Spesso non ci si pensa, ma i nomi delle automobili che troviamo nelle concessionarie nascondono significati interessanti e profondi, che vanno ben oltre la semplice denominazione. La scelta del nome di una vettura, e di ogni prodotto in generale, è di fondamentale importanza per il successo sul mercato, come ben sanno gli strateghi del marketing. Non è un caso se oggi esistono reparti specializzati che operano esclusivamente nel settore del “naming”. Toyota, uno dei colossi automobilistici mondiali, ha una ricca storia di denominazioni evocative per i suoi modelli, pescando tra la mitologia greca, i fiori, le lingue antiche e moderne, e persino l'astronomia. Il blog gestito da Toyota UK ha pubblicato un articolo nel quale vengono spiegati l’origine ed il significato dei nomi di alcune fra le sue vetture più celebri, aiutandoci così ad allungare una lista che oggi include i nomi scelti per identificare 215 automobili.

Le Radici di un Colosso: La Storia di Toyota
Le origini della storia di Toyota corrispondono, considerando anche la produzione di telai tessili, con l’attività imprenditoriale di Sakichi Toyoda. La vera svolta avviene con il passaggio di consegne al figlio, Kiichiro, che dà avvio alla produzione di automobili una volta capito che la sola industria tessile non può avere un futuro roseo. La Toyota Motor Corporation si mette in moto e nel 1934 inizia lo studio che porterà alla Toyota Model AA. Il nome originale dell'azienda era in realtà Toyoda, in onore del fondatore Sakiichi Toyoda (traducibile come "fertile campo di riso"). Nella calligrafia giapponese si è poi scoperto che sarebbe stato più scaramantico per questione di numeri cambiare Toyoda in Toyota, nome che è poi rimasto, poiché le otto lettere con cui veniva scritto "Toyota" in giapponese erano considerate un numero fortunato.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone si trova protagonista a suo malgrado essendo alleato della Germania nazista e dell’Italia fascista. Toyota inizia a convertire la sua produzione da veicoli stradali a veicoli militari, per poi riprendere da dove aveva lasciato nel 1947. Nel 1952, una tappa importante della storia di Toyota: inizia l’esportazione fuori confine. Il successo è talmente grande, e quasi inspiegabile, che già negli anni ‘70 Toyota è tra i maggiori produttori di auto a livello mondiale. Con la crisi petrolifera che interessò tutto il mondo occidentale, e in assenza dell’ibrido che sarebbe arrivato solo molti anni dopo, la decisione di produrre veicoli leggeri e con minori consumi è tra i motivi dell’affermazione di Toyota anche in America ed Europa. La grande e rinomata affidabilità dei suoi modelli, basta guardarsi attorno in una grande città per scoprire quanti taxi siano Toyota, è un altro dei motivi che si lega alla scalata che ha visto Toyota diventare il principale produttore di autoveicoli a livello mondiale.
Negli anni ‘90 arrivano anche i primi importanti successi sportivi, memorabili i 4 titoli mondiali nel mondiale rally con la Celica, cui si aggiungono quelli più recenti con Yaris; da ricordare anche i trionfi alla 24 Ore di Le Mans con i prototipi LMP1 negli anni più recenti. La prima vittoria è datata 2018, al volante il campione di F1 Fernando Alonso. Fanno parte della galassia Toyota anche i brand premium Lexus, anche questo presto diventato un riferimento negli Stati Uniti. Oggi, la Casa giapponese può vantare la posizione n.1 tra le case automobilistiche per numero di vetture vendute all’anno, almeno stando ai dati che la pongono davanti a tutti, compresi i colossi come Stellantis o Volkswagen che comprendono più marchi. Con circa nove milioni di veicoli all’anno, la domanda di veicoli Toyota arriva da tutto il mondo e significativa è la sua presenza negli Stati Uniti. Il sorpasso al simbolo dell’auto statunitense, la General Motors, è avvenuto nel 2008. La rivalità con Tesla, che la supera in capitalizzazione di mercato ma non in fatturato, spinge Toyota a investire sull'elettrico, non senza riserve.
La Filosofia del Naming in Toyota: Un Universo da Esplorare
Nel caso dei modelli Toyota, i giapponesi, nella loro storia recente, hanno spaziato dai fiori alla mitologia greca, dalle lingue antiche a quelle moderne, e persino all'astronomia. La casa giapponese spiega ufficialmente da dove derivano i nomi di alcuni dei suoi modelli più importanti e diffusi. Vi siete mai chiesti perché una casa automobilistica abbia scelto un nome in particolare per un modello? Trovare un nome che sia adatto per tutto il mondo non è affatto facile e spesso gli specialisti delle case costruttrici devono anche partire da una storia di base per creare il nome di una nuova vettura.
