Timo Rissanen si distingue come una figura leggendaria nel campo dell'educazione alla moda e un pioniere nel design orientato alla sostenibilità. La sua carriera è un esempio brillante di come la ricerca, il design e l'attivismo possano convergere per plasmare un futuro più consapevole per l'industria della moda. Nato in Finlandia e formatosi come fashion designer presso l'Università di Tecnologia di Sydney (UTS), Rissanen ha dedicato la sua vita professionale a sfidare lo status quo e a promuovere pratiche innovative, in particolare attraverso il concetto di "Zero-Waste Fashion Design".

Un Percorso Accademico e Professionale Distintivo
Il percorso di Timo Rissanen è segnato da un'impronta accademica e professionale ricca e diversificata. Ha ricoperto la posizione di ex Assistente Professore di Fashion Design e Sostenibilità presso la Parsons New York, una delle istituzioni più prestigiose nel campo della moda. Attualmente, è professore associato e direttore del corso di Moda e Tessuti presso l'UTS a Sydney.
La sua formazione include un dottorato di ricerca in design di moda a zero sprechi, completato presso l'UTS nel 2013. Questa ricerca è stata un punto di svolta, gettando le basi per un approccio rivoluzionario al design che mira a eliminare gli sprechi di tessuto fin dalla fase di taglio. La sua tesi, intitolata "Zero-waste fashion design: a study at the intersection of cloth, fashion design and pattern cutting", ha esplorato le possibilità di creare capi senza produrre scarti, un concetto che ha iniziato a sviluppare fin dal 1999, ispirato da figure come Madeleine Vionnet e Issey Miyake. In un'occasione, ha scritto nella sua tesi di laurea che sarebbe stato possibile progettare abiti senza sprecare alcun tessuto.
Dopo la laurea, Timo ha lavorato nel settore, ha avuto la sua etichetta per alcuni anni e ha lavorato per altre persone. Poi, nel 2004, ha deciso di mettere in pausa la sua etichetta e si è interessato agli studi post-laurea.
L'Emergere del Design a Zero Sprechi
Il design di moda a zero sprechi, o "Zero-Waste Fashion Design", è il fulcro della filosofia di Rissanen. Questo approccio insegna agli studenti a ripensare i metodi di design tradizionali, considerando l'intero ciclo di vita di un capo e integrando la riduzione degli sprechi fin dall'inizio. Non si tratta solo di tagliare gli sprechi dal design iniziale, ma di un cambiamento più profondo nel modo in cui l'industria della moda opera.
Inizialmente, l'idea dello zero spreco ha incontrato scetticismo. Molti si chiedevano se fosse possibile disegnare senza sprechi di moda o se fosse fattibile all'interno dell'industria dal punto di vista dei costi. Un punto molto valido sollevato riguardava anche il problema molto più grande degli sprechi legati al livello di consumo, l'idea che non si tengano gli abiti che si comprano. Quando ha iniziato il suo dottorato, l'attenzione principale nella moda e nella sostenibilità era sui materiali. Oggi, grazie anche al lavoro di pionieri come Rissanen, la consapevolezza è cresciuta esponenzialmente.
Uno dei problemi più evidenti nell'industria della moda è lo spreco di tessuto durante il taglio. Fino al 15% del tessuto viene sprecato quando un capo viene tagliato. È molto raro che i marchi di moda riciclino questi scarti. Non ci sono cifre su quanto spreco questo ammonti a livello globale ogni anno, ma si sa che è moltissimo. Considerando che vengono prodotti circa 80 miliardi di capi all'anno, almeno il 10% del tessuto utilizzato per realizzarli finisce nella spazzatura.

Inoltre, non ci sono cifre sulla pratica di distruggere il tessuto in eccesso alla fine della produzione in modo che i concorrenti non possano metterci le mani sopra, ma aneddoticamente si sa che questo è un problema enorme. Orsola de Castro racconta una storia sconvolgente di averne testimonianza diretta nel Capitolo 18 di Wardrobe Crisis. Quando un marchio ordina 50.000 magliette, la fabbrica ne produce 70.000 nel caso ci sia un riordino, dice. E se non c'è? Le bruciano.
Questo evidenzia l'urgenza di soluzioni creative e sostenibili. Rissanen sostiene che dobbiamo vincere il nostro cinismo e usare la nostra creatività per trovare soluzioni.
L'Impatto Ambientale della Moda Veloce
L'industria della moda, in particolare quella della "fast fashion", ha un impatto ambientale devastante. Delle circa 80 miliardi di capi prodotti ogni anno, circa un terzo viene venduto a prezzo pieno, un terzo in saldo e un terzo non viene mai venduto. Gran parte di questo surplus viene distrutto.
