Le Coupé Toyota degli Anni '60: Un'Epoca di Innovazione e Icone

Gli anni '60 rappresentano un decennio fondamentale per l'industria automobilistica giapponese, un periodo in cui Toyota ha iniziato a forgiare la sua reputazione globale, non solo per la produzione di veicoli affidabili ed economici, ma anche per l'introduzione di coupé sportive innovative e all'avanguardia. Queste vetture, pur non avendo sempre raggiunto i volumi di vendita stratosferici delle loro controparti più utilitarie, hanno posto le basi per l'eredità sportiva del marchio, culminata in modelli leggendari come la Supra.

Toyota 2000GT su strada

La Toyota 2000GT: L'Icona Nascosta del Sol Levante

La Toyota 2000GT è, senza dubbio, il simbolo più eclatante della capacità di Toyota di competere con le sportive europee di lusso negli anni '60. Prodotta tra il 1967 e il 1970, questa vettura sportiva in edizione limitata, destinata principalmente al mercato giapponese, ha fatto la sua prima apparizione al Tokyo Motor Show nel 1965, catturando immediatamente l'attenzione per la sua linea innovativa e le sue prestazioni.

La carrozzeria della 2000GT, fabbricata in alluminio, era caratterizzata da fari a scomparsa e grandi luci di posizione coperte da plexiglas, un elemento di design condiviso con la Toyota Sports 800. La sua linea estremamente bassa, con un'altezza che non superava i 116 cm, la poneva direttamente in competizione con modelli del calibro della Lamborghini Miura e della De Tomaso Mangusta dell'epoca. Questa vettura nipponica, la prima del Sol Levante capace di confrontarsi ad armi pari con le sportive europee, fu provata in anteprima dal celebre magazine americano Road & Track, che la giudicò una delle auto più divertenti mai guidate, paragonabile a un mostro sacro come la Porsche 911.

Sotto il cofano pulsava un raffinato motore a 6 cilindri in linea da 2,0 litri, forte della distribuzione a doppio albero a camme in testa e alimentato mediante tre carburatori Solex o Kogyo (l'attuale Mikuni). Questo propulsore era in grado di spingere la coupé giapponese da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi, raggiungendo una velocità massima di 220 km/h. Optando per i carburatori Weber, la potenza massima cresceva da 150 a 200 CV. Una configurazione, quest'ultima, che venne preferita dal celebre designer, pilota e imprenditore americano Carroll Shelby, il quale schierò alcuni esemplari al via della serie statunitense SCCA, riservata alle vetture derivate dalla serie. Shelby fu attratto dalla leggerezza del modello (1.125 kg) e dalla raffinatezza delle sospensioni a ruote indipendenti a triangoli sovrapposti in corrispondenza di entrambi gli assali. Tuttavia, le vendite inferiori alle previsioni negli Stati Uniti posero fine a questa collaborazione dopo solo un anno dall'inizio dell'esperienza oltreoceano.

Toyota 2000GT - Used By Sean Connery In 'You Only Live Twice' as James Bond デ

Tra le caratteristiche salienti della 2000GT spiccavano il cambio manuale a 5 rapporti, una soluzione d'alto livello per l'epoca, e la presenza di un differenziale autobloccante, una novità assoluta per la produzione automobilistica giapponese. Uno sparuto numero di vetture venne anche dotato di un motore a 6 cilindri da 2,3 litri con singolo albero a camme in testa.

Nel 1969, l'auto fu leggermente modificata, rendendo le luci di posizione posteriori più piccole e cambiando la forma delle frecce. Gli indicatori di direzione posteriori vennero allargati e furono modificati anche gli interni per renderli più moderni. Sebbene due esemplari siano stati trasformati in spider e utilizzati per le riprese del film "Agente 007, si vive solo due volte", non venne realizzata una versione roadster di produzione. La seconda serie, che avrebbe dovuto entrare in produzione nel 1969, non vide mai la luce, ma la Toyota costruì la EX-1, una concept car presentata al salone di Tokyo del 1969, che avrebbe dovuto rappresentare la seconda generazione della sportiva nipponica. Era dotata di un nuovo alettone posteriore fissato sopra il lunotto e di un nuovo design aerodinamico. Il tetto era del tipo panoramico e le sospensioni erano indipendenti, mentre il propulsore era un V8 da 5,0 litri derivato dalla Toyota 7.