Toyota Yaris: Bellezza, Eleganza e Consenso Europeo

Il termine Yaris nasce dall’unione fra una parola greca ed una tedesca. Charis, della mitologia greca, esprime i concetti di bellezza ed eleganza, identificando una delle Grazie, o Cariti. Lo "Ya" iniziale - "ya" in tedesco significa "sì" - comunica la reazione positiva e il consenso dei clienti europei nel giudicare lo stile del corpo vettura. L'idea originaria era quella di ammiccare al mercato europeo, simboleggiando una reazione positiva da parte del pubblico del Vecchio Continente.
La denominazione Yaris viene utilizzata in Europa, Australia e Stati Uniti d'America, mentre in Canada la vettura viene venduta come Toyota Echo. In Giappone e alcuni paesi asiatici è commercializzata come Toyota Vitz. Preceduta dalla presentazione della concept car Funtime nel 1997, la Yaris viene commercializzata in Europa dal gennaio 1999 (mentre era già in vendita sul mercato nipponico dall'anno precedente come Vitz) nelle versioni 3 e 5 porte. La casa la lancia con lo slogan "Piccolo genio".
Inizialmente fu prodotta con una sola motorizzazione a benzina da 1.0 litri 16 valvole erogante 68 cavalli. Nel 2000, la gamma venne ampliata anche con l'introduzione di un 1.3 litri 16V bialbero da 86 cavalli. Alle due motorizzazioni a benzina si aggiunse nel 2001 la diesel, composta da un 1.4 litri D-4D turbodiesel da 75 cavalli.
Le versioni disponibili erano quattro: "Base" che comprendeva la strumentazione digitale, il computer di bordo, 2 airbag, maniglie in tinta con la carrozzeria, pretensionatore delle cinture di sicurezza anteriori e posteriori, vetri elettrici anteriori, sedile posteriore scorrevole, poggiatesta posteriori e anteriori attivi e chiusura centralizzata; "Sol" che aggiungeva climatizzatore manuale con filtro antipolline, chiusura centralizzata con radiocomando e retrovisori elettrici; "Luna", disponibile solo con il motore 1.3 VVT-i, rispetto al precedente allestimento vedeva l'aggiunta dei fari fendinebbia, volante e pomello del cambio in pelle e interni specifici. La versione più sportiva, la "TS", disponibile esclusivamente con motore 1.5, riprendeva le dotazioni della versione Luna con l'aggiunta di selleria specifica sportiva, pomelli dei comandi di ventilazione e maniglie cromate e un pacchetto sportivo caratterizzato da minigonne e paraurti specifici. Su tutte le versioni poteva essere richiesto il navigatore satellitare "Turn by Turn". La Yaris 1.0 poteva essere inoltre equipaggiata con il cambio "Toyota Free-Tronic", un manuale con frizione automatizzata (assenza del pedale frizione). Tutte le motorizzazioni prodotte fino al 2004 rispettavano i parametri antiinquinamento della normativa Euro 3.
Nel 2000, alla gamma si aggiunse una versione monovolume, denominata "Verso", come le versioni similari delle altre vetture Toyota. Il telaio e gli interni erano gli stessi della versione berlina, col portellone posteriore del bagagliaio dall'apertura laterale incernierata a destra, mentre la gamma motori venne privata del piccolo 1.0. Restarono invariati il 1.3 VVT-i e il 1.4 D-4D.
Contemporaneamente all'esordio sul mercato statunitense, la Yaris venne sottoposta a un lieve restyling nel febbraio 2003. Il frontale ricevette una nuova fanaleria a goccia e un nuovo paraurti con nervature disposte in modo da formare una U; l'antenna fu spostata nella zona posteriore del tetto. Tra gli allestimenti rimanevano "Base" e "Sol", mentre l'allestimento "Luna" era unificato all'allestimento "Sol". La dotazione di serie ora comprendeva ABS con EBD, 4 airbag e lettore CD. L'interno fu "rinfrescato" con scelte cromatiche grigio-chiaro, soprattutto nella zona dei comandi del controllo dell'aria. I propulsori a benzina furono riomologati secondo gli standard Euro 4 e il piccolo 1.0 da una potenza originaria di 68 cavalli passò a 65 (fino alla fine della prima generazione, poi sarebbe diventato di 69 CV). Il 1.3 non subì alcuna variazione in termini di potenza e struttura, mentre il turbodiesel 1.4 D-4D rimase Euro 3.
