Subaru Impreza: Storia di un Design Leggendario e Innovazione Continua

La Subaru Impreza, fin dal suo debutto nel 1992, ha rappresentato molto più di una semplice automobile; è diventata un'icona, un simbolo di prestazioni, affidabilità e un legame indissolubile con il mondo dei rally. La sua storia è un affascinante percorso di evoluzione stilistica e tecnica, che ha saputo mantenere un'identità forte pur adattandosi ai tempi e alle esigenze di un mercato in costante mutamento. Dalla sua nascita come erede della vetusta Subaru Leone, l'Impreza ha intrapreso un cammino costellato di innovazioni, versioni speciali e successi sportivi che ne hanno cementato il mito.

Subaru Impreza prima generazione

Dalle Origini: Sostituire un'Icona e Definire una Nuova Identità

Nel 1992, l'Impreza fu chiamata a sostituire la ormai obsoleta Subaru Leone, sul mercato internazionale da oltre 20 anni. La sfida era grande: non solo creare un'erede degna, ma anche definire un nuovo capitolo per Subaru, un marchio che stava iniziando a farsi conoscere per le sue soluzioni tecniche distintive. Dalla Legacy, l'Impreza ha subito ereditato la nuova gamma di motori denominata EJ, la quale ha sostituito i vecchi motori EA. L'architettura meccanica di base è quella usuale di casa Subaru: motore boxer longitudinale e trazione integrale permanente (o anteriore su alcuni modelli base), sospensioni anteriori MacPherson e posteriori a quadrilatero deformabile. Queste soluzioni permettono all'Impreza di avere una disposizione simmetrica degli organi meccanici ed un baricentro molto basso, elementi fondamentali per garantire stabilità e maneggevolezza, specialmente in contesti sportivi.

La prima generazione dell'Impreza, il cui design è stato firmato da Tetsuya Hayashi e Hidefumi Kato, si distingueva per linee semplici e un telaio equilibrato. Era una berlina senza fronzoli, ma dotata di uno sterzo eccellente e di un consumo degli pneumatici molto ridotto. A livello aerodinamico, il Cx risultante, 0.35, fu ritenuto assai soddisfacente, un risultato ottenuto grazie a un mix di elementi raccordati tra loro. La scelta iniziale dei motori aspirati prevedeva le configurazioni da 1.5, 1.6, 1.8 e 2 litri.

L'Ascesa nel Motorsport e le Versioni Speciali

Non è possibile parlare della Subaru Impreza senza evocare il mondo dei rally. La casa nipponica, dopo aver sperimentato con i modelli RX e Legacy nel motorsport, capì che la compattezza e la leggerezza dell'Impreza potevano rappresentare un vantaggio competitivo. Così, nel 1993, fu schierata l'Impreza nel Campionato del Mondo Rally (WRC), affidando la propria base europea alla britannica Prodrive, in modo da allineare il gruppo di lavoro STi con l'esperienza nei rally mondiali. Questo sodalizio portò a risultati straordinari, con la conquista di sei campionati del mondo WRC (3 piloti e 3 costruttori) tra il 1995 e il 2003, e l'affermazione di piloti leggendari come Colin McRae.

Le versioni stradali più vicine alle auto da competizione erano le 'WRX' (World Rally eXperimental). Su queste auto si basarono le omologazioni per i rally: montavano trazione integrale, sospensioni irrigidite e motori turbo a quattro cilindri. La prima WRX fu lanciata nel novembre 1992 con 240 cavalli di potenza e un occhio di riguardo alla leggerezza, eliminando elementi come l'aria condizionata per ridurre il peso.

Il fascino dell'Impreza si è manifestato anche attraverso una serie di edizioni speciali che sono entrate nel mito. Nel 1998, per esempio, venne commercializzata una versione a tiratura limitata (200 esemplari numerati) della Impreza Turbo, chiamata "WWW" (World Wide Winner). Questa versione era sensibilmente perfezionata rispetto alla GT Turbo 4WD, con un prezzo che rifletteva le sue peculiarità tecniche e di allestimento superiori. Tra le particolarità estetiche delle "WWW" spiccavano la colorazione esclusivamente blu con cerchi oro, sedili in pelle nabuck con numerazione progressiva cucita a mano, pannelli delle portiere rivestiti in nabuck, ghiera del cambio in alluminio con scritta "World Wide Winner", labbro sul paraurti anteriore e alettone posteriore della "Orciari" (in condivisione con la WRX STI version IV giapponese), stemma anteriore di colore rosa, particolari interni in "carbon look" e componenti "Momo" come pomello cambio, pedaliera e volante.

Nello stesso anno, il 1998, venne lanciata la versione speciale 22B STI. Questa edizione fu creata sia per commemorare i 40 anni di attività della Subaru che per festeggiare il titolo mondiale rally conquistato l'anno precedente. Ne furono costruite 424, e presentava caratteristiche meccaniche analoghe alla controparte da gara, tra cui una carrozzeria a due porte esclusiva (unica Impreza mai costruita in questa configurazione), passaruota allargati e sviluppata in collaborazione con Prodrive. Il propulsore era un 2.2 boxer Master-4 DOHC Turbo da 276 CV.