Il valore odierno della 2000GT è stellare. Le aste milionarie dedicate alle vetture d'epoca non sono una rarità e questa nipponica rientra a pieno titolo tra le protagoniste di questi affari d'oro, dimostrando come il suo status di icona non sia mai svanito.

La 2000GT nel Motorsport: Sfide e Record

La 2000GT non fu solo un'auto da strada di prestigio, ma anche un veicolo che si cimentò con successo nel mondo del motorsport, dimostrando le sue capacità e la robustezza ingegneristica di Toyota.

Nel 1966, due dei primi prototipi della 2000GT, denominati 311S, furono schierati dal team ufficiale Toyota al GP del Giappone, che si svolgeva sul tracciato del Fuji. Poco dopo, altre due 311S, dotate di carburatori Weber 45DCOE che elevavano la potenza del propulsore a 200 CV, vennero schierate alla 1000 km di Suzuka, la prima corsa di tipo endurance svoltasi in Giappone. Nello stesso anno, la 2000GT venne scelta da Carroll Shelby per partecipare nella Classe C al campionato statunitense SCCA.

Dopo diversi test svolti sui circuiti di Riverside e di Willow Springs per accertare il comportamento in pista della vettura e modificarne eventualmente alcune componenti, l'auto venne affidata ai piloti Dave Jordan e Scooter Patrick. Le vetture erano state alleggerite di tutti gli elementi superflui non necessari alla partecipazione alle gare e i loro propulsori erano stati potenziati con il montaggio di due carburatori Weber per ottenere una potenza di 200 CV. Diverse componenti della carrozzeria vennero sostituite con parti in fibra di vetro, mentre le sospensioni di serie furono rimpiazzate da modelli Koni più rigidi e dotati di barra anti-rollio per meglio adattarsi ai tracciati di gara. Gli pneumatici da gara furono forniti dalla Goodyear e avvolgevano cerchi in magnesio. L'impianto frenante rimase invariato, fatta eccezione per la sostituzione delle pinze Dunlop con modelli Girling derivati dalle Shelby Cobra. La prima gara a cui parteciparono avvenne nel 1968 allo Stardust International Raceway, dove Patrick si classificò secondo. Successivamente vennero ottenute quattro vittorie e numerosi podi, tanto che alla fine del campionato la 2000GT si classificò seconda.

Impiegando uno dei primi prototipi prodotti della GT2000, la Toyota decise di tentare il superamento di alcuni record di durata nel 1966. Come luogo del tentativo venne scelto il nuovo autodromo di Tsukuba, precisamente la sua sezione ovale. La vettura, un prototipo 280A/I, venne dotata di nuovi elementi meccanici e il suo propulsore venne equipaggiato con tre carburatori Weber che ne incrementarono la potenza fino a 200 CV. Il tentativo di record del primo ottobre fu preceduto da numerosi test per vagliare eventuali deficienze meccaniche del mezzo.

La Famiglia Corona: Evoluzione di un Modello Poliedrico

La Toyota Corona, sebbene non strettamente una coupé nell'accezione sportiva pura, ha offerto diverse varianti coupé nel corso della sua lunga produzione, e le sue prime generazioni hanno attraversato il decennio degli anni '60, contribuendo significativamente alla crescita di Toyota. Prodotta dal 1957 al 1996 in nove generazioni, la Corona era un'autovettura di medie dimensioni.

Toyota Corona Coupe degli anni '60

Le Prime Generazioni e l'Influenza Europea (1957-1970)

La Toyota Corona, lanciata nel luglio 1957, si posizionava al di sotto del modello gemello ma di più grandi dimensioni, la Toyota Crown. Era popolare e diffusa in Giappone all'epoca grazie al suo prezzo relativamente basso e la sua principale concorrente era la Datsun Bluebird. Nel 1958, la Toyota Corona ricevette in dotazione maniglie cromate e un ornamento a punta cromato sul cofano. Nel 1959 fu ridisegnata la calandra. Questo modello montava un motore a benzina a quattro cilindri in linea da 1,0 L di cilindrata che erogava 27 CV o 44 CV di potenza in base alla versione, con un cambio manuale a tre rapporti.