La seconda generazione esordì in Giappone nel 2004, mentre in Europa, Australia, Messico, Canada e Stati Uniti d'America fu lanciata l'anno seguente. Fu totalmente rinnovata a partire dalla piattaforma di base che adottava sospensioni configurate come MacPherson all'avantreno e ponte torcente al retrotreno. La versione Verso non venne riproposta, mentre la versione berlina ebbe una carrozzeria leggermente più lunga (3,75 metri) che possedeva un design ispirato vagamente alla prima serie, ma con numerosi elementi presi dalla Corolla E120. In Italia fu venduta inizialmente con una gamma di due allestimenti: "Base" e "Sol". La versione "Sol" era personalizzabile con l'aggiunta del pacchetto di accessori "Luxury" che comprendeva Smart Entry & Start System, climatizzatore automatico, cerchi in lega, fari fendinebbia anteriori e pulsante del freno a mano cromati.
Nel 2007 fu introdotta una versione annuale denominata "Luna", per riprendere una versione della prima serie. La "Luna" aveva tutte le dotazioni della 1.3 Sol con la semplice aggiunta di fendinebbia. Nello stesso anno fu introdotta nuovamente la "TS" caratterizzata da strumentazione sportiva analogica, climatizzatore automatico e cromature interne. Nel 2008 venne soppressa la versione "Luna" e inserite due nuove versioni: "Now" e "Navi". La "Now" era un mix tra Base e Sol; gli esterni erano caratterizzati da maniglie e calotte non in tinta con la carrozzeria, gli interni presentavano una selleria della versione Base, ma le dotazioni di serie erano tutte quelle della Sol: clima manuale, volante e pomello del cambio in pelle, radio a 6 altoparlanti, comandi radio al volante. In più erano presenti bordini dello stesso colore della carrozzeria attorno alle bocchette dell'aria, contorno dei tappetini colorati e inserto colorato sulla leva del cambio. La versione "Navi", invece, avrebbe riscosso un notevole successo grazie al navigatore di serie. Per quanto riguarda la sicurezza, sottoposta nuovamente al crash test dell'Euro NCAP nel 2005, raggiunse il punteggio di 5 stelle per 35 punti. La Yaris seconda serie è nota come Progetto XP9. La berlina a quattro porte fu importata in Europa ma restò un'esclusiva riservata ai mercati asiatici, americani e australiani.
Nel settembre del 2008 alla gamma Yaris si aggiunse un nuovo allestimento denominato "Navi", caratterizzato da un impianto audio di nuova concezione progettato dalla divisione Eclipse di Fujitsu, che oltre alle tradizionali funzioni integrava l'alloggiamento per una speciale versione di navigatore satellitare TomTom estraibile e installabile anche su altri veicoli. Il navigatore disponeva del supporto Bluetooth e controllo iPod; quest'ultima funzione però ha suscitato diverse critiche a causa della mancanza di un cavo adatto al funzionamento del sistema, disponibile solo a pagamento. La gamma motori iniziale era composta da due propulsori benzina da 1.0 (ora a 3 cilindri) e 1,3 litri capaci di 69 e 87 cavalli, entrambi dotati della fasatura variabile VVT-i, e un turbodiesel 1.4 D-4D da 90 cavalli. Nel restyling del 2008 il 1.3 venne portato a 100 cavalli. Nel 2007 alla gamma si aggiunse il 1.8 della versione TS per uscire di scena nel dicembre dell'anno seguente. Come la prima serie, anche per la seconda nel marzo del 2007 fu introdotto l'allestimento sportivo "TS" che offriva una taratura di assetto e sospensioni più rigide, nonché un propulsore di 1,8 litri dotato della tecnologia Dual VVT-i (doppia fasatura variabile delle valvole) capace di erogare 133 cavalli. Esteticamente la TS presentava paraurti anteriori, posteriori e minigonne specifiche; in particolare nel frontale spiccava la griglia a nido d'ape, mentre il posteriore presentava un terminale di scarico cromato, oltre all'inedita fanaleria a LED. La dotazione di serie comprendeva 9 airbag, ABS con controllo di stabilità e trazione, 4 freni a disco, assetto ribassato e climatizzatore automatico. Sul mercato giapponese la Toyota produsse la Vitz RS con un motore 1.5 16V da 106 cavalli, ma la variante più sportiva in commercio fu la Vitz TRD dotata di motore 1.5 16V turbocompresso da 163 cavalli con un'accelerazione 0-100 km/h in 7 secondi.