Non abbiamo ancora iniziato a risolvere la nostra crisi della moda in discarica. Gli australiani inviano 500.000 tonnellate di tessuti e pelle in discarica ogni anno. Secondo l'Environmental Protection Agency (EPA), nel 2012 l'84% degli abiti indesiderati negli Stati Uniti finiva in discarica o in un inceneritore.
I vestiti che buttiamo non spariscono: le conseguenze del fast fashion e l'impatto ambientale
Timo Rissanen, insieme ad altri ricercatori come K. Niinimäki, G. Peters, H. Dahlbo, P. Perry e A. Gwilt, ha contribuito a un articolo di riferimento intitolato "The environmental price of fast fashion" pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment nel 2020, evidenziando ulteriormente la gravità della situazione.
Filosofia Educativa e Ispirazione
Rissanen è noto per il suo approccio stimolante all'educazione. Insegna ai suoi studenti a interrogare le pratiche esistenti e a sviluppare una profonda consapevolezza etica. Gran parte del suo curriculum per gli studenti dell'ultimo anno ha a che fare con il porre domande e capire il loro posto nel mondo come designer e come esseri umani. Ha avuto studenti che dicevano: "Perché dovrei mai disegnare qualcosa, il mondo non ha bisogno di altri vestiti". Per lui, questa è la cosa più bella che uno studente possa dire. Che ci si preoccupi degli sprechi di tessuto o dei diritti degli animali - qualunque cosa sia - tutte queste cose hanno a che fare con l'etica personale. E questo risale al suo insegnamento. Non impone nessuna di queste cose ai suoi studenti.
È ottimista per il futuro del settore. Questa è la bellezza dell'insegnamento, in realtà. Vedere questi giovani così appassionati e così impegnati a mantenere ciò che è sorprendente e ciò che è bello dell'industria, ma poi lavorare davvero sulle cose che non lo sono. È così che vede i prossimi 20 o 30 anni: sperimentare molte soluzioni diverse a molti problemi diversi. Ci vorranno almeno 20 o 30 anni prima di avere un'industria che si preoccupa davvero di produrre bellezza in tutti i suoi aspetti.
La sua influenza si estende oltre l'aula, ispirando un vasto pubblico attraverso le sue pubblicazioni e il suo attivismo. Molti lo hanno scoperto tramite il New York Times e Helsingin Sanomat.
Rissanen riconosce il ruolo cruciale di collaboratori e mentori. Menziona figure come Simon Collins, Decano di Moda a Parsons, e Yvonne Watson, Direttore degli Affari Accademici, per aver reso possibili molte iniziative. Ringrazia anche Jonathan Kyle Farmer e Shelley Fox per l'ispirazione quotidiana, e Caroline Priebe, Kate Fletcher e Lynda Grose per il loro contributo fondamentale. Kathleen Fasanella è descritta come una guardiana dell'industria.
Tra i suoi mentori e fonti di ispirazione, Rissanen include Holly McQuillan, Julian Roberts, Yeohlee Teng e Zandra Rhodes, oltre a Cameron Tonkinwise e Sally McLaughlin. Egli cita inoltre Kate Fletcher e Lynda Grose come le due persone a cui guarda con ammirazione, in quanto hanno lavorato in questo campo per due decenni, essendo state molto generose con le informazioni, riconoscendo che i problemi sono più grandi di noi come individui e di qualsiasi istituzione per cui potremmo lavorare, e anche più grandi di qualsiasi singolo paese. L'industria è globale. I problemi davvero difficili oltrepassano i confini a molti livelli.
La Generazione Z e il Futuro della Moda Sostenibile
La comprensione delle nuove generazioni è fondamentale per plasmare il futuro. "Generation Z Goes to College", un libro di Corey Seemiller e Meghan Grace, offre preziose intuizioni sulle caratteristiche degli studenti nati tra il 1995 e il 2000. Questi studenti, la Generazione Z, sono spinti da diverse preferenze di apprendimento e fattori motivanti. I loro stili di apprendimento, le loro competenze accademiche, le loro pratiche sociali e le loro preoccupazioni sociali sono piuttosto diversi da quelli delle generazioni precedenti.
Questa generazione è sempre più interessata alla sostenibilità, e molti studenti di Parsons scelgono volontariamente corsi di sostenibilità. Questo è un segnale incoraggiante per Rissanen, che vede in loro il potenziale per un cambiamento significativo nell'industria. Sentirsi molto ottimisti per l'industria è la bellezza dell'insegnamento. Si vedono questi giovani così appassionati e così impegnati a mantenere ciò che è sorprendente e ciò che è bello dell'industria, ma poi a lavorare davvero sulle cose che non lo sono. Questo è come vede i prossimi 20 o 30 anni: provare molte soluzioni diverse a molti problemi diversi.
