. Sul palco, è accompagnato dal suo Quartetto Acustico, composto da Roberto Petroli al clarinetto e sax, Cecile Grüebler al violoncello, Gionata Colaprisca alle percussioni ed Elisa Sandrini a piano, fisarmonica e voce. Questo ensemble valorizza "l'intimità e la forza narrativa del repertorio di Pollina, tra brani storici e nuove composizioni, in una serata in cui musica e solidarietà si incontrano a sostegno di chi opera ogni giorno nel carcere fiorentino". La sindaca di Fiesole, Cristina Scaletti, ha espresso il suo orgoglio nell'accogliere la musica di Pollina, sottolineando che "Fiesole è città di dialogo e di cultura e siamo a disposizione per mettere al centro temi importanti e difficili come quello delle condizioni di vita nelle carceri, nella vicina Sollicciano come negli altri istituti di pena del Paese". Ha ribadito che "anche la musica e la cultura servono a dire che stiamo dalla parte dell'umanità e che non ci rassegnamo".

Beati Voi - Laudato Si'. Pippo Pollina, un cantante italiano amato in Germania

Piero Pelù e la Visione di un Carcere Migliore

Anche il rocker Piero Pelù ha portato la sua musica e il suo messaggio di speranza a Sollicciano. La sua visita, durante la quale ha suonato davanti a un centinaio di detenuti, è stata un'opportunità per un confronto diretto con le persone recluse. Pelù ha commentato la situazione dei penitenziari affermando che essa "ci impone di stanziare più soldi possibili del Pnrr per aumentare sensibilmente il personale in tutte queste strutture, e per migliorare le condizioni di studenti, pazienti, detenuti e detenute nonché insegnanti, medici e personale penitenziario, perché anche da loro dipende la qualità della società italiana futura". Il suo desiderio è che Sollicciano "diventasse come quei carceri, purtroppo rari, dove veramente le persone vengono riabilitate e rilanciate per una nuova vita, quindi indirizzate professionalmente per non rischiare che tornino a delinquere quando usciranno". Per Pelù, è necessario dire "basta quindi con carceri sovraffollati, sì alle prigioni dove la dignità dell'individuo è centrale. Un altro carcere è possibile".

Durante l'incontro, Pelù ha raccontato di aver "parlato con i ragazzi e le ragazze e una di loro mi ha detto 'Vogliamo fare scuola di canto, seriamente, per diventare cantanti'". La sua risposta è stata un convinto "sì alla scuola di canto come dico sì a quella di orticoltura, di falegnameria, di pizzeria, alla scuola per muratori". Ha osservato che "tutto quello che può davvero aiutare questi detenuti un domani ad uscire dal carcere e costruirsi una nuova vita" è fondamentale. L'emozione dell'incontro è stata palpabile, con Pelù che ha descritto come "è stato bello vedere un ragazzo e una ragazza che si baciavano durante il mio piccolo concerto, mi ha fatto pensare a Mare fuori e alla mia esperienza con i ragazzi di Nisida nel 2018 che ha ispirato la canzone Gigante". Antonella Tuoni, direttrice di Sollicciano, ha sottolineato l'importanza di tali eventi, definendola "una giornata di musica che si è svolta cornice festosa e positiva per i detenuti, uomini e donne, e per il personale di sorveglianza. La musica è un collante universale e speriamo che ci siano altre occasioni del genere".

La Young Orchestra di Toscana Classica e la Madonnina del Grappa

Un altro esempio di come la musica entri a Sollicciano è il grande concerto organizzato dalla Madonnina del Grappa a Casa Caciolle, una struttura dove vivono i detenuti che scontano pene alternative. Il concerto è tenuto dalla Young Orchestra di Toscana Classica diretta dal Maestro Giuseppe Lanzetta. Don Vincenzo Russo, presidente della Madonnina del Grappa e cappellano del carcere di Sollicciano, ha spiegato la motivazione dietro queste iniziative: "Di fronte alle logiche dello sfruttamento, alle dinamiche che creano sempre più grandi squilibri tra pochi ricchi e molti poveri, di fronte alla inaccettabile situazione delle nostre carceri, al dilagare delle azioni di guerra ed ingiustizie che piegano ogni possibile pacifica convivenza tra le persone, attraverso la musica, la presenza attiva e la riflessione, desideriamo rompere la cortina del silenzio e far levare una voce diversa, forte, nitida, coraggiosa, capace di incidere e sensibilizzare". Questi eventi sono spesso affiancati da convegni e momenti di riflessione, come quello sul tema “Una svolta agroecologica per Madre Terra”, che ha visto la partecipazione di esperti come Giovanni Pandolfini di Mondeggi Bene Comune, la biologa Daniela Conti, Gianni De Giglio (SfruttaZero) e Spartaco Codevilla di Rimaflow Fuorimercato.