Nel gennaio 2009 la Yaris subì un lieve restyling: la nuova versione diventò leggermente più lunga (3,78 m) a causa del nuovo disegno dei paraurti, più spigolosi. Nella coda fu rinnovata la fanaleria che presentava inedite nervature sagomate a seconda della posizione dei LED. Rivisti anche gli interni: la consolle centrale e le razze del volante avevano rifiniture in plastica simil alluminio, l'autoradio disponeva dell'ingresso per lettori MP3, mentre la porta USB era a pagamento. Rimaneva disponibile il Luxury Pack con l'aggiunta di vetri elettrici posteriori e vivavoce Bluetooth. Nel successivo aggiornamento di dicembre 2009 le versioni Sol persero la strumentazione digitale in luogo della classica analogica, invece per le altre versioni la strumentazione rimase digitale. Inoltre, la versione Base fu venduta con le maniglie non in tinta con la carrozzeria. Per il mercato italiano a dicembre 2009 furono introdotte le nuove versioni Sol MY'10 che potevano essere personalizzate o con il Comfort Pack (climatizzatore automatico e fendinebbia), oppure con Luxury Pack (con la scomparsa dello Smart Entry System). Per il mercato nipponico gli indicatori di direzione laterali furono spostati e integrati nei gusci degli specchi retrovisori. Tra le motorizzazioni esordivano un nuovo 1.0 12V VVT-i con alimentazione bifuel benzina e GPL sviluppato in collaborazione con la Landi Renzo (disponibile da marzo 2010), con un consumo urbano di 6 l/100 km ed extraurbano di 4,4 l/100 km, e un nuovo 1.3 16V VVT-i da 100 cavalli dotato di sistema Stop & Start, mentre il 1.4 D-4D dal 2010 era disponibile solo con filtro antiparticolato. La dotazione di serie fu impoverita: infatti, la versione pre-restyling disponeva di nove airbag di serie, mentre la nuova ne presentava solo quattro nella versione d'accesso Now (la più venduta) oppure sette per la versione Sol MY'10. Erano disponibili solo come optional anche il controllo di stabilità e quello di trazione. Nella sua uscita dal mercato, un progetto frutto di un'operazione di co-branding vide riutilizzare questa generazione della Yaris per la realizzazione di un modello firmato Daihatsu: la Charade. Essa mantenne inalterate le proporzioni della Yaris e le sue caratteristiche estetiche e fu offerta con un unico propulsore (il 1.3 da 100 CV) e un unico allestimento full optional.
La terza generazione della Yaris fu presentata a settembre 2011 al salone dell'automobile di Francoforte e incominciò a essere commercializzata nell'ottobre dello stesso anno. La carrozzeria era caratterizzata da linee ispirate a quelle della Prius+ e della Verso-S. Per aumentare l'aerodinamicità, diversamente dalle due serie passate, aveva un solo tergicristallo. La strumentazione non fu più collocata al centro del cruscotto, come nelle due generazioni precedenti, ma nella classica posizione dietro al volante. Rispetto alla Yaris di seconda serie, lo spazio per le ginocchia nel divano posteriore crebbe di 35 mm, mentre il baule aveva una capacità di 285 litri, che aumentava a 765 litri ribaltando i sedili posteriori (non sono più scorrevoli come nelle due vecchie generazioni). Il design dei cerchi in lega, disponibili nelle misure da 15 e 16 pollici, presentava nuovi disegni per le razze. Tre le motorizzazioni: 1.0 VVT-i con 69 CV e 1.3 VVT-i con 99 CV a benzina e 1.4 D-4D a gasolio da 90 CV, quest'ultimo che vantava un consumo di 3,9 l/100 km. L'allestimento base comprendeva 7 airbag, il controllo elettronico della stabilità, la chiusura centralizzata, l'ESP (disinseribile) e i poggiatesta attivi. La versione "Active" offriva, in più della base, sedile di guida regolabile in altezza, volante regolabile in profondità, climatizzatore manuale, volante e leva del cambio in pelle, comandi audio al volante, infotainment con display a colori da 6,1 pollici, lettore CD e connettività Bluetooth e USB/Aux, telecamera posteriore, specchietti retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, chiusura centralizzata con telecomando, fari a spegnimento ritardato e cerchi di acciaio da 15 pollici. L'allestimento "Lounge": cerchi in lega da 15 pollici a 12 razze, climatizzatore automatico bizona, sensori pioggia e crepuscolare (optional), diverso rivestimento in tessuto per i sedili, filtro antipolline, fendinebbia, vetri elettrici posteriori e specchietto interno fotocromatico (optional). Nella "Style" c'erano in più cerchi in lega da 16 pollici bruniti, fari anteriori e cromature bruniti, tetto panoramico (optional), accesso keyless (optional), un assetto più rigido con sospensioni posteriori ribassate, spoiler posteriore e rivestimenti interni specifici, con sedili anteriori più profilati e cuciture rosse per volante e freno a mano. Venne venduta sia nella versione a 3 che a 5 porte.