Ricerca e Innovazione
L'ufficio di Rissanen era affollato di libri. Campioni di capi erano ammucchiati accanto alla porta. La disposizione era chiaramente deliberata, a testimonianza della sua convinzione nella sintesi produttiva di ricerca e design. Rissanen è uno dei pochi accademici a livello globale a portare la parola 'sostenibilità' nel suo titolo. Ha sviluppato l'idea di moda a zero sprechi nel suo dottorato di ricerca.
Rissanen incoraggia attivamente i fashion designer a intraprendere la ricerca, un campo ancora relativamente nuovo per molti nel settore della moda. Vorrebbe davvero vedere più domande poste sulla pratica del fashion design stesso. Storicamente, pensa che gran parte di ciò che noi - fashion designer - pensavamo del fashion design si basava su ipotesi. Ma sta cambiando. Ogni anno ci sono più fashion designer che fanno sia Master che Dottorati, e questo è fantastico. Non si tratta di accademizzare il fashion design.
Le sue pubblicazioni dimostrano un impegno costante nella ricerca e nella diffusione della conoscenza sulla sostenibilità nella moda. Tra queste spiccano:
- "The environmental price of fast fashion" (2020)
- "Shaping sustainable fashion: Changing the way we make and use clothes" (con A. Gwilt, 2011)
- "Zero Waste Fashion Design" (con H. McQuillan, 2016)
- "Zero-waste fashion design: a study at the intersection of cloth, fashion design and pattern cutting" (2013, la sua tesi di dottorato)
- "Creating fashion without the creation of fabric waste" (2008)
- "From 15% to 0: Investigating the creation of fashion without the creation of fabric waste" (2005)
Questi lavori non solo esplorano le possibilità tecniche del design a zero sprechi, ma affrontano anche le implicazioni etiche e culturali della produzione di moda.

Un Artista e un Osservatore
Oltre al suo lavoro accademico, Timo Rissanen è anche un artista del punto croce. Attualmente, sta realizzando una lettera all'umanità da leggere tra 100 anni, un gesto che riflette la sua profonda riflessione sul futuro e sull'eredità che lasceremo. È anche un appassionato di birdwatching, un interesse che lo collega alla natura e probabilmente rafforza la sua visione sulla necessità di proteggere il nostro ambiente. La sua arte spesso si concentra sulla natura, la politica e l'amore attraverso installazioni, performance e poesie ricamate a punto croce.
Riconoscimenti e Collaborazioni
La carriera di Rissanen è costellata di collaborazioni significative e riconoscimenti da parte dei colleghi. La sua presenza come membro del comitato editoriale presso l'University of Technology Sydney (UTS) testimonia la sua influenza nel campo.
Nel suo articolo, Rissanen ha ringraziato Julie Gilhart, Scott Hahn di Loomstate e Rogan Gregory di Rogan per la loro partecipazione alle sue lezioni, che ha definito un privilegio. Ha sottolineato come Scott e Gregory non siano venuti solo per condividere la loro saggezza e competenza, ma abbiano anche reso possibili molte cose durante il semestre. Ha ringraziato gli studenti, che, secondo lui, hanno attraversato un processo unico e gli hanno insegnato molto. Ha anticipato la ricchezza dei processi condivisi dagli studenti, che lo ha arricchito profondamente. Ha espresso l'attesa per la loro laurea e per il cambiamento che porteranno nell'industria.
Ha anche espresso gratitudine verso i suoi "capi" Simon Collins e Yvonne Watson a Parsons, riconoscendo il loro ruolo nel rendere possibili molte iniziative e nel permettergli di vedere nuove possibilità.
Il 2011 è stato un anno pieno di possibilità per lui, e ha espresso il suo entusiasmo per ciò che il futuro riserva. Il fatto che fosse ancora in Australia, nel bel mezzo di un semestre impegnativo presso la sua alma mater, UTS, al momento di iniziare il suo ruolo a Parsons, sottolinea l'entusiasmo reciproco e l'opportunità unica. Né lui né Parsons avevano idea di quanto le cose sarebbero andate bene.
Le sue parole "Mamma e papà. Heli, Sami e Juha. Siete la mia roccia. George. Sono stati nove anni incredibili; non vedo l'ora di vedere cosa faremo insieme dopo. I miei amici: l'altra roccia" rivelano un profondo apprezzamento per il sostegno personale che ha ricevuto lungo il suo percorso.
Timo Rissanen incarna la speranza per un'industria della moda più etica e sostenibile. La sua dedizione alla ricerca, all'educazione e all'innovazione continua a ispirare le nuove generazioni di designer a immaginare e costruire un futuro migliore.