La Toyota Celica rappresenta, nel panorama automobilistico mondiale, uno dei nomi più evocativi e longevi. Prodotta dalla Toyota Motor Company a partire dal 1970 e fino al 2005, questa vettura ha attraversato 35 anni di storia automobilistica, costruendosi un pedigree di ben 7 generazioni. Ognuna di esse ha saputo interpretare lo spirito del proprio tempo, passando da linee ispirate alle "muscle car" americane degli anni '70 fino alla modernità tagliente e funzionale dell'ultima serie.

Le radici del mito e l'epopea nei rally
La prima serie, prodotta fra il 1970 e il 1977, era offerta in due versioni, una 1.6 e l’altra 2.0, con la possibilità di richiedere gli allestimenti GT. La sua carrozzeria era una chiara eco americaneggiante alle analoghe d’Oltreoceano degli psichedelici anni '70 del XX secolo. Tuttavia, la vera e propria fama arriva con la partecipazione ai rally ed alla consacrazione come vettura antagonista di molte beniamine dell’epoca.
Il modello degli anni '90, in particolare, partecipando a numerosi rally con il nome Celica GT-Four, divenne una leggenda. Questa era per l’epoca la Toyota Celica più veloce di sempre, vestendo l’iconica livrea Castrol. La quarta generazione vide la luce del modello GT4, e fu proprio per merito del motore 3S-GTE di questa vettura che Carlos Sainz vinse il primo titolo mondiale di Rally per la casa nipponica.
Il successo continuò con la quinta serie (1989-1994), un'evoluzione che consentì a Toyota di entrare a pieno titolo nel Campionato Mondiale di Rally con la ST 185 RC (Rally Car). Questa vettura fu costruita in 5.000 esemplari per ottenere l’omologazione per il Gruppo A; nel Belpaese era nota con il nome di Carlos Sainz Limited Edition. La sesta serie (1994-1999) perfezionò il concetto di trazione integrale permanente, con il motore Celica GT-Four da 1998 cm³ sovralimentato da una turbina, capace di sprigionare 242 CV.
The Toyota Celica Story In The WRC Safari Rally
L'ultima generazione: Gen 7 (T23)
L’ultima serie, prodotta tra il 1999 e il 2006, rappresenta un cambio di rotta radicale. Si tratta di una vettura totalmente nuova, caratterizzata da due motori, ambedue da 1800 cm³, aspirati, con trazione anteriore e cambio a sei marce. Il look dell’ultima serie della Toyota Celica risulta immediatamente riconoscibile, con le sue linee piacevoli e per nulla superate nonostante l’età. La coupé giapponese fa grande sfoggio di un muso allungato e di un corpo vettura relativamente compatto.
La linea dei proiettori si presenta di taglio triangolare, differenziandosi nettamente dalle precedenti che presentavano un look tondeggiante o con i proiettori retrattili. Questi continui adattamenti sono il simbolo di un’evoluzione costante alle mode del momento per rendere più sbarazzino il look della Toyota Celica. L’altezza da terra risicata ed il resto della vettura fanno subito capire che si ha a che fare con una sportiva. La presa d’aria è sia nel paraurti basso, sia sul cofano, per lasciare posto ad un’ampia nervatura centrale finalizzata a migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamica (Cx).
Lateralmente, il concetto di unica linea lo si ritrova nella parte centrale con una riga netta e precisa che percorre la Celica appena sopra la maniglia, la quale risulta essere inglobata nella portiera. La parte terminale scende drasticamente per lasciare spazio ad una linea netta e tagliata. Una particolarità del fianco è l’indicatore direzionale inglobato nello specchietto retrovisore. Chiude un posteriore basso con i fanali dal taglio rettangolare che lasciano spazio alla linea obliqua del portellone e gli scarichi cromati nella parte bassa, mentre la vista è completata dai cerchi in lega che vanno dai 15 ai 17 pollici.

