Lo Stabilimento Toyota di Borgo Panigale: Resilienza, Innovazione e Memoria

Lo stabilimento Toyota Material Handling Manufacturing Italy di Borgo Panigale, un tempo conosciuto come Cesab Spa, è una realtà industriale di primaria importanza nel panorama bolognese, italiano ed europeo. Questo sito produttivo, parte di Toyota Industries Corporation (Tico), è un punto di riferimento globale nella realizzazione di soluzioni logistiche e nella produzione di carrelli elevatori, combinando i principi produttivi giapponesi del Toyota Production System (TPS) con l'innovazione del suo polo di ricerca e sviluppo europeo. La sua storia recente è stata profondamente segnata da un evento tragico che ne ha messo alla prova la resilienza, ma ha anche evidenziato la straordinaria capacità di recupero e l'impegno costante dell'azienda verso la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti.

Stabilimento Toyota Borgo Panigale panoramica

La Tragedia del 23 Ottobre: Un Anniversario di Memoria e Dolore

Il 23 ottobre è una data impressa nella memoria dello stabilimento Toyota Material Handling di Borgo Panigale e dell'intera comunità. Un anno fa, una violenta esplosione devastò parte della fabbrica poco dopo le 17.00. L'incidente, probabilmente scaturito da uno strumento a pressione, forse un compressore collegato alla centrale termico-frigorifera, causò il crollo di un pilastro e, pur non comportando danni strutturali diffusi, ebbe conseguenze devastanti. Persero la vita due lavoratori: Fabio Tosi, di 34 anni, e Lorenzo Cubello, di 37 anni. Altre 11 persone rimasero ferite. Lorenzo Cubello, che viveva a Russi, stava per diventare padre; la sua compagna Paola diede alla luce il figlio mesi dopo la tragedia, un'intera famiglia distrutta per l'ennesima tragedia sul lavoro.

Nel primo anniversario di questo tragico evento, si è tenuta una commemorazione toccante e privata nello stabilimento. I colleghi, arrivati fin dalle 10:30, hanno partecipato a una processione silenziosa per onorare la memoria delle due vittime. Hanno partecipato i genitori delle due vittime, mentre le loro compagne non erano presenti. Molti sono arrivati con mazzi di fiori, e dopo un piccolo ricordo all’interno dell’azienda si sono spostati all'esterno, sotto la pioggia, in una piccola area verde che ospita una targa commemorativa di Tosi e Cubello. La compagna di Tosi lo ha commemorato con un post su Instagram, scrivendo: "Era l’amore della mia vita" e "stava solo lavorando". Un lungo applauso ha concluso la commemorazione, e per tutta la giornata l’azienda è rimasta chiusa in segno di rispetto.

Targa commemorativa Fabio Tosi e Lorenzo Cubello

L'Inchiesta e le Sue Ramificazioni

L'inchiesta che indaga sulla deflagrazione è ancora in corso e vede dodici persone indagate dalla Procura per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. Prosegue un lungo incidente probatorio che dovrebbe concludersi in primavera, con l'obiettivo di risalire all'origine esatta della tragedia. I periti e i consulenti delle parti hanno avuto accesso allo stabilimento per visionare direttamente il luogo del disastro. L’incarico di svolgere le operazioni tecniche è stato conferito dal GIP di Bologna Alberto Ziroldi a tre esperti del Politecnico di Torino: Vittorio Verda, Micaela Demichela e Gianfranco Camuncoli. I tecnici avranno tempo fino al 1° aprile per concludere gli accertamenti, mentre il 27 aprile è fissata l’udienza in cui saranno esaminati i risultati peritali. Oltre allo studio della centrale e del serbatoio incriminati, ai consulenti è stato affidato anche il compito di decrittare e analizzare i dati informatici relativi al sistema di gestione dell’impianto, così da ricostruire con maggiore precisione dinamiche e responsabilità di quanto accaduto.

Le parole di Pino Sicilia RSU RLS Toyota - Uilm, di Massimo Mazzeo Fim Cisl Bologna e di Mario Garagnani Fiom Cgil hanno accompagnato le fasi successive alla tragedia, sottolineando l'importanza della sicurezza sul lavoro e la necessità di fare piena luce sull'accaduto. L'azienda si è impegnata a collaborare con le autorità per garantire che simili tragedie non si ripetano in futuro.

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La Ripartenza: Un Esempio di Resilienza e Determinazione

Nonostante il profondo impatto della tragedia, lo stabilimento Toyota Handling a Borgo Panigale è tornato in attività l'8 gennaio. Questo segna un momento importante dopo l'esplosione del 23 ottobre, avviando una fase di recupero e normalizzazione in tempi record. La riapertura della produzione è un passo importante per Toyota, dimostrando la forza del marchio e l'importanza che l'azienda attribuisce alla sicurezza dei suoi dipendenti e al rispetto degli standard industriali.