Nel 2012 nasce la Yaris Hybrid, caratterizzata dal funzionamento ibrido benzina/elettrico: il motore da 1,5 litri a ciclo Atkinson eroga 74 CV e 111 Nm di coppia ed è abbinato a un motore elettrico che, oltre a garantire uno spunto in fase di partenza, consente brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Il cambio è a variazione continua gestito elettronicamente.
Nel luglio 2014 la Yaris ha subito un restyling, curato dal centro stile Toyota di Nizza e dal chief designer Elvio D'Aprile, in cui la casa giapponese ha investito 85 milioni di euro introducendo mille componenti inedite. La Yaris ha guadagnato 6 centimetri in più rispetto alla versione sostituita per arrivare a 3,94 metri, mentre il passo è rimasto invariato. Per rendere le linee più sportive e gradevoli alla clientela del vecchio continente, è stata disegnata una sorta di “X” sul frontale, elemento divenuto tipico del linguaggio stilistico del costruttore nipponico inaugurato con l'Aygo di seconda generazione nel 2014. La scocca della Yaris è stata rinforzata ed è stato ridotto il rumore all'interno dell'abitacolo. Adottati nuovi rivestimenti dei passaruota e ancoraggi dei paraurti, realizzati per aumentare la rigidità torsionale e ridurre la propagazione del rumore nell'abitacolo. Rinnovate anche le sospensioni anteriori, per assicurare un maggiore comfort di guida, mentre lo sterzo servoassistito, grazie a una nuova gestione elettronica, assicura una migliore manovrabilità. Infine, è presente un nuovo sistema di controllo della stabilità, ora disinseribile fino a una velocità di 50 km/h. Al posteriore esordisce un nuovo paraurti con finto diffusore integrato e davanti sono presenti nuovi gruppi ottici a LED diurni (non su tutti gli allestimenti). L'impianto multimediale, chiamato Toyota Touch 2, è dotato di uno nuovo schermo con dimensioni maggiorate da 6,1 a 7 pollici, oltre a essere più evoluto nella grafica e nelle funzioni. Oltre agli allestimenti presentati nel 2011, adesso si aggiungono gli allestimenti Cool, Hybrid Cool, Hybrid Active e Hybrid Style. Anche i motori sono stati aggiornati, in particolare il motore 1.0 e quello ibrido: nel 1.0 VVT-i le emissioni sono scese a 99 g/km di CO2 e i consumi dichiarati sono di 4,3 L/100 km. Sia il motore 1.0 sia quello ibrido 1.5 HSD sono stati omologati come Euro 6, mentre i due 1.3 Dual VVT-i da 99 CV e il 1.4 D-4D da 90 CV restano Euro 5.
Toyota Prius: L'Avanguardia Ibrida

Prius trae origine dalla parola latina "prius" che significa "prima" o "precedente". Questo nome è un chiaro riferimento alla prima vettura ibrida sul mercato, lanciata in Giappone nel 1997. Toyota scelse questo avverbio per indicare un prodotto arrivato decisamente "prima" di altri, anticipando i tempi e il mercato in modo significativo. Nel 1997, quando fu introdotta la prima serie, nessun'altra ibrida prima di lei aveva ottenuto simili risultati di vendita. Il pionierismo in una parola, che sottolinea la capacità di Toyota di aver anticipato tutte le concorrenti investendo prima degli altri sull’ibrido. Dal 1997, Prius è un riferimento e la quinta generazione, ibrida plug-in, è lunga 4,6 metri e ha 223 CV. Caratteristica la sua forma a cuneo, premiante dal punto di vista dell’aerodinamica.
Toyota Celica e Supra: Sportività "Celestiale" e "Superiore"

Per le coupé sportive, Toyota ha scelto nomi che evocano potenza e prestigio. Celica è un termine spagnolo traducibile con "celestiale", una scelta pensata per sottolineare un'auto dolce e armoniosa. Supra, invece, trae origine dalla parola latina che significa "sopra", posizione che l’auto avrebbe dovuto occupare nel paragone con le coeve Aston Martin DB7 e Porsche 911 Turbo, indicando la sua supremazia nei confronti delle concorrenti. Queste denominazioni riflettono il posizionamento e le ambizioni di Toyota per questi modelli sportivi.
Altri Nomi Significativi nella Gamma Toyota
Toyota Corolla: Un Anello di Petali
Il termine Corolla indica l’anello di petali attorno alla parte centrale di un fiore. Secondo la casa, fu scelto per evocare un'immagine di bellezza e per descrivere l'immagine di una piccola, bella e accattivante auto di famiglia. L’ultima generazione monta solo motori ibridi ed è lunga 4,37 metri. La variante Touring Sports è sinonimo di familiare, e aggiunge 28 centimetri e un bagagliaio più capiente.