La seconda generazione di Toyota Corona fu lanciata nell'aprile del 1960. Per rendere il modello popolare anche in altri segmenti di mercato, Toyota ampliò il segmento Corona includendo una variante di pick-up due porte chiamata CoronaLine. Per quanto riguarda il design, la Toyota progettò la seconda serie di Corona prendendo in prestito i principi degli stilemi del design dei modelli europei, in particolare ispirandosi ai modelli Ford venduti nel Regno Unito e alle Renault. Questo modello montava motori a benzina a quattro cilindri in linea da 1,0 L (44 CV), 1,5 L (60 CV) e 1,9 L (89 CV), con cambio manuale a tre rapporti e automatico a due marce.

La terza generazione della Toyota Corona fu lanciata nel settembre del 1964. Nel frattempo, scoppiò una lotta incessante per il predominio sul mercato interno giapponese tra Datsun e Toyota, nota come la "Guerra della Columbia Britannica". Nel luglio 1964, Toyota ampliò ulteriormente gli allestimenti, portando la serie Corona anche nel segmento premium. Toyota tentò di entrare nel mercato europeo con la Corona nel novembre del 1965, offrendo tutte le versioni del modello. Tuttavia, i numeri di vendita previsti non furono raggiunti, poiché i veicoli si rivelarono molto difficili da vendere e Toyota era ancora uno dei marchi meno conosciuti in Europa.

Nel giugno del 1966 furono apportate piccole modifiche alla calandra. Anche gli interni, compresi cruscotto, sedili e nuove finiture, furono adottati per altri modelli, in sostituzione di quelli precedenti. Il giugno del 1967 portò un altro restyling alla famiglia Corona. I paraurti furono sostituiti e furono apportate piccole modifiche al design. Il 18 agosto 1967, la produzione interrotta negli stabilimenti Corona (Motomachi) si festeggiò la produzione di 80.000 unità. Nell'aprile del 1968, Toyota unificò la sua gamma di modelli con un unico livello di allestimento. Questa generazione era disponibile con un'ampia gamma di motorizzazioni a benzina a quattro cilindri in linea, da 1,2 L (54 CV) a 1,9 L (89 CV), e varianti di potenza per il 1,6 L (84 CV, 89 CV, 101 CV, 110 CV), con cambi manuali a tre, quattro o cinque rapporti e automatico a due marce.

Toyota lanciò la quarta generazione della Corona nel febbraio del 1970. Non si trattò semplicemente di un modello riprogettato; tutta la tecnologia del veicolo fu rivista e aggiornata agli standard tecnologici più recenti. Sei mesi dopo, Toyota rivide nuovamente la Corona, con interni e linea completamente ridisegnati. Nell'aprile del 1973, la produzione della Corona cessò a causa delle norme più severe sulle emissioni e fu successivamente sostituita dalla generazione successiva. Nelle Americhe e in Africa, la quarta generazione di Corona fu venduta solo con motori a quattro cilindri in linea, con cilindrate che andavano da 1,3 L (64 CV) a 2,0 L (105 CV), e cambi manuali a tre, quattro o cinque rapporti e automatici a due o tre marce.

Toyota 2000GT - Used By Sean Connery In 'You Only Live Twice' as James Bond デ

Caratteristiche e Innovazioni

Le Corona degli anni '60 erano a trazione posteriore, una configurazione comune per l'epoca. Sebbene le varianti coupé non avessero il brio sportivo della 2000GT, rappresentavano opzioni stilose e più dinamiche all'interno della gamma, offrendo carrozzerie due porte che si distinguevano dalle più comuni berline e familiari. L'enfasi sull'affidabilità e l'economicità, combinata con un'attenzione crescente al design e all'ingegneria, ha permesso alla Corona di diventare un veicolo ampiamente diffuso e apprezzato.