Il Processo di Ripristino e Recupero

Il ritorno alla piena operatività non è stato immediato ma ha richiesto un impegno straordinario e un approccio meticoloso. Dopo l'esplosione, il primo passo cruciale è stato la verifica strutturale degli edifici e la messa in sicurezza. Solo dopo un'attenta analisi sono stati avviati i lavori di riparazione degli impianti e di verifica delle linee di assemblaggio e delle attrezzature.

L'incarico di coordinare l'intero processo di ricostruzione, non semplice vista l’estensione del sito che supera i 46.000 mq e il numero di edifici interessati dallo scoppio, e di gestire la sicurezza sul lavoro, era stato dato a F-Ingegneria Srl, società specializzata nella progettazione e direzione lavori di opere civili ed industriali. L'incarico di F-Ingegneria è stato duplice: garantire la sicurezza sul lavoro e coordinare l'intero processo di ricostruzione. Dal 23 novembre al 8 gennaio, in poco più di un mese e mezzo, F-Ingegneria ha orchestrato le attività di oltre 60 imprese e centinaia di lavoratori, alternatisi in turni serrati per consentire la rapida riapertura dello stabilimento.

Per la riapertura della fabbrica nel minor tempo possibile, si è dovuto ricorrere alla formazione di un’unità di crisi composta da personale Toyota, da tecnici di F-Ingegneria e dalle principali imprese chiamate ad occuparsi della ricostruzione, tra cui Polygon SpA, Cefla Soc Coop, Ferrutensile Srl, Consorzio Generale Finiture, Studio Ceccoli e Associati e molte altre. Grazie a questa unità di crisi, si è potuta gestire l'emergenza monitorando costantemente e in modo repentino l'avanzamento delle lavorazioni, affrontando subito le questioni emerse nel corso delle attività di messa in sicurezza e trovando le soluzioni più idonee a superare gli ostacoli di una rapida ricostruzione, operando sempre di concerto tra le parti e con i crismi della massima sicurezza. L'ingegner Gianfranco Flotta, fondatore e direttore tecnico di F-Ingegneria, ha commentato: “Siamo sempre più spesso, chiamati a gestire ricostruzioni di edifici in condizioni di emergenza e di crisi, ma questo intervento è stato particolarmente toccante per il team che gestisce le emergenze all’interno della società, perché l’obiettivo complesso da raggiungere riguardava la ricostruzione della fabbrica. È stato particolarmente incoraggiante, in questi mesi vedere la sinergia creata con il team Toyota dedicato all’emergenza e che ha gestito insieme ad F-Ingegneria tutte le problematiche della ricostruzione.”

La linea di produzione ripristinata a nuovo ha cominciato a produrre i primi carrelli nella giornata dell’8 gennaio, e la commozione di tutti i dipendenti Toyota era palpabile. La notizia della riapertura è stata appresa con gioia anche all’estero e le principali cariche della multinazionale si sono complimentati per aver raggiunto quello che era sembrato un traguardo sfidante.

Sicurezza e Supporto per i Lavoratori

La sicurezza è stata, e continua ad essere, una priorità assoluta per l’azienda. Un sopralluogo congiunto tra Toyota, RSU e RLS ha garantito che tutte le attività fossero condotte in totale sicurezza, al fine di prevenire ulteriori incidenti e salvaguardare la salute dei dipendenti. Da ieri, circa 650 lavoratori sono rientrati in sede, mentre altri 170 operano da remoto. Tra questi, 450 lavoratori sono già tornati al lavoro, inclusi gli operai delle linee di produzione e i dipendenti dei reparti chiave come logistica, saldatura, collaudo e ispezione.

La tragedia del 23 ottobre ha lasciato cicatrici profonde. Toyota, consapevole dell’impatto emotivo che questo evento ha avuto sui suoi dipendenti, ha attivato un servizio di supporto psicologico per chiunque ne avesse bisogno. Il centro medico Marconi 2 è stato predisposto per fornire supporto individuale, mentre sono stati organizzati anche "gruppi di supporto", incontri collettivi gestiti da psicologi del lavoro, per favorire la condivisione e il recupero emotivo collettivo. L'azienda ha inoltre attivato fin da subito la cassa integrazione con compensazione al 100%, assicurando che nessuno soffrisse dal punto di vista retributivo.

La Collaborazione Istituzionale e Sindacale

La riapertura della linea di produzione è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra Toyota, le autorità locali, la Procura e i sindacati. In particolare, il "Protocollo di Ripartenza" firmato tra Toyota e le organizzazioni sindacali ha rappresentato un elemento cruciale per facilitare il ritorno alla normalità. Questo accordo ha previsto una serie di azioni concrete per garantire la sicurezza e il benessere dei lavoratori, contribuendo ad accelerare il processo di recupero.

Michele Candiani, Managing Director di Toyota Handling Manufacturing Italy, ha sottolineato l’importanza della solidarietà e della resilienza della comunità aziendale in un momento così delicato. “Oggi ci ritroviamo qui non solo per riprendere le nostre attività produttive, ma anche per celebrare la forza e la resilienza che ci uniscono”, ha dichiarato Candiani. Dopo il tragico evento, infatti, i lavoratori dello stabilimento hanno affrontato insieme momenti difficili, ma con determinazione e spirito di squadra, sono riusciti a superare le difficoltà.