Toyota Auris: L'Aura Dorata
Il significato della parola Auris è legato sia al latino che all’inglese. Rappresenta la crasi fra "aurum" (oro) ed "aura", che spiega il perché la concept car fu esposta nel 2006 con una vernice color oro. Un'aurea dorata avrebbe quindi circondato la segmento C nel corso della sua carriera commerciale. Il richiamo dell'Auris è doppio: da un lato c'è l'oro (aurum, scelto anche come vernice per la concept presentata al Salone di Parigi del 2006); dall'altro la parola inglese "aura", più d'atmosfera.
Toyota Corona: L'Anello Luminoso del Sole
Il nome Corona, per un'auto degli Anni '60, ha origini astronomiche: è l’anello di luce perlacea intorno al sole e voleva significare la robustezza in rapporto alle rivali europee dell'epoca. Per la Corona, primo modello esportato in Inghilterra nel 1965, Toyota si riferì invece allo strato più esterno dell’atmosfera solare, senza nascondere una certa ambizione: "Il nome era un riflesso della robustezza della vettura, come una luce in fondo al tunnel per gli automobilisti che si trovavano a bordo di auto europee meno affidabili".
Toyota Camry: La Corona Giapponese
Un'altra "corona" nella gamma Toyota è la Camry, l'unica vettura Toyota che prende spunto dal giapponese, derivando dalla parola "kanmuri", che significa appunto corona. Un nome perfetto, secondo la Casa, visto che si tratta del modello più venduto negli States da 12 anni a questa parte.
Toyota Avensis: Un Passo Avanti
Avensis è derivato dal verbo francese "advancer" (avanzare) ad indicare il passo avanti compiuto dal modello rispetto alla Carina. Il nome della Toyota Avensis deriva dal verbo francese "advancer" che significa andare avanti.
Toyota Previa: L'Anticipatrice
Altra vettura "anticipatrice" è la Previa, prodotta dal 1990 a oggi: il nome deriva dall'italiano e ancora una volta riflette un'immagine da precursori: "È stata la prima MPV del mondo a montare un motore centrale per massimizzare lo spazio interno", sottolinea Toyota.
Il Naming nel Contesto Automobilistico Globale
Il mondo è grande e, spesso, le auto ci aiutano a scoprirlo, con nomi che ci trasportano in luoghi diversi o evocano sensazioni particolari. Ad esempio, Seat ormai ci ha fatto conoscere diverse location spagnole, dall’Ibiza alla Arona, arrivando alla Tarraco (Tarragona). Hyundai ci porta oltreoceano con la Kona (nome di una costa dell’isola più grande delle Hawaii), la Tucson e la Santa Fe. Maserati, invece, punta sui venti, impetuosi e affascinanti: alla Ghibli e alla Levante, si aggiungerà presto la Grecale.
Interessante, per chiudere, la storia che ha portato alla scelta dei nomi di due icone made in Italy, Fiat Panda e Fiat 500. Decisamente più concreta è la denominazione 500, che si riferisce sia alla cilindrata del motore della vetturetta nata nel 1957 (499 cc) sia al prezzo, perché al lancio il Cinquino costava meno di 500 mila lire. Un’auto per tutti, insomma. L’attuale Panda, tanto per fare un esempio, si sarebbe dovuta chiamare Gingo. Una querelle con la Renault che aveva contestato l’assonanza della parola con Twingo spinse la Fiat a riproporre il simpatico nome “Panda”.
I Modelli Attuali di Toyota e la Loro Relevanza
I modelli di Toyota oggi sono tanti e, da buon Marchio generalista, coprono più segmenti.
Toyota Aygo X
Toyota Aygo X, una versione “crossoverizzata” della precedente Aygo, è arrivata nel 2022 e con i suoi 3,7 metri, le 5 porte e motori parsimoniosi sebbene non troppo brillanti rappresenta l’idea di citycar in attesa di capire se ci sarà un futuro elettrico per la futura ultra compatta del brand. I prezzi delle Toyota nuove partono dai 17.950 euro della Toyota Aygo X. La citycar giapponese ha tanti dettagli da crossover e cerchi in lega da 17” e 18”. L’allestimento top di gamma Undercover costa 21.950 euro, mentre chi vuole la versione Air con il tetto in tela apribile elettricamente deve aggiungere 1.000 euro.