La Nascita della Corolla: Un Successo Globale con Radici negli Anni '60

La Toyota Corolla, sebbene non sia primariamente associata ai coupé sportivi nel senso tradizionale, ha avuto una genesi negli anni '60 che è cruciale per comprendere l'espansione e l'influenza di Toyota nel mondo automobilistico. Lanciata nel 1966, la Toyota Corolla è diventata l'auto più venduta in Giappone nel 1969 e ha mantenuto il suo primato fino al 2001. Per tradizione è sempre stata robusta, economica e abbastanza potente.

Toyota Corolla 1100 Coupé

Dalle Origini alla Competizione Rally

La presenza della Corolla nelle gare di rally e in altre competizioni è in gran parte poco conosciuta da chi non è un fan della Casa giapponese. Eppure la Corolla non è una "semplice" auto. Toyota iniziò a gareggiare nel WRC con i membri del Dipartimento di Ingegneria numero 1.7 (in seguito ribattezzato Dipartimento di Ingegneria numero 17) negli anni Sessanta. Inizialmente scelsero la Celica come vettura WRC, poiché era l'unico modello Toyota con il motore a doppia camma 2T-G. Nonostante questo fattore dovesse rappresentare un handicap, il Toyota Team Europe (TTE) si piazzò numerose volte tra i primi 10 nelle gare europee del WRC.

Successivamente, nel 1972, fu introdotta sul mercato la Corolla serie 20, più leggera e compatta, equipaggiata con il motore 2T-G della Celica, e fu chiamata Corolla Levin/Sprinter Trueno, che sarebbe poi diventata la famosa TE27. Dal 1973 in poi, la Corolla Levin e il suo motore 2T-G gareggiarono nel WRC. Tuttavia, non è stata la Levin a conquistare la prima vittoria della Corolla nel WRC. Nel novembre 1973, una Corolla TE25 (una Corolla di seconda generazione basata sulla 1600 SR) equipaggiata con un motore 2T-B (un motore OHV da 1.600 cc basato sulla 2T-G) partecipò e vinse il Press-on-Regardless Rally tenutosi negli Stati Uniti. Questo non era il luogo previsto per la prima vittoria della Toyota nel WRC.

Sebbene la decisione di cambiare la vettura principale del WRC dalla Celica alla Corolla fosse un passo avanti per la Toyota, si era presentato un enorme ostacolo: la crisi petrolifera iniziata a seguito delle controversie in Medio Oriente. La dipendenza dal petrolio colpì duramente l'industria automobilistica e la Toyota decise di smettere di partecipare alle gare in Giappone. Fu in queste difficili circostanze che la Toyota lasciò la gestione del TTE nei rally europei a Ove Andersson.

Alla fine del 1974, Toyota introdusse una Corolla del Gruppo 4 con un motore 151E, che aveva una testata a 16 valvole installata su un motore 2T-G. Nel 1975, la Corolla ottenne diverse vittorie nei test in eventi locali, e poi si classificò terza in un rally tenutosi in Portogallo. La tanto attesa prima vittoria del TTE in Europa arrivò quell'anno al Rally dei 1000 Laghi (ora Rally di Finlandia). Hannu Mikkola guidava una Corolla Levin equipaggiata con un 151E da 1,6 litri 16 valvole in grado di erogare quasi 200 cavalli. Fu una lotta tra Levin e le rivali come Ford e Saab.

L'Eredità della Supra: Le Radici Lontane degli Anni '60

Sebbene la Toyota Supra abbia fatto il suo debutto solo nel 1978, la sua eredità e la filosofia di auto sportiva di punta di Toyota hanno radici profonde nelle esperienze e nelle innovazioni introdotte dal marchio negli anni '60, in particolare con la 2000GT. Il nome Supra significa "supremo", riflettendo l'ambizione di Toyota di creare un'auto sportiva di punta. Posizionata come modello di punta della gamma Toyota, la Supra ha sempre puntato a offrire prestazioni entusiasmanti e tecnologia all'avanguardia.

La storia della Toyota Supra, dalla Celica Supra originale alla moderna GR Supra, è una storia di innovazione, prestazioni e design iconico. Ogni generazione incorpora i punti di forza dei modelli precedenti e l'influenza sullo standard del design automobilistico è innegabile.