Un'altra perla rara del 1998 fu la Impreza Wagon STI Version 5, costruita per il solo mercato nipponico. Questo modello implementava un propulsore STI "Blueprinted" dalla potenza di 280 CV, un impianto frenante con dischi, un nuovo cofano motore con prese d'aria maggiorate, un nuovo spoiler posteriore e diversi ritocchi del design.

Nel 1999, fece la sua comparsa la serie limitata "WRX Plus", esclusivamente di colore grigio con cerchi oro (gli stessi della versione WWW). Gli interni erano in Alcantara blu e nero, così come i pannelli delle portiere. La particolarità più importante era il numero progressivo riportato sulla ghiera del cambio (in totale 100 esemplari prodotti). Questa versione era l'unica ad avere di serie tre manometri al posto del "portaguanti". La plastica della console centrale era grigio-dorata rispetto al nero delle versioni di serie. Sotto le frecce laterali spiccava l'emblema WRX 3 in rilievo di colore grigio.

Subaru Impreza WRX STI 22B

Le Generazioni Successive: Evoluzione e Adattamento

La seconda versione della compatta Subaru vide la luce nel 2001 e rappresentò la prima profonda revisione. L'impostazione meccanica di fondo non venne intaccata, ma intorno a quella tutto venne modificato, migliorato ed accresciuto. Le dimensioni erano più importanti: lunghezza ed altezza crebbero entrambe di 6 cm ciascuna, mentre passo e larghezza rimasero praticamente invariati. L'assetto era nuovo e traeva vantaggio dall'esperienza maturata nei rally. Le Solberg Edition, oggi sempre più ricercate dai collezionisti, presentavano una placca incisa di color argento che commemorava la vittoria mondiale di Solberg, oltre a una placca adesiva con l'autografo del pilota e talvolta un portachiavi in argento massiccio.

Al Salone dell'automobile di Francoforte del 2007, Subaru presentò la terza generazione della Subaru Impreza, che abbandonò la classica forma a tre volumi per abbracciare il nuovo andamento hatchback a due volumi con portellone posteriore. La configurazione meccanica di base rimase la stessa: motore boxer longitudinale a 4 cilindri e trazione integrale su tutte le versioni.

La quarta generazione dell'Impreza è stata presentata al Salone dell'automobile di New York nel 2011 in versione berlina a 4 porte e a 5 porte hatchback. La versione del 2014 è stata la prima auto denominata WRX a non avere un motore derivato dall'EJ di serie; montava infatti un nuovo 2.0 denominato FA20F, con iniezione diretta e turbocompressore, situato nell'avantreno dell'auto, invece che a fianco del terzo pistone, rendendo più basso il centro di gravità dell'auto.

La produzione della quarta generazione è iniziata nei mercati giapponesi il 13 ottobre 2016, mentre i mercati nordamericani ed australiani l'hanno vista arrivare nel dicembre 2016, con produzione a Lafayette, nell'Indiana, anziché in Giappone.

Subaru Impreza/WRX Transformation

La Quinta Generazione e il Futuro Tecnologico

La quinta generazione di Subaru Impreza arriva dopo 2,5 milioni di auto vendute nel mondo, di cui 250 mila in Europa. I tratti distintivi sono quelli di sempre: la trazione integrale permanente (SAWD), un centro di gravità ancora più basso grazie alla nuova Subaru Global Platform che garantisce una maggiore rigidità rispetto ai modelli attuali, la griglia esagonale nella parte anteriore e i fari a occhio di falco. Grande attenzione è stata posta alla sicurezza, con la tecnologia EyeSight sviluppata da Subaru, dotata di numerose funzionalità quali il Pre-Collision Braking Control, l'Adaptive Cruise Control e la funzione Lane Keep Assist. Il motore Boxer 1,6 litri è stato modificato e reso più leggero.

Nell'abitacolo, la sobria atmosfera tipica del marchio è ravvivata da una plancia ridisegnata che ospita un moderno sistema multimediale con uno schermo verticale da 11,6 pollici Full HD. Per l'immissione degli indirizzi di navigazione è attivo il servizio "what3words", mentre le interfacce Android e Apple possono essere impiegate anche con connessione wireless.

L'evoluzione della berlina si concentra "sottopelle", attraverso rinnovati ausili attivi alla marcia e una guida più piacevole e confortevole. La piattaforma globale SGP della marca giapponese, già impiegata per la precedente generazione, è stata perfezionata grazie al maggior impiego di acciai altoresistenziali e di adesivi strutturali, con un ulteriore guadagno del 10% in termini di rigidità torsionale. Questi interventi si uniscono a un lieve affinamento dell'assetto, che insieme al baricentro leggermente più basso permette un ulteriore passo avanti in termini di stabilità e guidabilità. Il modello rinnovato mostra un leggero ma avvertibile guadagno in compostezza nei cambi di direzione, risultando al contempo più composto e reattivo nel passare da un appoggio all'altro. Richiede impulsi al volante più contenuti, con una sterzata più precisa e sensibile. Le nuove poltrone anteriori ridisegnate limitano l'ondeggiamento della testa e sostengono meglio il corpo, migliorando il comfort sui tratti più guidati. L'insonorizzazione acustica è stata ulteriormente curata.