Toyota Yaris: La Best Seller Europea
Yaris è la best seller europea di Toyota: monta sia motori benzina ma è famosa per l’ottimo motore ibrido che fa consumare veramente poco in città. Ne esiste anche una versione molto sportiva, la GR Yaris, con carrozzeria 3 porte e telaio condiviso con la Yaris da rally che vince e convince tanto da essere vincitrice del mondiale rally. Salendo di un segmento la Yaris, la sua quarta generazione (la prima è del 1999), parte da 20.150 euro se parliamo del motore benzina 1.0 da 72 CV, mentre l’ibrido (1.5 116 CV) costa 24.100 euro. Fa eccezione la GR Yaris, che con il suo 1.6 tre cilindri nel solo allestimento Circuit parte da 46.000 euro. Si tratta di una sportiva tra le più potenti in circolazione tra le piccole: ha 261 CV, raggiunge i 230 km/h di velocità massima e scatta da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi.

Toyota Corolla: L'Evergreen
Tra le Toyota più vendute al mondo c’è l’evergreen Corolla. Toyota Corolla parte da 33.300 euro, in media più cara rispetto ad altre concorrenti di segmento C, vanta due motorizzazioni ibride (1.8 e 2.0, rispettivamente 140 e 196 CV). La Touring Sports aggiunge 1.000 euro (e 27 centimetri di carrozzeria) a parità di motorizzazione.
Toyota Prius: L'Ibrida Pioniera
Veniamo alla Prius che tra i prezzi delle Toyota nuove ha alzato l’asticella con il suo nuovo 2.0 ibrido plug-in: prezzi da 42.200 a 50.000 euro per la quinta generazione dell’auto che ha proiettato Toyota nel mondo dell’ibrido già a fine anni ‘90.
Toyota Mirai: Il Futuro dell'Idrogeno
Toyota Mirai merita una citazione tra i modelli di Toyota perché rappresenta l’idea, in costante evoluzione, di utilizzare l’idrogeno come propulsore dei veicoli. In Italia è rarissima, non si può dire altrettanto di altri mercati. Lunga 4,98 metri, è comoda e rappresenta la base di una forma di mobilità di cui si sentirà parlare con più frequenza in futuro.
Le Sportive: GR86 e Supra
Passando alle sportive, prima di affrontare SUV e crossover, il palco se lo spartiscono la GR86 e la Supra. La prima, gemella della Subaru BRZ che non viene venduta in Europa, è agile, scattante e da molti considerati la sportiva perfetta per divertirsi. La Supra, invece, è più cara ed è nata da un progetto condiviso con BMW (da Supra è nata la Z4). Le due sportive GR86 e Supra costano rispettivamente 37.250 e 61.200 euro.
I SUV e Crossover Toyota
Toyota Yaris Cross apre la strada delle ruote alte della Casa giapponese. Sfrutta la stessa piattaforma di Yaris e può essere equipaggiato con la trazione integrale. I centimetri di differenza con l’utilitaria, però, non sono pochi (26 centimetri) a tutto vantaggio dell’abitabilità. La gamma SUV attacca con Yaris Cross a 28.050 euro (32.800 euro la trazione integrale). C-HR è un altro importante modello Toyota. La gamma SUV, siamo sempre nel segmento C, vede al suo fianco la Corolla Cross, da 37.300 euro. La più grande RAV4 è lunga 4,60 metri e molto spaziosa: motori full hybrid e plug-in, con potenze fino a 306 CV, con prezzi da 40.800 euro per la full hybrid e da 55.700 euro per la plug-in da 306 CV. Toyota Highlander parte da 57.500 euro. Anche Toyota Land Cruiser è in arrivo con la nuova generazione: il motore è rimasto il 2.8 turbodiesel. La precedente generazione di Land Cruiser parte da 57.450 ma non è stato ancora diffuso il prezzo della nuova.