Tutte le generazioni di Toyota Supra

Generazioni e Evoluzione

  • A40 (1979-1981): Lanciata come Celica Supra, questa Toyota Supra montava un motore sei cilindri in linea da 2,8 litri ad aspirazione naturale che produceva 160 cavalli e 159 lb-ft di coppia, con un tempo da 0 a 100 km/h di circa 8,4 secondi.
  • A60 (1982-1986): Mantenendo il nome Celica Supra, continuò a utilizzare un sei cilindri in linea da 2,8 litri, offrendo sia l'opzione ad aspirazione naturale (160 CV) che quella turbo (160 CV), mantenendo la trazione posteriore e migliorando le prestazioni.
  • Supra A70 (1986-1992): La Supra di terza generazione divenne un modello a sé stante con un motore in linea turbo da 3.0L, che erogava 232 cavalli e 254 lb-ft di coppia, accelerando da 0 a 100 mph in circa 6,3 secondi. Questa terza generazione è stata la prima a pulsare di vita propria, con la trazione posteriore, mentre la Celica era anteriore. I fari a scomparsa e il lunotto posteriore completamente vetrato sono due peculiarità squisitamente anni Ottanta che potrebbero essere brevettate.
  • A80 (1993-2002): La quarta generazione di Supra presentava il leggendario motore 2JZ-GTE biturbo in linea, che produceva 326 cavalli e 325 lb-ft di coppia, con un tempo da 0 a 100 mph di circa 5,1 secondi e una velocità massima di 155 mph. La Supra MK4 (A90) è rimasta sul mercato dal 1993 al 2002, prima di prendersi una sorta di "pausa di riflessione", terminata solo da poco. Tornando alla Supra degli anni Novanta, certamente è diventata un'icona ma è anche una signora auto sportiva, con prestazioni e caratteristiche da non sottovalutare. Sotto il cofano c'è un bel 6 cilindri in linea di 3 litri che in Giappone e negli Stati Uniti può essere sia aspirato che turbo. Quello più piccolo si attiva già a 1.800 giri, poi a 3.500 si inizia a risvegliare il secondo, che raggiunge il picco massimo di pressione a 4.000 giri, dove arrivano anche i 441 Nm di coppia. Così la Supra scatta da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e volendo potrebbe volare fino a 285 km/h, ma venne limitata a 250 km/h. La Supra è lunga poco più di 4,5 metri e pesa meno di 1.600 kg grazie all'alluminio usato per la costruzione di alcune componenti, come il cofano, alcuni bracci delle sospensioni e la scatola del cambio. Anche il tetto rimovibile, quando presente, è in alluminio e pesa solo 18 kg. Parlando di dinamica, invece, la distribuzione dei pesi è lievemente sbilanciata all'anteriore, con un 53:47. Un bel ruolo da protagonista nel primo episodio della saga Fast and Furious e il successo è stato servito.
  • GR Supra (2019-oggi): L'ultima generazione, sviluppata in collaborazione con BMW, è dotata di un motore turbo in linea da 3.0L che genera fino a 382 cavalli di potenza e 369 lb-ft di coppia, raggiungendo uno scatto da 0 a 100 mph in 3,9 secondi e una velocità massima di 155 mph. L'ultima GR Supra (2025), i prezzi delle auto nuove negli Emirati Arabi Uniti vanno da 138.500 AED per la variante base 2.0T GR a 216.900-229.900 AED per i modelli top-spec 3.0T GR, con opzioni di cambio manuale disponibili per gli allestimenti superiori. Sul mercato secondario, i modelli GR Supra usati del 2024-2025 sono disponibili per circa 210.000-231.000 AED, a seconda del chilometraggio e delle caratteristiche. I modelli Supra classici, in particolare la Supra di quarta generazione (A80), hanno prezzi molto più alti a causa del loro patrimonio motoristico e della loro rarità, con esemplari ben tenuti che vengono venduti a 118.700-200.000 AED o più. Il mantenimento del valore della Supra è forte rispetto alle rivali, il che la rende un investimento intelligente per gli acquirenti preoccupati della svalutazione.