Ergonomia e vita a bordo
Le linee esterne dinamiche e votate alla sportività fanno intuire come possano essere gli interni della Toyota Celica ultimo modello. Tutti i comandi all’interno dell’abitacolo sono orientati verso il guidatore, mentre i sedili a guscio, con il poggiatesta inglobato, assicurano una perfetta tenuta del corpo in curva, pur garantendo un ottimo comfort senza mai essere troppo contenitivi.
Il volante si presenta a tre razze in pelle e solo nella versione sportiva adotta il badge specifico. La prima cosa che spicca nell’abitacolo, oltre al volante, è la plancia centrale che presenta un rivestimento in nero lucido; per il resto, l’abitacolo risulta essere semplice e con materiali di buona qualità. La console centrale vede le bocchette dell’aria tonde con in mezzo un piccolo display contenente l’ora e gli indicatori per le cinture di sicurezza. Sotto, si trova uno sportello nel quale vi è un vano portaoggetti. Più in basso si trovano la radio ed i comandi fisici del climatizzatore e, in posizione alta rispetto al resto del tunnel, la leva del cambio e poco dopo quella del freno a mano, in modo da avere tutto sotto controllo. Per concludere gli interni, dietro i sedili c’è una piccola panca dove si possono accomodare due persone molto piccole, meglio se bambini, confermando le dimensioni di una sportiva due più due.
Dati tecnici e motorizzazioni della T23
Nel corso degli anni si sono susseguiti numerosi motori sotto il lungo cofano delle diverse versioni della Toyota Celica. Quelli dell’ultima versione degli anni 2000 erano propulsori rigorosamente a benzina, il 1.8 VVTi con potenze crescenti. Il motore più potente, montato sulla versione VVTL-i T-Sport, era in grado di sviluppare 192 cavalli con 180 Nm di coppia a 6800 giri al minuto, garantendo una velocità massima di 225 km/h ed uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 7,4 secondi.
Di seguito le specifiche principali dell'ultima generazione (1999-2006):
- Lunghezza: 4335 mm
- Larghezza: 1735 mm
- Altezza: 1320 mm
- Passo: 2600 mm
- Potenza: da 143 CV a 192 CV
Anche il sistema frenante ha ricevuto particolare attenzione, come si può vedere dalle pinze Brembo a quattro pompanti, riservate però alle versioni più potenti. La sospensione, in alcune varianti storiche, ha utilizzato il sistema "Super Strut", che impiega due bracci individuali più bassi, con un collegamento tra il primo braccio e il puntone, invece di un braccio inferiore, per ottimizzare la precisione di guida.

Considerazioni di mercato e posizionamento
I prezzi della Toyota Celica risultano essere i più disparati, dato che sono presenti numerose vetture in circolazione negli anni ed allestimenti differenti. Non risulta infatti raro trovare modelli di Toyota Celica a poco meno di 5.000 euro per l’ultimo allestimento con il motore 1.8, ma i prezzi vanno decisamente più vicino ai 25.000 euro nel caso delle versioni precedenti con il 2.0 Turbo 4WD, vere e proprie icone da collezione.
Tutto dipende sia dalle condizioni della vettura, che dalla percentuale di restauro o mantenimento che è stato eseguito nel corso degli anni, oltre che al chilometraggio. La versione base era denominata SOL, cui seguiva nelle varie versioni la Sport e la GT-R. Queste erano le varianti più rifinite che prevedevano interni specifici in alcantara e pelle.
In Italia, i modelli più rari e costosi (spesso legati alle versioni turbo del modello anni 2000 o edizioni limitate) non vennero ufficialmente importati. Nonostante ciò, la Celica ha mantenuto una posizione di rilievo nel mercato delle sportive accessibili, offrendo un prezzo leggermente inferiore rispetto alle sue dirette rivali, il che le ha garantito un ottimo successo commerciale e una diffusione capillare che ancora oggi permette agli appassionati di reperire esemplari in buone condizioni. La Celica rimane, a distanza di anni, una scelta emozionale per chi cerca un'auto che faccia battere il cuore al ritmo dei giri del motore, rappresentando un ponte tra la guida analogica di un tempo e la precisione tecnica giapponese.