Tavolo di trattativa tra sindacati e azienda

Il Piano di Rientro Completo e le Prospettive Future

Il ritorno alla piena operatività è un processo graduale. A partire dal 15 gennaio, il reparto di verniciatura riprenderà la produzione, seguito, il 21 gennaio, dal ritorno degli operai della Linea 2 nello stabilimento di Bargellino. Entro il mese di aprile, è prevista la riapertura completa degli uffici, consentendo la ripresa di tutte le attività amministrative e operative.

Sostenibilità e Innovazione

Oltre alla ripresa della produzione, Toyota continua a guardare al futuro con ottimismo e impegno. Uno dei principali obiettivi del gruppo è migliorare la sostenibilità delle sue operazioni, con investimenti in tecnologie green e soluzioni innovative. L'azienda punta a ridurre l'impatto ambientale della sua produzione e a sviluppare nuovi modelli che rispondano alle sfide del mercato automobilistico globale. Il piano strategico 2022-2025 prevede un aumento del numero dei pannelli solari installati sui tetti dello stabilimento per raggiungere l'indipendenza energetica al 2050.

Lo stabilimento progetta e realizza una gamma completa di carrelli controbilanciati elettrici, con una capacità da 1 a 8,5 tonnellate. I prodotti Toyota Material Handling, dal design inconfondibile, sono ideati e costruiti per garantire la massima funzionalità, con una costante attenzione alla tutela dell’operatore e dell’ambiente. Il metodo TPS, il Toyota Production System, è parte integrante dell’azienda bolognese che riesce a coniugare i principi produttivi della casa madre giapponese con la tradizione del suo polo di ricerca e sviluppo, centro nevralgico dell’innovazione tecnologica a livello europeo.

Carrello elevatore elettrico Toyota

Le Sfide Economiche e le Decisioni Aziendali

La ripartenza della Toyota Material Handling sarà tra luci e ombre. Nonostante la ripresa delle attività, la multinazionale prevede un taglio di cento posti di lavoro, passando da 920 a 820 dipendenti. A dover fare gli scatoloni saranno una settantina di interinali, che finiranno in una lista di prelazione a cui attingere in via prioritaria per future assunzioni. A questi potrebbero aggiungersi una ventina di prepensionamenti volontari.

L'amministratore delegato, Michele Candiani (anch'egli indagato nell'ambito dell'inchiesta), prevede “il ritorno a un percorso di crescita” già dal prossimo anno, imputando la flessione produttiva alla “disparità con i concorrenti cinesi che giocano con armi diverse” e all'incertezza geopolitica. L'azienda investirà 38 milioni di euro per la costruzione di un nuovo hub logistico nello stabilimento di via Persicetana Vecchia. Questo, in aggiunta a un piano di investimenti da 20 milioni di euro entro il 2025 per la sede di Bologna, che prevedeva 180 assunzioni entro il 2022, sostenuto da un aumento degli ordini che avevano portato a una crescita del fatturato da 341 a 500 milioni nel 2021.

L'Impronta di Toyota a Borgo Panigale

La Toyota Material Handling Manufacturing Italy, già Cesab Spa, è l'azienda storica di via Persicetana 10 a Bologna, dove è avvenuta la tragica esplosione. Fa parte di Toyota Industries Corporation (Tico), multinazionale attiva in 5 regioni. Già Cesab Spa, storica azienda italiana produttrice di carrelli elevatori, quello in cui è avvenuta la terribile esplosione è lo stabilimento produttivo del gruppo Toyota Material Handling, leader mondiale nella realizzazione di soluzioni logistiche. L'azienda è una delle più importanti del Bolognese: occupa, prima dei tagli annunciati, 850 dipendenti, con una grande espansione negli ultimi anni.

La multinazionale giapponese è presente in Emilia-Romagna da oltre 20 anni, principalmente nel bolognese, a seguito dell’acquisizione di Cesab a Borgo Panigale nel 2001 e con un altro stabilimento a Casalecchio di Reno (BO). Un’altra importante acquisizione è quella di L.T.E. Lift Truck Equipment S.p.A. nel ferrarese, completata nel 2005. L'impegno di Toyota non riguarda solo il recupero fisico dello stabilimento, ma si estende anche al benessere psicologico dei dipendenti e alla continua ricerca di miglioramenti produttivi e ambientali. Lo stabilimento è tappezzato dai cartelloni che recitano i precetti del fondatore dell'azienda, Toyoda. Ci sono poi i 'dojo' per la formazione e gli 'asa ichi', riunioni quotidiane in cui si prepara la giornata analizzando i problemi da risolvere. Sui problemi si concentra anche la Procura, e in particolare su cosa, quel 23 ottobre, non ha funzionato.

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