Toyota 2000GT - Used By Sean Connery In 'You Only Live Twice' as James Bond デ

La Supra nella Guida Quotidiana e in Pista

La Toyota Supra è pratica per la guida di tutti i giorni, con una guida confortevole e uno sterzo facile. L'ammortizzazione è decisa ma non rigida, il che la rende adatta agli spostamenti quotidiani e alla guida in autostrada. L'abitacolo è silenzioso e i sedili sono confortevoli. Il risparmio di carburante è di circa 23-27 MPG, a seconda dello stile di guida e della trasmissione. La Supra era alimentata da un motore a sei cilindri in linea e la quinta generazione di Supra è dotata di un cambio automatico a otto rapporti, che garantisce sia il comfort quotidiano che la dinamica in pista.

In pista, la Supra prende vita: la trazione posteriore, le sospensioni avanzate e il potente motore assicurano una maneggevolezza precisa, curve piatte e un'aderenza eccellente, rendendola una delle auto preferite dagli amanti della pista.

È possibile provare la Toyota Supra senza acquistarla, noleggiandola per un breve periodo. A Dubai, aziende come Octane Rent offrono la moderna Toyota GR Supra per il noleggio a breve termine, consentendo ai conducenti di testare le sue prestazioni sulle autostrade di Dubai, dando un assaggio delle sue capacità senza l'impegno della proprietà. Octane Rent fornisce la Toyota Supra White con 255 CV, che accelera da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi, e la Toyota Supra GR Red con 340 CV, che raggiunge lo 0-100 km/h in 4,3 secondi. Entrambe le varianti sono caratterizzate da una configurazione a due posti, trazione posteriore e velocità massima di 250 km/h. I prezzi del noleggio giornaliero vanno da 235 a 420 AED, con tariffe mensili a 7.050 AED. Toyota ha riportato sul mercato la Supra di quinta generazione ed è disponibile per il noleggio a breve termine. Octane Rent offre una facile prenotazione online, consegna 24/7, assicurazione inclusa e periodi di noleggio flessibili, rendendo semplice provare la Supra per viaggi di lavoro, eventi speciali o avventure sportive.

Interni Toyota Supra (moderna)

Conclusioni Sulle Coupé Toyota degli Anni '60

Il decennio degli anni '60 ha rappresentato un periodo di grande fermento per Toyota, in cui l'azienda ha dimostrato una notevole capacità di innovazione e di adattamento alle esigenze di un mercato automobilistico in rapida evoluzione. Le coupé, sebbene non sempre prodotte in grandi volumi, hanno giocato un ruolo cruciale nel definire l'immagine sportiva e tecnologicamente avanzata del marchio.

La Toyota 2000GT è emersa come una vera e propria icona, sfidando le convenzioni e dimostrando che un'auto giapponese poteva competere ad armi pari con le sportive europee più blasonate. Il suo design futuristico, le prestazioni entusiasmanti e il suo impiego nel motorsport hanno contribuito a consolidare la reputazione di Toyota come costruttore di auto di qualità e prestazioni elevate.

Parallelamente, la Toyota Corona, con le sue varianti coupé, ha offerto opzioni stilistiche più dinamiche all'interno di una gamma di veicoli più accessibili, contribuendo alla diffusione del marchio e alla sua affermazione sui mercati internazionali. Anche la nascita della Corolla, pur non essendo un coupé sportivo, ha gettato le basi per l'espansione e la partecipazione di Toyota nel motorsport, esperienze che avrebbero influenzato la progettazione delle future auto sportive.

In sintesi, le coupé Toyota degli anni '60 non sono solo un capitolo affascinante della storia automobilistica, ma anche un testamento della visione e dell'ingegnosità di un'azienda che ha saputo evolvere da costruttore di veicoli affidabili a creatore di leggende su quattro ruote. L'eredità di queste vetture è palpabile ancora oggi, nel fascino intramontabile di modelli come la Supra, che continuano a incarnare lo spirito di innovazione e prestazioni che ha avuto inizio proprio in quel decennio.

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