Orchestra che suona in un contesto carcerario

Robert F Kennedy Human Rights Italia e il Progetto "Speak Truth to Power"

L'impegno per i diritti umani e la riabilitazione a Sollicciano si estende anche al teatro. Il Robert F Kennedy Human Rights Italia ha portato il suo progetto educativo “Speak Truth to Power: Coraggio senza Confini” nel carcere di Sollicciano. I detenuti hanno affrontato il tema dei diritti umani mediante la recitazione e la produzione di testi, grazie alla collaborazione di Ronald Jenkins, docente di teatro nelle Università di Yale e Wesleyan. Jenkins ha osservato che "come Dante, condannato a morte, i detenuti attori con cui ho lavorato capiscono profondamente il significato della parola giustizia e la sua mancanza nella nostra società”.

L’attività teatrale di educazione ai diritti umani è stata arricchita dai canti gregoriani, citati da Dante, del Coro fiorentino Viri Galilaei, come ha spiegato Antonio Bambini, coordinatore assieme a Enzo Ventroni della parte musicale: “Il nostro lavoro è consistito nella conoscenza del repertorio scelto e nel ricostruire l’atmosfera infernale e paradisiaca con esercizi di libera vocalità associati al movimento”. Le vite del sommo poeta, di Robert F Kennedy, dei Premi Nobel per la Pace Malala Yousafzai e Kailash Satyarti, attivisti sostenuti dal Robert F Kennedy Human Rights, hanno infatti ispirato una sceneggiatura prodotta dagli stessi detenuti. Raccontando le ingiustizie vissute nella loro vita, essi descrivono un viaggio immaginario dall’Inferno al Paradiso. Il titolo dello spettacolo “Diligite Justitiam” trae spunto dalla frase che Dante legge nel cielo di giustizia: “Diligite justitiam qui judicatis terram”, ovvero, “amate la giustizia voi che governate”. Lo spettacolo si conclude con l’ascesa dei personaggi al Paradiso, metafora della loro rinascita, del passaggio dalla “selva oscura” al mondo dove regnano libertà e giustizia.

Noa e la Preghiera per la Pace da Firenze

Al di fuori delle mura di Sollicciano, ma con un messaggio profondamente legato ai temi di pace e giustizia che risuonano anche nel carcere, la cantante israeliana Noa ha espresso il suo inno alla pace da Firenze. Trovatasi bloccata in città a causa dell'escalation militare contro l'Iran, Noa ha usato i social per condividere il suo messaggio, cantando nella chiesa di San Salvatore al Monte: “Angeli della pace, proteggete i miei cari. Anche se è una chiesa, ma i miei angeli sono con me ovunque. E ora, più che mai”. Ha scritto: "Sono venuta qui per 'Ri-immaginare la pace'… E sono rimasta, più a lungo del previsto, pregando per questo”, affinché gli angeli proteggano la sua famiglia e tutte le anime innocenti. La pace è un auspicabile che da sempre la cantante esprime attraverso la sua musica e che rinnova dalla città del giglio.

Noa ha ribadito l'importanza di "pensare alla pace, soprattutto in tempi di guerra. In guerra le persone si nascondono, hanno paura gli uni degli altri, ma il mio pensiero è l’opposto: più importante è la voce di pace. Spero che ciò che stiamo facendo a Firenze sia il primo passo di un progetto internazionale. Provo grande gratitudine per la sindaca Sara Funaro”. Riguardo all'attacco all'Iran, ha confessato: “Mi sono sentita male - dice Noa - ma la cosa più difficile da ammettere è che lo sapevo. Le persone come me, che hanno dimostrato contro il governo autoritario israeliano, sapevano che l'ultima carta di Netanyahu per salvarsi sarebbe stata la guerra. È un gioco politico più grande del conflitto tra Israele e Iran. È un incubo per noi. Preghiamo per le persone in Iran, che saranno libere dal regime, ma le loro vite sono in pericolo. Sento che siamo nelle mani di leader che danno le nostre vite per scontate, in Russia, Iran, Cina, in Usa. Sono molto arrabbiata”. Il suo messaggio di pace e la sua frustrazione per i conflitti globali risuonano con la necessità di una maggiore umanità e giustizia, principi fondamentali anche per coloro che vivono l'esperienza della detenzione. Le sue parole sottolineano come la musica possa essere un veicolo potente per la preghiera e l'impegno civile, trascendendo i confini e le situazioni personali per raggiungere un appello universale alla pace.

Noa canta per la pace

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