Prezzi Toyota Nuove e Usate
I prezzi delle Toyota nuove partono dai 17.950 euro della Toyota Aygo X. La citycar giapponese ha tanti dettagli da crossover e cerchi in lega da 17” e 18”. L’allestimento top di gamma Undercover costa 21.950 euro, mentre chi vuole la versione Air con il tetto in tela apribile elettricamente deve aggiungere 1.000 euro. Salendo di un segmento la Yaris, la sua quarta generazione (la prima è del 1999), parte da 20.150 euro se parliamo del motore benzina 1.0 da 72 CV, mentre l’ibrido (1.5 116 CV) costa 24.100 euro. Fa eccezione la GR Yaris, che con il suo 1.6 tre cilindri nel solo allestimento Circuit parte da 46.000 euro. Si tratta di una sportiva tra le più potenti in circolazione tra le piccole: ha 261 CV, raggiunge i 230 km/h di velocità massima e scatta da 0 a 100 km/h in 5,5 secondi. Toyota Corolla parte da 33.300 euro, in media più cara rispetto ad altre concorrenti di segmento C, vanta due motorizzazioni ibride (1.8 e 2.0, rispettivamente 140 e 196 CV) . La Touring Sports aggiunge 1.000 euro (e 27 centimetri di carrozzeria) a parità di motorizzazione. Veniamo alla Prius che tra i prezzi delle Toyota nuove ha alzato l’asticella con il suo nuovo 2.0 ibrido plug-in: prezzi da 42.200 a 50.000 euro per la quinta generazione dell’auto che ha proiettato Toyota nel mondo dell’ibrido già a fine anni ‘90. Le due sportive GR86 e Supra costano rispettivamente 37.250 e 61.200 euro. La gamma SUV attacca con Yaris Cross a 28.050 euro (32.800 euro la trazione integrale), da 37.300 euro la Corolla Cross e da 40.800 euro la RAV4 full hybrid e da 55.700 euro la plug-in da 306 CV. Toyota Highlander parte da 57.500 euro mentre la precedente generazione di Land Cruiser parte da 57.450 ma non è stato ancora diffuso il prezzo della nuova.
Vista la grande popolarità, sono tante le Toyota usate disponibili in Italia. Primeggiano le Yaris, di qualsiasi generazione, con prezzi bassi (ca. 1.000/2.000 euro) per le Yaris di prima generazione. In vetta le GR Yaris, con diversi esemplari che hanno innalzato il loro valore grazie alla grande richiesta che ha convinto più volte Toyota a rivedere i piani per la sua sportivetta derivata dalla vettura che compete nel mondiale rally. A salire con le varie generazioni si può comprare una Yaris per meno di 10.000 euro. Anche le altre Toyota arrivate negli ultimi anni, come la Aygo X si può trovare a 14.450 euro, mentre colpisce una Supra a 74.500 euro, ben oltre il suo valore da listino, anche se ne trovano a cifre inferiori. Analizzando i prezzi Toyota usate, e tornando sulla popolarissima Yaris, c’è chi cerca di rivenderla magari essendo un KM0 a prezzi pari al nuovo, ma non sono poche le segmento B giapponesi prodotte dal 2020 in avanti con prezzi competitivi (tra 15.000 e 20.000 euro) con chilometraggi assai variabili. Una vera instant classic molto desiderata dagli appassionati di guida sportiva è la GR86. Si trova, al pari della GR Yaris, a prezzi non così competitivi rispetto al nuovo. Chi desidera una macchina sportiva senza spendere troppo, può comunque indirizzare la sua attenzione sulla GT86 che si può comprare con una spesa intorno ai 20.000 euro.
Collaborazioni e Innovazioni Future
La prima elettrica di Toyota è la bZ4x, con un progetto nato in condivisione con Subaru e Lexus. Con le due case giapponesi, e con Suzuki, Toyota ha attivi accordi di condivisione dei modelli. Lo testimoniano la sportiva GR86 (nata dalla base comune della Subaru BRZ), la Lexus LBX (base Toyota Yaris Cross) e la Suzuki Across (base Toyota RAV4). Anche Mazda collabora con Toyota, tanto che la celebre Yaris viene venduta anche dalla Casa di Hiroshima come Mazda2 Hybrid.

I brand concorrenti di Toyota sono i generalisti tra cui le tante case europee di Stellantis (FIAT, Citroen, Opel, Peugeot), i Marchi del gruppo Volkswagen (Volkswagen, Skoda, Seat) e le case coreane come Hyundai e Kia senza dimenticare Ford, Renault e Nissan e la giapponese Honda. Tutti questi brand propongono una gamma simile, con alcune eccezioni. Ad esempio è facile paragonare Ford e Toyota perché entrambe propongono modelli di utilitarie fino ai più voluminosi pick-up: da una parte l’iconico Ranger, dall’altro l’altrettanto popolarissimo Hilux. In questo caso particolare bisogna poi riconoscere una rivalità che si estende oltre Oceano: Ford e Toyota competono da anni sul mercato nord americano e tendono ad offrire la stessa tipologia di prodotto, specialmente i grandi SUV che dominano la scena negli Stati Uniti. Non potendo rinunciare al segmento dei B-SUV, quello che è cresciuto di più negli ultimi anni, la Yaris Cross è un modello che ha tante concorrenti: basti pensare alla Ford Puma per proseguire con Citroen C3 Aircross, Dacia Duster, FIAT 500X e ora 600, Hyundai Kona, Jeep Renegade, Kia Niro, Opel Mokka, Peugeot 2008, Renault Captur.