Cuore meccanico della vettura resta il collaudato due litri boxer aspirato, rivisto nell'impianto di raffreddamento, con sistema ibrido compatto. Rispetto alla versione uscente, la potenza è lievemente inferiore, ma compensata da un apporto elettrico più duraturo e consistente nelle fasi di ripartenza e ripresa. Lo scatto è brioso, coadiuvato dal buon rendimento del cambio automatico Lineartronic a variazione continua, capace di offrire una risposta piuttosto diretta e poco "trascinata". La trazione integrale ha ricevuto anch'essa affinamenti, con una suddivisione standard della spinta ora leggermente più accentuata sulle ruote anteriori; la gestione elettronica include la regolazione attiva della ripartizione (Active Torque Vectoring con Torque Split).

Un Design che Ispira Emozioni: La "Gobba" sul Cofano

C'è un elemento di design che, per molti appassionati, definisce l'anima sportiva della Subaru Impreza: la presa d'aria sul cofano motore. Non un difetto dal punto di vista puramente ergonomico, ma un dettaglio che evoca immediatamente il mondo dei rally e il leggendario Colin McRae. Questa "gobba" sul cofano motore, vuoi o non vuoi, si frappone tra lo sguardo del guidatore e la strada, creando un legame viscerale con la vettura e trasmettendo una sensazione di potenza e prontezza. È un elemento che, al pari delle fossette sulle labbra di una celebrità, aggiunge un fascino irresistibile e distintivo all'auto.

Presa d'aria sul cofano di una Subaru Impreza WRX

Il mito ritorna, blu con scritte gialle 555. Eh sì, se l'Impreza è quello che è, molto del merito è proprio di McRae e del suo stile di guida spettacolare. La sua immagine iconica, blu elettrico con le scritte gialle dello sponsor 555, è impressa nella memoria collettiva degli appassionati. Questa livrea è diventata sinonimo di successo e prestazioni, un vero e proprio marchio di fabbrica che ancora oggi evoca emozioni forti.

L'Eredità Tecnica: Motori Boxer e Trazione Integrale

I motori EJ, introdotti con l'Impreza, erano contraddistinti da una distribuzione a singolo albero a camme in testa (eccezion fatta per il 2,0l, che era a doppio albero a camme in testa), a 2 o 4 valvole per cilindro e spaziavano dagli 1,5l ai 2,0l di cilindrata. L'Impreza, al debutto, ne ereditava ben tre aspirati nelle diverse cilindrate di 1,6l, 1,8l e 2,0l. La trazione integrale permanente, unita al motore boxer longitudinale, ha rappresentato una costante nell'evoluzione dell'Impreza, garantendo un'eccezionale aderenza e stabilità in ogni condizione.

L'eredità tecnica di Subaru, che affonda le radici nell'industria aeronautica, si riflette nella ricerca di soluzioni innovative e performanti. Dalla Subaru 1000, lanciata nel 1966 come prima autovettura FHI alimentata da un motore Boxer, alla Subaru Leone, che sfidò la tradizione introducendo la trazione integrale su vetture di serie, fino alla Legacy, che definì un nuovo standard per le station wagon, Subaru ha sempre dimostrato una propensione all'innovazione. L'Impreza si inserisce perfettamente in questa tradizione, portando avanti i valori di ingegneria robusta e prestazioni affidabili.

Il Futuro: Verso una Mobilità Sostenibile

Il futuro della Subaru Impreza, come per molti altri modelli automobilistici, sembra orientato verso soluzioni più sostenibili. Le sempre più stringenti norme sulle emissioni di CO2 obbligano a un passo importante verso motorizzazioni meno inquinanti come l'ibrido, l'ibrido plug-in o addirittura l'elettrico. Non è escluso che il "mitico" motore boxer possa evolversi o lasciare spazio a nuove tecnologie. L'addio al celebre motore "EJ20", che ha segnato un'epoca, con la versione speciale WRX STI EJ20 Final Edition prodotta in soli 555 esemplari per il mercato giapponese, è un segnale di questo cambiamento in atto.

Tuttavia, l'essenza dell'Impreza, legata alla trazione integrale, al motore boxer e a un'esperienza di guida dinamica e coinvolgente, sembra destinata a perdurare, adattandosi alle nuove sfide tecnologiche e ambientali. La sua storia è un testamento alla capacità di Subaru di creare automobili che non solo soddisfano le esigenze di mobilità, ma che ispirano passione e lealtà tra i propri estimatori.

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